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 Trilingual World Observatory: italiano, english, română. GLOBAL NEWS & more... di Redazione
   
 
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 

L'opposizione romena è partita a testa bassa contro il presidente Traian Basescu che, nei giorni scorsi, aveva lodato la scelta di emigrare dalla Romania. Secondo gli avversari del capo dello stato, le sue dichiarazioni sarebbero un irresponsabile incitamento a lasciare il paese.

La colpa di Basescu è quella di aver dichiarato che i circa 2 milioni di romeni che lavorano all'estero sono da ringraziare perché hanno alleggerito i costi del sistema di protezione sociale rumeno. Il presidente ha sostenuto che i sistemi di protezione sociale in Spagna o Italia sono tanto migliori di quello romeno "da permettere a italiani e spagnoli di restare disoccupati piuttosto che fare lavori manuali". Per questo, ha dichiarato Basescu, "quelle persone che sono emigrate le dobbiamo ringraziare per quel che fanno per la Romania".

Affermazioni che hanno mandato su tutte le furie l'opposizione. Dan Voiculescu, senatore del Partito conservatore, ha deprecato l'invito all'emigrazione indirettamente inserito nelle dichiarazioni del presidente. Il leader del sindacato insegnanti Gheorghe Isvoranu, dal canto suo, ha detto che Basescu vuole "un paese non educato, un paese senza infermiere".

Secondo l'analista politico Stelian Tanase, in realtà, le dichiarazioni del presidente sarebbero semplicemente un tentativo di ingraziarsi gli elettori romeni all'estero.

Fonte: Ap-Nuova Europa

WIE VAN DE DRIE

Bree Carol Avy
Bree | Carol | Avy
 
By Admin (from 07/08/2010 @ 11:03:41, in it - Osservatorio Globale, read 1312 times)

L'ufficio meteorologico britannico ha rilevato un surriscaldamento del pianeta da imputarsi, con molta probabilità, all'attività umana. Per giungere a tale risultato, gli scienziati del Met Office hanno fatto riferimento a 10 indicatori del clima, come la temperatura dell'aria, il tasso di umidità, i livelli del mare, lo scioglimento dei ghiacciai...

 

I dati pubblicati dal National Oceanographic and Athmospheric Administration (Noaa), in relazione alle temperature della terra e dei mari, hanno in particolare rivelato come lo scorso Giugno abbia risentito di un caldo record, e in generale, come i primi 6 mesi del 2010 siano stati tra quelli più caldi degli ultimi anni.

 

I mesi del 2010 da Gennaio a Giugno, infatti, hanno registrato delle anomalie rispetto alle normali temperature medie che si sono registrate nel corso del XX secolo, tanto che l'andamento della temperatura globale odierna si configura come il più alto mai raggiunto prima, da quando sono iniziate le registrazioni.

 

Fino ad ora è stato registrato che la temperatura media è stata al di sotto della normale, l'ultima volta, nel Febbraio del 1985. Fino ad ora invece la temperatura più alta registrata è stata quella del Giugno 1998, e il Giugno 2010 non si allontana molto da quei livelli.

Fonte: MilanoWeb.com; Autore: Caterina Bigliardo

 

Al termine della missione di valutazione a Bucarest, gli esperti del Fondo Monetario Internazionale e della Commissione Europea a Bucarest hanno annunciato che la Romania ha adempiuto agli obblighi stabiliti con l’accordo stand-by firmato nel 2009 e che non sono necessari cambiamenti più duri di politiche economiche. Di conseguenza, la Romania riceverà a settembre circa 2 miliardi di euro, di cui 1,2 miliardi dalla CE destinati al finanziamento del deficit, e 900 milioni dal Fmi alla Banca centrale, per consolidare la riserva valutaria e mantenere il corso di cambio. Gli esperti del Fmi e della CE hanno raccomandato alle autorità di Bucarest di proseguire le riforme nella previdenza sociale e la ristrutturazione delle aziende di stato. Inoltre, Bucarest deve adottare subito la legge sulla retribuzione unica nel sistema pubblico e quella delle pensioni, e ridurre gli arretrati. Criticato, invece, lo scarso impiego dei fondi europei, vera trasfusione benefica per l’economia. D’altra parte, il Fmi ha rivisto verso il basso la prognosi di crescita economica per il 2010, anticipando una contrazione dell’1,9% del PIL, rispetto allo 0,5% previsto prima.

