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 Trilingual World Observatory: italiano, english, română. GLOBAL NEWS & more... di Redazione
   
 
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
By Admin (from 23/07/2010 @ 16:00:28, in it - Video Alerta, read 1575 times)

La regista Nancy Meyers è nel panorama cinematografico da quasi trent’anni. Inizia come sceneggiatrice e il suo primo lavoro è la co-sceneggiatura del film “Soldato Giulia agli ordini” (1980). La sua prima regia avviene parecchi anni dopo con il remake di un classico della Disney “Genitori in trappola” (1998). In questo lasso di tempo la regista ha raccolto intorno a sé molto interesse per le sue sceneggiature, diventando anche produttrice oltre che regista.

Piace per le sue commedie romantiche e che trattano con autenticità i sentimenti dei personaggi che delinea, portando alla luce i comportamenti, le reazioni, il modo in cui ci si sente quando non si è più dei ventenni, dei trentenni o dei quarantenni. In questa commedia pone l’occhio della macchina da presa su una ex coppia sui cinquanta.

Jane e Jake sono divorziati da 10 anni. I tre figli, oramai grandi, prendono tutti strade diverse, lasciando un certo vuoto nella grande casa in cui vivevano con la madre. Jane è proprietaria di una pasticceria che le dà molta soddisfazione e il rapporto con Jake è diventato amichevole. L’uomo si è risposato con “l’altra donna” più giovane di lui, che ora vuole un figlio. Jane decide di ingrandire la cucina facendola diventare come ha sempre voluto, Adam è l’architetto che si occuperà del da farsi e che si innamora di lei. Quando Jane e Jake si ritrovano a New York per il diploma del figlio, i due iniziano una relazione, che porta la donna a essere, lei, l’amante. Jane non sa come comportarsi: troncare tutto o permettersi di lasciarsi andare e vedere ciò che accade? E Adam….? Non è la prima volta che Nancy Meyers porta sullo schermo dei personaggi adulti costretti a trovarsi faccia a faccia con la verità su se stessi e su ciò che vogliono davvero e che hanno cercato a lungo di evitare, succede in “What woman want – Quello che le donne vogliono” e in “Tutto può accadere”, per citarne alcuni.

In E’ complicato la regista mette la sua Jane in una situazione alquanto complicata, appunto, affinché vivendo ciò che sarebbe potuto essere se “ci avessimo riprovato”, riesca a fare chiarezza nel suo intimo e capire cosa vuole davvero, cosa oggi la rende felice e appagata. Bisogna mettersi a confronto con i propri demoni per raggiungere la consapevolezza e magari divenire più saggi.

Inoltre Meyers ha voluto sottolineare come a volte alcune situazioni vanno vissute fino in fondo, per non chiedersi mai come sarebbe andata se si fosse agito in modo diverso.

Sono le esperienze di tutti i giorni che ci fanno diventare ciò che siamo e le scelte che prendiamo a determinare il nostro futuro. Col senno di poi certamente alcuni errori sarebbero evitati, ma il percorso che un uomo o una donna intraprende è fatto di tappe che non si possono saltare o evitare.

Il film si immerge nella realtà della vita dopo il divorzio con eleganza, sincerità e comicità. La regista ha delineato una vena umoristica che calza a pennello ai personaggi, e gli attori, tutti, hanno dei tempi comici perfetti rendendo il film godibile a più livelli, si ride spassionatamente e ci si intenerisce di fronte alla confusione di Jane, identificandosi in una donna fragile e energica, appassionata e solare, una donna che non si è data mai per vinta anche nelle situazioni più buie che ha dovuto affrontare. Ha cresciuto tre figli, che ora intraprendono una nuova strada, ha ricucito il rapporto col suo ex, grazie anche alla disponibilità di lui, ha raggiunto i suoi obiettivi professionali. Dopo molti sacrifici ora può assaporare un po’ di serenità. La regista mostra una Jane coraggiosa, l’ho è stata in passato, e lo è oggi che sceglie di vivere pienamente quest’opportunità con Jake.

Meryl Streep riesce a incarnare perfettamente ogni piccola sfumatura di Jane, a iniziare dalle sue espressioni facciali, irresistibili. Steve Martin è la vera sorpresa del film, si cimenta in un ruolo un po’ diverso dal solito, Adam è una persona vulnerabile, è stata ferita, ed entra nella vita di Jane in punta di piedi, al contrario di Jake.

L’attore è alle prese con i momenti più intimi e piccoli della pellicola e regala allo spettatore un’interpretazione morbida e accattivante. Un aspetto che la regista ha saputo caratterizzare è il raccontare la storia di una coppia che si muove avanti nel presente, tratteggiando nei loro discorsi il loro passato insieme, portando lo spettatore ad avere una visione del tutto e accompagnandolo fino all’epilogo.

