Immagine
 Trilingual World Observatory: italiano, english, română. GLOBAL NEWS & more... di Redazione
   
 
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 

The success of the project to create a 're-programmable cell' could revolutionise synthetic biology and would pave the way for scientists to create completely new and useful forms of life using a relatively hassle-free approach.

Professor Natalio Krasnogor of the University's School of Computer Science, who leads the Interdisciplinary Computing and Complex Systems Research Group, said: "We are looking at creating a cell's equivalent to a computer operating system in such a way that a given group of cells could be seamlessly re-programmed to perform any function without needing to modifying its hardware."

"We are talking about a highly ambitious goal leading to a fundamental breakthrough that will, -- ultimately, allow us to rapidly prototype, implement and deploy living entities that are completely new and do not appear in nature, adapting them so they perform new useful functions."

The game-changing technology could substantially accelerate Synthetic Biology research and development, which has been linked to myriad applications -- from the creation of new sources of food and environmental solutions to a host of new medical breakthroughs such as drugs tailored to individual patients and the growth of new organs for transplant patients.

The multi-disciplinary project, funded with a leadership fellowship for Professor Krasnogor worth more than Ł1 million from the Engineering and Physical Sciences Research Council (EPSRC), involves computer scientists, biologists and chemists from Nottingham as well as academic colleagues at other universities in Scotland, the US, Spain and Israel.

The project -- Towards a Biological Cell Operating System (AUdACiOuS) -- is attempting to go beyond systems biology -- the science behind understanding how living organisms work -- to give scientists the power to create biological systems. The scientists will start the work by attempting to make e.coli bacteria much more easy to program.

Professor Krasnogor added: "This EPSRC Leadership Fellowship will allow me to transfer my expertise in Computer Science and informatics into the wet lab.

"Currently, each time we need a cell that will perform a certain new function we have to recreate it from scratch which is a long and laborious process. Most people think all we have to do to modify behaviour is to modify a cell's DNA but it's not as simple as that -- we usually find we get the wrong behaviour and then we are back to square one. If we succeed with this AUdACiOuS project, in five years time, we will be programming bacterial cells in the computer and compiling and storing its program into these new cells so they can readily execute them.

"Like for a computer, we are trying to create a basic operating system for a biological cell."

Among the most fundamental challenges facing the scientists will be developing new computer models that more accurately predict the behaviour of cells in the laboratory.

Scientists can already programme individual cells to complete certain tasks but scaling up to create a larger organism is trickier.

The creation of more sophisticated computer modelling programmes and a cell that could be re-programmed to fulfil any function without having to go back to the drawing board each time could largely remove the trial and error approach currently taken and allow synthetic biology research to take a significant leap forward.

The technology could be used in a whole range of applications where being able to modify the behaviour of organisms could be advantageous. In the long run, this includes the creation of new microorganisms that could help to clean the environment for example by capturing carbon from the burning of fossil fuel or removing contaminants, e.g. arsenic from water sources. Alternatively, the efficacy of medicine could be improved by tailoring it to specific patients to maximise the effect of the drugs and to reduce any harmful side effects.

Source: University of Nottingham

Articolo (p)Link Commenti Commenti (0)  Storico Storico  Stampa Stampa
 

A tutti sarà capitato di sentirsi disorientati al mattino quando si viene svegliati da un rumore improvviso, come una telefonata. Spesso non si ricorda di aver dormito in un hotel o sul divano di un amico, anziché nel nostro letto, e ci si sente per qualche attimo persi. Č come se il cervello avesse bisogno di una manciata di secondi prima di riattivarsi e raccogliere tutte le informazioni ambientali, permettendoci così di orientarci di nuovo nella realtà. Questo perché quando cambiano repentinamente alcune caratteristiche dello spazio circostante, l’ ippocampo, cioè l’area del cervello determinante per la memoria spaziale, ha bisogno di qualche millesimo di secondo per attivare la mappa neurale corrispondente al nuovo ambiente.

