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93 anni fa Ernest Rutherford riesce a trasformare l'azoto in ossigeno. Una magia da veri alchimisti.
By Admin (from 02/02/2012 @ 14:06:23, in it - Scienze e Societa, read 1305 times)

Ernest Rutherford (1871-1937) aveva cominciato sin da ragazzo a giocare al piccolo chimico, quando aveva progettato una sorta di cannone, ispirato da un libro che gli era capitato tra le mani. In realtà non si trattava di un manuale per costruire armi, ma solo di un libro di scienze, che spiegava tra l'altro come riuscire a calcolare la distanza di un cannone conoscendo la velocità del suono, a partire dal rumore dell’esplosione. Da allora, la curiosità sarebbe sempre stata una delle principali caratteristiche di Rutherford, che anche da adulto avrebbe continuato a giocare col fuoco - nello specifico raggi X, particelle alfa e lamine d'oro.

Ernest Rutherford

Dopo l'infanzia e gli anni degli studi in Nuova Zelanda, Ernest Rutherford si era trasferito a Cambridge, in Inghilterra, sotto la guida di Joseph John Thomson al Cavendish Laboratory, dove era arrivato grazie a una borsa di studio nel 1895. Furono i primi esperimenti condotti con Thompson - con il quale dimostrò che i raggi X potevano indurre la formazione di ioni nell'aria - ad avvicinarlo allo studio delle radiazioni e dei materiali radioattivi (erano infatti gli anni delle scoperte di Becquerel, e di Pierre e Marie Curie). Per farlo al meglio, Rutherford si trasferì in Canada, alla McGill University di Montreal, approfittando di una cattedra di fisica vacante. Era il 1898, ed Ernest aveva appena scoperto che le radiazioni emesse dagli atomi radioattivi potevano distinguersi in raggi alfa e beta (i gamma sarebbero stati trovati poco dopo).

Colleghi

E fu proprio alle particelle alfa che sono legati due dei suoi esperimenti più famosi. Il primo risale al 1910, poco dopo esser tornato in Inghilterra e aver vinto il Nobel per la chimica , non solo per la scoperta dei diversi tipi di radiazioni, ma anche per aver dimostrato che il decadimento radioattivo causa trasmutazione naturale degli elementi, ovvero la trasformazione di un atomo in un altro. Per il suo esperimento aveva preso un sottile foglio di oro e lo aveva bombardato con particelle alfa (nuclei di elio, a carica positiva quindi). L'idea era quella di osservare in che modo venissero deviate le particelle per far luce indirettamente sulla struttura degli atomi di oro.

Osservando i segnali lasciati dalle particelle sul rivelatore posto intorno alla lastra, Rutherford ipotizzò che l'atomo avesse una piccola e densa zona centrale nella quale era concentrata la carica positiva. Aveva appena delineato il primo abbozzo della struttura nucleare dell'atomo, che solo qualche anno dopo avrebbe provato a trasformare.

Quando ne ebbe l'occasione, infatti, prese un materiale emettitore di particelle alfa, lo sistemò vicino a un contenitore pieno di azoto, e aspettò. Il 3 gennaio 1919, analizzando il contenuto del box riempito di gas, si accorse della presenza di un altro materiale: l'isotopo 17 dell' ossigeno, prodotto a partire da una particella alfa e da un atomo di azoto 14 (insieme all'emissione di un protone). Era riuscito in una delle sfide più grandi per gli alchimisti di tutti i tempi: aveva realizzato la prima trasformazione nucleare, tramutando (artificialmente) un materiale in un altro.

Fonte: wired.it