Un altro tema che viene sottolineato è il chiedersi cosa si è persi, cosa ci si è lasciati alle spalle nell’optare una scelta invece di un’altra. Nel momento in cui Jake comincia ad avere problemi di intesa sessuale con la moglie attuale, inizia ad aprire gli occhi su tante piccole cose, incluso l’aver divorziato da Jane.
Il cibo gioca un ruolo di primo piano e, in forme diverse, appare nella maggior parte delle sequenze. Molto tattile è la sequenza in cui Jane e Adam si ritrovano sul retro della pasticceria, impegnati nel preparare i cornetti. La scelta di far vedere Jane all’opera è messa in atto per coinvolgere ancor di più colui che guarda, stuzzicandogli i sensi.

È un film ottimista, tutti i personaggi sono feriti e ognuno riconosce questo nell’altro, tutti in modo diverso cercano di muoversi dal passato e procedere oltre e questo infonde ottimismo e speranza. ( Fonte: cinemalia.it)

Autore della recensione: Francesca Caruso

Redazioneonline- Cinema e Spettacoli

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Intervista integrale al “Venerabile” Gioele Magaldi, leader  di “Grande Oriente Democratico” di Francesco Esposito


1. Come valuta il nuovo scandalo P3? E’ solo un teatrino, come ha detto il Gran Maestro Raffi o sono 4 pensionati un po’ sfigati?

Né l’una né l’altra cosa. Parlare di P3 è vero e falso allo stesso tempo. E’ falso perché, in senso stretto, le  Logge Propaganda 1 e Propaganda 2 sono storicamente esistite in seno al G.O.I., mentre il nome “P3” è una creazione giornalistica. Ma solo il nome. La “realtà” cui allude il nome è vera, anzi sin troppo vera, se ci si riferisce ad una specifica vicenda della Massoneria italiana negli ultimi 28 anni, dal 1982 in avanti. Definire Marcello Dell’Utri, Denis Verdini, Flavio Carboni e altri nomi molto importanti (tanti ancora da scoprire…) come “pensionati un po’ sfigati” è troppo anche per un “barzellettiere” come il Fratello Silvio Berlusconi...

2. Il Grande Oriente d’Italia non aveva già fatto pulizia al tempo della P2 e poi con l’arrivo di Raffi? O esistono logge che sfuggono al suo controllo?

Raffi non ha fatto alcuna pulizia. Solo proclami retorici e mistificatori. E nessuna realtà massonica rilevante, in Italia, può sfuggire al “controllo” del Grande Oriente. Quanto “al tempo della P2”, non è mai finito. Ha solo assunto nuove maschere, senza alcuna effettiva soluzione di continuità rispetto all’opera di Licio Gelli, che era perfettamente organico ai vertici di Palazzo Giustiniani.

3. Lei ha detto che gli elenchi della P2 sono incompleti…

Ci sono alcune copie degli elenchi completi, con migliaia di nomi. Roba abbastanza “esplosiva”, anche a quasi trent’anni dalla scoperta degli elenchi incompleti di Castiglion Fibocchi. Ho avuto modo di visionarli di persona e so che, se fosse necessario e opportuno, chi li custodisce li renderebbe pubblici, con conseguenze piuttosto traumatiche per tanta gente. Anche perché non si tratta di meri elenchi di nomi, ma di una documentazione piuttosto corposa e articolata…

4. L’ingresso in una loggia è reversibile? I rapporti di Berlusconi con il mondo massonico si sono chiusi con la fine della P2?

L’iniziazione alla Massoneria ha carattere indelebile. Come l’ordinazione sacerdotale. Una volta affiliati, si rimane massoni per tutta la vita. A proposito dei rapporti di Berlusconi con il mondo massonico, giova sottolineare che il “pensionato” Flavio Carboni è stato il tramite dei costanti e reiterati rapporti del Fratello Berlusconi con il Fratello Armando Corona, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia dal 1982 al 1990. Flavio Carboni è sempre stato anche grande amico di Giuseppe Pisanu, già Ministro dell’Interno nel secondo e terzo governo Berlusconi (2002-2006). Giuseppe Pisanu e soprattutto il Gran Maestro Armando Corona ebbero anche il “merito” di facilitare incontri e rapporti del Fratello Berlusconi con l’allora Presidente della Repubblica Francesco Cossiga (1985-1992). Sui rapporti di Silvio Berlusconi e dell’entourage berlusconiano con il mondo massonico italiano e internazionale negli anni successivi al 1990 e fino ad oggi, è di prossima uscita-presso un’importante casa editrice italiana- un libro molto interessante, di cui sono co-autore.

