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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
By Admin (from 14/04/2011 @ 11:00:15, in it - Osservatorio Globale, read 2493 times)

Nei dintorni di Berchtesgaden si trova la zona di Obersalzberg, famosa per la villeggiatura alpina, luogo ameno di cui si innamorò Hitler negli anni '20 e dove costituì con i gerarchi del partito - Göring, Hess, Bormann, Speer e Göbbels - una sorta di quartier generale-bunker per le vacanze.
 
Questo villaggio a circa 1.000 metri d'altezza, dove era ambitissimo essere invitati, è stato bombardato alla fine del '45 e raso al suolo nel 1952. Nell'area si trova oggi un centro di documentazione sul nazismo. Hitler soggiornò qui con Eva Braun in una villetta da lui battezzata "Berghof". Nel 1938 ebbe in dono dai gerarchi del partito per il suo 50.mo compleanno (che compirà il 20 aprile 1939) il celeberrimo "Nido dell'Aquila", uno chalet-fortezza costruito sul Kehlstein, un picco di 1.834 metri sovrastante il villaggio di Obersalzberg.

Percorrendo una strada tortuosa lunga 7 km (Kehlsteinstraße) scavata sui fianchi della montagna e attraversando un tunnel di 124 metri si giunge ad un avveniristico ascensore che porta all'interno dello chalet - il cui nome ufficiale è Kehlsteinhaus - dopo 124 metri di salita all'interno della montagna.
 
La costruzione fu completata in due anni di intenso lavoro, di enormi difficoltà tecniche e con un notevole dispendio di risorse umane (circa un migliaio le persone coinvolte nel progetto).
Questa residenza di montagna (oggi è un ristorante-belvedere), circondata da balconate che permettono una stupenda vista sul Königssee e sul Watzmann (che con 2713 metri di altezza è la seconda vetta più alta della Germania), fu arredata utilizzando marmi e legni pregiati. Nel grande atrio ottagonale fu installato un camino di marmo rosso cupo con venature bianche, dono di Mussolini al Führer.

 
Hitler visitò ufficialmente questa fortezza nel 1938 (16, 17, 19 settembre; 16, 17, 18, 21, 23, 24 ottobre) e nel 1939 (4 gennaio; 15 luglio; 11 e 12 agosto). Le cronache riportano anche tre visite non ufficiali, anche se è ignoto il loro numero totale. Pur colpito dall'edificio e dal panorama, Hitler non nutrì un sentimento speciale per il luogo, anche a causa dell'aria troppo rarefatta. Dopo lo scoppio della seconda guerra mondiale il Führer non soggiornò più nella Kehlsteinhaus, mentre continuò a frequentare il sottostante Berghof.
 
Per raggiungere il Nido dell'Aquila, salvato dal bombardamento degli alleati nel 1945 e dalla distruzione del '52 ed aperto al pubblico da metà maggio a metà ottobre, si deve arrivare ad Obersalzberg (presso Berchtesgaden) dove con dei bus si può giungere sul piazzale antistante l'ingresso al tunnel che porta al sopraccitato ascensore - decorato con specchi, ottoni e sedili in pelle verde - che tuttora permette ai turisti di salire in 41 secondi là dove si rilassava con la sua Eva Braun l'uomo più odiato del XX secolo.

Fonte: tuttobaviera.it

 

Quando l'acqua è protagonista la natura inventa nuovi scenari.

Borgo: Albavilla (Co)
Comune: Erba (Co)
Area geografica: Complesso carsico dell'Alpe Turati - Monte Bollettone
Caratteristiche ambientali: alta parete di calcare visibile tra i boschi di Albavilla ed Erba
Geomorfologia: scorre all'interno della grotta.
Di fatto è il torrente che vi penetra in forma di cascata spumeggiante alla sommità dell'antro.


 
Per raggiungerla basta il sentiero della scala di legno. Altro non è che un sentiero che costeggia il tracciato dell'acquedotto fino allo sbocco del torrente in cima alla valle, attraverso una scala verticale di circa 20-25 metri si raggiunge la cengia soprastante la cascata.

E' una delle più famose grotte della Lombardia e uno dei pochi esempi sul territorio di grotta carsica. Oltre che uno dei siti paleolitici più importanti della nostra Regione.
Probabilmente deve il suo nome al colore grigiastro della roccia, che in diversi punti appare ricoperta da una patina plumbea.

Le sue dimensioni sono impressionanti, specialmente quelle dell'ingresso che risulta quasi maestoso, colossale e scenografico, paragonabile per dimensioni al Duomo di Milano: 45m di altezza, 38 di larghezza, 40 di profondità.
L'interno si caratterizza per una grandissima quantità di cunicoli (diversi dei quali ancora inesplorati) che man mano si restringono sempre di più e che si estendono per oltre 400 metri e oltre. Infatti, l'intero sistema di gallerie non è ancora stato esplorato tutto.

