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 Trilingual World Observatory: italiano, english, română. GLOBAL NEWS & more... di Redazione
 
   
 
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
By Admin (from 04/01/2012 @ 14:06:29, in it - Osservatorio Globale, read 618 times)

Il Premio Nobel per la fisica 2011 è stato assegnato appena a chi ha dato il suo contributo per scoprire quale sia il futuro dell'Universo (leggi Galileo “Un Nobel per la fisica che apre le porte all'energia oscura”). Ma oggi, grazie a una simulazione eseguita con un supercomputer, conosciamo meglio anche il suo passato e il suo presente: si chiama Bolshoi Simulation e rappresenta il più grande e dettagliato modello cosmologico dell'evoluzione dell’Universo mai realizzato.

Questo strumento, descritto in uno studio in via di pubblicazione sulla rivista Astrophysical Journal (e già reperibile online su arXiv), potrà essere utile per la comprensione di “misteri” come la formazione di galassie o la genesi di materia ed energia oscure. Gli autori dello studio sono ricercatori dell'Università della California di Santa Cruz e della Nasa, che hanno anche pubblicato un esempio di simulazione in un video su Vimeo (in particolare relativa alla materia oscura presente al centro di un grande ammasso di galassie) e numerose immagini ricavate attraverso di essa.

Il Bolshoi si basa su dati raccolti negli scorsi anni da osservazioni condotte sia da terra sia dalla missione Wilkinson Microwave Anisotropy Probe (Wmap) della Nasa; quest’ultima ha fornito una mappa precisa delle leggere variazioni che si rilevano nella misura della radiazione cosmica di fondo, ovvero la radiazione termica primordiale che è considerata essere l'ultima eco del Big Bang.

Precedentemente erano già state effettuate ricostruzioni della struttura e dell'evoluzione dell'Universo con l'uso di supercomputer: l'ultima, la Millennium Run, è stata la base di circa 400 diversi articoli dal 2005 ad oggi. Ma la Bolshoi Simulation la supera sia in risoluzione che in accuratezza: da quando la simulazione precedente è stata sviluppata ci sono stati avanzamenti significativi nella velocità dei supercomputer, ma soprattutto è migliorata la misurazione dei parametri cosmologici che sono alla base dell'elaborazione. I dati su cui questa si basava erano, infatti, i primi rilasciati dalla missione Wmap, che sono stati superati da quelli ottenuti nel 2008 (Wmap5, ovvero i risultati di cinque anni di osservazioni) e nel 2010 (Wmap7, a sette anni dall'entrata in funzione del satellite Nasa).

La nuova simulazione è invece basata proprio sui parametri Wmap5 (che sono comunque in linea con gli ultimi rilasciati dalla Nasa) e, secondo i ricercatori che hanno lavorato al modello, diventerà il punto di riferimento per tutti gli studiosi di cosmologia che vorranno testare le loro previsioni teoriche. “Oggi sappiamo che i dati ricavati da Wmap1 sono inesatti - ha spiegato Joel Primack, tra i realizzatori del Bolshoi - e mi aspetto che lo strumento abbia un forte impatto nel campo dell'astrofisica”.

Così, come si analizza una popolazione intera studiandone un campione rappresentativo, il Bolshoi ha nello specifico ricostruito l'evoluzione solo di un volume dello Spazio: un cubo di un miliardo di anni luce di lato, porzione ridotta dell'Universo visibile (che ha la forma di una sfera con un raggio pari a 46 miliardi di anni luce). Attraverso di esso, la simulazione non mostra solo in che modo sia cambiato ciò che riusciamo a vedere, ma anche quello che ci è invisibile: ecco perché, secondo gli astronomi, lo strumento potrà predire l'evoluzione degli aloni di materia oscura, per poi facilitarne la ricerca nel Cosmo.

“In un certo senso si può quasi pensare che i primi risultati siano piuttosto noiosi, perché mostrano solo che il nostro modello cosmologico standard funziona - ha aggiunto Primack -  ma veramente eccitante è che ora possediamo una simulazione talmente accurata che può essere la base di innumerevoli nuovi studi”.

Riferimento: Bolshoi Simulation

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Cercetatorii de la Universitatea de Medicina din Pennsylvania au identificat 1.105 copii nascuti între 1 octombrie 1984 si 3 iulie 1989 si care în momentul nasterii cântareau mai putin de 2 kilograme.

