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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 

Stop all’indottrinamento religioso nelle scuole!

The Coat of arms of Romania

Le gravi carenze strutturali del sistema di istruzione romeno sono state generate negli ultimi due decenni dagli scarsi finanziamenti erogati, dai programmi e dai libri scolastici non proprio brillanti, dai continui sconvolgimenti del sistema gestito da quasi tutti i ministri dell’educazione in modo brutale, spesso, finanche senza una visione coerente a lunga scadenza.

Una colpa più grande va attribuita al sistema scolastico romeno pre-universitario anche perché i giovani non studiando l’etica non hanno possibilità di conoscere i loro diritti fondamentali o di comprendere il funzionamento della democrazia e diventare così cittadini nel vero senso della parola – persone con coscienza e preoccupazione per il corso della cosa pubblica della polis. La precarietà etica di molti studenti è emersa agli esami di maturità dove, incuranti, hanno provato a copiare in massa. L’assenza di una educazione alla democrazia aumenta la loro riluttanza verso i problemi della polis rendendoli così vulnerabili ai messaggi dell’estremismo politico. Quelle ore di educazione civica e materie facoltative che ogni scuola decide liberamente, da una parte non sono rispettate se non in pochissimi istituti scolastici, e dall’altra, non essendoci un programma uniforme è, perlopiù, un mistero che cosa effettivamente gli studenti facciano in quelle ore.

Ma un altro importante e grave fattore che aggiunge un peso maggiore e con ulteriori  e profonde implicazioni negative per la società è l’insistenza e la grande portata dell’indottrinamento religioso nelle scuole in Romania.

Indottrinamento della religione nelle scuole

E’ allarmante il fatto che generazioni di bambini e giovani siano stati e sono tuttora consegnati, nel nostro Paese, ad un processo ampio e sistematico di distorsione del pensiero e costrette a servire un dogma … Voglio precisare, qualora ce ne fosse ancora bisogno, che sono un adepto dell’insegnamento nelle scuole pubbliche di materie che presentino in modo neutrale le grandi religioni, i punti comuni e le differenze tra queste, del messaggio illuminante per il dialogo e la tolleranza, dell’ecumenismo tra individui e chiese, della storia delle religioni. Ma mi oppongo in modo categorico al modo attuale di indottrinamento religioso romeno che si basa sulla presentazione unilaterale di un particolare culto (ortodosso romeno, ndt)  e screditare gli altri culti o le persone che non sono adepte di una religione. Come  hanno indicato ripetutamente le ONG, il programma e i testi di religione, spesso, coltivato l’intolleranza, il ritualismo e una visione antiscientifica. Proliferano le preghiere per ottenere migliori risultati agli esami e alle prove, il che scoraggia l’impegno effettivo, per la buona riuscita in attesa dell’ “aiuto divino”.

Non si tratta solo del fatto che nelle ore di religione l’evoluzione è posta in una luce distorta e il creazionismo biblico  con i 6 giorni ed Eva “creata” dalla costola di Adamo è inculcato agli studenti, ma, in generale lo spirito scientifico e la capacità di avere un giudizio critico sui problemi hanno un opponente insidioso durante queste ore di indottrinamento religioso…

Il documentario ”Jesus Camp” Nominato agli Oscar per la categoria Best Documentary Feature nel 2007, presenta  in una maniera impressionante le vulnerabilità dei bambini di fronte ai tentativi sistematici di indottrinamento … Bambini normali, sereni e con lo stesso potenziale degli altri, con il tempo possono diventare senza grandi difficoltà partigiani fanatici innocenti di dogmi inculcati a scuola …

 

L’interesse nel formare le coscienze dei bambini a sostegno di una ideologia o dogma è forte in tutti i regimi autoritari e dittatoriali. La storia è uno spettacolo lugubre da questo punto di vista. Dagli eserciti cristiani che ardentemente hanno massacrato non credenti nel nome di Gesù alla Hitlerjugend fino ai giovani comunisti l’indottrinamento delle giovani menti ha prodotto risultati devastanti su queste persone e sulle nostre società. Oggi, anche se non ci troviamo nel bel mezzo di una guerra che richiede le sue legioni di fanatici, l’atmosfera generale in Romania, incluso il punto di vista economico,  sociale e politico, può diventare irrespirabile sotto questo aspetto. Ciò che il film “Jesus Camp” con forza ritrae è essenzialmente ciò che si manifesta, ma amplificato mille volte, nelle scuole pubbliche in Romania. La deriva del sistema educativo romeno verso il fondamentalismo religioso è dimostrata anche dalla cosiddetta “Olimpiade della religione”, che porta a partecipare al concorso circa 40.000 studenti romeni ogni anno. Stiamo assistendo ad una versione molto distorta dell’idea stessa di Olimpiadi per materie come la matematica, la fisica, la biologia, la lingua e la letteratura, ecc. La religione insegnata in modo confessionale non è una disciplina dello stesso genere, non rappresenta l’educazione e non coincide con una disciplina legittima in un sistema educativo moderno, performante, in uno stato laico. Ancor meno non può essere organizzata una Olimpiade di religione se il senso della parola “olimpiade” è mistificato nelle scuole pubbliche …

Una educazione autentica non è quella che anima un dogma o una ideologia in particolare, ma quella che aiuta il bambino a sviluppare una propria corrente di pensiero, in modo autonomo, avendo come riferimenti principii e valori assunti non automaticamente, acriticamente, per indottrinamento, ma in seguito a letture di vari punti di vista, per riflessione, mediante dibattiti che portino insieme una conoscenza approfondita delle cose. Il sistema educativo deve essere in grado di dare ad ogni bambino e giovane la possibilità di potere analizzare e valutare da solo le molteplici situazioni con cui ognuno si confronta.