La Banca Nazionale Rumena ha deciso questa settimana di mantenere l’interesse di politica monetaria al 6,25% nonchè il livello dei tassi delle reserve minime obbligatorie appliccabili ai passivi in lei e valuta. La decisione di mantenere l’interesse non ha colto di sorpresa gli analisti, che la ritengono normale, dato l’aumento dell’inflazione provocato dalla crescita dell’IVA. Nel futuro, essi non escludono però la possibilità che la Banca Nazionale riprenda l’aumento dell’interesse di politica monetaria. Il governatore della Banca centrale, Mugur Isarescu, ha presentato il Rapporto sull’inflazione per il 2010. La Banca ha rivisto la prognosi dell’inflazione dal 3,7 al 7,8% fino alla fine dell’anno, in seguito all’aumento dell’IVA. Motivo per cui si stimano anche rincari dei prezzi del 3%.

La Francia riprende il discorso sull’integrazione dei rom. Il segretario di stato agli Affari Europei, Pierre Lellouche, ha dichiarato che Bucarest potrebbe pagare il modo inefficace di gestione di questo problema con la perdita dei fondi europei, che ammontano a 20 miliardi di euro fino al 2013. Il monito avviene a pochi giorni dopo che la Francia aveva placato i toni nel problema dei clandestini rom residenti sul suo territorio e contro i quali ha annunciato di recente misure severe, quali l’espulsione, ma anche all’indirizzo dei Paesi di origine. L’intento di Parigi di smantellare metà dei campi nomadi e di rimpatriare quasi subito i rom della Romania e Bulgaria che comettono reati, ha generato le critiche dell’opposizione e le proteste delle organizzazioni per la difesa dei diritti umani. Il dovere di integrare gli etnici rom spetta prima ai Paesi di origine, e stati quali la Francia hanno solo l’obbligo di offrire assistenza, ha spiegato Lellouche. Il segretario di stato francese ha sottolineato che Parigi sta costruendo un partenariato con Bucarest e ha salutato la nomina, in Romania, di un segretario di stato al Ministero del Lavoro incaricato al reinserimento dei rom.

La Romania ha aggiunto un nuovo tassello sulla lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. Il monastero Sucevita (nord) è stato inserito nella lista dei 900 siti di eccezionale valore universale di 148 Paesi. Il pezzo forte del Monastero è la Chiesa della Risurrezione, con dipinti interni ed esterni risalenti ai secoli XV-XVI, tra i meglio conservati fra il gruppo di monasteri della Bucovina, nel nord della Romania, gia’ inclusi nel patrimonio UNESCO. Sul lato settentrionale della chiesa di Sucevita, che abbina il gotico al bizantino e a elementi delle antiche chiese di legno della Moldavia, spicca “La Scala delle Virtù”, che raffigura la lotta tra il bene e il male. Inoltre, nella lista del patrimonio mondiale Unesco, la Romania vanta la Riserva della Biosfera del Delta del Danubio (sud-est), il complesso di villaggi e chiese fortificate della Transilvania (centro), il Monastero di Horezu (sud), le cittadelle daciche di Orastie (centro-ovest), le chiese di legno del Maramures (nord) e il centro storico della cittadella medioevale di Sighisoara (centro).

