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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
By Admin (from 18/04/2011 @ 14:00:34, in it - Scienze e Societa, read 2176 times)

Lo Starnberger See si trova 20 km a sud di Monaco e oggi è noto soprattutto come il "lago dei vip" data l'altissima concentrazione di ville più o meno sontuose che ospitano esponenti del jet set tedesco, della politica, attori nonché numerosi esponenti delle più prestigiose famiglie aristocratiche tra le quali i Wittelsbach, l'ex famiglia reale bavarese. Tra le più belle si segnalano Villa Waldberta (Höhenbergstraße 25, Feldafing), costruita nel 1901-02 per un banchiere e oggi di proprietà del Comune di Monaco, e il castello di Ammerland, nell'omonima località che si affaccia sul lago.

Il 12 giugno 1886 re Ludwig II, ormai deposto dal trono e dichiarato pazzo da una commissione medica (che mai lo visitò!), venne trasferito da Neuschwanstein al castello di Berg, sullo sponde del lago di Starnberg e ancora oggi di proprietà dei Wittelsbach. Il giorno seguente, 13 giugno, il medico curante del sovrano, il dottor von Gudden, accompagna al pomeriggio Ludwig a fare una passeggiata in direzione del lago, sono soli, nessun infermiere o guardia reale li accompagna... è ormai sera e i due non fanno ritorno, iniziano le ricerche e poche ore dopo re Ludwig II viene trovato morto in acqua. Al suo fianco il corpo senza vita del dottore.

Le circostanze della morte ancora oggi sono oscure: un malore durante un tentativo di fuga? suicidio? omicidio? Sul "luogo del delitto" è stata eretta una Votivkapelle (cappella votiva) e una croce è stata posta all'inizio del '900 da Ludwig III nel punto del lago in cui venne rinvenuto il corpo del sovrano.
Nella sponda opposta del lago si trova la Roseninsel (Isola delle Rose) dove in un delizioso villino ("Casino"), aperto al pubblico da maggio al 15 ottobre tutti i giorni - tranne il lunedì - dalle 12 alle 18, Ludwig ha ricevuto Richard Wagner, la zarina di Russia e si incontrava con l'amata cugina Sissi, che trascorreva le vacanze nel castello di Possenhofen (proprietà privata, non è visitabile) e in seguito, diventata imperatrice, in un elegante albergo a Feldafing, oggi ribattezzato Hotel Kaiserin Elisabeth, che ospita nel parco una statua di Elisabetta.

I due erano soliti lasciarsi delle lettere e delle poesie che venivano poste nel villino pompeiano, tra cui la celebre "Saluto dal mare del Nord" in cui Sissi paragona se stessa ad un gabbiano e Ludwig ad un'aquila. Nell'ex sala di attesa reale della stazione di Possenhofen è allestito un piccolo ma interessante Sissi-Museum.
Nel paese di Bernried, a sud del lago, si trova il Buchheim Museum, ospitato in una moderna struttura che accoglie le collezioni del pittore, fotografo e scrittore Lothar-Günther Buchheim. Tra i capolavori si segnalano opere di Erich Heckel, Ernst Ludwig Kirchner e Otto Dix.
 
Il lago si raggiunge comodamente con la linea S6 della metropolitana e arrivati a destinazione si può fare un giro a piedi o su dei battelli che partono dalla cittadina di Starnberg e fanno il giro di tutto il lago.
 
Nei dintorni del lago, a circa 15 km a ovest di Seehaupt, si trova il paese di Polling nella cui chiesa parrocchiale è custodita e venerata una croce di legno, risalente all'VIII secolo e trovata dal duca Tassilo.
 
La croce è stata rivestita nel 1230-40 con una pergamena, che venne dorata e sulla quale è stato dipinto un Cristo ad altezza naturale. Nel 1700 la croce miracolosa, posta nell'altare maggiore, è stata arricchita da ornamenti rococò.
 
Fonte: tuttobaviera.it

 
By Admin (from 19/04/2011 @ 08:00:48, in it - Scienze e Societa, read 1784 times)

Questo singolare veicolo elettrico si guida spostando il baricentro. Una serie di microchip posizionati sulla pedana del guidatore rileva la pressione dei piedi. Quando il peso si sposta verso la punta dei piedi, il veicolo si muove in avanti; al contrario si muove all'indietro quando la pressione si sposta sui talloni. Le curve si effettuano con una barra di comando. Grossi pneumatici consentono di procedere fuori strada e sulla neve.

Chi vuole divertirsi sul percorso a ostacoli, può provare il veicolo tutti giorni, dalle ore 10 alle 12 e dalle 14 alle 22. I bambini di almeno 10 anni d'età possono provare il Segway sul percorso training, mentre alle escursioni possono partecipare anche i ragazzi purché abbiano compiuto almeno 12 anni.

Fonte: austria.info

 
By Admin (from 23/04/2011 @ 11:00:48, in it - Scienze e Societa, read 2340 times)

Parlare di "residenze Sabaude in Piemonte" è argomento vastissimo; basti considerare, che ne sono state classificate, pur nella loro diversa importanza ben 62! Molte sono le trattazioni e di notevole pregio che illustrano tali dimore. Noi, in questa sede, considerato anche la limitatezza dello spazio, tralasceremo quelle in Torino (Palazzo Reale, Palazzo Madama, Palazzo Carignano, Castello del Valentino, ecc.) e daremo un breve e modesto cenno alle più importanti che fanno corona al capoluogo torinese, sperando di suscitare interesse per una loro visita o rivisita e contribuire un poco a ridare ai nostri concittadini l'orgoglio della propria storia e la conoscenza delle grandi tradizioni della capitale subalpina.