Tali gallerie furono scavate nei millenni dal corso d'acqua che ancor oggi scorre nel suo interno, penetrandovi appunto come cascata. Dentro si possono trovare le consuete stalattiti e stalagmiti, oltre che flora (muschi e piccole piante poste in prossimità dell'ingresso della grotta) e fauna (per lo più insetti o piccoli crostacei) tipici di questi ambienti stabilmente scuri, umidi e con temperatura sempre costante durante tutto l'arco dell'anno.
Per raggiungere l'ingresso della grotta è necessario salire i circa 200 gradini che compongono la scala di accesso, scavata direttamente nella roccia e che un tempo ne rendevano difficoltoso e pericoloso l'accesso. Le mura che si ergono nell'androne sono d'interesse archeologico e pare risalgano al 500: infatti la grotta fortificata serviva da rifugio durante le invasioni e guerre. Insomma, si potrebbe identificarla come un imprendibile e imprevedibile castello sotterraneo, fornito per di più acqua.
La grotta fu meta di visite di studiosi e villeggianti sin dall'800; si ricorda in particolare la regina Margherita di Savoia come assidua frequentatrice.

Dopo anni di abbandono, durante i quali l'accesso alla grotta fu chiuso, a partire dal 1998 un accordo fra i proprietari del Buco del Piombo ed il Comune di Erba ha consentito di riaprire al pubblico questo interessante monumento di storia e natura.

Fonte: Sito Regione Lombardia

 
By Admin (from 21/04/2011 @ 08:00:45, in it - Osservatorio Globale, read 3431 times)

L'ambiente metropolitano lascia subito il posto a campi coltivati e cascine che si perdono a vista d'occhio. I maggiori centri abitati, tra cui la stessa città capoluogo, Lodi, si snodano lungo la Via Emilia, antica strada romana che attraversa il Lodigiano fino alle porte di Piacenza, e le direttrici dei fiumi che delimitano il territorio: a nord l'Addetta, a est l' Adda, a ovest il Lambro, a sud il Po.

I turisti trovano dunque innanzitutto un oasi verde, con habitat naturalistici incontaminati, riserve ambientali attrezzate per le escursioni e il divertimento, cascine storiche per l'agriturismo, percorsi ciclabili con il noleggio delle biciclette.
Tra i colori della campagna, assai mutevoli, a seconda delle stagioni, risaltano poi le "rosse presenze" di ciò che la storia, sotto profilo architettonico, ha portato fino a noi: i "mille campanili" di cui gode fama il Lodigiano, in particolare alcune antiche abbazie e basiliche con il loro pregevole corredo artistico , e i castelli e le rocche protagoniste nei secoli scorsi di invasioni e dominazioni.

Perché il Lodigiano, prima immensa palude con il nome di Lago Gerundo e poi terra fertile e produttiva, è sempre stato conteso e solo nel 1992 ha visto riconosciuta la sua peculiare identità con l'istituzione della Provincia.

Da oltre un decennio, migliaia di visitatori accorrono per gustare, nei ristoranti e nelle antiche osterie, i piatti tipici della cucina lodigiana esaltati in una rassegna gastronomica autunnale promossa dall'Apt; oppure per assistere alle manifestazioni fieristiche e spettacolari che si articolano nell'anno, dal Palio dei Rioni di Lodi alle mostre mercato artigianali e zootecniche. Tra le produzioni più rinomate quella della ceramica, che vanta secoli di storia con botteghe artistiche dove si può assistere alla creazione di manufatti.

Fonte: Sito Regione Lombardia

 
By Admin (from 22/04/2011 @ 11:00:40, in it - Osservatorio Globale, read 3680 times)

Rasa al suolo nel 1158 da Milano, desiderosa di aprirsi una via lungo l’Adda, e ricostruita nello stesso anno a poca distanza dall’antico insediamento, Lodi conserva il suo aspetto di città medievale, con un nucleo stretto intorno al Duomo e circondato dalle mura il cui percorso è ancora perfettamente riconoscibile nel cerchio delle strade che disegnano una specie di circonvallazione intorno al centro.

Sorta su un’altura da cui si dominava il corso dell’Adda e circondata da pianure che proprio a partire da quell’epoca furono oggetto di un’imponente opera di bonifica, Lodi conobbe un lungo periodo di grande fioritura, legata anche al suo ruolo di importante mercato agrario, che si protrasse fino al Quattrocento. A questi secoli risalgono le più importanti Chiese cittadine, San Francesco, San Lorenzo e Sant’Agnese, sorte tra il XIII e il XIV secolo, e il Castello Visconteo, costruito alla fine del Trecento a sancire la presa di potere da parte dei Visconti.
 
Il Quattrocento è segnato da una serie di aspre guerre tra Milano e Venezia, che finiscono, nel 1454, proprio con la pace firmata a Lodi, che apre un nuovo breve periodo di prosperità e di fioritura artistica per la città. A quest’epoca risale la costruzione di quello che oggi è il nucleo più antico dell’ Ospedale Maggiore, e del Tempio dell’Incoronata, una delle prime costruzioni in Lombardia ad adottare lo schema bramantesco di edificio a pianta centrale. E in questo periodo fiorisce a Lodi anche una notevole scuola pittorica che ha il suo fulcro nella bottega dei Piazza, una famiglia di pittori lodigiani a cui si deve gran parte dell’impianto decorativo del Tempio dell’Incoronata.

