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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
By Admin (from 29/09/2010 @ 10:18:57, in it - Scienze e Societa, read 2420 times)

Il turismo in Lombardia non è solo uno slogan coniato per promuovere le bellezze naturali della regione ma un settore in espansione come testimoniato dalle cifre che la Camera di Commercio di Milano ha calcolato in un approfondimento sull’industria lombarda dell’ospitalità.

 

Una regione che, pur non avendo l’apporto del mare, rappresenta 1/12 delle imprese turistiche del Belpaese, ponendosi come valida alternativa anche nelle vacanze estive, quando la spiaggia (di mare) recita la parte di protagonista assoluta.

 

Difatti la Camera di Commercio ha contato in Lombardia 3.260 strutture ricettive operative sul territorio, la cui presenza è in crescita del +2,5% su base annua.

 

Nella dinamica interna, tra le diverse tipologie, ha compiuto un vero e proprio balzo il Bed and Breakfast, o strutture simili, comunque indirizzate tipicamente ad un soggiorno di breve durata, la cui performance in termini di crescita di unità è pari al +13%. Ma sono cresciuti anche gli ostelli della gioventù e i rifugi di montagna, del +1,9% e gli alberghi dello +0,9%.

 

Calano di intensità i villaggi turistici, -4,3% e le aree di campeggio, dello -0,6%.

Milano conferma il suo potenziale turistico con le sue 850 imprese ricettive che rappresentano il 26,1% delle imprese del settore in Lombardia ma, soprattutto, il 2,5% sul totale Italia. E gli esercizi turistici del capoluogo lombardo risultano anche in crescita, su base annua, del +5,5%.

 

La miglior performance, in tal senso, si registra nella provincia di Lodi, dove il passaggio da  21 a 23 imprese turistiche origina una crescita del +14,3%. Ma i big della Regione, dopo Milano, sono le provincie di Brescia, che conta 728 imprese ricettive, in crescita del +3,6% e Sondrio, con le sue 484 imprese, stabile sull’anno scorso.

Fonte: milanoweb.com - Autore: Vito Losasso

 
By Admin (from 30/09/2010 @ 08:30:17, in it - Scienze e Societa, read 2415 times)

Parte dalla posizione eretta e punta a creare equilibrio tra mente e corpo: è il Tai Chi, una pratica derivante dalle arti marziali cinesi ed elaborata tra il 1800 e il 1900 dalla famiglia Yang. Recenti studi scientifici hanno dimostrato che questa "sorta" di ginnastica è migliore dello stretching nella sintomatologia della fibromialgia, una patologia difficile da diagnosticare in quanto si basa su sintomi descritti direttamente dal paziente.

 

Dolori muscolari diffusi, stanchezza cronica, disturbi del sonno e depressione sono le avvisaglie che riconducono i medici a questa sindrome, per la quale non esiste una terapia specifica. Generalmente per la cura vengono prescritti miorilassanti, antidepressivi e integratori alimentari, ma non sempre con il dovuto "successo". Per tale motivo la ricerca di strade alternative è continua.

 

Ed è proprio dalla Cina che arriva la risposta, in quanto il Tai Chi fa leva su diversi aspetti, a partire dalle componenti psicologiche, sociali e spirituali, oltre ad essere una pratica facile da apprendere, in quanto consiste in movimenti molto lenti e continui.

 

Il Tai Chi si basa sul principio dell'armonia dei 5 elementi della medicina cinese tradizionale, ossia il legno, il fuoco, la terra, il metallo e l'acqua, che sono simbolicamente collegati ai nostri organi. Proprio partendo da tale armonia questa sorta di ginnastica cinese migliora l'equilibrio tra il corpo e lo spirito, tra la persona e il mondo esterno, arricchendo così la componente fisica con un'azione di meditazione che allevia i sintomi depressivi.

Fonte: milanoweb.com - Autore: Caterina Bigliardo

 
Il nome del comune, Monte Isola, è anche quello dell’area geografica, ed effettivamente rende bene l’idea di questo paesaggio magico, che costituisce un piccolo mondo a sé stante: siamo nel cuore della Lombradia, al centro del Lago d’Iseo, dove affiora questo cucuzzolo pittoresco ricoperto di vegetazione rigogliosa, popolato da meno di duemila abitanti disseminati nelle varie borgate. Monte Isola non è infatti un solo paese, ma piuttosto una vera e propria costellazione di villaggi minori, che presi tutti insieme danno vita a un piccolo paradiso circondato dall’acqua, immerso in una natura magnifica e intriso di atmosfere senza tempo, dove regnano la quiete e il gusto delle piccole cose autentiche. Non è difficile capire come mai il comune sia entrato a far parte del clud dei Borghi più belli d’Italia.

