Immagine
 Trilingual World Observatory: italiano, english, română. GLOBAL NEWS & more... di Redazione
   
 
\\ Home Page : Storico : it - Osservatorio Globale (invert the order)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 

Il presidente Traian Basescu ha rinviato la legge sulle pensioni al Parlamento, sebbene la Corte Costituzionale le avesse dato il via libera. Il capo dello stato ha voluto sottolineare che, dal punto di vista legale, non ha niente da rimproverare alla legge sulle pensioni, firmata da ambo i presidenti delle Camere del Parlamento. Ma, ha detto egli, le legge ha una vulnerabilità- l’equiparazione dell’età pensionistica per donne e uomini a 65 anni non tiene conto delle realtà socio-economiche romene, che rendono la situazione delle donna più difficile. Traian Basescu ha proposto che l’età pensionistica per le donne sia di 63 anni. Perfettamente costituzionale, la mossa del presidente è stata interpretata dall’opposizione, che aveva contestato la legge alla Corte Costituzionale, come una modalità con cui il capo dello stato ha evitato l’avvio della procedura di sospensione dalla carica nei suoi confronti. Perchè i socialdemocratici e i liberali avevano annunciato che qualora il presidente avesse promulgato la legge, su cui pende il sospetto di votazione fraudolente, avrebbero avviato le procedure in tal senso. L’opposizione afferma che alla Camera non ci sarebbe stato il quorum nel momento della votazione, fatto che sarebbe dimostrato dalle immagni soprese dalle telecamere, ma sarebbe stato ignorato dalla presidente della Camera, Roberta Anastase. Prima dell’annuncio fatto da Basescu, la decisione della Corte Costituazionale aveva destato un’ondata di malcontento tra gli esponenti dell’opposizione e i pensionati, ma gli esponenti del potere sostenevano che la nuova legge facesse giustizia nel sistema pensionistico pubblico in quanto rispetta il principio dell’anzianità contributiva ed elimina grandi discrepanze. La legge prevede inoltre l’eliminazione delle pensioni speciali per poliziotti, militari e parlamentari, e il congelamento delle pensioni nel 2011. I sindacati avevano chiesto, dal canto loro, al presidente di non promulgare la legge, scontenti del modo di calcolo dell’indice pensionistico e dell’eliminazione di certe agevolazioni per le persone che hanno lavorato in condizioni difficili. Nell’accordo di prestito concluso con il Fmi, l’Ue e la Banca Mondiale, per un valore di circa 20 miliardi di euro, Bucarest si è impegnata a riformare il sistema pensionistico.

Oltre 6 mila insegnanti di tutto il Paese, mobilitati dalle tre federazioni sindacali dell’insegnamento preuniversitario, sono venuti a Bucarest, il 5 ottobre, Giornata Mondiale dell’Educazione, per protestare davanti al Governo, alla sede della Presidenza e del Ministero dell’Istruzione. Gli insegnanti sono scontenti del calo dei redditi, della riduzione del numero di posti di lavoro nel sistema, della legge sulla retribuzione unitaria degli statali, dell’intento dei governanti di continuare a chiudere scuole nelle zone rurali e del sottofinanziamento cronico del sistema educativo. Il presidente della FederazioneSindacale Spiru Haret, Gheorghe Izvoranu ha dichiarato: “I redditi sono sono stati tagliati del 25%, ma, in realtà, sono calati di oltre il 40-50%. In nessun altro Paese dell’Europa sono state prese misure così dure nel settore insegnamento. Sono stati cancellati i contratti collettivi di lavoro, sono state chiuse scuole, nel contesto in cui in moltissimi altri paesi c’è un numero più basso di allievi per ogni singolo insegnante di quanto ci sia in Romania”.

"Iesi afara javra ordinara!" si "Moarte lui Basescu!" - au fost doar cateva din sloganurile pline de furie strigate de peste 6.000 de politisti, precum si sute de gardieni din cadrul Administratiei Nationale a Penitenciarelor.

