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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
By Admin (from 08/01/2011 @ 08:00:11, in it - Scienze e Societa, read 1699 times)

Tra lago e collina, di borgo in isola, tradizione, folklore e gastronomia danno il meglio di sé. In riva all'acqua, all'ombra degli ulivi o tra i filari tra Franciacorta e Sebino ovunque è un invito ad assaporare il passato. Ecco il calendario degli eventi.

 

Franciacorta uguale vigneti e vino. Questa è la stagione in cui accompagnare il vino ai tradizionali piatti robusti e semplici di quella parte di Lombardia che si distende tra le colline di Franciacorta e le sponde del lago d'Iseo, passando per la riserva naturale delle torbiere.

 

Sale Marasino è il paese delle zucche. Qui, dove da anni giungono coltivatori da tutta Italia per la sfida all’esemplare più grosso (nel 2009 ha vinto una di ben 440 chili), l’11 e 12 settembre si apre la settima edizione di Sale in zucca, festival della tradizione locale e omaggio al cucurbitaceo. Una scenografia a tema vestirà a festa il lungolago e le vie del borgo, cornice per bancarelle di artigianato e prodotti tipici, allestimenti artistici esibizioni in costumi antichi, spettacoli, mostre di attrezzi agricoli d’epoca.

 

La settimana successiva, dal 14 al 19 settembre si terrà la Festa di Santa Croce che ogni cinque anni veste di un tripudio di fiori di carta, magistralmente e pazientemente realizzati a mano dalle donne del posto, le frazioni Carzano e Novale di Montisola (la più grande isola lacustre abitata d’Europa). La festa si perpetua dal 1836 come ex-voto alla Santissima Croce per scampare al colera. Il clou è il 14 settembre, con la processione. Fino alla domenica, sono in programma concerti, spettacoli, dimostrazioni di confezionamento dei fiori, gare con imbarcazioni tipiche e fuochi d’artificio.

Funghi, castagne e formaggi

Pisogne, il 27 e 28 settembre ospita la tradizionale Festa del fungo e della castagna, giunta alla sessantesima edizione. Bancarelle per l’acquisto e stand gastronomici fanno da cornice al concorso per il fungo più grande e per il cestino di castagne più bello, oltre che a un grande braciere per caldarroste sempre acceso. I ristoranti convenzionati propongono menu a base di funghi.

 

Sempre il 27 si inaugura a Sulzano la Sagra del cinghiale: una settimana (fino al 4 ottobre) di degustazioni con menu a tema e a prezzo fisso in tutti i ristoranti del paese. Nel weekend fanno da contorno intrattenimenti, spettacoli, concerti, mercatini ed escursioni guidate tra i tesori del borgo e del suo territorio.

 

Fiamme anche sotto le caldere in occasione di Franciacorta in bianco, rassegna dedicata alla migliore produzione lattiero casearia locale e nazionale, in calendario dall’8 al 10 ottobre a Castegnato. Protagonisti sono soprattutto i prodotti della montagna bresciana con stand di assaggio e vendita, dimostrazioni di caseificazione e degustazioni guidate.

Fonte: mondointasca.org - agtiseofranciacorta.it

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Nell'ex ambasciata di Roma vivono 150 fantasmi: sono i rifugiati somali. Hanno documenti in regola e diritto ai programmi di assistenza. Invece, nell'indifferenza delle istituzioni, vivono in mezzo ai rifiuti.

Con in tasca un regolare permesso di soggiorno un gruppo di centocinquanta rifugiati provenienti dalla Somalia è costretto a vivere in condizioni disumane. Nonostante abbia diritto ai programmi di protezione per i quali l'Italia prende generosi fondi dalla comunità europea proprio per garantire accoglienza e integrazione. A cominciare da una sistemazione adeguata. Come accade in tutti gli altri paesi, Olanda e Germania in testa. Da noi no. Eppure lo Stato dispone di circa 27 milioni di euro destinati alla sistemazione di profughi e rifugiati (leggi l'articolo). Invece, questi centocinquanta invisibili dormono per terra in un edificio pericolante. Senza finestre, riscaldamento, corrente elettrica. Hanno due bagni in comune. Poche le stanze agibili, occupate con letti di fortuna ammassati tra di loro: per scaldarsi (guarda il video). Ridotti allo stremo delle forze sognano di riuscire ad andarsene ma chi supera il confine viene rispedito indietro: hanno patenti, tessere sanitarie, documenti italiani. Soltanto uno è partito senza far ritorno nell'inferno romano: un tribunale tedesco ha sospeso l'ordine di rimpatrio dopo aver accertato che le condizioni di vita in Italia non assicurano i livelli di dignità invece garantiti in Germania.