Dopo un breve periodo di respiro, in Romania tornano le allerte di maltempo, afa e inondazioni. Nel sud-ovest la gente si confronta con nubifragi, temporali e inondazioni, che hanno provocato in varie località l’interruzione dell’energia elettrica, danni alle abitazioni, ingorghi nel traffico. Nell’altra metà del paese domina l’afa eccessiva, con temperature che superano spesso i 35-36 gradi. A causa del caldo e dell’elevatissima umidità, molte persone sono svenute per strada e altre migliaia hanno chiamato il pronto soccorso. I medici hanno consigliato cautela alle persone che vivono nelle zone meridionali e orientali, per l’elevato grado di radiazioni. A causa del caldo la Ferrovie Romene hanno imposto restrizioni di velocità per i treni che percorrono queste regioni.

Fonte: rri.ro

WIE VAN DE DRIE

Sofi Iveta Julia Gordon
Sofi | Iveta | Julia
 
By Admin (from 08/08/2010 @ 13:05:58, in it - Osservatorio Globale, read 1021 times)

Questa estate 6 italiani su 10 non andranno in vacanza. Chi rinuncia e' il 58% dei nostri connazionali, contro il 42% che ha invece deciso di partire.

Secondo i dati di una recente indagine del Censis, a partire sono soprattutto i giovani (18-34 anni: 53,6%), meno gli anziani (65 anni e oltre: 37%), soprattutto i residenti del Nord-Ovest (54,8%) e del Nord-Est (42,6%), meno al Sud (30,8%). Il dato di chi prevede di partire si alza ancora tra le coppie con figli (48,6%) e tra i residenti delle grandi citta' (il 45,7% nei centri con oltre 150mila abitanti).

Anche il livello economico delle famiglie conta: se solo il 17,9% di quelle con redditi bassi si permettera' una vacanza, il dato sale al 46,1% tra il ceto medio e al 69,9% tra quanti dispongono di redditi elevati.

In base alle previsioni del Censis, l'11,5% degli italiani effettuera' una vacanza lunga in Italia, il 23,6% un soggiorno breve entro i confini nazionali, il 2,6% una vacanza lunga all'estero e il 4,7% una breve oltre confine.

Rispetto alla scorsa estate, c'e' la tendenza a ridurre la durata del soggiorno, sia per i viaggi in Italia che all'estero. Aumentano solo le vacanze brevi entro i confini nazionali (si passa dal 18,1% al 23,6% degli italiani), mentre le vacanze lunghe in Italia passano dal 16,7% all'11,5%.

Fonte: asca.it

 
By Admin (from 09/08/2010 @ 09:02:21, in it - Osservatorio Globale, read 1133 times)

Crolla del 20 per cento la produzione di grano in Russia per effetto de caldo e della siccità che hanno colpito anche le altre coltivazioni costringendo il centro dell'ex impero sovietico ad estendere il bando alle esportazioni in aggiunta al grano e alla farina anche al riso, l'orzo, avena e mais per garantirsi adeguate riserve interne, dal 15 di agosto alla fine dell'anno. La Coldiretti sottolinea che mentre nelle capitale russa si soffre per lo smog, nelle campagne si contano i danni provocati dal fuoco e dall'ondata eccezionale di caldo.

La maggioranza delle perdite - precisa la Coldiretti - sono dovute alla siccità ma gli incendi che si sono diffusi anche nelle campagne fanno temere ulteriori perdite di produzione. Per far fronte all'emergenza il premier Vladimir Putin - prosegue la Coldiretti - si e' impegnato a fornire aiuti per 10 miliardi di rubli (335 milioni di dollari) e prestiti per 25 miliardi al settore agricolo. Dopo il crollo dell'impero sovietico le imprese agricole pubbliche sono state privatizzate con un aumento della produttività che - precisa la Coldiretti - ha fatto del mercato del grano sovietico un punto di riferimento a livello internazionale anche per gli elevati volumi di esportazione che sono stati pari a 21,4 milioni di tonnellate nel 2009, pari a oltre cinque volte la produzione italiana di grano tenero. La situazione in Russia ha acceso le speculazioni sul mercato internazionale con l'aumento dei prezzi di mais, orzo, riso e soprattutto del grano che in quasi due mesi è aumentato del 60 per cento facendo registrare il piu' rapido incremento degli ultimi trenta anni. La chiusura settimanale di venerdì è stata però in calo dell'8 con le quotazioni del grano per consegne a dicembre 2010 che sono scese a 7,54 dollari a bushel (0,21 euro al chilo) al Chicago Board of Trade, dove - conclude la Coldiretti - sono ora puntati gli occhi per la ripesa settimanale delle contrattazioni di oggi.