Reggia di Venaria Reale

Il monumentale complesso alle porte di Torino, già definito la piccola Versailles dei duchi di Savoia, fu edificato a partire dal 1658 per volontà del duca Carlo Emanuele II. Fu un simbolo dello sfarzo dei Savoia; reca le importanti firme del barocco piemontese degli architetti Amedeo di Castellamonte, Michelangelo Garove e Filippo Juvarra. I capolavori più notevoli sono la galleria di Diana e la chiesa di Sant'Uberto nonché il padiglione Garovaniano e il torrione progettato da Benedetto Alfieri. Il tutto, anticamente, era compreso in un perimetro di circa 30 km con giardini, viali, boschetti, statue, confinante con la grande tenuta reale della Mandria (ora in parte visitabile).
Ebbe sovente vita travagliata. Nel 1693 le truppe francesi del Maresciallo Catinat la distrussero in buona parte. Fu ricostruita ed ebbe frequentazioni festose fino a quando i Savoia non preferirono la nuova "delizia" di Stupinigi.
Attualmente è visitabile la parte restaurata e sono in programma attività espositive e concertistiche.

Castello di Moncalieri

Questo imponente avamposto in posizione panoramica a Sud di Torino, costruito prima del 1200, fu roccaforte del comune di Moncalieri, poi degli Acaia e infine dei Savoia. Jolanda di Valois, consorte di Amedeo IX, fu l'ispiratrice di un primo ampliamento con le torri angolari.
Passò a splendida vita fra Seicento e Settecento per opera di Carlo e Amedeo di Castellamonte, dello Juvarra e di Benedetto Alfieri.
Alla fine del Settecento, sotto il regno di Vittorio Amedeo III con l'architetto Francesco Martinez assunse le caratteristiche attuali; alla sua regale sontuosità contribuirono i pittori Michele A. Rapous e Angelo A. Cignaroli (figlio di Vittorio) nonché mobilieri insigni come Giuseppe Bonzanigo e Pietro Piffetti. Ebbe anche travagliate vicende storiche.
Vittorio Emanuele II lo fece restaurare nella seconda metà dell'ottocento.
E' dimora fervida di memorie: qui nel 1475 fu firmato il "trattato di Moncalieri" fra Carlo di Borgogna e Galeazzo Sforza; il "Padre della Patria" firmò, dopo l'abdicazione di Carlo Alberto avvenuta nel 1849, il proclama ispirato da Massimo d'Azeglio.
Meritevoli di visita sono gli appartamenti reali, con i ricordi di Vittorio Emanuele II, di Maria Clotilde e di Maria Letizia di Savoia.
Attualmente è anche sede del I° Battaglione dell'Arma dei Carabinieri.

Castello di Rivoli

E' situato su un colle morenico e ha origini antichissime, risalenti al medioevo; nel '400 è fortezza con un Savoia, il Conte Verde.
Emanuele Filiberto vi soggiorna nel 1562, poi il figlio Carlo Emanuele la trasforma in "delizia" con un progetto di Carlo di Castellamonte; semidistrutto nel 1693 dalle armate Francesi, Vittorio Amedeo II affida la ricostruzione all'architetto Michelangelo Garove che muore prima di completarla.
Tocca a Filippo Juvarra continuare l'opera con l'incarico di creare un simbolo della magnificenza reale dei Savoia poi interrotta per difficoltà economiche. Parecchie sale conservano ancora gli affreschi di Isidoro Bianchi, l'appartamento del Re ha decorazioni di Filippo Juvarra e quello del Principe di Piemonte gli affreschi di Giovan Battista Van Loo e gli stucchi del Luganese Piero Somasso.
Attualmente è adibito a Museo d'Arte contemporanea ed esposizioni temporanee.

Castello di Racconigi

Nel '600 era una fortezza circondata da un fossato con quattro torrioni e un mastio. Fu abitato dai marchesi di Saluzzo, dai principi d'Acaia e poi dai conti di Racconigi. Nel 1675 Guarino Guarini lo trasformò in residenza su incarico di Emanuele Filiberto di Savoia Carignano. Carlo Alberto nel 1845 fa ampliare la facciata con due bassi padiglioni a torre dall'architetto Ernesto Melano.
Notevoli sono i suoi interni, particolarmente il salone di Diana disegnato da Giovanni Battista Bona e adornati con stucchi di Giuseppe Boliva.
E' visitabile previo appuntamento telefonico al n.0172/84005. Nella parte retrostante ha un grande parco.

