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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
By Admin (from 28/09/2010 @ 11:02:00, in it - Osservatorio Globale, read 1240 times)

Benedetto XVI visiterà Palermo il prossimo 3 ottobre. La spesa prevista è di 2,5 milioni di euro: i fondi saranno stanziati quasi tutti dalla Regione, anche se gli organizzatori sperano che all’ultimo momento la visita sia classificata come “Grande evento” dalla Protezione Civile, in modo da spostare i costi sulla contabilità statale.

 

L’arcivescovo di Palermo, mons. Paolo Romeo, ha giustificato la spesa come “accorgimenti necessari” per non correre il rischio di “trasformare Palermo in una nuova Duisburg”, e ha polemicamente respinto le critiche sull’entità dei costi domandando “perché nessuno si chiede quanto costa alla cittadinanza la cena di un magistrato con gli uomini di scorta o quella di un politico? O ancora un concerto in pompa magna come quello di Morricone?”

 

Le polemiche per la visita sono anche legate al blocco della circolazione che in alcune strade durerà ben quattro giorni e per i probabili danni, irreversibili per gli agronomi, che subirà   il prato del Foro Italico.

 

Tutto ciò mentre nel Regno Unito  continua a crescere la protesta per i costi – lievitati a circa 20 milioni di sterline (di cui solo 1,5 legati alla sicurezza ) – sostenuti dal governo  britannico per la visita di Benedetto XVI il prossimo 16 settembre.

Fonte: minitrue.it - Autore: Jaques M. Hotteterre

 

In questi giorni molto si è detto a proposito delle indagini che hanno coinvolto, forse per la prima volta in modo accurato, la banca del Vaticano (lo Ior) finito sotto indagine da parte della procura di Roma per violazione delle norme sull’anti-riciclaggio. Naturalmente gli esiti dell’inchiesta richiederanno del tempo, considerata anche la complessità della materia.

Può essere però molto molto interessante approfittare dell’occasione e di una bella paginata de La Stampa di ieri - 22 09 2010 n.d.R. TA - (purtroppo un poco nascosta…) per capire cosa è e come funziona l’Istituto Opere Religiose, penso che troverete anche voi interessante sapere che:

- il suo compito sarebbe quello di provvedere alla gestione dei beni mobili e immobili di persone fisiche e giuridiche e destinati a opere di religione e carità;
- lo Ior ha 44 mila conti correnti, tutti di religiosi e dipendenti vaticani oltre ad una piccola quantità di enti privati;
- gli interessi concessi vanno dal 4 al 12%, senza alcuna tassazione;
- gli utili della banca vengono destinati a opere di carità e iniziative del Papa;
- il presidente dello Ior riferisce direttamente a 5 cardinali scelti direttamente dal Papa;

- il suo bilancio e i movimenti svolti sono noti solo al Papa, al collegio dei cardinali, al prelato dell’istituto, al consiglio di sovrintendenza, ai revisori dei conti e alla direzione generale;
- lo Ior può spostare fondi all’estero, in altre banche, in assoluta riservatezza: la Città del Vaticano non aderisce alle norme antiriciclaggio;
- i clienti sono identificati solo con un numero cifrato e non con un nome, non esistono ricevute delle operazioni né libretti degli assegni, si opera solo con bonifici;
- eventuali rogatorie devono passare dal ministero degli esteri, ma il Vaticano quasi mai le concede;
- lo Ior ha un patrimonio stimato in 5 miliardi di euro.

Fonte: Polisblog.it ; Autore: Paganini

WIE VAN DE DRIE

Cassandra Simone Monika
Cassandra | Simone | Monika
 
By Admin (from 01/10/2010 @ 08:00:52, in it - Osservatorio Globale, read 1632 times)

Sul sito di annunci kijiji.it pare sia "scoppiata" la condivisione-mania. Purtroppo, non si tratta di una moda relativa a qualche nuova tendenza abitativa o di lifestyle quanto piuttosto di una necessità per affrontare i (troppo spesso proibitivi) costi di un "tetto sulla testa" nelle città italiane, e, Milano, non sfugge al fenomeno anzi ne rappresenta una punta "avanzata".

 

In realtà questa “tendenza” è già consolidata tra la popolazione degli studenti milanesi per i quali è più che normale condividere gli spazi di un appartamento, o di una stanza, per abbattere i costi dell’alloggio e, forse, proprio dagli studenti, fuori sede, la pratica si è via via spostata fino a coinvolgere i lavoratori e le giovani coppie.

