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 Trilingual World Observatory: italiano, english, română. GLOBAL NEWS & more... di Redazione
   
 
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
By Admin (from 25/07/2012 @ 07:04:59, in it - Osservatorio Globale, read 2072 times)

«Sappiamo già che l’attuale sistema crollerà tra il 2030 e il 2070. Il vero esercizio di fantascienza è prevedere che cosa succederà tra cinque anni». Serge Latouche non ha dubbi: faremo la fine dell’Impero Romano, o del Sacro Romano Impero di Carlo Magno che fu travolto dai Barbari. «Purtroppo siamo già dentro il capitalismo catastrofico». Ed è solo l’inizio, nel bluff chiamato Europa. «La barca affonda e andremo giù tutti insieme. Ma non è detto che questo avverrà senza violenza e dolore». Quanto all’Italia, «l’unica soluzione è la bancarotta: da Monti in giù, tutti sanno che il debito non potrà essere ripagato». Sono alcune delle affermazioni che l’ideologo francese della Decrescita ha rilasciato a Giovanna Faggionato per “Lettera 43”. Il sistema, dice Latouche, non ha mantenuto nessuna promessa: «Dicevano che la concorrenza ci avrebbe fatto lavorare di più per guadagnare di più, e invece ci fa lavorare di più e guadagnare sempre meno: questo è sotto gli occhi di tutti».

Serge Latouche

Lei ha un’idea?
L’Europa nata nel Dopoguerra farà la fine del Sacro Romano Impero di Carlo Magno che cercò di restaurare un regno crollato, durò per 50 anni e fu travolto dai barbari.

Che cosa c’entra l’impero romano?
Crollò alla fine del V secolo, ma non morì: continuò a sopravvivere per centinaia di anni con Carlo Magno, l’impero d’Oriente e poi quello germanico. Un declino proseguito nel tempo, con disastri in successione. Come succederà a noi.

Č la fine della globalizzazione?
Io la considero una crisi di civiltà, della civiltà occidentale. Solo che, visto che l’Occidente è mondializzato, si tratta di crisi globale. Ecologica, culturale e sociale insieme.

Più di un crollo finanziario…
Se vogliamo andare oltre è la crisi dell’Antropocene: l’era in cui l’uomo ha cominciato a modificare e perturbare l’ecosistema.

E il sogno degli Stati Uniti europei?
Č un’illusione. Perché è solo un prodotto della globalizzazione: non hanno costruito un’Unione, ma un mercato liberista.

Che fine farà il Vecchio continente?
L’Europa è schiacciata tra due movimenti. Uno politico e centrifugo che si è sviluppato anche in Italia con la stessa Padania. E uno economico e centripeto, la globalizzazione.

Per ora l’economia batte la politica…
Sì, il movimento centripeto ha il sopravvento. Ma è anche quello che nel lungo periodo andrà a crollare. Non può funzionare senza il petrolio e il blocco delle risorse materiali. Alla fine, con tutta probabilità l’Europa si dividerà in macro regioni autonome.

Come ci arriveremo?
La barca affonda e andremo giù tutti insieme. Ma non è detto che questo avverrà senza violenza e dolore.

Parla del conflitto sociale in Grecia e Spagna?
Ecco, purtroppo siamo già dentro il capitalismo catastrofico. Č solo l’inizio del processo, ma vediamo già gli effetti del mix di austerità e crescita voluto dai leader europei.

Č comunque meglio della sola austerità…
Crede che l’imperativo della crescita funzioni? Basta guardare alla Francia: questo governo socialista vuole allo stesso tempo la prosperità e l’austerità. Ma non riuscirà a ottenere la crescita. O, se avverrà, sarà per pochi. Mentre l’austerità è sicura per molti.

Mario Monti

Perché?
Perché non hanno scelta.

In che senso?
Sono chiusi dentro questo paradigma del produttivismo, del Prodotto interno lordo (Pil). Č per questo che la decrescita è una rivoluzione. Perché prima di tutto è un cambiamento di paradigma.

