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 Trilingual World Observatory: italiano, english, română. GLOBAL NEWS & more... di Redazione
 
   
 
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 

Astronauti e turisti spaziali, nel preparare la valigia per il prossimo viaggio tra le stelle non dimenticatevi la maglia di lana: nel cosmo anche un banale raffreddore potrebbe diventare piuttosto antipatico visto che l'efficacia di aspirine e medicinali vari, lassù, sembra essere notevolmente ridotta. Lo affermano i ricercatori del Johnson Space Center in un articolo recentemente pubblicato sulla rivista scientifica AAPS.

Emicranie spaziali

Le medicine, sulla Terra, hanno una vita utile media di un paio di anni, poi cominciano più o meno rapidamente a perdere le funzionalità terapeutiche. Ma nello spazio l'esposizione prolungata alle basse dosi di radiazioni ionizzanti ne riduce notevolmente la vita utile: in altre parole, scadono prima.

Il problema è piuttosto serio, perchè la sempre maggior durata di viaggi e missioni spaziali rende indispensabile agli astronauti poter disporre di farmacie  ben fornite.
Gli scienziati americani hanno mandato a bordo della Stazione Spaziale Internazionale 35 campioni di medicine diverse e a intervalli variabili tra 15 giorni e 28 mesi ne hanno analizzato l'effettiva efficacia. I risultati sono stati sconfortanti: quasi tutti i composti sono tornati dallo spazio parzialmente o completamente degradati e la maggior parte di loro non avrebbe superato i test della Food and Drug Administration per la commercializzazione negli USA.

Le adrenaline, la vitamina A e la vitamina C hanno invece tratto giovamento dalla permanenza nello spazio: l'ambiente ricco di CO2 le ha protette dalla ossidazione alla quale sono particolarmente sensibili.
"Lo studio faciliterà la ricerca e lo sviluppo di prodotti farmaceutici progettati per lo spazio e di tecnologie di packaging adatte all'ambiente extraterrestre" spiega Lakshmi Putcha, responsabile dello studio.

Fonte: Focus.it

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By Admin (from 29/06/2011 @ 11:00:36, in en - Science and Society, read 433 times)

When Gutenberg developed the principles of modern book printing, books became available to the masses. Hoping to bring technology capable of mass production to the nanometer scale, Udo Bach and this team of scientists at Monash University and the Lawrence Berkeley National Laboratory have developed a nanoprinting process modeled on Gutenberg’s printing method. Their goal is the simple, inexpensive production of nanotechnological components for solar cells, biosensors, and other electronic systems. As the researchers report in the journal Angewandte Chemie, their "ink" consists of gold nanoparticles, and the specific bonding between DNA molecules ensures its transfer to the substrate.

Hot off the press: Nanoscale Gutenberg-style printing

Nanopatterns with extremely high resolution are not difficult to produce with today’s technology. However, the methods used so far are analogous those used to produce the hand-written books of the era before Gutenberg; they are too slow and work-intensive for commercial fabrication. “New nanoprinting techniques offer an interesting solution,” says Bach. Along with co-workers, he has developed a process that works with a reusable “printing plate”.

The printing plate is a silicon wafer—like those used for the production of computer chips—that has been coated with a photoresist and covered with a mask. The wafer is then exposed to an electron beam (electron beam lithography). In the areas exposed to the beam, the photoresist is removed, exposing the wafer for etching. The wafer is then coated with gold. When the photoresist layer is removed, the gold only sticks to the etched areas. Polyethylene glycol chains are then bound specifically to the gold through sulfur–hydrogen groups. The chains have positively charged amino groups at their ends. The completed printing plate is then dipped into the “ink”, a solution of gold nanoparticles coated with negatively charged DNA molecules. Electrostatic attraction causes the DNA to stick to the amino groups, binding the gold nanoparticles to the gold-patterned areas of the printing plate.

The “paper” is a silicon wafer coated with a whisper-thin gold film and a layer of DNA. These DNA strands are complementary to those on the gold nanoparticles, with which they pair up to form double strands. This type of bond is stronger than the electrostatic attraction between the DNA and the amino groups. When the “paper” is pressed onto the “printing plate” and then removed, the gold nanoparticles from the ink remain stuck to the “paper” in the desired pattern. The “printing plate” can be cleaned and reused multiple times. Says Bach: “Our results demonstrate that it is possible to produce affordable printed elements based on nanoparticles.”

Source: PhysOrg

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Buongiorno a tutti, oggi vi volevo parlare della situazione nelle carceri e ne parleremo, ma la cronaca degli ultimi minuti, delle ultime ore ci porta per qualche momento appresso alle vicende del Tav, del treno a alta velocità per il trasporto veloce delle merci per il quale ostinatamente, pervicacemente, psichiatricamente come si dicono ormai i Ministri e i vice Ministri uno con l’altro il nostro governo e gran parte della nostra opposizione stanno militarizzando la Valle di Susa e altre valli del Piemonte per costringere la gente a subire un’opera inutile, dannosa, costosa, inquinante, criminale, per certi versi, che non porterà alcun beneficio all’economia italiana, anzi porterà molti danni sia alle nostre tasche, sia alla salute di chi abita nelle vicinanze.

Lo Stato contro i cittadini.

