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 Trilingual World Observatory: italiano, english, română. GLOBAL NEWS & more... di Redazione
   
 
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 

As envisioned, the microbots, which are less than one millimeter in size, might someday be able to travel throughout the human bloodstream to deliver drugs to specific targets or seek out and destroy tumors, blood clots, and infections that can't be easily accessed in other ways.

One challenge in the deployment of microbots, however, is developing a system to accurately "drive" them and maneuver them through the complex and convoluted circulatory system, to a chosen destination. Researchers from Korea's Hanyang University in Seoul and Chonnam National University in Gwangju now describe, in the AIP's Proceedings of the 56th Annual Conference on Magnetism and Magnetic Materials, a new navigation system that uses an external magnetic field to generate two distinct types of microbot movements: "helical", or corkscrew-like, motions, which propel the microbots forward or backward, or even allow them to "dig" into blood clots or other obstructions; and "translational," or side-to-side motions, which allow the 'bots to, for example, veer into one side of a branched artery.

In lab tests, the researchers used the system to accurately steer a microbot through a mock blood vessel filled with water. The work, the researchers say, could be extended to the "precise and effective manipulation of a microbot in several organs of the human body, such as the central nervous system, the urinary system, the eye, and others."ike motions of tiny robots.

Source: PhysOrg - via ZeitNews.org

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This randomized study on trachoma, the leading cause of infection-caused blindness in the world, could potentially treat twice the number of patients using the same amount of medication."The idea is we can do more with less," said Bruce Gaynor, MD, assistant professor of ophthalmology at the Francis I. Proctor Foundation for Research in Ophthalmology. "We are trying to get as much out of the medicine as we can because of the cost and the repercussions of mass treatments."

In a paper published this month in The Lancet, researchers conducted a cluster-randomized trial, using an antibiotic called azithromycin to treat trachoma in Ethiopia, which has among the highest prevalence in the world. They picked 24 communities and randomized the two treatment options: 12 villages were given azithromycin every six months and the other 12 were treated every 12 months.

"What we found was the prevalence of trachoma is very high at baseline. Forty to 50 percent of the children in these communities have this condition," Gaynor said. "They are the most susceptible and it can quickly spread from person to person by direct or even indirect contact."

Researchers tracked both groups and found the prevalence of infection decreased dramatically.

"We found that from as high as 40 percent, the prevalence of trachoma went way down, even eliminated in some villages regardless of whether it was treated in an annual way or a biannual way," Gaynor said. "You can genuinely get same with less."

Their finding is significant because of how easily the disease spreads. Trachoma can be transmitted through touching one's eyes or nose after being in close contact with someone who is infected. It can also be spread through a towel or an article of clothing from a person who has trachoma. Even flies can transmit the disease.

Approximately 41 million people are infected with trachoma globally, and 8 million go blind because of lack of access to treatment. More than 150 million doses of azithromycin have been given out worldwide to treat this disease. Unlike other antibiotics, resistance to azithromycin has not been found in Chlamydia trachomatis, the bacteria that causes trachoma.

This and the paper's major finding give hope to Africa, Asia, the Middle East, and parts of Latin America and Australia, where trachoma is still a major problem.

"We will now be able to reach more people and make the treatment go twice as far as before," Gaynor said. "This will make a huge impact in slowing down trachoma-related blindness globally."

Source: Science Daily - via ZeitNews.org

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Treni soppressi senza preavviso, vagoni fermi nella neve, torme di passeggeri che si incolonnano ingobbiti per percorrere a piedi la distanza che separa il treno dalla stazione che non è mai riuscito a raggiungere. E ancora treni che si perdono tra Cuneo e Torino, centinaia di passeggeri bloccati per 17 ore in vagoni inamovibili. Sembra l’inizio di un film apocalittico di Roland Emmerich (siamo nel 2012 dopotutto), e invece è solo una esacerbazione straordinaria della situazione in cui versa il trasporto ferroviario italiano.