Dupa 16 ani, specialistii au reusit sa îi gaseasca pe 623 dintre copii si i-au testat cu ajutorul unui set de întrebari pentru depistarea unor tulburari din spectrul autismului.

Copiii cu greutate mică la naştere prezintă un risc mai mare de a suferi de autism

Când 189 dintre acesti tineri au împlinit 21 de ani, ei au fost supusi unor noi teste, iar 60% dintre cei care fusesera initial diagnosticati cu o forma de autism, dar si 24% dintre cei care nu fusesera diagnosticati, au fost identificati ca având tulburari din spectrul autismului.
În final, incidenta tulburarilor din spectrul autismului a participantilor la studiu a fost de cinci ori mai mare decât a populatiei gerenale.

Tulburarile din spectrul autismului îi fac pe oameni sa aiba dificultati în comunicare si în interactiunile sociale, sustine unul dintre autorii studiului, Jennifer Pinto-Martin. Totusi, persoanele care au forme mai usoare de tulburari din spectrul autismului sunt perfect functionale, putând sa mearga la o facultate si sa aiba o slujba. Singura problema este ca ele s-ar putea sa doreasca sa vorbeasca doar despre un anumit subiect.

Desi studiul demonstreaza ca tulburarile din spectrul autismului apar mai des la copiii nascuti prematuri, care vin pe lume cu o greutate mai mica, specialistii spun ca autismul este în continuare întâlnit si la copiii nascuti la termen.
Studiul sugereaza ca este nevoie de un sistem de îngrijire prenatala mai bun pentru a reduce numarul nasterilor premature, dar si de o diagnosticare precoce a cazurilor de autism.

Sursa: Xinhuanet - via descopera.ro

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Experts in gravitational waves from the School of Physics and Astronomy have secured almost 16.7 million hours worth of supercomputer time to simulate and map the most violent events in the universe since the big bang – namely, collisions of black holes.

The team will use more than 1,900 computer processors over the next year to try and solve the equations of Einstein’s general theory of relativity.

The ultimate goal of the simulations is the direct observation of black-hole collisions through the gravitational waves they emit.

"Gravitational waves are ripples in space and time – predicted by Einstein almost 100 years ago," according to Mark Hannam, School of Physics and Astronomy, who will lead the Cardiff research team.

"However, despite Einstein’s predictions – they have not yet been directly detected. Gravitational waves are generated by accelerating masses, such as orbiting black holes, similar to the way accelerating electrical charges emit electromagnetic waves, like light, infra-red and radio waves - with the important difference that gravitational waves are far weaker.

"For this reason it is electromagnetic waves that have told us everything we have learnt about the cosmos since ancient times. If we could also detect gravitational waves, that would push open a new window on the universe, and tell us about its `dark side'," he added.

Over the past decade a network of gravitational wave detectors has been built, including the US Laser Interferometer Gravitational-Wave Observatory (LIGO) and the European GEO600 and Virgo detectors, with the ambitious goal of not only making the first direct detection of the gravitational waves, but also to observe the entire Universe through gravitational radiation.

Cardiff's researchers work on theoretical modelling of black-hole-binary collisions using state-of-the-art numerical techniques and high performance computer clusters, strong field tests of gravity with gravitational-wave observations and the development of algorithms and software to search for gravitational waves.

Researchers at Cardiff play leading roles within the LIGO Scientific Collaboration, in particular in gravitational-wave searches for compact binary coalescences, supernovae, gamma-ray bursts, and other transient sources.

Coalescing black holes are prime candidates for the first observations. The results of this project will help to identify the sources of these signals, and contribute to answering important open questions in astrophysics and fundamental physics, such as whether the objects created in these cosmic collisions are really black holes, or even more exotic objects like naked singularities.

In the process the team hope to be able to test if Einstein's theory of gravity is correct, or whether, just as Newton's gravity gave way to Einstein's, perhaps Einstein's relativity gives way to even deeper insights into the nature of space and time.

The research team comprises more than 20 physicists working at Cardiff, the Universities of Jena, Vienna, and the Balearic Islands, the Albert Einstein Institute in Potsdam, and the California Institute of Technology. Solving Einstein's equations on supercomputers to accurately describe black holes became possible only after a series of breakthroughs in 2005, and the mostly young researchers are excited to be part of a scientific revolution.

"The detectors are pushing against the limits of current technology, and now we will help them with simulations that are at the cutting edge of computing power. Access to such vast computing resources is a fantastic boost for scientific research in Wales," Dr. Hannam added.

