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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 

La luce è in grado d'influenzare direttamente le capacità di apprendimento e di disturbare l'umore agendo su specifiche cellule della retina, le cellule gangliari. Lo hanno dimostrato Tara A. LeGates del Dipartimento di Biologia della Johns Hopkins University a Baltimore, nel Maryland, e colleghi di un'ampia collaborazione internazionale, che firmano in proposito un articolo sulla rivista "Nature".

E' un fatto acquisito che le variazioni di luce possono alterare negativamente l'umore e sulle funzioni cognitive: per esempio, l'esigua durata del giorno durante l'inverno, particolarmente evidente nei paesi del Nord, può portare a sindromi depressivi. Si è verificato sperimentalmente, inoltre, che studiare in condizioni di luce diurna è più proficuo che studiare di notte alla luce di una lampada.

Tuttavia, finora non si conoscevano i circuiti neuronali attraverso i quali si esplica questa influenza delle condizioni di luce, né era chiara la funzione di tali circuiti. L'ipotesi prevalente era che le variazioni dell'esposizione al sole alterassero i ritmi circadiani (i processi che controllano il nostro “orologio biologico” con ciclo di 24 ore). Un altro fattore indiretto sulla funzionalità del cervello, finora ritenuto cruciale, era la deprivazione del sonno.

Per verificare queste ipotesi, LeGates e colleghi hanno sottoposto alcuni topi di laboratorio a un ciclo di luce/buio aberrante definito ultradiano (3,5 ore di luce seguite da 3,5 di oscurità, quindi evitando di far prevalere l'esposizione alla luce o viceversa all'oscurità) verificando che non avesse effetti né sul ritmo del sonno né sui ritmi circadiani. L'isolamento dei diversi fattori implicati ha consentito di dimostrare che la luce regola direttamente i comportamenti collegati all'umore e alle funzioni cognitive.

Gli animali hanno mostrato infatti un incremento dei comportamenti di tipo depressivo e chiari deficit di apprendimento. In particolare, i risultati della sperimentazione dimostrano che i problemi di umore precedono quelli di apprendimento, dal momento che la somministrazione dei farmaci antidepressivi fluoxetina e o desipramina ha consentito di ristabilire i corretti ritmi di apprendimento e di sonno nei topi esposti al ciclo di luce/buio aberrante.

Con un secondo test, i ricercatori hanno individuato anche la via neuronale che media questa processo: si tratta delle cellule gangliari retinali fotosensibili. I topi mancanti di queste specifiche cellule della retina, infatti, non hanno manifestato alcun deficit di apprendimento né alterazioni nell'umore.

Fonte: lescienze.it

 

Quando si tratta di prendere decisioni con rapidità, il cervello passa a una modalità di funzionamento diversa rispetto a quella all'opera nel caso di decisioni ponderate e accurate. Lo hanno dimostrato Richard Heitz e Jeffrey Schall della Vanderbilt University con una ricerca pubblicata su "Neuron", che smentisce il modello di riferimento attuale dell'attività del cervello in questo tipo di processo decisionale.

Il compromesso tra velocità e accuratezza è un problema essenziale per la capacità di prendere decisioni ed è stato studiato sia nel campo del comportamento sia in termini di funzionamento cerebrale, fino all'elaborazione di un semplice modello, secondo il quale il cervello usa essenzialmente la stessa modalità per decidere in modo ponderato oppure in modo rapido. Secondo questo modello, per ridurre il tempo dedicato a un processo decisionale semplicemente il cervello riduce l'attività neuronale richiesta prima di prendere una decisione. Questo implica che nel caso di scelte istantanee il cervello si basi su una quantità di informazione minore rispetto a quella che entra in gioco nelle scelte più ponderate e accurate. Come conseguenza, quindi, aumenta la probabilità di commettere un errore.

 

Tuttavia, prima dello studio di Heitz e Schall, l'analisi del processo decisionale non è era mai arrivati a livello di singoli neuroni. Infatti, sebbene siano disponibili test con cui indurre in soggetti il passaggio da una modalità di funzionamento all'altra, i metodi di misurazione dell'attività cerebrale umana non hanno la velocità o la risoluzione necessaria. Nel caso delle scimmie, invece, sono disponibili adeguate tecniche di misurazione, ma non era noto un metodo con cui far cambiare agli animali la velocità di una decisione.

La svolta è arrivata con lo sviluppo, da parte di Heitz e Schall, di un metodo con cui addestrare le scimmie a passare da una decisione lenta e accurata a una rapida, scegliendo uno degli oggetti di un gruppo visualizzati al computer. In una condizione sperimentale, le scimmie hanno imparato che solo una decisione ponderata sarebbe stata ricompensata. In un'altra, hanno imparato che la decisione andava presa in fretta, anche commettendo qualche errore. In entrambi i casi, i ricercatori hanno monitorato l'attività di singoli neuroni nella corteccia prefrontale, l'area cerebrale deputata ai processi cognitivi di ordine superiore.

Dai dati è emerso che in tutte e due le condizioni sperimentali inizialmente l'attività della corteccia prefrontale aumentava mentre la scimmia decideva come rispondere, ovvero subito dopo la visualizzazione degli oggetti su uno schermo. Le differenze emergevano successivamente: quando l'animale era sottoposto a uno “stress di rapidità", l'attività neurale era amplificata; quando invece le condizioni erano di “stress di accuratezza”, la stessa attività era soppressa. Tutto questo ha permesso di concludere che “una stessa informazione è stata analizzata dal cervello in modi differenti nelle due situazioni di stress”, ha sottolineato Schall.

Si tratta di un risultato inatteso, che smentisce l'attuale modello dei processi decisionali, usato anche nella descrizione di disturbi psichiatrici e neurologici. Si apre quindi un conflitto tra differenti modelli di funzionamento cerebrale che potrà essere risolto solo con successive ricerche.

Fonte: lescienze.it

 

"Siamo quello che mangiamo e che beviamo, e tutto ciò resta registrato nei nostri capelli" dice Thure Cerling, geochimico dell'Università dello Utah, che ha condotto una ricerca in proposito insieme a Jim Ehleringer, riferendone i risultati sull'ultimo numero dei  Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS).

"Abbiamo trovato significative variazioni negli isotopi di idrogeno e ossigeno nei capelli e nell'acqua, tali da permettere di identificare una relazione con i posti dove uno ha vissuto negli Stati Uniti", spiega Ehleringer. "La polizia sta già usando queste metodologie per ricostruire le possibili origini delle vittime di omicidi non identificate."

Ehleringer in precedenza aveva già sviluppato un metodo per identificare i siti di produzione di partite di eroina e cocaina sulla base degli isotopi di carbonio, azoto, ossigeno e idrogeno assorbiti dalle piante dal terreno. La nuova tecnica analizza gli isotopi stabili dell'idrogeno (l'idrogeno-2, più raro, e l'idrogeno-1) e di ossigeno (il più raro ossigeno-18 e il più comune ossigeno-16) ricavati da ciò che si mangia, si beve e dall'aria che si respira.

Il rapporto fra ossigeno-18 e ossigeno-16 nell'aria è sostanzialmente identico in tutte le località degli Stati Uniti, e lo stesso vale in realtà sia per gli isotopi dell'ossigeno e dell'idrogeno assorbiti per via alimentare, e questo perché, osservano i ricercatori, la dieta degli americani appare standardizzata in misura notevolissima.Per contro, lo studio ha rivelato una notevole correlazione fra i diversi livelli dei quattro isotopi nei capelli e nell'acqua delle località in cui ha prevalentemente vissuto la persona. All'acqua sarebbe imputabile addirittura l'85 per cento delle variazioni nei livelli di quegli isotopi.

