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 Trilingual World Observatory: italiano, english, română. GLOBAL NEWS & more... di Redazione
   
 
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
By Admin (from 14/03/2011 @ 08:00:39, in it - Scienze e Societa, read 1604 times)

La conoscenza delle materie prime e dei processi produttivi non è solo il primo passo da compiere nell'accostarsi alla birra: è anche una chiave per stabilire se il prodotto è di qualità o meno.
 
La birra infatti, anche quella industriale,è un prodotto altamente naturale e per quanto le tecniche di preparazione abbiano subito cambiamenti nel corso dei secoli, rimane strettamente legata alla qualità degli ingredienti impiegati. La certezza è che non esiste altro modo per fare una buona birra se non partire da materie prime scelte: acqua, malto d'orzo e aggiunta di luppolo e lievito. Tralascerei tutto il procedimento e gli accorgimenti per trasformare questi elementi in birra, per non annoiarvi.
 
In Germania si parla di "altbier" diffuse nell'area di Dortmund altre alla "kolsch" la birra di Colonia, e alle Weizenbier, specialità preparate con miscele contenenti da un quarto a un terzo di malto di frumento. La birra più diffusa è la "lager", birra a bassa fermentazione. La piu' famosa tra le "lager" è la "pilsner" detta anche "pilsener" o "pils" che è anche la piu' antica; prende il nome dalla città di Pilsen in Boemia.
 
Spesso le molte "lager" prodotte sono specialità locali come la "Munchner" la "Dortmunder"; altre birre tedesche a bassa fermentazione sono la "bock" la "doppelbock" e la "marzen" bevuta durante l'Oktoberfest.
 
Il bicchiere standard è quello a tulipano, leggermente svasato nella parte alta, molto usato per le birre tipo "lager" e "pils". Bisogna bagnare il bicchiere in precedenza per limitare l'attrito al fine di non far formare eccessiva schiuma; inclinare bottiglia e bicchiere formando un angolo di circa 160° che raddrizzeremo fino a farlo diventare retto.
 
Non si può generalizzare dicendo che sia meglio scegliere la birra alla spina rispetto a quella in bottiglia. Indubbiamente una buona birra fresca di produzione, ben spillata alla giusta temperatura da un fusto appena aperto, sarà più fragrante così come lo è il pane appena sfornato.
 
A questo punto beviamo un sorso di birra e facciamolo circolare con attenzione in tutta la bocca prima di deglutire. E' in bocca che percepiremo le sensazioni di acido, dolce e amaro che ci permetteranno di valutare meglio la qualità di malto e luppolo usati. Le birre "lager" e "pilsner" sono sicuramente più ricche di profumi di orzo, di altri cereali e di differenti varietà di luppolo. In alcuni casi sono arricchite da note fresche floreali e da sentori fruttati, spesso di agrumi e di mela verde.
 
Ora però vorrei consigliarvi alcune tra le migliori birre prodotte in Baviera:
 
AUGUSTINER
Di colore chiaro, questa birra di Monaco ha una schiuma non molto persistente; i profumi sono dominati dal luppolo e dall'intensità del malto che ricorda lo zucchero caramellato.
 
PAULANER HEFE WEISSBIER
La Paulaner è stata fondata nel 1634 dai monaci dell'ordine di S. Francesco da Paola. Oggi è la più grande fabbrica di birre di Monaco e produce 6 o 7 specialità. Ha una schiuma compatta e fine, profumi freschi e floreali con note di lievito; in bocca è fragrante, morbida e fruttata.
 
 LÖWENBRÄU ORIGINAL
Anche questa fabbricata a Monaco, con spuma abbondante, mediamente persistente. Aroma di erba fresca,non intenso e poco persistente. In bocca è frizzante, di media corposità, con luppolo che compare discreto, ben equilibrato con il malto.

AYINGER WEISSE
Ayinger è un villaggio ai piedi delle Alpi poco distante da Monaco. Questa weisse è di colore paglierino e la schiuma è compatta e persistente mentre l'olfatto è caratterizzato da fiori e frutta matura con toni di affumicato. In bocca è fresca, fruttata e con una buona struttura. (ndr: è la mia preferita!)
 
ERDINGER WEISSBIER
La Erdinger è la più importante fabbrica di birre di frumento in tutta la Germania. Ha una schiuma aderente e persistente;il colore è paglierino spento mentre l'olfatto offre profumi fruttati con note floreali e un tocco speziato. In bocca è morbida e fresca.
 
FRANZISKANER
La Spaten di Monaco è molto famosa; al naso si apre con profumi intensi di frutta acidula, fiori freschi, ma anche sentori di cereale, non è molto frizzante.
 
