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 Trilingual World Observatory: italiano, english, românã. GLOBAL NEWS & more... di Redazione
   
 
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 

Dunque commette il reato di stampa clandestina chiunque abbia un diario in Internet e non lo registra come testata giornalistica presso il tribunale competente, come prevede la legge sulla stampa n° 47 del 1948.

La vicenda è paradossale e accade  in Italia. Lo storico e giornalista siciliano Carlo Ruta aveva un blog: si chiamava Accadeinsicilia e si occupava del delicato tema della corruzione politica e mafiosa. In seguito a una denuncia del procuratore della Repubblica di Ragusa, Agostino Fera, quel blog è stato sequestrato e chiuso nel 2004 e Ruta ha subito una condanna in primo grado nel 2008. Ora la Corte di Appello di Catania, nel 2011, ritiene che quel blog andava considerato come un giornale qualsiasi – ad esempio La Repubblica, Il Corriere della Sera o Il Giornale – è dunque doveva essere registrato presso il “registro della stampa” indicando il nome del direttore responsabile e l’editore. La notizia farà discutere a lungo la blogosfera italiana: cosa succederà ora?

Massimo Mantellini se la prende con Giuseppe Giulietti e Vannino Chiti per aver presentato in Parlamento la Legge 62 sull’editoria, che è stata poi approvata, con la quale si definisce la natura di prodotto editoriale nell’epoca di Internet. Ma il vero problema, a mio avviso, è la completa o scarsa conoscenza di cosa sia la Rete da parte di grandi pezzi dello Stato, incluso la magistratura. Migliaia di burocrati gestiscono quintali di carta e non sanno quasi nulla di cosa accade in Internet e nei social network. Questa sentenza, quindi, è un regalo alla politica cialtrona che tenterà ora di far chiudere i blog scomodi. Proveranno a imbavagliarci.

In Italia ci sono oltre 50 mila blog. Soltanto BlogBabel ne monitorizza 31 mila. Nel mondo esistono almeno 30 milioni di blog e forse sono anche di più. I blog nascono come diari liberi on line, può aprirne uno chiunque. Una casalinga. Uno studente. Un  professore universitario. Un operaio. Un filosofo. Chiunque. Ma adesso in Italia non è più possibile e possiamo dire che inizia il Medioevo Digitale. Nel mondo arabo i blog e i social network hanno acceso il vento della democrazia, il presidente americano Barack Obama plaude il valore di Internet e la libertà d’informazione, Wikileaks apre gli archivi segreti delle diplomazie, e noi, in Italia, in un polveroso palazzo di giustizia, celebriamo la morte dei blog.

Ma la vogliamo fare una rivoluzione? Vogliamo scendere in piazza come gli Indignados spagnoli e inventarci qualcosa che faccia notizia in tutto il mondo? Vogliamo innalzare una grande scritta davanti alla Corte Costituzionale con lo slogan “Io bloggo libero, non sono clandestino!”. Eggià: perché gli avvocati di Ruta faranno appello in Cassazione e a quei giudici bisognerà far sapere che in Italia ci sono 50 mila persone libere che hanno un blog e confidano nell’articolo 21 della Costituzione, che permette la libertà di espressione con qualunque mezzo.

Che ne dite? Ci proviamo?

Fonte: ilfattoquotidiano.it; Autore: Enzo Di Frenna.

Come nasce il movimento degli indignati? Quanto sta accadendo in Spagna tocca uno dei nodi della nostra societa': chi decide in una democrazia. I giovani scesi nelle piazze spagnole chiedono che a comandare non sia la finanza. Domandano pure la fine della corruzione. Sono temi attuali in tutta Europa. Le grandi banche hanno fatto in questi anni tutto quello che hanno voluto, i loro amministratori hanno ricevuto bonus stratosferici ma ora a pagare il prezzo della crisi sono soprattutto i giovani. Puo' essere considerato etico o corretto tutto questo?

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Una scheda com­pleta sui quat­tro que­siti re­fe­ren­dari del 12 e 13 Giu­gno 2011, che ri­guar­dano: il le­git­timo im­pe­di­mento, la pri­va­tiz­za­zione di fatto dell’acqua pre­vi­sto dal de­creto “Ron­chi” (due que­siti) e il ri­torno all’energia nucleare.

COSA SONO I REFERENDUM

Il re­fe­ren­dum è uno stru­mento di eser­ci­zio della so­vra­nità po­po­lare, san­cita all’articolo 1 della Co­sti­tu­zione della Re­pub­blica Ita­liana, e l’esito re­fe­ren­da­rio è una fonte del di­ritto pri­ma­ria che vin­cola i le­gi­sla­tori al ri­spetto della vo­lontà del po­polo. Sono quat­tro le ti­po­lo­gie di re­fe­ren­dum con­tem­plate dalla Co­sti­tu­zione italiana:

  • il re­fe­ren­dum abro­ga­tivo di leggi e atti aventi forza di legge,
  • quello sulle leggi co­sti­tu­zio­nali e di re­vi­sione costituzionale,
  • quello ri­guar­dante la fu­sione di re­gioni esi­stenti o la crea­zione di nuove regioni,
  • quello ri­guar­dante il pas­sag­gio da una Re­gione ad un’altra di Pro­vince o Comuni.

Il re­fe­ren­dum abro­ga­tivo di leggi e atti aventi forza di legge (ar­ti­colo 75) si uti­lizza come so­lu­zione per abo­lire una legge già esi­stente o parte di questa.

DE­SCRI­ZIONE BREVE DEI RE­FE­REN­DUM DEL 12 E 13 GIU­GNO 2011

  • Il 12 e 13 giu­gno 2011 i cit­ta­dini ita­liani sono chia­mati ad espri­mere il pro­prio voto su 4 que­siti referendari.
  • L’elettore, per vo­tare, deve esi­bire al pre­si­dente del seg­gio la tes­sera elet­to­rale ed un do­cu­mento di riconoscimento.
  • L’elettore ri­ceve da un com­po­nente del seg­gio 4 schede di di­verso colore:
  • Il voto “SI”, trac­ciato sulla scheda, in­dica la vo­lontà di abro­gare la nor­ma­tiva ri­chia­mata dal que­sito referendario.
  • Il voto “NO”, trac­ciato sulla scheda, in­dica la vo­lontà di man­te­nere la vi­gente nor­ma­tiva ri­chia­mata dal que­sito referendario.

 Imagine: JULIEN BEHAL/CHERNOBYL'S CHILDREN PROJECT

QUANDO SI VOTA

Le ope­ra­zioni di voto si svolgono:

Do­me­nica 12 giu­gno 2011, dalle 8:00 alle 22:00

e

Lu­nedì 13 giu­gno 2011, dalle 7:00 alle 15:00.

Se­condo legge po­te­vano es­sere svolti tra il 15 aprile e il 15 giu­gno, ma i re­fe­ren­dum abro­ga­tivi sono stati in­fine fis­sati per il 12 e 13 giu­gno, quindi senza unire il voto con le ele­zioni am­mi­ni­stra­tive del 15–16 maggio.