Facile dirlo. Ma lei che cosa farebbe se fosse il premier italiano?
L’Italia dovrebbe andare in bancarotta.

Che cosa intende?
Pensi al debito.

Secondo l’Fmi quello italiano è quasi al 140% del Pil.
Appunto: non sarà ripagato, lo sanno tutti. Ne è consapevole anche Mario Monti. Il problema, per l’attuale classe dirigente, non è ripagare il debito. Ma è fingere di poter continuare il gioco: cioè ottenere prestiti e rilanciare un’economia che è solo speculativa.

Peugeot

Quali sono le prime cinque misure che adotterebbe al posto di Monti?
Innanzitutto, cancellerei il debito. Parlo come teorico, so che ci sono cose che Monti non potrebbe fare comunque, neppure se fosse di sinistra o un decrescente. Ma sto parlando di bancarotta dello Stato.

La bancarotta è la soluzione?
Č più che altro la condizione per trovare le soluzioni.

In che senso?
Non porta necessariamente alla soluzione, anzi in un primo momento le cose possono peggiorare. Ma non c’è altro modo, perché non esiste via d’uscita dentro la gabbia di ferro del sistema attuale. L’Italia non sarebbe la prima né l’ultima. Tutti quelli che l’hanno fatto si sono sentiti meglio, da Carlo V all’Argentina.

Ma l’Argentina non era dentro una moneta unica.
Questo significherebbe uscire dall’euro, ovviamente, dentro non si può fare niente. Per questo dico che parlo come teorico: nemmeno i greci hanno avuto il coraggio di abbandonare l’Unione.

Siamo al terzo punto allora: uscire dall’euro, cancellare il debito e poi?
Rilocalizzare l’attività. C’è tutto un sistema di piccole imprese, di saper fare diffuso, che è stato distrutto dalla concorrenza globale.

Sì, ma come si fa?
Devo usare una parola che in Italia fa sempre paura: serve una politica risolutamente protezionista.

Bce

Su questo, il dibattito è annoso…
Esiste un cattivo protezionismo, è vero. Ma c’è anche un cattivissimo libero scambio. Mentre esiste un buon protezionismo, ma non un buon libero scambio.

Perché no?
Perché la concorrenza leale sempre invocata non esiste. E non esisterà mai. Semplicemente perché tutti i Paesi sono diversi. Come si può competere con la Cina? Č una barzelletta.

Parla come se facesse parte della Lega Nord.
Lo so, lo so. E anche come uno del Front National. Sa perché ha successo l’estrema destra?

Frédéric Lordon

Me lo dica lei…
Perché non tutto quel che dicono è stupido. C’è una parte insopportabile, ma se sono popolari – e lo saranno sempre di più – è perché hanno capito alcune cose, hanno ragione. Č questo che fa paura.

Quindi qual è la ricetta della decrescita?
Il protezionismo ci permette di non essere competitivi per forza. Se lo siamo in alcuni settori, bene. Ma possiamo anche sviluppare produzioni non concorrenziali. Stimoliamo la concorrenza all’interno, ma con Paesi che hanno altri sistemi sociali, altre norme ambientali, altri livelli salariali, questo non è possibile. D’altra parte, è stata l’eccessiva specializzazione a renderci così fragili.

Siamo alla quarta misura, quindi.
La tragedia attuale, per me, è soprattutto la disoccupazione.

E come pensa di risolverla?
Lavorando meno, ma lavorando tutti.

Una formula già sentita…
Sì, ma ci dicevano anche che la concorrenza attuale ci avrebbe fatto lavorare di più per guadagnare di più, come ha dichiarato quello sciagurato di Nicolas Sarkozy. E invece ci fa lavorare di più e guadagnare sempre meno: questo è sotto gli occhi di tutti.

Ma è una questione di denaro?
No, si tratta di vivere. Dobbiamo ritrovare il tempo per dedicarci al resto, alla vita. Questa è un’utopia, ma l’utopia concreta della decrescita: superare il lavoro.