PAULANER SALVATOR
E' una doppelbock di colore bruno rossastro, con poca schiuma, esprime una gamma di profumi intensi: si avvertono caramello, malto tostato, miele di castagno, cioccolato, note speziate. L'impatto in bocca è quasi violento, avvolgente, con un netto sentore di liquirizia.
 
Vi segnalo inoltre EKU 28, HERRNBRÄU ST. MARTINI e SPATEN OKTOBERFEST di cui non posso dilungarmi a descrivere per questioni di spazio e mi congedo dicendovi PROSIT!!!

Fonte: tuttobaviera.it

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Freedom is DEAD!

According to AFP an american federal judge ruled on Friday that Twitter must provide information about people in contact with WikiLeaks, as ordered by the Obama Administration.

The  Federal Judge in East Virginia, Theresa Carroll Buchanan refused to cancel the administration's order on Friday, which she endorsed in December, to provide information about the Twitter accounts of the Icelandic Parliament member, Birgitta Jonsdottir, of an American computer scientist, Jacob Appelbaum, and Rop Gonggrijp, a Dutch employee of WikiLeaks.

She does not consider founded their fear that "the administration develops a chart of contacts that violates the freedom of expression" guaranteed by the First Amendment to the U.S. Constitution.

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Potrivit AFP, un judecător federal american a decis vineri, că Twitter trebuie să furnizeze informatii despre persoanele aflate în contact cu Wikileaks, dupa cum a fost ordonat de către administratia Obama.

Judecătorul federal din Virginia de Est, Theresa Carroll Buchanan a refuzat vineri să anuleze ordinul administratiei, aprobata în luna decembrie, ca Twitter să furnizeze informaţii despre conturile unui membru al Parlamentului islandez, Birgitta Jonsdottir, ale unui om de stiintă american specialist in informatica, Jacob Appelbaum, si Rop Gonggrijp, un colaborator olandez al Wikileaks.

Ea nu consideră fondata frica lor că "administratia dezvoltă o diagramă de contacte care încalcă libertatea de exprimare", garantata de Primul Amendament la Constitutiei SUA.

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Ford Turani for Turismo Associati .it

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By Admin (from 13/03/2011 @ 14:00:03, in ro - Stiinta si Societate, read 1625 times)

Un triangolo marino ricco di vita è quello compreso tra la costa ligure, quella corsa e quella provenzale. Un ambiente che può vantare la più alta concentrazione di cetacei fra tutti i mari italiani e che con tutta probabilità rappresenta l'area faunisticamente più ricca dell'intero Mediterraneo.


 
Capodogli, balenottere comuni, delfini, grampi, globicefali costituiscono un ecosistema pelagico di grande ricchezza che connota quest'area come eccezionalmente produttiva e ricca di forme viventi con valori che si avvicinano a quelli delle acque atlantiche. Un ecosistema prezioso di cui occorre mantenere le condizioni ottimali se non si vuole correre il rischio di vederlo modificato dalle attività umane che si svolgono sul mare.
 
La costituzione dell'area protetta si avvia nel 1990 con l'istituzione di un regime di protezione per i cetacei presenti nel bacino corso-liguro-provenzale con il nome di Progetto Pelagos che prevede l'istituzione di una Riserva della Biosfera.


 
Il progetto nel 1992, tra le diverse attività, effettua un censimento sulla superficie del futuro Santuario che consente la stima numerica delle stenelle (piccolo delfino, 32.800 esemplari) e delle balenottere comuni (830 esemplari) presenti nella zona nel periodo estivo.
 
Nel frattempo viene prodotto il testo della Dichiarazione congiunta relativa all'istituzione di un Santuario mediterraneo per i mammiferi marini che prevede l'istituzione del Santuario, la designazione di un'autorità competente a coordinarne la gestione e l'adozione di misure appropriate tra cui il divieto di catture deliberate e di turbative intenzionali per motivi di ricerca, l'uso di reti pelagiche derivanti, la lotta contro l'inquinamento, la regolamentazione delle competizioni off-shore, la regolamentazione delle attività di whale-watching e, infine, l'incoraggiamento di programmi di ricerca e di campagne di sensibilizzazione del grande pubblico.
Tutto questo per garantire ai mammiferi marini della regione e ai loro habitat uno stato di conservazione favorevole.


 
La zona richiama sempre più l'attenzione degli istituti scientifici e, quasi dieci anni dopo, nell'ottobre del 1999, i ministri, italiano, francese e monegasco, si riuniscono a Roma per una firma definitiva che vede la nascita ufficiale del Santuario internazionale dei cetacei del Mar Ligure.
 