Una situazione che è emersa in tutta la sua drammaticità nei giorni scorsi - quando le sostenute nevicate scese a imbiancare l’intero Stivale hanno letteralmente paralizzato il transito ferroviario in diverse località - e che non è più possibile derubricare a problema marginale. I problemi del trasporto ferroviario pendolare, infatti, sono estesi a tutte le regioni del paese ed interessano una fascia sempre più ampia della popolazione.

Per avere una panoramica esauriente delle condizioni attuali del servizio ferroviario italiano una risorsa molto utile è il rapporto Pendolaria 2011, pubblicato lo scorso dicembre da Legambiente. Negli ultimi cinque anni, il numero di pendolari che utilizzano il treno come mezzo di trasporto principale è aumentato del 7,8%, arrivando a quota 2,83 milioni. Quasi 3 milioni di persone che ogni giorno si trovano a occupare treni eccessivamente affollati (su alcune tratte l’occupazione media supera abbondantemente la capienza), tante volte obsoleti, spesso in ritardo. Č sufficiente andare a studiarsi la velocità media dei treni italiani (35,5 km/h) e confrontarla con quella dei treni tedeschi (48,1 km/h) o spagnoli (51,4 km/h), o contare il numero di linee suburbane che garantiscono un treno ogni 15 minuti a Milano (1) e a Londra (22), per farsi un’idea della situazione in cui versa il trasporto ferroviario pendolare italiano. Certo, un abbonamento ferroviario tedesco costa nettamente di più di uno italiano, ma il problema rimane e, a giudicare dai tagli subiti dalle linee pendolari nel 2011, non è destinato a migliorare nel breve periodo.

Nell’anno passato, praticamente tutte le regioni italiane hanno operato tagli alle linee ferroviare suburbane, l’unica eccezione è la Lombardia. Tuttavia, ai tagli spesso sono corrisposti aumenti dei biglietti, in particolare in Veneto (dove a fronte di un taglio del 19,5% si è registrato un aumento del 15%) e in Lombardia (dove la mancanza di tagli è stata controbilanciata da un aumento del 23,4%). Non bastasse, il 2011 si è concluso con la discussa eliminazione di diversi treni notte che hanno sollevato proteste, tra pendolari e ferrovieri che proseguono infuocate ancora oggi.

Le soppressioni e i disagi delle ultime settimane sono per una certa parte dovuti a una condizione climatica straordinaria, ma la mancanza di investimenti e cura del trasporto pendolare hanno sicuramente aggravato la situazione: “ Premesso che sul piano organizzativo occorre sempre cercare maggiori livelli di efficacia, i punti deboli del servizio ferroviario pendolare hanno orgine da due elementi: treni e carrozze eccessivamente vecchi e un livello di manutenzione preventiva insufficiente”, spiega Giulio Moretti del Sindacato Or.

S.A.. Ferrovie: “ A cui si aggiunge una dotazione di personale ormai ridotta all'osso dai processi di efficientamento degli ultimi vent'anni, al punto in cui una mole sostanziosa di lavoro straordinario è diventata strumento ordinario di gestione, non solo di Trenitalia, ma di tutto il gruppo FS. Quotidianamente vi sono treni soppressi per mancanza di personale. E' quindi evidente che nei momenti di emergenza le ristrettezze di disponibilità di personale altro non fanno che acuire le difficoltà naturalmente insite nella gestione dell'emergenza."

Nel frattempo, però, l’ Alta Velocità procede a vele spiegate. Tra il 2005 e il 2009 sono stati aperti 661 chilometri di nuove linee di treni ad alta velocità. Nel 2011 poi è stata aperta la nuova stazione Tav di Roma Tiburtina, un’opera da 330 milioni di euro, e per marzo si prevede il debutto di Italo, treno a velocità della compagnia privata Ntv. Insomma, quello che si sta profilando è un panorama ferroviario a due velocità, tra le quali il divario si va allargando in modo ormai insostenibile. A fronte di una situazione simile, è dunque difficile spiegare l’attenzione che viene invece riservata per opere dai costi stratosferici come, per esempio, la Tav Torino-Lione.