L’articolo “Stop all’indottrinamento religioso nelle scuole! Romania - l’unico paese ad organizzare le Olimpiadi di religione! Segreto scrupolosamente custodito dal Ministero della Pubblica Istruzione: la religione è, per legge, facoltativa nelle scuole, non opzionale, né obbligatoria“, pubblicato da Remus Cernea sulla romena VoxPublica è stato tradotto, con permesso dell’autore, a cura di Simona C. Farcas per l’Agenzia di stampa EUROITALIA - Bucarest, 13 settembre 2011.

Fonte: http://futuroinsieme.wordpress.com

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The calculation would have taken a single computer processor unit (CPU) 1,500 years to calculate, but scientists from IBM and the University of Newcastle managed to complete this work in just a few months on IBM's "BlueGene/P" supercomputer, which is designed to run continuously at one quadrillion calculations per second.

Their work was based on a mathematical formula discovered a decade ago in part by the Department of Energy's David H. Bailey, the Chief Technologist of the Computational Research Department at the Lawrence Berkeley National Laboratory. The Australian team took Bailey’s program, which ran on a single PC processor, and made it run faster and in parallel on thousands of independent processors.

David H. Bailey Photo courtesy of Lawrence Berkely National Lab

"What is interesting in these computations is that until just a few years ago, it was widely believed that such mathematical objects were forever beyond the reach of human reasoning or machine computation," Bailey said.  
 
"Once again we see the utter futility in placing limits on human ingenuity and technology."
 
A binary digit or "bit" is the “DNA” of all computing. In a computer, everything is represented as strings of zeroes and ones. The decimal number 12, for instance, is represented as "1100," and the fraction 9/16 is represented as “0.1001.”  So as one might imagine, calculating the sixty-trillionth binary digit of a number is quite a feat.
 
According to Professor Jonathan Borwein of the University of Newcastle, this work represents the largest single computation done for any mathematical object to date. The idea for this project sparked when IBM Australia was looking for something to do related to "Pi Day" (March 14) on a new IBM BlueGene/P computer system. Borwein proposed running Bailey’s formula for Pi-squared, as the calculation had been done for Pi itself. The team also calculated Catalan’s constant, another important number that arises in mathematics.
 
Why Pi?

The importance of Pi has long been known -- multiply it by the diameter of any circle to get the circumference. Ancient Egyptians used this number in their design of the pyramids, meanwhile ancient scholars in Jerusalem, India, Babylon, Greece and China used this proportions in their studies of architecture and symbols.
 
Yet despite its longevity, Pi is one of the most mysterious numbers in mathematics. Because it is "irrational," Pi can never be expressed as a finite decimal number and humanity will never have anything but approximations of it. So why bother solving Pi to the ten trillionth decimal unit? After all, a value of Pi to 40 digits would be more than enough to compute the circumference of the Milky Way galaxy to an error less than the size of a proton.
 
According to Bailey, one application for computing the digits of Pi is to test the integrity of computer hardware and software, which is a focus of Bailey’s research at Berkeley Lab. “If two separate computations of digits of Pi, say using different algorithms, are in agreement except perhaps for a few trailing digits at the end, then almost certainly both computers performed trillions of operations flawlessly,” he says.
 
For example in 1986, a Pi-calculating program that Bailey wrote at NASA, using an algorithm due to Jonathan and Peter Borwein, detected some hardware problems in one of the original Cray-2 supercomputers that had escaped the manufacturer’s tests. Along this same line, some improved techniques for computing what is known as the fast Fourier transform on modern computer systems had their roots in efforts to accelerate computations of Pi. These improved techniques are now very widely employed in scientific and engineering applications. And of course, from a mathematical perspective it’s just plain fascinating to see the digits of Pi in action!

Source: PhysOrg

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 Supusi diverselor instrumente de investigatie, tomografii sau RMN, chestionare, teste etc, secretele comportamentului adolescentilor isi pierd din ce in ce mai mult din aura. In urma celui mai amplu studiu de scanare cerebrala efectuat pana in prezent, in cazul tinerilor, s-a ajuns la concluzia ca acestia au un creier deschis spre toate posibilitatile... dar si spre toate pericolele.

Caruselul” neuronilor

Ce-o fi in capul lui?, se intreaba unele mame privindu-si odrasla de 13-14 ani, prinsa in fata televizorului sau a calculatorului, absenta la tot ce se petrece in jur. Sau in momentele in care obraznicia sa nu are limite. Ca sa nu mai vorbim de aventurile periculoase in care se lasa antrenat. Specialistii de la National Institute of Mental Health (NIMH) au incercat sa evalueze, timp de 20 de ani, creierul a 2.000 de persoane, supunandu-l evaluarilor neuropsihologice, comportamentale prin RMN (imagerie prin rezonanta magnetica). In final, au fost retinute 829 de serii de imagini realizate in cazul a 387 de persoane cu varste cuprinse intre 3 si 27 ani, care nu au inregistrat nici o psihopatologie.