5. Quali sono i rapporti tra il Grande Oriente guidato da Raffi e la politica italiana? Si è molto parlato dei 4000 iscritti del PD…

Come ho già avuto modo di spiegare altrove, l’allusione del Gran Maestro Raffi ai “4000 massoni nel PD” era un modo per suggerire, ammiccando, che, degli altri 21.000 aderenti ufficiali al G.O.I., la maggioranza sarebbe filo-Berlusconi o filo-PDL. Cosa non vera, ma che Raffi, evidentemente, aveva necessità di segnalare pubblicamente a qualcuno…In ogni caso, sia  per la gestione autoritaria dentro Palazzo Giustiniani- insofferente di qualsiasi dissenso, critica o libero dibattito di opinioni- sia per i “messaggi cifrati” rivolti alla politica italiana, è sempre più difficile non riconoscere la “deriva berlusconiana” che Raffi vorrebbe imprimere al Grande Oriente d’Italia da lui guidato.

6. Perché ha scelto lo scontro aperto col Gran Maestro?

Per approfondire la questione rimando i lettori di Vanity Fair  al Sito del mio Gruppo: www.grandeoriente-democratico.com , in continuo aggiornamento. In questa sede, mi limiterò a dire che non sopporto i tiranni, i despoti e soprattutto gli ipocriti: quelli che hanno sempre in bocca parole come libertà, popolo, democrazia, dialogo, ma in realtà disprezzano qualunque forma di pluralismo democratico e liberale. Gustavo Raffi assomiglia molto al Fratello Silvio Berlusconi: entrambi non tollerano il dissenso, amano solo i cortigiani obbedienti e sognano un potere elitario che manipoli la volontà popolare. Entrambi mostrano disprezzo per le Costituzioni e le leggi, qualora non siano funzionali ai propri interessi personali.

7. Il Grande Oriente diventerà mai davvero “democratico”?

Sarà dura, ma ce la faremo. Dalla prima democrazia massonica del Mondo, oltre-oceano, soffia un vento di rinnovamento e rigenerazione sia per la politica che per la massoneria internazionale. E l’Italia non potrà rimanerne indenne…

8. Chi sono oggi i massoni?

Ci sono i furbi, gli arrivisti, gli assetati di potere, come sempre accade anche in altre importanti istituzioni o associazioni. Ma ci sono soprattutto molti giovani e anziani appassionati e disinteressati. Gente che crede fermamente negli ideali costitutivi della Libera Muratoria: libertà, democrazia, tolleranza, dialogo multi-religioso e multi-culturale, laicità delle istituzioni, solidarietà e filantropia concreta verso le classi più disagiate e i popoli più diseredati. E ci sono coloro che si impegnano seriamente per il proprio e altrui perfezionamento spirituale e morale, secondo i principi specifici della via iniziatica massonica.

9. Ci sono anche uomini di Chiesa?

Si, anche alti e altissimi prelati. Si tratta per lo più di persone che furono iniziate alcuni decenni fa e che adesso sono molto riservate e defilate rispetto alla loro appartenenza. Però ci tengono moltissimo ad essere considerati convinti massoni. Sono uomini dalla spiritualità aperta e complessa, insofferenti di ogni dogmatismo e angustia fideistica. Perciò vivono con disagio lo spirito anti-conciliare, conservatore e reazionario propugnato dall’attuale Papa, Benedetto XVI.

10. Dove sono finiti i massoni che portano l’eredità dei grandi uomini che hanno fatto l’Italia?

Certo Gustavo Raffi non crederà che si possano onorare grandi massoni come Garibaldi, celebrandoli con qualche convegno e qualche busto di marmo. Se si vuole essere all’altezza dei nostri Padri, che dal ‘700 in avanti hanno rivoluzionato e modernizzato il mondo, bisogna voler combattere oggi battaglie di uguale asprezza e importanza contro tutti i nemici della laicità, della libertà e della democrazia. Che sono tanti, anche in pieno XXI secolo. Noi di “Grande Oriente Democratico” ce la metteremo tutta…

Fonte: grandeoriente-democratico.com

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By Admin (from 23/07/2010 @ 12:10:29, in it - Scienze e Societa, read 2656 times)

Un tempo pittoresco villaggio di pescatori, oggi Portofino è il simbolo della vacanza esclusiva e raffinata, dove uno splendido contesto naturale e paseaggistico fa da fulgido sfondo alla vita mondana e lussuosa di una delle baie più "in" di tutta la penisola. Per arrivare in questa incantevole località di vileggiatura si può optare per l'areo, scegliendo come scalo l'aeroporto Cristoforo Colombo di Genova che dista circa 30 km dalla citttà, oppure utilizzare il treno, scendeno alla stazione di Santa Margherita Ligure oppure, in alternativa, a quelle di Recco e Camogli e da qui utilizzare l'autobus. Per chi dispone di mezzi propri l'uscita dell'autostrada consigliata è quella di Rapallo, da qui bisogna seguire la Sp 227 che passa da Santa Margherita Ligure, superare la località di Paraggi ed arrivare a Portofino.