Fonte: apcom.it

 

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Russia Incendi Centrali Nucleari


 Gli impianti nucleari sono sicuri. Estremamente sicuri.

 Allora sarà per un eccesso di zelo che i militari russi si stanno affannando da giorni a scavare chilometri di fossati intorno alle loro centrali, per difenderle dalle fiamme dell'incendio epocale che sta devastando la Russia, e a fare terra bruciata intorno ai reattori con enorme dispendio di forze (e di ansie). Le centrali insomma sono sicure: sono gli uomini ad essere a rischio.Come se non bastasse, il pericolo maggiore non è neppure l'estendersi degli incendi. Lo dice la stessa Open Joint Stock Company «Concern for Production of Electric and Thermal Energy at Nuclear Power Plants» («Rosenergoatom» Concern OJSC), la compagnia russa responsabile non solo della sicurezza dei reattori e dei livelli di radiazione, ma anche della produzione e della vendita dell'energia elettrica di 10 centrali nucleari , per una capacità totale di 23.242 MW. 
 In una nota del due agosto scorso, il gestore russo afferma che i pericoli arrivano dall'interruzione delle linee di approvvigionamento elettrico delle centrali. I danneggiamenti a cavi e tralicci inflitti dalle fiamme mettono infatti a rischio l'alimentazione dei sistemi delle centrali, che non possono sempre fare affidamento sul fatto che i generatori di emergenza si attivino in corrispondenza di ogni black-out.

 Andrei Ozharovsky - fisico nucleare laureatosi a Mosca, ecologista e scienziato rispettato e riconosciuto anche dalla stessa Rosenergoatom - rincara la dose.

« Le interruzioni nell'approvvigionamento elettrico e i guasti al trasformatore causano l'arresto di emergenza del reattore. Per un reattore, ogni regime di transizione è molto pericoloso, perché può portare a situazioni imprevedibili. E' esattamente ciò che successe a Chernobyl quando, dopo numerosi tentativi di accendere e spegnere il reattore, questo finì fuori controllo. »

 Fonti interne alla Rosenergoatom hanno confessato al sito web russo Bellona che, nonostante le rassicurazioni ufficiali, ulteriori arresti di emergenza potrebbero verificarsi nelle centrali nucleari di Kalinin, Balakovo, Novovoronezh e Rostov. Le riserve dalle quali viene prelevata l'acqua per i sistemi di raffreddamento delle quattro centrali si stanno riscaldando progressivamente, con temperature che raggiungono i 30 gradi Celsius, cosa che può causare problemi ai reattori. “Se la temperatura dell'acqua si innalza di altri due gradi, dovremo arrestare le centrali", è la fosca previsione del gestore russo.

 Non solo, riprende Ozharovsky, i reattori dipendono fortemente anche dal livello delle acque nei laghi e nei fiumi dai quali si approvvigionano, e periodi prolungati dicaldo torrido come questo, che da settimane soffoca la Russia Centrale con temperature al di sopra dei 40 gradi, abbassano l'asticella in maniera critica. Tra l'altro, la dominanza delle quote derivanti da fonti nucleari sul mix energetico russo rende estremamente pericoloso il fermo degli impianti, che oltretutto in situazioni di emergenza economica come questa, a causa del dilagare degli incendi, non potrebbero essere sostituiti da fonti energetiche di altra natura e lascerebbero così vaste aree dell'ex Unione Sovietica letteralmente al buio.