Castello di Agliè

Fu roccaforte medievale; nel '600 Filippo di San Martino, all'apice della sua fortuna mondana e politica (era intimo di Madama Reale e suo consigliere), volle fare di Agliè un gioiello capace di competere con le residenze patrizie che costellavano la piana di Torino. L'artefice fu Amedeo di Castellamonte. Poi iniziò la decadenza; fu anche spogliato e devastato dai francesi nel 1706. Carlo Emanuele III lo acquistò nel 1764 per donarlo al figlio Benedetto Maurizio che lo fece ampliare su progetto di Ignazio Birago da Borgaro. Il magnifico parco che lo circonda è ricordato spesso dal poeta Guido Gozzano.
Successivamente il castello passò in eredità a Carlo Felice, ma fu la regina Maria Cristina a lasciare la sua impronta con la raccolta archeologica della Sala Tuscolana, gli arredi e i dipinti di ispirazione storica.
Nel 1939, con l'acquisto da parte dello stato, il castello di Agliè ha conosciuto un altro lungo periodo di abbandono e degrado dal quale si sta riprendendo in questi ultimi anni. Il castello è visitabile unitamente al magnifico parco. (telefono n. 0124/330102).

Castello o Palazzina di caccia di Stupinigi

Venne edificato su incarico di Vittorio Amedeo II nel 1729 da Filippo Juvarra. E' la dimora Sabauda più gradevole e meglio conservata. Lo Juvarra escogitò l'inconsueta pianta stellare con un salone ellittico al centro e quattro bracci a croce di Sant'Andrea; i successivi ampliamenti con prolungamento del parco e dei bracci in direzione di Torino furono opera degli architetti Prinotto Birago di Borgaro e Antonio Bo (1767-1777).
Molti noti artisti lavorarono a Stupinigi fra i quali i pittori veneti Giuseppe e Domenico Valeriani (1732) per il trionfo di Diana nel Salone centrale (che ha pure un magnifico lampadario di Murano del peso 1400 kg.); Carlo Andrea Van Loo affrescò la camera della Regina e Giovanni Battista Crosato affrescò l'anticappella, Cignaroli e altri dipinsero (1770-1777) le scene di caccia e di svago nella sala degli scudieri.
Il cervo di bronzo che adorna il culmine della palazzina è opera dello Scultore torinese Francesco Ladatte. La palazzina ospita il Museo dell'Arredamento e dell'Ammobiliamento artistico con opere di grandi maestri ebanisti piemontesi come Prinotto e Piffetti.

Villa della Regina

Fu realizzata a partire dal 1620 dall'architetto Carlo di Castellamonte su commissione del Cardinale Maurizio di Savoia. Questa dimora addossata alle prime propagini della collina torinese è disposta su cinque livelli con una serie di terrazze belvedere aperte sul panorama della città e delle Alpi; aveva uno stupendo giardino.
Il cardinale Maurizio, coltissimo e mecenate fondò a Torino fra le delizie della Villa, l'Accademia dei Solinghi, i cui esercizi da buoni torinesi, non consistevano "nel recitar sonetti e madrigali" bensì "in ricerche filosofiche, in dottissime disquisizioni e in ricerche matematiche".
Nel tempo, alla Villa vi lavorarono Amedeo di Castellamonte, Filippo Juvarra e Giovanni Baroni di Savigliano.
La Villa fu dimora prediletta del Cardinal Maurizio, poi delle sovrane Anna d'Orlèans, consorte di Vittorio Amedeo II, e di Maria Antonia Borbone sposa di Vittorio Amedeo III: di qui il nome della dimora è rimasto.
Gravemente danneggiata durante la seconda guerra mondiale è stata acquistata dalla Provincia di Torino per ospitare, in futuro, mostre e attività culturali. E' stata di recente restaurata e aperta al pubblico..

Fonte: Sito Comune di Torino

 
By Admin (from 24/04/2011 @ 11:00:32, in it - Scienze e Societa, read 2991 times)

Il Piemonte (unito storicamente e geograficamente alla Val d'Aosta) è la Regione d'Italia con il maggior numero di castelli; ne esistono tutt'ora oltre cinquecento!

Nel rinnovato interesse verso i castelli piemontesi, alcuni aleggianti di fantasmi e leggende, ne descriveremo sinteticamente i più importanti e conosciuti: per evidenti motivi di spazio molti non saranno citati e rimandiamo quindi l'appassionato alla consultazione delle pubblicazioni esistenti.
I castelli piemontesi, edificati in varie epoche per contrastare gli eserciti nemici e a difesa dei feudi, godettero quasi sempre di autonomia e quando lo stato Sabaudo si consolidò con Emanuele Filiberto (1528 - 1580) cinte e roccaforti vennero mantenute per un certo periodo perché utili alla tutela del nuovo Stato.
 
Abbiamo suddiviso il nostro piccolo ciclo sui Castelli Piemontesi in 4 sezioni riguardanti: il Torinese, il Canavese, il Pinerolese e la Valle di Susa ; il Cuneese e le Langhe ; il Monferrato, l'Alessandrino e l'Astigiano il Biellese, il Novarese e il Vercellese . Quelli dell'area Torinese qui di seguito trattati sono: Mazzé, Pavone, Bardassano (Gassino), Montalto Dora, Masino, Ivrea, Macello, Pralormo, Pinerolo, Osasco e Santena; da ricordare tra i tanti altri: Airasca, Arignano, Azeglio, Buriasco, Candia, Drosso (Torino), Castelvecchio (Testona), Casalborgone, Castellamonte, Cavoretto, Chieri, Cinzano, Favria, Frossasco, Giaveno, La Mandria (Venaria), Lanzo, Vernone (Marentino), Montaldo Torinese, Montestrutto, Ozegna, Pavarolo, Piossasco, Poirino, Reano, Rivalba, Rivalta Torinese, Rivara, Rivarolo, Salassa, San Giorgio Canavese, San Sebastiano Po, Susa, Valperga, Villardora e la fortezza di Verrua Savoia (storicamente molto importante, ma ormai ridotta a un rudere).