Tale scelta è stata cri­ti­cata quale enorme spreco di de­naro pub­blico e come ten­ta­tivo di non far rag­giun­gere il quo­rum ai re­fe­ren­dum. Un ten­ta­tivo di boi­cot­tag­gio. In­fatti se non an­dranno a vo­tare il 50% + 1 de­gli aventi di­ritto i re­fe­ren­dum non sa­ranno validi.

referendumIl Mi­ni­stro de­gli In­terni Ro­berto Ma­roni (della Lega di “Roma la­drona”) ha scelto per la di­vi­sione delle due con­sul­ta­zioni. Di fatto que­sta de­ci­sione co­sterà alle casse dello stato, come evi­den­ziano al­cune stime ri­por­tate dalla stampa, uno spreco di 400 mi­lioni di euro in più ri­spetto ad un ipo­te­tico ac­cor­pa­mento delle ele­zioni am­mi­ni­stra­tive col referendum.

 DOVE SI VOTA

Gli elet­tori de­vono vo­tare nel pro­prio Co­mune di re­si­denza, nella se­zione elet­to­rale in­di­cata sulla prima fac­ciata della tes­sera elettorale.

 RE­FE­REN­DUM, IN CAMPO LA SO­CIETÀ CI­VILE: QUAT­TRO SÌ PER CAM­BIARE L’ITALIA

È im­por­tante – il 12–13 giu­gno – rag­giun­gere il quo­rum di 25 mi­lioni di vo­tanti ai Re­fe­ren­dum e sce­gliere il SI a tutti i que­siti. È un voto che può porre al­cuni li­miti a un mo­dello di svi­luppo in­so­ste­ni­bile, che ignora i co­sti am­bien­tali, so­ciali e i beni co­muni, e a un po­tere po­li­tico che cal­pe­sta giu­sti­zia e democrazia.

Un suc­cesso dei SI al Re­fe­ren­dum co­strin­ge­rebbe la po­li­tica – sia del go­verno che dell’opposizione – a fare i conti con la vo­lontà dei cit­ta­dini. L’impegno delle mo­bi­li­ta­zioni so­ciali non si li­mi­te­rebbe a ma­ni­fe­sta­zioni fi­nora ina­scol­tate, ma can­cel­le­rebbe al­cune delle peg­giori leggi in­tro­dotte dal governo.

[Leggi an­che: la lettera-appello di Adriano Ce­len­tano con­tro il nu­cleare, con­tro la priva­tizzazione dell’acqua, con­tro il le­git­timo im­pe­di­mento.]

QUE­SITO N. 1 – RE­FE­REN­DUM AC­QUA PUB­BLICA – ABRO­GA­ZIONE AF­FI­DA­MENTO SER­VI­ZIO AD OPE­RA­TORI PRIVATI

Re­fe­ren­dum po­po­lare n. 1 – SCHEDA DI COLORE ROSSO
“Vo­lete voi che sia abro­gato l’art. 23 bis (Ser­vizi pub­blici lo­cali di ri­le­vanza eco­no­mica) del de­creto legge 25 giu­gno 2008 n.112 “Di­spo­si­zioni ur­genti per lo svi­luppo eco­no­mico, la sem­pli­fi­ca­zione, la com­pe­ti­ti­vità, la sta­bi­liz­za­zione della fi­nanza pub­blica e la pe­re­qua­zione tri­bu­ta­ria” con­ver­tito, con mo­di­fi­ca­zioni, in legge 6 ago­sto 2008, n.133, come mo­di­fi­cato dall’art.30, comma 26 della legge 23 lu­glio 2009, n.99 re­cante “Di­spo­si­zioni per lo svi­luppo e l’internazionalizzazione delle im­prese, non­ché in ma­te­ria di ener­gia” e dall’art.15 del de­creto legge 25 set­tem­bre 2009, n.135, re­cante “Di­spo­si­zioni ur­genti per l’attuazione di ob­bli­ghi co­mu­ni­tari e per l’esecuzione di sen­tenze della corte di giu­sti­zia della Co­mu­nità eu­ro­pea” con­ver­tito, con mo­di­fi­ca­zioni, in legge 20 no­vem­bre 2009, n.166, nel te­sto ri­sul­tante a se­guito della sen­tenza n.325 del 2010 della Corte costituzionale?”.

Nota: Il primo que­sito sulla pri­va­tiz­za­zione dell’ac­qua pub­blica ri­guarda le mo­da­lità di af­fi­da­mento e ge­stione dei ser­vizi pub­blici lo­cali di ri­le­vanza economica.

Si deve vo­tare SÌ se si è con­tro la pri­va­tiz­za­zione dell’acqua e con­tro la ge­stione dei ser­vizi idrici da parte di pri­vati.

Si deve vo­tate NO se si è a fa­vore della le­gi­sla­zione attuale.

QUE­SITO N. 2 – RE­FE­REN­DUM AC­QUA PUB­BLICA – ABRO­GA­ZIONE CAL­COLO TA­RIFFA SE­CONDO LO­GI­CHE DI “MERCATO”

Re­fe­ren­dum po­po­lare n. 2 – SCHEDA DI COLORE GIALLO
“Vo­lete voi che sia abro­gato il comma 1, dell’art. 154 (Ta­riffa del ser­vi­zio idrico in­te­grato) del De­creto Le­gi­sla­tivo n. 152 del 3 aprile 2006 “Norme in ma­te­ria am­bien­tale”, li­mi­ta­ta­mente alla se­guente parte: “dell’adeguatezza della re­mu­ne­ra­zione del ca­pi­tale investito”?”.

Nota: Il se­condo que­sito sulla pri­va­tiz­za­zione dell’ac­qua pub­blica ri­guarda la de­ter­mi­na­zione della ta­riffa del ser­vi­zio idrico in­te­grato in base all’adeguata re­mu­ne­ra­zione del ca­pi­tale in­ve­stito. In que­sto caso agli elet­tori viene pro­po­sta una abro­ga­zione par­ziale della norma.

Si deve vo­tare SÌ se si è con­tro la norma che per­met­tere il pro­fitto (non il re­cu­pero dei co­sti di ge­stione e di in­ve­sti­mento, ma il gua­da­gno d’impresa) nell’erogazione del bene Ac­qua po­ta­bile.

Si deve vo­tate NO se si è a fa­vore della le­gi­sla­zione at­tuale che am­mette tale guadagno.

QUE­SITO N. 3 – RE­FE­REN­DUM ENER­GIA NUCLEARE

Re­fe­ren­dum po­po­lare n. 3 – SCHEDA DI COLORE GRIGIO
“Vo­lete voi che sia abro­gato il decreto-legge 25 giu­gno 2008, n. 112, con­ver­tito con mo­di­fi­ca­zioni, dalla legge 6 ago­sto 2008, n. 133, nel te­sto ri­sul­tante per ef­fetto di mo­di­fi­ca­zioni ed in­te­gra­zioni suc­ces­sive, re­cante Di­spo­si­zioni ur­genti per lo svi­luppo eco­no­mico, la sem­pli­fi­ca­zione, la com­pe­ti­ti­vità, la sta­bi­liz­za­zione della fi­nanza pub­blica e la pe­re­qua­zione tri­bu­ta­ria, li­mi­ta­ta­mente alle se­guenti parti: art. 7, comma 1, let­tera d: rea­liz­za­zione nel ter­ri­to­rio na­zio­nale di im­pianti di pro­du­zione di ener­gia nucleare?”.