In 2008, bilantul studiului a fost definitivat. Pentru prima oara, s-a putut afirma ca creierul tinerilor este cu totul special. Extrem de maleabil si cu potential formidabil. Un creier dificil de motivat si atras de pericole. Un „bolid” cu un sistem de frane deficitar. Coordonatorul acestui studiu a fost dr. Jay Giedd, care si-a consacrat 17 ani explorarii circumvolutiunilor cerebrale ale subiectilor, cu ajutorul RMN-ului, care permite determinarea tesuturilor si a activitatii creierului in timpul anumitor activitati. Schimbarile cerebrale observate au avut loc pana la varsta de 25 de ani, cu mult mai mult decat se estima.

S-a mai observat faptul ca la 6 ani, creierul ajunge la 95% din volumul creierului final adult si ca procesul de crestere a volumului se opreste la varsta adolescentei. In acest stadiu de observatie s-a putut face distinctia intre materia cenusie, compusa din corpurile celulare ale neuronilor ce contin nucleul, si materia alba, adica ansamblul de axoni (fibre conducatoare ale neuronului) acoperiti cu mielina, o substanta albicioasa ce formeaza un strat izolator in jurul axonului, care mareste viteza de conductie a semnalului nervos.

Plecand de la masuratorile realizate timp de mai multi ani, Jay Giedd a trasat curbele de evolutie a volumului de materie cenusie si materie alba, in functie de varsta indivizilor. Si a constatat ca, intre 7 si 11 ani, se observa o crestere majora de materie cenusie, fetele atingand acest varf cu aproximativ un an mai devreme decat baietii. La aceasta varsta, materia cenusie e mai groasa, mai densa, iar conexiunile dintre neuroni (sinapsele) sunt mai numeroase. Creierul adolescentului inregistreaza cel mai mare numar de neuroni din intreaga sa existenta.

Materie cenusie exuberanta

Aceasta dezvoltare cerebrala confera creierului un enorm potential. In adolescenta, creierul devine un camp de batalie in care neuronii, dar si conexiunile dintre acestia, vor disparea intr-un mare numar. Vor ramane cei care vor deveni utili. Conexiunile cele mai utilizate se intaresc, „fasonand” retelele de neuroni specifici fiecarui individ in care celulele in exces sunt eliminate. Si asta mai ales cand adolescentul e preocupat de diverse activitati (muzica, sport etc.).

O alta observatie se refera la faptul ca in timp ce materia cenusie se diminueaza, materia alba devine mai densa an de an, stabilizandu-se spre varsta de 19 ani. Altfel spus, axonii creierului vor fi, din ce in ce mai mult, acoperiti cu un strat de mielina, care accelereaza viteza de propagare a influxului nervos, de la 0,5 la 120 metri pe secunda (ca si cum s-ar mari viteza de conexiune la Internet). Una dintre regiunile cerebrale care beneficiaza de un important aport de mielita e corpul calos, o zona fibroasa compusa din 200 de milioane de axoni care conecteza cele doua emisfere. O zona implicata in creativitate si reflexivitate la inalt nivel!

Degringolada interpretarii

In urma examinarii imaginilor furnizate de RMN s-a ajuns la concluzia ca adolescentii interpreteaza eronat emotiile indivizilor. Cercetatorii au prezentat, unui mic grup de adolescenti si adulti, fotografii reprezentand chipuri care exprimau teama. Adultii, in majoritate, au identificat aceasta expresie. Tinerii insa s-au pronuntat asupra maniei sau a tristetii. Studiul imaginilor furnizate de RMN a dus la concluzia ca, in cazul adultilor, in acest experiment e activat in special cortexul prefrontal, in timp ce in cazul adolescentilor, sunt activate mai ales amigdalele, structuri primitive implicate in reflexele de frica.

Implicare si recompensa

Cercetatorii de la Institutul de Sanatate Americana din Maryland, au intreprins un nou studiu in care miza au fost jocurile de noroc. Studiu la care au participat 12 adolescenti si 12 tineri adulti. „Instrumentul” de investigatie, a fost acelasi atotstiutor, RMN. Raspunsurile cerebrale, in momentele in care apareau recompensele banesti, prezentau similitudini la cele doua grupuri, dar in cazul adolescentilor o anumita zona cerebrala (striatum ventral) se activa mai puternic. O zona care, intr-o anumita masura, e motorul ce furnizeaza energie creierului pentru a cauta o recompensa. O explicatie pentru nevoia acestora de a se implica in actiuni excitante (adesea cu un important grad de risc). Acelasi studiu a fost efectuat si in timpul jocurilor video, cu rezultate similare.

Socul sexualitatii

Comportamentul adolescentilor e modelat intr-o mare masura de trezirea instinctului sexual. In momentul in care ovarele si testiculele incep sa emita hormoni sexuali in circulatia sangvina, acestia declanseaza dezvoltarea caracterelor sexuale. Acesti hormoni se fixeaza pe numerosi receptori prezenti in creier, modificand concentratiile de neuromediatori, cum ar fi serotonina, care regleaza buna dispozitie. Un proces care il determina pe adolescent sa treaca usor de la o emotie extrema la alta. Aceasta relatie, hormoni-dezvoltare, ramane insa o mare enigma.