Questa notte c’è stato “l’ultimo” scontro come siamo abituati a sentirlo chiamare dai telegiornali e dalla stampa di regime, in realtà c’è stata una militarizzazione ulteriore della valle e alla Maddalena si è arrivati alle mani
Si è arrivati ai manganelli, al lancio di oggetti tra una popolazione esasperata da una minaccia così catastrofica come quella di un cantiere di 15/20 anni che avvelenerà chiunque abiti nei dintorni e i poliziotti che sono stati purtroppo mandati a presidiare ditte private che hanno vinto appalti tutt’altro che in maniera trasparente, come vedremo tra un attimo, affinché possano iniziare i lavori in tempo per, ci spiegano, non perdere i preziosi finanziamenti europei, come se i finanziamenti europei li dovessimo prendere per forza, se l’Europa un giorno decidesse di finanziare una fabbrica che spara merda sulla gente noi cosa facciamo, soltanto per prendere i finanziamenti europei spariamo merda sulla gente? Che senso ha questo totem dei finanziamenti europei? Bisognerebbe andare a vedere i finanziamenti per cosa, se ci servono, se lo scopo ci interessa o non ci interessa, gli abitanti hanno deciso che non vogliono quell’opera.
Gli italiani se chiamati a un referendum e debitamente informati non vorrebbero quell’opera, ormai è chiaro qual è l’orientamento degli italiani a proposito di questo modello di sviluppo che risale agli anni 70/80 fatto di opere elefantiache, fatto di cemento, di asfalto, di progetti faraonici che non hanno più alcun senso nel terzo millennio, eppure questo governo di morti e questa finta opposizione di morti, continuano a far combattere le loro guerre dagli altri, continuano come diceva Ricucci “a fare i froci con il culo degli altri” con quello dei poliziotti costretti a atteggiarsi in assetto antisommossa e dall’altra parte la popolazione è costretta a scontrarsi con questi poliziotti, sono entrambi vittime di una guerra che nessuno che abbia un minimo di cervello vuole, tranne coloro che hanno interessi a prendere quei soldi e forse a spartirseli, spesso capita che si dia per scontato che si fa una certa opera pubblica e come avviene nel 90% dei casi in Italia quando parte un’opera pubblica ci sono le tangenti, se poi quell’opera pubblica per qualche intoppo si blocca, chi ha preso le tangenti è beh, o la restituisce oppure deve garantire che quell’opera riparta, non vorrei che in futuro si scoprisse che anche per il Tav, come in tanti altri casi è accaduto questo, da un certo punto di vista me lo auguro che sia accaduto questo, perché almeno avremmo una spiegazione logica sul perché, a proposito di un’opera così assurda, così impopolare tutti i partiti si accaniscono al costo di militarizzare una valle per anni, a sostenere una cosa che tanto varrebbe lasciar perdere, che interesse c’è a trasformare la Maddalena, la Valle di Susa, le zone del Tav in un campo di battaglia permanente? Che interesse possono avere i partiti a far menare la gente che protesta, a farla sgomberare, non ora, tante altre volte in passato e chissà quante altre volte in futuro? Che altro interesse possono avere? O sono stupidi oppure c’è qualcosa che non ci dicono, l’idea che siano innamorati del progetto del Tav è un’offesa troppo sanguinosa all’intelligenza media delle persone perché ci possono credere, sia come sia a rappresentare nei tavoli istituzionali le ragioni del Tav c’è tra gli altri un certo Paolo Comastri che non è mica un passante, è il Direttore generale della società che vuole costruire il tunnel dentro la montagna, la società si chiama LTF (Lyon Turin Ferroviaire) questo Paolo Comastri un mese fa è stato condannato a 8 mesi di reclusione in Tribunale in primo grado a Torino per turbativa d’asta per avere cercato di pilotare l’appalto per la costruzione della discenderia di Venaus che è una delle cose propedeutiche alla costruzione del tunnel, questo Comastri per conto della Ltf ha dato delega ai suoi legali per chiedere i danni in sede civile a alcune persone che si oppongono da anni alla costruzione di quel mostro, pare che abbia chiesto loro 228 mila Euro.
Bene, uno che viene condannato per turbativa d’asta, dovrebbe scomparire dai tavoli istituzionali, nessun politico, nessun Sindaco, nessun rappresentante del Governo, della Regione, della Provincia, del Comitato di quartiere dovrebbe più sederglisi accanto, perché? Perché non è stato mica condannato per furto di bestiame, è stato condannato in primo grado per il momento, sulla base di intercettazioni telefoniche che se andate a cercare il pezzo di Barbacetto sul sito di Società civile sono molto eloquenti, riguarda proprio l’appalto per il Tav – truccato – e quindi come possono i politici e gli amministratori pubblici discutere di queste cose con uno che ha fatto queste cose? Vedete che c’è qualcosa che non ci viene spiegato ma che ragionando e mettendo insieme qualche collegamento, qualche nesso, collegando i puntini, il disegno viene fuori e molto spesso è un disegno a forma di mazzetta, o almeno di turbativa d’asta.
Naturalmente bisognerebbe sempre mantenere i nervi saldi, bisognerebbe che tutte le migliaia di persone che manifestano tenessero le mani a posto, non è facile devo dire per chi vive in quei posti e per chi vede minacciata la vita propria e dei propri figli e dei propri nipoti restare tranquilli, noi dobbiamo sempre raccomandare a tutti di stare tranquilli per non dare pretesti e per non far male a nessuno, ma un giorno o l’altro a qualcuno potrebbe anche venire il dubbio che lanciare qualche oggetto faccia meno male che provocare tumori o dissesti polmonari con un cantiere che disperderà, non si sa ancora, quali sostanze minerali scavando 50 chilometri dentro una montagna e altri 20 chilometri dentro a altre montagne in uno spazio molto ristretto di poche decine di chilometri. Quindi non bisogna lanciare i sassi, ma bisogna fare di tutto perché quel tunnel non si faccia, io credo che quel tunnel non si farà mai e credo anche che questa sia la migliore dimostrazione che a pensar male si fa peccato ma ci si azzecca come diceva un politico infame ma molto navigato.
Perché lo sanno anche i politici che difendono a spada tratta il Tav, che quel Tav non si farà mai, a meno che non pensino che lo Stato italiano possa militarizzare la Maddalena, la Valle di Susa e tutte le località coinvolte nel tracciato per i 15/20 anni del cantiere, cosa assolutamente impossibile, anche le emissioni di guerra in Iraq e in Afghanistan, una è già finita in Iraq, l’altra finirà l’anno prossimo in Afghanistan, non reggono per più di 10 anni, potete immaginare che noi avremmo l’esercito, i caccia bombardieri, gli elicotteri che volteggiano, i carri armati per proteggere le ruspe a dispetto della popolazione locale? Mi auguro, dato che siamo dei democratici, che la gente si ricordi i nomi e i cognomi e le sigle di partito di quelli che hanno plaudito alla militarizzazione della valle, costringendo i poliziotti e i cittadini a farsi del male in una guerra che non è la loro, combattuta da altri sulla loro pelle, che si ricordino il Pdl, che si ricordino il PD, che si ricordino l’Udc e il Polo di centro e che si ricordino la Lega, quella padroni a casa nostra, quella “il popolo sovrano” quella “il federalismo” bene, questi cialtroni stanno sputando sul popolo sovrano, sulle piccole patrie, sulle comunità locali imponendo da Roma, se non da Bruxelles, una cosa che si dovrebbe fare solo e esclusivamente con il consenso delle popolazioni, prima si trova il consenso delle popolazioni, poi si fa l’opera esattamente come hanno fatto i francesi dall’altra parte delle Alpi, prima hanno convinto le popolazioni, hanno ascoltato le popolazioni, hanno dato alle popolazioni ciò che si poteva dare loro e con il loro consenso hanno iniziato a costruire.
Senza il consenso delle popolazioni queste opere non si possono fare, non c’è niente da fare! Non è la sindrome Nimby, non è il non in casa nostra, perché se c’è bisogno per la nostra vita di un qualcosa che pure ci dà fastidio è giusto che si faccia anche in casa nostra, per questa opera non c’è alcun bisogno, o almeno nessuno ne ha sentito il bisogno, salvo alcuni burocrati e temo alcuni tangentisti, l’unica cosa che si può fare è stare con gli occhi aperti e possibilmente essere vicini alle popolazioni che protestano, magari dato che sono pure bei posti, organizzando dei bei weekend, dei bei viaggi, andare a portare la solidarietà per uno, per due, per tre giorni a chi sta lì a presidiare anche per conto nostro, su gente ci sarà nelle prossime settimane, nei prossimi mesi, più è improbabile che questo governo di morti e questa opposizione di morti, abbiano il coraggio di continuare con i manganelli e le ruspe.

Carceri piene, governanti incapaci.

