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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
By Admin (from 13/08/2010 @ 12:16:32, in it - Scienze e Societa, read 2937 times)

Quando percorrendo la Val di Fassa oltrepasso l’abitato di Canazei percorro pochi chilometri ed in uno slargo della vallata incontro Alba, frazione del comune di Canazei, ma che come località turistica è in grado di brillare di luce propria.

 

Il paese posto ad una quota di oltre 1500 metri di quota mantiene ancora un’archittetura dalle caratteristiche ladine, le nuove costruzioni sono state progettate secondo la tradizione e le vecchie costruzioni sono state oggetto di interventi di ristrutturazione che non ne hanno alterato l’armonia.

La sua fortuna deriva dall’essere letteralmente ai piedi dei massicci dolomitici della Marmolada e del Gran Vernel meta di escursioni e gite alpinistiche sicuramente molto remunerative dal punto di vista paesaggistico e alpinistico, l’escursionista non può assolutamente perdere un’escursione nella Val Contrin dalla tipica morfologia glaciale e solcata dall’omonimo ria, il rifugio Contrin è raggiungibile dalla frazione Delba con un comodo sentiero in poco più di un’ora e mezzo, oltrepassato il rifugio posso risalire la valle e decidere se ridiscendere ad Alba dalla Valle del Ciampac oppure se traversare verso il gruppo dei Monzoni scendendo verso il Passo san Pellegrino o verso la valle di San Nicolò.

Anche il fondovalle è percorso da numerosi sentieri più facili adatti a chi non ha ambizioni d’alta quota o chiede solo relax ed aria pulita lontano da gas di scarico e rumori molesti.

Se invece ho a disposizione un’autovettura mi si aprono molteplici percorsi tra i passi dolomitici: uno di questi inizia proseguendo lungo la valle fino al lago Fedaia, mi fermo per una sosta sulla diga e se ho più tempo a disposizione una salita sulla cestovia fina a Pian dei Fiacconi sul versante settentrionale della Marmolada, ripresa la macchina ripasso oltre la diga e solto a destra per salire fino al passo Fedaia da qui la discesa si fa ripidissima, attenzione a non surriscaldare l’impianto frenante, fino a Malga Ciapela, località di partenza dei tre tronchi di funivia che salgono fino a Punta Rocca sulla Marmolada. Nei dintorni di Malga Ciapela si lascia la macchina e ci si inoltra nella forra naturale dei Serrai di Sottoguda, lunga circa due chilometri, che offre uno spettacolo di rara bellezza e suggestione. Ritornati indietro a Malga Ciapela si può rientrare attraverso Arabba ed il Passo Pordoi oppure scendere nell’agordino e risalire il Passo San Pellegrino e tutta la Val di Fassa.

Non bisogna dimenticare che i sentieri di fondovalle e quelli che risalgono verso gli alpeggi sono quasi tutti percorribile anche in Mountain Bike con itinerari che per varietà di lunghezze e dislivelli permettono anche ai meno allenati di raggiungere mete ricche di soddisfazione. La ricettività dell’area tra il capoluogo Canazei e le frazioni è costituita da sei alberghi a quattro stelle, alcuni dei quali dotati di Spa e centro benessere, ben 40 quelli a tre stelle, più molti altri tra garnì e pensioni tutti comunque in grado di accontentare l’ospite secondo la tipica ospitalità Ladina.

La pratica dello sci ad Alba di Canazei ha avuto inizio negli anni 60 con l’installazione delle prime sciovie nei prati del paese ma è dalla metà degli anni settanta che con la costruzione della funivia del Ciampac che ha raggiunto livelli d’eccellenza.

Questa ski area oltre alla funivia d’arroccamento è attrezzata con tre seggiovie e due sciovie che servono piste che nella parte alta corrono completamente fuori dal bosco in larghi spazi e invece appena si scende nel bosco inizia una delle piste più belle e tecnicamente valide di tutta la Val di Fassa il cui percorso si snoda tra curvoni e schuus sotto il tracciato della funivia, si tratta di oltre due chilometri di pista omologata FIS per gare di slalom gigante e super-g la cui larghezza varia tra i 20 ed i 70 metri, sempre perfettamente innevata grazie ad un potente impianto per la produzione di neve programmata. All’arrivo della funivia nei pressi del campo scuola in posizione sempre assolata tra i rifugi viene posizionato un divertente parco giochi per allietare la giornata sulla neve dei più piccini che ancora non sciano o che hanno appena terminato la loro scuola di sci.