La Romania, assieme all’Ungheria, Serbia e Bulgaria stanno monitorando costentemente la qualità dell’acqua del Danubio, raggiunto dai fanghi rossi tossici fuoriusciti, all’inizio della settimana, da una fabbrica di alluminio nell’ovest dell’Ungheria. La fuga di alluminio dalla fabbrica di Ajka, sita a 160 km da Budapest, equivale con centinaia di migliaia di tonnellate di fango alcalino e metalli pesanti, sparse su centinaia di km quadri. In seguito alla catastrofe ecologica, l’Ungheria ha attivato il meccanismo europeo di protezione civile, chiedendo assistenza tecnica per il contrasto dell’inquinamento. Il commissario europeo per l’aiuto umanitario, Kristalina Georgieva, ha annunciato che Bruxelles è pronta ad intervenire. Gli specialisti affermano che le misure prese negli ultimi giorni lungo i corsi d’acqua, in cui sono state versate grandi quantità di sostanze neutralizzanti, hanno abbassato il livello alcalino delle sostanze inquinanti, ma stando agli ecologisti, le conseguenze a lungo termine della catastrofe sono difficili da valutare. Gli specialisti romeni credono che la distanza di oltre 700 km dal luogo dell’incidente fino all’ingresso del Danubio in Romania e la grande portata del fiume in questo periodo limiteranno gli effetti dell’inquinamento sul territorio rumeno.

Bucarest e Chisinau continuano il processo di ampliamento delle reti consolari con l’apertura, questa settimana, di un consolato generale della Moldova a Iassi (nel nord-est della Romania). Stando ad un comunicato del Ministero romeno degli Esteri, “il desiderio delle autorità della Moldova di aumentare la loro rappresentazione in Romania è una conseguenza normale dei cambiamenti democratici avvenuti nello stato confinante con la vittoria alle elezioni del 2009 dell’Alleanza per l’Integrazione Europea. Questo evento è un’ulteriore prova dei buoni rapporti tra i due stati europei, uno membro dell’Ue, l’altro impegnato per un percorso europeo molto ambizioso, con prospettive tra le più favorevoli di raggiungere l’obiettivo dell’integrazione europea”. Lo scorso luglio, la Romania ha aperto due consolati generali in Moldova, a Balti e Cahul.

Fonte: rri.ro

 