Adesso parliamo di carceri, parliamo di carceri perché siccome a ogni estate da che Repubblica italiana è Repubblica italiana, siamo di fronte a un fenomeno inedito e inatteso almeno quanto il caldo e cioè il sovraffollamento delle carceri.
Naturalmente non c’è niente da ridere, chi sta in carcere accatastato in celle microscopiche maleodoranti, in condizioni di promiscuità, di disumanità non ha certamente di che scherzare, la domanda è: ma è possibile che siamo l’unico paese d’Europa che a ogni estate scopre di avere più detenuto che posti cella? Credo che siamo a 70 mila su 40 mila e passa di posti, quindi siamo arrivando al doppio! Celle che potrebbero tenere due persone ne tengono 4, ma ce ne sono anche che ne tengono 10 perché poi la disorganizzazione dello Stato italiano è nota e quindi abbiamo anche celle vuote, carceri già costruite e mai aperte e cose di questo genere. Non so voi, io ricordo da anni gente come il Ministro Alfano e prima il Ministro Mastella e prima il Ministro Castelli annunciare grandi stanziamenti, grandi investimenti nell’edilizia carceraria, grandi piani – carceri, soluzioni mirabolanti, avete mai visto costruire un canile? Se invece di scavare tunnel nelle montagne per fare opere inutili costruissero carceri, forse la pianteremmo con questa emergenza carceri, perché bisogna intendersi su quello di cui stiamo parlando, l’emergenza carceri nasce dal fatto che ci sono molti più delinquenti rispetto a quelli che possono ospitare i nostri penitenziari, non dipende dal fatto che ci sono in carcere persone che non ci dovrebbero stare, in carcere, purtroppo, ci sono persone che ci devono stare in base alle leggi della Repubblica italiana, se non piacciono si cambiano, ma in questo momento le leggi prevedono che in carcere ci stiano 70 mila persone e ringraziamo, paradossalmente il fatto che la giustizia è allo sfascio, che la gran parte dei reati cadono in prescrizione, che si riesce a acciuffare i responsabili di 1/10 dei reati che vengono commessi perché se migliorassimo un po’ l’efficienza della giustizia, noi di detenuti ne avremmo 100/120/150 mila, perché? Perché abbiamo tanti, troppi delinquenti, questo è il problema.
Avete mai sentito affrontarlo dal punto di vista giusto? Da questo? Incontestabilmente questo? No, di solito viene sempre affrontato dal punto di vista “troppi detenuti” non sono troppi i detenuti, sono troppo pochi i posti per contenerli e dato che la pena deve servire sostanzialmente a due scopi: 1) impedire al criminale di nuocere a cittadini onesti, quindi almeno per un po’ sta dentro; 2) aiutare il criminale a reinserirsi nella società, quindi a migliorarsi, non a peggiorarsi questo è lo scopo.
Non esiste la pena della tortura, noi stiamo invece infliggendo la pena della tortura ai detenuti, il detenuto deve essere semplicemente recluso, isolato se del caso, recluso in una struttura, è vietato dalle norme italiane e dalle condizioni internazionali che in quella struttura gli si infliggano dei trattamenti disumani, deve poter vivere decorosamente, dignitosamente sia pure recluso perché è stato condannato a scontare tot anni di pena, oppure perché si trova in stato di custodia cautelare per evitare che inquini le prove o scappi o minacci i testimoni o ricominci a delinquere, ci hanno sempre raccontato che siamo un paese che butta in carcere la gente prima del processo e è disumano, come abbiamo visto lo fanno anche negli Stati Uniti (vedi Strauss-Kahn) e lo fanno in tutti i paesi, perché in tutti i paesi la tendenza di chi viene preso con le mani nel sacco a scappare o a inquinare le prove o a minacciare i testimoni o a ricominciare a delinquere è molto spiccata e quindi in quei casi non resta che ficcarli dentro prima.
Naturalmente negli altri paesi c’è un grado di giudizio o al massimo due, uno di merito e l’altro di legittimità, quindi quando uno è stato condannato la prima volta nel giudizio di merito va in galera e sconta la pena e da lì eventualmente fa i suoi ricorsi alla Corte Suprema perché da noi ci dicono che abbiamo molti detenuti in attesa di giudizio? Perché magari sono in attesa del terzo grado di giudizio dopo essere stati condannati in primo e in secondo grado, o sano in attesa del secondo grado di giudizio, l’appello dopo essere stati condannati in primo grado, quindi negli altri paesi non esistendo il secondo e il terzo grado di merito non esistono i detenuti in attesa del secondo o del terzo giudizio, in attesa di giudizio è quando aspetti la prima sentenza, non la seconda o la terza, questa è la ragione per cui nelle nostre statistiche sembra che noi abbiamo molti più detenuti in attesa di giudizio degli altri, gli altri paesi hanno meno gradi di giudizio.
Abbiamo troppi detenuti rispetto ai crimini? Abbiamo detto no, ne abbiamo troppo pochi visto quanti crimini rimangono impuniti o perché non si trova il colpevole o perché il colpevole l’ha fatta franca per prescrizione. Abbiamo troppi detenuti in rapporto alla popolazione al confronto di altri paesi? No, siamo sotto la media europea, ci sono altri paesi dove peraltro si delinque di meno che hanno più detenuti di noi o pari detenuti di noi a parità di popolazione, qual è il nostro paese? Abbiamo pochi posti cella e quei pochi fanno schifo, per cui per aumentare il numero dei posti cella e per migliorare l’ambiente per i detenuti vanno costruite nuove carceri, così si potrebbe creare nuova occupazione, così si potrebbe evitare di fare opere inutili e convertire certi progetti inutili tipo in Tav su fronti più utili, tanto a parte i fondi europei, i fondi italiani che ci costerà il Tav, circa 15/17 miliardi di Euro li dobbiamo pagare noi, allora tanto vale spostarli sul bilancio dell’edilizia carceraria che tra l’altro ci provoca un sacco di guai a livello europeo perché come veniamo condannati per la lentezza dei nostri processi, veniamo anche condannati per la disumanità delle condizioni delle nostre carceri perché stiamo violando i diritti umani e su questo ha ragione Pannella, Pannella ha ragione su tutto, sull’analisi della situazione, là dove ha torto è la soluzione, l’amnistia in 50 anni, anzi ormai sono 65 di storia repubblicana abbiamo avuto tra indulti e amnistie, provvedimenti di clemenza una cinquantina di questi provvedimenti, noi adottiamo per sfoltire le carceri quella che Davigo spiritosamente chiama la soluzione scolastica: chi disturba fuori, negli altri paesi fanno due conti: quanti posti cella ci occorrono per assicurare alla giustizia quelli che in cella ci devono stare? Più o meno tot, bene costruiamo tot posti cella, può capitare che uno sbagli di 100, di 200, di 300 unità ma certamente non del 50%, noi abbiamo politici che continuano a fare leggi che producono più detenuti senza mai costruire nuove carceri neanche per sostituire quelle che invecchiate cadono a pezzi e che devono essere chiuse, quindi noi perdiamo posti cella e aumentiamo detenuti sia perché ovviamente arrivando in Italia immigrati clandestini, il numero dei detenuti aumenta perché il clandestino ha una certa predisposizione a delinquere è ovvio non ha un lavoro, non ha un’identità… viene in Italia preferibilmente perché è il paese più comodo per il criminale, del resto siamo un paese governato da criminali quindi è giusto che se l’esempio viene dall’altro, chi arriva in Italia lo segue immediatamente e nello stesso tempo perdiamo posti cella, perché la soluzione dell’amnistia è inutile? Intanto perché è diseducativa, aumenta ulteriormente ogni volta il senso di impunità che già è enorme, se si sparge la voce in giro per il mondo che l’Italia fa l’ennesima amnistia a 5 anni dall’ennesimo indulto di Mastella, centro-destra e centro-sinistra tutti d’accordo tranne la Lega, un pezzo di Alleanza Nazionale, Di Pietro e i Comunisti Italiani, se si sparge la voce che facciamo di nuovo l’amnistia ma è ovvio che l’immigrazione criminale aumenterà ulteriormente a discapito di quella dei lavoratori onesti e è ovvio che anche tra gli italiani delinquenti aumenterà il senso di impunità e cioè la convinzione che il delitto paga, perché? Perché se arrivano o un’amnistia o un indulto a intervalli regolari di pochi anni, vuole dire che tu delinquendo regolarmente tra un intervallo e l’altro la fai sempre franca è un po’ come in quella famosa commedia all’italiana dove Sofia Loren diventava manovalanza ideale per la criminalità spicciola perché sfornava un figlio dopo l’altro e quando la prendevano era sempre incinta e quindi non la potevano mai arrestare!
Quindi l’amnistia è la soluzione sbagliata, ma è la soluzione sbagliata anche perché non è la soluzione, l’amnistia svuota l’Oceano con il cucchiaino senza tenere presente che l’Oceano si rialimenta con l’ondata successiva, abbiamo visto con l’indulto, dopo 6 mesi le carceri erano di nuovo piene esattamente come prima, perché? Perché non è facendone uscire un certo numero che si sfoltisce il sovraffollamento carcerario, ma è facendone entrare un maggior numero in posti più ospitali di nuove carceri e là dove è possibile ridurre il numero degli ingressi, cercando cioè di intervenire a monte chiudendo qualche rubinetto di quelli che producono più detenuti, perché? Perché per certi reati è inevitabile che se uno viene condannato finisca dentro, perché? Perché non c’è un altro posto dove è bene che sconti la pena, ancora non l’hanno inventata un'alternativa al carcere e credo che non la inventeremo mai quando si tratta di tenere fuori dal giro personaggi pericolosi o quando si tratta di spaventare personaggi che se non avessero paura di finire in carcere diventerebbero pericolosi, il colletto bianco non puoi spaventarlo con le multe, perché? Perché è pieno di soldi e quindi le multe non gli fanno né caldo e né freddo, l’unica vera paura che può avere lo Strauss-Kahn di turno o il Tanzi di turno è finire dentro.
Non c’è un’altra pena altrettanto deterrente, il carcere, soprattutto se lungo è spesso ancora più deterrente della pena di morte, perché? Perché comunque ti devi fare giorni e giorni, settimane e settimane, mesi e mesi, anni e anni in pochi metri quadrati senza poter uscire, questo è l’effetto deterrente, non c’è un’altra pena altrettanto deterrente nei limiti naturalmente della democrazia e della dichiarazione dei diritti dell’uomo, quindi per certi tipi di reati di sangue e di soldi, il carcere è l’unico modo per fare da deterrente e per impedire a questi qua di nuocere ancora la collettività, ma ci sono delle altre situazioni nelle quali si può tranquillamente supplire con ammende, con infrazioni amministrative, depenalizzare non vuole dire legalizzare, depenalizzare vuole dire togliere dal penale e spostare sull’amministrativo, se la pubblica amministrazione funzionasse ci sono un sacco di comportamenti che vanno puniti, ma che vanno puniti con la multa, non con il carcere, per esempio. Oggi è reato penale timbrare due volte lo stesso biglietto dell’autobus della metropolitana, c’è chi timbra, cancella e ritimbra, reato penale, indagini preliminari, udienza preliminare oppure anzi di solito è un reato a citazione diretta, processo di primo grado, processo d’appello e processo di cassazione, quanto ci costa processare uno che ha timbrato due volte un biglietto da un Euro? O da 1,20 Euro? Il danno che ha fatto quanto è? 1,20 Euro, l’ha comprato la prima volta e l’ha usato la seconda, il danno alla collettività è 1,20 Euro, processarlo per avere fatto questo pagando Polizia che fa le indagini, il PM che le coordina, il giudice monocratico che lo giudica in primo grado, i 3 giudici collegiali che lo giudicano in appello, più il Procuratore generale che chiede la conforma della condanna o meno e poi i 5 giudici della Cassazione più il procuratore generale che sostiene l’accusa, più gli avvocati spesso d’ufficio perché spesso questo è uno che non ha una lira o almeno non risulta, immaginate quante migliaia di Euro costa fare il processo a uno che ha timbrato due volte un biglietto da un Euro, 1,20 Euro, ma vi pare normale? E’ reato anche taroccare il gratta e parcheggia, se uno gratta e parcheggia due volte lo stesso giorno perché usa vernici, pennarelli o cose varie, è reato penale, ma vi pare normale? Quanto costa un gratta e parcheggia e quanto è il danno rispetto al costo del processo?