Obiectul pentru viitoarele investi-gatii il constituie determinarea schimbarilor din creierul aflat in dezvoltare, schimbari dependente sau independente de pubertate. Sa fie oare acesti hormoni cei care ii imping pe adolescenti la comportamente nesabuite, ignorand limitele interdictiilor?

Autor: DORIN MARAN - magazin.ro

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By Admin (from 19/09/2011 @ 08:01:02, in it - Scienze e Societa, read 1384 times)

Sono grandi poco più di qualche milionesimo di millimetro, all’incirca come un virus, e si mimetizzano nel sangue per aggirare il sistema immunitario: sono le nanoparticelle create dagli scienziati dell’Università della California a San Diego, piccole molecole sintetiche che potrebbero rappresentare un’innovazione nel trattamento dei tumori. La ricerca americana è pubblicata sulla versione online di Pnas.

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Quello pensato dagli studiosi californiani è un vero e proprio travestimento: alcune nanoparticelle biodegradabili, alle quali vengono legate piccole molecole di farmaci antitumorali, vengono rivestite con membrane cellulari naturali, prelevate dai globuli rossi. In questo modo i ricercatori riescono a camuffare i corpuscoli in modo da evitare la reazione del sistema immunitario nei confronti di sostanze ritenute estranee all’organismo. Così i medicinali possono raggiungere senza problemi l’area colpita dalle cellule maligne.

“È la prima volta che membrane cellulari naturali vengono legate a nanoparticelle sintetiche per il trasporto di medicinali nell’organismo”, ha detto Linagfang Zhang, ingegnere alla Jacob School of Engineering dell’Università di San Diego, a capo del gruppo di ricerca. “Questo metodo – ha aggiunto Zhang - presenta un rischio molto minore di risposta immunitaria aggressiva”.
I corpuscoli sono infatti già usati con successo in trattamenti clinici del cancro, ma di solito sono avvolti in materiali sintetici (come il glicole polietilenico): si crea artificialmente una patina protettiva che dura qualche ora e che dà il tempo al farmaco di raggiungere i tessuti malati. Con il nuovo metodo di Zhang e del suo team, invece, i medicinali riescono a circolare nell’organismo malato per quasi due giorni senza essere aggrediti dal sistema immunitario.

I ricercatori dell’Università della California non sono gli unici ad aver visto nelle nanoparticelle dei possibili agenti in incognito. In una ricerca pubblicata il 19 giugno su Nature Materials, alcuni scienziati del MIT hanno dimostrato che è possibile creare in laboratorio dei corpuscoli che comunichino tra loro all’interno dell’organismo: questa abilità migliorerebbe la loro efficienza nel trasportare i medicinali.

I ricercatori hanno studiato un nuovo sistema di veicolazione dei farmaci che si basa su due fasi successive. La prima consiste nella “ricognizione”: parte dei micro corpuscoli arriva al tumore attraverso i vasi sanguigni danneggiati intorno ai tessuti malati. Una volta giunte nell’area colpita, le nanoparticelle riscaldano il tessuto circostante, simulando una lesione e innescando così un processo di coagulazione del sangue. Le altre nanoparticelle – in numero molto maggiore – sono legate a una proteina (fibrina) che le dirige verso il coagulo: queste sono le vere trasportatrici del farmaco, che così può raggiungere il tumore con una efficacia 40 volte maggiore rispetto ai metodi attualmente usati. Un’azione congiunta che ricorda quella di una squadra ben addestrata.

Entrambe le ricerche hanno bisogno di ulteriori test. Ma questi due nuovi metodi potrebbero rappresentare un modo di migliorare la qualità della vita dei malati di cancro, velocizzando e ottimizzando le loro cure.

Fonte: galileonet.it

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By Admin (from 18/09/2011 @ 14:00:23, in it - Scienze e Societa, read 1564 times)

Sequenziare il genoma di 5mila insetti e altri antropodi nei prossimi 5 anni: è l’ambizioso progetto di ricerca chiamato ‘5000 insect genome project’ o brevemente i5k, presentato a marzo scorso con una lettera su Science e ora rilanciato con un’intervista ai promotori su American Entomologist.

Detail-i5k

La specie umana ha sempre avuto un rapporto di conflittualità con gli insetti: di alcune specie ha imparato a sfruttare le potenzialità, come nel caso delle api e della produzione di miele, ad altre ha dichiarato guerra, per esempio a quelle che distruggono piantagioni o che sono portatrici di malattie anche letali, come nel caso della malaria. Grazie all’analisi genetica i ricercatori sperano di poter identificare i geni che rendono gli insetti sensibili o resistenti alle sostanze chimiche, così da poter preservare le specie considerate ‘amiche’ e combattere meglio le ‘nemiche’. Svelare i punti di forza, e soprattutto i punti deboli, delle diverse specie è infatti il principale obiettivo di questo studio.

“Dall’elaborazione di questi dati speriamo di ottenere informazioni utili sui meccanismi di resistenza agli insetticidi e sui metodi di trasmissione delle malattie in modo tale da poter sviluppare dei rimedi sempre più mirati ed efficaci per controllare o addirittura eliminare il problema”, sottolinea Daniel Lawson, uno dei promotori dell’iniziativa dell’Istituto di Bioinformatica Europea.