Di nuovo morti dei giovani nell'interminabile "opera di pace" in Afghanistan. Di nuovo eroi morti per la "pace", la "libertà", la "giustizia", il "bene comune", l' "armonia tra i popoli", etc.: "dulcius et decori est pro patria mori". (Certo!). Di nuovo grandi discorsi al valore civico, al progresso dell'umanità, - anche, perché no? - al valore militare. Decorazioni a ragazzi per i quali le famiglie e gl'amici avrebbero ben preferito rivederli in vita invece di avere una medaglia da appendere in salotto. Di nuovo discorsi che isolano le cose dal contesto. Un contesto che nessuno vuole evocare, e che - tranne in una puntata di "Report" - non abbiamo mai sentito evocare sulla stampa. Eppure lo sanno tutti, anche i ragazzini: è in Afghanistan che si produce oltre l'80% degli oppiacei del pianeta Terra. E' con i proventi di questi che si finanziano i talebani o presunti tali. Eppure, contrariamente al colonnello di "Apocalypse Now", a nessun dannato generale, né italiano, né tantomeno americano è venuto in mente di buttare ad esempio il Napalm sui campi, la prima cosa che un qualsiasi stratega anche da strapazzo avrebbe fatto. Sicuramente perché, al contrario che al colonnello di "Apocalypse Now", a loro non sarebbe piaciuto stiracchiarsi all'alba pronunciando la celebre frase: "Mi piace il Napalm di prima mattina!" Noi, ovviamente - a cominciare dagli amici e dalle famiglie dei caduti - non dobbiamo chiederci e neppure pensare come mai in tanti anni a nessuno sia mai venuto in mente di bruciare, o di distruggere con i diserbanti le piantagioni. Siamo qui nei pressi della "Ratio" che ci apre alla comprensione del perché questa guerra - chiamiamo le cose con il loro nome, qui non c'è mai stata nessuna missione di pace - fosse persa ancor prima di partire. Questo oltre 80% della produzione mondiale di oppiacei dove va a finire e cosa succede se lo si colpisce? Risposta: va a finire sul mercato occidentale (cioé americano, europeo ed italiano) della droga. Se lo si colpisce, si colpisce il mercato occidentale della droga, con tutte le conseguenze, direttamente in occidente, dentro casa nostra, mica in Afganistan. La rivolta dei drogati in crisi di astinenza, qui da noi. E, sono mica uno o due, sono tanti, tantissimi. Purtroppo. Il crollo di interi settori della finanza che campano direttamente o indirettamente dei proventi della droga (altro argomento tabù). Sempre: da noi, dentro casa nostra, mica in Afganistan. Cose che si sapevano da prima di partire. Cioé, da prima di partire, si sapeva che quello che avrebbe dovuto essere il primo obbiettivo bellico da colpire, non poteva essere colpito perché "intoccabile". Ossia che la guerra era persa. Da prima di partire si sapeva che per il talebano in primis, ma anche per l'afgano medio, il modello socio culturale è quello del califfato medioevale di cui la nostra civiltà, il nostro modello socio culturale - del quale le nostre truppe e basi sono una testa di ponte - rappresenta la distruzione. Da loro non c'è quella tolleranza che connota la nostra civiltà dove si ammette anche la moschea e la religione islamica. Loro non ammettono assolutamente le chiese e le evangelizzazioni e i pochissimi cristiani sono perseguitati. Da loro la tolleranza della nostra cultura non può esserci perché non c'è quello che è a monte di essa: la distinzione tra Stato e Chiesa: tra Stato e religione, tra potere dello Stato e potere della Chiesa, tra legge dello Stato e legge della Chiesa. Loro questa distinzione non solo non la conoscono, non la ammettono assolutamente. C'è una sola legge, quella della religione, la legge islamica, ed è questa a connotare lo Stato. Come nel nostro medio evo: è il Papa a incoronare l'imperatore che impera imponendo la "legge di Dio", "Parigi vale bene una messa". Il nostro modello socio culturale moderno, il nostro Stato moderno, nasce dal superamento di quel modello. E' ciò che loro non vogliono. Loro lottano e combattono per quel modello: il califfato medioevale. Noi, tutto il nostro essere, ne siamo la negazione, dunque il nemico da abbattere. Noi non portiamo la "pace", né potremmo mai farlo, perché noi, rispetto al loro modello, siamo dei sovversivi. Il nostro "impegno" per la "pace", per la "libertà", "i diritti umani", "i diritti dell'uomo e del cittadino", per la "difesa della democrazia", è - di fatto - un impegno per il superamento di quel modello socioculturale, cioé per il suo annientamento, ergo - dal loro punto di vista - un atto di guerra. Noi ammettiamo e possiamo ammettere anche un islam "illuminato", loro non possono ammettere anche noi. Dovrebbero superare ed uscire dalla visione integralista della persona - soprattutto della donna e perciò anche dell'uomo -, della società, dello Stato.

Autore: Francesco Latteri Scholten; Fonte: francescolatterischolten.myblog.it

 
By Admin (from 13/10/2010 @ 08:00:06, in it - Osservatorio Globale, read 2523 times)

L’istruzione pubblica specchio del Paese, tra malcontento e caos: “Il Ministero pretende una didattica efficace anche in classi di trentacinque alunni, la maggior parte dei quali cresciuta senza libri e senza regole”. Un articolo per ‘Tu Inviato’  

C’è aria di scuola. Nel senso che la scuola è per aria: quest’anno, se possibile, più che mai. L’istruzione italiana non è più un problema politico: è semplicemente un cancro sociale le cui metastasi ingarbugliate hanno contribuito a decretare la morte di tante cose. Del profitto degli alunni soprattutto.

 

Perché se la fame di cattedre, di pane e di serietà affligge penosamente i docenti precari, è soprattutto la conseguenza di essa a condannare (chissà per quante generazioni ancora) l’Italia e gli italiani. Il punto è che tanti neppure se ne accorgono e in troppi preferiscono non guardare. Per primo il ministro Gelmini, solidale a parole, sprezzante di fatto. E totalmente indifferente al destino della scuola pubblica.

 

Quella privata, invece, sembra godere di ottima salute; anche in questo caso, però, si tratta di apparenza (ma credo si possa tranquillamente parlare di presa per i fondelli): oggi più che mai gli istituti privati (cattolici e non) sono sovvenzionati anche dalle nostre tasche e molti di essi, sfruttando il dramma economico dei precari e avendo esclusivamente fini di lucro a discapito degli obiettivi culturali, sfornano futuri universitari impreparati, viziati e presuntuosi. Ecco, forse, una delle cause di questo disastro: la presunzione. Una piaga molto italiana. Sempre più italiana. La presunzione di non aver bisogno di imparare niente da nessuno. La presunzione di avere figli laureati e realizzati delegando, però, ad altri l’onere dell’educazione e del disincanto. La presunzione di considerarsi un insegnante insostituibile (magari vecchio, stanco e annoiato. Eppure insostituibile). La presunzione permea il tessuto del nostro Paese.