 

Ma oltre al metodo, probabilmente gli (ignari, in questo caso) giovani studenti sono anche causa di questa spirale che spinge sempre più su i costi degli affitti e che arriva, poi, a toccare fasce di popolazione che pur rientrando in un altra, diversa, esigenza abitativa, caratterizzata da maggiore stabilità, familiarità dell'uso e attenzione nella gestione, dell’appartamento, sconta comunque l’effetto “foresteria” indotto dalle masse di studenti disposti (perché temporaneamente obbligati) a pagare cifre esose per un posto letto.

Ecco che intervenendo sulla questione dei fuori sede, gli Enti Locali, potrebbero dare una risposta corretta e meritata, non solo agli universitari ma, allo stesso tempo, tentando un calmieramento, indiretto, del mercato, anche alle famiglie residenti.Come? Magari mettendo a disposizione, a cifre simboliche o comunque accettabili, parte delle strutture semivuote sparse in città. Magari, in questo modo, si potrebbe anche avviare un strategia di valorizzazione di qualche zona della città…

Fonte: milanoweb.com

 
By Admin (from 02/10/2010 @ 08:00:43, in it - Osservatorio Globale, read 2095 times)

Prosegue come previsto il calendario di pensionamento delle vecchie lampadine a incandescenza voluto dall'Unione europea per incrementare il risparmio energetico, garantito invece da lampadine più efficienti come quelle fluorescenti o a led.

 

Lo scorso anno, esattamente il 1 settembre 2009, sono state tolte dal mercato le lampade da 100 Watt, ora tocca a quelle da 75 (che potranno essere vendute solo fino a che non saranno esaurite le scorte rimaste in magazzino), tra un anno toccherà alle lampadine a incandescenza da 60 Watt, poi a quelle da 40 e da 25 Watt nel settembre 2012.

«Si tratta di un percorso importante verso la riduzione dei consumi energetici, al quale guardiamo con positività- ha dichiarato Eva Alessi, responsabile progetti internazionali del Wwf-Ognuno di noi deve essere consapevole che per ridurre i consumi energetici e di conseguenza diminuire l'impatto ambientale bisogna da una parte evitare gli sprechi, dall'altra scegliere prodotti più efficienti.

Per quanto riguarda l'illuminazione la scelta migliore sono i led o le lampadine fluorescenti compatte - ha concluso l'esponente del Wwf - perché ovviamente la riduzione dei consumi energetici riguarda sia l'uso domestico che quello commerciale». L'Ue ha stimato che sostituendo tutte le lampadine di vecchia generazione con quelle nuove si potrebbero risparmiare fino a 40 miliardi di KW/h l'anno, con conseguente risparmio 15 milioni di tonnellate di CO2.

Fonte: greenreport.it

WIE VAN DE DRIE

McKenzee  Sorella
McKenzee | Oxana | Sorella
 

La questura di Milano ha realizzato l'identikit del presunto aggressore del caposcorta di Maurizio Belpietro sulla base della testimonianza dello stesso poliziotto. L'immagine raffigura un uomo di corporatura massiccia, circa 1,80, occhi scuri, pupille dilatate, naso grosso e di probabile cittadinanza italiana.

LA QUESTURA DI MILANO HA REALIZZATO L'IDENTIKIT DEL PRESUNTO AGGRESSORE DEL CAPOSCORTA DI MAURIZIO BELPIETRO SULLA BASE DELLA TESTIMONIANZA DELLO STESSO POLIZIOTTO

 La scheda dell'identikit dell'uomo sorpreso ieri nel condominio di Milano dal caposcorta di Belpietro definisce il presunto aggressore di età apparente attorno ai 40 anni, 1.80 corporatura robusta e atletica, capelli con gel pettinati all'insù, naso grosso alla punta, bocca con labbro superiore carnoso e sporgente, labbro inferiore piccolo e sottile. L'uomo è di razza caucasica, occhi scuri, ma con pupille che al testimone, e nell'dentikit, appaiono dilatate. La forma del viso è regolare con zigomi marcati. L'aggressore indossava pantaloni bianchi con riga laterale nera camicia grigio-verde estiva da finanziere con mostrine.