Un'area protetta che in gran parte si trova in acque internazionali e che ha l'obiettivo di tutelare i 100.000 chilometri quadrati tra Tolone (Francia), Capo Falcone (Sardegna occidentale) e Fosso Chiarone (Toscana), in cui oggi è possibile navigare per conoscere meglio, ma senza disturbare, le specie protette presenti.
 
Attualmente, dopo che i tre Stati hanno ratificato l'accordo, Genova accoglie la sede del segretariato, nei prestigiosi locali di Palazzo Ducale messi a disposizione dalla Regione Liguria.

Fonte: Regione Liguria

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By Admin (from 13/03/2011 @ 11:00:22, in en - Science and Society, read 1469 times)

An ant colony is the last place you'd expect to find a maths whiz, but University of Sydney researchers have shown that the humble ant is capable of solving difficult mathematical problems.

These findings, published in the Journal of Experimental Biology, deepen our understanding of how even simple animals can overcome complex and dynamic problems in nature, and will help computer scientists develop even better software to solve logistical problems and maximise efficiency in many human industries.

Using a novel technique, Chris Reid and Associate Professor Madeleine Beekman from the School of Biological Sciences, working with Professor David Sumpter of Uppsala University, Sweden, tested whether Argentine ants (Linepithema humile) could solve a dynamic optimisation problem by converting the classic Towers of Hanoi maths puzzle into a maze.

Finding the most efficient path through a busy network is a common challenge faced by delivery drivers, telephone routers and engineers. To solve these optimisation problems using software, computer scientists have often sought inspiration from ant colonies in nature - creating algorithms that simulate the behaviour of ants who find the most efficient routes from their nests to food sources by following each other's volatile pheromone trails. The most widely used of these ant-inspired algorithms is known as Ant Colony Optimisation (ACO).

"Although inspired by nature, these computer algorithms often do not represent the real world because they are static and designed to solve a single, unchanging problem," says lead author Chris Reid, a doctoral student from the Behaviour and Genetics of Social Insects Laboratory.

"But nature is full of unpredictability and one solution does not fit all. So we turned to ants to see how well their problem solving skills respond to change. Are they fixed to a single solution or can they adapt?"

The researchers tested the ants using the three-rod, three-disk version of the Towers of Hanoi problem - a toy puzzle that requires players to move disks between rods while obeying certain rules and using the fewest possible moves. But since ants cannot move disks, the researchers converted the puzzle into a maze where the shortest path corresponds to the solution with fewest moves in the toy puzzle. The ants at the entry point of the maze could chose between 32,768 possible paths to get to the food source on the other side, with only two of the paths being the shortest path and thus the optimal solution.

The ants were given one hour to solve the maze by creating a high traffic path between their nest and the food source, after which time the researchers blocked off paths and opened up new areas of the maze to test the ants' dynamic problem solving ability.

After an hour, the ants solved the Towers of Hanoi by finding the shortest path around the edge of the maze. But when that path was blocked off, the ants responded first by curving their original path around the obstacle and establishing a longer, suboptimal, route. But after a further hour, the ants had successfully resolved the maze by abandoning their suboptimal route and establishing a path that traversed through the centre of the maze on the new optimal route.

But not all the colonies' problem solving skills were equal: ants that were allowed to explore the maze without food for an hour prior to the test made fewer mistakes and were faster at resolving the maze compared to the ants that were naive. This result suggests that the "exploratory pheromone" laid down by ants searching a new territory is key in helping them adapt to changing conditions.

"Even simple mass-recruiting ants have much more complex and labile problem solving skills than we ever thought. Contrary to previous belief, the pheromone system of ants does not mean they get stuck in a particular path and can't adapt. Having at least two separate pheromones gives them much more flexibility and helps them to find good solutions in a changing environment. Discovering how ants are able to solve dynamic problems can provide new inspiration for optimisation algorithms, which in turn can lead to better problem-solving software and hence more efficiency for human industries."

Source: PhysOrg

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By Admin (from 13/03/2011 @ 08:00:37, in ro - Observator Global, read 1474 times)

 Cercetatorii scot la lumina permanent vestigii materiale si spirituale, fac descoperiri neasteptate, nu de putine ori capabile sa rastoarne ipoteze si teorii considerate pâna mai ieri de neclintit. Unele domenii, cum sunt tehnologiile, par mai permeabile la asemenea schimbari. Altele, precum istoria obisnuita sa umble cu masuri duble ori foarte subiective, contesta deseori vehement noul ori interpreteaza dovezile in mod partinitor. In fata unor evidente cum este cazul de fata, negativismul cu orice pret se elimina insa singur din discutie.

