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178 anni fa, nasce il chimico russo Dmitry Mendeleyev. Per risistemare gli elementi, ci giocherŕ a carte.
By Admin (from 07/04/2012 @ 08:05:46, in it - Video Alerta, read 1457 times)

L’idea l’aveva avuta molti anni prima, nel 1860 circa, quando Dmitry Ivanovich Mendeleyev (1834-1907) si era ritrovato al primo congresso internazionale di chimica di Karlsruhe (Germania), durante uno dei brevi e pochi periodi che avrebbe passato fuori dalla sua Russia. In realtà, più che aver avuto un’idea, aveva ricevuto un invito dai colleghi: c’era bisogno di mettere ordine nella lista degli elementi chimici che col tempo si andava allungando. Magari usando il peso atomico come sistema di classificazione. Ma raccolto l’invito, Mendeleyev tornò in patria e non avrebbe messo mano al problema fino al 1867.

In laboratorio La sua tavola sui muri Illuminata

In Russia, dove era nato l’ 8 febbraio 1834, aveva infatti di che tenersi impegnato. Tra il suo lavoro di insegnate all’Istituto di Tecnologia di San Pietroburgo, il dottorato in chimica, e la passione per l’agricoltura che l’avevano spinto a metter su una fattoria, il tempo da dedicare alla soluzione del problema era davvero poco. Fino a quando non divenne professore all’Università di San Pietroburgo. Si dice infatti che l’idea della tavola periodica fosse nata come un bisogno: quello di trovare un modo chiaro e semplice di insegnare la chimica, un metodo che mancava nei libri di testo allora a disposizione e che invece sarebbe stato presente nella sua opera, Osnovy Khimii (Principi di Chimica).

Cominciò creando delle carte per ogni elemento allora conosciuto (63 in tutto), e scrisse su ognuna il peso atomico e le proprietà chimiche. Poi iniziò a giocare, mescolando le carte, cercando una qualche regola che permettesse di distribuire i diversi elementi in ordine. E a un certo punto la vide. Posizionando le carte in ordine crescente di peso atomico, e raggruppando i diversi elementi in base alle proprietà simili, abbozzò la sua prima tavola periodica (ovvero con il ripetersi delle proprietà chimico fisiche a intervalli, periodi). Anche se non tutti i conti tornavano.

In particolare c’era il problema dei buchi. Alcune posizioni della sua tavola rimanevano infatti in bianco. Come se ci fosse una discontinuità negli elementi presenti in natura. Ma Mendeleyev difese la sua tavola periodica supponendo che gli elementi mancanti non fossero stati ancora scoperti. E sebbene non ne potesse conoscere l’identità, il suo sistema permetteva comunque di stabilirne le proprietà chimiche. Aveva fatto centro, come dimostrarono poi le scoperte del gallio, dello scandio e del germanio, alcuni dei tappi che nel corso dei decenni servirono a chiudere i buchi iniziali.

Ma quello di Mendeleyev non fu certo il primo tentativo di far ordine nella giungla degli elementi chimici. Il concetto di periodicità, per esempio, lo aveva già annunciato intorno al 1860 John Newlands nella sua legge degli ottavi (ispirandosi alla musica). Lo scienziato inglese infatti aveva osservato che le proprietà chimiche sembravano ripetersi a intervalli di otto elementi, ordinati secondo il peso atomico.

Anche il chimico tedesco Julius Lothar Meyer era arrivato ad analoghe conclusioni, realizzando una tavola molto simile a quella di Mendeleyev, che però gli avrebbe strappato il primato pubblicando per primo i suoi risultati, nel 1869. Anche il lavoro di Henry Moseley - che dimostrò come fosse in realtà il numero atomico (quello dei protoni o degli elettroni) di un elemento, e non il suo peso, a ordinare gli elementi in una tavola periodica – non sarebbe riuscito a cancellare la paternità dell’invenzione. Come dimostrarono gli stessi studenti di Medeleyev, portando, si dice, ai suoi funerali anche la sua tavola periodica.

Fonte: Wired.it