While supercomputing resources in Europe used to be relatively scarce, the PRACE Research Infrastructure now provides access to world-class supercomputers for European research projects, which undergo a competitive peer review process.

The PRACE infrastructure currently consists of three world-class supercomputers, which can each perform about 1 Petaflop which is a thousand billion arithmetic operations per second. The first machine in the network, the German Jugene, started operation in 2010, and it was joined in early 2011 by the French machine Curie, and the German system Hermit is about to officially start operation on November 1.

Future computers in the PRACE network are planned in Germany, Italy, and Spain.

Source: Cardiff University

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They could lead to "superlenses" able to image proteins, viruses and DNA, and perhaps even make a "Star Trek" cloaking device.

Other metamaterials offer unique magnetic properties that could have applications in microelectronics or data storage.

The limitation, so far, is that techniques like electron-beam lithography or atomic sputtering can only create these materials in thin layers. Now Cornell researchers propose an approach from chemistry to self-assemble metamaterials in three dimensions.

Two polymer molecules linked together will self-assemble into a complex shape, in this case a convoluted "gyroid." One of the polymers is chemically removed, leaving a mold that can be filled with metal. Finally the other polymer is removed, leaving a metal gyroid with features measured in nanometers. Credit: Wiesner Lab

Uli Wiesner, the Spencer T. Olin Professor of Engineering, and colleagues present their idea in the online edition of the journal Angewandte Chemie.

Wiesner's research group offers a method they have pioneered in other fields, using block copolymers to self-assemble 3-D structures with nanoscale features.

A polymer is made up of molecules that chain together to form a solid or semisolid material. A block copolymer is made by joining two polymer molecules at the ends so that when each end chains up with others like itself, the two solids form an interconnected pattern of repeating geometric shapes -- planes, spheres, cylinders or a twisty network called a gyroid. Elements of the repeating pattern can be as small as a few nanometers across. Sometimes tri-polymers can be used to create even more complex shapes.

After the structure has formed, one of the two polymers can be dissolved away, leaving a 3-D mold that can be filled with a metal -- often gold or silver. Then the second polymer is burned away, leaving a porous metal structure.

In their paper the researchers propose to create metal gyroids that allow light to pass through, but are made up of nanoscale features that interact with light, just as the atoms in glass or plastic do. In this way, they say, it should be possible to design materials with a negative index of refraction, that is, materials that bend light in the opposite direction than in an ordinary transparent material.

Special lenses made of such a material could image objects smaller than the wavelength of visible light, including proteins, viruses and DNA. Some experimenters have made such superlenses, but so far none that work in the visible light range. Negative refraction materials might also be configured to bend light around an object -- at least a small one -- and make it invisible.

The Cornell researchers created computer simulations of several different metal gyroids that could be made by copolymer self-assembly, then calculated how light would behave when passing through these materials. They concluded that such materials could have a negative refractive index in the visible and near-infrared range. They noted that the amount of refraction could be controlled by adjusting the size of the repeating features of the metamaterial, which can be done by modifying the chemistry used in self-assembly.

They tried their calculations assuming the metal structures might be made of gold, silver or aluminum, and found that only silver produced satisfactory results.

Could these materials actually be made? According to graduate student Kahyun Hur, lead author on the paper, "We're working on it."

Source: Cornell University

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Un gruppo di ricercatori dell'Università di Berkeley, in California, è riuscito a sviluppare un algoritmo che, elaborando i dati ottenuti con la risonanza magnetica funzionale (fMRI), riesce a ricostruire in formato digitale le immagini in movimento percepite da una persona. Lo studio, pubblicato su Current Biology, aiuta a capire meglio i meccanismi della visione umana, e potrebbe servire in futuro per sviluppare sistemi di visione artificiale per i robot.

La risonanza magnetica funzionale permette di determinare l’attività neurale misurando il flusso di sangue e i livelli di ossigenazione nel cervello, ed è da anni utilizzata per studiare i meccanismi della visione. Finora però tutte le ricerche si sono concentrate sull’elaborazione visiva di immagini statiche, perché l’attività neuronale è così veloce che da rendere impossibile l’analisi di quelle in movimento.