  Intanto, nuovi pericolosissimi incendi si sono sprigionati vicino all' All-Russian Research Institute of Experimental Physics, una struttura di ricerca nucleare che si erge a Sarov, nella regione di Nizhny Novgorod. Ed è proprio a Sarov che sono stati dispiegati molti mezzi militari, insieme a un centinaio di veicoli di varia natura, come treni e aerei anti-incendio, dopo che il 2 agosto violenti roghi hanno assediato il pianoterra del centro di ricerca che ospita alcuni reattori nucleari in un'area militare segreta adibita ad operazioni di ricerca e sviluppo. Inconvenienti talmente trascurabili da avere richiesto l'immediata presenza del numero uno di Rosatom, la corporation nucleare di stato russa, Sergei Kiriyenko, che è subito accorso sul luogo.


  Andrei Ozharovsky ricorda come il fattore di efficienza di una centrale nucleare non superi il 33%, ragion per cui i due terzi del calore prodotto dagli impianti deve giocoforza essere assorbito dall'ambiente circostante, il chè rappresenta un'impresa ardua in condizioni di calura estrema come quelle attuali. Già nel 2006, in condizioni climatiche simili, numerosi reattori europei e statunitensi erano stati spenti, mentre la produzione energetica di molti altri era stata notevolmente ridotta. La Francia, in quella stessa estate, dovette importare 2.000 megawatts al giorno per affrontare la crisi. Molti sono i paesi ad avere introdotto o adeguato norme chiare circa la temperatura massima consentita alla quale le acque di raffreddamento utilizzate dalle centrali nucleari possono essere scaricate, per evitare ultioriori rischi di tipo ambientale.

 Secondo Ecodefense!, gruppo ecologista russo, i piani di costruzione di nuovi impianti porteranno la Russia verso l'instabilità energetica e verso nuovi incidenti, i quali si intensificheranno, dato che le condizioni climatiche estreme sono attese con sempre maggiore frequenza. Appare ovvio, secondo Ecodefense!, che in epoca di importanti cambiamenti climatici, la produzione di energia deve fondarsi su fonti rinnovabili, che stanno diventando sempre più economiche e soprattutto sono sicure per le persone e per l'ambiente.

« Il governo russo si sta condannando con le sue stesse mani. E' solo questione di tempo prima che le correlazioni antropologiche con le mutazioni climatiche vengano provate definitivamente. Più il tempo passa senza che vengano prese le necessarie misure, più saranno ingenti le perdite economiche che dovrà affrontare », sostiene Vladimir Slivyak, co-responsabile di EcoDefense!

 Nel clima generale di garanzia verso la libertà di espressione che ormai accomuna sempre di più il nostro paese all'est europeo, meno di un anno fa Andrei Ozharovsky era stato arrestato ad Astraviec, in Bielorussia, mentre faceva ingresso nel cinema dove si teneva un dibattito sul rapporto preliminare delle valutazioni di impatto ambientale delle centrali nucleari bielorusse, nel corso del quale era stato invitato a parlare. Il suo speech era il terzo in scaletta. Andrei fu avvicinato nella hall da militari bielorussi in abiti civili che gli piegarono il braccio dietro la schiena e lo costrinsero a entrare in una macchina, e dovette scontare 7 giorni di galera, nonostante fosse atteso ad una conferenza a Stoccolma.

 I media russi lo definirono come un teppista, ma è difficile immaginare uno scienziato, ex esperto delle Nazioni Unite, con due figli, che si comporta male in uno stato confinante, nella hall di un teatro dove si tiene un evento pubblico nel quale è stato espressamente invitato in qualità di oratore.  Ma si sa: paese che vai, repressione del dissenso che trovi. 

