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 Trilingual World Observatory: italiano, english, romānć. GLOBAL NEWS & more... di Redazione
   
 
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 

BUCAREST - I corpi dell’ex dittatore romeno, Nicolae Ceausescu, e della moglie Elena, giustiziati oltre 20 anni fa e sepolti in un cimitero di Bucarest, sono stati esumati per prelevarne alcuni resti e permettere l’analisi del Dna. L’obiettivo è quello di verificare l’identità dei due cadaveri. Lo ha riferito un responsabile del cimitero. Nicola Ceausescu ha diretto la Romania con il pugno di ferro dal 1965 al 1989.

L'ESECUZIONE NEL 1989 - Dopo una serie di manifestazioni di strada, con centinaia di morti tra i dimostranti, nel dicembre del 1989 il dittatore e la moglie sono stati costretti alla fuga. Arrestati e sottoposti a un processo sommario, sono stati giustiziati il 15 dicembre 1989. Secondo le autorità romene, i loro corpi sono sepolti nel cimitero di Ghencea a Bucarest.

Fonte: corriere.it

Il riassunto del processo Ceausescu e l'esecuzione il 25 dicembre 1989.

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By Admin (from 21/07/2010 @ 10:19:14, in it - Scienze e Societa, read 1129 times)

Il giro del mondo su un aereo solare.


L'avventuriero svizzero Bertrand Piccard ha sognato per anni di diventare il primo uomo a compiere il giro del mondo a bordo di un velivolo solare. Con la presentazione del prototipo di Solar Impulse, che ha necessitato 6 anni di lavoro, il sogno di Piccard è diventato un po' più reale. ( Fonte: Julie Hunt, SF1/ swissinfo.ch)

 
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By Admin (from 20/07/2010 @ 13:26:57, in it - Osservatorio Globale, read 1484 times)

 Sono iniziati i lavori per la costruzione della torre 3 del nuovo World Trade Center. Si tratta del primo grattacielo dei quattro che dovranno essere costruiti dalle Silverstein Properties all'interno del sito del World Trade Center.

"Questo è un momento emozionante", ha dichiarato Janno Lieber presidente del World Trade Center Properties, "ora abbiamo l'intero sito del World Trade Center in costruzione".

Il progetto dovrebbe essere completato in quattro anni. La prima cosa che si andrà a realizzare saranno le vie di fuga, un piano di evacuazione per rendere il complesso il più sicuro possibile, e una volta conclusa questa parte si potrà allora pensare alla realizzazione delle fondamenta dove sorgerà l'edificio.

Non si sa bene quanto tempo occorrerà per la realizzazione di questa sezione, ma nel corso della conferenza stampa Lieber ha sottolineato il fatto che il grattacielo sarà pronto entro dicembre 2014, mentre l'apertura della Torre 4 è prevista per il 2013.

La Torre 3, vincolata a destra da Greenwich Street, ad est da Church Street, a nord da Dey Street e a sud da Cortlandt Street, sorgerà proprio al centro del complesso del World Trade Center. Avrà 54 piani di uffici in una superficie di quasi 800.000 metri quadrati. Tra il piano terra e il terzo piano saranno realizzati spazi commerciali. La torre è dotata inoltre di una particolare struttura rinforzata con colonne di cememto armato e travi d'acciaio.

Il valore del complesso una volta terminato si aggirerà intorno al miliardo di dollari.

L'ingresso si troverà al 175 di Greenwich Street, con vista sull'intero memoriale del World Trade Center.

In seguito all'annuncio dei tempi di realizzazione sono parecchi i commenti negativi che paragonano i lavori della Torre 3 a quelli dell'Empire State Building. "Quattro anni per costruire un grattacielo di 50 piani sono troppi", commenta Anthony, "l'Empire State Building, il doppio dei piani, è stato realizzato in poco più di un anno ed erano gli anni '30". "Bisogna però considerare che adesso si stanno rispettando degli standard che nel 1930 non vennero neanche presi in considerazione", ribadisce Simon, "durante la costruzione dell'Empire State Building non c'erano sindacati, standard di sicurezza e non dimentichiamoci della morte di alcuni operai.

Commenti a parte, la cosa importante è comunque il progredire dei lavori che, magari anche se lentamente, stanno riportando alla vita Lower Manhattan.

Fonte: nyc-site.com; Autore: Giampietro Dedola

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By Admin (from 20/07/2010 @ 10:16:07, in it - Scienze e Societa, read 1013 times)

La cremagliera più ripida del mondo per scalare il Pilatus.