La morfologia dell’alpe Ciampac lascia anche ampi spazi liberi a disposizione dei freeriders, ai quali non manchiamo mai di ricordare il rispetto delle regole di prudenza che la pratica del fuoripista impone.

 

Da due alcune stagioni invernali è stato inaugurato un nuovo collegamento che attraverso la Val Giumela raggiunge l’area sciistica del Buffaure di Pozza di Fassa aggiungendo nuovi chilometri di piste e nuovi pendii per il fuoripista.

 

Un comodo servizio di skibus collega la stazione a valle della funivia del Ciampac con la stazione a valle delle telecabina Canazei-Pecol una delle porte d’accesso al carosello del Sella Ronda che consente di compiere il giro sia in senso orario che antiorario o di spaziare sulle piste della valli intorno al gruppo del Sella.

Lo sci nordico ha in Val di Fassa una delle sue culle italiane, oltre al percorso della Marcialonga nei pressi di Alba ci si può allenare sull’anello di Pian Trevisan o sull’anello scuola tracciato sempre nella conca del Ciampac. Per i non sciatori anche d’inverno i motivi di richiamo non mancano, si possono indossare un paio di “ciaspole” e fare delle belle escursioni nel silenzio dei boschi innevati o percorrere qualcuno dei sentieri escursionistici, si possono calzare i pattini da ghiaccio e far scivolare le lame sulla pista del palaghiaccio costruito proprio ad Alba oppure fare una bella nuotata nella piscina coperta di Canazei.

La gastronomia della Valle che possiamo degustare in uno dei numerosi ristoranti è arricchita dalle specialità fassane che traggono origine dalla vicinanza della cucina altoatesina. Raggiungere Alba di Canazei è molto facile infatti si deve percorrere la ex SS 48 delle Dolomiti che si imbocca dall’Autostrada del Brennero in corrispondenza del casello di Egna-Ora, si attraversano tutta la Val di Fiemme e quasi tutta la Val di Fassa per giungere a destinazione dopo quasi 60 panoramicissimi chilometri di dolce ascesa. ( Fonte: 
www.ilturista.info)

 
By Admin (from 14/08/2010 @ 07:58:17, in it - Scienze e Societa, read 1605 times)

Barack Obama difende il progetto di una moschea a Ground Zero, luogo degli attentati dell'11 settembre a New York, in nome della libertà di culto garantita dalla Costituzione americana.

"In quanto cittadino, in quanto presidente, credo che i musulmani abbiano lo stesso diritto di chiunque altro in questo Paese di praticare la loro religione. Questo include il diritto di costruire un luogo di culto e un centro di una comunità in una proprietà privata di South Manhattan", ha affermato il presidente degli Stati Uniti davanti ad alcuni rappresentanti della comunità musulmana, prima di una cena alla Casa Bianca per celebrare l'inizio del ramadam, il mese sacro islamico. "Siamo negli Stati Uniti e il nostro impegno in favore della libertà di culto deve essere inalterabile.

Il principio secondo il quale i popoli di tutte le fedi siano i benvenuti in questo paese e quello secondo il quale non saranno trattati in modo diverso dal loro governo è essenziale per essere quello che siamo", ha aggiunto il presidente citando il primo emedamento della Costituzione degli Stati Uniti che garantisce la libertà di culto. I partigiani del progetto di New York sostengono che la "Casa Cordoba" aiuterà a superare i pregiudizi di cui continua a soffrire la comunità musulmana della città, dal giorno degli attacchi contro le Torri gemelle, costati la vita a circa 3.0000 persone.

Gli oppositori ritengono invece che costruire una moschea a Ground Zero sia un insulto alla memoria delle vittime. Obama, consapevole della delicatezza della questione, ha sottolineato come "gli attentati dell'11 settembre siano stati un evento profondamente traumatizzante per il nostro paese. Il dolore e la sofferenza di coloro che hanno perduto i propri cari è inimmaginabile. Quindi comprendo l'emozione che provoca questo dossier. Ground Zero è senza dubbio un'area sacra".