Sì, ma come?
Partendo dalla riconversione ecologica. Tornando a un’agricoltura contadina, senza pesticidi e concimi chimici. In questo modo, la produttività per l’uomo sarà più bassa, ma si creeranno milioni di posti di lavoro nel settore agricolo. E questa è la quinta misura.

Basta l’agricoltura?
Dobbiamo affrontare la fine degli idrocarburi, sviluppare le energie rinnovabili e riconvertire le attività parassitarie che danneggiano l’ambiente.

Per esempio?
Le fabbriche di automobili, che oggi sono in crisi.

Peugeot ha annunciato 8 mila licenziamenti...
Bisognava aspettarselo da anni. Si sa che l’industria dell’auto non ha futuro: con lo stesso know how potrebbero essere trasformati in stabilimenti che producono sistemi di cogenerazione.

Parla di una globale ristrutturazione del mercato del lavoro?
La quota di occupati in agricoltura potrebbe arrivare al 10%. Ci sono industrie nocive come l’automobile, il nucleare, la grande distribuzione che vanno ripensate. E c’è la necessità di una riconversione energetica. In Germania, con le energie rinnovabili hanno creato decine di migliaia di posti di lavoro.

Ma sono dati contestati…
Il dibattito è aperto: si dice che chiudere le centrali nucleari francesi cancellerà 30 mila posti di lavoro ma, allo stesso tempo, prima bisogna smantellare. E nessuno lo sa fare. Quanti posti di lavoro si potrebbero creare allora?

Norberto Bobbio

E la grande distribuzione?
Sicuramente ha effetti distruttivi per l’ambiente e alimenta un alto tasso di spreco alimentare, pari a circa il 40% della produzione.

E allora?
Cancellarla significa essere pronti a ripensare tutto il sistema della città e soprattutto delle periferie.

Come?
La gente ha bisogno di piccoli negozi. Di fare la spesa più spesso, con più tempo a disposizione. Quando si comincia a cambiare un anello, come in una catena cambia tutto.

E i trasporti?
Dobbiamo pensare che il 99% dell’umanità ha passato la propria vita senza allontanarsi più di 30 chilometri dal proprio luogo di nascita. Quelli che si sono spostati di più, cioè noi, sono solo l’1%. Anche questo è un fenomeno molto recente e la maggioranza delle persone non ne soffrirà, poi ci saranno sempre i grandi viaggiatori alla Marco Polo.

Ne è certo?
Č stata la pubblicità a creare il turismo di massa. In ogni modo, con la fine del petrolio, non ci sarà il traffico aereo di oggi, i trasporti costeranno sempre di più, andranno meno veloce. Muoversi sarà sempre più difficile.

E a livello fiscale?
Bisognerebbe introdurre una tassazione diretta e progressiva. Che può arrivare anche al 100%, se i redditi superano un certo livello. E poi una tassazione sul sovraconsumo dei beni comuni. A partire dall’acqua.

Quindi meno lavoro e più agricoltura. Per ottenere cosa?
Un mondo di abbondanza frugale.

Cioè?
Una società capace di non creare bisogni inutili, ma di soddisfarli. E per soddisfarli, bisogna limitarli.
Le sembra possibile, quando gli operai cinesi si suicidano per un iPad?
In una società sana non esiste questa forma di patologia dell’insoddisfazione.

Ci può essere una forma di seduzione, ma non un’insoddisfazione permanente. Questo fenomeno è esacerbato dalla pubblicità.

Cioè?
Ci convince che siamo insoddisfatti di ciò che abbiamo, per farci desiderare ciò che non abbiamo.

Vorrebbe spazzare via il marketing?
Una delle prime misure della società della decrescita riguarda la pubblicità: non si tratta di cancellarla – perché non siamo terroristi – ma di tassarla fortemente, questo sì.

Con che motivazione?
Č lo strumento di una gigantesca manipolazione, il veicolo della colonizzazione dell’immaginario.

E la finanza che rappresenta il 10% del Pil britannico?
Penso che questa crollerà da sola. Sarebbe già successo se questi sciagurati di governi non avessero salvato le banche.