Nello studio su Current Biology i ricercatori guidati da Shinji Nishimoto si sono sottoposti alla risonanza magnetica funzionale durante la visione di diverse ore di trailer e spezzoni di film, registrando le immagini generate dalla risonanza magnetica per ciascun fotogramma visualizzato. Tramite opportuni sistemi di analisi, Nishimoto e colleghi hanno quindi cercato di ricostruire l’attività neurale associata alle immagini generate dalla fMRI. “Facendo questo, si ha un modello completo che mette in relazione il flusso di sangue che si vede con la fMRI con l’attività neuronale che non si vede” ha commentato Jack Gallant, uno degli autori. In altre parole gli scienziati hanno tradotto le immagini sullo schermo (forme e movimenti) nel linguaggio del nostro cervello (attività neurale).

Dopo aver elaborato questa sorta di dizionario, i ricercatori sono passati alla fase di prova. Hanno selezionato su YouTube 18 milioni di secondi di sequenze, e hanno simulato l’attività neurale e l’immagine di risonanza magnetica associate. A partire da questa libreria, gli scienziati hanno quindi selezionato le scene che davano origine ad attività cerebrali più simili a quelle osservate sperimentalmente, e hanno quindi messo a confronto le immagini reali con quelle simulate. Il risultato, mostrato nel video, sebbene notevole, ha ancora alcuni limiti, come ricordano gli stessi scienziati. Lo studio infatti si è concentrato solamente sulla corteccia visuale primaria, e inoltre l’algoritmo era realizzato su misura per ciascun individuo preso in esame.

Riferimenti: Current Biology doi:10.1016/j.cub.2011.08.031

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By Admin (from 03/01/2012 @ 08:06:52, in it - Video Alerta, read 827 times)

Il VIDEO che state per vedere è stato diffuso in prima serata sulla Tv tedesca "STERN" il 17 marzo 2007.

DA ALLORA FINO AD OGGI NON E' MAI STATO TRANSMESSO IN ITALIA.

Il Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano

Giorgio Napolitano, ancora parlamentare europeo, perde la calma a causa delle domande pungenti di un cronista tedesco che gli chiede conto del rimborso aereo concesso dall'europarlamento che è assai maggiore del costo del biglietto.

Giorgio Napolitano (Italian pronunciation: [ˈdʒordʒo napoliˈta¢°no]; born 29 June 1925) is an Italian politician who has been the 11th President of Italy since 2006. A long-time member of the Italian Communist Party and later the Democrats of the Left, he served as President of the Chamber of Deputies from 1992 to 1994 and as Minister of the Interior from 1996 to 1998.

Appointed as a Senator for life in 2005, he was subsequently elected as President of Italy on 10 May 2006; his term started with the swearing-in ceremony held on 15 May 2006. He is the first President of Italy to have been a member of the Italian Communist Party.

 


Giorgio Napolitano (Napoli, 29 giugno 1925) è un politico italiano, undicesimo presidente della Repubblica, in carica dal 15 maggio 2006.

 

In precedenza era stato Presidente della Camera dei deputati nell'XI Legislatura (subentrando nel 1992 a Oscar Luigi Scalfaro, salito al Quirinale) e Ministro dell'Interno nel Governo Prodi I, nonché deputato dal 1953 al 1996 e Senatore a vita dal 2005 (nominato da Carlo Azeglio Ciampi) fino alla sua elezione alla prima carica della Repubblica.

È il primo Capo dello Stato ad essere stato membro del Partito Comunista Italiano.

È il terzo presidente ad essere eletto alla quarta chiamata (dopo Einaudi e Gronchi), il sesto ex Presidente della Camera eletto Capo dello Stato (dopo Enrico De Nicola, Gronchi, Leone, Pertini e Scalfaro), il secondo ad essere eletto da senatore a vita (prima di lui Leone), e il terzo presidente napoletano (dopo De Nicola eLeone).

Come Capo dello Stato, Napolitano ha nominato tre Presidenti del Consiglio dei Ministri : Romano Prodi (2006-2008), Silvio Berlusconi (2008-2011) e Mario Monti(2011-),quest'ultimo da lui nominato il 9 Novembre 2011 Senatore a vita. Egli ha anche nominato due giudici della Corte Costituzionale : Paolo Grossi (2009) e Marta Cartabia (2011).

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By Admin (from 03/01/2012 @ 08:02:44, in it - Video Alerta, read 538 times)

Nelle calde giornate d'estate, viaggiando in macchina, si ha spesso la sensazione di vedere sull'asfalto, in lontananza, una pozza d'acqua. La visione è un miraggio, che scompare man mano che ci si avvicina ad esso. Il fenomeno è ben conosciuto, ma ora alcuni ricercatori dell'Università del Texas a Dallas hanno dimostrato che può essere fruttato per nascondere degli oggetti, grazie all’aiuto di un sottile strato di nanotubi di carbonio. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Nanotechnology.

