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 Trilingual World Observatory: italiano, english, română. GLOBAL NEWS & more... di Redazione
   
 
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
By Admin (from 09/01/2011 @ 10:00:00, in it - Scienze e Societa, read 3401 times)

Le montagne sullo sfondo, zuccherate di neve, e i boschi di abete e castagno, fanno pensare a un paesaggio incantato, degno di un libro di fiabe. Se si aggiunge che gli abitanti sono appena 270, il gioco è fatto: potremmo credere di essere in un paese di fate. Invece siamo a Bognanco, piccolo borgo di montagna in provincia di Verbano-Cusio-Domodossola, nel cuore del Piemonte.

Attraversato dal torrente Bagna, da cui prende il nome, il paese è noto soprattutto per le sue fonti termali, a cui è legata un’affascinante leggenda. Secondo la tradizione, infatti, sarebbe stata una fanciulla del posto ad assaggiare per prima l’acqua miracolosa, abbeverandosi alla sorgente e notando una freschezza insolita, che gliela fece scambiare per acquavite. Neppure il proprietario del fondo, sentendo il racconto delle ragazza, diede peso alla cosa, ma quando il cappellano locale seppe l’accaduto capì subito che doveva trattarsi di un’acqua speciale, ricca di sali ferruginosi.

Oggi le terme di Bognanco ospitano i visitatori in un centro moderno e ben attrezzato, con un’equipe di medici professionisti, impegnati a creare programmi personalizzati a seconda delle esigenze di ciascun cliente. Le fonti di cui  Bognanco beneficia sono tre: la prima, la fonte Ausonia, dà un’acqua minerale leggermente frizzante, digestiva, ricca di bicarbonato e anidride carbonica, con proprietà farmacologiche e terapeutiche. La Fonte San Lorenzo regala un’acqua minerale bicarbonato-alcalino-terrosa, con proprietà purgative e diuretiche, gradevole al gusto, fresca e frizzante. Infine la Fonte Gaudenziana, ideale per la cura delle affezioni renali e delle vie urinarie. Una somministrazione prolungata può avere effetti preventivi sulla calcolosi renale.

Ma Bognanco non è solo terme: la cittadina e il paesaggio montano tutt’intorno rappresentano un vero e proprio museo all’aperto, dove si percorrono le tracce della storia e della tradizione. La natura è costellata di caseifici, antichi pozzi e cappelle votive nascoste tra la vegetazione.

Tutt’intorno al borgo si possono fare lunghe passeggiate tra i faggi, i castagni, gli abeti e le querce, ed è possibile raggiungere a piedi l’area sovrastante il complesso termale: qui ci si imbatte nel paesino di San Lorenzo, in posizione panoramica mozzafiato, e subito dopo si arriva a Graniga, a La Gomba, fino all’Alpe di San Bernardo a 1628 metri di quota, ottima base per partire alla volta di favolosi percorsi alpini.

In più Bognanco Terme è attraversata dalla Stockalperweg, la mulattiera creata nel 1630 per volere del barone Stockalper, con l’intento di collegare la Svizzera all’Italia e incrementare i commerci tra i due paesi. Ancora oggi il percorso escursionistico fende paesaggi spettacolari, e può essere percorso a piedi da chi ama la natura incontaminata e gli scorci emozionanti. Passeggiando si possono ammirare innumerevoli specie animali e floreali, e nell’aprile del 2008 è stato avvistato, in questa vallata, un rarissimo esemplare di capriolo bianco.

A conciliare le escursioni e la vita all’aria aperta c’è il clima mite di cui gode Bognanco, caratterizzato da temperature dolci e tante ore di sole. Le temperature medie, infatti, vanno da una minima di 5°C a una massima di 11°C in gennaio, il mese più freddo, e dai 21°C ai 27°C in luglio, il mese più caldo. Le precipitazioni, scarse in estate, si concentrano in primavera e autunno, quando piove in media per 8 giorni al mese.