Fonte: apcom.net

 
By Admin (from 14/08/2010 @ 11:10:39, in it - Scienze e Societa, read 1307 times)

Le rivelazioni sui casi di pedofilia in seno alla chiesa e alle sue istituzioni si moltiplicano in Europa. Le autorità nazionali cominciano a intervenire, mentre le gerarchie ecclesiastiche non sembrano ancora disposte ad ammettere le proprie responsabilità.

 

Petar Pismestrovic, Kleine Zeitung (Graz)

 
By Admin (from 15/08/2010 @ 08:12:23, in it - Scienze e Societa, read 1254 times)

Sul sito della testata The Atlantic è disponibile una intervista video con Jeffrey Goldberg a Christopher Hitchens. Sebbene in condizioni visibilmente non buone, Hitchens con grande dignità parla della sua malattia e delle cure che sta seguendo.

“Sto morendo” inizia con franchezza l’intervista il giornalista: “tutti devono morire, ma mi sembra che questo processo sia accelerato con me”. “Sto morendo” inizia con franchezza l’intervista il giornalista: “tutti devono morire, ma mi sembra che questo processo sia accelerato con me”. “Sono realista, obiettivo” commenta Hitchens parlando delle sue condizioni “il mio non è un cancro buono, le statistiche sono molto deprimenti”, “sarei un uomo fortunato se vivessi per altri 5 anni”. Si parla, inevitabilmente, anche di religione e in particolare del dibattito su una sua possibile conversione (Ultimissima del 7 luglio).

“Non mi disturba che la gente preghi per me” afferma lo scrittore, “ma non diventerà mai un credente neanche con la morte vicina”. “Se sentiste parlare di una mia conversione” ribadisce Hitchens con decisione “sarebbe una menzogna della comunità religiosa, o un effetto delle cure per il cancro che non mi fanno più essere me stesso”.

Da segnalare anche un’altra intervista per la CNN, con Anderson Cooper, in cui Hitchens lucidamente parla delle sue condizioni.

Fonte: uaar.it

 
By Admin (from 15/08/2010 @ 10:51:52, in it - Scienze e Societa, read 1570 times)

Situata alle pendici del Monte Bondone, e a pochi chilometri in linea d’aria da Trento, Garniga era una località isolata dal resto del mondo, raggiungibile unicamente a piedi attraverso una vetusta mulattiera che partiva dal villaggio di fondovalle di Aldeno e saliva serpeggiando sulla costa della montagna, lasciandosi alle spalle i vigneti e i frutteti della val d’Adige, i boschi e le macchie, arrivando in questo paradiso della tranquillità, posto a circa 800 m di quota, tra le cime austere del Cornetto e del Palòn.
Proprio per la sua particolare collocazione geografica la località di Garniga Terme è la meta ideale per chi cerca una vacanza al contatto con la natura incontaminata e vuole rilassarsi nella pace più totale. Qui si trovano numerosi sentieri che attraverso boschi e pascoli consentono di scoprire passo - passo le bellezze del Monte Bondone.

Per arrivare a Garniga Terme è molto semplice, ed è quindi una meta perfetta per un week-end, sprecando poco tempo in marce di avvicinamento. Si utilizza l’autostrada del Brennero A22, con uscita Rovereto Nord per chi procede da sud, e Trento centro per chi arriva invece da nord. Da Rovereto si segue la strada in destra Agide in direzione di Ardeno, raggiunta la quale si piega a sinistra per Garniga, superando le località di Cimone e Gatter prima di arrivare in circa 20 minuti di percorso dall’uscita autostradale. Uscendo Trento Centro si procede sempre sulla provinciale in destra agide (Via dei Pomari), superando le frazioni di Ravina e Romagnano, prima di arrivare ad Ardeno e seguire lo stesso percorso di prima.

Garniga ha anche una lunga storia da raccontare, che risale a circa 5.000 anni fa. Le prime tracce di insediamenti umani sono riferibili a dei ritrovamenti archeologici risalenti al neolitico e cioè circa al 3.000 avanti Cristo, in accordi al vasellame tipico del periodo ivi rivenuto. Anche durante l’impero romano Garniga era una meta conosciuta, e in questa zona sono state trovate delle monete di epoca imperiale. Lo sviluppo ufficiale della località avvenne però qualche secolo più tardi, in piena epoca medioevale quando fu l’impulso minerario a richiamare popolazione in queste lande solitarie, anche da nazioni estere, a nord delle Alpi. Esiste infatti un documento ufficiale, risalente alla metà del tredicesimo secolo che parla di una miniera di Garniga. Una tradizione popolare fa risalire proprio agli immigrati germanici la scelta del nome della città, che quindi deriverebbe dal tedesco “Gar Nichts”, cioè traducibile in assolutamente nulla, visto le scarse riserve minerarie effettivamente riscontrate, termine poi contrattosi in Garniga.