Un singolo capello può dunque rivelare dove ha soggiornato una persona in un periodo variabile fra alcune settimane e alcuni anni, a seconda della lunghezza del capello. Per arrivare a questa conclusione gli scienziati hanno approntato due mappe degli Stati Uniti collezionando un numero enorme di campioni di acqua e (con la collaborazione di associazioni di barbieri) di capelli provenienti delle diverse regioni del paese. Con queste mappa non è possibile definire la località esatta di soggiorno di una persona, ammettono i ricercatori, ma le differenze tra stati sono ben identificabili.

Fonte: lescienze.it

 

Per la maggior parte del tempo viviamo rinnegando la nostra negatività intrinseca, spesso domandandoci come mai il mondo sia così mediocre e sconsiderato.

Forse è vero che a differenza dei cani non siamo nati come eterni ottimisti, ma la positività è qualcosa che può essere assorbita, anche se con un pò di sforzo, come ad esempio cercando di modificare il nostro senso dell'umorismo, il nostro modo di reagire ad una determinata situazione, cercando di essere più piacevoli e tenendo conto che anche gli altri ragionano con il loro cervello, e sorridendo ogni volta che qualcuno ti dice "grazie". Mentre la positività è uno stato mentale, la risposta sta nella nostra prospettiva. Qua trovate 18 cose che potete iniziare a fare ora per diventare una persona più amorevole e positiva.
Una cosa è provare piacere nella positività, un'altra è essere una persona positiva nel cuore. Nonostante crediamo di avere un atteggiamento positivo, diamo immancabilmente prima peso ai contro che ai pro. In più c'è il fatto che preferiamo l’inutile sarcasmo all'umorismo, facendo magari un sorrisetto ironico a una cosa che invece è genuinamente divertente, credendo che in fondo il bicchiere sia veramente mezzo vuoto.

18 cose che potete fare per cambiare la vostra prospettiva:

1. Desiderarlo

Per diventare una persona positiva devi avere un forte desiderio di esserlo, e questo lo si ottiene solo se si è convinti che diventare una persona positiva migliorerà la qualità della vostra vita. La positività è come un'aura, e sai di esserlo quando le persone iniziano a fidarsi di te, quando persone a caso diventano gentili con voi, i colleghi al lavoro rispettano la vostra visione positiva e iniziate a legare e creare rapporti con facilità.

2. Credi in tutte le possibilità

Su che cosa puoi o non puoi fare. Su quello che è possibile e quello che è impossibile. Non permettere alle tue convinzioni limitanti di tenerti bloccato nel posto sbagliato. Apri le tue ali e prendi il volo! Una volta che ti rendi conto che tutto è possibile, le porte dei limiti che sono state chiuse nella tua mente si apriranno collegandosi con tutti gli aspetti della coscienza.

3. Sii realista: Non cercare di diventare un santo

Diventare una persona positiva non vuol dire che non potrai mai avere qualche emozione negativa o imbatterti in una situazione negativa. È l'atteggiamento complessivo e la reazione ad ogni esperienza che conta. Non restare impantanato nel fallimento, e non deluderti se le tue aspettative non vengono soddisfatte. Devi rendervi conto che tutto è al tuo servizio. Tutte le esperienze sono neutrali ed è la tua percezione di esse che creano la tua visione positiva o negativa.

4. Prova a valorizzare, piuttosto che criticare

Abbandona il tuo costante bisogno di lamentarti e criticare le persone, le situazioni o gli eventi che ti rendono triste, infelice o depresso. Nessuno può farti infelice, nessuna situazione può renderti triste o miserabile a meno che non sei tu a permetterlo. Quando critichi qualcosa tu esprimi un giudizio personale su qualcosa che manca nella tua vita e che rifiuti di lasciar andare. Mai sottovalutare il potere del pensiero positivo. In ogni occasione in cui senti il bisogno di criticare, prova a pensare a come quella specifica situazione ti stia aiutando o stia beneficiando gli altri.

5. Sperimenta

Diventa un acuto osservatore. Usa gli episodi giornalieri per vedere in che modo in cui questi si possono gestire in maniera più positiva. Ti serviranno come casi perfetti per trasformare la tua visione in una più positiva. Per chi è agli inizi, iniziate a riflettere su come potete gestire meglio una situazione essendo meno ostili e più indulgenti. Trovate per esempio cinque modi che avrebbero potuto salvare la giornata e imparate a prendere le cose per quello che valgono. Ricordatevi poi che la vostra capacità di fidarvi delle persone riflette anche la vostra genuinità.

6. Accettare la responsabilità

Il senso di colpa è un trucco della mente. Accetta la responsabilità per te stesso, per la tua vita e per le tue azioni. Tu solo sei in grado di risponderne. Sei adulto. Essere responsabile significa che lo sei per tutte le decisioni che prendi. L’hai fatto per una ragione: per imparare. Se tu che scegli di farlo; devi accettarne le conseguenze e capire che lo fai per una ragione...per imparare. Se continui a sentirti in colpa, smetti di imparare.

7. Comunicazione e linguaggio del corpo

Cerca di rendere parole positive parte del tuo gergo quotidiano e lavora sul tuo linguaggio corporeo in modo che possa essere amichevole ed accessibile. Guarda divertito qualcosa di divertente, ridi quando qualcosa è divertente, complimentati quando serve e dai agli altri la possibilità di raccontare la loro versione dei fatti. Non pensare mai di essere l'unico interessante e saccente che c’è in giro.

8. Sii te stesso

Sei unico. Goditi la tua unicità. Nessuno, in tutto il mondo è esattamente come te. Smettila di cercare in tutti i modi di essere qualcuno che non sei solo per farti piacere dagli altri. Nel momento in cui ti toglierai tutte le maschere, nel momento in cui accetterai ed abbraccerai il tuo vero essere, allora si che la gente sarà attratta da te, senza sforzo.

9. Compagnia

Un modo di diventare positivi è quello di ricercare una compagnia positiva visto che sia la negatività e la positività sono infettive. Se per la maggior parte del tempo frequenti persone che sono scontrose o che hanno un punto di vista pessimistico vedrai che inavvertitamente rispecchierai le loro emozioni. Al fine di inculcare positività è importante che la gente che frequenti sia positiva, energica e felice. Vedrai che così porterai la stessa positività con te dovunque andrai.

10. Pensa al presente

Il passato ed il futuro spesso ci portano su un percorso di tumulto emotivo. Spesso pensiamo che il passato era molto meglio e che il futuro sarà spaventoso, bisogna però prendere in considerazione il fatto che il momento presente è tutto quello che si ha e tutto quello che si potrà mai avere. Sappi che il passato che stai cercando - il passato che ora magari stai sognando - lo ignoravi quando era “il presente”. Smettila di illuderti. Sii presente in tutto quello che fai e goditi la vita. Dopo tutto la vita è un viaggio e non una destinazione. Cerca di avere una chiara visione del futuro, preparati, ma sii sempre presente nel tuo presente.

11. Attività

Non essere poco attivo. Fai attività positive da solo o con altri. Condividi una battuta, racconta un episodio piacevole, partecipa ad attività sportive, vai a correre la sera dopo il lavoro, fai del sano sesso e ti ritroverai con una ribollente energia positiva.

12. Prendetela con calma

La vita quotidiana è fatta per darti delle scosse. Sii preparato nel minimizzarne l'impatto e a scrollartele di dosso. Potresti per esempio diventare troppo stressato guidando ogni giorno o cercando di parcheggiare l'auto. Nel momento che accetti che certi fatti non posso essere cambiati, sarai molto più a tuo agio con te stesso e con le persone che ti stanno attorno.