Dopo tanto passeggiare può venire voglia di concedersi qualche peccato di gola. L’occasione migliore sono le manifestazioni che si svolgono a Bognanco per tutto l’arco dell’anno, sempre caratterizzate da ottime specialità culinarie. Tra gli eventi più attesi c’è la Sagra del Nostrano, che si svolge in luglio e ha l’intento di far conoscere ai visitatori tutti i prodotti tipici del luogo, in particolare i deliziosi formaggi; ad essa si aggiunge la Sagra del Mirtillo, che si tiene nel parco delle terme ed è interamente dedicata al mirtillo: frappé, crepes, polenta, torte e marmellate sono a base del piccolo frutto, e possono essere gustate sulle note della banda musicale del paese. Infine, la prima settimana di luglio, c’è la tradizionale “tortiera”, una gara tra gli operatori turistici della zona che competono per preparare la torta più originale e gustosa.

Chi si è lasciato tentare dalle delizie di Bognanco Terme, e non vede l’ora di rilassarsi in questo piccolo paradiso del benessere, non deve fare altro che pianificare il viaggio. Se ci si muove in macchina e si viene da Milano bisogna prendere l’Autostrada dei Laghi A8 in direzione Varese-Como, seguendo poi la A26 in direzione Gravellona Toce. A questo punto si imbocca la superstrada e si esce a Domodossola, seguendo le indicazioni per Bognanco.

Chi viene da Torino deve invece prendere la A4 in direzione Milano, imboccare il raccordo con l’A 26 in direzione Gravellona Toce e, ancora una volta, prendere la superstrada e uscire a Domodossola. Chi preferisce il treno può scendere alla stazione di Domodossola, sulle linee Milano-Domodossola e Novara-Domodossola, a 8 km da Bognanco. L’aeroporto più vicino è invece quello di Milano Malpensa, a circa 100 km.  

Fonte: ilturista.info

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By Admin (from 09/01/2011 @ 08:00:48, in en - Video Alert, read 2030 times)

When Dr. Kelso's anniversary rolls around, it is the one day of the year that he actually approves equipment that costs money. Turk is responsible for getting an argon laser, and the Janitor tries to get a new mop. The next day, Turk is in a lot of trouble because he was too late in asking Dr. Kelso for the laser, but when he finally decides to go to Kelso, he reveals that his wife is at fat camp, and Turk realizes that he's been lying for years, and blackmails him into getting surgery the argon laser.

 

Meanwhile, the new residents have to hand in case studies to Dr. Kelso, the most important one going to Reno. Dr. Cox tells J.D. that he respects doctors who don't try to exaggerate diseases to try to put in a case study so J.D. decides to stay on Dr. Cox's good side. Meanwhile, the two cannot figure out what's wrong with a board member, Mrs. Warner, who insists on helping Dr. Cox move ahead but Dr. Cox refuses, preferring to move up on his own. When the Janitor makes J.D. stay in line for him to ask Dr. Kelso something, J.D. ends up wandering away, into Mr. Davis' room who decides that J.D. can use him in his case study. J.D. decides to hide this from Dr. Cox, to remain respected. The Janitor uses his old mop to make J.D. fall and spread the dirty water over his face. To stop it from happening again, J.D. buys him a new mop, the Janitor being lost for words.

 

When Mr. Davis retracts his approval on the case study and J.D. is threatened by Dr. Kelso to hand one in, J.D. decides against it to stay friendly with Dr. Cox. But when Dr Cox and J.D. realise that Mrs. Warner has a very unique disease, J.D. is forced to choose between a certain Reno trip or staying with Dr. Cox. He decides to ask Mrs. Warner and with her approval, his case study is accepted and wins as the most interesting. When Dr. Cox lectures J.D. on selling his soul, J.D. tells him that it's okay to ask for help to further his career. While Dr. Cox has less respect for J.D., he realises his point and asks Mrs. Warner for a recommendation.

 

Elliot and Carla bond

 

At the same time, Elliot andCarla realize the only reason they hang out is because of Turk and J.D.. Elliot tries to force their friendship, but Carla doesn't want to be friends unless it comes naturally. After a patient, Mrs. Kellerman, makes them self conscious about their physical appearance, they bond over a glass of wine and talking about how the other is pretty.

 

Plot Points

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By Admin (from 08/01/2011 @ 12:00:28, in en - Video Alert, read 2410 times)

All that Mankind has done, thought, gained or been -- it is lying as in magic preservation in the pages of Books.

