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 Trilingual World Observatory: italiano, english, română. GLOBAL NEWS & more... di Redazione
   
 
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 

On the day a Federal District Court judge told the would-be Times Square bomber that she hoped he would spend his life sentence thinking about whether “the Koran wants you to kill lots of people,” Christopher Hitchens and Tariq Ramadan took the stage at the 92nd Street Y to debate the question, “Is Islam a religion of peace?”

Neither man liked the question.

“This is not the right question to ask,” Ramadan said in his opening remarks. “It doesn’t mean anything.” It didn’t mean anything when George W. Bush called Islam a religion of peace, said the Swiss scholar, barred by the Bush administration from entering the United States on anti-terrorism grounds in 2004.

The right question, he said is “do we have something helping us toward peace?” Ramadan seemed to be saying that Islam served that purpose, though he never said so outright. “The Koran is the word of God,” he said. “The problem is not the book. The problem is the reader.”

In his rebuttal, Hitchens would agree with Ramadan about the perils of reading, but said that the fault did not always lie with the reader. “In reading the Koran,” Hitchens said, “I can’t tell if it’s the word of god, but I can hope it’s a sign of god having a bad day.”

Ramadan argued that religion was “instrumentalized” (he used the word five times) by bad actors who distorted it. With a penchant for becoming emphatic when stating the obvious, Ramadan said, “Islam is a religion for human beings. But we are not peaceful human beings.” The “diversity” within Islam—“Maimonides spoke Arabic better than me,” he said—led to the risk of “lots of wars.” Turning to Hitchens, a former Trotskyist and trade union organizer, Ramadan said, “You see what some did with Marx. Is therefore all Marx bad? No.”

(When he spoke next, Hitchens seemed to pause as he considered how far to take the bait about Marx, and then declined to do so at all.)

“You don’t give the people all the interpretation,” Ramadan told Hitchens. “It’s not serious to say all Muslims are acting in the same way. Don’t tell me you didn’t hear the Muslim condemnation of September 11.”

But Ramadan went on to complain that in fact Muslim appeals for reason do go unheard. Speaking of himself, he said, “When what he’s saying is good, he’s alone. When they don’t like what I say, it’s, `He has a huge following.’“

But he did not think that history should be any guide to reform. “Don’t rely on history,” he said. “With history you prove whatever you want.” He then drew a parallel between Islamist terror as a distortion of Islam and the American campaigns in Iraq and Afghanistan. “In the name of human rights we kill innocent people,” he said, his soft, French-inflected voice rising as he leaned over the podium. “The blood of an Iraqi or an Afghan is as good as American blood.”

In his rebuttal, Hitchens pointed out that though he didn’t think “the motion was a particularly good one, I knew about it as long as Professor Ramadan did, and I agreed to speak to it. Not to make it a point of self-pity.”

After rebuking Ramadan for his remark about American and Middle Eastern blood, Hitchens asked, “What has the United States done in Iraq that was as criminal as the blowing up of the Golden Mosque in Samarra? Deliberately intending to start a civil war, which it did. Where is the Sunni outrage? Where is the Sunni fatwa against this conduct? I missed it. And so, apparently, did the followers of the prophet.”

TO BE CONTINUED ...

WIE VAN DE DRIE

Barbra  
Barbra | Satin | Aria
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Al giorno d’oggi la somministrazione di farmaci psicoattivi (psicofarmaci) ai bambini (6-17), è troppo comune e cresce con una cadenza allarmante.

Questi farmaci spesso causano l’effetto opposto a quanto si era inteso, e condannano il bambino ad una vita infelice e alla malattia.

 

La loro prescrizione servirebbe a trattare gli “squilibri chimici” che, si dice, siano la causa di ADHD (Disturbo di Attenzione), depressione e disturbo bipolare, ma in realtà è proprio l'uso improprio di questi farmaci a causare diversi squilibri chimici, che a loro volta provocano disturbi mentali, molti dei quali sono sia permanenti che debilitanti.