 

Non a caso gli italiani hanno scelto un preciso e fedele rappresentante di questa mentalità, sottovalutandone, ahimè, le conseguenze: la presunzione esaspera l’egoismo, l’egoismo genera malcontento e il malcontento determina il caos.

Rifiutare un reale confronto con gli insegnanti è, da parte del ministro Gelmini, l’ennesima conferma della presunzione di questo governo che taglia impietosamente sulla scuola pubblica. E, non dimentichiamolo, costringe tanti precari di lettere e matematica a vivere di lezioni in nero la cui domanda, sempre più frequente, è un chiaro indice della reale condizione degli studenti italiani.

 

Il Ministero, nel frattempo, pretende dai docenti una didattica efficace anche in classi di trentacinque alunni, la maggior parte dei quali cresciuta senza libri e senza regole. Cioè senza le parole. Ecco, sì, da un po’ di tempo la scuola italiana lascia ed è senza parole: i ragazzi non riescono ad acquisire un bagaglio lessicale sufficiente per viaggiare non solo all’estero, ma soprattutto in Italia; le famiglie non trovano le parole giuste per amare, sgridare ed educare i figli; gli insegnanti (precari e no) non hanno più voce; il ministro sceglie di tacere. Solo la tv continua a blaterare. Anche lei, però, senza parole.

Fonte: inviatospeciale.com - Autore: Chiara Traverso

 
By Admin (from 14/10/2010 @ 08:00:55, in it - Osservatorio Globale, read 2605 times)

Un numero impressionante di piste ciclabili, una viabilità pulita e rispettosa dell’ambiente, cittadini entusiasti di potersi spostare in bicicletta: questa è Bolzano, città amica delle due ruote, che sta impiegando risorse ed energie per lo sviluppo di un moderno sistema di mobilità, dove l’attenzione al verde e all’aria pulita è la prima parola d’ordine.

 

Pensate che sono oltre 4.000 le biciclette elettriche presenti sul territorio del capoluogo altoatesino, pari al 4% dell’intera popolazione. Un dato che conferma l’amore che i cittadini nutrono per gli spostamenti su due ruote, a partire dalle mamme che portano con sé i figli, fino ad arrivare ai professionisti che devono viaggare per lavoro attraverso il tessuto cittadino.

 

Proprio un’azienda di Bolzano (la TC Mobility) ha realizzato due differenti modelli di bici elettrica, di cui una a pedalata assistita, adottata anche dalle Poste Italiane. Un bello strumento che non è solo un gadget, ma un’utile alternativa per una nuova mobilità urbana. 

Fonte: smartercity.liquida.it

 
By Admin (from 14/10/2010 @ 16:33:07, in it - Osservatorio Globale, read 2075 times)