Thomas Carlyle

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By Admin (from 08/01/2011 @ 10:00:33, in ro - Stiinta si Societate, read 1749 times)

 Oamenii de stiinta ne demonstreaza ca suntem alcatuiti din lipide, proteine, acizi nucleici... De acord, daca ne gandim doar la corpul fizic. Dar toata aceasta masinarie elaboreaza idei, are amintiri si se proiecteaza in viitor, fiecare dintre noi fiind constient ca este o entitate unica pe parcursul vietii. Constiinta? Ce este ea, de fapt, si unde se ascunde? O provocare veche de milenii, careia inca nu-i putem face fata!

De la inima, la „buzunarele” cerebrale

In perioada secolelor al VI-lea – al IV-lea i.Chr., inteleptii au inceput sa-si puna intrebari (si) despre cele nevazute, nemailasand intreaga cunoastere in seama Divinitatii creatoare de viata. Pentru Pitagora, spiritul se naste in creier. Cum altfel sa explici ca un soc produs asupra creierului provoaca inconstienta, adica oprirea temporara a gandirii? Doua secole mai tarziu Aristotel vine cu o viziune proprie, despre un fluid vital care ne controleaza miscarile si gandirea, „curgand” dinspre inima. Rationamentul lui e implacabil: vocea se naste in piept, or vocea e manifestarea directa a spiritului, deci spiritul se afla in piept. Bineinteles, in inima, organ ce pare a avea o viata proprie.

Pe la anul 150, medicul grec Galien face o descoperire ce pare epocala. Disecand creiere de vite, repereaza trei cavitati si, cum are convingerea, la fel ca Aristotel, ca spiritul e un fluid, sugereaza ca el ar putea fi gazduit in aceste „buzunare”. Dar atunci cum ramane cu inima? Galien rupe pisica-n doua: inima ar contine un prim spirit, care insufla viata corpului fizic, iar cele trei cavitati cerebrale un al doilea, mai evoluat – sufletul ganditor. Dupa trei veacuri, parintii Bisericii elaboreaza doctrina lor oficiala, pornind de la teoria medicului grec: exista trei compartimente, deci spiritul e divizat in trei functii – imaginatia, reflectia si memoria.

Avem capul plin de organe

A trebuit sa treaca un mileniu si jumatate, ca aceasta doctrina sa fie pusa in discutie de filosoful Descartes, pentru care spiritul e constituit dintr-o substanta fara realitate materiala. Prin urmare, nu poate fi localizat intr-un organ material si nicidecum sa fie transat in trei ventricule. Totusi Descartes nu poate explica modul in care corpul si spiritul, totalmente diferite, functioneaza impreuna. De aceea, sugereaza ca sufletul „locuieste” in glanda pineala (hipofiza), idee contrazisa de englezul Hobbes: si daca totul este doar materie?

Atunci, spiritul ar fi produs de miscari foarte complexe din materie, de exemplu in creier. Abia catre veacul al XIX-lea se descopera ca exteriorul creierului, cortexul, are binecunoscutele circumvolutiuni ordonate dupa un plan complex, fiind impartit in mai multe organe, fiecare cu o functie mentala diferita: morala, simtul umorului, formarea ideilor etc. In fine, Paul Broca ajunge in 1861 sa confirme aceasta pura intuitie, aratand ca distrugerea unei parti anume din creier, numita „aria lui Broca”, face sa dispara o functie mentala precisa - limbajul vorbit. Totusi, unde se ascunde constiinta?

Duplexul constiinta-creier

Astazi, tehnologiile ultraperformante permit observarea functionarii creierului in direct: electroencefalograma, imageria prin rezonanta magnetica s.a. Gratie lor, neurobiologii au filmat diferente de activitate, in functie de cazul in care subiectii erau sau nu constienti de o informatie vizuala. Se probeaza, in sfarsit, legatura dintre constiinta si creier. Dar cam atat. Se mai descopera ca zone specializate, ca aria lui Broca, nu functioneaza niciodata singure, ci in conexiune permanenta cu alte sectoare ale creierului.