Il tragitto che dalle sponde del lago dei Quattro Cantoni, nella Svizzera centrale, porta in cima al monte Pilatus (2'100 m) non è soltanto panoramico, ma pure unico nel suo genere.

Con una pendenza massima del 48%, la ferrovia a cremagliera del Pilatus è la più ripida del mondo. Raffaella Rossello di swissinfo.ch ha accompagnato il macchinista nella cabina di comando.

 
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Buongiorno a tutti, siamo a Palermo, all’Hotel delle Palme, ieri sera abbiamo presentato il film in Dvd curato da Marco Canestrari che è qua dirimpetto a me dietro alla telecamera e Salvatore Borsellino, su Paolo Borsellino e si intitola “Via d’Amelio una strage di Stato”.

Via D'Amelio, strage di Stato.

Oggi è il 18° anniversario della strage di Via d’Amelio e non possiamo che parlare di questo argomento, argomento che trovate sui giornali di stamattina con dei titoli sulla delusione o sul fallimento delle manifestazioni di ieri per la vigilia dell’anniversario, in realtà non c’è stato nessun fallimento, c’è stato un corteo silenzioso al Castello Utveggio, il Castello da cui, secondo molti esperti, partì prima l’osservazione del momento in cui Borsellino si avvicinava alla pulsantiera dei citofoni di casa di sua madre e in quel momento partì poi l’input elettronico per la detonazione dell’intera piazza.


La nuova lettera di Vito Ciancimino.

Dice: il regime sta tentando il suo capolavoro finale l’operazione gattopardesca, cambiare tutto perché non cambi nulla, infatti Ciancimino è servito per catturare Riina e per poter esibire il trofeo della testa di Riina e intanto dietro quella testa si nasconde il fatto che lo Stato si è affidato nelle mani di Provenzano, non ha perquisito il covo di Riina, non ha voluto trovare le prove della trattativa.

La trattativa c'è stata .

Se questa lettera sarà dimostrata autentica e avrà la datazione che si pensa che abbia, è un documento dell’epoca, di pochi mesi dopo quei fatti in cui Vito Ciancimino tenta di dire al Presidente del Consiglio che sta arrivando, finalmente un tecnico, quindi magari un po’ fuori dai giochi di potere dei governi politici e alla Commissione antimafia di Violante che non lo vorrà sentire mai, che lui sa e chi meglio di lui lo può sapere quando il Gen. Mori ha iniziato la trattativa.


Credo che questo sia il quadro che noi oggi possiamo fare, aspettiamo che i magistrati diano i nomi e i cognomi al trait d’union di quella trattativa e scoprano tutto quello che c’è da scoprire, ma il quadro di insieme di queste stragi l’abbiamo capito e credo che possa essere ben sintetizzato dal film che ieri sera è stato presentato dal movimento delle Agende rosse a Palermo e cioè “Via d’Amelio una strage di Stato” buona settimana, passate parola!

Fonte: BeppeGrillo.it

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By Admin (from 19/07/2010 @ 12:02:00, in it - Scienze e Societa, read 1373 times)
Alture di velluto verde costellate di fiori, spiagge dorate lambite dal turchese e cime aguzze spruzzate di neve: dalle postazioni panoramiche di Seborga, piccolo centro ligure in provincia di Imperia, sembra di poter abbracciare il mondo intero con un solo sguardo, tanto è variegato il paesaggio che si scorge in lontananza. In realtà si tratta semplicemente dello scenario costiero ligure, un concentrato fantastico di colline, città, montagne, borgate tranquille e spiagge rinomate.

Seborga è un agglomerato timido di casette popolate da meno di 400 abitanti, adagiato nell’entroterra tra Ospedaletti e Bordighera, e distante 46 km dal capoluogo. L’atmosfera che si respira nelle viuzze del centro è quella tipica dei villaggi antichi, infatti Seborga affonda le radici ancora prima del X secolo. Proprietà del conte di Ventimiglia, il paese venne acquistato dai monaci benedettini di Lerino, che ne diventarono i principi.

A proposito di principi, non si può visitare Seborga senza notare alcuni tratti originali, dovuti a una trovata che dagli anni Cinquanta del XX secolo ha fatto molto discutere gli abitanti del luogo e non solo. In quel periodo, infatti, alcuni cittadini iniziarono a rivendicare l’indipendenza del comune dalla Repubblica Italiana, in base all’antico status di principato e a un’ipotetica invalidità dell’annessione al Regno di Sardegna.