Le tecnologie per il sequenziamento genico progrediscono rapidamente causando una diminuzione dei costi legati alla procedura: un trend che permette agli entomologi di essere fiduciosi sulla fattibilità del loro progetto. I promotori invitano i ricercatori da tutto il mondo a iscriversi al progetto e creare pagine wiki in cui segnalare gli insetti che dovrebbero essere sequenziati, quelli che eventualmente sono stati già mappati, per scambiarsi opinioni con chi sta lavorando a progetti simili.

“Stiamo cercando di contattare tutti coloro che lavorano sugli insetti per capire se avere delle informazioni sul genoma delle specie su cui stanno lavorando potrebbe aiutarli”, ha dichiarato Susan J. Brown, della Kansas State University. "Pochi ricercatori stanno lavorando sulla trascrittomica, cercando di capire cioè perché alcuni geni vengono trascritti in certi contesti, condizioni ambientali o periodi della vita. Analizzare l’intero genoma di numerose specie ci aiuterà a capire le differenze mettendo a confronto questi geni e non studiandoli in un solo organismo”.

Fonte: galileonet.it

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Imagine a swarm of microrobots—tiny devices a few hair widths across—swimming through your blood vessels and repairing damage, or zipping around in computer chips as a security lock, or quickly knitting together heart tissue. Researchers at the University of California, Berkeley, Dartmouth College, and Duke University have shown how to use a single electrical signal to command a group of microrobots to self-assemble into  larger structures. The researchers hope to use this method to build biological tissues. But for microrobots to do anything like that, researchers must first figure out a good way to control them.

"When things are very small, they tend to stick together," says Jason Gorman, a robotics researcher in the Intelligent Systems Division at NIST who co-organizes an annual microrobotics competition that draws groups from around the world. "A lot of the locomotion methods that have been developed are focused on overcoming or leveraging this adhesion."

Tiny robots: This wafer holds many individual microrobots. Each robot consists of a body (about 100 micrometers long) and an arm that it uses to turn. Several of these robots can be controlled at once.
Credit: Igor Paprotny

So far, most control methods have involved pushing and pulling the tiny machines with magnetic fields. This approach has enabled them to zoom around on the face of a dime, pushing tiny objects or swim through blood vessels. However, these systems generally require complex setups of coils to generate the electromagnetic field or specialized components, and getting the robots to carry out a task can be difficult.

Bruce Donald, a professor of computer science and biochemistry at Duke, took a different approach, developing a microrobot that responds to electrostatic potential and is powered with voltage through an electric-array surface. Now he and others have demonstrated that they are able to control a group of these microrobots to create large shapes. They do this by tweaking the design of each robot a little so that each one responds to portions of the voltage with a different action, resulting in complex behaviors by the swarm.

"A good analogy is that we have multiple, remote-controlled cars but only one transmitter," says Igor Paprotny, a post doctorate scientist at UC Berkeley and one of the lead researchers on this work, which he presented last week at a talk at Harvard University. During his talk, he passed around a container holding a wafer die the size of a thumbnail. On it were more than 100 microrobots.

"What we do is slightly change how the wheels turn," he says. "Simple devices with a fairly simple behavior can be engineered to behave slightly different when you apply a global control signal. That allows a very complex set of behaviors." The robots contain an actuator called a scratch drive, which bends in response to voltage supplied through the electric array. When it releases tension, it goes forward, in a movement similar to an inchworm's. But the key to the robots' varying behavior is the arms extending from the actuators. A steering arm on a microrobot snaps down in response to a certain amount of voltage, dragging on the surface and causing the robot to turn. By snapping the arm up and down one or two times a second, the team can control how much a given robot turns. To control a swarm, the team designed each robot with an arm that reacts differently during portions of the voltage signal. Computer algorithms vary the voltage sequence, prompting the robots to move in complex ways.

"Electrostatic robots have an advantage in that their power is supplied through an electrode array that the microrobots sit on," says Gorman. "It can be very compact. Therefore, electrostatic microrobots can be embedded inside other things [like computer chips]. For magnetic robots, you have to supply electromagnetic field, and that requires a larger set-up." Others have worked on electrostatic microrobots, he adds, but this work is the furthest along.

"His research is very advanced in terms of controlling multiple microrobots," says Zoltan Nagy, a roboticist at ETH Zürich who works with groups of magnetically controlled robots called Magmites.

"Most of the work to date has been on controlling a single robot that can move around in a pre-defined area on a substrate," adds Gorman. "However, many of the applications of interest will require control of lots of robots, like a colony of ants."

So far, Paprotny has been able to control up to four robots on a single surface at once, and the robots can move several thousand times their body length per second, as detailed in a paper that is currently submitted for review. His next plan is to adapt the setup for a liquid environment so that the microrobots can assemble components of biological tissue into patterns that mimic nature.

"We're trying to come up with ways of self-assembling tissue units," says Ali Khademhosseini, an associate professor at Brigham and Women's Hospital at Harvard Medical School and a specialist in tissue engineering who is collaborating with Paprotny. "In the body, tissues are made in a hierarchical way—units repeat themselves over and over to generate larger tissue structures." Muscle tissue, for example, is made from small fibers, while liver tissue has a repeating hexagonal shape.