 

In aggiunta è ormai evidente che stiamo di fatto diagnosticando come disturbi mentali il normale comportamento di bambini e adolescenti (ma i bambini non dovrebbero essere pieni di energia? e non è normale per un adolescente essere lunatico e distaccato?).

 

Questa diagnosi non si basa solo su questa concezione di "squilibri chimici", ma anche su un’idea generale e pervasiva che ogni comportamento non accettabile sia dovuto ad una malattia mentale. E per ultimo, ma certamente non meno importante, la prescrizione di questi farmaci da parte dei medici è basata su informazione fornita dalle autorità e dall’industria farmaceutica, informazione spesso sostenuta da studi fraudolenti, il cui fine è solo quello di fare soldi sulle teste dei nostri figli.

 

In una recente conferenza, il rispettabile giornalista, scrittore e candidato al Premio Nobel, Robert Whitaker (PBS, Boston, 15 giugno 2010) ha evidenziato non solo la non scientificità della metodologia utilizzata nello sviluppo, prescrizione e uso di psicofarmaci nei bambini in età scolare, ma anche come siano irrimediabilmente corrotti e fallimentari i sistemi che dovrebbero regolamentare la sicurezza dei medicinali in questo paese (USA).

 

Inevitabilmente, le aziende farmaceutiche esistono per creare profitto. Il loro successo non si basa dunque sull'utilità di un farmaco o la sicurezza dei suoi prodotti.

Il percorso per aumentare i profitti è semplice: trovare nuovi impieghi per i loro vecchi farmaci, inventarne di nuovi e trovare nuovi mercati per entrambi i farmaci - vecchi e nuovi. Purtroppo, i bambini sono il nuovo mercato di oggi.

Le autorità, per approvare un nuovo farmaco, richiedono uno studio che ne provi l’efficacia e la non pericolosità. "Studio" è spesso un termine improprio, dato che la parola implica una qualche imparzialità e un risultato a priori sconosciuto.

Questi "studi" spesso sono più simili ad un procedere a tentativi: in uno di questi, corruzione e disonestà sono stati la regola. I bambini che hanno risposto al placebo sono stati rimossi dai dati, considerandoli come se avessero risposto negativamente al farmaco vero e proprio.

Ciò significava che gli unici bambini che sono rimasti nel gruppo di studio sono stati i cosiddetti "positivi alla reazione." E, per di più, i ricercatori il cui “fondo di ricerca” era finanziato dal produttore del farmaco, decidevano quali fossero i soggetti che rispondevano ‘positivamente’ al trattamento.

Questo, naturalmente, è un enorme conflitto di interessi in quanto ricercatori e industria farmaceutica hanno come unico obiettivo l’approvazione del farmaco da parte dell’autorità.

In un articolo pubblicato nel 2004, forse la più prestigiosa rivista medica britannica, Lancet ha detto che gli studi utilizzati per fornire la prova dell’utilità di molti farmaci anti-depressivi nei bambini erano "niente altro che frodi." In seguito a tale valutazione, l'uso su bambini di questi anti-depressivi è stato vietato in Gran Bretagna.

 

Il danno reale causato dall'uso di farmaci anti-depressivi conosciuti come SSRI (Inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina - Prozac, Zoloft, Seroxat ecc.) su bambini in età scolare si trova solo in studi legittimi e più lunghi come quelli che continuano dai 17 mesi ai sei anni.

 

In uno di questi studi, il 25 per cento dei bambini “bi-polari” che erano stati trattati con SSRI per tre anni, sono stati riesaminati e diagnosticati con un disturbo ben più grave della malattia Bi-polare.

Questo numero è aumentato a 50 per cento dopo sei anni di uso del farmaco SSRI.

L'uso a lungo termine di nuovi anti-psicotici può portare a problemi molto più gravi rispetto alla malattia iniziale; diabete, obesità e morte prematura sono stati tutti legati all'uso di questi farmaci.

Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani consiglia di informarsi attentamente sugli effetti dei farmaci antidepressivi.

 

Avvertenze su questi ed altri psicofarmaci sia per adulti che per bambini è possibile trovarli anche consultando il sito dell'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA).