A scoprirlo è stato un team internazionale di ricercatori, tra cui il neuroscienziato Alessandro Treves della Scuola internazionale superiore di studi avanzati (Sissa) di Trieste, in uno studio pubblicato sulla rivista Nature.

Il meccanismo è piuttosto semplice. Nell’ippocampo le cosiddette cellule di posizione elaborano una rappresentazione mentale dello spazio circostante e a ciascun ambiente corrisponde una mappa diversa, costituita da insiemi distinti di cellule. Ma se il cambiamento è istantaneo la percezione sensoriale del nuovo ambiente contrasta con la memoria e le due diverse mappe cognitive, corrispondenti al vecchio e al nuovo contesto, entrano in competizione fra loro: nell’ippocampo si osservano cioè salti da una mappa all’altra e viceversa, a intervalli temporali brevissimi. Il risultato? Č come se venissimo teletrasportati da un ambiente a un altro. Per un attimo infatti regna l’ incertezza e la realtà circostante sembra incomprensibile, fino a quando il cervello riesce a riprendere il controllo della situazione e in modo stabile si attiva la rappresentazione corrispondente al nuovo set ambientale.

“ Il cervello non si lascia confondere”, hanno spiegato gli autori dello studio. “ I diversi luoghi dei ricordi – hanno continuato – non si mescolano mai, anche se si percepisce il contrario. Questo perché i processi avvengono solo nella nostra testa. Quando il cervello è alla ricerca di una mappa di dove ci si trova è talmente veloce che non si nota il cambiamento effettivo tra le diverse mappe. Quando invece ci si sente confusi è perché nel cervello sono in competizione due diverse memorie. O fose anche più di due”.

Lo studio quindi dimostra che la memoria spaziale è divisa in tanti singoli pacchetti. Ogni pacchetto di memoria viene mantenuto arrivo più o meno per  125 millisecondi, il che significa che il cervello può passare tra diversi pacchetti all’incirca otto volte in un secondo.

Per arrivare a queste conclusioni i ricercatori hanno sviluppato una procedura sperimentale, applicata sui topolini, che ha permesso di visualizzare il processo attraverso il quale si attiva l’ippocampo in seguito a cambiamenti repentini delle caratteristiche che contraddistinguono l’ambiente in cui ci troviamo.

Ebbene, dai risultati è emerso che, al variare di alcune caratteristiche dello spazio circostante, nell’ippocampo delle cavie si alternano le mappe spaziali, del vecchio e del nuovo ambiente, a intervalli temporali brevissimi, ogni 100 millisecondi, come se fossero dei lampi di memoria. Quando si muovono nell’ambiente, i topolini, così come altre specie, attivano nell’ippocampo le mappe spaziali, elaborate in precedenti fasi di esplorazione dello spazio.

L’esperimento, realizzato al Kavli Institute for Systems Neuroscience and Centre for the Biology of Memory in Norvegia, riesce a sondare, per la prima volta su scale temporali così brevi, il legame tra le funzioni dell’ippocampo relative alla memoria, abbondantemente studiate anche negli esseri umani, e quelle relative alla cognizione spaziale, più facilmente accessibili nei topolini. Nell’esperimento, la cavia ha familiarizzato con due ambienti apparentemente molto diversi tra loro, di cui nell’ippocampo si formano le rispettive rappresentazioni. Quando il topolino è nuovamente collocato all’interno di questi ambienti ricorda di averli già visitati perché ne possiede una mappa spaziale. In realtà, l’ambiente A e quello B differiscono solo per il sistema di illuminazione: in un caso la luce è bianca e proviene dal pavimento, nell’altro la luce è verde e proviene dalla parete. Spegnendo un set di luci e accendendo l’altro, i ricercatori hanno osservato cosa accade nell’ippocampo del topolino al brusco variare del contesto spaziale.