Dal punto di vista climatico la posizione privilegiata di Garniga sul versante sud del monte Bondone rende i soggiorno piacevole ad ogni stagione. In inverno si può salire in pochi minuti al Bondone di giorno per praticare lo scii, e ridiscendere la sera a Garniga e rilassarsi nelle sue terme gradevoli.

 

Le minime invernali scendono sotto lo zero, ma la buona esposizione sul versante meridionale della montagna consente un clima asciutto e gradevole di giorno.

 

Il periodo più caldo dell’anno corrisponde all’estate che è però anche la stagione più foriera di precipitazioni. Fortunatamente i fenomeni assumono carattere temporalesco, e seppur intensi hanno di solito una breve durata. D’estate è anche il miglior momento quindi per gli appassionati di funghi da scoprire nelle camminate all’interno dei boschi.

Garniga Terme è il luogo giusto per rilassarsi e cercare il contatto con la natura. Le numerose passeggiate conducono, tra prati e boschi, in luoghi affascinanti come l'antichissima Chiesa di S. Osvaldo, posta su un colle dove il tempo sembra essersi fermato, oppure ad assaggiare i latticini freschi di malga Albi, adagiata a quasi 1500 metri, in un dolce conca ai piedi della Cima Verde.

La Chiesa di S. Osvaldo è il monumento principale della cittadina e si trova si di un balcone naturale posto in periferia della cittadina, denominato il “dos dei Nòzi”. E’ una chiesa di origine medioevale che possiede un semplice stile gotico ed è affiancata da un grazioso cimitero di montagna. Una altra chiesa da visitare è la più recente Chiesa del Sacro Cuore di Gesù situata in centro paese e ben visibile per il suo slanciato campanile.

Prima delle Terme Garniga era una località ben nota per il suo clima gradevole e salutare, per la proverbiale e sentità ospitalità degli abitanti, per il sapore dei cibi semplici e la cucina a base di verdure e gli ortaggi, ma soprattutto la presenza di erbe dalle proprietà terapeutiche.

Le Terme di Garniga si contraddistinguono proprio per essere l’unico centro termale in Italia veramente specializzato nella cosiddetta fitobalneoterapia, e cioè i bagni d’erbe.

 

Allo scopo vengono selezionate delle erbe d’alta quota, prelevate dai parti del monte Bondone e in cui viene immerso il paziente, che si rilassa inebriato dagli aromi di piante salutari come il timo, la genziana e il tarassaco.

 

Questa tipologia di bagni è particolarmente indicata per le osteoartrosi, i reumatismi, i dolori lombari, le lombosciatalgie e malattie professionali come la sindrome del tunnel carpale . Le terme sono anche dotate di centro benessere

Accanto allo stabilimento termale si trovano ottime strutture ricettive e tutti i servizi che possono rendere ancora più gradevole il soggiorno dei turisti: qui troviamo un parco giochi situato nei pressi di un laghetto pittoresco, un centro sportivo dotato di campo da calcio ed il classico campo da bocce, perfetto per il relax delle serate estive. (Fonte:
www.ilturista.info)

 
By Admin (from 15/08/2010 @ 11:03:21, in it - Scienze e Societa, read 2571 times)

Il paese di Falcade, vicino a Belluno, nel nord Italia, è un piccolo gioiello incastonato nelle Dolomiti, uno dei gruppi montuosi più belli d'Italia. Le Dolomiti sono una delle destinazioni di viaggio preferito da tutti gli amanti della montagna, grazie a paesaggi meravigliosi (non è un caso che nel 2009 sono stati dichiarati patrimonio dell'umanità dall'UNESCO) e grazie anche al gran numero di attività che si possono praticare, sia in inverno che in estate.