Nota: Lungo e ar­ti­co­lato il que­sito re­fe­ren­da­rio per abro­gare la norma per la “rea­liz­za­zione nel ter­ri­to­rio na­zio­nale di im­pianti di pro­du­zione di ener­gia nu­cleare”. Si tratta di una parte del de­creto legge re­cante “Di­spo­si­zioni ur­genti per lo svi­luppo eco­no­mico, la sem­pli­fi­ca­zione, la com­pe­ti­ti­vità, la sta­bi­liz­za­zione della fi­nanza pub­blica e la pe­re­qua­zione tri­bu­ta­ria” fir­mato il 25 giu­gno 2008 e con­ver­tito in legge “con mo­di­fi­ca­zioni” il 6 ago­sto dello stesso anno. An­che que­sto que­sito è stato pre­sen­tato dall’Idv.

Si deve vo­tare SÌ se si è con­tro la co­stru­zione di Cen­trali Nu­cleari in Italia.

Si deve vo­tate NO se si è a fa­vore della le­gi­sla­zione at­tuale che le prevede.

QUE­SITO N. 4 – RE­FE­REN­DUM LE­GIT­TIMO IMPEDIMENTO

Re­fe­ren­dum po­po­lare n. 4 – SCHEDA DI COLORE VERDE CHIARO

“Vo­lete voi che siano abro­gati l’articolo 1, commi 1, 2, 3, 5, 6 non­chè l’articolo 1 della legge 7 aprile 2010 nu­mero 51 re­cante “di­spo­si­zioni in ma­te­ria di im­pe­di­mento a com­pa­rire in udienza?”.

Nota: Que­sto que­sito, per abro­gare la legge sul le­git­timo im­pe­di­mento, è quello dalle pos­si­bili ri­per­cus­sioni po­li­ti­che più forti. A pro­porre il re­fe­ren­dum è stata l’Italia dei Va­lori. Dopo la di­chia­ra­zione di par­ziale in­co­sti­tu­zio­nale della legge sul le­git­timo im­pe­di­mento, la Corte di Cas­sa­zione ha au­to­riz­zato, con or­di­nanza, lo svol­gi­mento del referendum.

Si deve vo­tare SÌ se si è con­trari al prin­ci­pio che Pre­si­dente del con­si­glio o mi­ni­stro pos­sano de­ci­dere di non com­pa­rire in tri­bu­nale nei pro­cessi che li ri­guar­dano.

Si deve vo­tate NO se si è a fa­vore della le­gi­sla­zione at­tuale che pre­vede que­sto “scudo” nei con­fronti del si­stema giudiziario.

LE PO­SI­ZIONI

Dif­fi­cile par­lare delle po­si­zioni rac­colte da Fo­rum Ci­vico, senza ca­dere nell’espressione di pa­reri. Ci pro­viamo qui. In­vi­tiamo i let­tori ad espri­mere la loro posizione/parere nella se­zioni con­tri­buti dei let­tori a fondo pagina.

Per i “NO” si schiera chi ac­cetta, so­prat­tutto per coe­renza ad una “lo­gica” di mer­cato, sia la spe­cu­la­zione sull’acqua (pur sa­pendo che sia un bene pub­blico es­sen­ziale per la vita); sia la spe­cu­la­zione sul nu­cleare (pur sa­pendo che que­sto sia gio­care d’azzardo con il di­sa­stro nu­cleare a spese del pia­neta e delle ta­sche dei con­tri­buenti); sia la “li­bertà” di farla sem­pre franca, in quanto po­tenti, nei pa­lazzi di giustizia.

Per i 4 “SI” vo­te­ranno quei cit­ta­dini in­ter­vi­stati che cre­dono in un’Italia pu­lita, so­li­dale, giu­sta e li­bera dai ten­ta­coli an­che po­li­tici della ma­la­vita. Che cre­dono che la giu­sti­zia, per es­sere tale, deve es­sere as­so­lu­ta­mente uguale per tutti, an­che per i ric­chi e i po­tenti, e so­prat­tutto per i pro­pri am­mi­ni­stra­tori (pre­si­denti del con­si­glio in­clusi). Cit­ta­dini che, pre­vi­denti se non per sé, per i pro­pri fi­gli, vo­gliono vi­vere in un’Italia al si­curo dai di­sa­stri nu­cleari (la “pe­ste ra­dioat­tiva”), al ri­paro delle spe­cu­la­zioni dei po­chi sulla vita dei molti. E che re­cla­mano l’acqua come un bene ine­sti­ma­bile, pro­prietà ir­ri­nun­cia­bile di ogni italiano.

IL RE­FE­REN­DUM SUL NUCLEARE

No­no­stante l’approvazione della mo­ra­to­ria di un anno sul nu­cleare in Ita­lia, il re­fe­ren­dum non si ferma. An­che per que­sto si vo­terà a giugno.

Ed è as­sai pro­ba­bile che con il re­fe­ren­dum del pros­simo giu­gno gli ita­liani di­ranno ‘no’ al nu­cleare. Se­condo al­cuni son­daggi, in­fatti, il 90 per cento circa de­gli ita­liani pre­fe­ri­sce le fonti rin­no­va­bili al nu­cleare. Non solo. A quanto pare, dopo il di­sa­stro in Giap­pone il 17 per cento della po­po­la­zione ha cam­biato idea sulla si­cu­rezza delle cen­trali nu­cleari, ora è pari al 69 per cento il nu­mero di per­sone con­tra­rie a que­sta misura.

[Si noti che il go­verno giap­po­nese ha man­te­nuti se­greti i dati su li­velli di ra­dia­zioni molto mag­giori a quelli ri­ve­lati si­nora. Si veda: Giap­pone: di­sa­stro nu­cleare di Fu­ku­shima peg­gio di Cher­no­byl]

IL VOTO DEI CIT­TA­DINI ITA­LIANI RE­SI­DENTI ALL’ESTERO

I cit­ta­dini ita­liani iscritti nelle li­ste elet­to­rali e re­si­denti all’estero vo­tano, di norma, per cor­ri­spon­denza, a meno che non ab­biano eser­ci­tato il di­ritto di op­zione per il voto in Ita­lia, dan­done co­mu­ni­ca­zione alla rap­pre­sen­tanza di­plo­ma­tica o con­so­lare com­pe­tente en­tro il de­cimo giorno suc­ces­sivo alla in­di­zione dei re­fe­ren­dum. Il ter­mine per i re­fe­ren­dum 2011 è sca­duto il 14 aprile 2011. Co­loro che non hanno eser­ci­tato tale op­zione, an­che se in Ita­lia nei giorni delle vo­ta­zioni, non pos­sono in al­cun modo es­sere am­messi al voto.

Il voto per cor­ri­spon­denza non è pos­si­bile, co­mun­que, per i cit­ta­dini che ri­sie­dono in stati che non hanno sot­to­scritto con l’Italia una ap­po­sita con­ven­zione (c.d. “stati senza in­tesa”). In que­sto caso, quindi, per eser­ci­tare il loro di­ritto di voto, de­vono rien­trare in Italia.