Khademhosseini has encased cells in jelly-like hydrogels and assembled them (using methods that include liquid-air interactions and surface tensions) into different regions to mimic biological tissues. But he thinks the self-assembling microrobots will allow more control in creating the tissues.

"We can try to combine cells and materials in microfabrication systems to come up with structures and assemble them in particular ways using the techniques Igor has developed," says Khademhosseini.

He envisions fabricating the gels and cells on top of teams of robots working in parallel to construct different parts of a tissue. "We could use the robots to do assembly," he says. "The cells, once they're assembled, come off from the robots, letting cells rearrange further to make things that are indistinguishable from natural tissue." Initially, he hopes to create small patches of heart tissues, and then things like heart muscles and valves, and assemble them all together in a heart. "That's where things are heading," he says. "But right now the challenge is we're still not very good at making each of these individual components."

Source: TechnologyReview

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By Admin (from 18/09/2011 @ 08:00:24, in ro - TV Network, read 2711 times)

 Un „detaliu” îti poate aduce celebritatea, daca acel amanunt al existentei tale se afla pe un teren fertil. Este si cazul pictorului francez Jean Auguste Dominique Ingres (1780-1867), unul dintre cei mai longevivi si mai controversati artisti ai epocii în care neoclasicismul si romantismul intrau în agonie, pentru a face loc artei moderne. Considerat un sclav al formelor în dauna cromaticii, un obsedat al tusei fine care evita cu încapatanare tusele groase elogiate de expresionisti, Ingres a fost ba hulit, ba ridicat în slavi si iar umilit, fapt care l-a determinat sa devina un fel de navetist intre Paris si Roma – refugiul unde se ascundea de scandalurile provocate de adversarii sai.

Desi a fost considerat un neoclasic cu vederi romantice, Ingres a fost un precursor al modernismului francez datorita formelor bine conturate, dar uneori distorsionate – precum cele din faimoasa panza „Marea odalisca” (poreclita femeia cu patru vertebre în plus). De altfel, modul exceptional în care maestrul a conceput imaginea senzuala a spatelui femeii dezgolite – nudul cu nuante erotice mai putin avantate, dar la fel de senzual precum nudul frontal – i-a adus în posteritate celebritatea definitiva.

Si asta din cauza unui artist avangardist al secolului XX, pe numele sau Man Ray. Acest fotograf de geniu, prins sub cupola suprarealismului lui André Breton, s-a inspirat dintr-un astfel de „nud dorsal”, si anume panza intitulata „Femeie dupa baie”. Spatele perfect al nimfei asezate pe un pat generos a devenit simbolul viorii pentru Man Ray, care a elaborat celebra fotografie „Violon d’Ingres”. Numai ca aluzia magulitoare la adresa maestrului neoclasic era urmatoarea: marea pasiune complementara a pictorului era vioara. El a cantat deseori împreuna cu Paganini fragmente din Mozart, Haydn si Beethoven. În acest mod, celebritatea fotografiei lui Man Ray a generat un sinonim mai elevat pentru conceptul englezesc de „hobby”, adica preocupare importanta, adiacenta profesiei de baza.

Necazurile provocate de modul în care lucrarile sale de tinerete au fost întampinate de critici au fost atat de mari, încat Ingres a renuntat la prima sa mare iubire, Marie Forestier, cu care se logodise la Paris. Dar oprobriul de care s-au „bucurat” panzele sale de la Salonul parizian l-au determinat sa se exileze la Roma si sa traiasca la minima decenta asigurata de portrete facute la comanda. Pentru a-si înabusi iubirea pierduta, s-a casatorit în graba cu Madeleine Chapelle, iar Cetatea Eterna i-a devenit a doua casa. Multi ani mai tarziu, cand geniul artistic i-a fost recunoscut, a devenit chiar Ofiter al Legiunii de Onoare – nominalizare venita chiar de la Napoleon III.

Însa perioada de glorie artistica a fost umbrita de moartea sotiei, si Ingres a început sa lucreze din ce în ce mai rar. O revigorare a carierei s-a produs dupa ce s-a recasatorit cu Delphine Ramel: maestrul avea saptezeci si unu de ani, iar ea patruzeci si trei. Pictorul a trait o noua perioada fericita si s-a stins la optzeci si sase de ani, fiind înmormantat la Pere Lachaise. În urma sa, nume celebre precum Picasso, Degas si Matisse s-au declarat „elevi ai lui Ingres”. Iar „Vioara lui Ingres” avea sa faca valva, aducandu-ne aminte si de pasiunea lui Einstein pentru acest instrument.

PAUL IOAN - magazin.ro

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By Admin (from 17/09/2011 @ 14:00:54, in it - Video Alerta, read 1434 times)

Il 27 maggio scorso le videocamere internazionali penetrano all'interno dei reattori di Fukushima: imbacuccati nelle tute di protezione e con l’acqua alle caviglie, gli esperti per la sicurezza nucleare della International Atomic Energy Agency (Iaea), provenienti da 12 diversi paesi, ispezionano l'impianto giapponese per valutare la reale portata dell'incidente avvenuto nella centrale durante il catastrofico sisma dell'11 marzo. Ora per la prima volta le immagini del disastro sono disponibili in rete. E testimoniano non soltanto gli effetti dello tsunami, ma anche l’impegno dei tecnici giapponesi nella gestione della messa in sicurezza dei reattori.