Falcade, nella Valle del Biois, è un piccolo ma famoso villaggio, che attrae turisti italiani e stranieri sia in inverno che in estate, ed è famosa soprattutto per il meraviglioso luogo in cui sorge. La Valle del Biois, infatti, è considerato come una delle valli più belle delle Dolomiti: situato tra Marmolada, Monte Civetta e il gruppo Pala, in altre parole, alcune delle più famose e affascinanti montagne d'Italia, la valle è una festa per gli occhi e un punto di riferimento per tutti coloro che hanno una passione per la montagna e l'arrampicata, che inizia da qui per esplorare le montagne circostanti. Inoltre, nel Falcade potrete gustare una dei migliori viste sulle Dolomiti: non c'è da stupirsi che molti turisti scelgono questo piccolo villaggio di montagna per trascorrere le loro vacanze.

In inverno Falcade è la destinazione ideale per godere di una vacanza sugli sci: coloro che amano lo sci alpino possono sciare in una splendida cornice e divertirsi grazie alle aree attrezzate, per gli impianti di risalita moderni e le piste da sci che sono sempre perfettamente curate e ricoperte di neve, mentre se si preferisce lo sci di fondo ci sono chilometri di percorsi tra i boschi e altri spazi del paese. Non importa se siete sciatori esperti o principianti, a Falcade potete trovare il sentiero che meglio si adatta alle vostre esigenze, e se si desidera migliorare o si desidera avviare i bambini allo sci ci si può affidare alle scuole di sci, che offrono diversi tipi di corsi, per bambini e adulti, in gruppo o lezioni private. Oltre allo sci, è possibile scegliere altri sport invernali, come lo snowboard e pattinaggio sul ghiaccio, ma Falcade è perfetto per una vacanza, o se volete semplicemente trascorrere un week-end spensierato. Ultimo ma non meno importante, il paese è apprezzato non solo dagli sportivi, ma anche da coloro che si aspettano solo una cosa da una vacanza: relax. Accomodati davanti al camino di un pittoresco chalet o comodamente seduti al sole sulla terrazza di una baita di montagna mentre si ammirano le montagne coperte di neve, a Falcade si può godere la vacanza più rilassante.

Falcade è perfetto anche per trascorrere le vostre vacanze estive. Sulle sue montagne, infatti, si può fare arrampicata, trekking, equitazione, mountain bike o pesca in un ambiente mozzafiato sia in estate che in inverno. Tra le montagne di Falcade, inoltre, si può cercare refrigerio lontano dal caldo delle città roventi e respirare aria pulita, alternando piacevoli passeggiate nella natura e stuzzichini con prodotti tipici in rifugio.

Autore: Francesca Tessarollo; Fonte: turismoalpino.blogspot.com

 
By Admin (from 15/08/2010 @ 11:12:51, in it - Scienze e Societa, read 1650 times)

Cari precari,

non la tiro troppo per le lunghe. Una delle ragioni della nascita del feudalesimo è stato un vuoto di comando che ha trasformato il potere concesso dallo Stato ai funzionari (conti, duchi e marchesi) in qualcosa di privato, scardinando velocemente le strutture pubbliche e lasciando il territorio in mano a una masnada di figli di mignotta che si sono dati un nuovo ordine fondato, soprattutto, sull’ereditarietà dei beni e delle cariche. Oggi la situazione non è proprio così. Forse è peggiore.

Diciamo che noi italiani brava gente, lasciamo, giorno dopo giorno, che un pezzetto di potere pubblico, di territorio, di diritto se ne vada a finire nelle mani di potenti di turno. Ricchi arroganti che, tra una riunione e l’altra, amano infilarsi in qualsiasi buco tranne quello della moglie, in festini a base di sesso e chissà cos’altro. Uomini e donne (anche se in minor parte) assettati di potere e denaro.

Si dice che sia in atto uno scontro, una guerra tra magistratura e altri soggetti. Č vero, non potrebbe essere altrimenti. Lo dimostra il fatto che, con tutti i benefici del dubbio, ci mancherebbe, ogni giorno ti ritrovi qualcuno sbattuto in prima pagina: qualcuno che prova a fare del bene pubblico un patrimonio privato, dell’economia un disastro. Ieri il povero babbo della Marcegaglia, finito in una storia di rifiuti. Poco tempo fa Del Bono, Berlusconi, Marrazzo, Mele, Cuffaro, Del Turco, Mastella/Lonardo, qualche lady ASL qui e la per la nazione. Oggi Bertolaso e tutta la protezione civile s.p.a. per appalti e altre storielle saporite. La domanda adesso è: domani a chi tocca? – Arnald (Fonte: diversamenteoccupati.it)

 
By Admin (from 16/08/2010 @ 09:54:01, in it - Scienze e Societa, read 1966 times)

Il nome Tellaro potrebbe derivare da “tela” per i commerci di tele e stoffe, o dal latino telus ad indicare il dardo, la freccia usata per la difesa, o addirittura dall’etrusco o paleo-ligure tular che significa “confine del villaggio”.