Si tratta della seconda isola lacustre naturale più estesa d’Europa, dopo Visingso in Svezia, ma i nuclei abitati restano comunque a misura di bambola, e ad accrescere ulteriormente l’aria tranquilla del luogo concorre il divieto assoluto di circolare con veicoli a motore, ad eccezione dei motocicli appartenenti ai cittadini. Un silenzio rassicurante, dunque, regna sull’isola, ma a tendere bene l’orecchio si apprezzano il canto degli uccelli, il fruscio delle chiome degli alberi e il sussurro dolce delle acque del lago, quando vengono increspate da un alito di brezza. Magica è la vegetazione, costituita in gran parte da ulivi nodosi, con le chiome argentee e quell’aria mediterranea così particolare per la zona in questione. Nelle alture tutt’intorno prosperano invece le specie arboree tipiche delle Alpi, a formare le grandi foreste che da sempre hanno servito l’economia dei villaggi nella zona. Ad esempio a Monte Isola non è raro vedere gli archi di legno che tradizionalmente venivano utilizzati per far seccare al sole i persici e le alborelle, prima di servirli nelle trattorie dell’isolotto. L’usanza di esporre il pesce al sole sopravvive anche nel cognome Archetti, il più diffuso nel territorio comunale.

A proposito di pesca: fino agli anni Settanta del Novecento Monte Isola deteneva un record interessante: era infatti uno dei maggiori produttori mondiali di reti da pesca. Benché ormai sia stato superato dalle industrie giapponesi, il villaggio mantiene vivo l’uso della pesca e accoglie i visitatori con un porticciolo pittoresco e accogliente, sempre animato. Chi sbarca sul pontile, nella frazione Porto, si trova di fronte a una schiera di casette antiche, a una graziosa chiesetta e alla villa Solitudo risalente al XVI secolo, ma avviandosi verso il centro del paese si scoprono ulteriori bellezze: per arrivare nel cuore del borgo ci si deve inerpicare lungo una via stretta e tortuosa, con i gradini in pietra consumati dal tempo, e si giunge così all’imponente Torre Martinengo e alla piazza del municipio.

Il Castello risale all’età del feudalesimo, e ammalia i visitatori con un disegno raffinato di archi, loggette e stipiti in pietra, abbelliti da grappoli di fiori variopinti. Continuando a salire si raggiunge la località Masse, a 400 metri di altitudine, percorrendo una vecchia strada acciottolata che all’altezza del crocicchio per Olzano presenta un grande masso di arenaria rossa e una “santella” dedicata alla Madonna. E’ qui che, secondo la leggenda, si incontravano le streghe per compiere il misterioso rito della sabba.

Masse è il centro meglio conservato, nonostante l’aspetto umile tipico dei borghi rurali: vi si possono ammirare la bella chiesa quattrocentesca di San Rocco, i palazzotti porticati, i cortili con i pozzi di mattoni e le abitazioni rustiche, costruite in pietra. Vale la pena di visitare anche Novale, che presenta i tratti tipici dei borghi montanari, e Peschiera Maraglio, che invece fu da sempre abitata dai pescatori. Qui c’è un suggestivo lungolago bordato di casette pittoresche, con i balconi fioriti, e l’edificio più importante è il Castello Oldofredi. Per completare il tour dell’isola si possono vedere Sensole, la località più amata dai turisti, e Cure, la frazione più elevata, ancora legata alle tradizioni campagnole di un tempo.

A proposito di tradizioni: Monte Isola si mostra agli ospiti attraverso le sue manifestazioni popolari, gli eventi e le feste culinarie, raccontando con allegria secoli appassionanti di storia. Tra le occasioni più rappresentative c’è la festa di Santa Croce, che ogni 5 anni si celebra in località Carzano nei primi giorni di settembre e ha origini antichissime, che probabilmente risalgono addirittura al Seicento. Da non perdere anche il famoso “Naèt d'or”, una competizione tra i vari paesi della zona che si sfidano a colpi di remi con le imbarcazioni tipiche del lago d’Iseo.