Castelli del Torinese
La zona di Torino si ritiene sia stata, già fin dall'antichità, un'area fortificata perché situata alla confluenza di due fiumi (la Dora Riparia con il Po) e importante via per le comunicazioni fra la pianura Padana e le Gallie, l'attuale Francia. Della sua millenaria storia, si ha notizia già dal 218 a.C., il cartaginese Annibale dopo avere attraversato le Alpi conquistò e distrusse l'insediamento dei Taurini.
La sua grande cittadella , cardine della storia fortificata piemontese, fu fatta costruire ad iniziare dal 1564 da Emanuele Filiberto di Savoia: era a pianta pentagonale difesa da 5 bastioni oltre ad altri 16 bastioni e mura che cingevano tutta Torino. Di questa possente struttura rimane solo il Mastio ora adibito a Museo Nazionale dell'Artiglieria.

Alcuni Castelli dell'area Torinese non verranno qui trattati perché descritti in precedenti conferenze con relativi fogli monografici. Essi sono: il Castello Medioevale - Palazzo Madama di Torino, il Castello e la Rocca del Valentino, il Castello - Reggia della Venaria, il Castello di Moncalieri e il Castello di Rivoli, il Castello - Palazzina di Caccia di Stupinigi, il Castello di Aglié, le fortezze alpine piemontesi di Fenestrelle ed Exilles.

Castello di Mazzé
Si trova nel Canavese a 37 km a Nord di Torino; le prime tracce lo indicano sovrapposto ad un edificio fortificato romano. Fu dei signori locali, Conti di Valperga, che lo costruirono per la difesa dei loro possedimenti nell'ambito della contesa con i Marchesi del Monferrato e i Conti di Savoia per il dominio di tutta la zona. Al castello antico di origine medioevale se ne è successivamente aggiunto un altro come residenza signorile, senza destinazione militare-difensiva.
I castelli recentemente restaurati, sono stati restituiti all'antico splendore con tracce di varie epoche e stili: nuovamente leggibili affreschi e volte medioevali, suggestivi momenti artistici del 1600 / 1700, e i rimaneggiamenti in stile romanico voluti nel 1850 dal Conte Eugenio Brunetta d'Usseaux. La visita alle interessanti sale è ricca di suggestioni artistiche e storiche, in essa si sente l'aleggiare di antiche leggende e misteri.

Per informazioni
Tel. 011 9835250

Castello di Pavone
Imponente e pittoresco è situato su un colle dominante l'abitato a circa 55 km a Nord di Torino vicino ad Ivrea.
Fu un'antica roccaforte; muro di cinta, mastio e cappella risalgono al X secolo; torri, muraglie e alcune sale furono costruite fra XI e XV secolo. Nella sua storia subì invasioni saracene e ungare; dal secolo XI fu feudo del vescovado di Ivrea. Nel 1885 il castello fu acquistato dall'Arch. Alfredo d'Andrade, raffinato intellettuale portoghese Sovrintendente ai Monumenti del Piemonte che lo scelse come sua dimora, lo restaurò con vari anni di lavoro e lo riportò alle condizioni originarie ricostruendolo in gran parte. Attualmente è adibito a sale per congressi, ristorante e hotel.

Per informazioni
Tel. 0125 672111

Castello di Bardassano
Gioiello artistico medioevale della collina perfettamente conservato, è posto nei pressi di Gassino a 18 km a Nord-Est di Torino.
È di antichissima costruzione (XI sec.); la tradizione vuole vi abbia svernato l'imperatore Barbarossa dopo la distruzione di Chieri (1156).
Nel corso degli anni subì alcuni restauri; una scala marmorea conduce al cortiletto interno in stile rinascimentale con un antico pozzo; al pianterreno esistono alcuni fastosi saloni con soffitti in legno; l'arredamento, le decorazioni interne e gli eleganti dipinti sono del '600.

Per informazioni
Tel. 011 9605822

Castello di Montalto Dora
È posto a 54 km da Torino, poco a Nord di Ivrea. E' una imponente struttura fortificata situata su un colle che da secoli domina la strada per la Valle d'Aosta; risale al 1300; nel XVII secolo fu teatro di scontri con le truppe francesi e poi fra "principisti" (sostenitori dei principi Maurizio e Tommaso di Savoia) e "madamisti" (partigiani della Madama Reale torinese Cristina di Francia).
Dopo un lungo periodo di degrado verso al fine del 1800 fu restaurato ad opera di Alfredo D'Andrade, innamorato delle antiche glorie del Piemonte. Il castello ebbe poi un ulteriore restauro negli anni 1960-70.