Dopo questa straordinaria stagione artistica, il lodigiano conosce un nuovo periodo di prosperità e di parallelo impulso architettonico nel Settecento, con il fiorire del barocchetto. Sorgono allora le grandi chiese, come la Chiesa di Santa Maria Maddalena o quella dei Santi Bernardino e Francesco a Casalpusterlengo, e i palazzi nobiliari caratterizzati dalla tradizione lodigiane dei ferri battuti, come Palazzo Barni a Lodi, la Villa Litta a Orio Litta o la Villa Pertusati-Durazzo a Comazzo.
Da non perdere, nel lodigiano, una visita a Lodi Vecchio, l’antica Lodi distrutta dai milanesi, e a Sant’Angelo Lodigiano, arroccata intorno al suo castello trecentesco sorto su un’altura.

Fonte: Sito regione Lombardia

 
By Admin (from 04/05/2011 @ 14:00:54, in it - Osservatorio Globale, read 2666 times)

Lo scinco delle nevi può determinare il sesso della propria prole in base alle condizioni climatiche. Secondo i ricercatori si tratta di una sofisticata strategia evolutiva. Ma a cosa serve? E può funzionare anche nell’uomo?

Vuoi dei figli maschi? Trasferisciti al freddo, ma solo se sei uno scinco delle nevi (Niveoscincus ocellatus). Questo rettile australiano oviviparo è infatti in grado di influenzare il sesso della propria prole in base a fattori ambientali come la temperatura e l’altitudine.

Ido Pen e i suoi colleghi dell’Università di Gronigen (Paesi Bassi) hanno studiato due colonie di scinchi che abitano in Tasmania (Australia) rispettivamente sul livello del mare e a 900 metri di altitudine e hanno scoperto che questi animali, pur appartenendo alla stessa specie, adottano strategie riproduttive diverse: negli scinchi della pianura il fattore principale che determina il sesso dei nascituri è la temperatura esterna, mentre in quelli che abitano in quota gli elementi determinanti sono di origine genetica. Ma a cosa serve poter decidere il sesso dei propri figli?

Femmine calienti...

Secondo Pen poter determinare il sesso della prole in base al clima è un vantaggio. Il caldo influisce sulla crescita dei piccoli e quindi è un elemento importante nel successo riproduttivo degli scinchi. <>, spiega Pen. E così nelle stagioni calde nascono più femmine, mentre in quelle fresche nascono più maschi. E la situazione globale è di equilibrio.

... e maschi freddolosi

Per gli scinchi di montagna le cose invece sono più complesse: l’instabilità del clima che alterna estati estremamente calde e secche ad altre fredde e piovose rende pericolosa la determinazione del sesso dei nascituri in base alla temperatura: nelle annate fredde si avrebbero solo maschi, in quelle calde solo femmine. Non è certo una situazione ottimale e così i rettili si affidano alla genetica, che permette di mantere un giusto rapporto tra i sessi.

Matematicamente sicuro

Per stabilire quale dei due sistemi evolutivi avrebbe prevalso nelle due comunità i ricercatori si sono basati sulle osservazioni sperimentali e su un modello matematico: << Nella riprouzione di questi rettili agiscono due forze opposte: la determinazione climatica del sesso dei nascituri, che sembra favorire la prolificazione, e le variazioni di temperatura da un anno all’altro che minacciano la continuità della specie>>, spiega Pen.

Bufale e falsi miti

I biologi si interessano da decenni ai meccanismi che nei rettili portano allo sviluppo di individui di sesso diverso. Nei mammiferi il sesso del nascituro è definito dalla combinazione dei cromosomi sessuali X e Y che sono molto diversi tra loro mentre nei rettili sono praticamente identici. <>
Ma nell’uomo? É possibile determinare consciamente il sesso dei propri figli? Secondo la scienza no, anche se qualche ricerca afferma il contrario. Ed esiste comunque una ricca letteratura popolare che vede il giorno del concepimento, le fasi lunari o l’alimentazione dei genitori come elementi in grado di influire sul il sesso del bambino. Per chi ci crede...

Fonte: Focus.it

 
By Admin (from 07/05/2011 @ 08:00:53, in it - Osservatorio Globale, read 2259 times)

Le balene non sopportano più il Sole e... si scottano: negli ultmi anni la percentuale di cetacei con vesciche ed eritemi solari è aumentata di sei volte. Secondo  ricercatori è colpa del buco nell'ozono che lascia filtrare quantità sempre maggiori di raggi UV. Ma non tutti sono d'accordo.