13. Getta le aspettative

Lasciati alle spalle eventuali previsioni che hai su te stesso e che ti limiteranno la crescita. Se tendi ad avere alte aspettative su come gli altri dovrebbero comportarsi sarai spesso deluso quando questo non accadrà. Sono solo le tue aspettative sulle persone che causano il fatto che tu le giudichi quando in definitiva dai un giudizio su te stesso. Veramente molte persone vivono una vita che non dovrebbe essere vissuta da loro. Vivono la loro vita secondo quello che gli altri pensano sia meglio, secondo quello che i genitori pensano sia meglio, i loro amici, i loro nemici e i loro insegnanti, il governo e i media pensano siano meglio per loro. Ignorano la loro voce interna, la loro chiamata interiore. Spesso si dimenticano di che cosa li fa felici, di che cosa vogliono, di che cosa hanno bisogno. Hai una vita sola - questa, di questo momento - che devi vivere, ed evitare che le opinioni di altre persone ti distraggano dal tuo percorso.

14. Tieni un diario 

Invece di raccontare tutto quello che ti accade, filtra solo gli avvenimenti positivi e prendine nota. Potrebbe essere una qualsiasi cosa, anche banale, da un’autobus che arriva in orario, alla deliziosa colazione cucinata da tua madre, o al fatto di esserti ricordato di pagare le bollette in tempo. È quando cerchiamo la positività nelle piccole cose che ci rendiamo conto che vale la pena vivere, dove non lasciamo spazio per negatività. Prova consapevolmente a fare questo per 10 giorni, alla fine del decimo giorno quando leggerai il tuo diario avrai solo i ricordi delle cose belle che ti sono accadute

15. Medita

Non solo meditare secerne ormoni della felicità ma ti crea anche un senso di consapevolezza interno. Imparererai a controllare il tuo respiro, e per mezzo di esso, controllare il vagare della tua mente. Ogni volta che si medita si sente un impulso di energia positiva che attraversa il corpo e calma i nervi, calma la mente, eleva l'umore, per non parlare poi del miglioramento del vostro livello di tolleranza.

16. Abbraccia il cambiamento

Il cambiamento è un bene. Cambiare ti aiuterà a passare da A a B. Cambiare ti aiuterà a migliorare la tua vita e quella di chi ti circonda. Segui la tua beatitudine, abbraccia il cambiamento e non resistergli.

17. Re-inventa il tuo bisogno di avere ragione

Molti di noi non sopportano l'idea di essere nel torto, vogliono sempre avere ragione, anche al rischio di troncare degli ottimi rapporti o di causare grandi quantità di stress e di dolore, sia a noi stessi che agli altri. Ci piace controbattere ad ogni costo anche quando siamo nel torto. Semplicemente non ne vale la pena perché l'essere nel giusto è del tutto soggettivo, con tanti strati di prospettive di verità. Ogni volta che sentite l' "urgente" bisogno di entrare nel merito di chi ha ragione o torto, fatevi questa domanda. "Preferisco avere ragione, o essere gentile?" Wayne Dyer.

18. Dite "grazie"

Ringraziate il cielo, i vostri genitori, i vostri amici e ringraziate voi stessi per tutti il duro lavoro che avete fatto, per tutto quello che avete raggiunto. Dire grazie spesso vi rende umili, e una persona umile raramente è cinica.

Fonte: networkedblogs.com via TrueActivist.com - Autore: Josh Richardson - Traduzione: Daniel Iversen

 

Sono posti lontani e difficili da raggiungere ma non per questo il problema non sussiste.

C’è chi, comunque, cerca di far fronte a queste difficoltà con soluzioni tecnologiche azzeccate. Un esempio viene da due designer londinesi che hanno ideato un oggetto utile e intelligente, rivolto a chi non ha accesso alla corrente. Si tratta di una lampada che funziona sfruttando la gravità.

Costituita da un ‘sacco’ che funziona da contrappeso e da un nastro su cui scorre sia il sacco che la lampada a LED. GravityLight – questo il suo nome – funziona grazie al peso del sacco, riempito con terriccio, sassi o sabbia.  Grazie ad alcuni ingranaggi la lampada s’illumina e bastano soli 3 secondi di scorrimento del peso per ottenere 30 minuti di luce!

GravityLight: lighting for the developing countries from Therefore on Vimeo.

Per tante popolazioni di paesi in via di sviluppo potrebbe sostituire le diffuse ma pericolose lampade al kerosene, che bruciano quasi il 20% del budget famigliare, e costituiscono la primaria fonte luminosa, perché funziona senza l’aiuto di elettricità o batterie.

L’idea dei due inventori è di ideare oggetti rivolti alle popolazioni senza accesso alle rete elettrica, e anche se Gravity Light rimane per ora soltanto un prototipo, si stanno cercando maggiori finanziamenti sulla piattaforma di crowdfunding Indiegogo per poter produrne alemno 1000 e mandarle così a diversi villaggi africani e indiani per provarla.

E se i fondi supereranno i 399.000 dollari, la Gravity Light potrà essere venduta al costo, per noi quasi irrisorio, di 3 sterline, cioè poco più di 3,6 euro.

Un esempio in più di come la tecnologia possa incontrare le esigenze delle persone più svantaggiate senza perdere di vista l’ambiente.

Fonte: tuttogreen.it - Autore: Chiara Greco

 

Prima di tutto una premessa: questo articolo non è una notizia e nemmeno una previsione di quello che potrà accadere in futuro, semplicemente vuole descrivere come ci siano alcune condizioni che potrebbero portare ad una guerra civile in Italia in un più o meno prossimo futuro. Ma assolutamente non si sta dicendo che ci sarà una guerra civile o che ci sia una probabilità più o meno certa a riguardo.

Vogliamo analizzare la questione partendo da una metafora, quella del classico triangolo del fuoco, che spiega in maniera sintetica come si sviluppa un incendio. Come tutti sanno i tre elementi fondamentali sono il combustibile (il materiale infiammabile), il comburente (ruolo di solito svolto dall’ossigeno) e infine la temperatura d’innesco (la temperatura necessaria che provoca la reazione tra combustibile e comburente) che è la classica scintilla che fa scoppiare l’incendio.

Ecco, una guerra civile essenzialmente è paragonabile ad un incendio dove il combustibile sono le tensioni politiche, sociali,religiose o etniche presenti in un dato stato, il comburente è la situazione economica che può dar fiato a queste tensioni e la scintilla è un grave evento più o meno inaspettato che fa esplodere tutte le tensioni esistenti.

Nel caso dell’Italia, il comburente è la situazione economica, che come tutti sappiamo è molto grave con una disoccupazione in continua crescita, la recessione che non accenna a fermarsi, l’eccessiva pressione fiscale, 140 miliardi di euro di debiti verso le imprese non pagati da parte dello Stato, il debito pubblico che continua ad incrementare.
E tutti questi fattori economici, sopra descritti, sono tutte condizioni che anche nella Storia recente sono state alla base di rivoluzioni, colpi di stato e guerre civili. Un esempio tra quelli più famosi è la Rivoluzione Francese scoppiata a seguito di una fortissima crisi economica e all’aumento delle tasse.

Ora invece elenchiamo tutti i combustibili presenti nella situazione italiana, quindi tutte le tensioni presenti attualmente:

1) Stallo politico: come sappiamo dalle ultime elezioni è uscito un risultato che porterà ad un Senato ingovernabile e attualmente non c’è nessuna intesa tra i principali soggetti politici per evitarlo. Inoltre, essendo il Presidente della Repubblica nel semestre bianco, non ha diritto a sciogliere le Camere e indire nuove elezioni, quindi lo stallo può prolungarsi. E ancora, se non ci sarà nessun accordo politico si rischia anche di non riuscire ad eleggere il prossimo Presidente della Repubblica e nemmeno il Presidente del Senato, rispettivamente la prima e la seconda carica dello Stato.