Nonostante l’Italia non abbia mai concesso tale indipendenza, i cittadini hanno dato vita a un Principato vero e proprio, con l’elezione di un principe per il governo, il conio di una moneta detta Luigino, e l’utilizzo di speciali targhe automobilistiche accanto a quelle tradizionali. Che si tratti di una convinzione reale o di una trovata pubblicitaria ben riuscita, studiata ad hoc per incuriosire i turisti, certo è che a Seborga si respira un’aria particolare, intrisa di tradizioni suggestive e appassionanti.

Ma l’aspetto più affascinante sono senza dubbio i monumenti del centro storico, ad esempio la splendida chiesa parrocchiale di San Martino. Collocata nel cuore del borgo, eretta tra il XVI e il XVII secolo, la struttura ha una facciata barocca restaurata di recente e un interno di dimensioni modeste, dotato di tre altari e opere d’arte pregevoli. Al di fuori della chiesa, a cingere il sagrato, ci sono gli eleganti archi a tutto sesto e l’ingresso al palazzo dei monaci, utilizzato come residenza durante i loro soggiorni a Seborga. Acquistato da un abitante del luogo nel 1607, l’edificio ospita oggi una residenza privata, e in una delle sale si può ancora ammirare la lastra di ardesia che reca l’iscrizione riguardante il conio delle monete locali.

Proprio nella parte bassa dello stesso palazzo, infatti, tra il 1666 e il 1686 si produssero le famose monete, di cui oggi rimangono pochissimi esemplari preziosissimi, fatti d’argento e incisi accuratamente su entrambi i lati. Su una faccia c’è il busto di San Benedetto, e sull’altra si vedono due rami di palma, una mitra, un pastorale, e una scritta in latino che si riferisce al Monastero di Lerino. Interessanti anche le antiche porte d’accesso a Seborga, che in origine erano quattro ma di cui soltanto tre si sono ben conservate: si tratta della porta San Martino, della porta San Sebastiano e della porta del Sole, mentre dell’ingresso a nord del paese restano soltanto gli antichi cardini.

Infine, disseminati per il paese, si possono vedere vari monumenti commemorativi, innalzati in epoche diverse: in un bel giardino all’entrata di Seborga c’è il monumento a Umberto I fatto costruire nel 1929 da sua moglie, la regina Margherita, che aveva soggiornato nel borgo; accanto all’oratorio di San Bernardo si erge in monumento agli Alpini caduti in guerra, mentre nella piazza dedicata ai martiri patrioti c’è una lapide per i partigiani morti tra il 1943 e il ’45.

Un ultimo buon motivo per conoscere Seborga è la sua indole vivace, che si manifesta soprattutto durante le feste e gli eventi culturali organizzati in paese nel corso dell’anno. Tra le occasioni da non perdere ci sono la Notte BiancAzzurra, la Festa del Principato, la Festa della Birra e la Festa patronale di San Bernardo che ricorre il 20 di agosto.

Il tutto si svolge in un’atmosfera ridente, nelle viuzze pittoresche del borgo, immerse in un clima piacevolissimo dai tratti mediterranei temperati. Estati calde ma allietate da una leggera brezza, inverni miti e precipitazioni scarse sono gli ingredienti per la vacanza perfetta: in gennaio, il mese più freddo, le temperature medie vanno infatti da una minima di 7°C a una massima di 13°C, mentre in luglio si passa dai 20°C ai 27°C. Le precipitazioni, scarse in estate, si concentrano tra ottobre e novembre, quando cadono in media 83-87 mm di pioggia mensili.

Per raggiungere Seborga si può scegliere tra diverse opzioni. Chi viaggia in auto deve percorrere l’autostrada A10 Genova-Ventimiglia e uscire a Bordighera, per poi seguire le indicazioni fino alla meta. Per chi preferisce il treno c’è la stazione del paese, situata in una postazione strategica in pieno centro storico, mentre gli aeroporti più vicini sono quelli di Villanova d’Albenga e Genova, rispettivamente a 82 km e 155 km. Ancora più vicino, ma in territorio francese, è l’aeroporto di Nizza, a soli 60 km da Seborga. ( Fonte. ilturista.info)
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By Admin (from 19/07/2010 @ 10:41:00, in it - Video Alerta, read 2199 times)

http://nova100.typepad.com/.a/6a00d8341c684553ef0120a584f94f970b-800wi

La madonna del terzo reich, opera di Giuseppe Veneziano, gira in italia da un po' [QUI altre interessanti opere dello stesso autore]. Lo scorso anno subiva la cacciata da Verona, con tanto di commento inorridito del sindaco Tosi, e ora se la ritrovano a Lucca, con un lasciapassare del sindaco del Pd, il quale dichiara di aver dato l'ok senza sapere a cosa (meraviglia delle abilità amministrative con gli occhi bendati), e con i commenti negativi del parroco locale e delle vittime dell'olocausto.