Abolire i reati inutili.

Noi continuiamo a intasare le aule di giustizia con cazzate di questo genere, mi sono preso un sacco di “vaffa” dagli ambientalisti e dagli animalisti quando ho detto a Anno Zero che forse un governo che vuole introdurre la discrezionalità dell’azione penale perché sostiene che i magistrati non riescono a perseguire tutti i reati e quindi scelgono di volta in volta quali perseguire prima, non dovrebbe creare il reato penale di maltrattamenti sugli animali.
Gli ambientalisti e gli animalisti se la sono presa con me perché sembra che io sia un fautore dei maltrattamenti e delle sevizie sugli animali, figurarsi, Dio ce ne scampi, ho semplicemente detto che forse chi maltratta gli animali gli si potrebbe dare una bella multa tra capo e collo, una multa che gli fa paura, portargli via i soldi! Che è molto più deterrente che non un processo che per le pene che prevede cade sicuramente in prescrizione con il sistema fasullo che abbiamo.
Quindi oggi il reato penale di maltrattamenti agli animali ha l’unico scopo di intasare ulteriormente i tribunali, di non produrre nulla perché va in prescrizione e chi ha maltrattato gli animali se ne va a casa impunito, mentre invece se si desse una bella multa subito, appellabile una sola volta in via amministrativa, beh l'effetto deterrente è molto superiore, perché? Perché almeno ti portano via dei soldi, mentre il processo alla fine ha tritato un po’ d’acqua e basta, ha fatto girare un po’ di carte e basta e tu alla fine con la tua prescrizione sei bello e tranquillo! Ma lo sapete che ci sono processi per chi tiene in casa un pitone e magari un vicino di casa l’ha denunciato perché ha visto che una volta il pitone stava poco bene? Me lo ha raccontato un mio amico avvocato, fanno 3 gradi di giudizio per dichiarare poi la prescrizione!
Sono parecchi i reati che potrebbero essere puniti più efficacemente con sanzioni amministrative e invece questi hanno continuato a inventare reati che tanto si sa che non potranno mai essere perseguiti, pensate l’immigrazione clandestina, finché non è intervenuta l’Unione Europea era addirittura previsto il carcere, adesso sono previste le ammende all’immigrato clandestino le ammende? Ma se risulta nullatenente, ma quale ammenda pagherà mai? Noi facciamo il processo che si conclude con la condanna a un’ammenda, che questo non pagherà mai! Paghiamo noi quel processo che finisce nel nulla che nel frattempo è scomparso il clandestino, leggetevi questo bel libro di Paolo Bornia, Procuratore aggiunto a Torino, clandestinità e altri errori di destra e di sinistra, spiega in quali mani di pazzi siamo noi, quali mani di pazzi hanno gestito in questi anni la politica dell’immigrazione che è una cosa seria e che andrebbe affrontata da persone serie, Editori La Terza.
Facciamo i processi ai fantasmi, ai clandestini per poi dare la multa a uno che non c’è più, che non sappiamo più dov’è e che tanto anche se sapessimo chi è che dov’è non la pagherà mai perché risulta nulla tenente, facciamo le leggi così ma intanto i processi si fanno e anche per farli cadere in prescrizione si devono fare per reati totalmente inventati, che reato è l’immigrazione clandestina? Come può essere reato trasferirsi da un paese all’altro? Semmai è reato andare a rubare, ammazzare, violentare, truffare, ma non può essere reato entrare in un paese, abbiamo la libera circolazione delle merci, ci buttiamo via addirittura i soldi per il Tav, per farle circolare più rapidamente e mettiamo in galera quelli che circolano con i loro piedi, con le loro gambe? Ma diamo i numeri, ma che reato è? Abbandono di rifiuti per strada, reato penale, 40 mila fascicoli ha dovuto aprire la sola Procura d’Agrigento nei primi 3 mesi di quest’anno, per i 20 mila che sono arrivati dal nord – Africa, 40 mila fascicoli, pensate solo per aprirli quanto tempo ci vuole per una Procura di 8 sostituti e un Procuratore Capo, più tutti quelli della Provincia del territorio di Agrigento, perché devono fare due iscrizioni nel registro delle notizie di reato: una per immigrazione clandestina e l’altra per ingresso senza documenti, 40 mila! Questo bisognerebbe togliere, bisognerebbe togliere quelle norme che producono detenuti o producono sovraffollamento dei tribunali e magari prevedono il fermo, l’arresto in flagrante che poi dura quanto un giorno, due giorni? Credo il 60% dei detenuti, vado a memoria, non sono detenuti che stanno lì per qualche mese o per qualche anno, sono detenuti in turnover permanente perché? Perché arrivano oggi e vanno via domani, arrivano oggi e vanno via dopodomani, però sono tanti e quindi ogni giorno alzano il numero dei detenuti medi del giorno.
Che senso ha arrestato uno oggi e metterlo fuori domani? Che senso ha? Pensate la fatica che si fa a fermare uno e poi esce, allora o li tieni dentro se merita, oppure non li metti dentro, perché se lo metti fuori il giorno dopo non ha senso, abbiamo leggi fatte non per la sicurezza dei cittadini, ma per la rassicurazione dei cittadini, leggi fatte per dimostrare che lo Stato fa la faccia feroce, in realtà è uno spaventapasseri perché non fa più paura a nessuno quando uno conosce il meccanismo, fa statistica, abbiamo fatto 40 mila arresti, nessuno sa cosa è successo il giorno dopo di quei 40 mila arresti, politiche di rassicurazione, non di sicurezza, questo ci viene imbonito da 20 anni a questa parte e il risultato è questo, follie legislative, carceri strapiene e il crimine che dilaga perché? Perché la repressione penale ha lo stesso effetto deterrente dello spaventapasseri.
Dicevo quindi depenalizzare quello che si può depenalizzare, cambiare altre leggi che producono detenuti, oppure utilizzare strumenti che ci consentano di diminuire il numero di detenuti, alcune ci sono già e non vengono applicate, non mi riferisco alle solite pene alternative, perché noi già oggi abbiamo 30 mila persone che stanno fuori in affidamento al servizio sociale o ai domiciliari e è bene non aumentarle perché sappiamo che purtroppo sono ben poco sorvegliate, c’è un sacco di gente che delinque pur essendo agli arresti domiciliari o in affidamento al servizio sociale, quindi chi è in pena alternativa già c’è, non è il caso di aumentarle ulteriormente, secondo me. La legge Bossi – Fini sull’immigrazione produce dai 10 ai 13 mila nuovi detenuti all’anno, quasi 1/5 del totale bisognerebbe cambiarla laddove non funziona, per esempio invece di fermare il clandestino senza i documenti, dargli il foglio di via che di solito non serve perché con un foglio che ti dice “vai via” tu non vai via, ti devono invece caricare su un aereo, pagarti il viaggio di ritorno nel tuo paese se ti hanno identificato, quindi spendere dei soldi per fare una politica di espulsioni serie, non finta, oggi spediamo uno su 4 dei clandestini che andrebbero espulsi, quindi invece di arrestarli, intasare le carceri per 2 o 3 giorni per ciascuno degli arrestati e poi dargli il foglio di via che tanto non se ne vanno via, tanto vale fare una politica di rimpatri seria investendoci dei soldi, evitando di scaricare sulle carceri un problema che non è carcerario, che va risolto per via amministrativa.
Poi c’è un articolo della Bossi – Fini che andrebbe applicato, è quello che consente di perdonare al detenuto extracomunitari gli ultimi anni due anni di pena sostituendoli con l’espulsione, dato che abbiamo su 20 mila detenuti extracomunitari, 6 - 7 mila che hanno ancora due anni di pena da scontare, applichino la legge Bossi – Fini e glieli condonino in cambio dell’espulsione, così se ne vanno, invece restano in cella a aumentare il sovraffollamento, un po’ perché non ci sono i soldi per rimpatriarli, un po’ per non disturbare il grande business dei centri di raccolta, attenzione al grande business dei centri di raccolta.
Poi c’è la legge Ex Cirielli del 2005 che ha stabilito la regola americana della linea dura al terzo reato, l’ordine di esecuzione della condanna quando si ha accesso alle pene alternative, viene sospeso e uno può uscire in affidamento al servizio sociale o agli arresti domiciliari, cosa che invece non si può fare più, grazie alla Legge Ex Cirielli se uno ha già avuto altre due condanne, indipendentemente dai reati che ha commesso, per cui se uno ha fatto due stupri o due rapine a mano armata può avere la sospensione dell’arresto e restarsene libero sostanzialmente, se invece uno ha avuto 3 condanne perché ha rubato tre provoloni in 3 supermercati diversi, non importa il fatto che i 3 provoloni siano molto meno gravi dei due stupri o delle due rapine a mano armata, conta il fatto che ha avuto 3 condanne anche se sono per 3 provoloni o perché ha taroccato dei CD e il ha messi su una bancarella, reato punito fino a 5 anni di carcere, il taroccamento dei CD, deve finire obbligatoriamente in galera perché il terzo reato qualunque sia anche se è un’inezia, ti porta necessariamente in carcere anche per i due precedenti, mentre chi ne commette o viene condannato solo per 2 reati anche se gravissimi, ha buone probabilità di evitare l’arresto, una norma folle che non fa differenza tra delitti e delitti e non tiene in conto della pericolosità sociale, naturalmente di questo soggetto, così cosa si fa? Si tengono dentro dei poveracci sostanzialmente innocui, quelli del provolone e si lasciano fuori i grandi delinquenti, compresi i colletti bianchi naturalmente.