2) Proroga del governo Monti, governo tecnico o governo “inciucio” tra PD-PDL: c’è una forte possibilità che nel caso di mancato accordo politico si possa, seguendo il modello belga, prorogare l’incarico del premier in carica (Monti) oppure Napolitano, potrebbe indicare un personaggio esterno o Monti stesso per formare un nuovo governo tecnico. Ultima ipotesi è un’accordo tra PD-PDL per un governo di unità nazionale per fare le riforme più urgenti e poi tornare alle urne. In tutti e tre questi casi si formerebbe un governo molto impopolare che di fatto avrebbe stravolto il risultato elettorale e la stessa istituzione democratica.

3) Rischio bancarotta: nel caso si confermasse lo stallo politico e l’Italia fosse soggetta ad un attacco speculativo e alla risalita dello spread e si dovesse ricorrere al MES o all’OMT per finanziarsi, con la conseguente accettazione di misure di austerità in cambio di aiuti finanziari, non ci sarebbe nessuna carica istituzionale eletta democraticamente che possa richiedere questi aiuti e firmare un eventuale memorandum di misure di austerità; nel caso nessuno chieda questi aiuti, l’Italia potrebbe anche trovarsi in bancarotta, mentre se qualcuno con un atto di forza firmasse la richiesta di aiuti e il memorandum, provocherebbe probabilmente l’ira popolare.

4) Partito Democratico spaccato: il soggetto politico più importante, il Partito Democratico è scosso da forti divisioni interne, nel caso si verificasse una spaccatura, il quadro politico diventerebbe ancora più complicato e instabile. Inoltre continuano le indagini per lo scandalo dei Monti dei Paschi di Siena, con tutte le conseguenze che questo ha per il partito stesso, che come tutti sanno è molto vicino a MPS.

5) Berlusconi a rischio galera: il secondo soggetto politico più importante, il Popolo della Libertà è invece turbato dalle innumerevoli vicende giudiziarie del suo leader, Silvio Berlusconi. Il 23 marzo ci sarà la sentenza che potrebbe confermare i quattro anni di carcere e l’interdizione dai pubblici uffici, richiesti per frode fiscale. E, cosa senza precedenti, lo stesso Berlusconi ha convocato per la stessa data una manifestazione contro la magistratura. Quindi esiste un pericoloso scontro tra potere politico e potere giudiziario. E Berlusconi farà di tutto per non finire in carcere, anche la rivoluzione se necessaria.

6) Movimento Cinque Stelle: il terzo soggetto politico più importante (considerando i precedenti come leader di coalizioni), il Movimento Cinque Stelle è un movimento che sicuramente possiamo definire rivoluzionario, dato che vuole un radicale cambiamento delle leggi e della struttura dello Stato italiano. Attualmente vuole attuare la sua rivoluzione in modo pacifico, ma se si instaurasse un governo antidemocratico o se le altre forze politiche, con trucchi e imbrogli,cercassero di danneggiarlo (ad esempio con lo scouting dei parlamentari a Cinque Stelle) potrebbe anche ricorrere alla piazza. E Grillo ha la popolarità e soprattutto anche l’audacia necessaria per farlo.

7) Attentati e scontri sociali: recentemente i Servizi Segreti hanno dato l’allarme sul rischio di attentati spettacolari. Una nuova stagione di attacchi terroristici potrebbe  portare all’instaurazione di un nuovo clima di tensione e anche a leggi liberticide.

8) Ondata di manifestazioni: il Popolo Viola ha indetto una manifestazione contro Berlusconi lo stesso giorno in cui il PDL ha indetto la propria; il Movimento dei Forconi ha intenzione l’11 marzo di iniziare una nuova stagione di proteste e di bloccare l’intero Sud d’Italia; sicure manifestazioni studentesche con toni ed atteggiamenti sempre più estremi e violenti; tensioni e manifestazioni NO-TAV; scioperi e proteste degli operai delle aziende in crisi.

9) Esplosione socio-economica dei paesi confinanti: Spagna, Grecia, Slovenia, Bulgaria e Cipro sono travolte da una fortissima crisi economica e alcuni di questi paesi, soprattutto la Grecia, sono sull’orlo di un vero e proprio conflitto sociale che potrebbe contagiare anche la vicina Italia, già contagiata dalla crisi dei debiti sovrani.

10) Ingerenze straniere: Germania, Inghilterra e Stati Uniti non esitano ad interferire sulla situazione economica e politica italiana. Soprattutto è da tenere in considerazione la politica non filo-NATO di Beppe Grillo e l’euroscetticismo dello stesso e l’ostilità della finanza internazionale e della Germania nei confronti di Berlusconi.

11) Lega Nord: il movimento leghista governa le tre regione principali del Nord: Piemonte, Lombardia e Veneto. Ricordiamo che gridavano alla secessione ed ora governano su quasi l’intera “Padania”.

12) Crimine organizzato: Cosa Nostra, ‘Ndrangheta, Camorra e Sacra Corona Unita non possono che ampliare le proprie fila grazie ad una crisi economica che non lascia alla maggioranza dei giovani meridionali nessuna prospettiva per il futuro. Come hanno ricordato i Servizi Segreti, la Camorra dispone di una vera e propria forza militare e in questo clima di incertezza non è da escludere un attacco allo Stato o l’utilizzo di queste organizzazioni malavitose da parte di soggetti politici per scopi personali.

13) Nulla da perdere: a causa della crescente crisi economica moltissime persone si trovano travolte dai debiti, senza un lavoro e in una condizione di estrema disperazione. Molte di esse potrebbero preferire la ribellione al suicidio.

Queste sono a nostro avviso le principali tensioni, potenzialmente esplosive, presenti in Italia. La seria differenza della nostra situazione rispetto a Grecia e Spagna, dove si sta consumando una crisi economica ad un livello recessivo più avanzato, è la presenza di uno stallo istituzionale, di un gravissimo scontro tra poteri dello Stato, dell’uso politico della magistratura e di un clima politico violento che è anche un’eredità della guerra civile del 1943-45.

L’unica cosa che non possiamo enunciare è quale sarà e se ci sarà una scintilla che ci porterà ad una guerra civile. Possiamo fare delle ipotesi come un’eventuale condanna definitiva per Berlusconi oppure un’attentato inaspettato oppure il colpo di mano di qualche soggetto politico o qualsiasi altra cosa che non si può prevedere allo stato attuale. E inoltre quali saranno gli eventuali fronti di una guerra civile? L’ipotesi che penso possa essere più probabile è lo scenario siriano, quindi uno schieramento governativo e legittimato contro uno schieramento ribelle. Però è soltanto un’ipotesi su un’altra ipotesi.

Un’ultima riflessione personale è che un’eventuale guerra civile non va necessariamente contro gli interessi eurocratici perché potrebbe anche spianare la strada ad un intervento esterno in Italia, una classica “missione di pace” a supporto del governo legittimo, magari effettuata dall’Eurogendarmeria, così da privare il nostro paese oltre che della sovranità economica anche della sovranità politica e territoriale. A proposito rimando all’articolo “La lunga marcia dell’Eurocrazia”.

Concludendo, come già scritto nella premessa, non si vuole nel modo più assoluto fare dell’allarmismo, probabilmente non ci sarà nessuna scintilla e men che meno una guerra civile o una rivoluzione, questo articolo vuole solo invitare alla riflessione e a stare in allerta così da poter cogliere ulteriori segnali che possano portare ad un’eventuale situazione di guerra interna.

Al tempo stesso però invito a non escludere del tutto nessun scenario, perché la Rivoluzione Francese e la Primavera Araba non vennero annunciate da nessuno e colsero tutti di sorpresa. Ovviamente speriamo che tutto questo non accada, perché solo di una cosa possiamo sicuramente avere certezza: una guerra civile sarà fatta scoppiare dai potenti ma a pagarne le conseguenze sarà il Popolo, quindi tutti noi.