Che cosa intende?
Č colossale quello che è stato fatto per le banche negli Usa: secondo l’Ocse, 11.400 miliardi di dollari di fondi pubblici sono stati destinati agli istituti di credito.

Se facciamo crollare le banche si affossa il sistema...
Sì, meglio così. Abbiamo bisogno che il sistema crolli.

E i cittadini?
Dobbiamo pensare a come riorganizzare il funzionamento della società. Ma bisogna ricordarsi che questo sistema così come lo conosciamo è piuttosto recente.

Quanto?
Non ha più di 30-40 anni, prima era un sistema capitalista, ma non funzionava su queste basi finanziarie.

Che misure bisognerebbe adottare?
Il primo passo, prima di rimettere in discussione l’intero sistema bancario, è cancellare il mercato dei futures: pura speculazione. Un economista francese, Frédéric Lordon, ha anche proposto di chiudere le Borse. E non sarebbe un’idea stupida.

Che cosa succede alle società che ci lavorano? E ai dipendenti?
La situazione attuale è talmente tragica che possiamo affrontare con serenità anche un cambiamento difficile.

Nella società della decrescita circola denaro?
La moneta è un bene comune che favorisce lo scambio tra i cittadini. Ma se è un bene comune non deve essere privatizzata. Le banche sono degli enti privati. E allora dico sempre che noi vogliamo riappropriarci della moneta.

Come?
Magari partendo dai sistemi di scambio locali che utilizzano monete regionali. Come ha funzionato per due o tre anni in Argentina, dopo il crollo del peso.

E chi governa il commercio?
Diciamo che sarà necessario trovare un coordinamento tra le varie autonomie.

Ma nel suo modello ogni regione fa da sé?
Ogni Paese deve trovare la sua strada. Una volta che siamo riusciti a uscire dal mondo del pensiero unico, dell’homo oeconomicus, a una sola dimensione, allora ritroviamo la diversità. Ogni cultura ha il suo modo di concepire e realizzare la felicità.

Esistono già esperienze in questa direzione?
In Sud America sono sulla strada giusta. In Ecuador e Bolivia, ispirandosi alla cultura india, hanno inserito nella Costituzione il principio del bien vivìr: del buon vivere. Ma, con la crisi, la decrescita ha avuto un successo incredibile anche in Giappone.

Come mai?
I giapponesi stanno riscoprendo i valori del buddismo zen che si basa sul principio di autolimitazione. E sono convinto che la stessa cosa potrebbe succedere in Cina nei prossimi anni, anche attraverso il confucianesimo.

La Cina però è anche la più grande fabbrica del mondo...
Lì la crisi è già arrivata. La situazione cinese è bifronte: 200 milioni di abitanti hanno un livello di vita quasi occidentale e altri 700 milioni sono stati proletarizzati. Cacciati dalla terra, si accumulano nelle periferie delle metropoli, dove c’è un tasso di suicidi altissimo.

Ma l’economia continua comunque a crescere.
Anche il ministro dell’Ambiente cinese ha riconosciuto che se si dovesse sottrarre dal Pil di Pechino la quota di distruzione dell’ambiente questo calerebbe del 12%.

Come immagina la transizione?
Può avvenire spontaneamente, dolcemente. Ma anche in un modo violento.

Lei sogna la democrazia diretta?
Se si deve prendere la parola sul serio, ha senso solo la democrazia diretta. Ma direi che su questo punto, recentemente, le mie idee sono cambiate.

In che direzione?
Prima immaginavo un’organizzazione piramidale con alla base piccole democrazie locali e delegati al livello superiore.

E ora?
Oggi penso che la democrazia sia un’utopia che ha senso come direzione. Ma la cosa importante è che il potere, quale che sia, porti avanti una politica che corrisponde al bene comune, alla volontà popolare, anche se si tratta di una dittatura o di un dispotismo illuminato.

Si spieghi meglio.
Norberto Bobbio si chiedeva quale è la differenza tra un buono e un cattivo governo. Il primo lavora per il bene comune. Il secondo lo fa per se stesso. Questa è la vera differenza.