A rendere tutto ancor più godibile c’è il clima piacevole del lago, con temperature abbastanza miti in ogni periodo dell’anno. In gennaio, il mese più freddo, le temperature medie vanno da una minima di -2°C a una massima di 4°C, mentre in luglio si va dai 18°C di minima ai 29°C di massima. L’unico neo sono le precipitazioni, che per tutto l’anno variano tra i 60 e i 90 mm di pioggia al mese.

Raggiungere Monte Isola non è difficile, grazie ai collegamenti tra il porto di Sulzano e il porticciolo isolano. Per raggiungere Sulzano in auto, venendo da ovest, bisogna prendere la A4 per Brescia, uscire a Palazzolo, continuare verso Iseo-Valle Camonica sulla SS5140 fino a Sulzano. Se si arriva da est si deve prendere la A4 per Milano, uscire a Brescia Centro, e imboccare la tangenziale sud direzione Lago d’Iseo-Valle Camonica fino a destinazione. Chi invece arriva da sud percorrerà la A21 in direzione Piacenza-Brescia per poi uscire a BresciaCentro e prendere la stessa tangenziale. Se si opta per il treno si può raggiungere la stazione diBrescia e da qui prendere un treno per Sulzano, sulla linea Brescia-Edolo delle ferrovie del Nord. ( Fonte: ilturista.info)
 
By Admin (from 06/10/2010 @ 08:00:19, in it - Scienze e Societa, read 1377 times)

Albert Einstein non ha evidentemente bisogno di presentazioni. Scienziato rivoluzionario, icona pop, è stato omaggiato e ricordato un numero innumerevole di volte. L’autore scientifico e agente letterario John Brockman ha cercato di mettere insieme una testimonianza in qualche modo definitiva sullo scienziato tedesco, chiedendo a ventiquattro grandi scienziati contemporanei di scrivere qualcosa riguardo a lui: come lo vedono, cosa ha significato per loro, come ha cambiato le loro vite. Il libro si chiama “Einstein secondo me”, è edito da Bollati Boringhieri ed è uscito oggi in libreria.

 

L’introduzione di John Brockman
Quasi tutti i lettori conosceranno già piuttosto bene Albert Einstein, di cui abbiamo celebrato il centenario nel 2005. Non si tratta del centenario della nascita ma di quello del suo annus mirabilis, durante il quale pubblicò cinque articoli che modificarono per sempre la nostra percezione della realtà.

 

Riprendiamo i fatti essenziali: Einstein nacque il 14 marzo 1879 a Ulm, nel Württemberg, in Germania, e morì il 18 aprile 1955 a Princeton, nel New Jersey. I cinque lavori del 1905 sono la sua tesi di dottorato sulla determinazione delle dimensioni molecolari e altri quattro, più famosi, elencati qui nell’ordine in cui furono proposti per la pubblicazione agli «Annalen der Physik»: – sui quanti di luce e l’effetto fotoelettrico (Su un punto di vista euristico relativo alla produzione e trasformazione della luce, il saggio per il quale gli fu assegnato il Premio Nobel nel 1921); – sul moto browniano (Sul moto delle particelle sospese in liquidi in stato di quiete, alla luce della teoria molecolare del calore); – due articoli sulla relatività speciale (Sull’elettrodinamica dei corpi in movimento e L’inerzia di un corpo dipende dal contenuto di energia?, in cui appare la famosa equazione di materia ed energia, E = mc2).

 

Negli anni successivi a questa spettacolare produzione, Einstein si dedicò principalmente a incorporare la forza gravitazionale nella teoria della relatività, e nel 1916 pubblicò I fondamenti della teoria generale della relatività. In questo saggio e in quello dell’anno successivo, intitolato Considerazioni cosmologiche sulla teoria generale della relatività, cercò in un certo senso di spiegare l’universo stesso. In quest’ultimo articolo introdusse la costante cosmologica, poi da lui ripudiata come il suo «più grave errore» ma rivalutata oggi da alcuni cosmologi perché riesce a descrivere l’accelerazione dell’espansione dell’universo, una scoperta recente.