Fonte: hescaton.com

 

Un luogocomune planetario è senz’altro quello che vuole il “pesce” un ottimo alimento per l’uomo, non solo perchè contiene pochi grassi, ma anche per l’apporto di Omega-3 acidi grassi insaturi essenziali per un efficente organismo. Attribuendogli doti quali: migliorare il ritmo cardiaco favorendo la circolazione del sangue, ridurre la formazione di trombi ed emboli, ridurre i trigliceridi e l’aggregazione delle piastrine.

Sempre più studi scientifici tendono però a confermare l’esatto contrario. Oltre ad affermare l’inutilità degli Omega-3 del pesce, questi acidi grassi sono risultati addirittura dannosi. Sono cioè correlati al rischio di cancro alla prostata (Brasky, 2011), al rischio di aritmie cardiache e non prevengono il cancro (JAMA 2005, Rait 2005, MacLaen 2006), non sono in grado di ridurre gli eventi cardiovascolari e non risultano protettivi nei confronti dello sviluppo dell’insufficienza cardiaca (Hooper 2006, Dijkstra 2009, Kromhout 2010), sono correlati all’insorgenza del diabete di tipo 2 e del diabete mellito (Harvard, Kaushik 2009), non migliorano le funzioni cerebrali negli anziani e neanche lo sviluppo cognitivo dei nascituri (Dangour 2010, Quinn 2010, Makrides 2010).

Esiste però un altro alimento, con ritrovamenti che ne fanno cominciare l’utilizzo addirittura 10.000 anni fa, che possiede sia gli Omega-3 che gli Omega-6. Si tratta dei semi di canapa...

L’olio di semi di Canapa è un alimento dalle straordinarie proprietà nutrizionali, infatti non solo possiede tutti gli 8 amminoacidi essenziali (l’organismo umano è in grado di ricavare ed elaborare dalle proteine della canapa tutte le proteine di cui abbisogna), è l’unico alimento nel pianeta che può vantare questa caratteristica, ma tra le qualità più importanti c’è senza dubbio anche la presenza di acidi grassi essenziali polinsaturi Omega-3 e Omega-6 nella proporzione migliore per l’essere umano: nessun altro alimento in natura è infatti in grado di garantire una proporzione 1:3, rapporto raccomandato dalle ricerche mediche e dalle più avanzate teorie in ambito di nutrizione.

Nell’olio di semi canapa sono presenti anche quantità significative di Vitamina E, antiossidante naturale; fitosteroli e cannabinoidi (specialmente CBD, Cannabidiolo) che secondo le più recenti acquisizioni medico-scientifiche hanno un’importante funzione di modulazione per quanto riguarda il sistema immunitario e le funzioni cognitive.
L’olio di semi di canapa è principalmente un valido antinfiammatorio. Ne è stata inoltre dimostrata l’efficacia per la cura di diverse patologie.

BENEFICI:

Colesterolo

L’uso quotidiano di olio di canapa (circa 4/5 cucchiaini al giorno) fa diminuire rapidamente gli eccessivi livelli nel sangue di colesterolo LDL (quello “cattivo”) e di colesterolo totale, riducendo così anche il rischio di trombosi e abbassa, inoltre, i livelli di trigliceridi nel sangue, per il matenimento, in una dieta equlibrata è sufficiente 1 cucchiaino ogni 2/3 giorni-

Malattie cardiovascolari

L’assunzione dell’olio di canapa, in sostituzione di altri olii, aiuta a prevenire e a ridurre l’arteriosclerosi ed altre malattie cardiovascolari perché mantiene più elastiche le pareti dei vasi sanguigni ed evita l’accumulo di grasso nelle

Malattie osse e infiammazioni

Viene usato anche per la prevenzione e per la cura dell’artrosi e dell’artrite reumatoide e di altre malattie infiammatorie come l’infezione cronica della vescica, la colite ulcerativa, il trattamento del colon irritabile e del morbo di Crohn.

Sindromi ginecologiche e neurologiche

Utilissimo per la sindrome premestruale e nella menopausa; combatte l’osteoporosi e viene impiegato per curare problemi di apprendimento, deficit della memoria, difficoltà di concentrazione e mancanza di attenzione, depressione cronica e depressione post-parto.

Pneumopatie

L’olio di canapa è impiegato nella cura di malattie asmatiche e affezioni respiratorie, sia delle basse che delle alte vie respiratorie.

Malattie della pelle

Data la sua potentissima azione antinfiammatoria, quest’olio è ottimo per molti problemi della pelle come: psoriasi, vitiligine, eczemi, micosi, irritazioni da allergie, dermatiti secche e per tutte le infiammazioni o irritazioni localizzate. Può inoltre migliorare le condizioni della pelle affetta da acne. Oltre che all’assunzione per bocca, si applica anche direttamente sulla zona da trattare per ridurre i pruriti e le infiammazioni. Efficace anche per la cura dei funghi alle unghie (onicomicosi).

Fonti: blobjects.it via disinformazione.it – ilsentiero.net – wikipedia

 

La vittima è Erika Anna Avrai, una donna rumena di 42 anni.

La donna era andata dal medico curante che le aveva prescritto un antibiotico. Il sospetto è che l'iniezione è stata fatta per via endovenosa e non intramuscolare. Sul caso è stata aperta un'inchiesta.

I carabinieri hanno trasmesso una prima informativa al magistrato inquirente, che dovrà anche stabilire se dopo aver acquistato il medicinale in farmacia, la rumena se lo sia somministrato da sola, o se sia ricorsa all'aiuto di qualcuno, che ha poi commesso il tragico errore. I primi a soccorrerla sono stati alcuni passanti, poi è arrivato il medico curante e subito dopo un'ambulanza del 118. Per la donna, però, non c'era più nulla da fare.

Fonte: informasalus.it

 

La legge sugli assegni bancari è incostituzionale: favorisce l’usura e vessa i cittadini con il bollettino dei protesti.

La situazione della Banca d’Italia e del sistema bancario quindi è identica a quella del CITTADINO che sottoscrive assegni "senza provvista": la Banca d’Italia emette titoli di credito solo apparenti in quanto privi della dovuta "provvista".

La differenza sta in un solo fatto e cioè che il CITTADINO, che è comunque il proprietario del valore monetario, è protestato, denunciato, processato e condannato alla reclusione ed all’ammenda, ed alla interdizione dall’emettere assegni ed alla pubblicazione della sentenza su tutti i giornali, il tutto in virtù della Legge 15.12.1990 N° 386 "Nuova disciplina sanzionatoria degli assegni bancari".

Il CITTADINO per avere emesso un simbolo monetario "senza provvista" diviene un criminale, mentre la Banca d’Italia ed il sistema bancario si arricchiscono proprio con l’emissione di simboli monetari "senza provvista".
Il tutto in danno del CITTADINO e per effetto dell’inversione del diritto di proprietà, violando così l’art. 832 C.C., il quale statuisce: "Il proprietario ha diritto di godere e disporre delle cose in modo pieno ed esclusivo, entro i limiti e con osservanza degli obblighi stabiliti dall’ordinamento giuridico".

Si pone pertanto la questione di legittimità costituzionale della legge istitutiva degli assegni e di tutte le leggi relative agli stessi, in quanto violano l’art.832 C.C: in relazione agli artt. 3 e 42 della Costituzione Italiana.
La Banca d’Italia non può e non deve avere un trattamento difforme dagli altri cittadini della Repubblica (persone fisiche e persone giuridiche).

La legislazione in atto crea disparità di trattamento.
Partendo dal principio che il valore monetario appartiene alla collettività e non al sistema bancario nulla è dovuto al sistema bancario in linea di capitale, perché esse detengono illegittimamente la titolarità della moneta, essendosi il sistema bancario indebitamente appropriato del valore monetario che è di proprietà della collettività nazionale di cui il sistema bancario dovrebbe essere il cassiere.