“ Grazie al cambio improvviso delle luci, il ratto – ha spiegato Treves - si trova istantaneamente dall’ambiente A nell’ambiente B, come se lo avessimo teletrasportato. Subito dopo questo switch, abbiamo registrato nel suo ippocampo un’alternanza, per alcuni secondi, delle rappresentazioni dei due contesti ambientali (A e B): a intervalli di tempo a volte brevissimi, anche di 100 millisecondi, ovvero un decimo di secondo, si verificano dei salti da una mappa spaziale all’altra, come se il ratto si chiedesse ripetutamente ‘dove sono? ’”.

I salti dalla rappresentazione corrispondente all’ambiente A a quella di B esprimono l’incertezza del ratto, che si risolve nell’arco di pochi secondi. “ Per la prima volta siamo riusciti a osservare un fenomeno determinato dalla memoria su scale temporali molto brevi: le due possibili rappresentazioni spaziali infatti - ha spiegato il neuroscienziato - si alternano in modo imprevedibile, in pochi secondi, fino a che il ratto si lascia guidare dai nuovi stimoli visivi, quelli dell’ambiente B. Abbiamo così messo nuovamente in evidenza come nei roditori la mappatura dello spazio non sia fine a se stessa, ma funzionale alla capacità di conservare informazioni in memoria e riutilizzarle in seguito per orientarsi”.

Lo studio con i ratti consente di registrare l’ attività dei neuroni dell’ippocampo e capirne il funzionamento.

Molti laboratori nel mondo utilizzano questo approccio, basato sulla codifica della posizione spaziale espressa dalle cellule di questa regione del cervello, ma finora era stato difficile utilizzare lo stesso approccio per indagare le funzioni relative alla memoria e rapportarsi, così, con i risultati della ricerca delle scienze cognitive sugli esseri umani. “ Stiamo cercando di dare un’occhiata ai meccanismi che compongono il mondo dei nostri pensieri”, hanno concluso gli scienziati.

Fonte: daily.wired.it

Articolo (p)Link Commenti Commenti (0)  Storico Storico  Stampa Stampa
 

Un cadru SRI a rupt tacerea si sub protectia anonimatului ne-a facut o serie de dezvaluiri interesante. Initiatorii violentelor de duminica noaptea ar fi fost platiti de PDL Bucuresti.

„S-au platit bani grei pentru actiunile violente"

Un cadru al SRI - care nu agreaza o serie de practici ale Puterii - a facut, sub protectia anonimatului, o serie de dezvaluiri privind actele de violenta de duminica noaptea. „Nimic nu a fost întâmplator duminica noaptea. Totul s-a desfasurat conform unui plan bine pus la punct la care au achiesat si unii dintre sefii dispozitivelor de jandarmi. În mod normal, acestia ar trebui deferiti de urgenta Parchetului Militar pentru ca în primul rând au pus în pericol integritatea corporala a propriilor subordonati. Asa-zisa tactica eronata a fortelor de ordine s-a datorat exclusiv ordinelor date de sefii de dispozitive. S-au platit bani grei pentru dezordinile si vandalizarile din zona Pietei Unirii. Se miza ca violentele vor avea drept efect fie încetarea, fie decredibilizarea totala a manifestatiei din Piata Universitatii. Dupa cum se vede, nu s-a reusit nici una, nici alta". Întrebat cine a finantat „operatiunea", interlocutorul nostru a precizat: „Organizatia din Bucuresti a unui partid politic". Întrebat daca partidul face parte din coalitia aflata la guvernare, raspunsul a fost sec: „Principalul partid aflat la guvernare". Nu toti cei care au participat la actele de violenta au fost stimulati financiar. „Au primit bani doar asa-zisii organizatori. Restul au fost masa de manevra. Repet, suma a fost însa una consistenta".