I cit­ta­dini ita­liani re­si­denti all’estero, che vo­tano per cor­ri­spon­denza, ri­ce­vono, al pro­prio do­mi­ci­lio estero, un plico con­te­nente le quat­tro schede re­la­tive ai quat­tro que­siti re­fe­ren­dari, un cer­ti­fi­cato elet­to­rale, una bu­sta bianca, una bu­sta pre­af­fran­cata (Bu­si­ness Re­ply En­ve­lope) con l’indirizzo del Con­so­lato ed un li­bretto con­te­nente il te­sto della Legge re­cante “Norme sul di­ritto di voto dei cit­ta­dini ita­liani re­si­denti all’estero”.

I cit­ta­dini ita­liani tem­po­ra­nea­mente all’estero che ap­par­ten­gono alle se­guenti categorie:

  • mi­li­tari o ap­par­te­nenti a forze di po­li­zia in mis­sione internazionale;
  • di­pen­denti di am­mi­ni­stra­zioni pub­bli­che per mo­tivi di ser­vi­zio qua­lora la du­rata pre­vi­sta della loro per­ma­nenza all’estero sia su­pe­riore a tre mesi, e loro fa­mi­liari conviventi;
  • pro­fes­sori e ri­cer­ca­tori uni­ver­si­tari, e i ri­spet­tivi fa­mi­liari con­vi­venti, che si tro­vano all’estero per una du­rata di al­meno sei mesi e che alla data del de­creto di in­di­zione delle con­sul­ta­zioni si tro­vano all’estero da al­meno tre mesi,

pos­sono espri­mere il voto per corrispondenza.

Gli ap­par­te­nenti alle ca­te­go­rie di cui ai punti 1 e 2 (mi­li­tari o ap­par­te­nenti a forze di po­li­zia, di­pen­denti di am­mi­ni­stra­zioni pub­bli­che in ser­vi­zio e loro fa­mi­liari con­vi­venti) de­vono far ri­chie­sta al co­mando a alla am­mi­ni­stra­zione di ap­par­te­nenza en­tro e non ol­tre il tren­ta­cin­que­simo giorno an­te­ce­dente la vo­ta­zione in Ita­lia (os­sia en­tro il giorno 8 mag­gio 2011).

I cit­ta­dini ap­par­te­nenti alla ca­te­go­ria di cui al punto 3 (pro­fes­sori o ri­cer­ca­tori uni­ver­si­tari, e loro fa­mi­liari) de­vono fare ri­chie­sta di­ret­ta­mente al Con­so­lato di ap­par­te­nenza, sem­pre en­tro e non ol­tre il tren­ta­cin­que­stimo giorno an­te­ce­dente la vo­ta­zione (os­sia sem­pre en­tro il giorno 8 mag­gio 2011).

Que­sti elet­tori ri­ce­vono a do­mi­ci­lio, da parte dell’Ufficio con­so­lare com­pe­tente, il plico elet­to­rale con­te­nente le schede e le istru­zioni sulle mo­da­lità di voto. In ogni caso, en­tro il ven­ti­tree­simo giorno dalle vo­ta­zioni (os­sia en­tro 20 mag­gio 2011), la ri­chie­sta di voto per cor­ri­spon­denza può es­sere re­vo­cata tra­mite espressa di­chia­ra­zione da in­viare al pro­prio Consolato .

Chi si trova tem­po­ra­nea­mente all’estero e non ap­par­tiene alle ca­te­go­rie so­pra in­di­cate, può vo­tare per i re­fe­ren­dum so­la­mente rien­trando in Ita­lia, nelle li­ste elet­to­rali del Co­mune presso cui sono iscritti.

L’elettore che non ri­ce­vesse il plico elet­to­rale en­tro il 29 mag­gio 2011, può re­carsi di per­sona all’Ufficio con­so­lare com­pe­tente per ve­ri­fi­care la sua po­si­zione elettorale.

Con­cluse le ope­ra­zioni, le schede vo­tate da­gli ita­liani re­si­denti all’estero per­ve­nute ai Con­so­lati en­tro le ore 16:00 del 9 giu­gno 2011 ven­gono tra­smesse in Ita­lia, dove ha luogo lo scru­ti­nio a cura dell’Ufficio cen­trale per la cir­co­scri­zione estero isti­tuito presso la Corte di Ap­pello di Roma.

VO­TARE PER I RE­FE­REN­DUM DALL’ESTERO, OP­PURE NON NEL CO­MUNE DI RESIDENZA

Per in­for­ma­zioni se e come sia pos­si­bile vo­tare per gli ita­liani re­si­denti all’estero, si veda an­che (nella se­zioni com­menti): Come vo­tare ai re­fe­ren­dum dall’estero (n. 6); si no­tino an­che le pre­ci­sa­zioni al com­mento n. 19 e al n. 34.

Per in­for­ma­zioni se sia pos­si­bile vo­tare in un co­mune che non sia quello di re­si­denza, si veda an­che (nella se­zione com­menti): Per le ele­zioni o re­fe­ren­dum, posso vo­tare in una città di­versa dalla mia città di re­si­denza? (n. 32)

Per in­for­ma­zioni se sia pos­si­bile vo­tare per chi, come la si­gnora Mad­da­lena (com­mento n. 42), ha fatto la ri­chie­sta per la cit­ta­di­nanza ita­liana, ma è an­cora in at­tesa di re­sponso fi­nale, si veda: Vo­tare senza cit­ta­di­nanza ita­liana si può? (n. 43).

In caso di ma­lat­tia che com­porti l’intrasportabilità del ma­lato al seg­gio si veda an­che il com­mento n. 758.

AGE­VO­LA­ZIONI DI VIAGGIO

Gli elet­tori che de­vono re­carsi nel Co­mune nelle cui li­ste sono iscritti hanno di­ritto, in al­cuni casi, ad al­cune age­vo­la­zioni di viag­gio. Sono pre­vi­ste ri­du­zioni del 60% per l’acquisto di bi­glietto fer­ro­via­rio e sui tra­ghetti. Inol­tre, sono pre­vi­ste an­che al­cune age­vo­la­zioni per l’acquisto del bi­glietto ae­reo di an­data alla sede elet­to­rale di iscri­zione e ri­torno. Per i viaggi ae­rei ef­fet­tuati sul ter­ri­to­rio na­zio­nale, la legge in­tro­duce un’agevolazione di viag­gio nella mi­sura del 40 per cento del prezzo del bi­glietto. L’importo mas­simo rim­bor­sa­bile, co­mun­que, non può es­sere su­pe­riore a 40 euro per il viag­gio di an­data e di ri­torno per ogni elet­tore (Legge 26 mag­gio 1969, n. 241 e suc­ces­sive modifiche).

Al­tre no­ti­zie sui rim­borsi di viag­gio pos­sono es­sere re­pe­rite sul sito di Tre­ni­ta­lia www.trenitalia.com, della so­cietà di na­vi­ga­zione Tir­re­nia http://www.tirrenia.it/ e su Ali­ta­lia http://www.alitalia.it/.

VOTO AS­SI­STITO

Gli elet­tori che sof­frono di una me­no­ma­zione fi­sica tale da im­pe­dire loro di vo­tare au­to­no­ma­mente (ad esem­pio i cie­chi, gli am­pu­tati di en­trambe le mani, ecc.) pos­sono farsi as­si­stere in ca­bina da un al­tro elettore.