Giornata nazionale dello sbattezzo 2010

Dopo il successo delle edizioni 2008 e 2009, a cui hanno complessivamente aderito quasi duemila cittadini, l’UAAR ha deciso di organizzare per il 25 ottobre 2010 la terza giornata nazionale dello sbattezzo. ‘Sbattezzo’ significa cancellazione degli effetti civili del battesimo, ossia l’elementare diritto, sancito dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e riconosciuto da un provvedimento del Garante per la privacy, di poter abbandonare una confessione religiosa: nel caso specifico, di non essere più considerati dallo Stato come “sudditi” della Chiesa, “obbedienti” e “sottomessi” alle gerarchie ecclesiastiche, come recita il Catechismo.
Le ragioni per uscire dalla Chiesa Cattolica possono essere diverse: coerenza con i propri principi, protesta perchè discriminati in quanto omosessuali, donne o ricercatori, rivendicazione della propria identità atea o agnostica. Oppure la semplice onestà intellettuale di dire “non sono più dei vostri”.
L’UAAR non organizza controriti vendicativi, ma invita coloro che non sono più cattolici a esercitare questo diritto: stima in quasi ventimila il numero dei cittadini che già lo hanno fatto, ma ritiene che se coloro che non hanno ancora formalmente abbandonato la Chiesa cattolica lo faranno in una sola occasione, l’impatto della loro decisione sarà sicuramente amplificato.
Ci sono due modi per partecipare alla giornata dello sbattezzo:
1.
Attraverso i circoli/referenti UAAR. Le modalità variano da provincia a provincia, per cui è indispensabile contattare direttamente i relativi responsabili o consultare i siti internet dei circoli.
2.
Chi risiede in un provincia diversa da quelle di cui sopra, o chi risiede in una di queste province ma vuole sbattezzarsi individualmente, può:
a) previa verifica che la parrocchia dispone di un indirizzo e-mail o di un numero di fax (non tutte le parrocchie sono informatizzate e l’UAAR non dispone di questi dati), contattare soslaicita@uaar.it per ricevere le istruzioni sullo sbattezzo via fax o via e-mail;
b) scaricarsi il modulo pubblicato sul nostro sito alla pagina www.uaar.it/laicita/sbattezzo/sbattezzo-modulo-per-parroco.rtf, compilarlo, fare una fotocopia della propria carta d’identità e inviare il tutto alla propria parrocchia di battesimo con raccomandata a.r. nei giorni immediatamente precedenti il 25 ottobre.
In entrambi i casi occorre poi inviare (entro il 25 ottobre) una e-mail a segretario@uaar.it comunicando l’adesione all’iniziativa, il proprio nome e cognome e il nome della parrocchia di battesimo: segretario@uaar.it risponderà confermando di aver conteggiato il richiedente nell’elenco (in modo assolutamente anonimo e confidenziale).
La stessa e-mail può essere contattata per i casi controversi.
Il dato pubblico degli sbattezzandi è e sarà formato, oltre che da chi si sbattezzerà tramite i circoli e i referenti, solo da chi ha ricevuto o riceverà l’e-mail con la conferma dell’inserimento nel conteggio. Non vogliamo presentare elaborazioni statistiche inverosimili come quelle della Chiesa cattolica.
Ricordiamo che la data dell’iniziativa è stata scelta in ricordo di quanto accadde il 25 ottobre 1958, giorno in cui la Corte d’appello di Firenze assolse il vescovo di Prato, che aveva denigrato pubblicamente due giovani che vollero sposarsi civilmente. E lo assolse non perché non li aveva diffamati, ma perché i coniugi erano “suoi sudditi, perché battezzati”: e dunque liberamente denigrabili da parte dell’autorità ecclesiastica.

Altre informazioni:
Le istruzioni ’standard’ per lo sbattezzo
Il gruppo su Facebook
Il sito Sbattezzo counter

Fonte: UAAR.it

 
By Admin (from 15/10/2010 @ 08:00:36, in it - Osservatorio Globale, read 1912 times)

Sempre all’avanguardia nel campo delle proposte smart, la Finlandia ancora una volta batte tutti quanto a soluzioni sulla mobilità intelligente.

 

Tutto il mondo parla di biocarburanti e auto elettriche, cercando di sensibilizzare l’opinione pubblica sui vantaggi dell’eco-trasporto. Ma che green è smart i finlandesi l’hanno già capito da un pezzo e sono già passati al livello successivo: il governo finlandese ha approvato uno stanziamento di 700 milioni di euro per la costruzione, a partire dal 2011, della prima autostrada verde al mondo.

 

Il primo tratto congiungerà la città di Turku, sulla costa occidentale della Finlandia, con Vaalimaa, al confine con la Russia. Oltre 130 km di autostrada a impatto zero, assolutamente carbon neutral.

Com’è possibile? Sarà la prima arteria di comunicazione completamente attrezzata per il rifornimento delle auto ecologiche: le stazioni di servizio permetteranno di fare il pieno di elettricità e biocombustibili.

 

Fateci un giretto se volete provare l’ebbrezza di viaggiare a chilometri zero: i biocarburanti saranno prodotti con risorse locali, addirittura saranno utilizzati i rifiuti grazie a pompe geotermiche. Perché non manchi proprio nulla, la nuova autostrada sarà anche intelligente: per i viaggiatori saranno disponibili informazioni sul livello delle loro emissioni e informazioni sul traffico, mentre speciali lampioni illumineranno il tratto regolando la luce a seconda dell’orario, delle condizioni climatiche e del traffico.