De aceea, cercetatorii cred ca probabil constiinta vine dintr-o „super-retea” de celule nervoase ingloband cvasi-totalitatea encefalului nostru. Totusi, actualmente e imposibil de cartografiat precis aceasta „super-retea”, asa ca nu avem decat sa speram ca, intr-o zi, bariera subtila dintre lumea materiala si cea imateriala va fi inlaturata si poate ca atunci ne vom intoarce si la starea de gratie a inceputurilor noastre de dincolo de timp.

ADRIAN-NICOLAE POPESCU - magazin.ro

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By Admin (from 08/01/2011 @ 08:00:11, in it - Scienze e Societa, read 2140 times)

Tra lago e collina, di borgo in isola, tradizione, folklore e gastronomia danno il meglio di sé. In riva all'acqua, all'ombra degli ulivi o tra i filari tra Franciacorta e Sebino ovunque è un invito ad assaporare il passato. Ecco il calendario degli eventi.

 

Franciacorta uguale vigneti e vino. Questa è la stagione in cui accompagnare il vino ai tradizionali piatti robusti e semplici di quella parte di Lombardia che si distende tra le colline di Franciacorta e le sponde del lago d'Iseo, passando per la riserva naturale delle torbiere.

 

Sale Marasino è il paese delle zucche. Qui, dove da anni giungono coltivatori da tutta Italia per la sfida all’esemplare più grosso (nel 2009 ha vinto una di ben 440 chili), l’11 e 12 settembre si apre la settima edizione di Sale in zucca, festival della tradizione locale e omaggio al cucurbitaceo. Una scenografia a tema vestirà a festa il lungolago e le vie del borgo, cornice per bancarelle di artigianato e prodotti tipici, allestimenti artistici esibizioni in costumi antichi, spettacoli, mostre di attrezzi agricoli d’epoca.

 

La settimana successiva, dal 14 al 19 settembre si terrà la Festa di Santa Croce che ogni cinque anni veste di un tripudio di fiori di carta, magistralmente e pazientemente realizzati a mano dalle donne del posto, le frazioni Carzano e Novale di Montisola (la più grande isola lacustre abitata d’Europa). La festa si perpetua dal 1836 come ex-voto alla Santissima Croce per scampare al colera. Il clou è il 14 settembre, con la processione. Fino alla domenica, sono in programma concerti, spettacoli, dimostrazioni di confezionamento dei fiori, gare con imbarcazioni tipiche e fuochi d’artificio.

Funghi, castagne e formaggi

Pisogne, il 27 e 28 settembre ospita la tradizionale Festa del fungo e della castagna, giunta alla sessantesima edizione. Bancarelle per l’acquisto e stand gastronomici fanno da cornice al concorso per il fungo più grande e per il cestino di castagne più bello, oltre che a un grande braciere per caldarroste sempre acceso. I ristoranti convenzionati propongono menu a base di funghi.

 

Sempre il 27 si inaugura a Sulzano la Sagra del cinghiale: una settimana (fino al 4 ottobre) di degustazioni con menu a tema e a prezzo fisso in tutti i ristoranti del paese. Nel weekend fanno da contorno intrattenimenti, spettacoli, concerti, mercatini ed escursioni guidate tra i tesori del borgo e del suo territorio.

 

Fiamme anche sotto le caldere in occasione di Franciacorta in bianco, rassegna dedicata alla migliore produzione lattiero casearia locale e nazionale, in calendario dall’8 al 10 ottobre a Castegnato. Protagonisti sono soprattutto i prodotti della montagna bresciana con stand di assaggio e vendita, dimostrazioni di caseificazione e degustazioni guidate.

Fonte: mondointasca.org - agtiseofranciacorta.it

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Nell'ex ambasciata di Roma vivono 150 fantasmi: sono i rifugiati somali. Hanno documenti in regola e diritto ai programmi di assistenza. Invece, nell'indifferenza delle istituzioni, vivono in mezzo ai rifiuti.