 

Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani onlus

Tel 0236510685

Email:info@ccdu.org

www.ccdu.org

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By Admin (from 22/10/2010 @ 13:00:30, in ro - Stiinta si Societate, read 2466 times)

 Posibilitatea ca tainele mintii umane sa fie descifrate nu mai este, in conditiile descoperirilor de ultima ora realizate in domeniul investigatiilor cerebrale, la fel de indepartata precum pareau in urma cu cateva decenii. Si aceasta pentru ca proiecte care nu demult constituiau apanajul literaturii science-fiction, incep sa prinda viata. Un asemenea proiect se refera la o tehnica revolutionara de citire a gandurilor, prin intermediul computerului, tehnica imaginata de o echipa de cercetatori americani.

Aparent, metoda este cat se poate de simpla: scanarea creierului se face prin intermediul rezonantei magnetice, dupa care un computer analizeaza imaginile reflectand activitatea scoartei cerebrale si poate releva la ce anume se gandea persoana supusa experimentului, in acele momente. Subiectilor li s-a cerut sa se uite pe un set de fotografii alb-negru iar computerul a fost capabil sa identifice corect, in proportie de 90%, imaginile privite, la un moment dat, de oameni. Aceasta in timp ce tentativele similare de identificare, facute prin metoda intuitiei, de un alt lot de participanti la experiment, a avut o acuratete de doar 8 reusite din 1000 de incercari!

Visele si amintirile, descarcate din creier ca dintr-un computer!

„Rezultatele pe care le-am obtinut sugereaza ca vom putea reconstrui imagini din experienta vizuala a unei persoane, precum si scene din memoria sau chiar visele ei, prin simpla masurare a activitatii cerebrale. Imaginati-va un dispozitiv de citire totala a creierului, care poate reconstrui fragmente din experienta vizuala a unui subiect, in orice moment”, spune conducatorul echipei de cercetatori implicati in acest proiect senzational, dr. Jack Gallant, de la Universitatea Berkeley, California.

Desigur, o asemenea abordare a generat temerea ca mintea suspectilor ar putea fi „citita” impotriva vointei acestora, nascandu-se astfel perspectiva terifianta a unor interogatorii pentru „crime de constiinta”. Savantii californieni spun insa ca aceasta perspectiva tine, cel putin deocamdata, de taramul fanteziei, intrucat tehnica pusa la punct de ei nu poate fi aplicata decat unor imagini pe care subiectii le privesc, nu la imagini din memoria acestora. Pe de alta parte, „decodorul” software utilizat trebuie sa fie adaptat pentru fiecare individ, pe o durata de cel putin o ora, cat timp subiectul este „scanat” cu rezonanta magnetica.

Dar tot cercetatorii americani au avertizat asupra potentialelor riscuri in viitor, cand tehnicile de scanare se vor imbunatati. „Este posibil ca decodarea activitatii cerebrale sa aiba serioase implicatii etice, si acest lucru se va produce poate in cel mult 30-50 de ani. Ne pronuntam cu hotarare impotriva oricaror posibile activitati de citire a gandurilor impotriva vointei subiectilor”, spune Gallant. Specialistul american apreciaza ca metoda va deschide porti nebanuite pentru stiintele medicale, sustinand ca e posibil ca in viitor sa se poata dezvolta tehnologii pentru vizualizarea amintirilor si viselor.

„Probabil ca gandurile sunt stocate in creier asemenea unor informatii pe hardul unui computer, si pot fi, ca si acestea, descarcate si vizualizate. Daca vom reusi sa gasim cheia acestei probleme vom fi capabili sa reconstruim imaginile din vis”. Pe de alta parte, savantii interesati, de asemenea, de aceasta problematica apreciaza performanta colegilor americani ca fiind un imens progres. „Este un rezultat impresionant, care va ajuta la decodificarea activitatii cerebrale si poate chiar la intelegerea starilor mentale ale persoanelor aflate in coma”, apreciaza dr. Steven Laureys de la Universitatea Liege, Belgia.