Il direttore del progetto Aki Marjasvaaravha dichiarato che l’obbiettivo è

creare un modello di autostrada ecologica che potrà essere d’esempio a livello internazionale. Non esiste alcun progetto di questo tipo e sarà un esempio per tutto il mondo.

 

L’autostrada, che includerà anche stazioni di servizio per il tradizionale rifornimento di benzina e diesel, sarà pronta nel 2016, ma si prevede già da ora di ampliare il tratto. L’ambizioso progetto è quello di trasformare l’intera rete finlandese in autostrade pulite.

Ci auguriamo che il piano abbia successo e che l’idea contagi tutta l’Europa!

Fonte: smartercity.liquida.it

 
By Admin (from 16/10/2010 @ 08:00:04, in it - Osservatorio Globale, read 1639 times)

«Trascurabile». È questo il giudizio che un rapporto stilato dalla Ong Actionaid dà all'Italia sulla quantità e sulla qualità degli aiuti messi in campo per il raggiungimento del primo Obiettivo del Millennio, lo sradicamento della povertà estrema e della fame nel mondo. Il nostro Paese si piazza solo al 18/o posto tra gli Stati donatori di tutto il mondo.

 

L'Italia, stando al rapporto, contribuisce in maniera «trascurabile» negli aiuti all'agricoltura, in quelli alla sicurezza sociale, per la parità di genere e per le politiche attuate per rallentare i cambiamenti climatici, dannosi soprattutto per i Paesi più poveri. Migliore 'la performance' nell'ambito dell'agricoltura sostenibile, anche se persiste «un'eccessiva importanza data ai biocarburanti».

 

Il Paese, così, si colloca oggi al diciottesimo posto tra gli Stati donatori presi in considerazione da Actionaid. In testa alla classifica dei Paesi che hanno onorato il loro impegno in favore dello sviluppo, si posiziona invece il Lussemburgo, che però, secondo la Ong ha investito molto in aiuti ma non ha «speso bene».

Al secondo posto c'è la Francia, seguita da Spagna e Svezia. Tra i Paesi in via di sviluppo, bene il Brasile che « ha ridotto il numero di persone che vivevano in condizioni di povertà estrema dai 21 milioni del 2003 ai 9 milioni del 2008». 

 

Maglia nerà invece alla Repubblica Democratica del Congo, ultima in classifica, ma seguita a stretto giro da Burundi e Sierra Leone.

Fonte: leggo.it

 

“Il Governo degli Stati Uniti sosterrà l'applicazione delle vigenti leggi contro il consumo della marijuana anche in caso di approvazione della Proposition 19”. Così Eric Holder,Ministro della Giustizia,si suppone con l'approvazione del Presidente.

In altre parole per l'Amministrazione Obama i risultati del referendum sono irrilevanti rispetto alle norme federali sull'uso della marijuana.

La proposition 19,che sarà votata il prossimo 2 novembre,se approvata consentirà in California ai maggiori di 21 anni di condividere e portare con se fino ad un massimo di un'oncia (28,35 gr.) di marijuana per uso personale,ed a coltivare fino ad un max di 25 piedi quadrati (circa 3 metri quadrati) su terreno di loro proprietà. Comuni e Contee (provincie) emetteranno le autorizzazioni e fisseranno la tassazione sulle vendite.

In pratica  la marijuana,purchè coltivata entro piccoli appezzamenti privati,può essere prodotta e venduta come le mele.

“Questa diverrebbe una nuova industria ,con un reddito tassabile,e con un incremento del turismo in California” sostiene un consumatore per motivi terapeutici (permesso) in coda davanti ad un dispensario di San Francisco.(QUI 1)

E' l'argomento che ha fatto in un certo qual modo pendere Schwarzenegger in favore della proposition 19, affermando che lui “avrebbe accettato il risultato del referendum” senza opposizioni. Pur di rimpinguare le disastrate casse della California con un buco di 42 miliardi di dollari il Governatore ha aperto alla possibilita’ di legalizzare la marijuana anche per uso ‘ricreativo’, oltre che per fini terapeutici.

Lui,repubblicano,non poteva dire che era d'accordo tout court,ma che lo faceva per amore della California,questo sì. Ma questo quando i sondaggi davano il sì quasi sicuro.

Invece secondo un ultimo sondaggio riportato dal LA Times il giorno 20 ottobre (QUI),si registra una inversione della tendenza rispetto a settembre col 49% di no ed il 44% di sì. Chissà,forse la posizione di Obama sta avendo il suo peso,almeno su questo punto.

