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Sguardo in Romania sulla settimana economica, sociale e politica: 23 - 29 agosto 2010. Un articolo Radio Romania International.
By Admin (from 29/08/2010 @ 11:00:41, in it - Osservatorio Globale, read 2307 times)

Giunta ad una nuova variante, dopo essere stata due volte posta al vaglio del Parlamento romeno e sempre due volte contestata dalla Corte Costituzionale, la Legge sull’Ani (l’Agenzia Nazionale per l’Integrità), è stata adottata, questa settimana, dal Senato, la camera decisionale nella rispettiva questione, nella variante approvata dalla Camera. Con un’unica eccezione- i senatori hanno bocciato un emendamento della Commissione Giuridica della Camera bassa, che prevedeva l’esenzione dei leader sindacali dall’obbligo di presentare una dichiarazione patrimoniale. “Con l’adozione della legge sull’Ani, la Romania riacquista una parte della credibilità persa”, ha valutato il premier Emil Boc. Il buon funzionamento dell’Agenzia Nazionale per l’Integrità- organismo creato nel 2007 per verificare eventuali conflitti d’interessi o i patrimoni illegali dei dignitari- rappresenta una delle condizioni poste dall’Ue per rinunciare al monitoraggio della Romania nel campo della giustizia e della lotta alla corruzione. Nel rapporto sulle riforme giudiziarie in Romania, pubblicato a luglio, Bruxelles ha criticato la Legge sull’Ani, menzionando nel documento “la volontà politica insufficiente per sostenere i processi di riforma”. Il segretario generale dell’Ani, Horia Georgescu, ritiene che l’attuale forma della legge sia molto migliorata rispetto alla precedente. Il modulo della dichiarazione patrimoniale, che resterà pubblica, conterrà dati sulle case, sui conti bancari e sui gioielli, l’unica informazione riservata essendo l’indirizzo delle case detenute. Inoltre, nelle dichirazioni d’interessi saranno menzionati i contratti sviluppati dai dignitari con lo stato. Un altro provvedimento importante riguarda la possibilità che una persona che ha ricoperto una carica politica possa essere verificata per un periodo di 3 anni dal momento della conclusione del mandato.

Sempre questa settimana, il Senato ha approvato un’ordinanza di urgenza del Governo di modifica del Codice Fiscale, tramite cui è stata aumentata l’IVA, dal 1 luglio, dal 19 al 24%. La misura è stata presa per poter contenere il deficit di bilancio nel 6,8% del Pil, in concordanza con quanto convenuto con il Fondo Monetario Internazionale, che ha concesso un prestito alla Romania. L’opposizione aveva chiesto che l’Iva non aumentasse per gli alimenti primari, nonchè un suo aumento del 5% per il settore edilizia, ma le proposte sono state bocciate. “L’aumento dell’Iva è stato praticamente una misura d’urgenza, perchè non c’è più tempo per un altra misura. È chiaro che occorerrebbero altre misure che sostituiscano questi introiti supplementari, che sono molto difficili da trovare e, comunque, consisterebbero sempre nell’aumento di un’imposta, perchè il bilancio ha bisogno di soldi a breve termine. C’è una pressione molto grande con le spese giornaliere, con l’assicurazione delle liquidità necessarie, e l’IVA, da questo punto di vista, è la misura che produce gli effetti più rapidi”, spiega l’analista economico Razvan Voican, del quotidiano Ziarul Financiar.
I senatori liberali e socialdemocratici hanno criticato l’intero piano anticrisi del Governo, ritenendo che l’aumento esagerato della fiscalità avrà degli effetti negativi a medio e lungo termine. Tra cui, l’aumento dell’evasione fiscale.

La Banca Centrale della Romania ha ammonito in un rapporto sulla stabilità finanziaria, reso pubblico mertedì, che il rischio di credito resta la principale vulnerabilità del settore bancario romeno a causa dell’alto grado di indebitamento della popolazione. Nonostante la contrazione economica registrata, il sistema finanziario è rimasto stabile lo scorso anno e nella prima parte di quest’anno, affrma la Banca Centrale, valutando che un ruolo importante l’hanno svolto gli impegni assunti dalle autorità romene nei confronti degli enti finanziari internazionali.

È stato deciso il perseguimento penale dell’assistente che doveva monitorare i neonati vittime di un grave incendio nel Reparto Terapia Intensiva dell’Ospedale di Maternità Giulesti di Bucarest, avvenuto la scorsa settimana. Cinque dei neonati sono morti. Dagli accertamenti è risultato che l’assistente era mancata per 12 minuti dal reparto, tempo in cui l’incendio, scoppiato a causa di un lavoro impprovvisato al condizionatore d’aria, si è diffuso rapidamente. Gli altri sei neonati che si trovavano nel reparto sono in prognosi riservata.

Le autorità romene e francesi hanno convenuto che il numero dei poliziotti romeni distaccati in Francia sia aumentato da 4 a 14. La decisione è stata presa nel contesto della decisione delle autorità di Parigi di espellere alcune centinaia di rom oriundi della Romania e Bulgaria, che vivevano in campi abusivi alle periferie delle città. La decisione della Francia di rimpatriare i rom è stata criticata da numerosi paesi europei. Il segretario di stato romeno, Valentin Mocanu, il quale ha discusso con le autorità francesi, ha ammonito, giovedì, a Parigi, sul rischio di una deriva razzista e xenofoba. Le autorità dei due paesi hanno convenuto, tuttavia, che il principio della libera circolazione non può essere usato come pretesto per la tratta di esseri umani, la prostituzione, l’accattonaggio e la delinquenza.

Fonte: rri.ro