Per usu­fruire di que­sto di­ritto è suf­fi­ciente pre­sen­tare al pre­si­dente del seg­gio un cer­ti­fi­cato ri­la­sciato da un me­dico di­ri­gente dell’Ulss o, per i non ve­denti, il li­bretto no­mi­na­tivo ri­la­sciato dall’Istituto Na­zio­nale della Pre­vi­denza So­ciale (Inps), op­pure ri­chie­dere all’Ufficio Elet­to­rale l’apposizione di un tim­bro spe­ciale sulla tes­sera elet­to­rale, pre­sen­tando la se­guente documentazione:

  • la carta di iden­tità o al­tro do­cu­mento di ri­co­no­sci­mento (pa­tente, pas­sa­porto, ecc.)
  • la tes­sera elet­to­rale ri­la­sciata dal Comune
  • cer­ti­fi­cato me­dico che at­te­sti l’invalidità fi­sica per­ma­nente. Gli elet­tori non ve­denti, per es­sere am­messi al voto as­si­stito, è suf­fi­ciente che esi­bi­scano il li­bretto no­mi­na­tivo ri­la­sciato dall’Inps.

La tes­sera con il tim­bro del Co­mune eso­nera l’elettore dall’esibire al pre­si­dente di seg­gio il cer­ti­fi­cato me­dico in tutte le elezioni.

La ri­chie­sta del cer­ti­fi­cato me­dico per avere di­ritto ad es­sere ac­com­pa­gnati in ca­bina va fatta presso una delle sedi de­gli am­bu­la­tori me­dici, senza bi­so­gno di appuntamento.

Du­rante le gior­nate di sa­bato 11 giu­gno e di do­me­nica 12 giu­gno non sono aperti gli am­bu­la­tori; in caso di as­so­luta ne­ces­sità la ri­chie­sta della cer­ti­fi­ca­zione deve es­sere ri­volta di­ret­ta­mente al me­dico re­pe­ri­bile di pronta di­spo­ni­bi­lità – tra­mite il cen­tra­lino dell’Azienda Ospe­da­liera della pro­pria città.

L’accompagnatore deve es­sere in pos­sesso della tes­sera elet­to­rale, e non può svol­gere que­sta fun­zione di so­ste­gno per più di una persona.

Sulla tes­sera elet­to­rale, all’interno dei uno de­gli spazi per la cer­ti­fi­ca­zione del voto, il pre­si­dente del seg­gio vi ap­pone una ap­po­sita an­no­ta­zione (“ac­com­pa­gna­tore”, con data e firma del pre­si­dente, senza ap­porre il tim­bro della se­zione elettorale).

VOTO DO­MI­CI­LIARE

Per gli elet­tori che sof­frono di grave in­fer­mità e che si tro­vano in di­pen­denza vi­tale da spe­ciali mac­chi­nari me­dici (chia­mate “ap­pa­rec­chia­ture elet­tro­me­di­cali”) o che sof­frono di una ma­lat­tia che rende loro im­pos­si­bile l’allontanamento dall’abitazione, è pos­si­bile vo­tare a casa. Per po­terlo fare bi­so­gna far per­ve­nire all’ufficio elet­to­rale al­meno venti giorni prima della data delle ele­zioni (quindi en­tro il 23 mag­gio 2011) la di­chia­ra­zione at­te­stante la vo­lontà di espri­mere il voto presso la pro­pria abi­ta­zione. La di­chia­ra­zione va re­datta in carta sem­plice e deve con­te­nere i dati esatti del pro­prio do­mi­ci­lio e il re­ca­pito te­le­fo­nico. Alla di­chia­ra­zione deve es­sere al­le­gato il cer­ti­fi­cato sa­ni­ta­rio ri­la­sciato dal fun­zio­na­rio me­dico de­si­gnato dall’Azienda sa­ni­ta­ria lo­cale nel quale è at­te­stato che l’elettore, per il suo stato di sa­lute, ha il di­ritto di vo­tare presso la pro­pria abi­ta­zione e, se ne­ces­sa­rio, che ha di­ritto a es­sere as­si­stito da un al­tro elet­tore per po­ter espri­mere il suo voto.

Il cer­ti­fi­cato deve es­sere ri­la­sciato in una data non an­te­riore al qua­ran­ta­cin­que­simo giorno prima delle ele­zioni (quindi non prima del 29 aprile 2011).

ATTENZIONE: I CERTIFICATI PER IL VOTO ASSISTITO E PER IL VOTO DOMICILIARE NON POSSONO ESSERE RILASCIATI DAL MEDICO DI GUARDIA MEDICA, NÈ DAL MEDICO DI MEDICINA GENERALE.

PER I SÌ, O PER I NO, MA VO­TIAMO TUTTI


Non vo­tare, adesso che tanto è stato fatto per ga­ran­tire una scelta de­mo­cra­tica del po­polo, vor­rebbe dire per­dere un’occasione im­por­tan­tis­sima per af­fer­mare con chia­rezza che i cit­ta­dini de­vono es­sere ascol­tati. Vo­tiamo tutti. Per i Sì o per i No, cia­scuno voti a se­conda della pro­pria co­scienza. Ma vo­tiamo tutti. Non la­sciamo la de­mo­cra­zia nelle mani dei pochi.

Ri­cor­diamo inol­tre, per cor­ret­tezza, che è pos­si­bile sce­gliere quali re­fe­ren­dum vo­tare, ri­ti­rando solo le schede che in­te­res­sano. Il quo­rum in­fatti viene cal­co­lato per ogni sin­golo quesito.

NOR­MA­TIVA DI RIFERIMENTO

  • Decreto-legge 11 aprile 2011, n. 37 “Di­spo­si­zioni ur­genti per le com­mis­sioni elet­to­rali cir­con­da­riali e per il voto dei cit­ta­dini tem­po­ra­nea­mente all’estero in oc­ca­sione delle con­sul­ta­zioni re­fe­ren­da­rie che si svol­gono nei giorni 12 e 13 giu­gno 2011″.
  • Legge n. 40 del 28 aprile 2009 “Di­sci­plina tran­si­to­ria per lo svol­gi­mento dei re­fe­ren­dum pre­vi­sti dall’articolo 75 della Co­sti­tu­zione da te­nersi nell’anno 2009″.
  • Legge n. 173 del 17 mag­gio 1995 “In­di­ca­zione sulle schede di vo­ta­zione della de­no­mi­na­zione di re­fe­ren­dum popolari”.
  • De­creto del Mi­ni­stero dell’Interno del 9 mag­gio 1995 “Ca­rat­te­ri­sti­che es­sen­ziali della parte esterna della scheda di vo­ta­zione in caso di svol­gi­mento di più re­fe­ren­dum po­po­lari pre­vi­sti dall’art. 75 della Costituzione”.
  • Decreto-legge n. 67 del 9 marzo 1995 “Mo­di­fi­che ur­genti alla legge 352 del 1970, re­cante norme sui re­fe­ren­dum pre­vi­sti dalla Co­sti­tu­zione e sulla ini­zia­tiva le­gi­sla­tiva del popolo”.
  • Legge n. 199 del 22 mag­gio 1978 “Mo­di­fi­ca­zioni alla legge 352 del 1970 sui re­fe­ren­dum pre­vi­sti dalla Co­sti­tu­zione e sulla ini­zia­tiva le­gi­sla­tiva del popolo”.
  • Legge n. 352 del 25 mag­gio 1970 “Norme sui re­fe­ren­dum pre­vi­sti dalla Co­sti­tu­zione e sulla ini­zia­tiva le­gi­sla­tiva del popolo”.
  • Co­sti­tu­zione della Re­pub­blica Ita­liana: ar­ti­coli 48, 71, 75, 132 e 138.