 

Einstein è chiaramente il personaggio più importante del ventesimo secolo. È diventato una vera e propria icona, al di là perfino (purtroppo, secondo alcuni) del suo genio scientifico. Pensiamo tutti di conoscerlo, pur vedendolo in modi diversi. Ho chiesto quindi agli autori che hanno collaborato a Einstein secondo me di rispondere alle seguenti domande: chi era Einstein per te? Che influenza ha avuto sulla tua visione del mondo, le tue idee, la tua scienza? Come ti ha ispirato da un punto di vista personale? Chi era il tuo Einstein? I ventiquattro autori dei saggi di Einstein secondo me sono tra i fisici teorici e sperimentali, gli storici della scienza e gli autori scientifici più brillanti al mondo. Ma questo libro non parla solo di fisica. È una collezione di scritti personali, un’opportunità unica di scoprire come giudicano l’eredità scientifica e filosofica di Einstein e la sua influenza sulla loro vita e opera.

E per me? Chi è Einstein?

Ricordo il momento in cui seppi della sua morte. Mi arrestai bruscamente davanti al titolo di un giornale in un’edicola nella metropolitana di Boston. Avevo quattordici anni. Fu un attimo devastante, in cui provai autentico dolore e senso di perdita. A quei tempi la mia famiglia si era già trasferita nella relativa pace e tranquillità dei quartieri residenziali, ma per i primi dieci anni di vita avevo dovuto imparare tattiche di sopravvivenza nell’«altra» Boston, a chilometri di distanza dalle eleganti barche a vela sul fiume Charles, la cupola d’oro brillante della State House su Beacon Hill, la bellezza serafica di Harvard, l’architettura audace del mit.

 

Crebbi a Dorchester negli anni quaranta. Era un quartiere duro, difficile, in cui, prima della Seconda guerra mondiale, padre Charles E. Coughlin, il famigerato «Radio Priest», sguinzagliava dei camioncini per le strade a diffondere le sue prediche antisemite. Quella campagna aveva contribuito a trasformare Dorchester in un terreno di battaglia tra i ragazzini irlandesi e quelli ebrei, in forte minoranza. I tre isolati che dovevamo percorrere a piedi per recarci alla William E. Endicott School su Blue Hill Avenue erano una corsa a ostacoli quotidiana. Mio fratello Philip, che aveva tre anni più di me, doveva difendersi e proteggere anche me. La sensazione di vulnerabilità era acuita dal fatto che i rappresentanti dell’autorità – che fossero insegnanti, tranvieri o poliziotti – si chiamavano sempre Flaherty, O’Reilly o McCormack.

Le risse in cui ci lasciavamo coinvolgere erano spesso accompagnate da una più generale lezione di storia: Philip e io scoprimmo di essere personalmente responsabili della morte della seconda persona della Santissima Trinità. Cercavamo di ragionare, ma nessuno dei nostri discorsi – Gesù era un rabbino, che pregava in ebraico in una sinagoga; sua madre assomigliava alla nostra, non alle loro – riusciva a fare breccia su quei bulletti infuriati. Avevamo però un’arma segreta, potentissima, che loro non avrebbero mai posseduto né capito. In più di un’occasione, vedendoci tornare a casa zoppicanti dopo l’ennesima zuffa, mia madre, mentre ci medicava i nasi sanguinanti e i graffi, ci consolava combattendo strenuamente ogni forma di bigottismo: «Ma guardateli! Cos’hanno, loro? Cuociono un prosciutto di domenica e lo mangiano per tutta la settimana! Gli uomini non si fanno il bagno! Le donne lasciano i neonati nelle carrozzine fuori dai bar! Guardate invece cos’abbiamo noi!» Gli occhi azzurri sprizzavano forza, certezza e orgoglio mentre ci curava le ammaccature. «Quello che abbiamo noi, non ce l’avranno mai. Abbiamo… Einstein!»

Mia madre aveva ragione. Avevamo Einstein con noi, durante i terrificanti anni di scuola e la scoperta della biblioteca pubblica. Era lui a permetterci di nutrire pensieri ambiziosi, di esplorare intellettualmente tutti gli angoli più remoti dell’esistenza. Di apprezzare, di adottare la vita dello spirito. Era sempre con noi. Avevamo Einstein; e ce l’abbiamo ancora.