Non che manchino i progetti per il potenziamento del trasporto pendolare. A oggi sono diversi i macro-interventi strutturali che attendono solo il raggiungimento degli stanziamenti previsti. Uno su tutti il progetto di completamento dell’anello ferroviario e della linea C della metropolitana a Roma, per il quale mancano ancora 1,8 dei 4,8 miliardi di euro previsti. Tra le opere più importanti figurano anche il raddoppio della linea ferroviaria Giampilieri-Fiumefreddo a Messina (59 milioni raccolti su 1.970 necessari) e il completamento a Napoli della linea metropolitana 1 fino a Scampia (545 milioni su 1.031). E poi ancora il potenziamento della Linea Rho-Gallarate a Milano, e il progetto metro tramvia a Bologna. In sostanza, su 13 miliardi di euro necessari, queste opere finora hanno ottenuto poco più di 6,5 miliardi di euro. Una cifra sicuramente importante, ma che potrebbe essere ridotta se solo ci fosse la volontà politica di togliere linfa a progetti faranonici (qualcuno ha detto Ponte sullo stretto?) per puntare con decisione sul potenziamento del trasporto pubblico su ferro. Purtroppo, basta andare a leggere come verranno stanziati i 4,8 miliardi di euro sbloccati lo scorso 6 dicembre dal Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) per realizzare che questa volontà ancora manca: 919 milioni andranno alla linea Alta Velocità/Alta Capacità Treviglio-Brescia, 1,1 miliardi invece a quella Milano-Genova. 

La tendenza a privilegiare la costruzione di grandi opere rispetto alla risoluzione dei problemi infrastrutturali suburbani, trova una limpida esemplificazione nel caso della Pedemontana Lombarda, un’opera monumentale il cui costo è stimato attorno ai 4 miliardi di euro.

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Fonte: Wired.it

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Inedita metoda ar putea fi brevetata drept cea mai eficienta solutie anticonceptionala pentru barbati.

În sfârşit, cercetătorii au descoperit un anticoncepţional masculin eficace!

Rezultatele experimentelor pe sobolani de laborator, publicate în periodicul Reproductive Biology and Endocrinology, au demonstrat ca undele produse de ultrasunete pot fi folosite la reducerea cantitatii de spermatozoizi pâna la nivelul la care se poate vorbi de infertilitate masculina.

Cercetatorii considera ca metoda ultrasunetelor este "un candidat promitator" în cadrul modalitatilor de contraceptie actuale. Cu toate acestea, metoda ultrasunetelor mai trebuie sa treaca anumite teste pâna sa fie omologata.

Conceptul a fost propus pentru prima data în anii '70, dar a fost aprofundat recent de catre cercetatorii din cadrul Universitatii din Carolina de Nord, care au câstigat în acest scop o finantare din partea Bill & Melinda Gates Foundation. Echipa de cercetatori a descoperit ca doua sedinte de expunere la ultrasunete, fiecare cu durata de 15 minute, sunt suficiente pentru reducerea semnificativa a cantitatii de sperma si a numarului de spermatozoizi.

Pe baza statisticilor actuale, se considera ca un barbat este infertil daca nivelul spermatozoizilor sai scade sub cifra de 15 milioane pe mililitru. Echipa de oameni de stiinta trebuie sa se asigure ca metoda cu ultrasunete produce un efect reversibil, deoarece se urmareste ideea de contraceptie masculina, nu de sterilitate totala. La fel, oamenii de stiinta vor sa se asigure ca nu vor exista efecte secundare negative.

Sursa: BBC News - via Descopera.ro

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Those are the findings of a new study by researchers at Jacksonville University and the University of California, Davis. The study appears in the journal Child Development.

In the study, researchers looked at 90 mostly White children ages 5 to 10. The children listened to six illustrated stories in which two characters feel the same emotion after experiencing something positive (getting a new puppy), negative (spilling milk), or ambiguous (meeting a new teacher). Following each experience, one character has a separate optimistic thought, framing the event in a positive light, and the other has a separate pessimistic thought, putting the event in a negative light. Researchers described the subsequent thoughts verbally, then asked the children to judge each character's emotions and provide an explanation for those emotions. They were most interested in the degree to which children predicted different emotions for two characters in the same situation.