Quanta crema solare servirà per proteggere dalle scottature... una balena? Sarà il caso che qualcuno inizi a fare i conti: secondo un gruppo di ricercatori britannici i grandi cetacei che nuotano nelle acque del Golfo della California hanno cominciato a dare i primi segni di intolleranza al sole.
La loro pelle si sta riempiendo di piaghe e bolle dolenti, proprio come succede a noi quando esageriamo con la tintarella. Secondo Laura Martinez-Levasseur e Karina Acevedo-Whitehouse dell’Istituto di Zoologia di Londara è tutta colpa del buco nell’ozono che stenta a chiudersi. E così le povere balene, quando risalgono in superficie per respirare, si scottano.

Tanto va la balena al sole...

Tra il 2007 e il 2009 le ricercatrici hanno scattato oltre 150 fotografie ad alta risoluzione ad altrettanti cetacei e hanno effettuato numerose analisi epidermiche, scoprendo che in tre anni il numero di balene piagate dai raggi UV è passato dal 10 al 60% della popolazione. Le più colpite sono le balenottere azzurre,che hanno la pelle più chiara e si ustionano più facilmente.
Questi animali, all’inizio della stagione estiva, arrivano nel Golfo della Cailfornia dai mari più freddi e l’improvvisa esposizione al sole estivo è per loro molto dolorosa. Ma come accade all’uomo, con l’avanzare della stagione anche la pelle delle balene si abitua al sole, aumenta la produzione di melanociti, si scurisce (esatto, anche le balene si abbronzano), e la situazione migliora.

Più ozono (quasi) per tutti

Ma non tutti sono convinti che le ustioni sui cetacei sia imputabili all’esposizione ai raggi UV: secondo i metereologi i livelli di ozono sono costanti dal 2000. E secondo una ricerca pubblicata qualche mese fa da Geophisical Research Letters, sulla regione antartica il buco nell’ozono si sta addirittura richiudendo, anche se molto lentamente. I ricercatori della World Meteorological Organization affermano che si chiuderà completamente tra il 2060 e il 2075 e che entro il 2045 non modificherà in modo sostanziale le sue dimensioni.
Non ci sono invece previsioni per ciò che riguarda lo strato di ozono sopra l’Artico: i dati a disposizione sono troppo pochi per realizzare proiezioni affidabili sul futuro.

Fonte: Focus.it

 

38 atomi di anti-idrogeno sono stati creati e per la prima volta "conservati" in un esperimento del Cern.

Un esperimento condotto dal Cern di Ginevra ha prodotto in laboratorio alcuni atomi di antimateria. Fin qui niente di nuovo: gli acceleratori di particelle da anni producono antimateria. Ma nell'esperimento del Cern, i 38 atomi di anti-idrogeno sono stati "imprigionati", immobilizzati per 172 millisecondi (poco meno di 2 decimi di secondo).

E questa è una novità importante, perché conservare l'antimateria anche per così poco tempo permetterà ai ricercatori di studiarne le caratteristiche in modo più approfondito, per confrontare l'antimateria con la materia ordinaria e verificare, per esempio, se l'antimateria è lo specchio esatto della materia. Fino a oggi il tempo di sopravvivenza degli atomi di antimateria non superava pochi microsecondi, dato che entrando in contatto con la materia normale si annichilavano.

Perché è importante questo esperimento?

La speranza è riuscire a risolvere uno dei più grandi rompicapo della fisica contemporanea, ossia perché al momento del Big Bang la natura ha «preferito» la materia ordinaria all'antimateria. Entrambe sono state infatti prodotte nella stessa quantità (in modo simmetrico) e di conseguenza avrebbero dovuto cancellarsi a vicenda; tuttavia questo non è successo perché una certa quantità di materia (calcolata in una particella ogni 10 miliardi di particelle di antimateria) è riuscita a sfuggire e grazie a questa rottura della simmetria si è formato il mondo in cui viviamo.
Che cosa sia successo effettivamente è ancora un mistero, ma adesso i fisici del Cern hanno strumenti senza precedenti per fare un po' di luce.

Fonte: Focus.it

 

La forza del Movimento Zeitgeist deriva proprio dalla sua natura globale, e come tale ogni realtà va approcciata tenendo conto delle peculiarità di ogni zona geografica e cultura. In Italia ancora in pochi parlano inglese, ma molti si affaticano a leggere i sottotitoli. Inoltre, spesso, si perdono i giochi di parole che rendono una creazione artistica quello che veramente è.


Il GdL video ha iniziato quindi un nuovo progetto collaborativo: "Perché sostengo il Movimento Zeitgeist", sulla scia di quello che sta avvenendo a livello internazionale. Questo progetto sarà fatto da noi italiani, per parlare agli italiani, in modo chiaro e semplice. Dobbiamo dare un volto umano al Movimento, far capire che è fatto di persone, che abbiamo un volto e che non abbiamo paura di mostrarci.