Va bene, ma come si ottiene un buon governo?
Con un contropotere forte. Un sistema è democratico – non è la democrazia, attenzione, ma è democratico – quando il popolo ha la possibilità di fare pressione sul governo, qualunque esso sia, in modo da far pesare le proprie esigenze e idee.

Ma non sta rinnegando la democrazia?
L’ideale sarebbe naturalmente l’autogoverno del popolo, ma questo è un sogno che forse non arriverà mai.

Non pensa alla presa del potere?
Gandhi l’aveva spiegato a proposito del suo Paese: «Al limite gli inglesi possono restare a governare, ma allora devono fare una politica che corrisponde alla volontà dell’India. Meglio avere degli inglesi piuttosto che degli indiani corrotti». Mi sembrano parole di saggezza.

Sa che Silvio Berlusconi vuole tornare in politica?
Ah, lo so, ma lui è pazzo.

(Giovanna Faggionato, “Il debito non sarà ripagato, meglio partire da zero”, intervista a Serge Latouche pubblicata su “Lettera 43” il 17 luglio 2012).

Fonte: libreidee.org

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By Admin (from 24/07/2012 @ 07:06:39, in en - Video Alert, read 1499 times)

A video has recently exploded on the internet of Microsoft Chairman Bill Gates speaking about the potential worldly benefits of veganism. In it, Gates discusses a future in which science will allow the production of vegetarian “meat”.

Gates notes that the product will likely be cheaper, more efficiently produced and better for the planet.

Examining our issue-ridden food system from a business-oriented perspective, it’s interesting that Gates comes to the same conclusion that many ethically-minded vegans and vegetarians come to: eating meat is harming everyone and everything, and a meat-free diet will help the world tremendously.

Source: intellectualyst.com

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L'assenso al pacchetto di aiuti alla Spagna da parte del Parlamento di Helsinki rappresenta inoltre un voto di fiducia per la coalizione di governo guidata dal primo ministro Jyrki Katainen, duramente criticata dai partiti dell'opposizione.

Location of  Finland  (dark green)– in Europe  (green & dark grey)– in the European Union  (green)  —  [Legend]

Il Parlamento finlandese ha approvato il sostegno al programma europeo di assistenza al sistema bancario spagnolo, con 109 voti favorevoli e 73 contrari, a seguito di un acceso dibattito.

L'assenso al pacchetto di aiuti alla Spagna da parte del Parlamento di Helsinki rappresenta inoltre un voto di fiducia per la coalizione di governo guidata dal primo ministro Jyrki Katainen, duramente criticata dai partiti dell'opposizione, che ritengono che il programma di assistenza al sistema bancario iberico avrà forti ripercussioni sui contribuenti finlandesi.

Katainen ha dichiarato che un voto negativo al pacchetto di aiuti alla Spagna avrebbe fatto crollare il Governo di Madrid, scatenando un contagio che in ultima istanza avrebbe potuto colpire anche l'economia finlandese.

Fonte: italiaoggi.it

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1. Respectarea statului de drept si a independentei sistemului judiciar (aflat deasupra intereselor partidelor politice)

*Reinstaurarea atributiilor Curtii Constitutionale de a verifica inclusiv constitutionalitatea deciziilor adoptate de Parlament: abrogarea Ordonantei de Urgenta nr. 38

*Reinstaurarea regulii majoritatii necesare pentru validarea rezultatelor referendumului (jumatate plus unu din numarul celor înregistrati pe listele electorale): abrogarea OUG nr. 41

Lista cerinţelor impuse României de Comisia Europeană

*Renuntarea la folosirea de ordonante de urgenta în cazul unor decizii care afecteaza statutul institutiilor fundamentale ale statului ori Constitutia si în situatii care nu prezinta urgenta

*Evitarea utilizarii publicarii selective în Monitorul Oficial pentru a urmari scopuri politice si mai ales pentru a evita decizii judiciare.

*Conformarea imediata în fata tuturor deciziilor Curtii Constitutionale.