Bene, queste altre norme andrebbero abolite, perché? Perché producono più delinquenti a gratis, non c’è nessun bisogno di tenere dentro oltremodo chi ha rubato i 3 provoloni, mentre invece è bene che resti dentro e anche a lungo chi ha fatto magari i due stupri o le due rapine a mano armata, uscite dalla schizofrenia, guardare quali sono i rubinetti che fanno uscire troppi ordini di detenzione, ridurli al minimo senza intaccare la sicurezza dei cittadini, espellere quegli immigrati che devono essere espulsi anche alleggerendo le carceri, depenalizzare i reati inutili che possono essere puniti addirittura più efficacemente con ammende e sanzioni amministrative o interdittive, naturalmente per fare questo ci vorrebbe una classe politica intelligente, non molto, di media intelligenza, leggete le intercettazioni di Bisignani e dei Ministri che letteralmente gli si prostravano o gli si prostituivano ai piedi e vi rendete conto che noi siamo governati da gente che non solo è pericolosa, ma è anche stupida, mediocre, demenziale e quindi sovraffollamento carceri? Amnistia, sovraffollamento carceri? Indulto, proteste contro il Tav, giù botte, è un riflesso condizionato di persone che hanno mezzo neurone funzionante, che però si sta spegnendo, passate parola!

Ritorna la SUPERCAZZOLA di giornata:
"Di fronte agli spiacevolissimi avvenimenti di questa mattina esprimo molta amarezza ma sottolineo anche che nel movimento No Tav ci sono anche frange violente. Negarlo significa assolverli, dopodiché , riduzione dell'impatto sì, bloccare quei cantieri no. Nel confronto si poteva far meglio, bisogna far di più, ma non possiamo consentire l'idea che il processo venga bloccato da iniziative prese da una frangia limitata di persone". Bersani del Pdmenoelle

Fonte: BeppeGrillo.it

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By Admin (from 29/06/2011 @ 08:00:24, in ro - Stiinta si Societate, read 503 times)

 Fara defecte, nudul nu este arta”, spunea Pablo Picasso, pentru care senzualitatea avea un impact mai puternic daca femeia nu era o zeita, ci o simpla muritoare care nu-i reprosa nimic Creatorului. La randul sau, într-o recenta introducere la un studiu dedicat marilor maestri ai picturii universale, criticul de arta Ariano Cavalcano punea pe planul doi „nudul-fotografie al artistilor care numai prin culoare reuseau sa ne impresioneze”.

Specialistul italian refuza sa alature nudurile romanticilor din secolul XIX realizarilor impresionistior si post-impresionistilor, afirmand (cu destul de mare curaj) ca „odaliscele lui Ingres sunt mai putin atragatoare decat „Femei la baie” a lui Cézanne sau tahitiencele lui Gauguin”.

Din pacate, cei mai multi critici de arta specializati în arta nudului nu se mai intereseaza de expozitiile de fotografii de profil, ca si cum aceasta specie a artei a spus totul o data cu magistralul Man Ray. Expresia cea mai folosita pentru a discredita nudul fotografic este „erotism de debara”, careia i se alatura sintagme peiorative precum „senzualitate la pachet” si „Afrodite transformate în functionare de studio”... Nimic mai trist în acest peisaj care ar trebui sa clocoteasca de idei. Totul se petrece ca si cum gusturile marelui public au decazut aproape complet, sublimul s-a metamorfozat în banalitate si femeia trebuie sa ne încante oricum, pentru simplul motiv ca este femeie.

Din fericire, exista o „mana” de artisti care se straduiesc sa gaseasca „altceva”. Printre acestia se afla si Jonathan Duriff, scotianul pentru care „locatia” este astazi principalul element de competitivitate. Pentru elvetianul Alfred Many, atitudinea extrema a femeii conteaza cel mai mult: furie, deznadejde în pragul sinuciderii, bucurie excerbata, panica netrucata etc. sunt ipostazele care completeaza un trup aproape perfect.

Mai delicat si mai aproape de sufletul modelelor sale, Mauro Claro spune ca „mainile femeii trebuie sa vorbeasca cu privitorul” si ca „limbajul bratelor si picioarelor” trebuie sa se completeze pentru a face credibila placerea”. Multi alti creatori, maestri fotografi care au dat interviuri suculente pentru reviste de profil, spun ca „privirea femeii vorbeste în numele sexului” si ca „sanii ar trebui doar partial vizualizati, pentru ca maternitatea se exprima prin pozitia sodurilor”.