L'illusione del terreno bagnato in lontananza dipende dal fatto che l'aria vicina all'asfalto è molto più calda di quella che si trova più in alto: per questo motivo i raggi di luce sono deviati verso l'occhio dell'osservatore, invece di essere normalmente riflessi (con un angolo uguale a quello di incidenza, secondo le leggi dell'ottica). Il risultato è che lo spettatore vede riflessa a terra l'immagine del cielo, e interpreta questa visione come acqua, poiché per il cervello è la spiegazione più semplice e più comune.

Attraverso uno strato di carbonio arrotolato in piccoli tubi cilindrici, i ricercatori statunitensi sono riusciti a ricreare l'effetto miraggio (nel video). I nanotubi di carbonio, infatti, hanno proprietà che li rendono perfetti per questo tipo di applicazione: hanno una bassa densità – come quella dell'aria – che rende possibile crearne sottili strati trasparenti, sono resistenti come l'acciaio, ma soprattutto sono degli ottimi conduttori di calore.

Grazie alla loro capacità di rispondere a stimoli elettrici raggiungendo in fretta alte temperature, questi possono dunque essere usati per costruire dispositivi che riescano a riprodurre lo stesso gradiente di calore che si crea sull'asfalto incandescente: in questo modo, i raggi di luce possono essere deviati dall'oggetto che si vuole nascondere, rendendolo invisibile. In più, l'effetto può facilmente essere attivato e disattivato, con la semplice modulazione dell'energia elettrica fornita all'apparecchio.

“Usando questi nanotubi, l'occultamento può essere effettuato su tutto lo spettro ottico: funziona ad ogni frequenza, per ogni colore” ha spiegato Ali Aliev, ricercatore all'Alan G. MacDiarmid NanoTech Institute, docente presso l'Università del Texas e coordinatore della ricerca.

Il metodo è perfetto per essere usato anche in acqua, visto che il dispositivo è tanto piccolo da poter essere contenuto in una capsula Petri, le piccole piastre che vengono usate dai biologi per le colture cellulari. Ma il dispositivo di occultamento potrebbe avere anche ulteriori applicazioni, non solo nell'ottica. “La particolare capacità di risposta ad impulsi elettromagnetici suggerisce che i risultati della ricerca possano essere utili anche per l'ottimizzazione dell'uso dei nanotubi come proiettori termoacustici, per altoparlanti e per sonar. In questi apparecchi, infatti, i suoni sono prodotti proprio con il calore, usando corrente elettrica alternata”, ha concluso Aliev.

Riferimento: Nanotechnology - via galileonet.it

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By Admin (from 02/01/2012 @ 15:02:12, in ro - TV Network, read 653 times)

Convorbiri despre viitor.

Noua eră aduce cu ea o nouă energie, o nouă vibratie, care va mătura sitemul de manipulare si oprimare impus omenirii de fortele răului. Fundamentul vibrational al actualului sistem se va nărui, iar rezultatul bătăliei care se dă, atât pe pământ, dar mai ales în cer, e scris, e predestinat. Fortele răului vor fi zdrobite.

  


David Icke (DI): Se pare, de la nivelul comun al celor cinci simturi, că totul e pierdut. Te uiti la stiri, te uiti la sistemul de control cum îti intră în casă. Si dacă privesti lucrurile doar din acea perspectivă, atunci poti spune: „Pune-mi cătusele, nu-ti mai pierde timpul!"

Jordan Maxwell (JM): Asa e!

DI: Si totusi, totusi există o altă dinamică. Dinamica „de la izvor la vărsare", care a săpat la rădăcină tot timpul, precum bine stii. Când „m-am trezit" pentru prima dată… – de fapt, când am început „să mă trezesc", pentru că e un proces care continuă – am întâlnit o paranormală în 1990 si toate informatiile veneau prin ea care s-au dovedit toate adevărate.

Iar unul din lucrurile care mi-au fost spuse, prin intermediul ei, a fost că eu voi iesi pe scena lumii si voi dezvălui mari secrete si tot felul de chestii de-astea. „Ce tot vorbesti? Stii, eu sunt prezentator TV." Dar unul din lucrurile pe care mi le-a spus… mesajul spunea: „N-ai nevoie să cercetezi prea adânc." Totul era deja aranjat, cu mult timp în urmă. „Calea e stabilită, tu doar trebuie să urmezi indiciile."

JM: Da.