Celebra zona Nazca, din Peru, este cunoscuta pe intreaga planeta datorita incredibilelor desene ciclopice al caror mister nu a fost inca dezlegat. Un sit de 450 de kilometri patrati lasa la vedere contururile trasate in linii paralele ale unor animale gigantice (un colibri, o maimuta, un paianjen etc.) si alte asemenea geoglife, bizare fie si numai pentru faptul ca ele nu pot fi vazute altfel decât din aer. Scepticul cercetator american Joe Nickell, de la Universitatea Kentucky, a reusit sa demonstreze cum ar fi putut indigenii sa realizeze uriasele desene, fara sa fi fost coordonati de la o inaltime la care oricum nu aveau acces. El a reprodus pe un câmp imaginea condorului de la Nazca, dar nu a gasit si explicatia pentru scopul depunerii unei asemenea munci sisifice, de catre niste oameni care au trait in zona aproximativ in perioada 4200 i.Ch. - 400 d.Ch., dezvoltând o civilizatie avansata.

Calendar astronomic pentru agricultori sau pista de aterizare pentru OZN-uri: iata doar doua ipoteze lansate in timp, cu privire la rostul liniilor trasate in desertul peruvian. O descoperire recenta clatina insa toate ipotezele anterioare. Orasul Cahuachi, capitala regiunii Nazca, de peste 1500 de ani acoperit de uitare si de praful zonei aride din jur, a inceput sa „vorbeasca”. Arheologul italian Giuseppe Orefici a dezgropat partial o piramida de 30 de metri inaltime, inconjurata de peste 40 de alte constructii, mai modeste. In zona explorata s-au gasit mumii si numeroase artefacte, intre care vase si tesaturi decorate cu imagini mitologice izbitor de asemanatoare cu desenele din desert. }esaturile sunt foarte fine, ceea ce sugereaza ca nu apartineau unor vesminte obisnuite. Pe de alta parte, nici o arma nu s-a gasit la Cahuachi, in schimb au aparut alte indicii neobisnuite.

 Mumiile a 64 de lama, inconjurate de ofrande (ceramica, vegetale, resturi animale), alaturi trei cranii umane orientate catre mumii si inca doua morminte, totul - „supravegheat” de un cap sculptat in piatra. Ansamblul indica urmarea unui anumit ritual referitor la venerarea unor zeitati si la relatia cu lumea mortilor. In sustinerea rationamentului apar si câteva cranii perforate in mijlocul fruntii si strabatute de o frânghie. Un „dispozitiv” care permitea probabil transportarea relicvelor pâna la un loc destinat ofrandelor. Toate indiciile converg catre ideea ca aici a fost un oras sfânt. Un fel de Vatican precolumbian? De ce nu? De pe vârful piramidei, se poate vedea râul Nazca venind din Anzi si strabatând desertul, inainte sa se piarda in imensitatea Pacificului. Constructia putea folosi asadar la marile ceremonii de implorare a zeilor pentru a trimite ploi si recolte bogate.

In epoca sa de glorie, Cahuachi numara circa 5000 de locuitori, un numar deloc de neglijat pentru vremea respectiva. Iar daca acestia erau preoti, straniile linii din desert se prea poate sa fi reprezentat mesaje pe care doar zeii ar fi putut sa le vada si sa le citeasca. Analiza suvitelor de par si a smaltului dintilor, de la mumiile descoperite, arata ca era vorba despre indivizi sanatosi si bine hraniti. In jurul piramidei, exista urmele unui sistem de irigatie sofisticat, astfel incât Cahuachi aparea in marginea desertului ca o gradina unde se gasea hrana din belsug. Un Paradis terestru rezervat elitei religioase. Sa fi fost insa acesta un pacat de neiertat? Ca a fost sau nu o pedeapsa divina e greu de spus, cert e ca in secolul al VII-lea, un seism urmat de inundatii puternice a distrus uriasul templu, trimitându-l definitiv in mit.

ADRIAN-NICOLAE POPESCU - magazin.ro

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By Admin (from 12/03/2011 @ 14:00:14, in it - Scienze e Societa, read 2039 times)

Ravascletto (Ravasclêt in lingua friulana, localmente Monai) è un comune di 642 abitanti della provincia di Udine.

 Il comune, composto dal capoluogo e dalle frazioni di Zovello (Zuviel) e Salars (Salârs), sorge a 952 m in Valcalda, una delle 7 valli della Carnia. Il paese è dominato dalle morbide sagome dei monti Crostis (2251 m) e Cimon di Crasulina (2.104 m) a Nord, e dai monti Zoncolan (1.740 m) e Tamai (1.970 m) a Sud.
 