The researchers also had the children and their parents complete surveys to measure their individual levels of hope and optimism.

Children as young as 5 predicted that people would feel better after thinking positive thoughts than they would after thinking negative thoughts. They showed the strongest insight about the influence of positive versus negative thoughts on emotions in ambiguous situations. And there was significant development in the children's understanding about the emotion-feeling link as they grew older.

The study also found that children had the most difficulty understanding how positive thinking could boost someone's spirits in situations that involved negative events—such as falling down and getting hurt. In these coping situations, children's levels of hope and optimism played a role in their ability to understand the power of positive thinking, but parents' views on the topic played an even larger part.

"The strongest predictor of children's knowledge about the benefits of positive thinking—besides age—was not the child's own level of hope and optimism, but their parents'," reports Christi Bamford, assistant professor of psychology at Jacksonville University, who led the study when she was at the University of California, Davis.

The findings point to parents' role in helping children learn how to use positive thinking to feel better when things get tough, Bamford notes. "In short, parents should consider modeling how to look on the bright side."

Source: EurekAlert - via ZeitNews.org

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Per spiegare l’eccezionalità delle strisce delle zebre e trovare il loro significato adattativo, gli scienziati si sono interrogati a lungo. Ne sono uscite le ipotesi più stravaganti. L’ultima pensata viene da un gruppo di ricerca coordinato da Gábor Horváth della Budapest University of Technology and Economics, in Ungheria, che ha pubblicato i risultati del suo studio sul Journal of Experimental Biology. Eccola qui: il mantello zebrato servirebbe a tenere lontane le mosche cavalline e gli altri insetti ematofagi. Le strisce, infatti, interferirebbero con la riflessione della luce, rendendo le zebre poco attraenti agli occhi di questi animali.

Le ipotesi più classiche sull'evoluzione dello strano mantello sostengono che le strisce servano a confondere i grandi predatori della savana, come i leoni, che aiutino la regolazione della temperatura corporea, e che facilitino il riconoscimento tra gli individui. Già nel 1980, l’entomologo Jeffrey Waage aveva chiamato in causa la difesa dalle mosche tse-tse: avendo occhi sfaccettati poco adatti a percepire forme in prospettiva, avrebbero difficoltà a distinguere le sagome a strisce. Una spiegazione verosimile: tra gli animali della savana, le zebre sono le più immuni alla malattia del sonno portata proprio dalle tse-tse. Horváth e la sua équipe hanno ripreso quest’ipotesi e condotto un esperimento con le mosche cavalline, o tafani, per dimostrarla.

Queste mosche sono attratte dalla luce polarizzata. Tale è la luce riflessa dall’acqua (che per gli insetti è il luogo privilegiato per riprodursi e deporre le uova) e dal mantello degli animali cui succhiano il sangue. Per scoprire se un pattern a strisce interferisse con le modalità di riflessione della luce, rendendo questo tipo di sagome meno attraenti, i ricercatori hanno costruito modelli di cavalli neri, bianchi e zebrati. Hanno così scoperto che le mosche ignoravano quasi del tutto i pattern a strisce, preferendo gli altri.

Modificando ampiezza, densità e angolatura delle strisce, poi, i biologi hanno visto che il modello meno attraente per gli insetti aveva esattamente lo stesso disegno di quello di una zebra reale. “ La selezione naturale in zone come l’Africa deve aver spinto affinché le zebre evolvessero il mantello meno attraente per i parassiti ematofagi - hanno spiegato i ricercatori - e questo mantello è proprio quello zebrato”.

Fonte: Wired.it

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Studiind neuronii astfel obtinuti, specialistii spera sa afle mai multe despre caracteristicile genetice si biochimice asociate cu aceste maladii.

Experimentele au avut loc la Centrul de Medicina Regenerativa al Universitatii din Edinburgh, Marea Britanie.