SENSO DI INGIUSTIZIA

All'indomani degli spari sul suo pianerottolo, "prevale il senso di ingiustizia: perché - si è domandato Maurizio Belpietro - in questo paese non è possibile sostenere delle opinioni senza pagare con paura e minacce?". In trasmissione, dopo aver ricostruito quanto successo ieri sera, il direttore di 'Libero' ha detto di essere uno dei pochi direttori sotto scorta, insieme ai colleghi Vittorio Feltri ed Emilio Fede: "Siamo tutti dell'area moderata e non sono casi: sostenere idee contro la vulgata corrente si paga anche da questo punto di vista, con la limitazione della libertà". Per Belpietro, quanto successo ieri dipende anche dal clima politico avvelenato: "Il clima conta: basta navigare su certi siti per trovare non polemiche, ma minacce di morte come 'mi piacerebbe ammazzare lui e la sua scorta'. Tutto questo mi mette inquietudine, non capisco quale reato ho commesso per meritare addirittura una condanna a morte". Belpietro ha anche ricordato di aver ricevuto delle minacce già a gennaio, quando un uomo ha tentato di introdursi nella redazione di 'Libero' e, fermato dalla scorta, ha poi confessato "cattive intenzioni". "E quello di gennaio non era un pazzo, tanto che - ha detto il direttore - non gli hanno fatto il trattamento sanitario obbligatorio".

Fonte: unionesarda.it ; Fonte video: byoblu.com

 
By Admin (from 03/10/2010 @ 08:00:28, in it - Osservatorio Globale, read 1212 times)

Le biciclette – oltre a non emettere emissioni inquinanti e a impiegare la forza muscolare degli esseri umani anziché carburanti – hanno il pregio di essere mezzi di trasporto agili, veloci, in grado di superare ingorghi e traffico ed adatti a circolare facilmente anche nelle stradine strette dei centri storici.

 

Tutte caratteristiche che possono fare la differenza quando si tratta di primi soccorsi: a volte la velocità di intervento può essere il fattore discriminante nel salvare una vita.

 

Potrebbero essere questi i presupposti da cui è partita l’associazione di volontariato Ambulife nell’ideare il suo progetto, presentato il 2 agosto a Terni e al centro di un notevole interesse a livello nazionale.

E’ stato infatti presentato agli inizi di agosto a Palazzo Spada – l’edificio storico sede del comune di Terni – Bikemergency, un nuovo servizio messo a disposizione dei cittadini con il supporto di Cesvol e la collaborazione del Comune ternano.

 

Di che si tratta?

Due operatori sanitari – tra cui alcuni dei dieci infermieri che prestano servizio volontario nell’associazione – avranno a disposizione due biciclette munite di apparecchi radio, materiale di primo soccorso, medicazione e rianimazione, defibrillatori. A bordo dei due mezzi saranno di pattuglia nei luoghi più frequentati dagli abitanti, oltre a parchi, giardini, mercati e centri commerciali, di modo da poter rispondere immediatamente alle richieste di aiuto e poter intervenire velocemente anche in aree in cui l’arrivo di ambulanze e mezzi di primo soccorso è malagevole o difficoltoso.

Particolarmente soddisfatto il sindaco, che parla dell’iniziativa come di “una vera e propria eccellenza a livello nazionale”.

Tra i progetti futuri c’è il coordinamento con le forze dell’ordine, le realtà ospedaliere della zona e il coinvolgimento dell’azienda sanitaria locale.

 

Bikemergency collaborerà inoltre col 118, che potrà mettersi in contatto radio per segnalare loro eventuali emergenze.

Fonte: smartercity.liquida.it

 

Al grido di “Licenziamolo”, rivolto a Silvio Berlusconi, il Popolo viola riempie la storica piazza romana per il No B.Day 2. Dopo un corteo lungo tre chilometri, dove non è mancata anche qualche polemica quando un gruppo locale del Popolo Viola di Torino ha contestato agli organizzatori romani che alla testa del corteo c’erano troppe bandiere ed esponenti dell’Idv di Di Pietro, tutto poi si è ricomposto e decine di migliaia di persone hanno riempito piazza San Giovanni. 10 mila secondo la Questura, 500mila secondo gli organizzatori, certo è che i pullman, tantissimi, e la lunghezza del corteo fanno immaginare che la mobilitazione è stata un successo. Costituzione, lavoro, informazione, questi i temi del dibattitto enunciati dai tanti ospiti intervenuti sul palco. Da Salvatore Borsellino, Ernesto Nassi dell’Anpi, Luca Telese, Stefano Rodotà, Paul Ginsborg, solo per citarne alcuni.