Planul B al diversiunilor - dezbinarea manifestantilor

Daca actele de violenta nu au avut efectul scontat, „papusarii" care au misiunea de a destabiliza manifestatiile au trecut la planul B: dezbinarea protestatarilor. A aparut - luni la Cluj, marti la Brasov si Bucuresti - sloganul „PDL-USL, aceeasi mizerie!". Paradoxal, în orasele amintite, dupa ce „initiatorii" dau tonul, o parte dintre manifestanti, care doar cu câteva clipe înainte scandau „Anticipate, anticipate!", preluau sloganul asa-zis apolitic.

Surprinzator, cei care au lansat sloganul sunt reprezentantii entitatilor Agentia de Monitorizare a presei - Mircea Toma, seful acestui ONG, a recunoscut pentru cotidianul.ro paternitatea sloganului - si Militia Spirituala. Mircea Toma sustine ca prin acest slogan nu face vreun serviciu actualei Puteri si ca el reprezinta aspiratia „unei parti a populatiei" pentru o noua clasa politica. Pe foarte, foarte multe forumuri si bloguri sloganul este condamnat virulent, dar într-un limbaj civilizat, si este considerat ca fiind o comanda venita din zona Puterii. „Cum poti cere demisia guvernului, cum poti cere anticipate, când blamezi si alternativa la actuala Putere" este laitmotivul întâlnit pe foarte multe site-uri.

Mircea Toma a mai recunoscut - un blog a publicat în premiera informatia - ca s-a aflat printre cei care „am semnalat" prezenta lui Ludovic Orban în fata Teatrului National si ca de aici au plecat huiduielile. „A venit cu oamenii lui sa faca o baie de multime. Este un politician compromis", a spus Toma, dar lucrurile nu au stat deloc asa. Liberalul a venit doar cu un consilier si o consiliera, „oamenii lui" fiind de fapt simpli manifestanti care au facut zid în jurul lui dupa ce doi reprezentanti ai Asociatiei 21 Decembrie (asociatie de revolutionari arondata Puterii) au lansat, în zona „Dunarea", primele scandari împotriva lui. Paradoxal, dupa „semnalarea" prezentei lui Orban, cca 40-50 de tineri, dupa ce scandau „pleaca acasa!", „comunistule!", „hotule!", se întrebau unii pe altii cine este persoana împotriva careia striga.

Comparatie cu demonstrantii de stânga din 1968

Ceea ce pare stupefiant, un text aparut pe site-ul Militia Spirituala face o comparatie a sustinatorilor sloganului mai sus amintit cu „generatia care a schimbat în 1968 clasa politica americana". Dupa cum se stie, protestatarii anului 1968 (nu doar cei din SUA) au fost adepti ai stângii, ai neomarxismului, ai neo-trotki-smului si anarhisti, iar miscarile de protest au fost finantate direct sau indirect de catre URSS. Tot pe site-ul Militiei Spirituale a mai aparut un text în care ni se spune ca protestatarii care s-au luptat cu jandarmii în perimetrul Coltea-Budapesta sunt de fapt „generatia adormita, tinerii apatici, aia care o ard prin cluburi si salveaza lumea cu un like. De data asta au salvat-o agitând pumnii spre jandarmi, ridicând baricade si aruncând bucati de borduri"...

Autor: Diana Dumitrescu - Sursa: cotidianul.ro

Articolo (p)Link Commenti Commenti (0)  Storico Storico  Stampa Stampa
 

Acestia au identificat faptul ca o categorie speciala de celule, intitulate celule senescente, promoveaza îmbatrânirea tesuturilor. Prin eliminarea acestor celule din corpul uman, cercetatorii spera ca multe din afectiunile tipice îmbatrânirii ar putea fi amânate sau chiar evitate.

Celulele senescente se acumuleaza în tesuturile afectate de îmbatrânire: în genunchii artritici, cataracte sau în placa arteriala. Aceste celule secreta agenti care stimuleaza sistemul imunitar si care provoaca inflamatii în tesuturi.

O descoperire revoluţionară promite să elimine bolile bătrâneţii!