Autor: Gabriel Tudor ; Sursa: Magazin.ro

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“Il Governo degli Stati Uniti sosterrà l'applicazione delle vigenti leggi contro il consumo della marijuana anche in caso di approvazione della Proposition 19”. Così Eric Holder,Ministro della Giustizia,si suppone con l'approvazione del Presidente.

In altre parole per l'Amministrazione Obama i risultati del referendum sono irrilevanti rispetto alle norme federali sull'uso della marijuana.

La proposition 19,che sarà votata il prossimo 2 novembre,se approvata consentirà in California ai maggiori di 21 anni di condividere e portare con se fino ad un massimo di un'oncia (28,35 gr.) di marijuana per uso personale,ed a coltivare fino ad un max di 25 piedi quadrati (circa 3 metri quadrati) su terreno di loro proprietà. Comuni e Contee (provincie) emetteranno le autorizzazioni e fisseranno la tassazione sulle vendite.

In pratica  la marijuana,purchè coltivata entro piccoli appezzamenti privati,può essere prodotta e venduta come le mele.

“Questa diverrebbe una nuova industria ,con un reddito tassabile,e con un incremento del turismo in California” sostiene un consumatore per motivi terapeutici (permesso) in coda davanti ad un dispensario di San Francisco.(QUI 1)

E' l'argomento che ha fatto in un certo qual modo pendere Schwarzenegger in favore della proposition 19, affermando che lui “avrebbe accettato il risultato del referendum” senza opposizioni. Pur di rimpinguare le disastrate casse della California con un buco di 42 miliardi di dollari il Governatore ha aperto alla possibilita’ di legalizzare la marijuana anche per uso ‘ricreativo’, oltre che per fini terapeutici.

Lui,repubblicano,non poteva dire che era d'accordo tout court,ma che lo faceva per amore della California,questo sì. Ma questo quando i sondaggi davano il sì quasi sicuro.

Invece secondo un ultimo sondaggio riportato dal LA Times il giorno 20 ottobre (QUI),si registra una inversione della tendenza rispetto a settembre col 49% di no ed il 44% di sì. Chissà,forse la posizione di Obama sta avendo il suo peso,almeno su questo punto.

Fonte: nytimes.com - fainotizia.it - Autore: Hérisson

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By Admin (from 22/10/2010 @ 11:00:48, in en - Global Observatory, read 1681 times)

A note from Ric O'Barry:

"I hope you'll join me in this campaign to stop the killing of dolphins in Japan. Most people in Japan don't have any idea that the dolphin slaughter is even happening. If we can spread the word around the world - and especially in Japan - we can expose the secret of Taiji and force the Japanese government to stop it. We can win this issue - but we need your help!

At the Cove in Taiji, the dolphin killing continues. Although the killing of bottlenose dolphins - the primary target species - has dramatically decreased compared to previous seasons, they, along with other dolphin species, including many pilot whales and Risso's dolphins, continue to be captured for aquariums and slaughtered for meat by the Taiji fishermen. The fight for the protection of all marine mammals goes on. For updates on the situation, visit our Blog."

What about the Europe Massacre ???

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Recentemente su una prestigiosa rivista scientifica internazionale, "Global Ecology and Biogeography", è stato pubblicato un lavoro molto interessante, che fornisce il quadro dell'evoluzione dei biomi trasformati dall'intervento umano , dal 1700 al 2000. (vedasi Ellis E.C., et al., 2010 , Anthropogenic Transformation of the Biomes, 1700 to 2000; Global Ecology and Biogeography, 19 (5); 589 - 606).
 

Lo studio presenta una mappatura dei biomi per il 1700, il 1800, il 1900 ed il 2000 utilizzando tutti i dati a disposizione e un modello di classificazione dei biomi antropogenici, applicato ai dati globali relativi alla densità della popolazione umana ed all'utilizzo e alla trasformazione del suolo.