Fonte: nytimes.com - fainotizia.it - Autore: Hérisson

 

Fino all'1 novembre, una missione del Fondo monetario internazionale si trova a Bucarest per esaminare il livello degli impegni assunti negli accordi con le istituzioni finanziarie internazionali. Si contempla un deficit del 6,8% del pil per il 2010 e saranno delineate le linee del bilancio per il prossimo anno. Il Governo si è impegnato ad assicurare nel 2011 una crescita economica dell’1,5 % e un deficit del 4,4% del pil. Il capo missione Jeffrey Franks ha spiegato che le stime sull’economia romena potrebbero essere riviste, ma non in modo sostanzioso. Anche le nuove leggi della retribuzione unitaria e delle pensioni sono contemplate dal Fmi che sembra non gradire le misure sociali prese. Si tratta di proposte giunte da parte del premier Emil Boc, tra cui l’aumento del salario minimo e la riduzione della flat tax.

I responsabili del del Fondo affermano che simili proposte vanno esaminate attentamente per vedere se non fanno più male che bene, dal momento che le eventuali misure di previdenza sociale aumenterebbero il deficit. Si svolgono anche negoziati preliminari per la firma di nuove intese. Il nuovo accordo che la Romania intende firmare con il Fmi, avrà, il più probabilmente, un valore inferiore al presente prestito che tocca i 13 miliardi di dollari, ed è di tipo preventivo. La visita della delegazione Fmi a Bucarest si svolge in un contesto agitato dal punto di vista politico e sociale, segnato da proteste dei pubblici dipendenti, scontenti per i redditi ridotti in seguito alle dure misure di austerità adottate dal governo.

Misure sociali, molto attese dalla popolazione, sono state adottate questa settimana dal Parlamento di Bucarest: la riduzione dell’Iva per gli alimenti di base al 5% e la detassazione delle pensioni inferiori ai 2.000 lei (circa 470 euro). Accolte con gioia dalle persone con redditi bassi, ma anche dall’opposizione, le misure sono state adottate “per errore” dicono i rappresentanti della maggioranza, spiegando ora che l’applicazione delle misure non è possibile, in quanto costerebbero troppo il budget di crisi e hanno già avviato passi per rimediare la situazione. Parallelamente, l’opposizione tenta di rimuovere il governo presieduto da Emil Boc, che accusano della situazione in cui si trova il Paese. I socialdemocratici, i liberali e i conservatori hanno inoltrato una mozione di sfiducia e affermano che, se il governo sarà sfiduciato, negozieranno gli impegni convenuti dalla Romania nell’accordo di prestito con il Fmi, la Banca mondiale e l’Ue, rivedranno le politiche economiche e sociali che il governo Boc vuole applicare dal 1 gennaio 2011 e torneranno sulla misura di ridurre del 25% gli stipendi degli statali. I firmatari della sfiducia sostengono che provvederanno alla detassazione delle pensioni inferiori ai 1.000 lei, e si impegneranno per contrastare la corruzione. In più, i prestiti saranno orientati, in modo prioritario, verso gli investimenti, aumenterà il livello di impiego dei fondi strutturali, grazie alla semplificazione delle procedure di accesso. Il voto sulla sfiducia si terrà il 27 ottobre, giorno in cui i pubblici dipendenti si preparano a scendere in piazza per un grande comizio.

L’Ungheria, attualmente confine dello spazio Schengen e che assumerà dal 1 gennaio prossimo la presidenza di turno dell’Ue, può aiutare molto la Romania. Lo ha dichiarato a Bucarest il capo dello stato ungherese, Pal Schmitt, assicurando che il suo Paese sosterrà l'ingresso della aderire allo spazio Schengen a marzo 2011, come previsto, il che sarà una cosa positiva per i romeni e gli ungheresi della Transilvania. In riferimento all’autonomia, Pal Schmitt ha ricordato che il presidente romeno Traian Basescu e altri politici romeni sono d’accordo con l’applicazione del principio della sussidiarietà.

Anche la Spagna sostiene l’ingresso della Romania a Schengen e apprezza i progressi tecnici compiuti in tal senso dalle autorità di Bucarest. E' quanto è emerso durante la visita del capo della diplomazia romena Teodor Baconschi a Madrid, dove è stato firmato anche un accordo di collaborazione che regola il funzionamento dell’Istituto Culturale Romeno di Madrid e dell’Istituto Cervantes di Bucarest. Inoltre sono state gettate le basi di un partenariato strategico tra la Spagna e la Romania che sarà firmato all’inizio del prossimo anno.