 

Mio fratello Philip è diventato ricercatore in fisica ed è andato recentemente in pensione dopo una lunga carriera alla nasa. Ora è Distinguished Research Associate alla nasa e ha ricevuto l’Exceptional Service Medal. Per quanto riguarda me, oggi ho la fortuna di lavorare, e di avere stretto amicizia, con brillanti cosmologi, fisici delle particelle, teorici delle stringhe, tutti, in qualche modo, eredi di Albert Einstein. Potreste definirmi fortunato… ma forse la fortuna non c’entra. Sapete, questo era Einstein… Einstein secondo me.

Fonte: ilpost.it

 
By Admin (from 08/10/2010 @ 08:00:57, in it - Scienze e Societa, read 4925 times)

Ascoltavo la Gelmini in conferenza stampa mentre snocciolava le cifre degli insegnanti del suo ministero quando due numeri mi hanno colpito:
settecentomila e duecentoventinovemila. Il primo è il numero relativo agli insegnanti di ruolo e il secondo è il numero dei precari in Italia.


Mariastella Gelmini, insomma, è responsabile di un dicastero che dà lavoro a quasi un milione di insegnanti.

Se il ministero della Pubblica Istruzione avesse come dipendenti solo docenti, sarebbe già la quinta azienda del pianeta dopo Wal-Mart, le ferrovie indiane, la State Grid (l’Enel dell’India) e la China National Petroleum.

Tanto per darvi un’idea la Nestlé ha 250.000 dipendenti, la Microsoft ha circa 100.000 impiegati, l’ENI ne ha circa 80.000 e l’Unicredit 170.000. McDonald’s arriva a 450.000.

Ora immaginate che a dirigere l’Unicredito, l’Eni, la Microsoft, la Nestlé e McDonald’s ci sia una amministratrice delegata che vanti questo impressionante curriculum:

- Avvocato, è specializzata in diritto amministrativo.

- Entrata in Forza Italia sin dal 1994, nel 1998 è stata prima degli eletti al Comune di Desenzano, ricoprendo sino al 2002 la carica di Presidente del Consiglio Comunale.

- Dal 2002 è stata assessore al Territorio della Provincia di Brescia e, dal 2004, assessore all’Agricoltura.

- Prima degli eletti nella circoscrizione di Brescia per Forza Italia, entra nel Consiglio Regionale della Lombardia nell’aprile del 2005.

- Il mese successivo è nominata da Silvio Berlusconi coordinatrice regionale di Forza Italia in Lombardia.

- Nel 2006 è eletta per la prima volta alla Camera dei Deputati per la XV legislatura (biografia fornita dallo staff del ministro).

Questo e’ il curriculum ufficiale del ministro che occupa la poltrona un tempo occupata da personaggi minori come Antonio Segni e Aldo Moro (ministri della pubblica istruzione negli anni’50), Oscar Luigi Scalfaro (1972) o Giovanni Spadolini (1979), un ministro che sta finalmente introducendo meritocrazia, efficienza e rigore nella pubblica istruzione.

A rifletterci bene, pero’, e’ un curriculum ufficiale un po’scarno: che ce ne sia uno occulto?

Fonte: ilfattoquotidiano.it - Autore: Ernesto Salvi

 

 
By Admin (from 09/10/2010 @ 08:00:43, in it - Scienze e Societa, read 2155 times)

Trovare informazioni su Google da oggi sarà ancora più immediato e 'intelligente' grazie a Instant, una nuova infrastruttura tecnologica che permette di risparmiare dai 2 ai 5 secondi di tempo per ogni ricerca. Il tutto grazie a un nuovo meccanismo che 'prevedè in anticipo cosa l'utente sta cercando.

 

Tradotto a livello globale, significa che per ogni secondo speso su Google il nuovo sistema permette di far risparmiare 11 ore di tempo agli utenti di tutto il mondo, o 111 anni per ogni giorno che passa.

 

La tecnologia, presentata oggi in California, consiste in una nuova interfaccia per il motore di ricerca più utilizzato al mondo e di un nuovo algoritmo che 'indovina' in anticipo le ricerche degli utenti, proprio mentre questi stanno digitando quello che cercano: un vero e proprio sistema intelligente, che apre la strada a un nuovo modo di cercare informazioni su internet. Il meccanismo è diverso da quello di Google Suggest (oggi rinominato 'funzione di completamento automatico'), che era stato progettato per suggerire, durante la ricerca, i termini più ricercati dagli altri utenti e che, secondo Google, consentiva già «di ridurre di circa il 50% il tempo necessario per effettuare una ricerca».