Sebbene interessato da un forte fenomeno di spopolamento, Ravascletto è oggigiorno uno dei maggiori poli turistici estivi ed invernali della regione Friuli-Venezia Giulia, grazie alla bellezza dell'ambiente circostante e alle piste da sci del monte Zoncolan.
 
La Valcalda e' una vallata che innamora a prima vista - verde il prato che si estende finche' l'occhio puo' guardare. Sono queste le prime due frasi dell'inno della Valcalda, tradotte in italiano dal carnico, dove, adagiato sui suoi declivi solati, come un grande presepe, giace Ravascletto, con le frazioni di Zovello a levante e Solars a ponente.
 
Dall'alto dei suoi 958 m di quota, il centro della Valcalda puo' spaziare con lo sguardo su tutta la valle del But a oriente e sulla Val Degano ad occidente fino ad abbracciare le Dolomiti Pesarine. E' una altitudine ideale per un soggiorno montano in una realta' turistica in continua evoluzione, attrezzata sia per un turismo tipicamente estivo che per il turismo invernale. Come stazione turistica estiva Ravascletto ha cominciato a muovere i primi passi subito dopo il primo conflitto mondiale, mentre il turismo invernale basato sugli sci - la prima seggiovia, chiamata del "Cuel Picciul", data 1948, e' la prima della Regione - ha fatto capolino sul finire degli anni quaranta, con i primi impianti di sci e con successive realizzazioni culminate, a meta' degli anni settanta, con la costruzione dell'impianto funiviario che porta in cima al monte Zoncolan, attrezzato con seggiovie che meritano alla zona l'appellativo "Zoncolan - sole neve" diventando una delle stazioni invernali piu' appetibili del Friuli-Venezia Giulia per la qualita' dell'innevamento, per il suo sole, per le sue facilita' di accesso, per la sicurezza delle strade, compresa la splendida arteria che da Sutrio (m 500 s.l.m.) sale fino ai 1300 m dalla parte piu' bassa di tutto il grande demanio sciabile.
 
Da vedere.


 
I centri abitati del comune di Ravascletto, in bella posizione paesaggistica sulla strada che attraversa la Valcalda, sono documentati fin dal sec. XIII e si caratterizzano per la presenza di alcuni interessanti esempi di casa carnica: tra queste, casa da Colauda del sec. XVI e le settecentesche casa Baldisar, casa in Luc, casa de Stalis.


 
Per quanto riguarda gli edifici sacri, la parrocchiale di S. Matteo Apostolo, settecentesca, conserva due grandi tele (Ultima Cena e Discesa dello Spirito Santo) e un trittico su tavola (Madonna con Bambino e Santi) della fine del Cinquecento, ed affreschi di G. Moro (sec. XX).
 
Nella chiesa di Zovello, statue lignee e tavolette dipinte (sec. XVII), ultimo resto di un altare ligneo eseguito da G.A. Agostini. Da Ravascletto si può raggiungere in funivia il monte Zoncolan, attrezzata stazione sciistica. Buone escursioni ai laghetti di Tarond e Crasulina.
 
Ravascletto, la perla della Valcalda, appare appoggiata nella conca verdissima a 950 mt. di altitudine.
La valle, trasversale fra la Val Degano e la Valle del But, è dominata dai massicci del monte Crostis e del monte Arvenis, ha grandi prati e boschi ed è raggiungibile sia dalla strada che sale da Sutrio che da quella che si inerpica da Comeglians.
 
Ravascletto, la perla della Valcalda, appare appoggiata nella conca verdissima a 950 mt. di altitudine. La valle, trasversale fra la Val Degano e la Valle del But, è dominata dai massicci del monte Crostis e del monte Arvenis, ha grandi prati e boschi ed è raggiungibile sia dalla strada che sale da Sutrio che da quella che si inerpica da Comeglians.
 
La posizione di Ravascletto, di fronte e ai piedi del monte Zoncolan ha fatto sì che la località diventasse negli ultimi anni punto di partenza (oltre a Sutrio) per questo polo sciistico a 1700 mt di quota, fra i più attrezzati del Friuli-Venezia Giulia.
 