“La nostra squadra è rimasta impressionata dalla gravità dei danni inflitti dallo tsunami”, ha commentato infatti Mike Weightman, capo ispettore per la sicurezza nucleare nel Regno Unito, “ma non possiamo fare a meno di ammirare l’impegno che contraddistingue i tecnici giapponesi impegnati a risolvere questo incidente senza precedenti”.

Le prime osservazioni effettuate dalla squadra internazionale hanno riconosciuto, infatti, i meriti del Giappone nell'affrontare la crisi nucleare a Fukushima. Non sono mancate, tuttavia, le critiche all'inadeguatezza dei sistemi di protezione contro gli tsunami.

Il rapporto definitivo sulle condizioni della centrale nucleare sarà presentato in occasione della Ministerial Conference on Nuclear Safety programmata dal 20 al 24 giugno presso il quartier generale della Iaea a Vienna.

Fonte: galileonet.it - Foto Credit: Greg Webb / IAEA

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Monkeys are being trained to control what might be the world's most sophisticated and human-like robot arm. But they never touch the prosthetic limb or fiddle with a remote control: they guide it with their thoughts alone. If trials are successful, in a few months from now people with spinal cord injuries could learn to do the same.

In 2008, Andrew Schwartz of the University of Pittsburgh in Pennsylvania published a landmark paper describing how two rhesus macaques learned to feed themselves marshmallows and fruit using a crude robotic limb controlled by electrodes implanted in their brains (Nature, DOI: 10.1038/nature06996). No brain-controlled prosthetic limb had ever carried out a more complex real-world task. Still, Schwartz envisioned a more elegant and nimble device that paralysed people could use - something much closer to a human hand.

Enter the Modular Prosthetic Limb (MPL), a bionic limb that closely approximates the form and agility of a human arm and hand. Born from the US Defense Advanced Research Projects Agency's Revolutionizing Prosthetics programme, and designed by Michael McLoughlin's team at the Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory in Maryland, the MPL is made from a combination of lightweight carbon fibre and high-strength alloys. It has 22 degrees of freedom, compared with the human arm's 30, and can grasp precisely and firmly without crushing fragile objects. The wrist and elbow rotate with ease and, like an average human limb, it weighs just under 4.5 kilograms.

"I would say it's very close to human dexterity," says McLoughlin. "It can't do absolutely everything - it can't cup the palm, for example - but it can control all fingers individually. I don't think there is another limb that approaches it."

A prototype of the MPL has been tested by people who have had one or both arms amputated. Researchers surgically redirect nerves that would normally control the arm into unused chest muscle, where nerve signals are interpreted by electrodes that guide the robotic limb. "One of our patients, Jesse Sullivan, was able to use the arm almost from time zero. It was a very natural thing to do," says McLoughlin. "The brain still thinks the arm is there and if you can tap into those signals, you can really achieve something amazing."

But people paralysed from the neck down cannot benefit from this technique as brain signals cannot reach the chest. So in his work with rhesus macaques, Schwartz developed an array of 100 electrodes that eavesdrops on 100 neurons in the motor cortex. Once he had learned the electrical language the cortex uses to guide arm movement, he converted those signals into instructions for a crude robotic limb with a two-finger clamp. Now Schwartz is training his monkeys again, except this time he wants to teach them to use the five-fingered MPL and perform the kind of everyday but complex tasks we take for granted.

If the monkeys demonstrate that it is possible to steer the arm with brainpower alone, Schwartz and colleagues will give people with spinal cord injuries a chance to try the MPL. "For someone with spinal cord injury, it's a huge deal for them to be able to feed themselves," says McLoughlin. "Nobody has achieved this level of a control in humans with a brain-controlled prosthetic. We want to take it to a higher level than in the past."

Source: NewScientist

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By Admin (from 17/09/2011 @ 08:00:36, in ro - Stiinta si Societate, read 1489 times)

 Strabismul sau deviatia ochilor constituie o afectiune in care pozitia ochilor nu este paralela si este frecvent insotit de ambliopie (ochi lenes). Strabismul si ambliopia sunt doua conditii in care copilul este privat de vedere binoculara normala, utilizand doar un ochi.  Scopul tratamentului este de a face copilul sa foloseasca amandoi ochii in acelasi timp, permitandu-i vederea binoculara si, in consecinta, vederea in relief. Ne referim asadar la una dintre cele mai raspandite afectiuni oculare, populatia de varsta mica fiind – asa cum am spus-o si cu alte ocazii – din ce in ce mai puternic lovita.

Efectele nefaste nu apar dar in planul sanatatii intregului organism, ci au si implicatii sociale, economice etc. Doamna dr. Luminita GHEORGHE, de la Clinica „Oftapro”, raspunde la cele mai frecvente intrebari ridicate in cazul strabismului la copii, venind astfel alaturi de revista „Magazin”, in apelul catre autoritatile sanitare si catre cele din invatamant, de la a adopta neintarziat masurile necesare si obligatorii pentru imbunatatirea sanatatii celor mici.

Tratamentul strabismului si ambliopiei

„Niciodata nu este prea devreme sa tratezi un strabism”.
 Tratamentul trebuie instituit cat mai devreme pentru ca eficacitatea lui sa fie mai buna.