Diverse le novità introdotte con Instant: da oggi non è più necessario finire di scrivere il termine di ricerca o premere il tasto invio per accedere ai risultati. Inoltre, i risultati più rilevanti sono visualizzati in modo dinamico mentre si digita la parola, così da poter interagire e cliccare ancor più rapidamente sul contenuto web d'interesse. Infine, sarà possibile scorrere con il cursore lungo i suggerimenti evidenziati dal sistema, e visualizzare parallelamente i singoli risultati di ricerca.

Il colosso di Mountain View stima che «per ogni ricerca media, ora Google mostrerà da 5 a 7 volte più risultati rispetto a prima ed è evidente quindi come Instant rappresenti un'importante sfida per la tecnologia e l'infrastruttura alla base del nostro motore di ricerca. Riuscire ad anticipare le ricerche consente anche di prevedere i risultati ma, prima di poter rendere tutto questo una realtà, il team di Google ha dovuto affrontare una serie di sfide tecniche e di design». Il sistema è disponibile a partire da oggi per tutti sul sito www.google.com (in lingua inglese), e a tutti gli utenti con un account di Francia, Spagna, Italia e Regno Unito. A breve, Instant sarà reso disponibile anche agli utenti russi.

Fonte: leggo.it

 
By Admin (from 10/10/2010 @ 08:00:33, in it - Scienze e Societa, read 1697 times)

L'irresistibile vizio delle sigarette e il pericolo di sviluppare un cancro al polmone sono entrambi scritti nel Dna, in un unico gene. Lo hanno scoperto i ricercatori dell'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano che, diretti da Tommaso Dragani, hanno identificato il gene CHRNA5, responsabile della maggiore predisposizione a fumare ma anche del rischio di sviluppare il tumore polmonare.

 

Il lavoro, tutto italiano, è stato finanziato dall' Associazione italiana per la ricerca sul cancro (Airc) ed è stato pubblicato sul Journal of the National Cancer Institute. «Con questa ricerca abbiamo finalmente identificato il gene coinvolto - chiarisce Stefania Falvella, prima autrice dello studio - e il meccanismo molecolare responsabile dell'attitudine alla nicotina. In sostanza, abbiamo scoperto che varianti presenti nel Dna degli individui a più elevato rischio sia di cancro polmonare che di abitudine al fumo causano una riduzione dei livelli del prodotto di questo gene».

 

«Finora - spiega Dragani - era stata individuata un'ampia regione del cromosoma 15, contenente sei geni associati all' abitudine al fumo di sigaretta, al rischio di cancro polmonare e di malattie vascolari. Ma non si era riusciti a individuare il singolo gene coinvolto, nè a capire il motivo per cui alcuni individui hanno una maggiore predisposizione a fumare sigarette rispetto ad altri».

Adesso, aggiunge il ricercatore, con questa scoperta potrebbe bastare «una goccia di sangue o un pò di saliva per analizzare il Dna e individuare le persone con predisposizione genetica alla dipendenza da nicotina». Inoltre, i fumatori con la variante genetica di rischio potrebbero avere maggiori difficoltà a smettere: di conseguenza, continua Dragani, «potrebbero seguire percorsi terapeutici e psicologici personalizzati». Infine, lo studio potrebbe aprire la strada alla realizzazione di «nuovi farmaci diretti specificamente contro il gene CHRNA5, da destinare solo alle persone selezionate con test genetico».

Fonte: leggo.it

WIE VAN DE DRIE

Talia Michelle Eve Angel
Talia | Michelle | Eve Angel
 
By Admin (from 11/10/2010 @ 08:00:24, in it - Scienze e Societa, read 3002 times)

SYNOPSIS: Zeitgeist: Moving Forward, by director Peter Joseph, is a feature length documentary work which will present a case for a needed transition out of the current socioeconomic monetary paradigm which governs the entire world society. This subject matter will transcend the issues of cultural relativism and traditional ideology and move to relate the core, empirical "life ground" attributes of human and social survival, extrapolating those immutable natural laws into a new sustainable social paradigm called a "Resource-Based Economy".
zeitgeistmovingforward.com

In amore bisogna essere senza scrupoli, non rispettare nessuno. All'occorrenza essere capaci di andare a letto con la propria moglie; da oggi questa missione diventata con gli anni impossibile, potrebbe essere più dolce. Il tutto grazie ad una recente invenzione dell'ing Paolo Tonelli, che dopo aver letto un sondaggio in cui si poteva desumere che il 70% degli italiani ha difficoltà sotto le lenzuola, ha agito di conseguenza.Immaginando un'alternativa che ha dell'incredibile.