Con in tasca un regolare permesso di soggiorno un gruppo di centocinquanta rifugiati provenienti dalla Somalia è costretto a vivere in condizioni disumane. Nonostante abbia diritto ai programmi di protezione per i quali l'Italia prende generosi fondi dalla comunità europea proprio per garantire accoglienza e integrazione. A cominciare da una sistemazione adeguata. Come accade in tutti gli altri paesi, Olanda e Germania in testa. Da noi no. Eppure lo Stato dispone di circa 27 milioni di euro destinati alla sistemazione di profughi e rifugiati (leggi l'articolo). Invece, questi centocinquanta invisibili dormono per terra in un edificio pericolante. Senza finestre, riscaldamento, corrente elettrica. Hanno due bagni in comune. Poche le stanze agibili, occupate con letti di fortuna ammassati tra di loro: per scaldarsi (guarda il video). Ridotti allo stremo delle forze sognano di riuscire ad andarsene ma chi supera il confine viene rispedito indietro: hanno patenti, tessere sanitarie, documenti italiani. Soltanto uno è partito senza far ritorno nell'inferno romano: un tribunale tedesco ha sospeso l'ordine di rimpatrio dopo aver accertato che le condizioni di vita in Italia non assicurano i livelli di dignità invece garantiti in Germania.

L’ultimo dei ragazzi somali che vivono nell’inferno di via dei Villini, a Roma, è da poco tornato dall’ospedale San Gallicano. L’ospedale dei ‘poveri’, visto che riceve anche i clandestini che chiedono di essere medicati. Si riunisce ai suoi compagni nelle ‘camerate’ fredde dell’ambasciata somala occupata. “Ha una brutta ferita da proiettile che va curata periodicamente – dice Maurizio Calò, presidente dell’associazione Migrare – fortuna che in questo posto, oggi chiuso alla visite abbiamo trovato un’infermiera che anche se non in servizio si è prestata a medicarlo”. Il ragazzo ha tutti i documenti in regola, compresa la tessera sanitaria, ma non sa che diritti gli sono riconosciuti, nessuno glielo ha mai spiegato.

Il Fatto quotidiano segue da settimane la vicenda dei 150 profughi della guerra civile che si sono accampati nell’ex ambasciata somala nella zona della via Nomentana. Elegante strada dove vi sono molte delle lussuose sedi diplomatiche estere. Tate e mamme di una esclusiva scuola privata svizzero-tedesca che è sullo stesso tratto dell’ambasciata occupata, passano dall’altra parte del marciapiede. “Questa gente è dignitosissima, specie i somali, che anche in condizioni di emergenza – continua l’avvocato Calò – riescono a curare il proprio igiene, fanno l’impossibile, lei stenterà a crederci, io ho trasportato nella mia auto per ore questo ragazzo, bene io non ho sentito un odore sgradevole. E’ da queste cose anche che si misura il grado di emancipazione di un uomo”.

Shukri Said, somala anche lei dell’associazione Migrare, trapiantata a Roma, sanguigna, passionaria, fa la spola qui tutti i giorni, non si perde d’animo. “Pochissimi giorni fa c’è stata una visita ricognitiva di una delegazione dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr)” si scalda la donna  “e hanno espresso profonda preoccupazione per le condizioni di degrado. Al dì sotto, riporto testuale, ‘di ogni minimo standard accettabile‘”. Senza acqua, riscaldamenti, due bagni in tutto e inagibili. Fanno su e giù con la Caritas di via Marsala, zona della stazione Termini.

Sono tutti rifugiati che avrebbero diritto a entrare nei programmi d’inserimento per i quali l’Italia prende generosi fondi europei affinché possa farli integrare: dandogli un lavoro e una sistemazione adeguata. Il cellulare dell’avvocato Calò squilla, è un amministratore locale di un paesino nell’alto Piemonte, “forse ha trovato – dice l’avvocato – una sistemazione per almeno tre di loro”. Sono ragazzi che hanno i documenti in regola. Uno di loro tira fuori tutti la patente presa in Italia, un altro tira fuori la tessera sanitaria. Documento di cui, in molti casi, i rifugiati non conoscono neanche il valore. “Sono persone, accolte da questo paese, ma nessuno fa nulla per loro. Alcuni di questi sono sbarcati a Crotone – alza la voce Said – gli è stato dato un foglietto con l’indirizzo: via dei Villini, questa è la tua residenza. Fine”. Eppure il nostro Paese dispone di circa di 27 milioni di euro l’anno per la sistemazione di rifugiati e profughi.