Invitiamo tutti i simpatizzanti del Movimento Zeitgeist, del Venus Project e di una Economia Basata sulle Risorse a partecipare a questo progetto. Sarà realizzato un corto, in cui mostreremo la natura decentralizzata e globale del movimento. Potete prendere spunto da queste domande ed elaborare le risposte:

  1. Perché sosteni il Movimento Zeitgeist?
  2. Quali sono le conseguenze peggiori causate dal sistema monetario?
  3. Perché il profitto è un problema?
  4. Ti piacerebbe vivere in una società egalitaria?
  5. Cosa faresti se non fossi costretto a lavorare?
  6. Quali sono i i vantaggi reali di un'economia basata sulle risorse?
  7. Vedi alternative migliori per il futuro?
  8. Quali sono i problemi mondiali più gravi?
  9. Quali sono le prime cose a cui diresti "BASTA!" in questo momento?

Siamo fiduciosi che aderirete in moltissimi e moltissime, dobbiamo mostrare che noi italiani ci siamo, siamo numerosi, e siamo persone vere!

Buon divertimento! :D

TA

Calendario eventi

 
By Admin (from 10/05/2011 @ 11:00:15, in it - Osservatorio Globale, read 1415 times)

Nel giro di una ventina d'anni il cioccolato potrebbe diventare raro e molto costoso: crisi economica e caccia al profitto minacciano le coltivazioni di una delle piante più amate del mondo. E tu? Quanto saresti disposto a pagare per una tavoletta di cioccolato?

La notizia è di quelle preoccupanti: entro 20 anni il cioccolato potrebbe diventare una rara prelibatezza. Lo ha dichiarato qualche giorno fa la Cocoa Research Association, che su questo argomento è un’autorità riconosciuta a livello mondiale. Negli ultimi 6 anni il prezzo del cacao è più che raddoppiato e gli addetti ai lavori non nascondono le loro preoccupazioni.

Questa pianta cresce solo in una fascia molto ristretta, entro i 10° di latitudine dall’equatore, e di fatto solo nei paesi in via di sviluppo. Secondo quanto riporta il quotidiano britannico Indipendent, i governi di questi paesi non offrono alcun incentivo ai coltivatori di cacao, che si trovano così nell’impossibilità di sostituire le piante man mano che invecchiano e muoiono.

Meglio i soldi del cacao

E nemmeno gli sforzi dei colossi del settore sembrano servire: la Mars Inc per esempio ha sequenziato qualche tempo fa il genoma del cacao con l’obiettivo di sviluppare arbusti più resistenti e produttivi. Ma anche le piante migliori devono fare i conti con gli interessi degli agricoltori che sempre più spesso decidono di abbandonare la coltivazione del dolce frutto a favore di soia, grano geneticamente modificato e palma da olio, molto più redditizia del cacao perché impiegata nell’industria alimentare e nella produzione di biocarburanti.

Secondo Tony Lass, presidente della Cocoa Research Association, i piccoli coltivatori di cacao non guadagno più di 80 centesimi di euro al giorno, e così o decidono di convertirsi a colture più remunerative o cambiano addirittura lavoro, trasferendosi in città e abbandonando le campagne.
Il risultato? Nel giro di 20 anni il cioccolato sarà come il caviale e, ammesso di trovarlo, potrebbe costare dai 10 ai 20 euro la tavoletta.

Fonte: Focus.it

 

Sono giunte alla mia attenzione alcune voci secondo cui “Zeitgeist” e, per estensione, il Movimento Zeitgeist, sarebbe un gruppo massonico satanista che vuole sterminare il 90% della popolazione mondiale tramite un piano segreto del “Nuovo Ordine Mondiale” (NWO), fare sacrifici umani a Lucifero, il tutto farcito da uno spiritualismo New Age.

Per quanto possano sembrare considerazioni idiote e non degne di nota, ho purtroppo notato che molte persone ci cascano. Vorrei prendere quindi alcuni minuti per fare chiarezza una volta per tutte su questa questione, così da non perdere più tempo in futuro a sbugiardare certe idiozie.

"Illuminati", di cui noi dovremmo fare parte. Buono a scoprisi, perché nonostante abbia fondato il movimento in Italia ed essendone coordinatore nazionale non lo sapevo!

Cominciamo dall’inizio. Da dove originano queste proposizioni alquanto bizzarre? Bastano pochi minuti su Google per tracciare tutto a due articoli, il primo del sito nwo-truthresearch intitolato “Il Comunismo New Age: Il Programma “Zeitgeist”” che altro non è che la traduzione in italiano di un articolo del blog americano Revolution Harry.

Non mi soffermo in considerazioni sulla poverissima traduzione (nomi sbagliati, accenti, etc...) e cercherò di concentrarmi sul contenuto. L’autore inizia col dire:

Sarei giunto a capire che gran parte del cosiddetto 'Movimento per la Verità' era una 'psy-op' controllata, uno dei cui principali obiettivi, in termini semplici, era quello di orientare in direzione di un governo mondiale 'buono' chi aveva compreso che era in corso di sviluppo il Nuovo Ordine Mondiale orwelliano.