Cosa può voler dire questo quadro? Che Hitler in realtà era una specie di messia e che come il messia è finito in croce? Che Hitler è stato considerato un messia da istituzioni e da religiosi? Che Hitler è stato trattato con familiarità da istituzioni religiose a tal punto da meritarsi una postazione in braccio ad una delle icone più popolari tra i credenti? O è solo l'ennesimo tentativo di sdoganamento di un volto, un simbolo, che altrimenti sarebbe considerato apologia del nazismo e in questo caso può barricarsi dietro l'arte per invocare l'uso degli argomenti contro la censura?

Non lo sappiamo. Quello che sappiamo è che nell'arte italiana, vedi anche Max Papeschi, autore di quella donna/topo sacrificata sull'altare nazista, mai come in questo momento si sta usando la parola "provocazione" per giustificare uno sdoganamento che colpisce l'immaginario di tante persone e recupera "artisticamente" loghi dei quali evidentemente non riusciamo a liberarci.

Tutte le culture conservatrici si servono di stratagemmi di diffusione della propaganda nazista quali l'arte, la cultura, la satira, per insinuare, colpire, sdoganare, realizzare immaginari dove non sarebbe possibile farlo in modo evidente, chiaro, diverso. Basta ricordare il grosso investimento sulla comunicazione, gli artisti, la cultura, gli intellettuali che fecero Hitler e Mussolini. Tutti metodi che regalano appeal, finanche un tocco di santità, al nazismo invece che ridicolizzarlo.

Non ci interessa se questa opera, in particolare, sia blasfema o no. Ci interessa che quel simbolo possa essere giudicato offensivo anche quando lo vediamo sugli spalti dei campi di calcio, per le strade di quella verona retta da Tosi, nelle sfilate milanesi dell'estrema destra, nei servizi fotografici fashion-nazi in cui giornalisti e giornaliste sedicenti di sinistra vanno a curiosare per guardare più da vicino un bicipite o un tricipite di svastica guarnito.

Ci interessa che la cultura nazista sia considerata una cattiva cultura nelle leggi che determina, nel pensiero unico che costruisce, nelle dittature che realizza, prescindendo dai simboli. Perchè i simboli cambiano ma il nazismo resta sempre uguale.

Ps: che sarebbe successo se in braccio alla madonna un artista avesse piazzato un partigiano con la bandiera della resistenza italiana? Cosa succederebbe se cominciassimo anche noi a usare la parola "provocazione" per veicolare simboli e pensieri, tutti legittimi, che secondo alcuni - potere del revisionismo fascista - dovremmo perfino vergognarci di esporre? A partire dal femminismo che esattamente come il pacifismo coltiva eguaglianza tra i generi...

Fonte: femminismo-a-sud.noblogs.org

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By Admin (from 19/07/2010 @ 10:11:25, in it - Scienze e Societa, read 1286 times)

Viaggio sul tetto d'Europa.


Lo Jungfraujoch, a 3'454 metri sul livello del mare, è raggiungibile con la ferrovia più alta d'Europa. Dalla cima la vista si estende fino alle vette della catena montuosa delle Vosges, in Francia, e alla Foresta nera in Germania.

Dallo Jungfraujoch si può anche ammirare l'Aletsch, il ghiacciaio più lungo d'Europa.(Fonte: Julie Hunt/ swissinfo.ch)

 
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By Admin (from 18/07/2010 @ 12:00:28, in it - Scienze e Societa, read 3002 times)
Chi scivola sull’autostrada da un lembo all’altro della Liguria, con il mare da un lato e le montagne dall’altro, ha l’impressione di scorrere con gli occhi un nastro continuo di bellezze concatenate, che si materializzano sotto forma di borgate pittoresche, spiagge e scogliere a picco sul mare. Nella Riviera di Ponente, tra le serre variopinte dei floricoltori, si rimane rapiti di fronte a un borgo pittoresco, che ricopre completamente una montagnola affacciata verso le onde, dominato da una chiesa imponente. E’ Porto Maurizio, che insieme ad Oneglia costituisce una delle due parti in cui è suddivisa la città di Imperia.

Comune autonomo fino al 1923, quando venne accorpato alla località adiacente creando l’attuale capoluogo provinciale, Porto Maurizio è un antico borgo fortificato che dalla collina scivola sino al mare, abbracciando ambienti diversi e variopinti, intrisi di atmosfere mediterranee con un tocco di verde e roccia. La parte più bassa del paese è dominata ovviamente dal porto, con le sue imbarcazioni a riposo e il via vai dei pescatori all’opera, ma anche dalle suggestive spiaggette che si susseguono sul litorale ligure per la gioia dei turisti amanti del mare.