E’ l’Anci, l’associazione nazionale dei comuni italiani, a gestire una parte cospicua di questi fondi ma le liste di attesa sono infinite e andrebbe rivisto, come chiedono oramai molti sindaci italiani, sia di centrosinistra che di centrodestra, da Alemanno a Zanonato, tutto il sistema dell’accoglienza in Italia. Il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati oggi ha a disposizione tremila posti. Disseminati in 130 comuni in tutta Italia. “Il problema grande è che il problema viene sottodimensionato – osserva Said – abbiamo liste d’attesa molto lunghe, alcuni di questi ragazzi sono in attesa da sette anni”. Restano così fuori dal programma d’inserimento circa 44 mila persone (fonte Migrare.eu).

“Oggi in Italia abbiamo diversi sistemi paralleli di accoglienza e per i richiedenti asilo e per i rifugiati – osserva Calò – con costi diversissimi e che si potrebbero ottimizzare. Pensate a tutte le caserme militari abbandonate e come potrebbero essere reimpiegate e con quali risparmi?”.

Ilfattoquotidiano.it è andato a leggersi le graduatorie provvisorie del ministero dell’Interno appena approvate delle domande degli enti locali ammessi alla ripartizione del fondo nazionale per le politiche ed i servizi dell’asilo. Graduatorie divise in tre categorie: quelli affetti da disagio mentale, quelli vulnerabili e quelli definiti ordinari. Complessivamente sono state presentate 208 domande di contributo, 151 delle quali sono state ammesse provvisoriamente al finanziamento. Progetti che dovrebbero garantire l’accoglienza di 3 mila persone. Ma se si va a leggere la graduatoria provvisoria dei richiedenti asilo della lista ‘ordinari’ si scopre, ad esempio, che saranno erogati al comune di Torino per 50 posti, poco più di un milione e 100 mila euro ma per gli stessi posti il comune di Modena spenderà quasi la metà.

Fonte: ilfattoquotidiano.it - Autori: Lorenzo Galeazzi e David Perluigi

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By Admin (from 07/01/2011 @ 12:00:00, in en - Video Alert, read 1944 times)

Now residents, J.D., Elliot and Turk wish they had more responsibility. Meanwhile, Carla tries to convince Dr. Cox that he still loves Jordan, however he is distracted by Dr. Kelso's order to introduce him at a congratulatory conference, which he quickly refuses.

 

The new residents get their wish when they have a night shift without Dr. Cox or any attendings to fall back on. This scares them but after a pep talk by Carla, they decide to start working. One patient, a police officer injured in a pursuit, in particular shows no signs of improvement or failure so the unanimous decision is to wait and see if he needs surgery. Turk is constantly called to the clinic, with quite a lot of odd cases to go through and J.D. gets to work on other patients. Elliot is sent all the patients by an aloof ER Doctor.

 

When Dr. Cox watches Jordan sleep, he realizes Carla was right and sneaks back into the hospital to talk about this with Carla, while hiding from the residents. Upon getting home, he tells Jordan about his feelings and she tells him that their casual-sex relationship is ruined, and that she doesn't want to watch him destroy himself again over his disdain for people. Dr. Cox convinces Jordan to give him another chance and Jordan agrees on the condition that he gives the speech honoring and introducing Dr. Kelso.

 

After an hour and still no improvement on their patient, Carla lectures them on how they always whine about having no responsability yet get scared when they are left alone. The three opt for surgery and are now confident enough to finish their shifts.

 

When Dr. Cox walks up to the podium, he realizes he can't change and refers to Bob Kelso as the devil, the audience assuming it as a joke but Jordan leaves after seeing no evidence of him changing.

As Turk, Elliot, J.D. and Carla leave the hospital after their first independent night shift, Carla tells another nurse that she switched shifts to look after her friends.