L’ultimo dei ragazzi somali che vivono nell’inferno di via dei Villini, a Roma, è da poco tornato dall’ospedale San Gallicano. L’ospedale dei ‘poveri’, visto che riceve anche i clandestini che chiedono di essere medicati. Si riunisce ai suoi compagni nelle ‘camerate’ fredde dell’ambasciata somala occupata. “Ha una brutta ferita da proiettile che va curata periodicamente – dice Maurizio Calò, presidente dell’associazione Migrare – fortuna che in questo posto, oggi chiuso alla visite abbiamo trovato un’infermiera che anche se non in servizio si è prestata a medicarlo”. Il ragazzo ha tutti i documenti in regola, compresa la tessera sanitaria, ma non sa che diritti gli sono riconosciuti, nessuno glielo ha mai spiegato.

Il Fatto quotidiano segue da settimane la vicenda dei 150 profughi della guerra civile che si sono accampati nell’ex ambasciata somala nella zona della via Nomentana. Elegante strada dove vi sono molte delle lussuose sedi diplomatiche estere. Tate e mamme di una esclusiva scuola privata svizzero-tedesca che è sullo stesso tratto dell’ambasciata occupata, passano dall’altra parte del marciapiede. “Questa gente è dignitosissima, specie i somali, che anche in condizioni di emergenza – continua l’avvocato Calò – riescono a curare il proprio igiene, fanno l’impossibile, lei stenterà a crederci, io ho trasportato nella mia auto per ore questo ragazzo, bene io non ho sentito un odore sgradevole. E’ da queste cose anche che si misura il grado di emancipazione di un uomo”.

Shukri Said, somala anche lei dell’associazione Migrare, trapiantata a Roma, sanguigna, passionaria, fa la spola qui tutti i giorni, non si perde d’animo. “Pochissimi giorni fa c’è stata una visita ricognitiva di una delegazione dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr)” si scalda la donna  “e hanno espresso profonda preoccupazione per le condizioni di degrado. Al dì sotto, riporto testuale, ‘di ogni minimo standard accettabile‘”. Senza acqua, riscaldamenti, due bagni in tutto e inagibili. Fanno su e giù con la Caritas di via Marsala, zona della stazione Termini.

Sono tutti rifugiati che avrebbero diritto a entrare nei programmi d’inserimento per i quali l’Italia prende generosi fondi europei affinché possa farli integrare: dandogli un lavoro e una sistemazione adeguata. Il cellulare dell’avvocato Calò squilla, è un amministratore locale di un paesino nell’alto Piemonte, “forse ha trovato – dice l’avvocato – una sistemazione per almeno tre di loro”. Sono ragazzi che hanno i documenti in regola. Uno di loro tira fuori tutti la patente presa in Italia, un altro tira fuori la tessera sanitaria. Documento di cui, in molti casi, i rifugiati non conoscono neanche il valore. “Sono persone, accolte da questo paese, ma nessuno fa nulla per loro. Alcuni di questi sono sbarcati a Crotone – alza la voce Said – gli è stato dato un foglietto con l’indirizzo: via dei Villini, questa è la tua residenza. Fine”. Eppure il nostro Paese dispone di circa di 27 milioni di euro l’anno per la sistemazione di rifugiati e profughi.

E’ l’Anci, l’associazione nazionale dei comuni italiani, a gestire una parte cospicua di questi fondi ma le liste di attesa sono infinite e andrebbe rivisto, come chiedono oramai molti sindaci italiani, sia di centrosinistra che di centrodestra, da Alemanno a Zanonato, tutto il sistema dell’accoglienza in Italia. Il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati oggi ha a disposizione tremila posti. Disseminati in 130 comuni in tutta Italia. “Il problema grande è che il problema viene sottodimensionato – osserva Said – abbiamo liste d’attesa molto lunghe, alcuni di questi ragazzi sono in attesa da sette anni”. Restano così fuori dal programma d’inserimento circa 44 mila persone (fonte Migrare.eu).

“Oggi in Italia abbiamo diversi sistemi paralleli di accoglienza e per i richiedenti asilo e per i rifugiati – osserva Calò – con costi diversissimi e che si potrebbero ottimizzare. Pensate a tutte le caserme militari abbandonate e come potrebbero essere reimpiegate e con quali risparmi?”.