Pâna acum, cercetatorii nu reusisera sa identifice rolul jucat de aceste celule. Acum, gratie unui experiment ingenios, oamenii de stiinta au descoperit ca aceste celule accelereaza îmbatrânirea tesuturilor în care s-au acumulat.

Pentru a descoperi rolul jucat de aceste celule, cercetatorii de la Clinica Mayo din Rochester, SUA au modificat genetic un soarece de laborator. Gratie acestei modificari genetice, atunci când acestuia îi era administrat un medicament special, toate celulele senescente din corpul sau se auto-distrugeau.

Oamenii de stiinta au descoperit ca tesuturile soarecilor au înregistrat îmbunatatiri semnificative dupa ce celulele senescente au fost distruse. Soarecii nu au prezentat niciuna din bolile tipice batrânetii: nu au dezvoltat cataracte, nu au pierdut masa musculara odata cu îmbatrânirea si au rezistat mai mult în cadrul exercitiilor pe banda de alergare. De asemenea, soarecii nu si-au pierdut stratul adipos care, în mod normal, se subtiaza pe masura ce animalele îmbatrânesc (eveniment care provoaca riduri în rândul oamenilor).

"Sunt foarte entuziasmat de aceste rezultate", a declarat Dr. Norman Sharpless, expert în îmbatrânire la Universitatea Carolina de Nord. "Acest studiu sugereaza ca aceasta terapie ar putea functiona si în cazul oamenilor", a adaugat el.

Aceasta cercetare este prima care demonstreaza ca eliminarea celulelor senescente din corp are efecte benefice. "Daca studiul va fi confirmat, va constitui un progres fundamental în acest domeniu", a afirmat Dr. Sharpless.

Un alt specialist, Judith Campisi de la Institutul Buck de Cercetari asupra Îmbatrânirii, a comentat studiul ca fiind "un pas revolutionar pentru acest domeniu".

"Pâna acum, oamenii priveau îmbatrânirea ca pe ceva care nu poate fi evitat. Acum ca stim care sunt procesele care provoaca acest eveniment, putem actiona asupra lor", a afirmat Campisi. Aceasta a concluzionat: "Scopul cercetarii în domeniul îmbatrânirii nu este de a extinde durata de viata la 1.000 de ani, asa cum este înfatisata ramura a stiintei în operele SF, ci de a extinde durata de viata sanatoasa, adica acea parte din viata unui om în care acesta traieste într-o stare buna de sanatate. Aceasta descoperire constituie un pas important în aceasta directie".

Sursa: NY Times & descopera.ro

Articolo (p)Link Commenti Commenti (0)  Storico Storico  Stampa Stampa
 

Greetings people of Romania, we are Anonymous,

You have finally joined the global struggle for a better life.

After 22 years of theft, lies and manipulation, perpetuated by your corrupt governments, and the corporate media, your voices are being heard oncemore on the streets of your cities.

You must acknoledge the fact that bringing down one man, and choosing another will not solve your problems. This will only perpetuate the political circus that has been unfolding in front of your eyes for 22 years. You must acknoledge the fact that your entire political class is corupt and does not serve the interest of the people, as it should.

Many of you know that the world is changing, many of you feel that inside. Do not loose hope for anonymous is by your side. We must stand united against our governments and make our voices heard, for we are the people of the world who want to put an end to economic and monetary enslavement.

Stand up Romania! for a real democracy, for the future of your identity and traditions of your people, stand up for a true change!

We are Anonymous, WAKE UP!!!

Articolo (p)Link Commenti Commenti (0)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
By Admin (from 18/01/2012 @ 14:09:50, in ro - TV Network, read 2293 times)

O interfata creier-computer, care permite oamenilor sa foloseasca gândurile pentru a controla, în timp real, zborul unui elicopter virtual 3D, a fost creata de cercetatorii de la Universitatea din Minnesota, SUA.