 

Il Materasso dell'amore, questo il nome del nuovo pezzo di mobilio che promette di reinverdire la libido della coppia, maniglie dove le signore possono aggrapparsi intente a sperimentare le posizioni più nuove e più eccitanti direttamente dalle pellicole hard preferite; i signori possono, dal canto loro, contare sulla presenza di apposite sagomature, dove affondare i propri arti inferiori, il tutto permette e promette, una varietà di possibilità di incastro inimmaginabili.

 

Il suo inventore gongola, in Veneto è già record di vendite. Ma a quanto pare il meglio deve ancora arrivare " “Il piano industriale è appena iniziato, le vendite al dettaglio e su eBay hanno preso piede da pochi giorni, ma questo è un prodotto che può servire davvero a tutti" ha dichiarato il sign Tonelli che vede nella sua creatura, non un semplice giocattolo del sesso ma un attrezzo in grado di riportare la serenità in quelle coppie scoppiate ( da un punto di vista erotico ) che sotto il peso degli anni e della noia hanno perso la giusta carica , una sorta di Duracell dell'amore ,l'ennesimo, se e quando ce ne fosse bisogno.

 

Viene da chiedersi dove arriveremo se per copulare è necessaria la ricerca della comodità assoluta. La macchina per orgasmare teorizzata da Woody Allen in un suo film sta avvicinandosi sempre più alla realtà. Il costo di questo talamo " atipico" si aggira intorno ai 1700 euro, più o meno la 13 esima di un impiegato e due mensilità di laureati sfruttati dalle imprese, in arte stagisti.

Ma a quanto pare è un sacrificio che si può e si deve fare, magari anche a rate.

 

Dicemila anni di evoluzione non ci avevano ancora insegnato che per fare sesso fosse necessario un luogo adatto, fino ad ora convinzione comune era che fossero abbastanza un uomo e una donna, un uomo e un uomo, a volte un uomo e un cane , ma non un uomo una donna e un materasso.Ps: astenersi dall'acquisto onanisti incalliti nel prezzo di vendita non riusultano essere comprese bambole gonfiabili e tantomeno il materasso, per ora, è provvisto di pertugi sostitutivi. Insomma le gambe comode , ma una compagna serve sempre. La donna che va a letto con un uomo, deve con la veste abbandonare anche la vergogna, e riprenderla con la gonna . Si presume che l'effetto possa essere questo.

Fonte: voceditalia.it - Autore: Paolo Quaglia

 
By Admin (from 12/10/2010 @ 08:00:41, in it - Scienze e Societa, read 1441 times)

La conoscenza della realtà è indispensabile per capire. Se come sembra si andrà presto a votare gli italiani saranno messi in grado di sapere per chi farlo a ragion veduta o saranno ancora una volta vittime di un colossale abbaglio? I giornali di questi ultimi giorni sono scritti in modo bislacco. Si discute della crisi del centro destra, di elezioni anticipate e del duello in corso tra Berlusconi e Bossi contro Fini. 

 

Si scopre, poi, che i cittadini non possono più dissentire e contestare con fischi qualcuno (nei casi di specie Schifani e Bonanni in un una delle ex Feste dell’Unità) e non ci si domanda se la stessa regola dovrà essere stabilita anche al Regio di Parma, famoso per le bordate di ululati (e ortaggi) lanciati dal loggione nei confronti dei tenori senza voce. Ci si indigna (a ragione) per la condanna capitale in Iran della signora Sakineh Mohammadi Ashtiani, ma si dimentica (tra i tanti altri in attesa nei bracci della morte in tutto il mondo) Teresa Lewis, che dovrebbe essere giustiziata nello stato della Virginia negli Usa il 23 settembre prossimo.

 

La donna, per chi non ne fosse al corrente, è una persona con forte deficit intellettivo, ritenuta colpevole di aver organizzato l’omicidio del marito e del figlio adottivo per incassare l’assicurazione.

 

Mentre i due esecutori materiali del delitto (sanissimi di mente, uno dei due si è poi suicidato) si sono visti condannare all’ergastolo, la Lewis che non ha preso parte all’uccisione ha avuto la pena di morte.