Per informazioni
Municipio: tel. 0125 650014

Castello di Masino
Il castello si trova a 40 chilometri a Nord-Est di Torino e domina il bel panorama canavesano dall'alto di una collina morenica quasi di fronte alla Serra di Ivrea.
Notevole il suo valore storico. Il primo documento che cita il castello è del 1070. Fu della famiglia Valperga di Masino, orgogliosa discendente di Arduino di Ivrea; nella sua cappella (dopo memorabili vicende nel primo medioevo) riposano le spoglie mortali del mitico primo Re d'Italia.
Nel corso della sua storia il castello di Masino subì tre distruzioni, cui seguirono graduali ricostruzioni e trasformazioni da rocca medioevale a elegante dimora settecentesca.
Visitando le sale del castello si è partecipi di quasi mille anni di storia e si ha "una traccia per riconoscere nei suoi muri possenti, nei suoi affreschi, nei suoi mobili e nelle stoffe preziose, il gusto di chi lo ha abitato, arredato ed amato; una traccia, ancora, per leggere negli occhi di decine di ritratti di cavalieri e di dame le espressioni di fierezza e di dignità di numerosi membri del casato Valperga di Masino, che, contro i Savoia prima, e con i Savoia in seguito, costruirono una buona parte della storia del Piemonte. Il castello di Masino è stato negli anni recenti acquistato e restaurato dal F.A.I. (Fondo per l'Ambiente Italiano), costituito con la generosità di molti appassionati alla loro terra. E' ora museo dell'Arredamento Piemontese dal 1600 alla fine del 1800, vanta inoltre una ricca biblioteca posta nella grande torre centrale.

Per informazioni
Tel. 0125 778100

Castello di Ivrea
E' posto a 55 km a Nord di Torino nel centro storico di Ivrea. L'insediamento difensivo ha origini antichissime, forse addirittura dall'epoca dei Salassi (100 a.C.). - Nel corso del medioevo tutta la zona di Ivrea e del territorio circostante furono sottoposti a varie dominazioni, fra le quali quelle di Federico Barbarossa e quella dei Marchesi del Monferrato. L'iniziativa della costruzione o meglio di una sua ricostruzione nella posizione attuale risulta attribuibile al Conte Verde Amedeo VI di Savoia (XIV sec.). Questa possente costruzione a base trapezia, ha quattro torri rotonde e porta tuttora il nome di Castello delle Quattro Torri; la maggiore ospitava una polveriera che nel 1676 colpita da un fulmine esplose causando gravissimi danni (con 51 morti e 187 case gravemente danneggiate) rimanendo tronca anche ai giorni nostri.
Il castello fu adibito a carcere fino al 1970. E' stato immortalato nell'ode "Piemonte" da Giosuè Carducci ("... con le sue rosse torri si specchia nella cerulea Dora ..."). La storia di Ivrea e del suo castello sono da tempo immemorabile connesse a quella del suo famoso Carnevale.

Per informazioni
Associazione Castello di Ivrea): tel. 0125 44415

Castello di Macello
E' posto a circa 36 km da Torino in direzione Sud-Ovest sulla strada per Pinerolo. Il suo nome deriverebbe da quello italianizzato, un po' arbitrariamente, di una delle ultime famiglie feudatarie proprietarie, Masell di Caresano. Attualmente è di proprietà dei Conti Rogeri di Villanova.
Le origini della costruzione risalgono alla fine del XIV secolo: sulla storia di questo castello non esistono notizie di particolari fatti d'armi, se si esclude il saccheggio del 1798 durante gli sconvolgimenti dell'epoca napoleonica.

Per informazioni
Municipio: tel. 0121 340301

Palazzo Castello di Pinerolo
Quanto rimane di questo castello medioevale, ora palazzo, si trova in posizione dominante sull'abitato di Pinerolo; posto a 35 km a Sud-Ovest di Torino, il primo nucleo del castello fu eretto sulla collina già nel X secolo. Nel 1244 divenne residenza del Conte Tommaso II di Savoia da cui fu cinto con mura munite di sei torri e trasformato in una importante cittadella difensiva, fu poi dei Principi Savoia d'Acaia e nel 1536 fu ulteriormente ampliato dal Re di Francia Francesco I, riconquistato dai Savoia venne poi espugnato dalle armate francesi del Cardinale Richelieu; nel 1696 il complesso fortificato fu quasi completamente demolito per ordine dello stesso Cardinale.
Il castello fu destinato nel XVII secolo per molto tempo a prigione di Stato dei Re di Francia; ad esso è legato il ricordo della prigionia della leggendaria "Maschera di Ferro" nella quale si vollero identificare vari personaggi, fra i quali: Il Conte di Vermantois figlio di Luigi XIV Re di Francia e il Conte Ercole Mattioli segretario del Duca di Mantova. Una lapide posta su una casa nei pressi di un piccolo monumento alla "Maschera di Ferro", eretto nella zona della distrutta cittadella in viale Gabotto (vicino al piazzale della Chiesa di San Maurizio), ricorda la storia di quei lontani eventi. Nelle parti restanti del castello è notevole il porticato interno originario del XII secolo ed il grande salone.

Per informazioni
Municipio: tel. 0121 322802

Castello di Pralormo
Si trova 33 km a Sud di Torino sulla strada per Alba; la sua origine risale al XII secolo. Si presenta con torri rotonde, conserva una vaga struttura militare di epoca trecentesca; si tratta ovviamente di una semplice apparenza perché ora la costruzione ha chiaramente carattere residenziale. Appartiene dal 1830 ai Conti Beraudo di Pralormo.