 

Portofino si affaccia su di uno scenario naturale di rara suggestione, tanto che il promontorio roccioso che prosegue oltre la città è dichiarata zona protetta fa da oltre settant'anni. In questa zona di Liguria l'uomo è riuscito a creare una perfetta simbiosi con il paesaggio, le case dalle varie tinte cromatiche ma delicate come fossero colori pastello, si integrano pienamente alla cornice verde delle montagne trapuntate di pini e macchia mediterranea.

 

Da visitare a Portofino c'è tutto il centro, caratteristico per le sue case in stile genovese ed alcune opere d'arte pregevoli. I monumenti da segnalare sono l'Oratorio di Santa Maria Assunta, in splendido stile gotico, e le due chiese di San Martino (dodicesimo secolo) e quella di San Giorgio al cui interno sono custodite alcune reliquie attribuite al santo. Una passeggiata classica da compiere a Protofino è quella che conduce alla punta del faro, sull'estremità meridionale del promontorio. Il percorsa passa nelle vicinanze del Castello Brown, del sedicesimo secolo, che domina la sua baia con i suoi bastioni e la coorte di pini secolari, uno dei quali, maestoso, svetta dalle sue mura.

 

Proseguendo si arriva alla punta, in una cornice di verde silvestre, con i profumi della macchia mediterranea e con un panorama a sbalzo sulle rocce, che toglie il respito, e s'affaccia sull'intero golfo del Tigullio. Se cercate invece una bella spiaggia, la migliore è quella posta a meno di due km dal centro cittadino, tornando indietro in direzione di Recco. La prima baia che s'incontra è quella della località di Paraggi, l'unica dotata di una grande spiaggia nella zona, difatto diventando la Spiaggia di Portofino. Il luogo è decisamente "in" con un paesaggio molto bello e grandi barche che ogni tanto vengono ad ancorarsi nelle vicinanze.

 

La spiaggia è spesso frequentata da personalità e VIP ed è una delle località più raffinate della riviera.

 

Da Portofino si compiere una bellissima escursione che è un vero tuffo nella storia, e cioè la visita dell'Abbazia di San Fruttuoso, nel cuore del parco naturale e delpromontorio di Portofino.

 

La chiesa non è raggiungibile con l'automobile e quindi ci sono due uniche possibilità: arrivarci via mare, approfittando delle escersioni organizzate, o noleggiando la vostra barchetta se siete provetti navigatori, oppure compiere la passeggiata via terra, opzione consigliabile solo se siete veri amanti del trekking visto che si tratta di sentieri decisamente impegnativi.

 

Qualunque sia il vostro modo di giungere fino a San Fruttuoso, la ricompensa è assicurata dalla magnifica costruzione che da circa 1000 anni sigilla con le sue pietre il fondo della baia, Lo scenario della spiaggia con dietro il santurio colore delle rocce, il campanile e le arcate alla base, vi rimarrà impresso a lungo. E' anche possibile pernottare alla baia ma, essendo una dimora storica, il vostro budget deve essere particolarmente consistente... ( Fonte: ilturista.info)

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By Admin (from 23/07/2010 @ 10:47:39, in it - Osservatorio Globale, read 1195 times)

"Parliamo una lingua comune la maggior parte del tempo", ha detto Obama subito dopo il primo incontro con il Premier inglese Cameron alla Casa Bianca. Le sue parole lasciano intendere che non sempre c'é stata la stessa lunghezza d'onda nelle discussioni su temi come Lockerbie e Bp, ma anche sull'approccio alla crisi e alle misure di riduzione del deficit. D'altra parte, in conferenza stampa Cameron, oltre ad escludere un'inchiesta sul caso Lockerbie, ha ricordato all'opinione pubblica americana che il colosso del greggio è importante per l'economia di entrambi i paesi: "E' nell'interesse di tutti che resti forte".