Cercetatorii au antrenat subiectii testati pentru a controla zborul elicopterului virtual folosind semnale electrice electroencefalografice si decodari ale ritmurilor senzorimotorii, generate de procesul imaginarii diferitelor miscari.

În premieră: elicopter virtual controlat cu puterea gândului (VIDEO)

Astfel, atunci când un subiect se gândeste la miscarea înainte sau înapoi, ascendent sau descendent, planare sau viraj în aer, elicopterul va raspunde la aceste comenzi.

Specialistii spun ca rezultatele studiului confirma, pentru prima data, eficienta controlului 3D oferit de o interfata creier-computer, sugerând totodata utilizarea tehnicii în cazul protezelor controlate de creier si al medicinei de recuperare.

Sursa: www.kurzweilai.net & descopera.ro

Articolo (p)Link Commenti Commenti (0)  Storico Storico  Stampa Stampa
 

Oliver Brunt, a Design for Industry student, is competing in London against five fellow finalists hoping to win the Autocar-Courland Next Generation Award 2011 – an annual competition that aims to identify, support and develop automotive talent of the future.

The 21-year-old has designed the Social Heads Up Display (SHUD) System. The concept uses the 3G phone network and Bluetooth to enable cars to share information about speed, direction and location in order to give other road users prior knowledge of incoming traffic and accident hotspots. The information is displayed on the windscreen, rather than as a potentially distracting dashboard alert, using Organic Light Emitting Diode (OLED) technology sandwiched between the windscreen glass to display the information on the screen.

Satnav instructions would appear directly on the windscreen with speed zone information highlighted. Music players or mobile phone calling facilitators would be activated via voice command. The aim is to ensure that the driver does not have to take their eyes away from the road at any point in their journey, thus improving safety.

Oliver, originally from Scunthorpe, is currently in contact with various car manufacturers and a German independent OLED screen specialist in the hope of developing the idea into a working prototype. He said: “Combining the SHUD system with the OLED technology could save lives, reduce traffic and decrease in-car driver distractions by eradicating the need to look anywhere else in the car apart from the windows and mirrors.

“The whole idea is built upon existing technology and infrastructure but merges key elements to create a whole new concept that could save lives, time and our environment.”

The Next Generation Award offers entrants a unique chance to launch a coveted industry career and is run in partnership with Courland Automotive and the Society of Motor Manufacturers & Traders. The 2011 award is backed by McLaren Automotive, Mercedes-Benz, Toyota, Peugeot and Skoda.

Open to transportation design students across the country, the competition asked entrants to submit a proposal suggesting some improvement that would be a worthwhile benefit to the automotive business on a small or large scale. Entries were narrowed down to 12 candidates who were selected to attend an assessment day to present their idea to a panel of senior industry executives. Oliver and five other candidates impressed the judges following a series of interviews, professional personality profiling and psychometric tests. A final presentation to a panel of industry insiders will determine the award winner, who will win a placement with a car manufacturer as well as a cash prize.

Kevin Gaskell, Chairman of Courland Automotive Practice, is leading the assessment panel in the competition. He said: “The high calibre of the students we interviewed at the assessment days were very impressive. It was great to see such enthusiastic raw talent and I have no doubt that they all have great careers ahead of them.”

Source: PhysOrg

Provided by Northumbria University

Articolo (p)Link Commenti Commenti (0)  Storico Storico  Stampa Stampa
 

Concluso il programma Shuttle della Nasa, si sentiva forse il bisogno che qualcuno riempisse il vuoto spaziale lasciato dagli Stati Uniti. Ebbene, ci sta pensando la Cina, che oggi ha spedito in orbita il primo modulo da 8 tonnellate della sua stazione spaziale. La missione è stata condotta dalla China Manned Space Engineering (Cmse), l' agenzia spaziale cinese, che si appresta a fare concorrenza ai colleghi di Usa, Russia e Europa.