Inoltre, uno dei due killer, tale Matthew Shallenberger (il suicida), ha dichiarato di essere stato lui l’ispiratore del duplice delitto e di aver manipolato la donna handicappata per rubarle in un secondo momento il premio assicurativo.

 

L’omicida ha scritto: “incontrai Teresa in un supermercato e capii subito che sarei riuscito facilmente a circuirla.

 

Uccidere il marito e il figlio fu un’idea totalmente mia. Del resto Teresa era un obiettivo molto facile”. Ma se la signora Sakineh Mohammadi Ashtiani gode dell’attenzione dei media la sua ‘collega’ Teresa Lewis aspetta di morire dimanticata da tutti o quasi.

 

Quindi si insegue Sara, una ragazza adolescente scomparsa ad Avetrana, ma non si ricordano mai i circa 1.903 bimbi stranieri spariti nel nulla in Italia dal 2005 al 2008 (anno con gli ultimi dati noti), una media di quasi due al giorno, o tutti gli altri che non si trovano più da mesi e mesi.

 

E tante altre cose riempiono Tg e quotidiani.

Eppure chi sa esattamente quanti sono e che fanno i cassintegrati, alcune decine di migliaia, abbandonati a se stessi da tutti? O come proseguono le proteste del personale della scuola lasciato senza lavoro dal governo Berlusconi? E che fanno gli operai autoreclusi all’Asinara? In un documento forse non rilanciato da nessuno hanno scritto: “Mentre da parte dei sindacalisti locali abbiamo ricevuto un importante appoggio, il sindacato nazionale, si sà, non ha mai fatto nulla di concreto per la nostra protesta [...] CGIL, CISL, UIL e company si rassomigliano sempre di più a dei proto-partiti che guardano solo al portafogli e al proprio interesse politico. Il loro immobilismo ci indigna e ci schifa”. Mica parole da poco.

 

Insomma, in un Paese ormai senza più ‘testa’ i media sono diventati al pari di una classe politica in larga misura incapace e in alcuni casi corrotta complici di una operazione di disinformazione di massa spaventosa.

 

Perchè se è vero che la cronaca si costruisce di giorno i giorno è anche vero che oltre retroscena, manovre di Palazzo e conformismi di ogni tipo esiste la vita, quella reale, ed in Italia non è certo facile per milioni di cittadini. Qualcuno di ricorderà di loro? 

Fonte: inviatospeciale.com - Autore: Roberto Bàrbera

 
By Admin (from 17/10/2010 @ 08:00:50, in it - Scienze e Societa, read 2049 times)

Il picco di influenza stagionale potrebbe quest'anno arrivare in anticipo, e presentarsi molto prima di come accade di solito. A dirlo è il ministro della Salute Ferruccio Fazio a Milano a margine di un incontro sui fondi integrativi in sanità.

 

«Ci sono alcuni dati - ha detto il ministro - secondo i quali il picco di influenza stagionale potrebbe essere anticipato rispetto al normale».

 

Novità anche sul fronte del vaccino, che potrebbe diventare unico per entrambe le influenze: "Quest'anno il vaccino che verrà messo a disposizione, e che annunceremo nei prossimi giorni, oltre ai ceppi influenzali degli anni scorsi comprenderà anche quello dell'H1N1", ovvero il virus dell'influenza A, che nella scorsa stagione era stato dichiarato 'pandemicò.

 

Sul destino delle 'vecchie' dosi di vaccino contro l'influenza A, acquistate l'anno scorso e poi in gran parte rimaste inutilizzate, Fazio non ha preso una posizione netta, ma si è limitato a dire che il loro uso "dipenderà dalle scelte che faranno le Regioni".

Sull'argomento si è espresso anche l'assessore alla sanità della Lombardia Luciano Bresciani, il quale ha sottolineato che "il vaccino non scade mai. Il vaccino dell'anno venturo includerà sicuramente l'H1N1 ma: o facciamo 2 vaccini, e usiamo anche quelli vecchi; oppure di vaccinazione ne facciamo una sola, in cui però non possono essere utilizzate le vecchie dosi".

 

Dato che l'impostazione del Governo è orientata verso il vaccino unico, c'è l'eventualità che i 'vecchi' vaccini contro l'influenza A rimangano inutilizzati ancora una volta, almeno in Italia.

 

Fonte: leggo.it

 
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