NEW YORK.  Il 'tappo' del pozzo Macondo per lo meno ieri ha tenuto, arginando ulteriori veleni sul menù del primo 'lunch' ufficiale a Washington tra David Cameron e Barack Obama. Ed è stata una fortuna, perché c'era tanta carne al fuoco. "La marea nera è una catastrofe. Capisco la rabbia dell'America. Bp deve pagare per quel che ha fatto, però non c'entra con la decisione di liberare l'attentatore di Lockernie Abdelbaset al Megrahi. Quella fu presa dal governo scozzese ed era sbagliata", ha detto Cameron dopo il primo faccia a faccia alla Casa Bianca con il presidente americano. Il conservatore Cameron e il democratico Obama si stanno simpatici. L'americano ha portato l'inglese a visitare le stanze della East Wing ricevendone i complimenti per come "Sasha e Malia tengono ordinate la camera". Ma al di là delle battute e della 'chemistry', dei rapporti di pelle tra i due leader che - hanno notato i reporter - sono entrambi mancini, l'incontro di ieri non è caduto in un momento d'oro per la 'relazione speciale' tra Usa e Gb.


"Parliamo una lingua comune la maggior parte del tempo", ha detto Obama quasi a significare che nelle discussioni su temi come Lockerbie e Bp, ma anche sull'approccio alla crisi e alle misure di riduzione del deficit, non sempre c'é stata la stessa lunghezza d'onda. Cameron, arrivato su un volo civile a Washington in omaggio all'austerity chiesta ai suoi concittadini, vuole tagli del 25 per cento per ogni ministero, un approccio che lo ha messo fuori sintonia con le strategie di ripresa volute da Obama: "L'unica differenza con l'America sono i tempì, ha minimizzato il premier britannico alla Npr: "Non siamo gli Stati Uniti. Non possiamo prenderci il lusso di aspettare". Ma i temi economici e quelli piu tradizionalmente di politica estera (Afghanistan, Iran, Medio Oriente e, una novità, la cyber-sicurezza) sono stati oscurati dal nodo Bp-Megrahi: per proteggere la multinazionale dalla rabbia di Washington Cameron ha ricordato che la responsabilità finale nel rilascio dell'uomo di Lockerbie sta nel governo scozzese: "Non fu una decisione di Bp, la presero i ministri scozzesi".


Secondo Cameron "Megrahi avrebbe dovuto morire in prigione". Intanto però il premier britannico che ha ceduto alle pressioni di incontrare i quattro senatori del New Jersey, New York e California che gli chiedono di far luce sul caso Lockerbie.
Nella conferenza stampa congiunta con Obama, Cameron ha respinto l'idea di un'inchiesta formale ma ha ordinato al suo Cabinet Secretary (l'equivalente del capo di gabinetto) Gus O'Donnell di valutare l'eventuale pubblicazione delle telefonate intercorse tra l'allora ministro della Giustizia Jack Straw e Bp sull'accordo con la Libia per lo scambio dei prigionieri: accordo che che avrebbe aperto la strada nel 2009 alla liberazione di Megrahi. Quanto a Bp, per Cameron "ha sbagliato" nel Golfo del Messico e dovrà pagare. Ma il premier britannico ha ricordato all'opinione pubblica americana che il colosso del greggio è importante per l'economia di entrambi i paesi: "E' nell'interesse di tutti che resti forte". Per far fronte alle spese legate alla marea nera ieri il gruppo petrolifero ha messo in vendita asset in Vietnam e Pakistan pari a 1,7 miliardi di dollari. Finiranno nel fondo da 20 miliardi di dollari per ripulire mari e coste e risarcire i danni alle popolazioni colpite.

Fonte: AmericaOggi.info

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By Admin (from 23/07/2010 @ 10:32:40, in it - Scienze e Societa, read 1421 times)
Documentario su fast food ed in particolare Mac Donald.

Dopo accurati esami, da cui risultano tutti i valori nella norma e un perfetto stato di salute, il protagonista si nutre per un mese esclusivamente da Mac Donald con tre pasti quotidiani: colazione, pranzo e cena. I risultati saranno scandalosamente tremendi, tutti i parametri andranno più che fuori dalla norma e tanto altro ancora.

La dimostrazione con tanto di esperimento scientifico che il fast food è nocivo alla salute e pericoloso per la fase della crescita. Una considerazione: ma cosa ci danno da mangiare? ( Fonte: laverabestia.org)

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Un nuovo meccanismo, semplice e social, potrebbe salvare le inchieste vecchio stile, da tempo relegate in cantina perché costosissime. A suggerirlo è il progetto di Spot.us: l'inziativa parte dal basso, gli utenti propongono argomenti e tematiche non trattate sufficientemente dai media. Ci si confronta con gli altri membri, si fa una stima dei costi per sviluppare il progetto e una volta preparato il piano d'azione nel dettaglio si procede grazie a micro finanziamenti, generalmente di 20 euro ciascuno e mai superiore al 20% totale del budget per evitare possibili condizionamenti.