Inoltrandosi invece nel cuore antico del paese si scoprono notevoli testimonianze storico-artistiche, che raccontano il ricco passato di questo borgo di mare. Straordinario è il Duomo, iniziato nel 1781 ad opera di Gaetano Cantoni, caratterizzato dalle linee auliche e preziose del neoclassico precedente alla rivoluzione francese, e terminato soltanto nel 1831. Le ampie cappelle laterali, di forma circolare, disegnano delle navate movimentate, creando un edificio originale e sorprendente, unico nel suo genere.

A destra della Cattedrale si estende il centro storico, di piccole dimensioni ma di grande fascino, costellato di edifici e scorci interessanti. Percorrendo un ampio vicolo costeggiato di palazzi medievali si raggiunge l’archivolto “della Tina”, da cui si accede all’antica cinta muraria. Continuando sul medesimo viottolo si percorrono gli spalti della cerchia cinquecentesca, sino al bastione cosiddetto “delle Erbe” su cui si affaccia piazza Raineri.

Dopo poco si giunge all’oratorio di San Pietro, con l’elegante loggiato a tre arcate, e dal vicolo sul lato della costruzione si sbocca sulla via San Leonardo, un tempo chiamata “carruggio dei soldi” perché dominata da vari edifici monumentali sei e settecenteschi appartenenti a personaggi facoltosi. In fondo alla strada si possono ammirare i palazzi Gandolfo e del Capitano, mentre il palazzo Lercari-Pagliari si erge in una piazzetta graziosa su un piano sopraelevato, con un’elegante loggia medievale ad archi acuti.

Passeggiando ci si sposta sul lato cittadino rivolto al mare, dove ci si imbatte nell’oratorio di San Leonardo e nel convento di Santa Caterina, con il loggiato affacciato al panorama costiero.

Per conoscere davvero lo spirito di Porto Maurizio non è però sufficiente un esplorazione del centro, né una sosta rilassante sulle spiagge o gli scogli: per apprezzare al meglio il folclore del luogo vale la pena di partecipare a una delle manifestazioni popolari organizzate nell’arco dell’anno, in particolare alle tradizionali celebrazioni della Settimana Santa. Rimaste inalterate col passare dei secolo, iniziano il Giovedì Santo con i cosiddetti Sepolcri, che ricordano l’Ultima Cena, quando in tutte le chiese del centro gli altari vengono agghindati di fiori e ortaggi colorati. La sera del giovedì c’è una solenne processione, accompagnata dai canti a cappella in latino, mente il Venerdì Santo, nel Duomo debitamente allestito, si rievoca la Deposizione di Cristo.

Per raggiungere Porto Maurizio si possono valutare diverse possibilità. Chi viaggia in auto, che provenga da Genova o dalla Francia, può percorrere l’Aurelia oppure l’Autostrada dei Fiori A10 Genova-Ventimiglia, uscendo allo svincolo di Imperia Ovest-Porto Maurizio. Per chi preferisce il treno la stazione di Porto Maurizio è una delle due stazioni ferroviarie di Imperia, mentre l’aeroporto più vicino è quello di Villanova d’Albenga. A breve distanza ci sono i più importanti scali di Nizza (Francia) e di Genova. In alternativa si può raggiungere la cittadina via mare, attraccando proprio a Porto Maurizio.

Giunti a destinazione si assapora immediatamente il clima piacevole della Liguria, di tipo mediterraneo, con temperature sempre miti e tante giornate di sole. I valori medi di gennaio, il mese più freddo, vanno da una minima di 5°C a una massima di 11°C, mentre in luglio, il mese più caldo, si passa dai 21°C ai 27°C. Le precipitazioni, scarse in estate, si concentrano in primavera e in autunno, quando piove in media per 8 giorni al mese. ( Fonte: ilturista.info)
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Donne, politica e cittadinanza: storia dei movimenti sociali.


Brigitte Studer è professoressa di storia svizzera e storia generale contemporanea all'Università di Berna e si dedica allo studio della storia dei sessi, della cittadinanza, della formazione dell'identità collettiva e della storia sociale.

La ricercatrice di origine mira a un rinnovamento della storia politica, ma insiste nel sostenere che la politica è interessante solo se inserita in un contesto sociale e culturale. (Fonte: Sciencesuisse/ serie nazionale della SRG SSR idée suisse)

 
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By Napasechnik
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