Il sistema bancario approfittando della pubblica fede, ha compiuto un colpo di mano facendo credere alla collettività nazionale che la Banca d’Italia è la proprietaria del valore monetario e ciò perché può stampare migliaia di metri cubi di carta senza controvalore, dichiarando di essere proprietario di milioni di miliardi.

Nulla è dovuto a titolo di interessi, perchè essi sono applicati sulla proprietà della collettività, il sistema bancario non solo si è appropriato del valore monetario ma ha venduto e continua a vendere il bene altrui mostrandosi proprietario, mentre è un usurpatore che ha trasformato il proprietario in debitore.

Le leggi sugli assegni sono il frutto perverso della inversione del diritto di proprietà del valore monetario insito in tutti i simboli monetari (carta moneta, assegni, assegni circolari, carte di credito), in quanto il diritto di proprietà spetta alla collettività nazionale.
Con la legge sugli assegni si è violato il diritto fondamentale della parità fra cittadini sia sotto forma di persone fisiche sia sotto forma di persone giuridiche.
La Banca d’Italia ed il sistema bancario possono emettere indiscriminatamente carta moneta e assegni "senza provvista" senza subire alcuna restrizione legale né denuncie o processi o la gogna della pubblicità negativa o l’interdizione.

Il CITTADINO, pur proprietario del valore monetario, di cui egli ha impregnato il simbolo monetario, di valore, essendo stato espropriato del diritto di proprietà del valore monetario, allorché emette un simbolo monetario quale l’assegno "senza provvista ", è protestato.
Gli artt. 46, 50, 60, 61, 62, 63, 64, 65, 124, 125 del R.D. 1736 del 1933 e gli artt. 1, 2, 3, 5, 6, 7 della Legge 386 del l990 violano l’art. 1 della Costituzione, perché essi negano il principio costituzionale che la Repubblica è fondata sul lavoro.

Il protesto, la conseguente condanna e l’interdizione ad emettere assegni costituisce un ostacolo alla piena realizzazione del dettato costituzionale: è mortificato il principio del lavoro come fondamento della Repubblica. Si protegge così il grave fenomeno dell’usura.
Il CITTADINO in difficoltà è costretto a ricorrere all’usura per evitare il protesto, che gli amputa le gambe e gli toglie il lavoro.

Il CITTADINO protestato non solo perde la possibilità di un lavoro, ma perde la dignità e la sovranità, perché non è più libero di agire.
Se non ha un lavoro da dipendente, non potrà svolgere nessun lavoro autonomo artigianale o commerciale, perché il protesto lo pone in una condizione di soggezione e di rigetto da parte dell’intera collettività.
Se si tiene conto che i protestati in Italia sono ormai circa 15.000.000= (quindicimilioni), la Repubblica, anziché essere fondata sul lavoro, è fondata sul protesto.
Il lavoratore CITTADINO, che ha perduto il lavoro a causa del protesto, è un CITTADINO che ha perduto la sovranità.
Il protesto e le conseguente ad esso legate tutelano il CITTADINO contro un altro CITTADINO e la Repubblica tutela con norme imperative un CITTADINO contro un altro.
Una questione civilistica fra cittadini diventa una questione di tutela penale della Repubblica a favore di una parte contro un’altra creando così due classi di cittadini l’una contro l’altra.

Il CITTADINO è aggredito due volte:

a) da un altro CITTADINO in virtù dell’art. 55 R.D. 21.12.1933 n. 1736 ha un titolo esecutivo che è l’assegno, il quale è un titolo cartolare, nel quale è insito il diritto della controparte: l’assegno di per se stesso anche senza il protesto è un titolo esecutivo equiparato ad una sentenza passata in giudicato e contro tale titolo esecutivo il CITTADINO debitore nulla può opporre e, comunque, anche in caso di opposizione l’esecutorietà non può essere sospesa salvo il caso di gravi motivi e soltanto dietro cauzioni (artt. 56 e 57 RD. 1736 del 1933);

b) dalla Repubblica, che ha creato norme imperative di carattere penale a tutela non della Repubblica stessa, ma di un CITTADINO già ampiamente tutelato civilisticamente contro un altro CITTADINO, che è così punito ripetutamente:

  • con l’esecuzione civilistica;
  • con il protesto, che ne fa un appestato con la pubblicazione del nome sul famigerato bollettino;
  • con il processo penale, la condanna e le pene accessorie dell’interdizione e della pubblicazione della sentenza su giornali nazionali.

Il principio dell’art. 3 della Costituzione Italiana sull’uguaglianza dei cittadini dinanzi alla legge indipendentemente dalle "condizioni personali e sociali" è pertanto ignorato. Vi è un CITTADINO (il creditore) superprotetto ed un CITTADINO (il debitore) crocifisso.
Il secondo comma dell’art. 3 della Costituzione è violato laddove stabilisce che "è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli d’ordine economico e sociale, che, limitando, di fatto, la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica e sociale del Paese".

La Repubblica non rimuove gli ostacoli d’ordine economico e ne crea altri allo sviluppo della persona umana e alla partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione sociale del Paese.

La Repubblica avrebbe dovuto e dovrebbe astenersi da creare situazioni punitive e repressive in danno di una parte e a favore dell’altra.

La Repubblica non dovrebbe entrare nei rapporti civilistici, che nascono dall’autonomia negoziale privata. l’assegno è una promessa di pagamento, che, se non è rispettata, provoca l’esecuzione mobiliare o immobiliare o addirittura istanza di fallimento se il promittente è un imprenditore.

Sarebbe sufficiente la semplice constatazione della gravità delle azioni civilistiche, di cui dispone il creditore per non andare oltre.

La Repubblica si schiera con il CITTADINO forte e finisce di uccidere il CITTADINO debole, ponendolo così nella condizione di non lavorare più, di essere respinto dal sistema bancario e creditizio e di essere mortalmente abbracciato soltanto dall’usura.

Le norme in oggetto violano altresì l’art. 2 della Costituzione: "La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale".

Con il protesto e le relative conseguenze la Repubblica non garantisce e nega al CITTADINO debitore i diritti inviolabili dell’uomo e gli nega la solidarietà politica economica e sociale, affossandolo e gettandolo nel ghetto. La Repubblica può garantire i diritti inviolabili dell’uomo soltanto rispettandolo come persona e persona umana; senza umiliarlo e senza parteggiare per alcuno dei cittadini contro altri e, quando la materia è deferita all’autonomia negoziale privata, deve lasciare all’autonomia dei cittadini la regolamentazione.

Le norme in esame violano l’art. 4 della Costituzione laddove si legge che "La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto".

La Repubblica dovrebbe dare un lavoro a tutti ma ciò non è possibile; deve creare le condizioni perché il diritto al lavoro sia effettivo e questo è possibile.
Con il protesto e le conseguenze ad esso connesse non si creano certo le condizioni necessarie per rendere effettivo il diritto al lavoro, anzi la Repubblica con tali leggi non crea le condizioni volute dall’art. 4., fa il contrario: distrugge le poche possibilità in mano a quei cittadini, cui deve costituzionalmente garantire il diritto al lavoro.
Le norme in esame violano l’art. 35, I° comma, della Costituzione: "La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni".
E’ il lavoratore autonomo ad essere esposto ai rischi del protesto.

Il legislatore Repubblicano ha avuto un atteggiamento discriminatorio: da un lato ha prodotto una forte ed abbondante legislazione protettiva dei lavoratori subordinati in applicazione della Costituzione mentre è sufficiente vedere le leggi in esame per rendersi conto come il legislatore abbia represso i lavoratori autonomi. La Repubblica non tutela il lavoro in tutte le sue forme e applicazioni.