Oamenii de ştiinţă au reuşit să fabrice neuroni pornind de la celule ale pielii

Oamenii de stiinta au pornit de la ideea de a studia celulele din creierul persoanelor cu tulburari neurologice (maladia Parkinson, scleroza multipla) si psihice (schizofrenie, tulburare bipolara), dar fara a recurge la prelevarea de celule direct din creier, deoarece acesta este o manevra foarte periculoasa pentru pacienti.

De aceea, cercetatorii au mers pe o cale ocolita, pentru a obtine celule identice cu cele din creierul pacientilor: au prelevat celule din piele, le-au transformat în celule stem, iar apoi au "îndrumat" aceste celule stem sa se transforme în celule nervoase. (Celulele stem sunt celule primordiale ale organismului, asa-numite pluripotente, adica având capacitatea de a se transforma în diverse tipuri de celule. În laborator, în functie de conditiile de mediu în care sunt crescute, din celule stem se poate obtine o mare varietate de celule diferite.)

Astfel, cercetatorii dispun de un stoc de celule nervoase identice cu cele din creierul pacientilor cu diferite tulburari. Aceste celule pot fi utilizate pentru a studia caracteristicile lor asociate cu boala si pentru a testa efectele unor medicamente.

Aceeasi metoda poate fi folosita, spun cercetatorii, pentru a obtine celule identice cu cele din ficat si inima, organe în cazul carora este dificila practicarea biopsiilor.

Sursa: The Guardian - via Descopera.ro

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The children played a unique game when they were 2- to 4-year-olds. In the game, children placed a large object in a hole at the top of a machine and turned a handle on the side. When a bell rang, a small but otherwise identical object was delivered through a door at the bottom of the machine.

Six years later, the researchers interviewed the children and their parents to determine how well they remembered playing the game. Only about a fifth of the children recalled the event, including two children who were under 3 years old when they played the game. About half of the parents remembered the event. Parents and children who recalled the event provided very similar reports about the game.

Although the researchers couldn't predict children's long-term recall on the basis of the youngsters' general memory and language skills, they found evidence that talking about the event soon after it occurred may have helped preserve it in the memories of those who remembered it.

"Our results are consistent with theories that suggest that basic capacity for remembering our own experiences may be in place by 2 years of age," according to Fiona Jack, postdoctoral fellow at the University of Otago, who led the study. "The study has implications in clinical and legal settings, where it is often important to know how likely it is that a particular memory of an early experience is in fact genuine."

Source: MedicalXpress - via ZeitNews.org

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Quindi non può essere rivendicata da Michael Doyle e dalla sua Eolas Technologies.


 
Abbiamo corso il rischio di sentire questi due nomi molto spesso, visto che sono stati i protagonisti di una causa legale che avrebbe potuto segnare il futuro del web e dell' ecommerce. Un affare così grosso che anche Tim Berners Lee, uno degli inventori del world wide web, è sceso in campo e si è seduto al banco dei testimoni (per la prima volta nella sua vita, ricorda Wired.com) lo scorso 7 febbraio. In ballo c'era la rivendicazione dell' Interactive Web: il sistema che permette agli utenti di interagire con le immagini all'interno di una finestra su un browser. Doyle, che negli anni Novanta era biologo presso l'Università della California, poi fondatore di Eolas, aveva infatti tirato fuori un brevetto che era stato rilasciato a lui e ad altri due suoi colleghi, David C. Martin e Cheong S. Ang, il 17 novembre del 1998. Una data così remota che sembrava difficile da contestare.  


 
Però, prima di quanto sperato, è arrivata la decisione della giuria del tribunale di Tyler, modesta cittadina del Texas: Il brevetto rivendicato da Doyle non è valido.
 
Per qualche giorno Tyler ha brulicato di avvocati. L'ex biologo aveva infatti trascinato in tribunale 8 aziende del calibro di Google, YouTube, Yahoo, Amazon, GoDaddy, JC Penney, Staples e CDW Corp. A nome dell'Università della California, aveva chiesto un risarcimento dei danni per l'utilizzo del brevetto per oltre 600 milioni di dollari, secondo quanto ha riportato Wired.com. Ieri, come atteso, si è svolto il processo; ne sarebbero dovuti seguire altri tre, ma la sentenza  li ha di fatto annullati, dal momento che la questione sembra chiusa.
 