Risulta che nel 1700, più della metà dell'intera biosfera si trovava in condizioni selvatiche, mentre il 45% era in uno stato seminaturale, con modeste trasformazioni del suolo dovute all'agricoltura e agli insediamenti umani. Nel 2000 invece la maggioranza della biosfera appare interessata da aree agricole ed altri biomi antropogenici, meno del 20% si trova in uno stato seminaturale e solo Œ può essere considerato in una situazione selvatica.
 

L'ecologo Erle Ellis ha coniato, da vari anni, il termine Anthropogenic biomes, detti anche Anthromes, che sono l'oggetto della sua ricerca (vedasi il sito del suo Laboratory for anthropogenic landscape ecology all'Università del Maryland, www.ecotope.org)

 

Nel 2008 uno studio pubblicato sempre da Erle Ellis e Navin Ramankutty apparso sulla prestigiosa rivista "Frontiers in ecology and the environment" dell'Ecological society of America (ESA), ha fornito a noi tutti una prima nuova, rivoluzionaria, mappa del globo (vedasi Ellis E.C. e Ramankutty N., 2008, Putting people in the map: anthropogenic biomes of the world , Frontiers in Ecology and the Environment 6 ; 439 - 447).
 

Alcuni blog scientifici hanno dichiarato che questa mappa ha rivoluzionato la nostra concezione degli ecosistemi del pianeta. La visione convenzionale che è presente in tanti testi universitari e negli atlanti geografici riporta, infatti, la classificazione degli ecosistemi della Terra in aggregazioni definite biomi. I biomi sono classificati in base alla vegetazione, alla situazione climatica, alla localizzazione geografica e sono definiti come tundre, foreste temperate decidue, praterie temperate, foreste pluviali tropicali, ecc.

Ma le ricerche di chi studia le trasformazione prodotte dall'intervento umano ci presentano biomi profondamente alterati rispetto alle loro evoluzioni originali ed una complessiva, straordinaria modificazione della superficie del pianeta stesso, tanto che le forme vegetazionali presenti originariamente nei diversi biomi sono molto spesso raramente riscontrabili. Oggi più di tre quarti della superficie del pianeta è stato "ridisegnato" dalle attività umane. Il nuovo framework previsto dagli studiosi è basato sui biomi antropogenici (Anthropogenic biomes) e la nuova mappa è basata sulle immagine da satellite, le statistiche della popolazione umana e le analisi GIS (Geographicali information system).

Questa ricerca non fa che confermare quanto già alcuni studiosi avevano pubblicato anni fa relativamente alla mappa dell'"impronta umana" sul pianeta. (Vedasi Sanderson E. W. et al., 2002, The Human Footprint and the Last of the Wild, BioScience, 52, 10; 891-904, e Kareiva P. et al., 2007, Domesticated Nature: Shaping Landscapes and Ecosystems for Human Welfare, Science, 316; 1866-1869).

Un'impronta che ha trasformato fisicamente le terre emerse almeno fino all'83% dell'intera loro superficie.
Le nuove ricerche dimostrano chiaramente che ormai il nuovo modello della biosfera è costituito dal riconoscimento delle grandi trasformazioni provocate dalla specie umana sul pianeta e indicano la necessità di agire per ricondurre su percorsi di maggiore sostenibilità le relazioni esistenti tra i sistemi naturali e i sistemi sociali prodotti dalla specie umana.

Nel 2008 un team di noti scienziati esperti degli ecosistemi marini ha concluso un lungo ed interessantissimo lavoro per tratteggiare la mappa globale dell'impatto umano sugli ecosistemi marini. (vedasi Halpern B.S. et al., 2008, A Global Map of Human Impact on Marine Ecosystems, Science , 319; 948 - 952).

Questa mappa ci fornisce una straordinaria sistematizzazione dei dati esistenti circa il nostro impatto sugli oceani ed i mari del mondo ed il quadro che ne emerge non è certo confortante.
L'analisi del team di studiosi indica che nessuna area può definirsi non influenzata in qualche modo dall'intervento umano e che un'ampia frazione degli ecosistemi marini (il 41%) risulta fortemente impattata da diversi fattori antropogenici. Restano comunque ancora alcune aree dove l'impatto umano è relativamente scarso, soprattutto negli ecosistemi marini delle zone polari.
Alcuni ecosistemi marini presentano gli effetti sinergici di numerosi impatti a causa dell'intervento umano sia di origine terrestre che marino.