Alex Kotrezze si Leonard Ducham sunt printre cei care fac deosebirea dintre o aparitie senzuala pe o coperta si „un studiu interior al goliciunii pure”. Pentru decaderea nudului artistic, ei dau vina pe „barbaria” revistelor ieftine, care influenteaza gustul marelui public si-l deturneaza de la adevarata arta, adica de la „a descoperi nedescoperitul”. Cu alte cuvinte, ce mai poate aduce nou un nud de femeie? Daca nu este îmbibat cu trivialitate, uneori cu o grosolanie calitefala, atunci nu mai produce vibratii, nu mai trezeste interes...

Si totusi, mai exista „insomnii de argint”. Pentru Marco Dell Vecchio, „doar femeia trezita din vis mai poate fi credibila atunci cand pozeaza dezgolita”. Argintul este atat stratul fotografic ce-o imortalizeaza, cat si norul de incertitudine care se formeaza atunci cand întunericul noptii se îmbina cu lumina din privirile Afroditei. Ramasa treaza pana în zori, femeia retraieste visul si refuza realitatea pe care o sfideaza cu goliciunea trupului ei doldora de ispite.

Autor: PAUL IOAN - magazin.ro

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VIDEO - RT talks to financial journalist Demetri Kofinas from Athens. Uploaded by RussiaToday on Jun 28, 2011 - Athens police worse than anything we've seen before...

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Trei clase de antibiotice evaluate drept "deosebit de importante în medicina umanã" de cãtre Organizatia Mondialã a Sãnãtãtii /OMS/ - cefalosporinele, fluouroquinolonele si macrolidele - au crescut ca utilizare de pânã la opt ori în populatia de animale, în ultimul deceniu. În aceeasi perioadã, numãrul de animale a scãzut, cu 27% la porcine, 10% la bovine si 11% la pãsãri.

Expertii spun cã agricultura intensivã, în care mii de animale sunt crescute în conditii de aglomerare, generate de presiunea preturilor impuse de marile lanturi de supermarketuri, face ca infectiile sã se rãspândeascã mai rapid iar nevoia de antibiotice sã fie mai mare. Utilizarea pe scarã largã a antibioticelor în fermele de animale este recunoscutã drept favorizând major dezvoltarea de bacterii rezistente la ele. Luna trecutã, oamenii de stiintã britanici au identificat un nou tip de stafilococ auriu rezistent la meticilinã /MRSA/ în lapte - pentru prima datã când un organism rezistent a fost gãsit la animale de fermã în Marea Britanie. Desi acest organism poate fi distrus prin pasteurizare, existã temeri cã s-ar putea rãspândi de la bovine la om.

Gene rezistente pentru forme toxice de E.coli pot sãri de la animal la tulpini umane. Focarul unei virulente tulpini a E.coli rezistente la antibiotice, în Germania, luna trecutã, care a provocat moartea a 39 de persoane si spitalizarea a peste 3.300, a fost pus pe seama excesului de antibiotice în fermele de animale.

Aceastã evolutie subliniazã amenintarea globalã a rãspândirii unor organisme netratabile. Se estimeazã cã aproximativ 25.000 de persoane mor în fiecare an în Uniunea Europeanã din cauza unor infectii bacteriene rezistente la antibiotice, potrivit OMS.

''Health Protection Agency'' /HPA/ din Marea Britanie publicã vineri cele mai recente cifre care aratã o crestere accentuatã a bacteriilor rezistente la carbapeneme, un nou tip de antibiotic puternic, despre care se spune cã este o "preocupare globalã de sãnãtate publicã". Primele organisme rezistente au fost identificate în 2003 si pânã în 2007au existat mai putin de cinci cazuri pe an. În 2011, 657 de cazuri au fost identificate pânã în mai, de douã ori mai mult decât totalul pentru 2010. La unii pacienti au provocat o septicemie fatalã.

HPA, Agentia Europeanã pentru Medicamente /EMA/ si oameni de stiintã independenti au avertizat cu privire la legãtura dintre utilizarea cefalasporinelor moderne si incidenta MRSA. Utilizarea medicamentelor a fost legatã si de aparitia la animalele de fermã a unor organisme rezistente, printre care E.coli si salmonella. Mark Holmes, lector în domeniul medicinii veterinare la Universitatea din Cambridge, care a condus cercetarea privind noul tip de MRSA, a declarat: "Cefalosporinele sunt unele dintre cele mai eficiente si mai moderne antibiotice, masiv utilizate în fermele de animale. Poate cã ar trebui sã revenim doar la utilizarea lor la om''.

Norvegia, Danemarca si Suedia practicã controale stricte cu privire la utilizarea antibioticelor în fermele de animale, necesitând un diagnostic specific ce trebuie efectuat prin teste de laborator pentru a arãta care antibiotic este necesar. Dar în Marea Britanie, astfel de medicamente sunt folosite în mod obisnuit la vaci pentru a preveni mastita, o infectie a ugerului, care apare mult mai frecvent la animalele intens mulse.

"Suntem singura tarã din UE care permite companiilor farmaceutice sã comercializeze direct antibiotice cãtre fermieri. Cred cã este nerezonabil ca autoritãtile sã se astepte ca oamenii sã-si restrictioneze utilizarea", a afirmat Holmes. "Existã 18.000 de producãtorii de lactate si multi de abia îsi câstigã existenta, astfel cã a arãta spre ei si a spune opriti utilizarea antibioticelor este ridicol. Autoritãtile ar trebui sa fie mai pregãtite sã intervinã, trebuie sã se gândeascã bine la cum putem proteja împotriva generãrii de tulpini rezistente la antibiotice", a precizat el.

''Soil Association'' a cerut sã se punã capãt utilizãrii de rutinã a antibioticelor în fermele producãtoare de lactate si introducerea unor teste complete pentru MRSA la animalele de fermã, lucrãtorii agricoli, lapte si carne.

Richard Young, consilier de politicã pentru asociatie, a declarat cã utilizarea tot mai mare a antibioticelor a fost determinatã de cerintele nefiresti ale agriculturii intensive. "Problema de bazã este cã supermarketurile vãd animalele drept niste rotite într-un proces industrial major. Marjele de profit sunt incredibil de strânse. Cele mai multe dintre aceste probleme pot fi evitate având sisteme mai putin intensive, astfel încât animalele sã fie sãnãtoase în mod natural", a afirmat el.

Oamenii de stiintã au avertizat cu privire la rezistenta la antibiotice timp de decenii, dar problema a devenit acutã în contextul în care livrarea de noi medicamente s-a redus substantial. Cu prilejul unui briefing al OMS de luna trecutã, s-a avertizat cã folosirea nesãbuitã de antibiotice ar putea întoarce lumea la era pre-antibioticelor, când infectiile nu rãspundeau la tratament.

Un proiect de lege a fost introdus joi în Senatul SUA pentru a încuraja dezvoltarea de noi antibiotice pentru combaterea infectiilor rezistente la medicamente.

Sursa: medipedia.ro - AGERPRES - Autor: Adriana Doicaru

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La delibera AGCOM sul diritto d'autore è al giro di boa: la battaglia sembra persa per gli attivi dei diritti digitali. Venerdì le parti si sono incontrate ma non sono giunte ad alcun compromesso. O meglio, secondo Luca Nicotra di Agorà Digitale il Garante avrebbe fretta di chiudere la partita per questioni prettamente politiche e di lobbying.

Com'è risaputo entro il 6 luglio il Garante delle Comunicazioni approverà la tanto contestata delibera sul diritto d'autore. Una sorta di regolamento che consentirà la cancellazione e l'inibizione di siti Internet (amatoriali e commerciali, compresi blog) sospettati di violare il diritto d’autore mediante il blocco dell'indirizzo IP o del Domain Name Systems.

Presidente AGCOM Calabrò

I difetti di questa iniziativa, rilevati per lo più dagli esperti giuristi del Web, sono molti. Il primo è che l'AGCOM diventa di fatto una sorta di poliziotto: interviene se le richieste di rimozione di un titolare di copyright non vengono esaudite (dal sito) entro 48 ore. Ecco quindi scattare "una breve verifica in contraddittorio con le parti da concludere entro cinque giorni". In caso di esito negativo l'AGCOM dispone la rimozione e per i siti stranieri volendo anche "l’inibizione del nome del sito web […] ovvero dell’indirizzo Ip, analogamente a quanto già avviene per i casi di offerta, attraverso la rete telematica, di giochi, lotterie, scommesse o concorsi in assenza di autorizzazione, o ancora per i casi di pedopornografia".