I tolmezzini, e non solo, della mia età ricordano certamente con nostalgia gli anni cinquanta dello sci da discesa, quasi pionieristici,  sul cosiddetto "canalone" di Ravascletto, la cui partenza si raggiungeva con la seggiovia del "Cuel Picciul"  (la prima della Regione) costruita nel 1948. Ravascletto  si raggiungeva col gruppo del CAI la domenica mattina con la corriera che saliva da Sutrio, con grande  difficoltà sulla stretta strada allora sempre innevata.
Oggi c'è la funivia a portare gli sciatori fino in cima alla vetta del monte Zoncolan. Ravascletto, oltre alle strutture per lo sci ( fondo, discesa, sci alpino e sci fuoripista) è attrezzata con campi per il pattinaggio su ghiaccio, una pista per lo slittino (viene illuminata di notte), una palestra verde con tennis e minigolf e la scuola di deltaplano.
 
La località naturalmente dispone di alberghi, appartamenti, case private per le vacanze, tutti costruiti nel rispetto dello stile "montagna".

Fonte: ravascletto.com

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By Admin (from 12/03/2011 @ 11:00:27, in en - Science and Society, read 1453 times)

Physicists are closer than ever to finding the source of the Universe's mysterious dark matter, following a better than expected year of research at the Compact Muon Solenoid (CMS) particle detector, part of the Large Hadron Collider (LHC) at CERN in Geneva.

The scientists have now carried out the first full run of experiments that smash protons together at almost the speed of light. When these sub-atomic particles collide at the heart of the CMS detector, the resultant energies and densities are similar to those that were present in the first instants of the Universe, immediately after the Big Bang some 13.7 billion years ago. The unique conditions created by these collisions can lead to the production of new particles that would have existed in those early instants and have since disappeared.

The researchers say they are well on their way to being able to either confirm or rule out one of the primary theories that could solve many of the outstanding questions of particle physics, known as Supersymmetry (SUSY). Many hope it could be a valid extension for the Standard Model of particle physics, which describes the interactions of known subatomic particles with astonishing precision but fails to incorporate general relativity, dark matter and dark energy.

Dark matter is an invisible substance that we cannot detect directly but whose presence is inferred from the rotation of galaxies. Physicists believe that it makes up about a quarter of the mass of the Universe whilst the ordinary and visible matter only makes up about 5% of the mass of the Universe. Its composition is a mystery, leading to intriguing possibilities of hitherto undiscovered physics.

Professor Geoff Hall from the Department of Physics at Imperial College London, who works on the CMS experiment, said: "We have made an important step forward in the hunt for dark matter, although no discovery has yet been made. These results have come faster than we expected because the LHC and CMS ran better last year than we dared hope and we are now very optimistic about the prospects of pinning down Supersymmetry in the next few years."

The energy released in proton-proton collisions in CMS manifests itself as particles that fly away in all directions. Most collisions produce known particles but, on rare occasions, new ones may be produced, including those predicted by SUSY – known as supersymmetric particles, or 'sparticles'. The lightest sparticle is a natural candidate for dark matter as it is stable and CMS would only 'see' these objects through an absence of their signal in the detector, leading to an imbalance of energy and momentum.

In order to search for sparticles, CMS looks for collisions that produce two or more high-energy 'jets' (bunches of particles travelling in approximately the same direction) and significant missing energy.

Dr Oliver Buchmueller, also from the Department of Physics at Imperial College London, but who is based at CERN, explained: "We need a good understanding of the ordinary collisions so that we can recognise the unusual ones when they happen. Such collisions are rare but can be produced by known physics. We examined some 3 trillion proton-proton collisions and found 13 'SUSY-like' ones, around the number that we expected. Although no evidence for sparticles was found, this measurement narrows down the area for the search for dark matter significantly."

The physicists are now looking forward to the 2011 run of the LHC and CMS, which is expected to bring in data that could confirm Supersymmetry as an explanation for dark matter.

The CMS experiment is one of two general purpose experiments designed to collect data from the LHC, along with ATLAS (A Toroidal LHC ApparatuS). Imperial’s High Energy Physics Group has played a major role in the design and construction of CMS and now many of the members are working on the mission to find new particles, including the elusive Higgs boson particle (if it exists), and solve some of the mysteries of nature, such as where mass comes from, why there is no anti-matter in our Universe and whether there are more than three spatial dimensions.