Recentemente (dicembre 2009) si è concluso l' Anno internazionale del pianeta Terra, il cui principale scopo è stato quello di assicurare la massima diffusione e l'utilizzo da parte delle nostre società delle conoscenze acquisite da oltre 400.000 scienziati della Terra ( Si veda www.yearoftheplanetearth.org). Purtroppo, ancora oggi, nell'opinione pubblica in generale e in numerosi settori professionali, in particolare nel mondo politico ed economico, è presente una scarsa conoscenza scientifica della storia della Terra, della sua evoluzione, delle dinamiche evolutive delle interrelazioni presenti tra le diverse sfere che operano su questo nostro pianeta.

Il divario che esiste tra conoscenza scientifica e consapevolezza di tali problemi da parte del mondo politico sembra aumentare sempre più, nonostante lo straordinario avanzamento conoscitivo delle cosiddette scienze del sistema Terra che, negli ultimi decenni, è stato veramente ragguardevole, sia grazie ai raffinati sensori dei numerosi satelliti da telerilevamento, sia grazie all'utilizzo di eccezionali megacomputer dalle straordinarie capacità di calcolo.

Il divario che esiste tra conoscenza scientifica e consapevolezza di tali problemi da parte del mondo politico sembra aumentare sempre più, nonostante lo straordinario avanzamento conoscitivo delle cosiddette scienze del sistema Terra che, negli ultimi decenni, è stato veramente ragguardevole, sia grazie ai raffinati sensori dei numerosi satelliti da telerilevamento, sia grazie all'utilizzo di eccezionali megacomputer dalle straordinarie capacità di calcolo.

Le conoscenze di base su quanto sinora acquisito sul Geological time scale (la scala del tempo geologico) sono ancora molto poco diffuse nel mondo dei decisori politici ed economici, la confusione esistente tra i grandi cambiamenti globali che hanno sempre accompagnato la storia del nostro pianeta e il ruolo che la specie umana sta invece esercitando nel causare un vasto e accelerato cambiamento ambientale globale, sono ancora mal percepiti e spesso confusi.

E' quindi fondamentale un'operazione di continua alfabetizzazione.

Fonte: greenreport.it - Autore: Gianfranco Bologna

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Asistenta medicală de la Maternitatea Giulesti, acuzată de moartea a sase bebelusi si rănirea altor cinci, a fost pusă în libertate, în urma deciziei de luni (27 septembrie 2010 - n.Red.TA) a Judecătoriei sectorului 6 Bucuresti, care a admis o cerere în acest sens.

În 15 septembrie, Judecătoria sectorului 6 prelungise cu 30 de zile, mandatul de arestare preventivă a asistentei medicale de la Maternitatea Giulesti, acuzată de ucidere din culpă si de vătămare corporală din culpă, în urma incendiului care a provocat moartea a sase bebelusi si rănirea altor cinci.

Florentina Cîrstea, asistenta medicală pusă sub acuzare pentu că a lăsat nesupravegheat salonul bebelusilor, a făcut recurs la Tribunalul Bucuresti, iar instanta a respins contestatia.

Ulterior, asistenta a făcut o cerere de eliberarea conditionată, iar luni Judecătoria i-a admis solicitarea. Parchetul poate face recurs.

Sursa: mediafax.ro

Asistenta Florentina Cârstea, care a fost arestată în cazul tragediei petrecute la Maternitatea Giulesti, va fi eliberată. Decizia a fost luată de magistrații Tribunalului Bucuresti si este una definitivă, astfel că asistenta va părăsi joi arestul Directiei de Cercetări Penale.

Judecătorii au dezbătut recursul făcut de procurori în cazul unei decizii de vinerea trecută a Judecătoriei Sectorului 6, prin care a fost respinsă cererea anchetatorilor de prelungire a mandatului de arestare în cazul asistentei Cârstea. Decizia a fost contestată de procurorii Sectiei de Urmărire Penală si Criminalistică din Parchetul instantei supreme, iar joi Tribunalul Bucuresti a respins recursul.