Fonte: ilfattoquotidiano.it

 
By Admin (from 04/10/2010 @ 08:00:43, in it - Osservatorio Globale, read 1449 times)

L’istruzione si migliora anche grazie alle nuove tecnologie, senza demonizzarle, anzi incentivandone l’uso fra tutti i giovani, senza lasciarli soli e istruendoli ad un uso corretto del mezzo, rendendolo fruibile a tutti, abbassandone radicalmente i costi. È quel che ha fatto il governo indiano presentando un nuovo tablet davvero economicamente accessibile agli studenti.

 

È stato presentato come il rivale low-cost dell’iPad, ma sarebbe davvero riduttivo vederlo solo così: sistema operativo Linux (quindi aperto e gratuito), Wi-FI, web cam per la videoconferenza, 2 Gb di memoria, un paio di ingressi USB, schermo touch screen e un costo ridottissimo fanno di questo tablet il device informatico ideale da consegnare ai 110 milioni di alunni delle scuole superiori indiane.

 

Proprio così: 110 milioni di esemplari venduti a un prezzo che oscillerà fra i 10 e i 20 euro, a seconda di quanto lo stato deciderà di sovvenzionare ulteriormente l’iniziativa, per rendere accessibile davvero a tutti i giovani indiani questo strumento informatico, pensato per la formazione e l’istruzione delle prossime generazioni.

Perché come ben spiega Kapil Sibal, ministro per lo sviluppo delle risorse umane:

“Questo progetto è parte dell’iniziativa nazionale per procedere verso una educazione inclusiva. Le soluzioni del domani emergeranno dall’India.”

I tablet sono stati progettati e realizzati dall’Indian Institute of Technology e dall’Indian Institute of Science, rivelandosi uno stimolo, sotto molteplici aspetti, alla crescita educativa, sociale e intellettuale del paese, e non solo. Tutti i device saranno quasi sicuramente finanziati grazie agli impianti solari che il governo ha intenzione di installare capillarmente sul territorio. E grazie ai soldi risparmiati con l’energia pulita del sole si finanzierà ulteriormente questo progetto, per renderlo ancora più economico e accessibile.

 

Un plauso al governo indiano, nella speranza che questa iniziativa segni una svolta concreta nel campo dell’istruzione aperta a tutti. 

Fonte: smartercity.liquida.it

 

“Un rapporto sostiene che acquistare beni contraffatti va a vantaggio sia dei consumatori che dei marchi originali. Le esigue risorse delle polizie europee dovrebbero essere impiegate altrove”.

 

È un acquisto vacanziero, impulsivo. La borsa Louis Vuitton falsa o il Rolex taroccato, dati via per quattro soldi. Anche se dopo, in qualche modo, chi li acquista finisce per pentirsi. Di certo nessuno si lamenta del prezzo, ma sorge più di un dubbio sulla qualità, sulla legalità e su chi alla fine tragga profitto dal mercato dei falsi. A quanto pare, però, sono tutte preoccupazioni inutili. Un nuovo rapporto finanziato dall’Unione europea sostiene che comprare prodotti falsi va più che bene.

 

Lo studio, firmato tra gli altri da un consulente del ministero dell’interno britannico, sostiene che il mercato dei capi contraffatti a prezzi stracciati va a beneficio dei consumatori. Il documento respinge inoltre le istanze delle grandi firme, sostenendo che le perdite derivate dalla contraffazione sono largamente esagerate – chi compra un falso non sarebbe mai in grado di acquistare l’originale – e ipotizzando che i beni contraffatti possano in realtà promuovere il marchio originale.

 

Il rapporto suggerisce che la polizia non dovrebbe perdere tempo cercando di fermare i contrabbandieri, e smentisce le voci secondo cui il mercato dei falsi finanzierebbe il terrorismo e la criminalità organizzata. Oltretutto l’opinione pubblica non mostra un grande interesse verso un possibile inasprimento delle leggi: i consumatori si limitano a godere degli affari resi possibili dal commercio illegale, che nel Regno Unito raggiunge un volume stimato di 1,3 miliardi di sterline.

 

Il criminologo David Wall, coautore del rapporto e consulente del governo, sostiene che il danno economico portato all’industria dal mercato dei falsi potrebbe ammontare in realtà a un quinto di quanto precedentemente calcolato. “E forse è ancora meno“, prosegue Wall. “Ci sono prove che stia addirittura aiutando le compagnie, diffondendo più rapidamente le nuove mode e aumentando la visibilità dei marchi. [...] Dovremmo occuparci del mercato dei farmaci contraffatti, dei componenti aeronautici difettosi e in generale di tutto quello che può causare un danno alle persone. In un momento in cui non ci sono ulteriori risorse pubbliche e agli agenti di polizia viene chiesto di fare gli straordinari, bisognerebbe concentrarsi su altro“.