Il caso più noto è in questi giorni sui giornali e sui siti di mezzo mondo: Linsday Hoshaw riesce a pubblicare sul New York Timesun reportage a proposito di un vortice di rifiuti grande due volte la Francia che nel bel mezzo del Pacifico, a causa delle correnti, raduna tonnellate di frammenti di plastica. Come? Grazie a Spot.us, i cui utenti si sono dimostrati interessati all'inchiesta dopo che il quotidiano newyorchese aveva posto come condizione per l'avvio del report che le spese di viaggio fossero a carico della cronista.

Punto cruciale per lo sviluppo di questo e di altri progetti simili è il contributo della comunità locale, interessata alle problematiche più vicine ad essa.

Repubblica ha intervistato David Cohn, ventiseienne fondatore di Spot.us. "E' una rivoluzione" ha detto Cohn. "Una nostra inchiesta pubblicata da un grande quotidiano è la conferma della bontà della nostra metodologia di lavoro considerata molto radicale rispetto al giornalismo tradizionale" . Sull'esportazione del modello il giovane californiano è cauto: "Penso che il modello di Spot.us possa funzionare in Italia, ma non ne sono sicuro. In Europa l'approccio al giornalismo è molto diverso da quello degli Stati Uniti".

Un concept vincente che punta per le prossime inchiesta, come ha scritto lo stesso Cohn sul suo blog, ad una diffusione più capillare tramite Facebook e Twitter. Così il cosiddetto crowdfunding, che già aveva toccato la politica Us (i finanziamenti alla campagna di Obama) e la passionaccia per il calcio degli italiani (si veda il progetto di Squadramia di acquistare una squadra di calcio grazie al contributo degli utenti) arriva al giornalismo che, questa è la mia opinione, ne avrà solo da guadagnare. C'è da dire che non tutte le potenziali inchieste dei reporter avranno sostenitori facoltosi come quelli della Horshaw, che trai vari aiuti ha potuto contare sul contributo di Jimmy Wales, fondatore di Wikipedia.

Fonte: Reporters.blogosfere.it

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Una scultura in bilico tra la montagna e il mare, intessuta di viottoli tortuosi che scivolano verso la costa o si inerpicano sempre più in alto, da dove si può ammirare la Riviera Ligure in tutto il suo splendore: questa è Bergeggi, borgata ligure di circa 1200 abitanti, in provincia di Savona, abbarbicata a 1100 metri di quota e immersa in un paesaggio mozzafiato.



Situata nei pressi della Riviera delle Palme, splendente porzione del litorale della Liguria, Bergeggi è incastonata alle pendici del Monte Sant’Elia, da dove parte la passeggiata pittoresca che raggiunge il mare. Giunti nella zona litoranea si scoprono le tinte più vivaci e moderne di Torre del Mare, la frazione balneare del comune, realizzata tra gli anni Cinquanta e Settanta del secolo scorso col preciso scopo di incentivare il turismo e accogliere i vacanzieri amanti della zona.

Distante circa 10 km da Savona e 60 km da Genova, capoluogo regionale, Bergeggi è in una posizione comoda e vitale, vicina a città stimolanti e allo stesso tempo immersa in uno scenario suggestivo e tranquillo. La bellezza dell’ambiente e la ricchezza naturalistica hanno determinato la nascita, nel 1985, della Riserva Naturale Regionale di Bergeggi, che oltre al nucleo centrale del paese comprende l’omonima isola e la striscia litoranea corrispondente, con una grotta marina e la bella sughereta delle Natte. Nel 2007 è stata istituita anche un’area marina protetta, molto amata dagli esperti di immersioni.

L'intero isolotto, la costa rocciosa prospiciente, la grotta marina e la sughereta delle Natte fanno parte dal 1985 della Riserva naturale regionale di Bergeggi e dal 2007 dell'Area naturale marina protetta Isola di Bergeggi. Ma la cittadina è anche un concentrato di arte e cultura, ben manifeste nelle architetture che costellano il centro abitato: tra gli edifici religiosi più importanti c’è la chiesa parrocchiale di San Martino di Tours, costruita nel 1706 e custode di un prezioso dipinto del XVI secolo raffigurante la Madonna del Rosario, realizzato in stile tipico ligure-toscano. A questo si aggiungono una statua dell’artista francese Lacroix e un crocifisso di Anton Maria Maragliano. Altri edifici di culto sono la cappella di Santo Stefano, nascosta tra la vegetazione sui colli dietro il borgo, e sull’isola si trovano i resti di un’antichissima chiesa paleocristiana e di un imponente monastero istituito nel 992.