Le leggi in esame violano altresì l’art. 41, I° comma, della Costituzione: "L’iniziativa economica privata è libera". La libertà dell’iniziativa economica privata risiede nella possibilità di ogni lavoratore autonomo di avere a disposizione ogni e qualsiasi mezzo economico o mezzo strumentale al fine di produrre.
L’intervento repressivo della Repubblica con il protesto e con il processo penale a favore di una parte privata contro un’altra parte privata limita la libertà dell’iniziativa privata, anzi la uccide, perché il "protestato" è un morto civile.

Il sistema bancario chiude le porte al CITTADINO protestato, gli è impedito di lavorare e quindi di vivere.
A1 II° comma dell’art. 41 della Costituzione si afferma che "L’iniziativa economica privata non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana".
La Repubblica consente l’esistenza di leggi repressive come quelle in esame, non è l’iniziativa economica privata ad essere in contrasto con l’utilità sociale o a recare danno alla sicurezza, alla libertà alla dignità umana, ma al contrario le leggi in esame sono in contrasto con l’utilità sociale e recano danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.

Il lavoratore autonomo, titolare dell’iniziativa economica privata, nel dignitoso tentativo di creare ricchezza sociale, si ritrova con il protesto, teso a tutelare la promessa di pagamento, l’interesse del creditore di essere soddisfatto, a vedere soppressa la sua libertà di iniziativa economica e mortificata per sempre la sua dignità umana.

Al III° comma dell’art 41 della Costituzione si legge: "La legge determina i programmi e i controlli opportuni, perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali".
Le leggi in esame non determinano né i programmi nè i controlli opportuni, anzi fanno l’esatto contrario, perché affossano i programmi dei lavoratori autonomi, che non rispettano anche per una volta, anche per mala sorte. la loro promessa di pagamento.

L’attività economica privata non è indirizzata e coordinata a fini sociali: è mortificata e condotta alla distruzione Per quanto sopra esposto le violazioni costituzionali sono evidenti: la Repubblica deve garantire a tutti i cittadini il diritto al lavoro e non soltanto dei lavoratori subordinati.

Se hai subito protesti, nonostante la tua buona volontà, lotta con noi per migliorare le cose e riappropriarti dei tuoi diritti costituzionali.

Fonte: associttadini.org

 

Quest’impetuosa crescita ha comportato numerosi benefici ai singoli protagonisti della scena economica: grandi gruppi, multinazionali, banche, assicurazioni e società finanziarie hanno sfruttato al meglio tutte le occasioni che il ventennio ha presentato.

Un tassello è pero mancante al mosaico: il singolo risparmiatore non ha raggiunto quel grado di tutela e di partecipazione che gli spetta di diritto.
Il suo ruolo è rimasto limitato a quello di spettatore pagante, se non di partecipante al "parco buoi", e solo in alcuni casi la normativa si è occupata delle sue problematiche.
Il vuoto non riguarda solo l’aspetto legislativo ma si estende anche al disinteresse generale del sistema nei confronti delle necessità dell’investitore privato.

I FONDI COMUNI D’INVESTIMENTO DI DIRITTO ITALIANO

La Legge n. 77 del 1983 promuoveva presso i risparmiatori lo strumento del fondo comune mobiliare di diritto italiano, il lancio del prodotto era aiutata da una compatta e massiccia azione dei grandi organi di stampa (tutti controllati dalla grande industria).
L’istituzione delle casse comuni gestite era ovviamente ben vista da tutte le realtà industriali, bancarie ed assicurative che vedevano l’importante vantaggio di questo nuovo strumento di finanziamento per le attività imprenditoriali.

I fondi comuni mobiliari italiani non hanno trovato successo presso il grande pubblico che continua a preferire l’acquisto diretto di titoli pubblici.
La Legge 77 del 1983 istitutiva dei fondi comuni mobiliari di diritto italiano non è stata più aggiornata dal legislatore e non fornisce pertanto ancora adeguate risposte ai seguenti interrogativi posti dal mercato:

  • la società di gestione acquista i titoli contenuti nel fondo comune: a quale prezzo e da quale ente?
    qual è l’ammontare delle commissioni applicate dalla società di gestione per la negoziazione dei titoli contenuti nel fondo comune?
  • quante volte nel corso dell’anno la società di gestione rinnova completamente (lucrando per se stessa altre commissioni di negoziazione) il portafoglio del fondo comune?
  • alcune società di gestione amministrano meno di cento miliardi di lire: cosa succede nelle pericolose situazioni in cui la massa amministrata dal fondo comune mobiliare è al di sotto del livello di convenienza?

Negli USA le menzionate situazioni sono seguite attentamente dalla SEC Security Exchange Commission a difesa della collettività dei risparmiatori.
Questi interrogativi spiegano forse il limitato interesse dei risparmiatori italiani verso il sistema dei fondi comuni mobiliari italiani che gestisce attualmente circa 140.000 miliardi di lire.

Il mercato dei fondi comuni mobiliari italiani è peraltro dominato, per ammontare della massa amministrata, da una decina di importanti gruppi bancari ed assicurativi.
I gruppi che gestiscono fondi comuni mobiliari dovrebbero fare pressioni sul Parlamento affinchè la Legge regolatrice del citato strumento venga migliorata a vantaggio dei risparmiatori e quindi dei gruppi proponenti.Nei Paesi europei dove le Autorità e le Associazioni dei consumatori sono più attente alla difesa dei diritti dei risparmiatori imperano organizzazioni come, ad esempio, la scozzese Scottish Equitable che da sola gestisce una massa di denaro superiore a quella amministrata da tutto il sistema dei fondi comuni mobiliari italiani.

I TITOLI ATIPICI
La fine degli anni 80 segna il crollo di organizzazioni dedite al collocamento di titoli "atipici" come l’Europrogramme di Arnaldo Bagnasco, la Eurogest di Paolo Federici e di altre minori come l’Istituto Fiduciario Lombardo di Vincenzo Cultrera, l’Istituto Finanziario Piemontese dei fratelli Canavesio e la OTC Overseas Trade Center di Luciano Sgarlata.
Una recente sentenza della Magistratura ha condannato il Ministero dell’Industria ad indennizzare alcuni clienti (quelli che si erano organizzati per la tutela) della OTC per i danni subiti a ragione dei mancati controlli ministeriali.

L’EUROPROGRAMME E L’EUROGEST
I veri disastri, a ragione delle masse amministrate e del numero di clienti coinvolti (circa 40.000) furono quelli del fondo immobiliare Europrogramme e del gruppo Eurogest (la fiduciaria Fundus e la Scotti finanziaria spa).
Il caso Europrogramme è in buona parte risolto grazie anche all’impegno degli ex Agenti del fondo immobiliare a difesa dei loro clienti, una novità è il riaccendersi di un procedimento legale nei confronti del gruppo De Benedetti presunto mandante di una campagna di stampa che mise in crisi il fondo immobiliare.

E’ invece irrisolto il caso Eurogest (il gruppo del finanziere Paolo Federici) dove gli azionisti della Scotti finanziaria spa (una immobiliare che nel 1987 aveva un patrimonio immobiliare superiore a mille miliardi di lire) hanno visto azzerato il valore dell’investimento per ragioni che non sono ancora chiare.
Gli ex fiducianti della fiduciaria Fundus sono invece intrappolati in una liquidazione coatta amministrativa dove i liquidatori si rifiutano cautelativamente di liberare la massa amministrata esistente a ragione delle pretese dell’Amministrazione finanziaria per presunte omesse ritenute da parte della fiduciaria: in otto anni l’Amministrazione finanziaria ha perso ben cinque volte in Commisione tributaria (anche in quella Centrale) ma continua a presentare ricorsi: ed i risparmiatori aspettano !

Il caso Eurogest vede coinvolti circa 20.000 risparmiatori.
AssoCittadini ha presentato una circostanziata denuncia penale in merito alle presunte responsabilità nella crisi Eurogest.