Logo del "Club of Rome"

Ovviamente non viene data alcuna spiegazione del perché sia venuto a pensare una cosa simile, secondo quali criteri e quali prove l’abbiano indotto a giungere a questa conclusione. Eppure, da lì costruisce tutta la sua argomentazione, continua infatti:

Inoltre, questo governo mondiale 'buono' avrebbe avuto armonie New Age (Teosofiche). In breve, si sarebbe trattato del Nuovo Ordine Mondiale al quale il PTB aveva sempre mirato.

Da qui in poi è una lunga lista di quello che in logica viene chiamato non sequitur, ovvero una serie di considerazioni che non conseguono dalle premesse, ma che poi vengono utilizzate successivamente per costruire altri ragionamenti, invalidando tutto il discorso.

Harry non si pone minimamente il problema di spiegare nulla di tutto ciò (quello che dice è, dobbiamo credergli sulla parola), rimanda invece ad un articolo ancora più sconclusionato di Richard Evans intitolato “La Soluzione Zeitgeist è il Comunismo riconfezionato per attirare il cercatore della verità del 21mo secolo”. Evans (a parte sbagliare i nomi di Jacque Fresco e Peter Joseph, mostrando quanto abbia ricercato accuratamente per scrivere questo articolo), inizia una serie di attacchi ad personam, per poi prendere la tangente e lanciarsi in speculazioni che trovo tanto esilaranti quanto deliranti.

Per cominciare, Jacque Fresco sarebbe un “associato ONU”. Dato che l’ONU non è un’associazione non capisco come lo possa essere, immagino intenda “membro dell’organizzazione”, ma non fermiamoci sui dettagli. Come unica fonte cita un video dove Roxanne Meadows, partner di Jacque, racconta che in passato hanno partecipato ad una conferenza per parlare del Venus Project, dove erano presenti alcuni membri dell’ONU. Mi pare un po’ debole come collegamento, anche perché io posso partecipare ad una conferenza per parlare di pace ad una tavola di discussione dove è presente il capo militare di qualche esercito. Questo non significa che io faccia parte dell’esercito o che ne sostenga le sua attività, anzi, mi troverei proprio lì per il motivo opposto. Comunque, immaginiamo per assurdo che il collegamento sia giusto e che Jacque effettivamente sia un membro delle Nazioni Unite. Certamente dovrebbe comparire nei loro archivi, dato che sono pubblici. Eppure, in tutto il loro sito, non c’è una singola ricorrenza di Jacque Fresco, nemmeno una citazione. Bastano cinque secondi e un motore di ricerca per verificarlo, non è difficile.

Insomma, abbiamo stabilito che Jacque con la Nazioni Unite non ha nulla a che fare, se non aver conosciuto alcuni che ci lavorano ad una conferenza. Evans va avanti dicendo:

È associato all’ONU e promuove il familiare programma degli Illuminati.

Abbiamo già stabilito che la prima parte della frase è falsa, da qui in poi vengono commessi una caterva di errori logici. Il primo si chiama ex falso sequitur quodlibet, ovvero partendo da un presupposto falso posso far conseguire qualunque cosa. Per esempio: sono un marziano, quindi sono alto 10 metri.

Un’altra premessa, data per assunto e tutta da dimostrare, è che le Nazioni Unite sostengano dei misteriosi piani di questa élite chiamata “illuminati”, che prevedono lo sterminio del 90% della popolazione mondiale e il controllo delle menti delle persone tramite varie tecniche di manipolazione chimica e biologica. Non voglio entrare nel merito della questione e non voglio prendere posizione a riguardo, ma faccio semplicemente notare che viene dato come assunto senza dimostrare nulla.

Per spiegare la prossima falla logica immaginiamo, sempre per assurdo, che Jacque effettivamente faccia parte della Nazioni Unite, che gli illuminati abbiano questi piani diabolici segreti e che siano infiltrati nell’organizzazione. Significa forse che tutti i membri dell’ONU ne sono a conoscenza e sottoscrivono questi piani? Ho un amico che lavora all’ONU come diplomatico per la risoluzione dei conflitti in Africa e per portare la pace in quei villaggi devastati della guerra. Anche lui fa parte di questa megacospirazione, e vuole in realtà sterminare miliardi di persone innocenti? Questo si chiama in logica falso sillogismo, ovvero applicare a tutti una cosa non generalizzabile. Esempio: Marco ha gli occhi blu, Marco è un uomo, tutti gli uomini hanno gli occhi blu. Si tratta di logica basilare, nulla più.

Da qui in poi è comicità allo stato puro. Gli stessi errori logici vengono ripetuti decine di volte senza la minima verifica di fonti o ragionamenti razionali, quindi non mi dilungherò oltre. Se volete farvi due risate leggete il resto articolo.

Il secondo è scritto da Marcella Fraschi, e presenta gli stessi errori del primo, sia di forma che di contenuto. Inizia attaccando:

Questi docu-film non sono stati realizzati gratuitamente, hanno avuto finanziamenti da colossi della tecnologia come la Sony e la Siemens.