 

Mentre le autorità britanniche combattono chi commercia in beni contraffatti, il governo ha deciso di non criminalizzare i compratori. Tuttavia i turisti che acquistano prodotti falsificati in altri paesi possono essere perseguibili. In Francia la pena per chi acquista beni contraffatti è una multa che può raggiungere i 300mila euro, o in alternativa tre anni in galera. All’inizio dell’estate in Italia, durante una serie di controlli, un turista è stato costretto a pagare una multa di mille euro per aver comprato una borsa Louis Vuitton falsa per sette euro da un venditore ambulante sulla spiaggia di Jesolo.

I vacanzieri rischiano anche che i prodotti contraffatti vengano sequestrati in aeroporto al ritorno nel Regno Unito, nel caso in cui vengano intercettati dalla dogana britannica. Secondo il rapporto ogni anno quasi tre milioni di consumatori acquistano beni di marche contraffatte come Luis Vuitton, Yves Saint Laurent, Burberry o Gucci. Quasi un terzo delle vendite viene effettuato via internet.

Il professor Wall, dell’università di Durham, sostiene che i consumatori vengono raramente ingannati dai marchi contraffatti, e sono anzi soddisfatti dalla scelta che offre il mercato nero dei falsi. “Sono appena tornato da Corfù e ho visto orologi Breitling in vendita a dieci euro. Nessuna persona in possesso delle sue facoltà mentali potrebbe pensare che quelli siano veri Breitling“.

 

La qualità di molti prodotti contraffatti è “aumentata enormemente”, sottolinea il rapporto pubblicato sul British Journal of Criminology. Il documento conclude affermando che non c’è “interesse e sostegno da parte del pubblico a proposito dell’uso di fondi statali per controllare e perseguire la produzione e il commercio dei prodotti contraffatti“, e che il compito spetterebbe alle compagnie, non alla polizia.

 

Tuttavia le forze dell’ordine e le aziende hanno rigettato le conclusioni dello studio. Un portavoce della Louis Vuitton ha dichiarato che “la vendita di prodotti falsificati è un atto illegale, i cui ricavati servono a finanziare le organizzazioni criminali a scapito dei consumatori, delle compagnie e dei governi“. Un rappresentante della Burberry ha aggiunto che “la contraffazione viene presa sul serio, e Burberry richiede sempre il massimo della pena ogni volta che viene provata la colpevolezza“. L’Association of Chief Police Officers ha dichiarato che la contraffazione “non è un crimine senza vittime“. “Gli affari, le persone e le finanze pubbliche vengono colpite duramente da questo tipo di attività“, ha detto un portavoce. 

Fonte: minitrue.it

 
By Admin (from 07/10/2010 @ 08:00:40, in it - Osservatorio Globale, read 1293 times)

Un convergenza a livello europeo sui costi bancari sembra difficile, soprattutto a causa dell’eterogeneità delle pratiche adottate dai diversi istituti di credito del Vecchio Continente. A spiegarlo è uno studio che è stato presentato ieri a Parigi, secondo il quale è l’Italia il mercato bancario retail più caro. Sulla base di un livello base pari a 100 euro, la tenuta di un conto corrente nel nostro Paese costa infatti 149 euro; in Spagna e Gran Bretagna il valore cala a 107 e arriva a 95 in Francia, mentre in Germania (91), Belgio (80) e Olanda (70) si registrano i prezzi più bassi.

 

La questione è di grande attualità, anche perché il commissario europeo responsabile dei Servizi finanziari, Michel Barnier, ha chiesto recentemente agli istituti di credito - attraverso una lettera inviata al Financial Times - di informare chiaramente i clienti sui costi che occorre sostenere per l’apertura, la tenuta e la chiusura dei conti correnti. Secondo il membro della Commissione di Bruxelles, infatti, in molti casi vengono applicate tariffe eccessive, spesso per servizi neppure richiesti dai correntisti.

Lo studio che pone il nostro Paese come il meno virtuoso in questa speciale classifica è firmato dalla società di consulenza americana Bain & Company, che ha tuttavia specificato come, proprio in ragione della forte diversità tra le diverse banche prese in esame, non esiste un «modello di riferimento». E proprio per questo il lavoro di Barnier, che vorrebbe uniformare i costi in Europa, sembra arduo, anche se - conclude il rapporto - «è possibile una convergenza». 

Fonte: valori.it

 
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