Fonte: rri.ro

 

Wikileaks colpisce ancora: dopo i documenti sulla guerra in Afghanistan arriva una nuova ondata di report riguardanti il conflitto in Iraq, dettagliato su warlogs.wikileaks.org attraverso 391.832 diari di guerra riguardanti il periodo tra il 1 gennaio 2004 e il 31 dicembre 2009, a eccezione dei mesi di maggio 2004 e marzo 2009. I log riguardano lo svolgersi di eventi così come vissuti dalle truppe USA e rappresentano la prima vera documentazione ufficiale su un conflitto più che controverso.

Nei documenti vengono riportate 109.032 morti composte da 66.081 definiti civili, 23.984 nemici, 15.196 delle forze irachene, 3.771 della coalizione internazionale. Non siamo qui per analizzare i dati, ma come riporta la stessa pagina di WikiLeaks appare terrificante il numero di morti di persone civili, pari a oltre il 60% del totale e a 31 morti avvenute ogni giorno nel corso del periodo documentato. Niente a che vedere con le circa 20.000 morti totali dei documenti afghani, avvenute durante lo stesso lasso di tempo documentato da WikiLeaks.

La pubblicazione dei documenti ha scatenato un vero e proprio terremoto in giro per la rete e non, con Daniel Ellsberg del Pentagono che è intervenuto immediatamente per commentare la notizia nel video che vedete qui sopra, mentre altri siti come quello di Al Jazeera iniziano a riportare gravi fatti che sarebbero emersi proprio dall’analisi dei documenti. Nel frattempo tutte le principali autorità USA hanno chiesto l’immediata chiusura di WikiLeaks: ma questa appare proprio l’operazione più impossibile, in quanto bisognerebbe prima di tutto convincere l’hosting svedese della piattaforma a tirarlo giù, per poi combattere tutta la serie di mirror sparsi per il globo preparati da Julian Assange e il resto del suo staff.

Nel frattempo da una fonte anonima interna a WikiLeaks si è venuto a sapere di un attacco ai danni dell’infrastruttura, effettuato proprio pochi giorni prima della “bomba” sganciata coi documenti in Iraq. L’attacco sarebbe stato effettuato da “hacker con grandi capacità”, probabilmente interessati a fare in modo che il nuovo materiale non finisse online.

Via | News.cnet.com - Fonte: downloadblog.it


The whistleblowing group WikiLeaks is preparing to release up to 400,000 U.S. intelligence reports on the Iraq War. The disclosure would comprise the biggest leak in U.S. history, far more than the 91,000 Afghanistan war logs WikiLeaks released this summer. We speak to the nation's most famous whistleblower, Daniel Ellsberg, who leaked the secret history of the Vietnam War in 1971. For a complete transcript or the podcast, visit www.DemocracyNow.org

 
Ci sono 6441 persone collegate

< maggio 2021 >
L
M
M
G
V
S
D
     
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
           

Titolo
en - Global Observatory (605)
en - Science and Society (594)
en - Video Alert (346)
it - Osservatorio Globale (503)
it - Scienze e Societa (555)
it - Video Alerta (132)
ro - Observator Global (399)
ro - Stiinta si Societate (467)
ro - TV Network (149)
z - Games Giochi Jocuri (68)

Catalogati per mese - Filed by month - Arhivate pe luni:

Gli interventi piů cliccati

Ultimi commenti - Last comments - Ultimele comentarii:
Hi, it's Nathan!Pretty much everyone is using voice search with their Siri/Google/Alexa to ask for services and products now, and next year, it'll be EVERYONE of your customers. Imagine what you are ...
15/01/2019 @ 17:58:25
By Nathan
Now Colorado is one love, I'm already packing suitcases;)
14/01/2018 @ 16:07:36
By Napasechnik
Nice read, I just passed this onto a friend who was doing some research on that. And he just bought me lunch since I found it for him smile So let me rephrase that Thank you for lunch! Whenever you ha...
21/11/2016 @ 09:41:39
By Anonimo


Titolo





10/05/2021 @ 06:41:42
script eseguito in 843 ms