Anche le architetture militari hanno a Bergeggi dei valorosi esponenti, come i forti di Santo Stefano e San Giacomo, il primo del XVII secolo e il secondo del XVIII, entrambi collocati tra le montagne al confine fra Vado Ligure e Bergeggi. Inoltre il paese era anticamente dominato dal forte di Monte Sant’Elia, di cui rimangono solo alcune parti. Risale all’Alto Medioevo la torre costiera d’Ere, che serviva ad avvistare eventuali nemici in avvicinamento, mentre la torre Rovere è del Quattrocento.

Come ogni antico borgo marinaro che si rispetti, anche Bergeggi fa rivivere la sua storia e le sue tradizioni passate attraverso un ricco repertorio di eventi popolari e culturali, che animano il centro in varie occasioni nel corso dell’anno. Tra le manifestazioni più moderne c’è “Bergeggi Sotto&Sopra”, un appassionante concorso di fotografia subacquea, ma le feste più apprezzate sono quelle che affondano le radici nella tradizione eno-gastronomica, come la Sagra del Vino Nostralino e la Sagra dei Saraceni.

La Sagra del Vino Nostralino si svolge nella piazza del paese a metà giugno, e comprende la premiazione del miglior vino presentato, del vino più corposo e del vino col miglior bouquet, ma soprattutto una degustazione imperdibile di prodotti vinicoli e culinari deliziosi, accompagnati da buona musica e allegri spettacoli danzanti. Anche la Sagra dei Saraceni, che si tiene nella seconda metà di luglio, dà la possibilità di assaggiare le ghiottonerie più caratteristiche della città, prima di assistere ai giochi e agli spettacoli serali.

A conciliare il divertimento e la vita all’aria aperta ci pensa il clima piacevole di Bergeggi, di tipo mediterraneo temperato, con valori climatici miti e tante giornate di sole. Le temperature medie di gennaio, il mese più freddo, vanno in effetti da 1°C a 12°C, mentre in luglio e agosto si passa dai 16°C ai 29°C. Le precipitazioni, quasi assenti nel periodo estivo, toccano il picco massimo in ottobre, quando cadono in media 106 mm di pioggia.

Per raggiungere Bergeggi si possono valutare diverse opzioni. La città non è dotata di un proprio casello autostradale, pertanto dall’Autostrada A10 è necessario uscire a Vado Ligure-Savona se si viene da nord, oppure a Spontorno se si viene da sud, per poi continuare lungo la Strada Provinciale 1 Aurelia fino alla meta. Se si sceglie il treno conviene scendere a Vado Ligure-Quiliano, sulla linea Ventimiglia-Genova nel tratto compreso tra Savona e Genova. L’aeroporto di Genova è a circa 54 km, e quello di Villanova d’Albenga è circa alla stessa distanza da Bergeggi. ( Fonte: ilturista.info)

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By Admin (from 22/07/2010 @ 10:21:10, in it - Scienze e Societa, read 1677 times)
Per conoscere gli animali da fattoria, l'affetto che sanno dare e ricevere, la loro dignità, la loro bellezza.

Un documentario basato sul libro "Il maiale che cantava alla luna" dello scrittore di fama internazionale Jeffrey Masson. Adatto a tutte le età, particolarmente indicato per la visione nelle scuole medie inferiori e superiori, questo video mostra gli animali "da fattoria" per quello che sono realmente, esseri senzienti e non "macchine" come sono oggi considerati negli allevamenti intensivi.

Nel video impareremo a conoscere questi animali, che solitamente non vengono né amati, né rispettati. Vedremo come vivono in natura, e come vivono invece nella dura realtà dell'allevamento, ma anche come potrebbero vivere se venissero rispettati, l'affetto che sanno dare e ricevere, la loro dignità, la loro bellezza, dentro e fuori. Evitare il loro sfruttamento e la loro morte dipende solo da noi: basta smettere di mangiarli. ( Fonte: www.laverabestia.org)

Doppiaggio in italiano a cura di AgireOra Network,
www.AgireOra.org
Earth View Production e Animal Place,
www.AnimalPlace.org

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By Admin (from 21/07/2010 @ 12:05:42, in it - Scienze e Societa, read 2069 times)

Basterebbe saper che il litorale, in questo tratto di Liguria, prende il nome di Golfo Paradiso, per aver voglia di partire alla scoperta delle sue borgate e delle sue calette pittoresche, in cerca di una quiete e di un paesaggio idilliaci. Le aspettative sono rispettate dalla bellezza di Sori, piccolo comune ligure di circa 4.300 abitanti in provincia di Genova, incastonato lungo la Riviera di Levante.