*Angajamentul autoritatilor publice de a respecta independenta sistemului judiciar si evitarea criticarii acestor decizii judiciare.

2. Redarea încrederii:

*Numirea unui Avocat al Poporului care sa se bucure de sprijinul majoritatii partidelor politice, printr-un proces de numire transparent si obiectiv

*Nicio numire în posturile de procuror general si procuror-sef al Directiei Nationale Anticoruptie sub actuala presedintie: proceduri publice si transparente si liste deschise pentru oricine, selectii bazate pe criterii de profesionalism si integritate si de palmares în domeniul luptei anti-coruptie.

*Nicio gratiere prezidentiala în cursul actualei presedintii

*Numirea unor ministri împotriva carora sa nu fi fost formulate decizii ca nu respecta criteriile de integritate. Obligatia celor care nu respecta aceste criterii sa paraseasca posturile.

*Demisia membrilor Parlamentului care au primit decizii finale privind incompatibilitatea, conflictul de interese sau coruptie la nivel înalt”.

Sursa: cronicaromana.ro

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In crestere cu 70% fata de aceeasi perioada din 2011, când exporturile au totalizat 1.691 tone, potrivit datelor furnizate AGERPRES de Ministerul Agriculturii si Dezvoltarii Rurale (MADR).

Încasarile din exporturile de miere au însumat 8,73 milioane de euro în primele patru luni, cu 60,8 procente mai mult decât cele 5,43 milioane euro încasate în anul precedent.

Potrivit datelor MADR, valoarea importurilor de miere în perioada mentionata a depasit 1,464 milioane de euro, pentru o cantitate de 581,9 tone, în timp ce în perioada similara a anului trecut au totalizat 963.401 euro pentru 375 tone de miere aduse de pe pietele externe.

Atât exporturile cât si importurile de miere au fost realizate din tarile Uniunii Europene si cele extracomunitare.

Românii consuma, în medie, 400-500 de grame de miere anual, mult sub nivelul înregistrat în tarile UE si cele nordice, unde anual se manânca între 1,5 si 3 kilograme de miere.

Potrivit Asociatiei Crescatorilor de Albine din România (ACAR), productia de miere din 2012 este estimata la 18.000- 20.000 de tone, similara ce cea din 2011. România ocupala ora actuala locul patru în Europa din punct de vedere al productiei de miere, dupa Germania, Franta si Ungaria, si locul sapte la numarul de familii de albine, cu aproape 1,3 milioane.

Sursa: capital.ro

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Parada Cetatii, la care vor participa toate ordinele cavaleresti, domnite, trubaduri si trupele de muzica medievala deschid, vineri dupa amiaza, cea de-a XX-a editie a Festivalului Sighisoara Medievala.

Parada Cetatii începe la ora 16,00 si, timp de trei zile, iubitorii de arta medievala vor avea posibilitatea sa asiste la turnire organizate de ordinele cavaleresti sosite la Sighisoara din Bulgaria, Ungaria si România – Ordinul Cavalerilor Chigot din Bulgaria, Ordinul Cavalerilor Crux Alba din Ungaria, Ordinul Cavalerilor de Medias, Ordinul Cavalerilor Lup din Târgu Mures si Ordinul Cavalerilor ArtGotica din Sibiu – si la spectacole de animatie medievala, dar si la concerte sustinute de trupe de muzica medievala.

Mii de turişti, la Festivalul Sighişoara Medievală

Dupa Parada Cetatii si deschiderea oficiala, programul va continua cu un spectacol oferit de Tobosarul Cetatii Sighisoara si Garda Cetatii, apoi de Ordinul Cavalerilor ArtGotica – Sibiu (Spectacol cu Steaguri), Trupa Cameleon din Sighisoara, iar de la ora 18,00 vor intra în scena participantii la Festivalul Interetnic ProEtnica – Uniunea Democrata Maghiara din România cu Ansamblul de dans Kikerics, Uniunea Bulgara din Banat cu Ansamblul Balgarce si Uniunea Ucrainenilor din România cu Ansamblul Zorea Bucuresti.