DI: Si când privesc înapoi la ultimii 20 de ani din viata mea – ceea ce ar trebui să faci si tu, mergând înapoi chiar mai mult, în termenii despre care vorbim acum – a fost ca si cum ti s-ar fi înmânat, pe rând, bucăti dintr-o ghicitoare. Iar asta nu s-a întâmplat doar asa, ca distracte. „OK, acum îti dăm câteva piese, ca să stii mai multe. OK, acum s-a terminat."

JM: Nu.

DI: Nu. Asta duce undeva.

JM: Hm-mm.

DI: Unde duce? La concluzia că acest sistem de comandă si control este – ca tot ce există – bazat pe un proiect informational vibrational. Asta e temelia sistemului, iar când acea temelie se destramă, acel sistem de control trebuie să cadă. Si există oameni care au venit în această realitate, – sau cel putin examinează această realitate, care cred că ar fi mult mai… ar fi mai probabil – care au un rol anume, interconectat, contribuind la destrămarea acelui proiect.

Si se destramă. Se destramă! E predestinat să se dărâme, e scris indiferent cum am vrea s-o luăm. Se destramă, se va dărâma dramatic de rapid îndată ce va atinge un anumit punct de destabilizare. Si nu va fi dărâmat prin proteste de stradă – desi e bine să protestăm prin toate mijloacele pasnice – si sigur nu va fi dărâmat prin lucruri care se întâmplă în această realitate – desi asta ar putea contribui. Va fi dărâmat prin destrămarea acestui lacăt vibrational, acestui desen vibrational prin care această realitate a fost acaparată, răpită, suprimată si controlată.

Bill Ryan (BR): Jordan, tu ce părere ai? Pentru că tu n-ai fost întotdeauna la fel de optimist, nu-i asa?

JM: Cred că David are dreptate, dar ce-a spus el initial… eu eram total de acord cu el… Priveam lumea si spuneam: „De fapt, nu există nicio sperantă." Pentru că oamenii, masele largi, specia umană nu e capabilă să se protejeze singură, nu-si poate stabili nicio apărare proprie.

Exact cum discutam dimineată, eu privesc la oamenii de pe Pământ ca la animalele de pe câmpia Serengeti din Africa: sunt acolo cu miile, făcând ceea ce fac de obicei, stau toată ziua la soare cu puii lor, încercând să-si câstige existenta, încercând să supravietuiască, în timp ce leii se apropie tiptil.

Din cauza asta… Oamenii buni nu s-au organizat niciodată. Oamenii buni nu văd niciun motiv să se organizeze, numai infractoriise organizează. Iar genul de oameni care sunt la putere, sunt la putere pentru că ei vor acea putere. Si si-au vândut sufletele ca să ajungă în acea pozitie.

Iar specia umană nu va reusi niciodată să fie în măsură să se opună acestui gen de oameni, care sunt organizati si corupti în scopurile lor. Dar… Si de asta am simtit, atâtia ani, că nu mai e nicio sperantă. Prin urmare, ce am vrut eu să fac – pentru oamenii care vor să stie, pentru acei oameni care se trezesc si vor să stie – Vreau să fiu acolo, cel putin ca să le dau ce e mai bun din ce mi s-a dat mie, ce e mai bun din ce-am fost eu capabil să primesc.

Dar eu nu fac asta cu gândul că cineva va salva lumea, dar… si încă mai am rezerve despre unde vom ajunge în final, ca specie umană. Dar se pare că există un fel de matrice spirituală, din altă lume, în functiune. Si chiar asta sper, că avem companie cosmică în ceea ce facem, că se mai întâmplă si altceva, după cum spuneau Cavalerii Templieri: „Precum Deasupra, asa si Dedesubt."

Si încep să cred că e ceva cu ideea asta că noi nu suntem reali, că nu facem asta cu de la noi putere.

BR: Ideea despre că avem companie, o tovărăsie cosmică, ne-ai spus-o de multă vreme, pentru că tu ai avut o experientă personală directă cu Ei.

JM: Hm-mm, da.

BR: Deci…

JM: Dar chiar si…

BR: …iată dovezile tale.

JM: … chiar si cu acea experientă personală directă, eu încă sunt înspăimântat, încă mai am dubii serioase despre orice. Ceea ce este de-a dreptul absurd, pentru că mi s-au oferit atâtea ocazii si am auzit atâtea lucruri, si am avut atâtea întâmplări care mi-au dovedit că am protectie si îndrumare.

