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Michelangelo: 537 anni fa nasce il grande artista toscano. La storia del suo genio inizia un luned́ mattina come tanti altri. VIDEO
By Admin (from 14/05/2012 @ 08:01:55, in it - Video Alerta, read 1134 times)

Sembrerebbe un destino segnato, quello di Michelangelo. Le testimonianze sulla vita dell' artista, infatti, risalgono addirittura al suo primo giorno di vita: il neonato aveva appena emesso il suo primo vagito, che il padre Ludovico Buonarroti si era già affrettato a scrivere di suo pugno una nota in cui ricordava la nascita del suo secondogenito. Come ebbe a precisare con scrupolo, nel comune di Caprese in cui Ludovico era podestà, il calendario fiorentino segnava lunedì 6 marzo dell'anno 1474 (1475 secondo la notazione corrente).

Tuttavia, nonostante il prestigioso incarico paterno, la famiglia Buonarroti era travagliata da difficoltà economiche. Fu per questo che ben presto si trasferirono a Settignano, un paesino nei pressi di Firenze dove il piccolo Michelangelo entrò per la prima volta in contatto con la scultura. E non in senso figurato, visto che lì vivevano intere generazioni di scultori e scalpellini. Tanto che più tardi l'artista si fece vanto di essere stato allevato là dove il latte era impastato con la polvere di marmo.

E fu solo grazie alla tenacia del giovane Michelangelo che il padre rinunciò a imporgli la carriera militare o ecclesiastica. All'età di 12 anni entrò nella bottega di Domenico Ghirlandaio, dove Ludovico lo condusse di persona, non tanto per soddisfare i sogni del figlio quanto per arrotondare il bilancio familiare con il compenso da apprendista. Comunque fosse, il giovane Buonarroti si rivelò un talento tanto precoce da far esclamare al maestro: “ Costui ne sa più di me”.

Il Ghirlandaio non sbagliava. Dopo tre anni di apprendistato, Michelangelo ne sapeva abbastanza da trasferirsi a Firenze presso il giardino di San Marco,dove Lorenzo il Magnifico ospitava e sovvenzionava gli artisti più promettenti. Fu proprio qui che il giovane scultore impressionò il mecenate con la sua permalosità: il principe gli aveva fatto notare la dentatura troppo perfetta sulla statua di un vecchio fauno. Buonarroti colse la provocazione e in un batter d'occhio fece saltare un dente e con lo scalpello ne bucò un altro.

Ad attirare l'attenzione del cardinale e collezionista Raffaele Riario fu invece una copia di un antico Cupido eseguita dallo stesso Michelangelo, e che il prelato aveva acquistato a peso d'oro – all'insaputa dell'artista – come reperto archeologico. Dopo aver scoperto l'inganno e sbollito la rabbia, il cardinale volle a tutti i costi conoscere l'artefice di quell'opera meravigliosa. E ne fece la fortuna.

Così, nel 1496 l’artista si trasferì a Roma dove produsse alcune delle sue opere più grandi. Dopo la Pietà, scolpita a soli 22 anni, Michelangelo si dedicò anche agli affreschi della Cappella Sisitina (1508-1512) e al Giudizio Universale (1534-1541). Ma nei suoi lunghi anni di attività l'artista continuò anche a scolpire altri capolavori tra cui il David (1501) e il Mosè (1513-1515).

Per raccontare tutta la vita dell'artista non basterebbe un libro. Fatto sta che Michelangelo divenne uno degli artisti più famosi dell'epoca. Gli storici raccontano che morì a Roma il 18 febbraio 1564, all'età di 88 anni: fino a pochi giorni prima aveva lavorato di scalpello sull'incompiuta Pietà Rondanini.

Fonte: wired.it