De la ora 20,00 va concerta No’Mads, apoi Nomen est Omen, Truverii si Lupus Dacus din Arad.

Aceasta editie a Festivalului Sighisoara Medievala se va desfasura pâna duminica, iar în cadrul manifestarilor se va derula si Festivalul ProEtnica, astfel încât muzica si animatia medievala va fi completata cu obiceiurile si traditiile celor opt etnii care si-au anuntat participarea.

Una dintre piesele de greutate ale evenimentului va fi spectacolul de muzica medievala ‘King Wolf’, un spectacol muzical special realizat de Filarmonica din Timisoara, formatia Lupus Dacus si Ordinul Cavalerilor Lup, care se doreste a fi o Carmina Burana româneasca.
Cu aceasta ocazie, în cetatea medievala va fi amenajata o piata de înnobilare, unde vor fi decernate titluri pentru cei mai de seama cavaleri sau mestesugari.

În cadrul festivalului, presedintele subcomisiei Premiului Europei din cadrul Adunarii Parlamentare a Consiliului Europei (APCE), Sir Alan Meale si primarul orasului german Hunfeld, dr. Eberhard Fennel, vor înmâna Primariei Sighisoara, sâmbata, în cadrul unei ceremonii, Premiul Europei 2012.

Din cauza referendumului pentru demiterea presedintelui României, durata initiala a Festivalului Sighisoara Medievala s-a redus de la 10 zile, la trei zile, iar programul a suferit mari modificari, în sensul renuntarii la o serie de spectacole valoroase, care erau programate exact în perioada la care s-a renuntat.

Din programul initial vor lipsi spectacolul ‘Ioana d’Arc’, pregatit de actori ai Teatrului National din Târgu Mures, studenti ai Universitatii de Arta Teatrala din Târgu Mures si 4 ordine cavaleresti, care era productia proprie a festivalului si avea în jur de 70 de actori în distributie, precum si la faurirea spadei Transylvanian Excalibur, înalta de 2 metri si jumatate, care urma sa fie înfipta într-o piatra si sa fie oferita ca ofranda acestei editii aniversare a Festivalului Sighisoara Medievala.

Sursa: cronicaromana.ro

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Sono 248 le persone rimaste uccise ieri in tutto il paese, secondo l'osservatorio siriano per i diritti dell'uomo. Si tratta, sottolinea l'Ong, «del bilancio più pesante, per una sola giornata, da 16 mesi» di scontri. I combattimenti, secondo l'osservatorio, sono proseguiti tutta la notte in diversi quartieri di Damasco, per il sesto giorno consecutivo. Di fronte all'offensiva dei ribelli, spiega ancora l'Ong, l'esercito ha intensificato le operazioni nel centro di Damasco schierando oltre 15 carri armati.

Le forze militari siriane hanno respinto i combattenti ribelli e preso il controllo completo del distretto Midan di Damasco. Lo ha reso noto la tv locale nonostante l'Osservatorio siriano per i diritti umani sostenga che i combattimenti siano ancora in corso. ''I nostri coraggiosi militari hanno ripulito completamente l'area Midan della capitale dagli ultimi terroristi e hanno ristabilito la sicurezza'', ha spiegato la tv. L'ong ha invece riferito di violenti scontri a fuoco avvenuti ancora nel corso della notte. I combattimenti, secondo l'Osservatorio, sarebbero ancora in corso in diverse zone della capitale.

Il regime siriano ha rivendicato la riconquista del quartiere di al-Midan, uno dei più centrali di Damasco, dove da giorni erano in corso furibondi combattimenti contro gli insorti. «Le nostre coraggiose Forze Armate hanno completamente ripulito dai restanti mercenari terroristi la zona di Midan a Damasco», ha annunciato la televisione di Stato, «e vi hanno ripristinato la sicurezza».
Intanto i ribelli siriani hanno assunto il controllo di un valico di frontiera con la Turchia, dopo violenti combattimenti scoppiati ieri con l'esercito siriano. Lo ha constato un fotografo della France Presse. Mezzi pesanti turchi sono stati incendiati durante i combattimenti all'ingresso di Bab al Hawa, controllato da circa 150 ribelli armati pesantemente. Questa postazione si trova di fronte a quella turca di Cilvegozu, nella provincia di Hatay (sud).