Florentina Cârstea este acuzată de ucidere din culpă si de vătămare corporală în cazul incendiului produs pe 16 august la Maternitatea Giulesti din Capitală. Sase bebelusi au murit atunci si alti cinci au fost grav răniti.

Asistenta Florentina Cârstea, responsabilă cu salonul în care a avut loc tragedia, a fost găsită singura vinovată în acest caz.

Sursa: antena3.ro

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Bernard Thibault, head of the CGT workers' confederation, made the statement as union leaders prepared to discuss plans to hold a seventh day of national protests across France.

Civil Protection unit members clean the streets and piled-up rubbish in Marseille on 20 October

Rubbish has been piling up on the streets of Marseille after nine days of strikes by collectors.

Meanwhile rolling strikes are continuing against government plans to raise the pension age from 60 to 62.

Blockades of refineries and fuel depots have led to fuel shortages.

President Sarkozy has called for an end to the disruption. "This disorder which is aimed at paralysing the country could have consequences for jobs by damaging the normal running of economic activity," he said on Wednesday.

Stepping up action.

Mr Thibault told RMC radio on Thursday: "The government remains intransigent. We need to continue with massive action as soon as next week... We will ask the unions for strong action that will allow people to stop work and go on to the streets."

In the southern port-city of Marseille, there is no public transport, trains have been delayed or cancelled and the ports blockaded, and the nine-day rubbish collectors' strike means several thousand tonnes of refuse is piling up on the city's streets.

The top central government official in the area, Michel Sappin, said: "There is a real danger to the safety and health of Marseille."

The unions' tactics are clear, says the BBC's Matthew Price in the southern port city - to cause discomfort, if not chaos, and to create uncertainty across the country.

They believe that keeps the pressure on the government to change its retirement plans but, adds our correspondent, it also risks alienating the public, who so far according to surveys still support the strikers.

The Senate is due later this week to vote on the pension reforms - aimed at raising the retirement age from 60 to 62 and the full state pension age from 65 to 67.

The lower house has already approved the bill.

Electricity imports.

Ahead of the vote, correspondents say unions are stepping up the pressure on a 10th day of refinery strikes, go-slows on motorways and work stoppages at regional airports.

The BBC's Christian Fraser in Paris says there is a precedent for such a move.

In 2006, student protests forced the government to retreat on the controversial youth labour scheme, even after then President Jacques Chirac had signed it into law.

Some unions want to continue the protests whatever happens in parliament but that will depend on public support and the resolve of their members, many of whom have gone without pay for days even weeks, our correspondent adds.

About a quarter of France's service stations had no fuel on Wednesday, and strikes also stopped work at two of France's three liquefied natural gas (LNG) terminals.

On Wednesday, the country began importing electricity as the wave of protest action took hold of energy supplies.

At least 12 of France's 58 reactors were shut for maintenance but the unions say production has been cut at four others.

As well as the general strikes and protests, there have been six days of co-ordinated action in the past six weeks that have brought as many as three million people to the streets.

Are you taking part in the French strikes? Have you been affected by fuel shortages? Send us your comments using the form below.

Send your pictures and videos to yourpics@bbc.co.uk or text them to 61124 (UK) or 0044 7725 100 100 (International). If you have a large file you can upload here.

Read the terms and conditions:

At no time should you endanger yourself or others, take any unnecessary risks or infringe any laws. In most cases a selection of your comments will be published, displaying your name as you provide it and location unless you state otherwise. But your contact details will never be published.

Source: bbc.co.uk

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Louis Szekely (born September 12, 1967), known professionally as Louis C.K. (and sometimes Louie C.K.), is an American stand-up comedian, Emmy-winning television and film writer, actor, producer and director from Boston, Massachusetts. He currently stars in the FX comedy series Louie, which he also writes, directs and edits.