Si totusi, am rămas cu reflexe omenesti. Încă îmi e frică să ies, îmi e frică… deoarece stiu cum sunt oamenii acestia din vârful scării sociale. Si mai stiu că ei nu sunt oameni, ca atare.

DI: Hmm.

JM: Deci lor nu le pasă să ucidă, nu se sinchisesc de tiranie sau să te arunce în închisoare, etc. Si mi-e teamă de… Mă tem pentru viata mea…

BR: Dar dacă ar fi vrut să facă asta, ar fi putut s-o facă deja. Adică, au cam întârziat, nu-i asa?

JM: …

BR: [râde]

JM: Păi niciodată nu e prea târziu, ei pot veni oricând să mă lichideze.

BR: Da, dar momentul ca ei să te oprească era, de fapt, înainte să-ti fi făcut treaba, nu după. Asadar…

JM: Precum am mai spus, am avut lucruri serioase – nu doar amenintări, mi-au bătut la usă agentii federali de câteva ori, cu citatie, cu mandat de arestare, seriful era în fata casei cu mandat de arestare, guvernul federal m-a inculpat pentru niste acuzatii foarte grave. Si în ultimul moment, cineva, undeva, a intervenit si a închis cazul.

BR: Exact ca în cazul despre care vorbeai, când Credo [Credo Mutwa – samanul sud-african] era pe punctul de a fi aruncat în foc, cineva a strigat „Opriti!"

JM: Da.

BR: Aceasi schemă…

JM: În ultimul moment…

BR: …acelasi princiu.

JM:… venea cineva si mă salva.

DI: Cred că schema asta cu „ultima clipă" – am pătit-o si eu – este o parte pregătitoare. Pentru că „ultima clipă" înseamnă că trebuie să ai încredere.

JM: O, da.

Sursa: http://projectavalon.net

http://www.davidicke.com/
http://www.jordanmaxwell.com/

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By Admin (from 02/01/2012 @ 14:07:36, in en - Science and Society, read 496 times)

Anyone who uses multithreaded computer programs -- and that's all of us, as these are the programs that power nearly all software applications including Office, Windows, MacOS, and Google Chrome Browser, and web services like Google Search, Microsoft Bing, and iCloud, -- knows well the frustration of computer crashes, bugs, and other aggravating problems. The most widely used method to harness the power we require from multicore processors, multithreaded programs can be difficult for programmers to get right and they often contain elusive bugs called races. Data races can cause very serious problems, like the software bug that set off the 2003 power blackout in the Northeast. Now there is a new system that will combat this problem.

Peregrine, a new software system developed by a team of researchers at Columbia Engineering School, led by Assistant Professor of Computer Science Junfeng Yang, will improve the reliability and security of multithreaded programs, benefiting virtually every computer user across the globe. Peregrine can be used by software vendors like Microsoft and Apple and web service providers like Google and Facebook, to provide reliable services to computer users. This new research was published in the 23rd ACM Symposium on Operating Systems Principles, considered to be the most prestigious systems conference held each year, and presented by Yang's graduate student Heming Cui at Cascais, Portugal, on Oct. 26. The paper can be found online.

"Multithreaded programs are becoming more and more critical and pervasive," says Professor Yang."But these programs are nondeterministic, so running them is like tossing a coin or rolling dice -- sometimes we get correct results, and sometimes we get wrong results or the program crashes. Our main finding in developing Peregrine is that we can make threads deterministic in an efficient and stable way: Peregrine can compute a plan for allowing when and where a thread can "change lanes" and can then place barriers between the lanes, allowing threads to change lanes only at fixed locations, following a fixed order. This prevents the random collisions that can occur in a nondeterministic system.

"Once Peregrine computes a good plan without collisions for one group of threads," adds Yang, "it can reuse the plan on subsequent groups to avoid the cost of computing a new plan for each new group. This approach matches our natural tendency to follow familiar routes so we can avoid both potential hazards in unknown routes and efforts to find a new route."

Yang notes that in contrast to many earlier systems that address only resultant problems but not the root cause, Peregrine addresses nondeterminism -- a system that is unpredictable as each input has multiple potential outcomes -- and thus simultaneously addresses all the problems that are caused by nondeterminism.

Peregrine also deals with data races or bugs, unlike most previous efforts that do not provide such fine-grained control over the execution of a program. And it's very fast -- many earlier systems may slow down the execution of a program by up to ten times. Peregrine is also a practical system that works with current hardware and programming languages -- it does not require new hardware or new languages, all of which can take years to develop. It reuses execution plans, whereas some previous work makes a different plan for each group of threads: as Yang points out, "The more plans one makes, the more likely some plans have errors and will lead to collisions."