Per informazioni
Municipio: tel. 011 9481103
Segreteria Castello di Pralormo: tel .011 884870 - 011 8140981 - 011 887040
Email: pralormo.design@libero.it

Castello di Osasco
Il castello è posto a 41 km a Sud-Ovest di Torino e si erge con le sue 4 torri angolari tonde risalenti al sec. XIII. Alla fine del 1600 fu sopraelevato di un piano e contemporaneamente furono abbassate le torri. E' di proprietà dei Conti Cacherano di Osasco, famiglia che annovera insigni personaggi della storia piemontese. Parecchi furono gli assedi che il castello ebbe a subire; curioso è sapere quanto avvenne in quello dei francesi del 1704: la guarnigione del castello (assente il Conte Cacherano) trovate le cantine ripiene di buoni vini, si ubriacò a tal punto da non essere più in grado di provvedere alla difesa, fu la governante dei figli del Conte a dover trattare coi francesi una resa "onorevole" dei soldati ubriachi.

Per informazioni
Tel. 0121.54.11.92

Villa - Castello di Santena
Il castello si trova nell'abitato a circa 20 km a Sud di Torino, costruito nel 1709 è detto anche "castellazzo"; sorge in un parco che divenne poi proprietà dei Benso di Cavour e Santena; fu la casa preferita del grande statista piemontese; all'interno di essa è sistemato un interessante museo gestito dalla fondazione Camillo Benso Conte di Cavour.

Per informazioni
Tel. 011.94.92.578

Fonte: Sito Comune di Torino

 
By Admin (from 25/04/2011 @ 14:00:38, in it - Scienze e Societa, read 2663 times)

Quando si parla di luoghi comuni! Inutile negare l'idea di compiere un viaggio in terra conosciuta più che altro per quel preponderante aspetto fatto di affari, economia e mercato non sembrava tentazione allettante.
Percorrerla tutta dalle Alpi alla pianura, attraverso campagne e corsi d'acqua, montagne ardite e sconfinati parchi, città piene di vita e di arte e solitari monasteri, ed ancora paesi, borghi, strade e autostrade senza fine non è decisione che si improvvisa.

Girovagando tra Castelli, per scoprire una Lombardia da sempre terra di confine. Una storia fatta di difese armate contro gli invasori venuti dalle alpi in una terra teatro di sanguinose battaglie ma anche di nobili eroi, di grandi Papi e di magnifiche residenze patrizie. Sulle tracce delle grandi figure carismatiche che l'hanno attraversata, dai magnifici templi cristiani alle Chiese, le cattedrali,le abbazie ed i monasteri disseminati ovunque sul territorio.

Con gli occhi rivolti al cielo per ammirare il Duomo di Milano, affacciati a un balcone panoramico per godersi tutto lo splendore di Bergamo Alta, placidamente accoccolati su un prato sulle sponde del Lago di Como e poi ancora Lecco, Sondrio, Varese e Brescia o forse Cremona e perché no Mantova, altera e bellissima come ogni Città d'arte. Perdersi tra il verde dei boschi, percorrere sentieri misteriosi, godere la carezza della brezza nella sera d'estate, quando la Montagna si risveglia tra i mille rumori, percorsa da fremiti di vita che tornano a popolarla dopo il lungo sonno invernale.

Fermarsi a riflettere nel silenzio delle nevi perenni, lanciarsi dalle cime imbiancate giù verso valle storditi da una sensazione di ebbrezza, per ritrovarsi la sera attorno alla danza del fuoco del camino.
Risalire il corso dei fiumi per vederla scorrere lenta; godere di ciò che la natura ha costruito dalle Acque del lago, tra piccole isole alla scoperta di borghi.

Assaporarla tutta, per conoscerla a fondo. Scoprirla nelle verdi distese della Franciacorta in un bicchiere di vino, riconoscerla in alta montagna nei pomeriggi d'alpeggio, coglierne l'aroma in riva al lago nell'olio dorato del Garda. Camminare lungo il sentiero dell'Enogastronomia per ripercorrere la storia ed il sapore antico delle tradizioni, per accogliere un po' di lei e donare un po' di se.

 
By Admin (from 26/04/2011 @ 14:00:10, in it - Scienze e Societa, read 1787 times)

Il Chiemsee, il maggiore bacino lacustre della Baviera, ospita diverse isole ma le maggiori sono due: la Fraueninsel, l'Isola delle donne, un ambiente particolarmente suggestivo e romantico dove ha sede un antico monastero di Benedettine, noto perché custodisce le venerate spoglie della Beata Irmengarda, e la Herreninsel, l'Isola degli uomini.
 
In quest'ultima si trovano il celebre castello di Herrenchiemsee, costruito da Re Ludwig II come copia della reggia di Versailles, e l'ex convento dei Canonici Agostiniani, oggi trasformato in museo. Al suo interno è possibile vedere il piccolo appartamento dove risiedeva Ludwig durante la costruzione del nuovo castello, la sala dove si riunì nel 1948 la commissione incaricata della stesura della Costituzione della Repubblica Federale Tedesca e una pinacoteca che custodisce le opere dei cosiddetti "pittori del Chiemsee".

Entrambe sono raggiungibili dalla costa con un traghetto che parte da Prien (10.000 ab.), il caratteristico paese che si affaccia sul lago.
 
Il lago, 90 km a sud-est di Monaco, si raggiunge con l'autostrada A8 München-Salzburg (uscita Bernau) oppure in treno (scendere a Prien).
 