His credits as a writer include Late Show with David Letterman, Late Night with Conan O'Brien, The Dana Carvey Show and the Chris Rock Show. His work for the Chris Rock Show was nominated for an Emmy Award three times, including winning "Best Writing in a Variety or Comedy Series" in 1999. He was also nominated for an Emmy Award for his work writing Late Night with Conan O'Brien. However, the feature film born from the Chris Rock sketches, Pootie Tang, which C.K. wrote and directed, received largely negative reviews by critics but became an instant cult classic. He was nominated for an Emmy Award for writing on his 2008 special, Chewed Up.

C.K. has co-written two screenplays with Chris Rock, Down to Earth in 2001, and I Think I Love My Wife in 2007.

Source: wikipedia.com

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By Admin (from 21/10/2010 @ 11:00:40, in ro - Stiinta si Societate, read 1480 times)

 Oamenii de stiinta si-au pus intotdeauna intrebari care par destul de bizare, dar care – odata lamurite – ne aduc informatii pretioase despre fiinta umana, despre celelalte specii, despre tot ce a existat vreodata sau exista in jurul nostru. De pilda, a te referi cu certitudine la evenimente petrecute cu sute de milioane de ani in urma pare un fel de a incerca sa masori insasi eternitatea. Si totusi, este posibil.

Dinozaurul zburator

Abia cu sase ani in urma, paleontologii au descoperit fosila unui straniu dinozaur zburator, botezat Microraptor. El avea pene si patru aripi, iar cercetatorii au stabilit ca a trait acum 125 de milioane de ani. Calculul, se spune, ar fi fost destul de simplu de realizat: varsta mentionata este cea a rocilor din provincia chineza Liaening, unde a fost gasita fosila, „conservata” in straturile de cenusa vulcanica expulzata in cursul eruptiilor din vremea respectiva.

Asadar, Microraptorul nostru a fost ucis de vulcan si ingropat sub tone de cenusa. Dar cum s-a calculat lunga perioada de timp scursa de atunci? Mai intai, din stratul de roca in care s-a pastrat fosila, s-a decupat un esantion continand atomi radioactivi; sa zicem de uraniu. Acestia sunt instabili si, dupa 700 milioane de ani, jumatate din ei se dezintegreaza, dand nastere unor atomi mai mici (de plumb, in cazul uraniului). Este de ajuns sa se numere atomii stabili care au avut timp sa apara in esantion de la formarea lui, pentru a i se calcula varsta si, implicit, epoca in care a trait si a murit dinozaurul zburator.

O lume inca necunoscuta

Nu numai trecutul indepartat al planetei sta sub semnul misterului stiintific, ci si lumea vie actuala. Pana acum, biologii au identificat circa 1.750.000 de specii vii, dintre care peste jumatate sunt insecte. Anual, se mai descopera in jur de 10.000 de noi specii, fie traitoare in zone putin explorate, fie inca nerepertoriate. Si se spune ca ar fi ramas „de descoperit” inca vreo 13 milioane. Numai ca aceasta evaluare este un joc destul de imprecis, ca sa nu mai punem la socoteala timpul necesar cercetatorilor pentru a ajunge la final.

In ritmul actual, peste cateva decenii se vor cunoaste in plus aproximativ 100.000 de plante si 5.000 de vertebrate – cele mai multe, pesti. Luandu-se in calcul raporturile dintre specii (inclusiv lanturile trofice), se afirma, cu o larga aproximatie, ca pe Pamant au ramas intre 5 si 10 milioane de specii de insecte nerepertoriate si, in total, 10-15 milioane de specii vii. Exista si alte pareri, totusi.

Remarcand ca, nu de putine ori, indivizi considerati ca facand parte din specii diferite sunt varietati ale aceleiasi specii, numarul celor „de descoperit” scade la doar 1-2 milioane. In alta ordine de idei, genetica multiplica suma totala. Asadar, stim ca... nu prea stim cate tipuri de vietati populeaza Terra. Mai importanta este insa cunoasterea lor si luarea masurilor necesare protejarii a tot ceea ce inseamna viata.

Sursa: magazin.ro ; Autor: Adrian-Nicolae Popescu

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