Aggancio spaziale Ormai è tutto pronto Il “palazzo celeste” Moduli a incastro

Grazie a questo programma, il Cmse mette in orbita la navicella Tiangong I (che significa “ palazzo celeste”), il primo componente della stazione spaziale. In futuro, verranno effettuate nuove missioni dotate di equipaggio, tutte con lo scopo di aggiungere altri moduli e costruire la struttura completa. Niente di più complicato, visto che la Cina è alla sua prima esperienza di docking, ovvero di assemblaggio nello Spazio.

Un traguardo davvero importante per il gigante orientale, che nel giro di pochi decenni è riuscito a entrare nell'olimpo dei paesi dai grandi programmi spaziali. Tutto grazie alle collaborazioni tecnologiche strette con le agenzie governative di mezzo mondo, come la russa Roscosmos. Ma c'è anche chi della Cina si fida ancora poco, come gli Stati Uniti.

“Collaborare con la Cmse comporta dei rischi”, spiega a Space.com Dean Cheng, membro del think tank Heritage Foundation: “Non conosciamo ancora abbastanza bene le politiche spaziali cinesi, e vorremmo sapere qualcosa di più sulla forte partecipazione militare al loro programma. Dobbiamo tenere gli occhi aperti”.

Sembra infatti che il partito repubblicano sia molto contrario a una partecipazione degli Usa al programma spaziale cinese. In prima fila sul fronte anti-Cmse c'è il senatore Frank Wolf, che vuole impedire alla Nasa di utilizzare fondi federali per sovvenzionare la cooperazione tecnologica con i concorrenti cinesi.

Tuttavia, lo scorso ottobre Charles Bolden, capo dell'agenzia spaziale statunitense, aveva guidato una visita ufficiale in Cina; forse il tiepido inizio di una grande collaborazione. Infatti, mentre il gigante d'oriente guarda allo spazio terrestre, gli Usa già pensano a come arrivare su Marte.

Fonte: daily.wired.it

Articolo (p)Link Commenti Commenti (0)  Storico Storico  Stampa Stampa
 

Medicul declara ca tehnologia Lumineyes va folosi un laser adaptat special. Metoda se bazeaza pe folosirea unui laser care va elimina pigmentul brun, adica melanina din irisul unei persoane cu ochii negri sau caprui, irisul va capata astfel mult dorita culoare albastra.

Vezi cum iţi vei putea schimba culoarea ochilor (VIDEO)

Metoda va oferi o alternativa pentru persoanele care doresc ochi albastri naturali, fara sa apeleze la lentile de contact.

Cu toate acestea, procedura la care dr. Homer a lucrat timp de 10 ani este una ireversibila, deoarece tesutul maron eliminat cu laser nu se mai poate autoregenera.

Culoarea ochilor este o trasatura mostenita genetic, iar ochii negri sau caprui sunt dominanti la majoritatea oamenilor, pe când ochii de culoare albastra sau verde sunt din ce în ce mai rari si apar datorita unei gene recesive.

Sursa: Daily Mail & descopera.ro

Articolo (p)Link Commenti Commenti (0)  Storico Storico  Stampa Stampa
 

Experts in gravitational waves from the School of Physics and Astronomy have secured almost 16.7 million hours worth of supercomputer time to simulate and map the most violent events in the universe since the big bang – namely, collisions of black holes.

The team will use more than 1,900 computer processors over the next year to try and solve the equations of Einstein’s general theory of relativity.

The ultimate goal of the simulations is the direct observation of black-hole collisions through the gravitational waves they emit.

"Gravitational waves are ripples in space and time – predicted by Einstein almost 100 years ago," according to Mark Hannam, School of Physics and Astronomy, who will lead the Cardiff research team.

"However, despite Einstein’s predictions – they have not yet been directly detected. Gravitational waves are generated by accelerating masses, such as orbiting black holes, similar to the way accelerating electrical charges emit electromagnetic waves, like light, infra-red and radio waves - with the important difference that gravitational waves are far weaker.