La stagione estiva è accompagnata al Chiemsee da un vivace programma culturale con rappresentazioni che vanno dalla musica classica, al pop, al reggae, alla musica tradizionale bavarese.
 
Spettacoli, concerti e musical si svolgono in luoghi di rara suggestione: in castelli, come a Herrenchiemsee e ad Aschau, oppure anche nel teatro all’aperto “Seebühne” in riva al lago o in aree appositamente attrezzate.

 
Inoltre è proprio il contatto diretto con una natura incontaminata che contribuisce a rendere indimenticabile ogni soggiorno in questa regione: escursioni, passeggiate intorno al lago, mountain-bike e ciclismo, bird-watching nella riserva naturale, vela, windsurf e trattamenti termali. Da non dimenticare, inoltre, il moderno centro acquatico “Prienavera” allestito in riva al lago.
 
Nel periodo dell'Avvento viene allestito un mercatino natalizio nella Fraueninsel che viene considerato uno dei più belli dell'Alta Baviera.

Fonte: tuttobaviera.it

 
By Admin (from 27/04/2011 @ 14:00:18, in it - Scienze e Societa, read 2687 times)

L'Abbazia benedettina di Ettal, a pochi km dal castello di Linderhof, è stata fondata nel 1330 dall'imperatore Ludwig IV il Bavaro ma solo a partire dal 1700 visse una vera e propria fioritura, che procedette di pari passo con lo sviluppo del barocco in Baviera e in tutta la Germania meridionale.

Oltre ad una forte ripresa della vita religiosa, venne istituita una scuola, la cosiddetta “Ritterakademie” (accademia di cavalieri), che rappresentò una via di mezzo fra il liceo e l’università e formò una serie di importanti figure della politica bavarese e austriaca. La scuola oggi è un prestigioso liceo, sempre diretto dai Benedettini, che accoglie circa 450 alunni.
 
Il grande complesso venne ampliato e ristrutturato in forme barocche sotto la guida di Enrico Zuccalli, già attivo alla corte di Monaco nella realizzazione della Theatinerkirche e del castello di Nymphenburg, e in seguito di Joseph Schmutzer, in particolare su impulso dell'abate Placidus II, che resse il monastero dal 1709 al 1736. Nel 1803 Ettal viene secolarizzata, parte dell'edificio monastico demolito, molti arredi confiscati e l'abbazia trasformata in parrocchia. Solo un secolo dopo, il 6 agosto 1900, i Benedettini fanno ritorno ad Ettal.

 
La chiesa, a pianta centrale, è costituita da un edificio dodecagonale originariamente coperto da un alto tetto a spioventi e rappresenta una delle testimonianze più notevoli del barocco bavarese. Appena entrato, il visitatore rimane quasi abbagliato dalla grande ricchezza: stucchi dorati, statue di santi e putti, i dipinti degli altari e la straordinaria cupola affrescata dalla quale pende un lampadario di cristallo.
 
Nel negozio annesso al complesso abbaziale si possono acquistare la birra bionda e il liquore, entrambi prodotti con l'originale ricetta dei monaci.

Fonte: tuttobaviera.it

 
By Admin (from 28/04/2011 @ 08:00:10, in it - Scienze e Societa, read 1921 times)

Nella punta nord-ovest della Baviera e a circa 80 km da Würzburg, si trova la deliziosa città di Aschaffenburg (68.000 abitanti), soprannominata da re Ludwig I di Baviera la "Nizza bavarese" per il suo clima mite e per una particolare atmosfera che gli ricordava la rinomata città della Costa Azzurra dove morì nel 1868.

Una delle testimonianze della millenaria storia della città è la Stiftskirche, costruita a partire dal 974 ed in seguito diventata chiesa ufficiale del principe-vescovo di Magonza, che stabilì la sua seconda residenza ad Aschaffenburg, donandole il castello Johannisburg, ancora oggi il monumento più importante e maestoso della città bavarese.
 
Realizzato tra il 1605 e il 1619 su commissione del principe-vescovo Johann Schweikard von Kronberg, questo gioiello del Rinascimento si affaccia sul Meno ed ospita nelle sale interne una pregevole serie di opere di Lucas Cranach ed una collezione di modellini dei monumenti dell'antica Roma. Tra gli ospiti illustri che hanno soggiornato nel castello si segnalano l'imperatrice Maria Teresa d'Austria e Napoleone Bonaparte.


 
Re Ludwig I di Baviera (1786-1868), innamorato di Aschaffenburg, fece costruire una residenza che si ispirava alla casa di Castore e Polluce di Pompei ed affidò il progetto all'architetto Friedrich von Gärtner. Nacque così l'elegante Pompejanum, concepito non come residenza privata del sovrano ma come luogo d'arte e di cultura, un cenacolo dove discutere, studiare ed approfondire quel mondo classico che ammaliava il re fin dalla giovinezza. Nel parco che circonda la villa si trovano i vigneti che ogni anno producono il prelibato vino bianco "Aschaffenburger Pompejaner".
 
A sud-ovest della città si trova il castello Schönbusch, realizzato nella seconda metà del Settecento come residenza estiva del principe-vescovo e circondato da un ampio parco all'inglese (200 ettari), uno dei primi realizzati in Germania e ancora oggi tra i più interessanti nel suo genere.