Read more: http://scrubs.wikia.com/wiki/My_Nightingale#ixzz14hZfDbbb

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By Admin (from 07/01/2011 @ 10:00:02, in ro - Stiinta si Societate, read 1674 times)

 Privit, in urma cu nu multa vreme, drept o ipoteza desprinsa din romanele science-fiction ale lui Asimov sau Clarke, turismul spatial a devenit in ultimii ani o realitate incontestabila. Deocamdata, pretul calatoriilor in jurul Pamantului este prohibitiv pentru majoritatea oamenilor, in conditiile in care la ora actuala exista o singura companie in bransa, cea a magnatului britanic Richard Branson, care utilizeaza insa exclusiv tehnologie americana. Dar foarte probabil ca initiativa concernului european EADS Astrium, de a lansa propriile vehicule spatiale destinate turismului va genera o concurenta serioasa in domeniu, situatie din care clientii nu vor avea decat de castigat...

Dupa cum se stie, EADS Astrium reprezinta cel mai important constructor european de rachete si sateliti, fiind, printre altele, si proprietarul companiei Airbus. Departamentul de Transport Spatial al acestui concern a prezentat publicului, la Salonul Aeronautic de la Paris, care se desfasoara chiar in aceste zile, prototipul rachetei Phoenix, destinata exclusiv turismului spatial.

Racheta, similara ca forma cu cele trimise in Cosmos de NASA, fiind deci reutilizabila, va avea o lungime de circa 60 metri si o anvergura a aripilor de aproape 18 metri. Prototipul prezentat la expozitia de la Paris a avut dimensiuni de sase ori mai mici decat cele estimate de constructori pentru racheta propriu-zisa. Navigand cu o viteza de 4800 km/ora, racheta isi va transporta pasagerii, in doar cateva minute, in afara atmosferei terestre, la 100 km altitudine, de unde acestia vor savura o priveliste superba a planetei albastre, aflandu-se, pentru aproape zece minute, in stare de imponderabilitate.

Pretul biletului? Un chilipir!

 Initiativa firmei EADS Astrium i-a luat oarecum prin surprindere pe concurentii americani si rusi, dat fiind faptul ca marele concern se specializase pana acum doar in misiuni fara echipaj uman. Deja pe 8 mai 2004, prototipul Phoenix a fost lansat cu succes de la 2400 metri altitudine, dintr-un elicopter, si a aterizat cu precizie si fara incidente, dupa un zbor dirijat prin satelit.

Testul, desfasurat pe aerodromul de la Kiruna, la 1240 km de Stockholm, a vizat portanta aeronavei spatiale si specialistii de la laboratoarele EADS Astrium din Bremen au in proiect lansarea navetei de la o inaltime de 10.000 metri, dintr-un balon. Versiunea finala a vehiculului va trebui sa pluteasca de la o altitudine de 129 kilometri! Constructorii spera ca pretul foarte scazut, pe langa cel practicat de concurentii de la compania lui Branson – 200.000 dolari, comparativ cu peste 1 milion – va atrage un aflux de clienti, dornici ca, incepand cu anul 2009, cand se prefigureaza zborul inaugural, sa vada Pamantul din spatiu...

GABRIEL TUDOR - magazin.ro

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By Admin (from 07/01/2011 @ 08:00:35, in it - Scienze e Societa, read 2706 times)

Se ne sta appollaiato a 1209 metri di quota, immerso nella Selva Romanesca, a vegliare sul confine tra la Toscana e l’Emilia: è Piandelagotti, mite borgo appenninico in provincia di Modena, conosciuto sin dal Medioevo per la leggendaria “Fonte del Silvano” e oggi meta estiva e invernale di innumerevoli visitatori. Il paese è frazione di Frassinoro, in modenese “Frasnor”, comune di circa 2mila abitanti appartenente all’Unione di Comuni Montani Valli Dolo, Dragone e Secchia, con capoluogo a Montefiorino. Benché i panorami montani, qui, non siano imponenti e giganteschi come quelli delle Alpi, gli scenari dell’Appennino modenese reggono bene il confronto: ogni stagione ha in serbo un’orchestra commovente di colori, luci e profumi, dalle tinte delicate della primavera alle pennellate accese dell’autunno, fino allo splendore dell’estate e il fascino glaciale dell’inverno.