Scopul tratamentului:

– Obtinerea acuitatii vizuale normale la ambii ochi;
 – Alinierea ochilor – reducerea deviatiei strabice;
 – Obtinerea sau imbunatatirea vederii binoculare.

Cand incepem tratamentul?

- Strabismul congenital apare in primele 6 luni de viata. El trebuie abordat inca de la aceasta varsta, altfel vederea binoculara nu se mai dezvolta normal.
 - Consultul trebuie facut chiar mai devreme, in primele luni. Strabismul poate fi cauzat de o ambliopie organica (cataracta, glaucom congenital, tumori) care necesita urgent alt tip de tratament.
 - Daca strabismul apare mai tarziu – de asemenea tratamentul trebuie sa inceapa rapid, pentru a regasi elementele vederii binoculare si pentru a le permite sa se dezvolte.

In ce consta tratamentul?

 - Corectia viciilor de refractie (dioptriile) – cat mai devreme, chiar sub un an.
 - Toti copiii care au strabism trebuie sa poarte ochelari, constant, toata ziua. Scopul este obtinerea unei vederi bune si egale; permit utilizarea prismelor (lentile speciale pentru corectia deviatiilor mici), permit ocluzia (acoperirea unui ochi).
 - Masurarea corecta a dioptriilor se face dupa instilarea de picaturi cu substante speciale care imobilizeaza capacitatea ochiului de a se acomoda (atropina sau cyclogyl).
 - Tratamentul ambliopiei – acoperirea ochiului bun pentru a obliga ochiul slab sa lucreze.

Durata tratamentului

 - este in functie de profunzimea ambliopiei si varsta.Ocluzia

 - Poate sa fie totala, daca e vorba de o ambliopie profunda (6-7 zile pe saptamana) sau partiala (cateva ore pe zi), in ambliopiile usoare si medii.
 - Rezultatele sunt foarte bune atunci cand tratamentul este aplicat corect si la timp.

In ce consta operatia?

- Tehnica operatorie consta in intarirea muschilor hipoactivi (scrutare, avansare) si slabirea muschilor hiperactivi (repropozitie).
 - In strabismele concomitente se opereaza de obicei ambii ochi.

Care este varsta optima pentru operatie?

 Varsta optima pentru operatie depinde de varsta de aparitie a strabismului. Strabismul congenital – care apare in primele 6 luni de viata - trebuie operat cat mai repede, chiar sub varsta de 1 an, altfel copilul nu mai dezvolta vedere binoculara normala.
 Este o afectiune complexa care afecteaza mai multe perechi de muschi. De obicei, sunt necesare doua sau trei operatii pentru rezolvarea tuturor problemelor.
 Strabismul aparut mai tarziu. Dupa epuizarea celorlalte forme de tratament (ochelari, ocluzie), daca deviatia persista, se trece la tratamentul chirurgical.

Este necesara inca o operatie?

 Daca unghiul de strabism este mare, in ambliopie mare, in strabisme paretice – dupa o prima operatie este necesara corectarea unghiului restant, deci a doua operatie, efectuata pe alti muschi, fara ca aceasta sa reprezinte un esec al primei operatii.
 Operatia se executa in anestezie generala, in conditii de perfecta sterilitate. Dupa operatie, copilul pleaca acasa chiar fara pansament, daca operatia s-a efectuat doar pe un muschi la un ochi.
 Primul control postoperator se face a doua zi si se trece in etapa de tratament postoperator.
 Chiar din primele zile se incep seriile de tratament ortoptic pentru intarirea efectului obtinut prin operatie si reeducare senzoriala a vederii binoculare.

Ce riscuri si complicatii pot aparea?

 In orice interventie chirurgicala exista teoretic riscuri ale anesteziei si operatiei.
 In strabism riscurile sunt minime:
 – Diplopia (vederea dubla) dupa operatie este tranzitorie.
 – Infectiile postoperatorii sunt prevenite prin instilatiile antibiotice, antiinflamatoare si pastrarea riguroasa a igienei ochiului si mainilor. Se manifesta cu: pleoapa umflata, ochi rosu, secretie mucopurulenta si pot evolua spre celulita.
 Daca totusi apar semne de infectie post-operatorie se incepe rapid un tratament si pe cale generala cu antibiotice, antiinflamatoare, antialergice si toate aceste semne dispar.
 Incidentele intraoperatorii sunt prevenite printr-o tehnica operatorie corecta.
 Supra sau sub-corectii ale unghiului de strabism.

Exercitii ortoptice

 Reeducarea ortoptica este totdeauna precedenta de tratamentul ambliopiei si, daca e cazul, de interventie chirurgicala.
 Exercitiile ortoptice sunt efectuate la sinoptofor. Sunt eficiente post-operatoriu, dupa ce deviatia a fost corectata prin operatie.
 Sunt indicate si in strabisme care nu necesita operatie: strabisme cu deviatie mica, insuficienta de convergenta (situatie in care ochii nu functioneaza bine la vederea de aproape), tulburari de acomodare, tratamentul ambliopiei.
 Rezultatul este obtinerea si educarea vederii binoculare, adica invata copiii sa priveasca cu ambii ochi deodata.

Autor: ADRIAN-NICOLAE POPESCU - magazin.ro

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