 Se le centrali nucleari sono sicure per chi le costruisce, di sicuro non lo sono per chi le contesta.

Fonte: byoblu.com

 
By Admin (from 12/08/2010 @ 11:18:41, in it - Osservatorio Globale, read 4899 times)

Un nuovo sito finanziario su Twitter… e non solo.Un laboratorio di idee dove incontrarsi, discutere, riflettere, per maturare una più completa comprensione delle dinamiche che muovono i processi economici ed i mercati finanziari.



Missile giornalistico del Corriere della Sera di oggi, che porta la firma di Felice Cavallaro. 100 milioni di lire regalati da Silvio Berlusconi a Bernardo Provenzano, boss di Cosa Nostra. Lo certificherebbe un pizzino appena consegnato da Massimo Ciancimino ai giudici di Palermo. Il documento - stando alle parole del figlio di Don VIto - risalirebbe all'anno di grazia 2001: quando il Cavaliere diventò Presidente del Consiglio per la seconda volta, ed in Sicilia ottenne una vittoria schiacciante, assoluta, 61 seggi su 61 al Centrodestra, per dire.

Scrive Marco Lillo sul sito del Fatto Quotidiano: "Ora, se autentico, il nuovo pizzino conferma che quell’abitudine non finì con la discesa in campo del Cavaliere. Tanto che altri regali in contanti sarebbero arrivati al successore di Riina (allo scopo di "mantenere buoni i rapporti" con la mafia). Un fatto che, se provato, spiega bene perché Berlusconi nel 2006 fu l’unica carica istituzionale italiana a non complimentarsi per la cattura di Provenzano".
___________________________________________
Update: Ghedini si arrabbia - Cavallaro risponde, audio.

 

 Fonte: nonleggerlo.blogspot.com; Autore: Wil

 
By Admin (from 13/08/2010 @ 10:23:38, in it - Osservatorio Globale, read 1300 times)

STATI UNITI - L'ultimo "si" ai matrimoni gay in California potrebbe spettare alla Corte Suprema. Nel frattempo, se nessuna corte d'appello federale sarà invitata ad esprimersi sul caso, dal 18 agosto in teoria potranno tornare a giurarsi amore eterno le coppie omosessuali, due anni dopo un referendum che nello stato più popoloso degli Usa ha vietato loro di convolare a nozze. Un giudice, Vaughn Walker, ai primi di agosto ha dichiarato incostituzionale il divieto ai matrimoni omosessuali introdotto con la cosiddetta 'Proposition 8' nel 2008. Morale: divieto azzerato.

Gay e lesbiche potranno dunque dirsi 'si' ufficialmente subito dopo ferragosto. Sempre che non intervengano appelli e ricorsi da parte dei detrattori delle nozze omosessuali. Il giudice Walker ha dato tempo infatti due settimane per introdurre un eventuale ricorso in appello sul quale dovrebbero esprimersi prima la Corte d'Appello Federale, e quindi - in ultima istanza - la Corte Suprema. Una sentenza dunque, quella del giudice Walker, che non ha soddisfatto nessuno: ne gay, ne contrari alle nozze omosessuali convinti che debba essere una corte d'appello a pronunciarsi sul caso. Ma perché la Corte Suprema arrivi a pronunciarsi potrebbero trascorrere diversi anni lasciando quindi in sospeso una questione rilevante per la California.

Fonte: tio.ch

 

Secondo quanto riporta la testata Irish Catholic, il papa ha respinto le dimissioni rassegnate a fine dicembre da Eamonn Walsh e Raymond Field, due vescovi ausiliari di Dublino coinvolti nello scandalo dei preti pedofili. Con una lettera – per ora non pubblicata – inviata da Diarmuid Martin, vescovo di Dublino, le dimissioni dei prelati in questione sono state respinte. Field e Walsh, come altri alti esponenti della Chiesa cattolica irlandese, sono stati accusati dal Rapporto Murphy di aver coperto gli abusi da parte di sacerdoti pedofili.