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Fonte: ForumCivico.it

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Romania ar putea sa nu adere la zona euro in 2015, dar nu este important cand face acest pas, ci cat de pregatita si sanatoasa este economia romaneasca in momentul aderarii, pentru a nu repeta greselile Greciei, a declarat joi analistul economic Nouriel Roubini, laureat al Premiului Nobel, prezent la Bucuresti, la Forumul Finance 2011, organizat de ForumInvest. "Sincer, nu cred ca tara dvs va putea fi gata sa adere in 2015, in primul rand pentru ca s-ar putea ca Romania sa nu fie gata sa adere si este mai bine sa asteptati inca un an sau doi, pana cand veti fi complet pregatiti. Sa te repezi in zona euro ar insemna sa repeti greseala facuta de Grecia", a subliniat Roubini, care a completat ca nu stie nici daca "veti putea adera, pentru ca situatia din Grecia si din alte tari determina o rezistenta crescuta din partea statelor care sunt deja membre ale zonei euro fata de ideea de a primi noi membri".


In opinia laureatului premiului Nobel, aderarea Romaniei nu se va intampla in 2015, dar mentinerea acestui obiectiv va fi avantajoasa pentru realizarea de reforme si continuarea ajustarilor. Pe de alta parte, in 2015 este posibil ca nici zona euro sa nu mai arate ca acum. "Daca nu are loc revenirea economica asteptata, s-ar putea produce situatii care par imposibile azi, respectiv ca unii membri sa paraseasca zona euro. Sa nu uitam ca unele tari se simt bine in afara zonei euro, ca Danemarca si Suedia, altele au decis sa adere, ca Irlanda si Spania, si le-a mers ingrozitor de prost, si asta nu din cauza zonei euro", a spus Roubini, amintind ca exista toate posibilitatile de state care s-au dezvoltat bine in zona euro sau in afara ei.

Nouriel Roubini

"Imi dau seama ca Romania aspira nu numai sa fie membra a UE, ci si a zonei euro, dar e mai bine sa o luati incet si sa va simtiti in siguranta, decat sa va para rau. Succesul Romaniei nu depinde de calitatea de membru al zonei euro sau de momentul in care aderati, ci de felul in care faceti reformele", a rezumat Roubini.

El a adaugat ca zona euro s-ar putea schimba pana in 2015. Roubini nu exclude posibilitatea ca unele state mai slabe sa nu mai faca parte din aceasta pana in 2015, in conditiile in care unii politicieni mai populari ar putea hotari revenirea la fostele monede nationale pentru a castiga competitivitate. "Este mai bine sa o luati incet. Este mai bine sa fiti siguri, decat sa regretati. Trebuie sa va faceti treaba indiferent daca sunteti afara sau inauntru (zonei euro - n.r.)", a spus economistul american.

Guvernul si BNR par sa nu auda

Guvernul si BNR au decis la inceputul acestei luni sa mentina anul 2015 ca obiectiv de aderare la zona euro, ceea ce tehnic nu inseamna, neaparat, 1 ianuarie. De fapt, chiar guvernatorul BNR, Mugur Isarescu, le-a spus politicienilor din coalitia de guvernamant ca cel mai potrivit ar fi ca moneda nationala sa circule in paralel cu euro pana in decembrie 2015.

Analistii considera ca procedura de aderare nu ar permite Romaniei sa intre in zona euro la 1 ianuarie 2015, termen care ar presupune intrarea in mecanismul ratelor de schimb (ERM II) cel mai tarziu la mijlocul anului viitor, pentru a iesi din aceasta anticamera in a doua jumatate a lui 2014. Dupa aceasta procedura, Banca Centrala Europeana si Parlamentul European trebuie sa-si dea acordul pentru aderare, procedura care dureaza cateva luni.

Intrarea in ERM-II este etapa premergatoare aderarii la zona euro. Inainte de a intra in zona euro, o tara trebuie sa respecte criteriile economice incluse in Tratatul de la Maastricht (deficitul bugetar nu poate depasi 3% din PIB, datoria publica trebuie limitata sub 60% din PIB, iar inflatia sa nu depaseasca cu 1,5% media celor mai performante tari din zona euro) si sa se afle timp de doi ani in ERM-II, in cadrul caruia moneda nationala sa fluctueze intr-un interval de plus-minus 15% fata de euro.

Sursa: bzi.ro

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By Admin (from 30/05/2011 @ 14:00:45, in ro - Observator Global, read 1799 times)

 In Avignon, fosta Cetate a Papilor, pe o stanca inaltata intre Palatul Mare si Palatul Mic, domina orasul Catedrala, incununata de statuia aurita a Sfintei Fecioare. Numele frantuzesc al Catedralei este Notre-Dame-des Domes si se presupune ca vine din forma latina Dommus, titlu rezervat inaltelor autoritati eclesiastice, deoarece biserica era numita si „Notre-Dame a Episcopilor”. Originile constructiei sunt obscure. Fondata probabil in secolul al IV-lea, legenda atribuie ridicarea ei Sfintei Marta, care a inchinat locasul Sfintei Fecioare.

Edificiul a fost reconstruit in stil roman si sfintit cu solemnitate in 1069. Constructia actuala dateaza insa din 1140-1160 dar ansamblul roman al bisericii a suferit numeroase transformari de-a lungul timpurilor. Abandonata in timpul Revolutiei, a fost redata cultului in 1822. Istoria bisericii este bogata in evenimente. In 1333, inainte de plecarea in Cruciada impotriva turcilor, Fililp al VI-lea al Frantei, Filip de Navara si Ioan de Bohemia au primit de la papa Ioan al XXII-lea, crucea care trebuia sa binecuvanteze „razboiul lor sfant”. In 1388, tot aici a fost consacrat ca atare regele Siciliei si al Ierusalimului.

In 1341 biserica a fost reconstruita dupa ce fusese distrusa in timpul in care Palatul Papilor fusese asediat. In 1859 a fost ridicata in varf statuia de fonta aurita a Fecioarei. In exterior este amplasat un monument impunator reprezentand „Calvarul”. Grupul statuar a fost executat in 1819 de sculptorul Baussan. Este o lucrare impresionanta, realizata in spiritul antichitatii romane. Impresionanta este de asemenea intrarea cu fronton si coloane cu capiteluri corintiene. In interior exista o singura nava careia in secolele XIV, XV, XVI i s-au adaugat capelele laterale, iar corul (partea in care se afla altarul) a fost largit in 1675. In cursul aceluiasi secol s-a refacut complet absida dupa un proiect de Louis-François de la Valfenière cu aceasta ocazie peretele boltit fiind perforat de cinci ferestre.