GLI AGENTI DI CAMBIO
La fine degli anni 80 vedeva morire anche la categoria degli agenti di cambio che chiudevano con diversi crack la storia della loro attività.

LE SIM
Gli anni 90 sono quelli del lancio delle SIM società d’intermediazione mobiliare con la Legge 1/1991.
L’ultimo crack di una SIM (la napoletana PROFESSIONE & FINANZA) fa salire il conto dei risparmi bruciati a circa 700 miliardi lire con circa 10.000 investitori in difficoltà.
Ma anche per le SIM più solide e corrette c’è un pericolo: la liberalizzazione europea che scatterà a settembre con l’entrata in vigore del Decreto Eurosim
I provvedimenti a carico di SIM e Fiduciarie nel 1992 hanno riguardato cinque società, ventisei nel biennio successivo, quattordici nel 1995 e quattro nel 1996.
Nel complesso quelle sanzionate sono state quarantanove delle quali trenta fallite, o in liquidazione coatta o cancellate.

Le motivazioni di questi crack sono inquietanti perché i soldi dei clienti sono quasi sempre spariti nel nulla.Nel 1994 è stata dichiarata fallita la Zoppi Sim: è da considerarsi un fatto storico perché finalmente a seguito di questo crack per la prima volta un Magistrato ha fatto ispezionare dalla Guardia di Finaza la Consob e finalmente, quest’anno dei dirigenti della Consob sono stati rinviati a giudizio per abuso d’ufficio.
La Unionsim, l’associazione che raggruppa 32 società non legate a grandi gruppi, ha preannunciato una elevata moria di SIM in occasione dell’entrata in vigore della direttiva Eurosim: il preludio dello scoppio della vera competizione europea.

LE SIM BANCARIE: IL CREDITO SVIZZERO
Neanche l’ingresso dei grandi istituti bancari, italiani e stranieri, nel capitale delle SIM è riuscito in questi anni a tenere i clienti al riparo delle irregolarità gravi degli operatori.

E’ questo il caso della ELVIGEST, controllata dal gruppo CREDITO SVIZZERO, di grande blasone e di dimensioni di livello assoluto.
La fiduciaria venne sospesa nel 1995 dalla Consob a ragione di una evidente costante subordinazione degli interessi della clientela a quelli del gruppo CREDITO SVIZZERO.
Ci risulta che parte della clientela abbia accettato delle transazioni mentre altri hanno avviato delle procedure legali attualmente in corso.
Il CREDITO SVIZZERO ha riorganizzato le sue attività in Italia concentrandole nella CREDIS SIM.

LE SIM BANCARIE: LA ING SVILUPPO
Una storia particolare è poi quella della ING SVILUPPO FIDUCIARIA, controllata dal grande gruppo BANCARIO ASSICURATIVO olandese ING INTERNATIONALE NEDERLANDEN GROEP, la ING SVILUPPO fiduciaria fu multata dalla CONSOB nell’ottobre 1993 con l'ammenda più alta mai comminata: 80 milioni di lire. La ING SVILUPPO FIDUCIARIA fu poi sospesa nell’estate 1994 a ragione di una scarsa trasparenza nei costi di gestione imputati ai clienti.
Il gruppo olandese ING, azzerati i vertici aziendali in Italia sta ora tentando il rilancio: sono però diverse le spiegazioni che la ING deve ancora fornire al pubblico italiano.

GLI EMERGING MARKETS
La ING comprò nel 1994 il gruppo SVILUPPO dalla FINARTE del finanziere Francesco Micheli, la ING si lanciò immediatamente in Italia l’attività di collocamento di diverse tranches delle obbligazioni "emerging markets", cioè emissioni obbligazionarie che la ING aveva proposto in altri Paesi del mondo cosiddetti emergenti quali il Cento ed il Sudamerica, i rendimenti offerti al pubblico italiano per le "emerging markets" era allettante e previsto comunque dopo qualche anno di impiego: la stampa finanziaria non ha più fornito notizie sui risultati ottenuti dal risparmiatore con queste obbligazioni.

GESTIARTE
La ING deve poi ancora fornire spiegazioni adeguate in merito ad una attività ereditata da Francesco Micheli: GESTIARTE.
Gestiarte fu il primo (ed anche l’ultimo) tentativo di lanciare in Italia un fondo comune d’investimento in opere d’arte.
L’Avviso richiesto dalla Consob ai sensi di legge d’avvenuta pubblicazione del prospetto informativo e riportato su Il sole 24 ore dell’8.11.1989 prevedeva la chiusura dell’operazione al 31.12.1995 ma sembra che questa data non sia stata rispettata ed i lavori siano ancora in corso.

LA BANCA DI ROMA E LA IMPREFIN SIM
Ma esistono casi ancora più clamorosi, come quello che ha coinvolto la BANCA DI ROMA e una sua controllata la IMPREFIN SIM con sede legale a Milano.
Un vero e proprio scandalo, se non altro per i nomi eccellenti che sotto un codice cifrato risultavano essere clienti della SIM.

Tutto cominciò alla fine del 1993, quando alla CONSOB arrivarono le denunce d’alcuni clienti della IMPREFIN SIM, che lamentavano un risultato di gestione inferiore alle attese.

Tra le irregolarità trovate dagli ispettori Consob la cosa più grave fu quella che sui conti dei VIP c’era sempre il segno positivo ed, in qualche caso le operazioni erano finanziate dalla stesa SIM.

Da quando gli Ispettori Consob hanno richiesto l’azzeramento del vertice della IMPREFIN SIM, la BANCA DI ROMA è corsa ai ripari.

Dopo aver ripianato i 25 miliardi di perdite ed aver nominato nuovi dirigenti, ha trasferito le attività della SIM nella FIGEROMA, altra SIM controllata. E la vita continua!

IL PRIMATO DELLA BANCA POPOLARE DELL’ETRURIA E DEL LAZIO
La SIM ad avere il primato del fallimento tra le SIM bancarie è la ECU SIM, controllata dalla BANCA POPOLARE DELL’ETRURIA E DEL LAZIO e dalla BANCA DI LANCIANO, essa è stata dichiarata fallita a luglio del 1995.

LO STATO DEVE INTERVENIRE

E’ impensabile che gli intermediari falliti trovino disponibilità liquide per appianare le perdite dei clienti.La reperibilità degli ingenti fondi necessari per la ricapitalizzazione degli enti finanziari disastrati può derivare solo in minima parte da contribuzioni dirette degli stessi intermediari.

Si potrebbero destinare ad un "Fondo di garanzia" parte delle disponibilità liquide non ancora acquisite dal Consiglio di Borsa, per la restante parte non sembrerebbero esserci alternative ad un intervento pubblico, in altre parole con qualche forma di prestito straordinario al "Fondo" da parte del Tesoro o della Banca centrale.Oppure infine, con un’emissione di titoli pluriennali, garantiti dallo Stato, da parte del "Fondo" stesso.

Lo Stato deve risarcire il risparmiatore che perde il denaro per la scarsa vigilanza degli enti preposti.
La Corte d'Appello di Roma ha recentemente stabilito che i risparmiatori che hanno investito e perso il loro denaro perché hanno fatto affidamento sull'obbligo di vigilanza del MINISTERO DELL'INDUSTRIA E DEL COMMERCIO potranno essere risarciti dal dicastero stesso.

Tale sentenza stabilisce infatti che il principio del neminem laedere (divieto di produrre un danno illecito) vale anche nei confronti delle istituzioni pubbliche che, attraverso il loro comportamento illecito, negligente o imprudente, abbaino finito per provocare danni ai cittadini.

Maggiore tutela giuridica e patrimoniale, diffusione delle informazioni e possibilità di una migliore educazione finanziaria: ecco le ragioni per cui AssoCittadini scende in campo a difesa del risparmiatore mettendo a disposizione tutte le sue risorse.

Fonte: associttadini.org

 
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