Critiche le associazioni di vittime dei preti pedofili. Barbara Blaine, esponente di Snap (Survivors Network of those Abused by Priest) parla di “altro sale versato nella già profonda e fresca ferita di migliaia di bambini vittime di abusi e di milioni di cattolici traditi”.

Fonte: uaar.it

 

Italiani sempre più indebitati: nel 2009 la media è salita a 15.930 euro a famiglia.

Gli italiani sono sempre più indebitati. L’indebitamento medio delle famiglie ha toccato infatti, nel dicembre del 2009, i 15.930 euro. Lo rileva un’indagine di Cgia Mestre che ha preso in considerazione i debiti derivanti dall’accensione di mutui per l’acquisto della casa, dai prestiti per l’acquisto di beni mobili, dal credito al consumo, dai finanziamenti per la ristrutturazione di beni immobili. Rispetto al dicembre 2008, l’indebitamento medio nazionale delle famiglie consumatrici è cresciuto in termini assoluti di 863 euro.

Italiani sempre più indebitati: nel 2009 la media è salita a 15.930 euro a famiglia.

LA CLASSIFICA - A livello provinciale le «sofferenze» maggiori sono a carico delle famiglie di Roma (22.394 euro), seguite da quelle di Lodi (22.218 euro) e da quelle di Milano (22.083 euro). Al quarto posto troviamo Trento (21.644 euro), di seguito Prato (21.442 euro), Como (20.695 euro) e via via tutte le altre. «Le province più indebitate – spiega Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia di Mestre – sono quelle che presentano anche i livelli di reddito più elevati. È chiaro che tra queste famiglie in difficoltà vi sono molti nuclei appartenenti alle fasce sociali più deboli. Tuttavia, la forte esposizione di queste realtà, soprattutto a fronte di significativi investimenti avvenuti negli anni scorsi nel settore immobiliare, ci deve preoccupare relativamente».

LA CRESCITA DELL’INDEBITAMENTO – «Altra cosa – prosegue Bortolussi – è quando analizziamo la variazione di crescita dell’indebitamento medio registrato tra il 2002 e il 2009. Al di sopra del dato medio nazionale troviamo molte realtà provinciali del Sud. Ciò sta a significare che questo aumento è probabilmente legato all’aggravarsi della crisi economica che ha colpito soprattutto le famiglie monoreddito con più figli che sono concentrate in particolar modo nel Mezzogiorno». A vivere con minore ansia la preoccupazione di un debito da onorare nei confronti degli istituti di credito o degli istituti finanziari sono le famiglie sarde, in particolare quelle residenti nelle provincie di Carbonia-Iglesias (7.486 euro), Medio Campidano (7.431 euro) e, infine, Ogliastra (5.784 euro). Il record della crescita del debito delle famiglie avvenuta tra il primo gennaio 2002 (data dell’introduzione dell’euro) e il 31 dicembre 2009, invece, appartiene alla provincia di Caserta, che in questi 8 anni è stato del +137,4%. Seguono Chieti, con un aumento del 132,1%, Taranto, con +131,3 %, Napoli, con +129,7% e Piacenza, con +129,5%. Chiude la classifica la provincia di Verbano-Cusio-Ossola, con un +45,2%. Sempre in questo periodo la crescita dell’indebitamento medio delle famiglie italiane è quasi raddoppiata: l’incremento è stato del +91,7%. Nello stesso arco temporale, invece, l’inflazione a livello nazionale è cresciuta del 16,6%. Cgia infine rileva che, rispetto al 31 dicembre 2008, sono solo due le province che hanno visto diminuire il livello di indebitamento delle famiglie: Parma (-137 euro rispetto all’anno prima) e Verbano-Cusio-Ossola (-461 euro).

Fonte: solleviamoci.wordpress.com

 
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