 

Tellaro, “un nirvana tra mare e cielo, tra le rocce e la montagna verde”, come ha scritto Mario Soldati. Venendo dal mare la chiesetta di San Giorgio e il borgo fortificato si presentano come una nave pronta al varo. Tellaro è un angolo di mondo che sembra fatto apposta per proteggere dai rumori del mondo.

 

È qui che Attilio Bertolucci, uno dei più grandi poeti italiani contemporanei, veniva a cercare quiete, nelle mezze stagioni.

 

D. H. Lawrence era affascinato dalle donne che lavoravano negli uliveti, dalle loro voci sonanti sulle colline: “Quando vado a Tellaro a prendere la posta, mi aspetto sempre di incontrare Gesù che conversa coi discepoli come se andasse lungo il mare sotto i grigi alberi luminosi”. Il borgo a picco sulle rocce del mare è ancora incantevole.

 

Era il luogo dell’anima di Soldati: “Girate per questi carruggi che sbucano in mare e poi sedetevi in un angolo tra i sassi della riva” – raccomandava. Questo si deve fare: lasciarsi prendere dall’atmosfera.

 

Salire all’antico (1660) Oratorio di Santa Maria in Selàa e guardare il Mediterraneo. Recitare i versi di P. Bertolani e M. Tuckett: “… groviglio di razze passate da qui / ancora testimoniano le vie / il colore dei muri intenerito dal salino / ancora nell’ulivo colpito dal maestrale / nelle case dei pescatori / nicchiano inosservate lune saracene…”

Le rovine di Barbazzano, tra il verde degli ulivi, sono una torre sberciata e cadente presso l’antica porta e la chiesetta dedicata a San Giorgio.

 

 Il prodotto del borgo

La collina sopra Tellaro è interamente coperta da uliveti che, dopo un triste periodo d’abbandono, stanno tornando alla bellezza d’un tempo.

Se ne ricava un ottimo olio dal colore dorato, e dal sapore leggermente asprigno e salmastro.

 

Il piatto del borgo

Dalla leggenda del polpo campanaro che ha salvato i tellaresi dai pirati saraceni, derivano le ricette imperniate su questo mollusco.

Il piatto tipico è il polpo “alla tellarese”, ossia lessato con patate e condito con olio di Tellaro, olive snocciolate e un trito di aglio e prezzemolo, sale, pepe e succo di limone.

Un’altra versione è il polpo “all’inferno”, cioè stufato con foglie di alloro, maggiorana, peperoncino, pomodoro e una spruzzata di vino bianco.

Tipica di qui è anche la focaccia dolce, con uvetta, pinoli e canditi, più morbida della nota focaccia genovese. ( Fonte: borghitalia.it)

 
By Admin (from 16/08/2010 @ 11:13:59, in it - Scienze e Societa, read 1247 times)

Autore della vignetta:  Tom Winkler . Fonte: Doodie.com .

 
By Admin (from 17/08/2010 @ 11:15:12, in it - Scienze e Societa, read 1863 times)

Joep Bertrams (1946) è una disegnatore satirico olandese. Dal 1982 lavora per il quotidiano Het Parool, oltre a realizzare cartoni animati per la trasmissione NOVA.

 

 


Radovan Karadic non si è presentato alla seduta iniziale del suo processo di fronte al Tribunae penale per la ex-Jugoslavia, che dovrebbe concludersi entro due anni. L'ex leader dei serbi di Bosnia durante la guerra degli anni novanta, accusato di genocidio e crimini di guerra e contro l'umanità, si è giustificato dicendo che non ha avuto tempo per preparare la sua difesa.

Autore della vignetta:  Joep Bertrams . Fonte: presseurop.eu .

 
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Now Colorado is one love, I'm already packing suitcases;)
14/01/2018 @ 16:07:36
By Napasechnik
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21/11/2016 @ 09:41:39
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By Anonimo


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