"Saremo l'esperimento più avanzato di censura del nuovo millennio. È questo il baratro in cui stanno lanciando il sistema dell'informazione italiana", ha tuonato Nicotra. 

"Calabrò non si era preparato un discorso o una parte da recitare. Non ha provato a contrapporre argomentazioni alle nostre, che ignari, siamo subito partiti, ordinati come scolaretti, a spiegare pacatamente le nostre posizioni e le nostre critiche", ha raccontato Nicotra dell'incontro con il presidente AGCOM.

"Calabrò ha deciso di mettere in scena il potere che non deve giustificarsi, che può dire beffardamente, quasi ingenuamente Speriamo di no mentre gli spieghiamo l'inferno di decine di migliaia di richieste di rimozione di contenuti da cui saranno sommersi. Sarà il far west, con un approssimazione totale nella decisione di rimuovere o chiudere siti web, e decine, centinaia forse migliaia di contenuti innocenti e abusi del sistema. È questa l'ovvio risultato della censura. È questo il motivo per cui non è mai accettabile in democrazia".

Spaghetti Western, manca solo Sergio Leone

"Chissà com'eravamo buffi agli occhi di Calabrò quando gli abbiamo chiesto conto del fatto che senza preavviso aveva rimosso Nicola D'Angelo, l'unico commissario che aveva promesso una lotta fino all'ultimo per evitare un sistema di censura così pervasivo. Eravamo buffi e gli abbiamo ispirato una sorta di barzelletta: Mi avevano informato - ci ha detto sorridendo - che D'Angelo voleva dimettersi. E allora l'ho dimesso io, il giorno prima. Cosa potevamo rispondere noi di fronte a questo?", continua Nicotra facendo riferimento al licenziamento di Nicola D'Angelo.

"L'Italia sarà un esperimento, noi saremo un esperimento. Possiamo fermarci? ha chiuso Calabrò, e senza motivazione, e anzi contraddicendo quanto aveva appena detto circa la complessità della materia si è risposto No, dobbiamo chiudere subito, dobbiamo chiudere entro l'estate".

Insomma, il dibattito è stato ridotto ai minimi termini e secondo Nicotra la questione è semplice. "Si teme che presto l'aria politica fuori e dentro Agcom non sarà così favorevole. Forse non ci sarà la stessa protezione dei grandi soggetti dominanti il mercato dei media e non sarà così facile spianare la strada ai progetti di conquista che il sistema mainstream ha sull'informazione online. E allora bisogna fare in fretta, raccogliere tutto il possibile in tempi brevi", sottolinea l'esperto.

"E allora che importa se ci avevano assicurato che ci sarebbe stato un nuovo incontro con tutti i soggetti interessati per discutere i risultati della consultazione pubblica? Che importa se ci avevano rassicurato che il regolamento, nella sua forma definitiva sarebbe anch'esso entrato nuovamente in consultazione permettendo un ampio dibattito? Che importa mentire e mentire pubblicamente? Che importa? Hanno tagliato tutto perché hanno una fretta terribile. Se mamma televisione impone che il Web italiano debba essere forgiato in questo modo, Agcom e Calabrò obbediscono".

Pare che un funzionario AGCOM abbia sussurrato a Nicotra e il resto del gruppo del "Libro bianco su diritti d'autore e diritti fondamentali nella rete Internet" un ultimo messaggio da lasciare ai posteri.

"Ma è possibile che qui sotto vengano a protestare per ogni stronzata e ora, che stanno per portare una censura infernale in Italia non c'è un cane che venga a dire qualcosa?".

Fonte: tomshw.it

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Che fare con gli ultimi esemplari di un virus letale che solo nello scorso secolo ha causato la morte di oltre 400 milioni di persone? Distruggerli definitivamente o conservarli perchè "non si sa mai"? La risposta a questa domanda è meno ovvia di quanto a prima vista potrebbe apparire e da oltre 15 anni sta tenendo impegnati gli esperti dell’ Organizzazione Mondiale della Sanità.

Vaiolo

Provette letali

Il protagonista di questa storia è il vaiolo, o meglio le ultime provette contenenti il virus che al momento sono conservate, e ben protette, nelle stanze blindate del Centers for Disease Control and Prevention di Atlanta e in un centro sanitario della Siberia.

Completamente debellato alla fine degli anni ‘70 grazie a una capillare campagna di vaccinazione di massa durata un decennio, il vaiolo è stato ufficialmente dichiarato sconfitto dall’OMS nell’inverno del 1979. Da allora le autorità dei paesi in via di sviluppo, in assoluto i più colpiti da questo devastante flagello, premono perchè anche gli ultimi campioni conservati nei laboratori vengano eliminati. Il loro timore è quello di una fuga del virus che potrebbe sfociare in nuove pericolose epidemie.
E in effetti le autorità sanitarie internazionali avevano deciso di procedere con la soppressione del virus già nel 1996. La "condanna" fu sospesa all’ultimo momento su richiesta di molti paesi, Russia e USA in testa, che sostenevano l'opportunità di conservare alcuni esemplari del virus per studiare nuovi vaccini e nuove cure, utili in caso di improvvise recrudescenze della malattia.

All’OMS l’ardua sentenza

L'unica altra malattia ad essere stata ufficialmente debellata dal pianeta è la peste bovina, una specie di morbillo altamente contagioso che colpisce e stermina i ruminanti.
La decisione ufficiale sulla sorte dei campioni di vaiolo è attesa per il prossimo mese di maggio: Russia e Stati Uniti sembrano in realtà propensi a conservare i campioni del virus, ritenendoli indispensabili per la ricerca e per produrre antidoti e medicinali in caso di scellerati attacchi con armi biologiche base di vaiolo.

Vaccinati è meglio

Lo scorso agosto un team di ricercatori dell’ UCLA ha presentato alla comunità scientifica internazionale gli inquietanti risulatati di uno studio secondo il quale la fine delle vaccinazioni antivaiolose nei paesi africani, ha coinciso con un esponenziale aumento di casi vaiolo delle scimmie, una malattia esotica provocata da un virus del genere Orthopoxvirus, simile al Variola (il virus del vaiolo) e al Vaccinia (il virus utilizzato nel vaccino del vaiolo).
Questa malattia causa gravi eruzioni cutanee, febbre, dolori di testa e, nei casi più gravi, cecità e morte. Al momento non è curabile: a dispetto del nome, si contrae dalle principamente dai roditori e chi ne è colpito può solo sperare di sopravvivere. La più grave epidemia recente si è registrata in Congo nel 1997.

Fonte: Focus.it

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To diversify the applications of superconductors that currently operate at chilly temperatures below 135 kelvin (K), scientists are searching for new classes of superconducting materials that will show this property at warmer temperatures. Now, a research team in Japan has synthesized a promising new class of superconductors1, made of Hg0.44ReO3, where an unusual motion of the mercury (Hg) atoms enhances superconducting properties at temperatures up to 7.7 K.

Mercury rising

The crystal structure of HgxReO3. The mercury (Hg) atoms are shown in blue, oxygen (O) in red and rhenium (Re) in brown. Credit: 2011 The American Physical Society

The Dutch physicist Heike Kamerlingh Onnes discovered superconductivity one hundred years ago, when he noticed that the electrical resistance of mercury dropped to zero suddenly at 4.2 K. Superconducting materials are now used routinely in magnetic resonance imaging scanners.

In classical superconductors such as mercury, superconductivity arises through the combined vibrations of the atoms in the crystal. This makes the crystal structure a key factor for the superconducting properties of a material. In the case of HgxReO3, the atomic structure consists of rhenium (Re) and oxygen (O) building blocks. In the empty spaces between them, the mercury atoms arrange in chains (Fig. 1). However, some of the available places along these chains lack mercury atoms, and the team’s work suggests that this leads to an arrangement of paired mercury atoms.