Source: PhysOrg - More Info at: CMS

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By Admin (from 12/03/2011 @ 08:00:52, in ro - Stiinta si Societate, read 1303 times)

 Desi ideea, in sine, ar putea parea hilara, chiar absurda, aflati ca ea se bazeaza pe cele mai argumentate dovezi. Jeremy Andreson, profesor de stiinte naturale la Universitatea Massey, statul South Dakota, vrea sa demonstreze lumii ca, oricât ar parea de incredibil, daca plantezi seminte de plante, poti recolta... dolari! Se stie ca plantele acumuleaza din sol, desigur, in cantitati infime, diferite metale, folositoare lor in procesul de dezvoltare. In anul 1977, dr. Robert Brooks, unul dintre cei mai mari biologi americani si care i-a fost profesor lui Anderson, a dovedit ca metalele se pot extrage din plante, reusind el insusi sa extraga o cantitate de 0,01 g de nichel din câteva kilograme de masa vegetala. El a numit acest proces „fitominie” si a demonstrat, dar asta numai din punct de vedere teoretic, ca similar, se pot extrage din plante, zinc, plumb si chiar aur, desi in cazul acestor metale, problema este mult mai complicata, având in vedere densitatea lor ridicata si faptul ca sunt mai putin solubile decât nichelul, de pilda.

Iata insa ca, anul acesta, dupa mai bine de un deceniu de cercetari si experimente, si dupa ce un grup de colegi de-ai sai reusisera sa faca plumbul indeajuns de solubil spre a fi absorbit de plante, Anderson sustine ca ar fi reusit acelasi lucru cu aurul! Cu ajutorul unei tehnologii speciale, pe care o tine secreta - a depus documentatia in cutia cu valori a unei banci din New York - savantul american spune ca a reusit extragerea din sol, prin intermediul plantelor, a fragmentelor infinitezimale de metal nobil!

Pentru aceasta, el a inchiriat un teren de doua hectare, aflat in apropierea unei mine parasite din California, o regiune cândva foarte bogata in filoane aurifere si, cultivând pe ea rapita, a reusit, gratie acelei tehnologii revolutionare, sa adune circa 10 grame de aur, o cantitate impresionanta, in opinia sa. Desi Anderson nu a vrut sa dezvaluie metoda folosita, cautatorii de aur, care inca impânzesc California, sunt convinsi ca stiu secretul.

Ei spun ca savantul, dupa ce a plantat semintele de rapita, a udat solul cu un concentrat pe baza de sulfuri, care are capacitatea de a face aurul mai solubil. Acest lucru a fost insa facut, apreciaza ei, in perioada de maxima germinatie, atunci când planta absoarbe cel mai bine resursele minerale si organice din sol. Cantitatile infime de aur au fost astfel „inghitite”, iar dupa recoltarea plantelor, au fost extrase usor prin arderea rapitei uscate si „clatirea” cenusii rezultate cu mercur, metal care are rolul de a coagula bobitele de aur.

 Desi Anderson nu a avut nici o reactie la explicatiile cautatorilor de aur, el este de parere ca prin dezvoltarea la proportii globale a metodei sale, milioane de oameni vor scapa de saracie. „In America de Sud, de pilda, terenurile aurifere ale incasilor, mai pastreaza inca aur, in cantitati mici, e drept, dar care poate fi extras. Oamenii de acolo vor putea scapa astfel de saracie. Viata lor se va schimba si vor putea deveni cei mai bogati oameni din lume, caci, spre deosebire de arabi, care stau pe petrol, ei vor sta pe aur!” Poate ca toata lumea ar fi multumita daca o asemenea solutie ar fi adoptata si la noi, la Rosia Montana. Ce mai zarzavaturi aurifere ar inflori din adâncurile Apusenilor...

Sursa: magazin.ro

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By Admin (from 11/03/2011 @ 14:00:06, in it - Osservatorio Globale, read 1993 times)

Conoscete un luogo dove allo stesso tempo ci si può rilassare in una famosa birreria e ammirare l'arte bavarese? Vorrei suggerirvi di andare ad Andechs, un paesino sopra il lago di Ammer (Ammersee).
 
Secondo la leggenda nel lontano X secolo san Rasso qui mise al sicuro delle reliquie, raccolte in Terra Santa, e nel XII secolo il conte Bertoldo radunò le “cose sacre”, cioè le tre sacre ostie. Nel 1388 ci fu un evento: il ritrovamento delle ostie sacre. A partire da questa data cominciò a fiorire il pellegrinaggio al “Sacro Monte”.
 
 Ancora oggi il santuario è molto visitato e famoso, e non solo in Baviera. Però mi pare che non solo i sensi religiosi e non solo l’arte di grande prestigio conduca la gente al santuario e al convento ma forse prima di tutto la famosissima birra di Andechs. Questa bevanda viene prodotta secondo un'antica ricetta dei Benedettini che vivono sul monte dal 1451.
 
