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Scontro tra gli eredi di Al Capone.
By Admin (from 25/07/2010 @ 15:02:47, in it - Osservatorio Globale, read 3105 times)

WASHINGTON. E' morto da più di sessant'anni ma il mito di Al Capone continua a vivere e a scatenare passioni. Stavolta si tratta dello scontro tra i suoi discendenti, raccontato in prima pagina dal Wall Street Journal. Al centro della guerra tra i 'Capones', non c'é alcun patrimonio da ereditare. Le enormi proprietà di 'Scarface' furono infatti tutte confiscate dallo Stato. Piuttosto, a provocare la faida familiare è un altro bene altrettanto prezioso: la memoria, il marchio, e i possibili guadagni conseguenti.


E' bastato che una pronipote, Deirdre Marie Capone, oggi settantenne, scrivesse un libro di ricordi per far scoppiare la bagarre tra i discendenti, veri o presunti. Il volume in questione, che uscirà in autunno, s'intitola "Uncle Al", dedicato appunto ad Alphonse Gabriel Capone, il boss dei boss, simbolo del gangsterismo americano, morto per un arresto cardiaco nel 1947 a soli 48 anni.


Nel libro, Deirdre, una tranquilla nonna della Florida, vuota il sacco e racconta cosa vuol dire crescere con un cognome così ingombrante. Deirdre scrive che lei, come tantissimi altri parenti, appena ha potuto ha scelto di cambiare cognome e per anni ha tenuto nascosto ai suoi figli la sua vera storia. Un libro che però non è andato giù ad altri discendenti di Al. "Lo zio è morto sessant'anni fa. Lasciamolo riposare in pace...", protesta Theresa Hall, anche lei pronipote del boss. La pensa così anche un'altra parente, citata dal Wall Street Journal: "E' il momento di fermarci, e chiederci tutti a chi giova riparlare di quella storia". Ovviamente Deirdre replica a ogni critica senza battere ciglio: "Sono stata seduta sulle sue ginocchia, ho toccato la sua cicatrice: quanti storici hanno scritto di lui senza aver mai ascoltato la sua voce?".


Ma il libro non è l'unico motivo di scontro tra i 'Capones'. Nessuno di loro ha mai avuto problemi con la giustizia, spesso si tratta di persone umili, al massimo della middle class. Per anni hanno preferito evitare ogni pubblicità. Recentemente però, le cose sono cambiate. Chris Knight Capone, un giovane newyorchese, ha scritto due anni fa un libro in cui sostiene di essere il nipote di Scarface: il padre Bill sarebbe il frutto di una relazione extramatrimoniale. E per dimostrarlo ha chiesto alla Corte di Chicago di riesumare il corpo di Al Capone e fare il test del Dna. Richiesta che ha fatto insorgere indignati decine di eredi. Ma al di là delle prove di laboratorio, ormai a scatenare l'avidità di queste famiglie è la chimera di poter lucrare sulla memoria di un parente così celebre. Tanto che alcuni hanno proposto di mettere in piedi una società in grado di tutelare i diritti d'immagine del 'brand' 'Al Capone'. Deirdre ha già fatto sapere che ci proverà in California, l'unico Stato americano dove è possibile fare i soldi trasformando un proprio caro estinto in un marchio di fabbrica. La stessa idea che ha avuto anche Chris.

Fonte: AmericaOggi.info

WIE VAN DE DRIE

Kati Jacky Ralina
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