Fonte: tuttobaviera.it

 
By Admin (from 29/04/2011 @ 08:00:24, in it - Scienze e Societa, read 1836 times)

Il lago di montagna Afritzer See si trova nel distretto di Villach, nella valle Gegendtal della catena montuosa di Nockberge. Come tanti laghi, anch'esso ha un'acqua potabile ed in estate le temparature salgono fino a raggiungere i 26°C.

I giri intorno al lago sono splendidi per il loro panorama che essi Vi offrono, essendo appunto in mezzo alle montagne. La pesca è un divertimento unico per professionisti e principianti, con le diverse specie di pesci ed una vista lunghissima nell'acqua chiara e limpida del lago. Il surf sul lago ed il tennis divertono tantissimo i turisti sportivi.

 
La pista da slittino estiva vicino al lago, così come un tracciato per go-cart offrono avventura e spasso per bambini ed anche per adulti. Un parco di animali nelle Alpi (quasi uno Zoo) ed il museo delle bambole sarà quello che ci vuole per coloro che preferiscono una gita rilassante ad un'avventura. Oltre agli hotel e agli alberghi troverete un campeggio vicino il lago. In inverno, il surfing sul giaccio sul Afritzersee, uno sport che di anno in anno è sempre più richiesto, affascina tantissimi turisti.

Fonte: austriavicina.it

 
By Admin (from 30/04/2011 @ 08:00:15, in it - Scienze e Societa, read 2810 times)

Baveno si trova ad un’altitudine di mt. 205 s.l.m. e conta poco meno di 5.000 abitanti. È una cittadina posta sulla sponda occidentale  del Lago Maggiore, di fronte al golfo Borromeo, in un territorio insieme rivierasco e montuoso. In agevole comunicazione con i maggiori centri del nord Italia e con la Svizzera, grazie all’importante linea ferroviaria internazionale del Sempione ed all’autostrada A26 Voltri-Gravellona Toce.

Rinomata stazione di villeggiatura già dal secolo scorso, come testimoniano le sontuose ville sparse sul suo territorio, tra cui: Villa Henfrey (oggi nota come Villa Branca) dove sono stati ospiti la Regina Vittoria d`Inghilterra e lord Byron e Villa Fedora , appartenuta al noto compositore Umberto Giordano, in cui onore ogni estate si tiene un festival di musica lirica e classica. Nel centro storico del paese interessante è la visita della parrocchiale dei SS. Gervaso e Protaso, risalente ai secc. X-XI, con attiguo Battistero ottagonale e campanile romanico. Particolarmente apprezzata dai turisti è la piccola frazione di Feriolo, antica stazione di transito delle truppe romane dirette ai valichi alpini, che mantiene ancora oggi il suo caratteristico aspetto di villaggio di pescatori e scalpellini.

L’economia di Baveno è di tipo turistico-industriale,  oltre alla buona struttura ricettiva degli alberghi e dei campeggi, vi sono piccole e medie industrie, è sviluppato l’artigianato e l’estrazione del famoso granito rosa, con il quale sono state realizzate la Galleria Vittorio Emanuele a Milano ed il celebre colonnato della Basilica di San Paolo a Roma.
 
Baveno è ricca di angoli suggestivi, di spiaggette, tra le quali quella di Villa Fedora e di giardini lussureggianti, impreziosita dal grazioso centro storico e dalla Chiesa Parrocchiale, un complesso monumentale che risale all’anno Mille, comprendente anche il Battistero con origini paleocristiane, il campanile, il sagrato e la Via Crucis. Esistono in Baveno centro, due nuclei abitati che hanno almeno in parte conservato le caratteristiche del borgo antico. Questi agglomerati sembrano riproporre un modo di abitare molto diverso dall’attuale. I due nuclei si chiamano “Domo” e “Baitone”. Il nucleo di “Baitone” a nord della chiesa, si articola in una serie di viuzze che scendono verso la strada del Sempione, dove vi è un edificio (ora restaurato) che fu nell’ottocento il più antico albergo del lago: “l’Albergo della Posta”, con la sosta dei cavalli. Qui soggiornavano quanti scendevano verso l’Italia dal Valico del Sempione. Si ricordano anche alcuni nomi celebri come Napoleone I, Schubert e Dumas, Churchill. Dal Sagrato della Chiesa (XII sec.), dedicata ai SS. Gervasio e Protasio, ci si addentra nel quartiere “Domo”, un agglomerato di case addossate l’una all’altra. I cortili interni, i piccoli portici, i lunghi ballatoi di legno, i vicoli stretti e tortuosi, le ripide scale, le piazzette, le cappelle e i dipinti votivi, sono tutte parti integranti dell’alloggio, non inteso come uno spazio chiuso al mondo esterno. Qui può essere più facile incontrarsi, partecipare ad una vita di comunità. Oltre il torrente Selvaspessa si trova la frazione di Oltrefiume; il borgo deve la sua origine agli insediamenti dei cavapietre e degli scalpellini addetti all’estrazione ed alla lavorazione del granito rosa. Nel nucleo più antico, recentemente restaurato,  restano a testimoniare questo passato operoso, molti manufatti in granito inseriti come elementi architettonici delle case.  Da non perdere, infine, la frazione di Feriolo che, pur mantendo ancora oggi il suo caratteristico aspetto di villaggio di pescatori e scalpellini, è divenuto uno dei poli del turismo all’aria aperta.

Fonte: Sito del Comune di Baveno

 
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