 

In effetti il clima e le stagioni abbelliscono Piandelagotti ogni volta con un abito diverso, che consente ai visitatori di apprezzare ora le passeggiate rilassanti, ora gli sport invernali sulle distese innevate delle vette più alte, ma anche qualche piccola meraviglia storico-culturale. Qui le condizioni climatiche sono sempre abbastanza piacevoli: le temperature medie di gennaio, il mese più freddo, vanno da una minima di -3°C a una massima di 1°C, mentre in luglio, il mese più caldo, si passa dai 13°C ai 22°C. Questi valori miti, uniti alla scarsità delle precipitazioni, invitano in ogni momento dell’anno ad apprezzare la vita all’aria aperta.

 

In effetti le attività che si possono praticare durante una vacanza a Piandelagotti sono molteplici: il trekking, le pedalate in mountain bike, le gite a cavallo o semplicemente le camminate lungo i sentieri spettacolari del vicino Parco del Frignano, sono i passatempi preferiti per chi conosce questi luoghi magici. E’ emozionante e salutare allo stesso tempo ripercorrere le orme degli antichi etruschi, dei romani o dei pellegrini medievali che transitavano in questi boschi dirigendosi verso Roma. Di recente ideazione è anche una splendida area destinata all’orienteering, una disciplina nordica di grande fascino sempre più diffusa nelle zone montuose e boschive d’Italia.

 

Chi ama gli sport invernali troverà il Centro Fondo Boscoreale, che in estate ospita un bel maneggio a pochi chilometri dal cuore del paese, ma con il freddo si trasforma in uno scenario innevato tutto da esplorare. In un totale di 50 km di piste si può praticare lo sci di fondo, ma c’è anche la possibilità di scivolare con le slitte trainate dai cani, o di sperimentare la bellissima pista illuminata di notte, per ammirare la neve illuminata dalle stelle. Lo sci di fondo è un’attività che si intona all’indole del luogo: si tratta di una disciplina dura ma affascinante, a basso impatto ambientale e rispettosa della fauna e della flora appenniniche, che permette di conoscere paesaggi splendidi. Un reticolo di sentieri, che si allungano dalla Toscana all’Appennino Reggiano, vi condurrà in un percorso emozionante. Il comprensorio sciistico Frassinoro-Piandelagotti, soprannominato “Il Paradiso del Fondo”, ha ospitato a partire dal 2004 i Campionati Italiani Assoluti e Cittadini di Sci di Fondo, con un programma ricchissimo di eventi e manifestazioni collaterali.

Ma non si deve fare l’errore di sottovalutare il piccolo borgo di Piandelagotti, considerando soltanto la parte legata allo sci e alle escursioni: la cittadina ha un’anima vitale e appassionata, che si esprime attraverso tanti eventi culturali e popolari, feste e tradizioni che sfidano i secoli. Nei mesi di giugno e settembre il paese mostra la sua vena artistica trasformandosi in laboratorio musicale d’eccezione: in questi periodi, infatti, un autorevole Corso Internazionale di Violino fornisce a numerosi giovani violinisti di tutto il mondo di raffinare la loro tecnica, e di esibirsi sotto la guida di maestri professionisti.

 

Non mancano poi gli appuntamenti avventurosi, come la Ciaspolata notturna di San Valentino, con partenza la sera del 13 febbraio, oppure le occasioni tradizionali come la celebre Via Crucis Vivente, che si tiene da molti anni nel periodo pasquale. Ogni festività è addolcita e insaporita dalle specialità culinarie della zona, che accostano ricette emiliane e toscane dando vita a un connubio irresistibile.

 

Per raggiungere Piandelgotti ci sono diverse possibilità. Chi viaggia in auto e viene da Bologna può prendere l’Autostrada del Sole A1/A22 e uscire a Modena Nord, inserendosi sulla tangenziale verso Sassuolo e seguendo le indicazioni per Passo delle Radici sulla SS 486. Chi viene da Milano deve percorrere l’Autostrada del Sole A1 e uscire a Reggio Emilia, procedere in direzione Scandiano/Sassuolo e seguire le indicazioni per Passo delle Radici. Chi preferisce il treno può scendere alla stazione di Sassuolo, mentre gli aeroporti più vicini sono quelli di Bologna, Firenze e Pisa, rispettivamente a 106 km, 118 km e 119 km.

Fonte: ilturista.info

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