"Today's software systems are large, complex, and plagued with errors, some of which have caused critical system failures and exploits," adds Yang. "My research is focused on creating effective tools to improve the reliability and security of real software systems. I'm excited about this area because it has the potential to make the cyberspace a better place and benefit every government, business, and individual who uses computers."

Source: PhysOrg

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Detail-dieta-riso-programma

Framenti di codice genetico che sopravvivono alla digestione e modificano l’espressione dei nostri geni. Lo suggerisce uno studio su Nature Cell Research condotto su 31 volontari umani, più alcune mucche e topi presso l’Università di Nanchino, in Cina. E' la prima volta che il fenomeno viene descritto nei mammiferi.

I micro-Rna sono piccole molecole di una ventina di nucleotidi appena, stipate nei nuclei cellulari: sono noti per regolare l’espressione dei geni e possono spostarsi da una cellula all’altra.

La scoperta che nei mammiferi si trovano micro-Rna estranei è avvenuta per caso. Chen-Yu Zhang, primo autore della ricerca, voleva classificare i micro-Rna del latte materno, ma vi ha trovato un’elevata concentrazione di micro-Rna di origine vegetale. Dato che la cottura non distrugge l’Rna delle piante, i ricercatori hanno supposto che provenissero dal cibo ingerito. Zhang e la sua équipe hanno allora cominciato a cercare anche nel sangue e in altri tessuti, trovando in tutto 40 micro-Rna di cui alcuni, molto abbondanti, provenienti da riso, cavolfiore e broccoli. 

Il passo successivo è stato capire se queste molecole estranee avessero un effetto sull’organismo ospite, dal momento che le sequenze genetiche sono complementari a quelle di 50 geni dei mammiferi. I ricercatori hanno prima testato l’effetto in vitro di un micro-Rna del riso, il MIR168, su cellule del sangue e del fegato, osservando che alcuni geni venivano silenziati. In particolare, nel fegato veniva "spento" un gene legato alla sintesi di una proteina utile a eliminare il colesterolo Ldl (quello cosiddetto cattivo). Zhang è quindi passato a indagare gli effetti di questo micro-Rna in vivo, in tre gruppi di topi. Il primo ha ricevuto una dose elevata nel sangue di MIR168, il secondo ha seguito una dieta a base di riso e il terzo è stato tenuto come controllo. Alla fine della sperimentazione, nei primi due gruppi il livello di colesterolo Ldl risultava molto più alto che nell’ultimo. Come prova del nove, i ricercatori hanno inibito l’azione di MIR168 con un altro micro-Rna: i valori sono rientrati nella norma.

L’immaginazione corre subito alla possibilità di inserire nei cibi micro-Rna capaci di modificare selettivamente l’espressione di alcuni geni a scopo terapeutico. Ma c'è anche chi si chiede se anche i micro-RNA degli Ogm abbiano qualche effetto sui mammiferi.

Riferimento: doi: 10.1038/cr.2011.158

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sir are you encouraging people participate in some kind of game? ...where people give up their power? It never worked before .... that’s why I suggest instead of give up your power, exercise it from y...
05/10/2014 @ 08:45:09
By James Smith
Asta e marihoana nu?ei cine te poate opri so faci ,eu nu prefer astfel de fistractie deoarece am vazut ca dupa nu mai faci altceva fecit ca dormi bine,nu am incercat nu incerc dar nu opresc pe nimeni ...
30/09/2014 @ 09:34:56
By Miulesvu Corina Lucia
tovaraseilor .. nu confundati un sifonar sau turnator cuun ofiter sub acoperire.. e o mare diferenta ...
29/09/2014 @ 13:07:51
By Alex Andu
... deci şi Toma e securist, logic!
27/09/2014 @ 15:49:04
By Bogdan Sith Huşanu
Mai voinicilor,voi nu stiati ca inainte de 89,securistii erau omul si copacul,,ei acum sint si mai multi,cred ca au dat si lastari,ce naiba..!..
27/09/2014 @ 15:45:01
By Toma Pasculea
E greu de crezut că mişcă ceva de calibru în massmedia din orice ţară care să nu aibă vre-o treabă cu 'serviciile'. Cred că massmedia, instituţiile me...
27/09/2014 @ 15:41:52
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Manipulare, marca Basescu.
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