Il territorio della cittadina, accarezzato dalle onde limpide del Mar Ligure, si allunga nell’entroterra lungo la valle del torrente omonimo, sino allo spartiacque con l’alta valle Fontanabuona e toccando la frazione di Pannesi, nel comune di Lumarzo. Più che un paese è una costellazione di paesini minori, nata dall’unione dell’antico centro di Sori col soppresso comune di Canepa.

Tutto il borgo si sviluppa su un terreno montuoso, che tocca gli 894 metri di latitudine sulla vetta del monte Becco: gran parte dei rilievi sono occupati dalle tipiche coltivazioni a terrazze, molto diffuse in Liguria per la produzione di uva e olive, affiancate dalla vegetazione selvaggia dell’ambiente mediterraneo e dalle foreste di castagni, faggi e querce. La costa è come un’immensa scultura scalfita nella roccia, con scogliere mozzafiato che si inabissano tra i flutti e raggiungono i 3 metri di altezza. Soltanto di fronte all’abitato principale si apre una piccola caletta di sabbia: per il resto si tratta di insenature aspre e, proprio per questo, ancora più affascinanti.

Anche il cuore di Sori nasconde dei tesori interessanti, preziosi testimoni del passato del borgo e delle sue usanze più caratteristiche. Tra gli edifici di culto più belli e più importanti c’è la chiesa di Santa Margherita, la cui planimetria si sviluppa longitudinalmente, con un atrio e un presbiterio molto allungati. A navata unica, ampia e molto alta, è a forma rettangolare ed è affiancata da una serie di cappelle basse. Interessanti i quadri e gli affreschi risalenti al XVIII secolo, realizzati da artisti della scuola pittorica ligure.

Non mancano poi gli edifici civili, come il ponte “napoleonico” ad arco, in pietra da taglio, che apparteneva all’antico tracciato della via Aurelia, così come la Via Sant’Erasmo, che è la strada più antica e meglio conservata del capoluogo.

 

Sui due lati si innalzano due schiere continue di palazzi piuttosto alti, che costituivano una buona barriera contro eventuali attacchi provenienti dal mare, secondo l’uso tipico dei borghi marinari genovesi.

 

Sul tracciato, verso il mare, si apre la graziosa piazzetta di Sant’Erasmo con l’omonimo oratorio, sede tra l’altro di manifestazioni culturali e musicali.

A proposito di manifestazioni, a Sori non mancano mai le occasioni di divertimento e di festa: in particolare per tutta la stagione estiva gli eventi si susseguono a ritmo serrato, in un turbine continuo di celebrazioni religiose, appuntamenti culturali e serate folcloristiche, in cui regnano la buona musica e la buona cucina. Da non perdere il Sori Jazz Festival che si svolge nei fine settimana di luglio, la festa di San Lorenzo del 10 agosto, la festa di Nostra Signora delle Grazie dal 12 al 15 agosto, la scoppiettante festa di San Rocco del 16 agosto e infine la festa di Nostra Signora Addolorata nella frazione di Teriasca, il terzo fine settimana di settembre. Per l’occasione la piccola località si riempie di stand gastronomici e bancarelle, e fa da scenario agli spettacoli di danza e alla tradizionale processione religiosa.

Per arrivare a Sori si può scegliere tra diverse opzioni. Chi viaggia in auto deve percorrere l’autostrada A12 e uscire a Recco, poi continuare per 6 km in direzione Genova fino a destinazione; in alternativa si può uscire a Genova-Nervi e proseguire per circa 8 km in direzione La Spezia. Se preferite il treno troverete la stazione di Sori sulla linea Genova-La Spezia: qui fermano i treni regionali provenienti da Savona, Genova Voltri, Genova, Recco, Sestri Levante e La Spezia. L’aeroporto più vicino, a 30 km circa, è il Cristoforo Colombo di Genova, da cui ci si può servire dei mezzi pubblici o del treno per arrivare a Sori.

Giunti a destinazione verrete accolti da un clima mediterraneo piacevolissimo, caratterizzato da temperature sempre miti, estate calde ma ventilate e inverni dolci, che non toccano mai valori troppo bassi. Le temperature medie di gennaio, il mese più freddo, vanno infatti da una minima di 5°C a una massima di 11°C, mentre in luglio si va dai 21°C ai 27°C. Le precipitazioni, scarse nei mesi più caldi, toccano il picco massimo in ottobre, quando cadono in media 153 mm di pioggia. ( Fonte: ilturista.info)

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