In 1672 platforma altarului a fost inaltata, lucrarea in stil baroc fiind executata de Pierre Peru. Nava are o lungime de 25 de metri, latimea de 8,50 si inaltimea de 15 metri. La intrare se gasesc doua statui atribuite lui Pierre Mignard cel Tanar, reprezentandu-le pe Sfanta Marta (la dreapta) si Sfanta Maria Magdalena (la stanga). Printre numeroasele opere de arta de aici trebuie amintit scaunul episcopal sculptat in marmura alba si o impresionanta statuie a lui Iisus, policroma, din pamant ars, realizata in secolul al XVI-lea. In interiorul Catedralei au fost investiti 157 de cardinali si tot aici se afla mormintele a doi papi Benoit al XII-lea si Ioan al XXII-lea.

In spatele Catedralei se intinde un parc minunat, cel mai mare din oras, unde legenda spune ca Augustus ar fi vrut sa ridice un templu. Acum parcul, splendid amenajat, este presarat de bazine, poduri, statui si grote artificiale. Este locul in care localnicii si vizitatorii gasesc un colt de racoare in zilele toride de vara si de unde pot admira grandoarea Ronului, turnul lui Filip cel Frumos, aflat pe cealalta parte a fluviului, si, ceva mai departe de toate constructiile in piatra, Muntele Ventoux incercand sa strapunga norii.

IRINA STOICA - magazin.ro

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La Germania fermerà il suo ultimo reattore nucleare entro il 2022, diventando così la prima potenza industriale a rinunciare all'energia atomica: lo ha annunciato oggi il ministro per l'Ambiente. La maggior parte dei 17 reattori tedeschi non sarà più in servizio entro la fine dell'anno in corso; gli ultimi tre, i più recenti, funzioneranno fino al 2022 al più tardi, ha precisato il ministro Norbert Roettgen, che ha definito questa decisione "irreversibile".

La Germania conta 17 reattori nucleari sul suo territorio, di cui otto non sono più collegati alla rete di produzione dell'energia elettrica. Questi otto reattori non saranno più riattivati, ha sottolineato il ministro. La Germania dovrà trovare entro la fine del 2022 il modo di soddisfare il 22% del suo fabbisogno di elettricità, attualmente soddisfatto dalle centrali atomiche. Un arresto definitivo dei 17 reattori nucleari tedeschi nel 2022 rappresenta di fatto un ritorno al calendario fissato all'inizio degli anni 2000 dalla coalizione formata da social-democratici e verdi.

La cancelliera tedesca Angela Merkel aveva fatto approvare a fine 2010 l'estensione media di 12 anni della durata legale dello sfruttamento dei reattori del paese, contro la sua stessa opinione pubblica, provocando così l'esplosione di un sentimento anti-nucleare in Germania.

Ma dopo la catastrofe di Fukushima in Giappone, a seguito del sisma dell'11 marzo scorso, Angela Merkel aveva immediatamente fermato le centrali più vecchie ed aveva lanciato una riflessione sull'abbandono del nucleare civile, che dovrà essere ratificata formalmente in occasione del prossimo Consiglio dei ministri, il 6 giugno.

Sursa: La Stampa

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By Admin (from 30/05/2011 @ 08:00:35, in en - Global Observatory, read 1539 times)

Researchers at Wake Forest University have developed a new type of polymer solar-thermal device that combines photovoltaics with a system that captures the Sun's infrared radiation to generate heating. By taking advantage of both heat and light, researchers say the device could deliver up to 40 percent savings on the cost of heating, as well as helping reduce power bills by producing electricity.

The hybrid cell is designed with an integrated array of clear tubes, five millimeters (approx 1/4 inch) in diameter. Lying flat, visible sunlight shines into the clear tube which is filled with an oil blended with a proprietary dye, heating the oil which then flows into a heat pump to transfer the warmth inside a home.

Electrical current is produced via a polymer photovoltaic sprayed onto the back of the tubes.

The result is a solar-thermal device with an impressive 30 percent conversion efficiency.

In comparison to flat solar cells, the tube design also has the advantage of being able to capture light at oblique angles, so it can accumulate power for a much longer stretch in the day and be more readily integrated into building materials – it could be produced to resemble a roofing tile for example.

The research team aims to produce a 3 foot square solar thermal cell over the coming months, a key step in bringing the technology closer to market.

"It's a systems approach to making your home ultra-efficient because the device collects both solar energy and heat," said David Carroll, Ph.D., director of the Center for Nanotechnology and Molecular Materials at Wake Forest University. "Our solar-thermal device takes better advantage of the broad range of power delivered from the sun each day."

Source: Gizmag

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By Admin (from 29/05/2011 @ 14:00:04, in ro - Stiinta si Societate, read 2209 times)

 Devoratorii de paranormal si horror-maniacii gasesc în lucrarile lui Francisco de Goya (1746-1828) o sursa exceptionala de inspiratie pentru cele mai tenebroase stari emotionale. Acest complex pictor spaniol – a carui opera se situeaza la granita dintre marii clasici si începuturile artei moderne – a strabatut perioade nefaste din punct de vedere psiho-somatic, care au influentat decisiv multi ani de creatie desfasurata într-o cvasitotala izolare.

Un soc asemanator cu acela acuzat de Beethoven atunci cand a surzit (la 32 de ani), Goya a resimtit pierderea acestui simt la douazeci si opt de ani. Era anul 1792 si trecusera optsprezece ani de cand era însurat cu Josefa, fiica unui maestru cu care studiase în particular (caci fusese respins de doua ori la intrarea în Academia Regala de Arte Frumoase).

Însa totul parca s-a stins pentru artist, iar un pesimism cronic l-a facut prizonier într-o serie halucinanta de lucrari (în aquaforte). Pierderea auzului a generat o stare de cadere psihica uluitoare. Lucrarile din acea perioada sunt dedicate cosmarurilor umane, decaderii morale si fantasticului morbid. Pentru cei apropiati, Goya devenise un fel de nebun ratacit într-o lume pe care nu o mai întelegea; multi au sugerat ca ar fi avut nevoie de îngrijiri medicale de specialitate. Ciclul intitulat de el „Caprichos” (tradus liber „Ciudateniile”) demonstreaza cat de mare nevoie avea maestrul sa se exteriorizeze prin arta pentru a-si pastra un echilibru devenit instabil. Din acei ani ai primelor crize a ramas un rasunator moto al ciclului cu oricina: Somnul ratiunii naste monstri.

În acest context ne intereseaza mai putin gloria capatata de Goya la Curtea Spaniei, cand a fost succesiv „pictorul regelui” pentru mai multi suverani si cand nu mai prididea portretele pentru sus-pusii din preajma tronului. Vom aminti doar ca abia a scapat de Inchizitie din cauza celebrei panze „Maja dezbracata” (pe care nu a vrut s-o modifice sau s-o distruga si de aceea a creat si „Maja îmbracata”, dar Inchizitia le-a confiscat pe amandoua în 1813; femeia respectiva parea sa fie Donna Alba, metresa unui mare nobil).

O noua perioada înnegurata avea sa cuprinda ultimii ani ai marelui maestru, atunci cand Spania era bulversata de o mare criza politica si militara, trebuind sa faca fata si invaziei trupelor franceze ale lui Napoleon. De asemenea, moartea sotiei l-a determinat pe Goya sa-si transforme menajera în iubita – o femeie mult mai tanara si care i-a daruit un copil nelegitim. Din ce în ce mai abatut si cu echilibrul sufleteste tulburat si de schimbarea atitudinii noului rege al Spaniei, Ferdinand VII, pictorul se izoleaza complet cumparand resedinta numita „Casa Surdului” (din cauza fostului proprietar, nu a sa). Aici lucreaza febril la un nou ciclu macabru intitulat „Lucrari întunecate”.