"These pairs move within the channel in an oscillatory motion known as rattling", explains team-member Ayako Yamamoto from the RIKEN Advanced Science Institute in Wako. The rattling vibrations provide a strong feedback for the electrons, and therefore reinforce superconductivity in the material. In comparison to a similar structure lacking mercury pairs, the superconducting temperature of Hg0.44ReO3 at 7.7 K is almost twice as high. "Despite remaining below the present record of 135 K for a superconductor, there is potential for improving operation temperatures", says Yamamoto. “The application of pressure increases the superconducting temperature to 11.1 K, and this could mean that for the right crystal structure further enhancement is possible.”

Yamamoto and her colleagues are now working to optimize the crystal structure further—for example, by replacing rhenium with other elements. A better understanding of the influence of the mercury atoms’ rattling motion may also provide better insight into the mechanism of superconductivity in such structures. “Mercury seems to be a magic element in superconductivity, not only for its role in Kamerlingh Onnes’ discovery, but also for the fact that mercury is part of the material with the highest known superconducting temperature, HgBa2Ca2Cu3Ox,” Yamamoto explains. "Once more, mercury is playing a key role for new superconductors," she says.

Source: PhysOrg

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 Vechii romani o apreciau in mod deosebit, atat pentru gustul aparte ori pentru calitatile nutritive, cat si pentru remarcabilele sale efecte terapeutice. Mai tarziu, in Evul Mediu, pornindu-se si de la forma miezului, asemanatoare creierului uman, a dobandit o noua reputatie, in tratarea bolilor mintale. Astazi, miezului de nuca i s-au descoperit noi virtuti (de fapt, folosite odinioara, insa pe baza unor cunostinte dobandite empiric), astfel ca specialistii in nutritie recomanda consumul zilnic de nuci, circa 3-5 bucati. Sa vedem si argumentele lor!

Sanatatea cardio-vasculara si masa corporala

Despre compozitia miezului de nuca, va oferim detalii in caseta alaturata acestui articol („Uleiul de nuca...!), insa amintim aici faptul ca este fructul cel mai bogat in cupru si in zinc, in plus continand potasiu, magneziu, fosfor, sulf, fier, calciu, vitaminele A, B, C, P. Principalele proprietati: foarte nutritiv, laxativ si antidiuretic, vermifug, drenor cutanat si limfatic, antisifilitic. In consecinta, e recomandat cu precadere in diabet, tuberculoza, diaree, paraziti intestinali, litiaza renala, dermatoze, sifilis, scrofuloza, metrita, enurezis. Recent, studiile epidemiologice au aratat ca riscul bolilor coronariene poate fi redus la jumatate, daca se consuma 4-5 portii de nuci pe saptamana (o portie inseamna 5-10 nuci).

Efectul ii este atribuit bogatiei in acizi grasi omega 3, a acestui fruct, ca si in alti compusi activi cu actiuni pozitive asupra sanatatii cardio-vasculare. Cat despre o mai veche prejudecata, ca un consum constant de nuci ar duce la ingrasare, aceasta nu are nici un fel de temei. E adevarat, miezul de nuca are in compozitie aproape 70% de diferite grasimi, dar la o alimentatie normala, a manca 18-56 g pe zi nu inseamna a lua in greutate. Cercetarile in acest sens atesta ca adaugarea a 5-8 nuci la alimentatia cotidiana inseamna 285-400 calorii, care nu influenteaza masa corporala.

Recordmenul antioxidantilor

Nuca se situeaza in fruntea listei vegetalelor bogate in antioxidanti. Membrana fragila care inveleste miezul propriu-zis (intocmai cum meningele protejeaza creierul) contine numerosi compusi fenoli capabili sa inhibe oxidarea colesterolului LDL (cel asociat cu proteine, la o densitate scazuta). Un asemenea compus este si anticancerigen, absorbtia sa variind de la un individ la altul, in functie de flora bacteriana intestinala. Nucile constituie si o importanta sursa de vitamina E, un antioxidant care protejeaza grasimile impotriva oxidarii si contribuie la incetinirea imbatranirii celulelor.

Alfo-tecoferolul este forma cea mai activa a acestei vitamine, dar in nuci predomina gamma-tocoferolul (155 mg la 100 g), care se pare ca ar avea o capacitate antioxidanta mai ridicata. Totusi, consumatorii trebuie sa stie ca nivelul vitaminei E scade cu 30% dupa trei luni de pastrare a miezului de nuca. Pe de alta parte, se stie ca elasticitatea arterelor joaca un rol foarte important in prevenirea maladiilor cardio-vasculare, vasele capabile sa se dilate fiind o asigurare anti-infarct. Potrivit unui studiu recent, persoanele cu colesterolul marit, care consuma zilnic 8-13 nuci, beneficiaza de scaderea acestuia, capacitatea vasodilatatoare crescand totodata cu 64%, in raport cu un regim mediteranean fara nuci. De asemenea, acestea imbunatatesc circulatia sangelui, datorita continutului in gamma-tocoferol si omega 3.

Recomandari pentru consum

Miezul de nuca, in mod special, dar si strugurii sau mai multe legume, ca rosiile, contin melatonina – un hormon secretat in corpul uman de glanda pineala si care regleaza ritmurile cronobiologice, in acelasi timp fiind si un redutabil antioxidant. Pentru a beneficia de calitatile acestui fruct, orice persoana - bolnava sau nu – poate folosi atat miezul ca atare, cat si uleiul, consumat odinioara in cantitati importante in satele romanesti, unde existau prese speciale pentru obtinerea sa. Cateva recomandari va prezentam in continuare. In alimentatia curenta, cantitatea de ulei optima ar fi de 20-40 ml.

Se poate mari insa la 50-60 ml, in caz de tenie, uleiul fiind pus intr-o salata de cartofi ce va fi mancata seara, timp de trei zile. Enurezisul este combatut in urma consumului, in fiecare seara, a cate unei felii de paine prajita si imbibata apoi cu ulei de nuca (o lingurita), timp de 15 zile. In litiaza renala, tratamentul cuprinde un amestec impreuna cu ulei de migdale dulci si infuzie de paie de ovaz. O bautura energizanta si foarte sanatoasa se prepara intr-un pahar cu suc de fructe (natural 100%!), caruia i se adauga o mana de miez de nuca maruntit sau tocat si o lingurita cu miere. Mai adaugam informatia ca uleiul de nuca devanseaza considerabil, in ce priveste efectul asupra sanatatii noastre, uleiul de soia, de floarea-soarelui si de porumb.

Uleiul de nuca – un plus de echilibru

Nutritionistii sustin ca uleiul de nuca este mai echilibrat decat cel de masline, caracteristica transmisa si organismului persoanelor care il consuma. Iata si cateva repere in acest sens (valorile exprimate se refera la 10 g de ulei)

- Energie (kcal): 88,4 ulei de nuca (N) – 88,4 ulei de masline (M)
- Vitamina K (mg): 1,5 (N) – 4,9 (M)
- Vitamina E (mg): 0,04 (N) – 1,435 (M)
- Fier (mg): 0 (N) – 0,066 (M)
- Acizi grasi saturati totali (g): 0,91 (N) – 1,3454 (M)
- Acid palmitic (g): 0,7 (N) – 1,093 (M)
- Acid stearic (g): 0,2 (N) – 0,1981 (M)
- Acizi grasi mono-nesaturati totali (g): 2,28 (N) – 7,3091 (M)
- Acid palmitoleic (g): 0,01 (N) – 0,1158 (M)
- Acid oleic (g): 2,22 (N) – 7,2294 (M)
- Acid erucastic (g): 0,04 (N) – 0,0313 (M)
- Acizi grasi polinesaturati totali (g): 6,33 (N) – 1,0003 (M)
- Acid linoleic (omega 6) (g): 5,29 (N) – 0,921 (M)
- Acid alfa-linolenic (omega 3) (g): 1,04 (N) – 0,0493 (M)
- Acizi grasi trans (g): 0 (N) – 0,0048 (M)

Autor: ADRIAN-NICOLAE POPESCU - Revista Magazin

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