 Come mai fu costruito questo convento nel ‘400? E' una storia interessante: il duca bavarese Albrecht III che viveva a Straubing sul Danubio sposò Agnes Bernauer, figlia di un parrucchiere di Augusta. Siccome questo matrimonio non era conforme al proprio stato sociale il padre di Albrecht condannò a morte la povera Agnes in un modo terribile: nel 1435 la fece annegare nel fiume Danubio. Come espiazione dell’atrocità del padre, Albrecht fondò il monastero sul “Sacro Monte”.
 
 Come raggiungere il Sacro Monte?


 
 Una comoda soluzione è prendere la metropolitana suburbana S8 partendo dalla Hauptbahnhof (stazione centrale) di Monaco, il sabato con partenza alle 9:00 e arrivo a Herrsching sul Ammersee alle 9:45. Poi vi consiglio una camminata a piedi attraverso la valle di Kien (Kiental) fino ad Andechs. Questo sentiero è il più bello della zona e conduce fra ripidi pendii accanto al torrente Kienbach. La valle si formò nell’ultima epoca glaciale circa diecimila anni fa. Si trova il sentiero presso la stazione di Herrsching col cartello “Fußweg nach Andechs” (sentiero per Andechs). L’imbocco nella valle di Kien si trova sotto la piccola chiesa di san Martino (St. Martin) che sorge su una piccola collina. Presso la chiesa si va a sinistra. Buona camminata!
 
 A ricompensa della salita di circa 40 minuti (4 km) vi aspetta il Bräustüberl (birreria) con un buon “Andechser Spezial Hell” (birra speciale chiara). Prost - alla salute!
Chi vuole godere non solo la birra del convento ma anche l’arte non dev’essere deluso perché l'interno della chiesa è ricco di pregevoli opere artistiche.
 
 Mentre se si vuole assaporare l'ottima birra di Andechs senza salire sul „Sacro Monte“ basta andare nel ristorante “Andechser am Dom” che si trova accanto al Duomo di Monaco.
 
Ulrich Schwendke - Fonte: tuttobaviera.it

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The mechanism that controls the internal 24-hour clock of all forms of life from human cells to algae has been identified by scientists.

Not only does the research provide important insight into health-related problems linked to individuals with disrupted clocks – such as pilots and shift workers – it also indicates that the 24-hour circadian clock found in human cells is the same as that found in algae and dates back millions of years to early life on Earth.

Two new studies out today in the journal Nature from the Universities of Cambridge and Edinburgh give insight into the circadian clock which controls patterns of daily and seasonal activity, from sleep cycles to butterfly migrations to flower opening.

One study, from the University of Cambridge's Institute of Metabolic Science, has for the first time identified 24-hour rhythms in red blood cells. This is significant because circadian rhythms have always been assumed to be linked to DNA and gene activity, but – unlike most of the other cells in the body – red blood cells do not have DNA.

Akhilesh Reddy, from the University of Cambridge and lead author of the study, said: "We know that clocks exist in all our cells; they're hard-wired into the cell. Imagine what we'd be like without a clock to guide us through our days. The cell would be in the same position if it didn't have a clock to coordinate its daily activities.

"The implications of this for health are manifold. We already know that disrupted clocks – for example, caused by shift-work and jet-lag – are associated with metabolic disorders such as diabetes, mental health problems and even cancer. By furthering our knowledge of how the 24-hour clock in cells works, we hope that the links to these disorders – and others – will be made clearer. This will, in the longer term, lead to new therapies that we couldn't even have thought about a couple of years ago."

For the study, the scientists, funded by the Wellcome Trust, incubated purified red blood cells from healthy volunteers in the dark and at body temperature, and sampled them at regular intervals for several days. They then examined the levels of biochemical markers – proteins called peroxiredoxins – that are produced in high levels in blood and found that they underwent a 24-hour cycle. Peroxiredoxins are found in virtually all known organisms.

A further study, by scientists working together at the Universities of Edinburgh and Cambridge, and the Observatoire Oceanologique in Banyuls, France, found a similar 24-hour cycle in marine algae, indicating that internal body clocks have always been important, even for ancient forms of life.

The researchers in this study found the rhythms by sampling the peroxiredoxins in algae at regular intervals over several days. When the algae were kept in darkness, their DNA was no longer active, but the algae kept their circadian clocks ticking without active genes. Scientists had thought that the circadian clock was driven by gene activity, but both the algae and the red blood cells kept time without it.

Andrew Millar of the University of Edinburgh's School of Biological Sciences, who led the study, said: "This groundbreaking research shows that body clocks are ancient mechanisms that have stayed with us through a billion years of evolution. They must be far more important and sophisticated than we previously realised. More work is needed to determine how and why these clocks developed in people – and most likely all other living things on earth – and what role they play in controlling our bodies."

Source: PhysOrg

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