Picturile erau murale (caci nu voia sa le vada nimeni din afara), iar ulterior au fost transpuse pe carton. Din acea perioada dateaza faimoasa „Saturn devorandu-si fiii”, una dintre cele mai impresionante lucrari ale „groazei si canibalismului”. Zeul parca tasneste din bezna si musca un copil, aproape înghitindu-i o mana. Ochii ii sunt iesiti din orbita, precum ai unui nebun în plina criza... Maestrul avea deja creierul întunecat, îl obsedau fiinte monstruoase. Unii critici spun ca suferea de encefalita si ca ilustra tot ceea ce îi aparea în cosmarurile sale. A trecut definitiv în taramul întunericului la 82 de ani, lasand urmasilor începuturile picturii moderne si prevestindu-l pe Picasso.

PAUL IOAN - magazin.ro

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By Admin (from 29/05/2011 @ 11:00:13, in it - Scienze e Societa, read 1676 times)

Mangiare insetti per salvare il Pianeta? È la tesi di un ricercatore olandese: introdurre formiche, cavallette, farfalle e grilli nell'alimentazione contribuirebbe seriamente a ridurre i gas serra derivanti dall'allevamento di bestiame.

Per vedere qualcuno mangiare insetti, oggi sembrano esserci solo due possibilità: guardare un tizio in tv che lo fa per sopravvivere nei posti più strani, o spingerci verso luoghi esotici dove il prelibato e nutriente pasto a base di proteine è visto con curiosità o disgusto solo dall'occidentale occhio turistico.

Ma una dieta a base di insetti è tutt'altro che incredibile. È ecosostenibile!
Uno studio della Università di Wageningen in Olanda, ha infatti scoperto che la carne di insetto è nutriente come una bistecca (e questo a dire il vero era già noto), ma soprattutto è a impatto zero.

Questione di emissioni

Calcolando la quantità di gas serra (nel caso specifico metano e ossido di azoto) prodotta dalle 5 specie diverse di insetti e comparandola a quella di bovini e suini, i ricercatori hanno dimostrato che gli insetti inquinano, al chilo, circa il 99% in meno dei ruminanti e almeno la metà dei suini. Un bel risparmio, soprattutto considerando che l'industria della carne bovina e suina è colpevole di circa il 18% delle emissioni globali di CO2 (e quindi concausa del cambiamento climatico).
Anche se lo studio non tiene conto dell'intero ciclo produttivo necessario per la grande distribuzione, in linea di principio la carne di insetto ha tutte le carte in regola per sostituire quella bovina nella futura società sostenibile. Un solo dubbio resta: siamo davvero sicuri di preferire una manciata di locuste a una succosa fiorentina?

Autore: Riccardo Pavone - Fonte: Focus.it

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By Admin (from 29/05/2011 @ 08:00:47, in en - Global Observatory, read 1386 times)

Economic problems may be fuelling a rise in depression in England, it has been suggested. Prescriptions for anti-depressant drugs such as Prozac rose by more than 40% over the past four years, data obtained by the BBC shows. GPs and charities said they were being contacted increasingly by people struggling with debt and job worries. They said financial woe could often act as a "trigger", but added other factors may also be playing a role in the rise.

The rise has happened at a time when the government has been increasing access to talking therapies, which should in theory curb the demand for anti-depressants. In the last year alone referrals for talking therapies rose four-fold to nearly 600,000, Department of Health figures showed.

'Toxic combination'

Dr Clare Gerada, head of the Royal College of GPs, said some of the rise in prescribing was also likely to be due to increased awareness about the condition and doctors getting better at diagnosis.

But she added: "Of course, in times of economic problems we would expect mental health problems to worsen - and GPs are seeing more people coming in with debts racking up, or who have lost their job and are cancelling their holidays.

"They feel guilty that they can't provide for their family and these things can often act as a trigger for depression."

Mental health charity Sane also said it had seen more people contacting its e-mail and phone advice lines with money worries. Its chief executive, Marjorie Wallace, said: "It is impossible to say for sure that economic problems are leading to a rise in depression. But we are certainly hearing more from people who are worried where the next meal is coming from, job security and cuts in benefits - many who are getting in touch with us for the first time.

"It is a toxic combination, especially for those who already have darker thoughts and other problems."

Emer O'Neill, chief executive of the charity Depression Alliance UK, said: "There is an increase in the number of people suffering from depression certainly, and the economic downturn has had an impact on that. "But I think what's happened is that a lot of the stigma has lifted on depression," she told BBC Breakfast. "It's OK to say you have depression now - and people in general are getting much better information about what it is and they are coming forward and talking to GPs more about it."

Staying on drugs


The figures, obtained from NHS Prescription Services under the Freedom of Information Act, cover anti-depressant prescribing from 2006 to 2010, during which time the country had to cope with the banking crisis, recession and the start of the spending cuts.

They showed the number of prescriptions for selective serotonin re-uptake inhibitors, the most commonly prescribed group of anti-depressants, rose by 43% to nearly 23 million a year.

The data also showed increases in other types of anti-depressants, including drugs such as Duloxetine which tends to be used for more serious cases.

As well as increasing demand for help, the rise could also be related to patients staying on the drugs for longer.

Care services minister Paul Burstow said: "The last recession has left many people facing tough times. If people do experience mental health problems, the NHS is well placed to help.

"We're boosting funding for talking therapies by £400m over the next four years. This will ensure that modern, evidence-based therapies are available to all who need them, whether their depression or anxiety are caused by economic worries or anything else."

Source: BBC

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By Admin (from 29/05/2011 @ 00:13:01, in en - Video Alert, read 1987 times)

Greetings.

Anonymous has a grave announcement to make to all users of the World Wide Web.

The Internet you have come to take for granted has once again come under attack.

Several interest groups have been successfully lobbying to consolidate internet censorship within the United States. They are rallying for the right to remove any websites they deem "inappropriate" and, ultimately, for the ability to remove any content that disagrees with their profit margins, personal whims, or other agendas.

This new initiative is called the PROTECT IP Act:
http://torrentfreak.com/u-s-to-introduce-draconian-anti-piracy-censorship-bill-110511/

This bill would allow the US Government to force ISPs and search engines to censor websites they do not like under the guise of "copyright protection".
Instead of reducing piracy, this bill endangers the free flow of information. Through domain seizures, ISP blockades, search engine censorship, and the restriction of funding to websites accused of infringement, this bill promises to take Internet censorship to the next level. Furthermore, it violates the citizens' rights to due process, to free speech, to free expression and to legal representation at their hearing.

The Internet is a place where anyone and everyone can come together freely to share information and opinions. The freedom the Internet provides has served as a global aid for tens of millions of people in places like Egypt, Tunisia and Iran, to name a few. All of this has been accomplished largely without interference from corporations, governments, or any other global institutions until now.

We must unite and stand up to those who wish to censor the Internet. We must not allow them the freedom to moderate information and decide what we are "permitted" to view. We must protect what is rightfully ours.

We must protect the rights of the Internet.

You Are Anonymous
You are legion
You can not forgive this.
You can not forget this.
Expect eRevolution.

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