"For this reason it is electromagnetic waves that have told us everything we have learnt about the cosmos since ancient times. If we could also detect gravitational waves, that would push open a new window on the universe, and tell us about its `dark side'," he added.

Over the past decade a network of gravitational wave detectors has been built, including the US Laser Interferometer Gravitational-Wave Observatory (LIGO) and the European GEO600 and Virgo detectors, with the ambitious goal of not only making the first direct detection of the gravitational waves, but also to observe the entire Universe through gravitational radiation.

Cardiff's researchers work on theoretical modelling of black-hole-binary collisions using state-of-the-art numerical techniques and high performance computer clusters, strong field tests of gravity with gravitational-wave observations and the development of algorithms and software to search for gravitational waves.

Researchers at Cardiff play leading roles within the LIGO Scientific Collaboration, in particular in gravitational-wave searches for compact binary coalescences, supernovae, gamma-ray bursts, and other transient sources.

Coalescing black holes are prime candidates for the first observations. The results of this project will help to identify the sources of these signals, and contribute to answering important open questions in astrophysics and fundamental physics, such as whether the objects created in these cosmic collisions are really black holes, or even more exotic objects like naked singularities.

In the process the team hope to be able to test if Einstein's theory of gravity is correct, or whether, just as Newton's gravity gave way to Einstein's, perhaps Einstein's relativity gives way to even deeper insights into the nature of space and time.

The research team comprises more than 20 physicists working at Cardiff, the Universities of Jena, Vienna, and the Balearic Islands, the Albert Einstein Institute in Potsdam, and the California Institute of Technology. Solving Einstein's equations on supercomputers to accurately describe black holes became possible only after a series of breakthroughs in 2005, and the mostly young researchers are excited to be part of a scientific revolution.

"The detectors are pushing against the limits of current technology, and now we will help them with simulations that are at the cutting edge of computing power. Access to such vast computing resources is a fantastic boost for scientific research in Wales," Dr. Hannam added.

While supercomputing resources in Europe used to be relatively scarce, the PRACE Research Infrastructure now provides access to world-class supercomputers for European research projects, which undergo a competitive peer review process.

The PRACE infrastructure currently consists of three world-class supercomputers, which can each perform about 1 Petaflop which is a thousand billion arithmetic operations per second. The first machine in the network, the German Jugene, started operation in 2010, and it was joined in early 2011 by the French machine Curie, and the German system Hermit is about to officially start operation on November 1.

Future computers in the PRACE network are planned in Germany, Italy, and Spain.

Source: Cardiff University

Articolo (p)Link Commenti Commenti (0)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
Ci sono 5311 persone collegate

< settembre 2021 >
L
M
M
G
V
S
D
  
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
     
             

Titolo
en - Global Observatory (605)
en - Science and Society (594)
en - Video Alert (346)
it - Osservatorio Globale (503)
it - Scienze e Societa (555)
it - Video Alerta (132)
ro - Observator Global (399)
ro - Stiinta si Societate (467)
ro - TV Network (143)
z - Games Giochi Jocuri (68)

Catalogati per mese - Filed by month - Arhivate pe luni:

Gli interventi piů cliccati

Ultimi commenti - Last comments - Ultimele comentarii:
Now Colorado is one love, I'm already packing suitcases;)
14/01/2018 @ 16:07:36
By Napasechnik
Nice read, I just passed this onto a friend who was doing some research on that. And he just bought me lunch since I found it for him smile So let me rephrase that Thank you for lunch! Whenever you ha...
21/11/2016 @ 09:41:39
By Anonimo
I am not sure where you are getting your info, but great topic. I needs to spend some time learning much more or understanding more. Thanks for fantastic information I was looking for this info for my...
21/11/2016 @ 09:40:41
By Anonimo


Titolo





26/09/2021 @ 21:17:24
script eseguito in 859 ms