Forse a qualcuno il nome Eolas Technologies dice qualcosa. Sicuramente lo ricorda Microsoft, che nel 1999 si trovava esattamente dove al posto di Google, Yahoo e delle altre aziende citate, cioè a discutere della proprietà di un brevetto sul Web. Nel 2003, l'azienda di Gates fu condannata a pagare ben 521 milioni di dollari. Il verdetto venne poi annullato in appello, ma Microsoft preferì comunque accordarsi con Doyle per la ragguardevole cifra – ufficiosa, non ufficiale – di oltre 100 milioni. Di sicuro, nelle casse dell'Università della California ne sono entrati più di 30.
 
Per l' Interactive Web, Eolas aveva citato una ventina di aziende (non solo le 8 nominate), tra cui anche Apple, eBay, Playboy e Citigroup; queste, però, si sarebbero accordate per evitare la causa. Insomma, sembra che il modo di fare affari con i brevetti di Eolas Technologiessia più simile a quello delle cosiddette aziende patent troll, una sorta di saccheggiatori.
 
La testimonianza di Berners Lee potrebbe avere avuto il suo peso nel verdetto. Era andato a Tyler non ha tanto a che fare con la difesa degli interessi delle aziende coinvolte, ma con quella della libertà del web.
 
“ Mr. Berners-Lee, perché è qui?”, gli aveva chiesto Jennifer Doan, rappresentante legale di Yahoo e Amazon, lo scorso martedì.
“ Perché voglio aiutare a fare chiarezza su ciò che era ovvio e su quello che era il sentire [comune] nel settore dell'informatica [nei primi anni Novanta]”.
“ Quando lo ha inventato, ha brevettato il Web?”
“ No, perché internet esisteva già. Ho preso gli ipertesti, che esistevano da tanto tempo. Tutto quello che abbiamo fatto è stato mettere insieme cose che erano intorno a noi da anni, combinandole per venire incontro ad alcune necessità”.
“ E a chi appartiene il Web?”
“ A noi”
“E il web che tutti possediamo è interattivo?”
“ Direi proprio di sì”
 
E Berners Lee non era solo. Insieme a lui sono scesi in campo Eric Bina, co-fondatore di Netscape, Dave Raggettche ha inventato il tag embed Html, e Pei-Yuan Wei, l'inventore del primo browser, Viola. Su quest'ultimo erano riposte le speranze della difesa: nel programma – del 1991, cioè due anni prima del brevetto di Doyle – gli elementi interattivi erano già previsti.

La prova è un email che Pei Wei scrisse a Berners Lee nel dicembre di quell'anno: “ Una cosa che mi piacerebbe fare presto, se ho tempo, è [...] incorporare gli oggetti di Viola in file Html”. Nel maggio del 1993, il sistema venne implementato alla Sun Microsystems.

(Questo articolo è stato pubblicato il 9 febbraio, l'ultimo aggiornamento è del 10 febbraio)

Fonte: Wired.it

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Secretul consta în masurarea tensiunii arteriale în ambele brate. Oamenii de stiinta au descoperit ca persoanele care prezinta rezultate diferite în cadrul celor doua masuratori sunt mai expuse la afectiunile cardiovasculare.

A fost descoperit un test simplu care identifică din timp problemele cardiovasculare

Acest test simplu ar putea ajuta la identificarea din timp a persoanelor predispuse la astfel de afectiuni, ceea ce înseamna ca vor putea fi tratate înainte ca situatia sa se înrautateasca.

Hipertensiunea a fost supranumita "ucigasul tacut" în lumea medicala, pentru ca prezinta putine simptome, astfel ca aproximativ jumatate dintre cei afectati de hipertensiune nu stiu acest lucru.

Studiul a fost publicat în jurnalul The Lancet.

Sursa: Daily Express - via Descopera.ro

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