Fonte: lastampa.it

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Liderul social-democrat s-a întâlnit cu presedintele Parlamentului European (PE) Martin Schulz, liderul eurodeputatilor socialisti Serghei Stanisev, presedintele permanent al Consiliului European Herman Van Rompuy si presedintele Comisiei Europene (CE) Jose Manuel Barroso, precizeaza cotidianul francez. „Premierul le-a tinut acelasi discurs tuturor interlocutorilor sai, pe care se pare ca i-a convins mai mult sau mai putin“ comenteaza autorul acestui material, Jean-Pierre Stroobants.

În articol se precizeaza ca aderarea României la Spatiul Schengen nu mai este atât de sigura ca înainte, din cauza crizei politice. „Bruxelles-ul urmeaza, deci, sa continue monitorizarea, iar Consiliul va decide ulterior ca, în acest conditii, nu este posibil, în stadiul actual, deschiderea portilor Schengen pentru cele doua tari", arata publicatia franceza.

Sursa: mytex.ro

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Asta pentru ca instabilitatea politica poate duce la pierderea sprijinului financiar din partea FMI, UE si BM, ceea ce va genera automat probleme mari economice.

„România a ales o perioada nefasta pentru a capata reputatia de instabilitate politica. Premierul Victor Ponta a fost convocat la Bruxelles joi, dupa o serie de atacuri la adresa Constitutiei care au culminat cu initierea procedurii de demitere a presedintelui Traian Basescu. Tensiunile deja s-au transmis investitorilor: leul a scazut cu 2% în raport cu euro luna aceasta.

Însa acesta s-ar putea dovedi doar vârful aisbergului daca domnul Ponta va continua aceasta strategie riscanta. Marele risc pentru România este pierderea liniei de finantare asigurata de FMI si UE prin acordul stand-by de tip preventiv în valoare de peste 5 miliarde de euro”, conform Wall Street Journal.

Sursa: mytex.ro

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Împrumuturile nete acordate de Banca Centrala Europeana bancilor spaniole au atins nivelul record de 337,2 miliarde de euro în luna iunie, fata de 288 miliarde euro în luna mai, a anuntat vineri Banca cetnrala a Spaniei, transmite AFP, citata de Agerpres.

Bancile spaniole se îndreapta din ce în ce mai mult spre fondurile oferite de BCE, în conditiile în care au dificultati în a strânge bani de pe piata interbancara. Acest lucru a facut ca împrumuturile bancilor spaniole de la BCE sa atinga valori record în fiecare luna dupa februarie 2012.

Potrivit cifrelor oficiale, împrumuturile brute ale bancilor spaniole de la BCE au crescut la 365 miliarde euro în luna iunie de la 325 miliarde euro în luna mai, fiind responsabile pentru 30% din împrumuturile totale în zona euro. În schimb, depozitele bancilor spaniole la BCE au scazut la 27,99 miliarde dolari în luna iunie de la 36,83 miliarde euro în luna mai.

La începutul acestei luni Spania a devenit cea de-a patra tara membra a zonei euro care a cerut în mod oficial ajutorul Uniunii Europene pentru a-si sprijini sectorul bancar. Bancile spaniole vor beneficia de un prim împrumut, în valoare de 30 de miliarde de euro, la sfârsitul lunii iulie.

Sursa: Cotidianul.ro

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Now Colorado is one love, I'm already packing suitcases;)
14/01/2018 @ 16:07:36
By Napasechnik
Nice read, I just passed this onto a friend who was doing some research on that. And he just bought me lunch since I found it for him smile So let me rephrase that Thank you for lunch! Whenever you ha...
21/11/2016 @ 09:41:39
By Anonimo
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21/11/2016 @ 09:40:41
By Anonimo


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