Certo, non sono stati realizzati gratuitamente. Il regista americano Peter Joseph ha messo di tasca sua centinaia di migliaia di dollari per poi distribuirli gratuitamente in rete, senza alcun profitto (cattivone!). Era stanco di lavorare per la pubblicità, e voleva scappare dai meccanismi di profitto e vendita, così ha deciso di prendere quasi tutti i suoi risparmi e di investirli in un progetto per migliorare questa società, senza chiedere nulla in cambio. Per chi vuole sostenere il progetto è possibile comunque acquistare il DVD al prezzo simbolico di 5 dollari (3 euro). Dall’uscita del primo film nel 2007, Peter ha dichiarato che è ancora ampiamente in rosso e che spera al massimo di rientrare nei costi di produzione nel lungo termine.

Anche in questo caso non viene data alcuna spiegazione. Io però ricordo che alcuni notarono una breve scena in Addendum in cui veniva mostrato uno schermo con la scritta “Siemens”. Le riprese di quella scena sono state fatte a Times square, dove sono presenti centinaia di marche di multinazionali. Peter aveva applicato un filtro gaussiano per rendere sfocate le scritte, ma quella Siemens, essendo molto più grande delle altre, risultava ancora leggibile. Questo ha dato ampio spazio ai cospiratori per partire con le loro ipotesi di complotto strampalate. Consapevole di questo, nel film successivo, Moving Forward, Peter ha voluto ironizzare girando un’altra scena in Times square, questa volta però storpiando i nomi delle aziende, come “Siemells” e “Banosonic”. Un tocco di classe.

Bene, siamo solo all’inizio del delirio. L’articolo continua dicendo:

Tra i sostenitori del PV ci sono personaggi importanti come Bill Gates (che in una conferenza rivelò il desiderio di ridurre la popolazione tramite un vaccino). Non so voi, ma io ci trovo del ridicolo, o meglio, del tragi-comico.

Anch’io ci trovo del ridicolo, o meglio del tragicomico, perché di nuovo non viene data alcuna fonte sul fatto che Bill Gates sostenga il Venus Project (per favore, smettetela di chiamarlo Progetto Venus, l’era di Mussolini è finita e non dobbiamo tradurre tutti i nomi stranieri), ma soprattutto non c’è alcuna fonte che Gates voglia sterminare la popolazione con un vaccino. Per assurdo, anche se volesse farlo e anche se sostenesse il VP, non c’è alcun collegamento tra il Movimento Zeitgeist e questo fantomatico vaccino!

Tutto il resto dell’articolo è una disquisizione su un ipotetico collegamento New Age con il Movimento Zeitgeist. Sì, non vi sto prendendo in giro, avete letto bene: non solo saremmo dei satanisti, illuminati, vaccinatori sterminatori orwelliani, ma anche New Age. Siete pronti a sentire il collegamento logico? Tenetevi forte e leggiamo:

Tra i personaggi che vengono intervistati in questi documentari spiccano: Krishnamurti, Acharya S, Michael Tsarion e Joran Maxwell.

A parte sbagliare per l’ennesima volta i nomi, gli individui citati sono presenti solo nel primo dei tre film, che come è stato spiegato più volte non ha nulla a che fare con il Movimento Zeitgeist. Si tratta infatti dell’espressione artistica del regista Peter Joseph, che aveva creato un’opera musicale in stile vaudevilliano in cui raccontava come le superstizioni si progagano nella società, con effetti disastrosi. Con il secondo film, Addendum, Joseph prende le distanze in maniera netta dal primo, non limitandosi ad analizzare i problemi della società, ma presentando anche una direzione sociale basata sulla sostenibilità ambientale, la pace e un cambiamento culturale non violento su scala globale. Nasce così il Movimento Zeitgeist, un’organizzazione senza leader a respiro globale, formata da migliaia di attivisti di tutto il mondo che mettono a disposizione il proprio tempo come volontari non pagati.

Ma non perdiamoci, ecco che arriva il punto cardine da cui consegue il resto dell’articolo:

Essi sono tra i maggiori esponenti della New Age, quindi i film e di conseguenza il Venus Project, sono basati su questa filosofia.

A questo punto non penso sia necessario dovervi spiegare cosa ci sia di sbagliato in questa frase, ho troppo rispetto per la vostra intelligenza. Vi dico solo che in una sola riga riesce a commettere tutti gli errori logici che ho citato prima. Roba da record.

Una piccola nota di forma: pare che molti, parlando del Movimento Zeitgeist, facciano riferimento a un fantomatico “Zeitgeist” e basta, come se fosse un’organizzazione o un’istituzione con un’identità propria. Zeitgeist (spirito del tempo in lingua tedesca) è un'espressione adottata nell'Ottocento che indica la tendenza culturale predominante in una determinata epoca. Come tale, è stata utilizzata in una varietà di contesti, dalla cultura popolare alle multinazionali. Per esempio, molti hanno associato il movimento al Google Zeitgeist, una collezione di elenchi delle parole chiave più ricercate di Google, affermando poi che noi saremmo finanziati da David Mayer de Rothschild. Ovviamente non esiste alcun collegamento, se non la parola Zeitgeist in comune. Comunque, il collegamento tra Google e Rothschild è nuovamente buttato a casaccio, solo perché è andato a parlare allo Zeitgeist Europe 2007. Zeitgeist è però anche un album dei The Levellers del 1995, un EP dei Frogcircus del 2002, o ancora un album dei The Smashing Pumpkins del 2007 e del nostrano Dj Nais del 2009. E ancora, Zeitgeist è un framework scritto in Python per Linux e un personaggio della Marvel Comics, ma non troviamo associazione del movimento a questi, come mai?

Il fatto che ci chiamiamo Movimento Zeitgeist non è casuale, siamo infatti un movimento spontaneo di persone e non una setta, un’azienda o un’istituzione. Fare riferimento a Zeigeist e basta per riferirsi al nostro movimento è un po’ come dire “stelle” per parlare dei ragazzi del “Movimento a 5 stelle” di Beppe Grillo, non ha molto senso.

In conclusione, non mi stupisce che certi articoli vengano scritti, e non posso di certo biasimare gli autori. Viviamo in una società di profonda ignoranza scientifica e letteraria. Secondo un articolo del linguista Tullio de Mauro, cinque italiani su cento tra i 14 e i 65 anni non sanno distinguere una lettera da un'altra, una cifra dall'altra. Trentotto lo sanno fare, ma riescono solo a leggere con difficoltà una scritta e a decifrare qualche cifra. Trentatré superano questa condizione ma qui si fermano: un testo scritto che riguardi fatti collettivi, di rilievo anche nella vita quotidiana, è oltre la portata delle loro capacità di lettura e scrittura, pertanto, un grafico con qualche percentuale è un'icona incomprensibile. Secondo specialisti internazionali, soltanto il 20 per cento della popolazione adulta italiana possiede gli strumenti minimi indispensabili di lettura, scrittura e calcolo necessari per orientarsi in una società contemporanea. Non c’è quindi da stupirsi se questi articoli non solo vengono scritti, ma anche condivisi a spron battuto, senza il minimo spirito critico e la verifica delle fonti.

Non posso che lasciarvi con un invito: non fatevi abbindolare da qualunque cosa troviate, sia essa su Internet, in televisione o nei libri. Non è facile navigare nell’oceano delle informazioni e stimoli che ci circondano, ed è per questo che la specie umana ha perfezionato il metodo scientifico, che ci permette di raggiungere una conoscenza della realtà oggettiva, affidabile, verificabile e condivisibile.

Detto ciò, lascio da parte questa attività di “debunking” per parlarvi di qualcosa di molto più rilevante. Ciò che importa di più è che, anche se per assurdo tutto quello in cui credono i complottisti si rivelasse vero, le idee e i valori proposti dal movimento non verrebbero minimamente falsificati. Si tratta di un movimento sociale non-profit, che mira ad un cambio di valori su scala globale. Lo scopo è elevare lo Zeitgeist (spirito del tempo), appunto, lo spirito culturale delle società, ad un livello più umano e sano, in modo che sia basato sulle risorse della Terra, sulle nostre conoscenze scientifiche e tecnologiche, e sulla liberazione delle persone, che possano finalmente realizzare il loro potenziale, nel rispetto della natura. Perché non si parla di queste cose, piuttosto che lanciarsi in appassionati e irrazionali attacchi a Peter e Jacque? Vi ricordo che il movimento è formato da migliaia di attivisti e che non ha alcun leader. Se un domani venisse fuori che Peter e Jacque siano davvero dei satanisti new age del nuovo ordine mondiale, non faremo altro che staccarci dall’organizzazione e cambiare il nome da movimento zeitgeist a “movimento perepepè”, oppure “movimento per la pace e sostenibilità”, oppure “movimento per l’economia delle risorse” o qualunque altro nome ci venga in mente. Quello che conta sono le idee, e di quelle dovremmo parlare. I nomi non importano, dietro ai nomi ci sono delle idee “e le idee sono a prova di proiettile”. (V)

Se volete sapere chi c’è veramente dietro al Movimento Zeitgeist, visitate la pagina di attivismo o venite a trovarci su teamspeak la domenica sera alle 21:00 (qui trovate le istruzioni su come connettervi), avrete la possibilità di parlare con noi. Non fatevi intimorire, in 47 incontri ufficiali non abbiamo mai litigato, mai ci sono mai stati insulti o attacchi ad personam per coloro che non la pensavano come noi, anzi! (ci sono le registrazioni a provarlo :P)

Siete tutti invitati a venire a parlare, discutere e soprattutto portare nuove idee e punti di vista: è l’unico modo grazie al quale riusciremo a crescere, insieme.

Federico Pistono
coordinatore del Movimento Zeitgeist

 
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