Ilfattoquotidiano.it è andato a leggersi le graduatorie provvisorie del ministero dell’Interno appena approvate delle domande degli enti locali ammessi alla ripartizione del fondo nazionale per le politiche ed i servizi dell’asilo. Graduatorie divise in tre categorie: quelli affetti da disagio mentale, quelli vulnerabili e quelli definiti ordinari. Complessivamente sono state presentate 208 domande di contributo, 151 delle quali sono state ammesse provvisoriamente al finanziamento. Progetti che dovrebbero garantire l’accoglienza di 3 mila persone. Ma se si va a leggere la graduatoria provvisoria dei richiedenti asilo della lista ‘ordinari’ si scopre, ad esempio, che saranno erogati al comune di Torino per 50 posti, poco più di un milione e 100 mila euro ma per gli stessi posti il comune di Modena spenderà quasi la metà.

Fonte: ilfattoquotidiano.it - Autori: Lorenzo Galeazzi e David Perluigi

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By Admin (from 07/01/2011 @ 12:00:00, in en - Video Alert, read 1301 times)

Now residents, J.D., Elliot and Turk wish they had more responsibility. Meanwhile, Carla tries to convince Dr. Cox that he still loves Jordan, however he is distracted by Dr. Kelso's order to introduce him at a congratulatory conference, which he quickly refuses.

 

The new residents get their wish when they have a night shift without Dr. Cox or any attendings to fall back on. This scares them but after a pep talk by Carla, they decide to start working. One patient, a police officer injured in a pursuit, in particular shows no signs of improvement or failure so the unanimous decision is to wait and see if he needs surgery. Turk is constantly called to the clinic, with quite a lot of odd cases to go through and J.D. gets to work on other patients. Elliot is sent all the patients by an aloof ER Doctor.

 

When Dr. Cox watches Jordan sleep, he realizes Carla was right and sneaks back into the hospital to talk about this with Carla, while hiding from the residents. Upon getting home, he tells Jordan about his feelings and she tells him that their casual-sex relationship is ruined, and that she doesn't want to watch him destroy himself again over his disdain for people. Dr. Cox convinces Jordan to give him another chance and Jordan agrees on the condition that he gives the speech honoring and introducing Dr. Kelso.

 

After an hour and still no improvement on their patient, Carla lectures them on how they always whine about having no responsability yet get scared when they are left alone. The three opt for surgery and are now confident enough to finish their shifts.

 

When Dr. Cox walks up to the podium, he realizes he can't change and refers to Bob Kelso as the devil, the audience assuming it as a joke but Jordan leaves after seeing no evidence of him changing.

As Turk, Elliot, J.D. and Carla leave the hospital after their first independent night shift, Carla tells another nurse that she switched shifts to look after her friends.

Read more: http://scrubs.wikia.com/wiki/My_Nightingale#ixzz14hZfDbbb

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By Admin (from 07/01/2011 @ 10:00:02, in ro - Stiinta si Societate, read 1212 times)

 Privit, in urma cu nu multa vreme, drept o ipoteza desprinsa din romanele science-fiction ale lui Asimov sau Clarke, turismul spatial a devenit in ultimii ani o realitate incontestabila. Deocamdata, pretul calatoriilor in jurul Pamantului este prohibitiv pentru majoritatea oamenilor, in conditiile in care la ora actuala exista o singura companie in bransa, cea a magnatului britanic Richard Branson, care utilizeaza insa exclusiv tehnologie americana. Dar foarte probabil ca initiativa concernului european EADS Astrium, de a lansa propriile vehicule spatiale destinate turismului va genera o concurenta serioasa in domeniu, situatie din care clientii nu vor avea decat de castigat...

Dupa cum se stie, EADS Astrium reprezinta cel mai important constructor european de rachete si sateliti, fiind, printre altele, si proprietarul companiei Airbus. Departamentul de Transport Spatial al acestui concern a prezentat publicului, la Salonul Aeronautic de la Paris, care se desfasoara chiar in aceste zile, prototipul rachetei Phoenix, destinata exclusiv turismului spatial.

Racheta, similara ca forma cu cele trimise in Cosmos de NASA, fiind deci reutilizabila, va avea o lungime de circa 60 metri si o anvergura a aripilor de aproape 18 metri. Prototipul prezentat la expozitia de la Paris a avut dimensiuni de sase ori mai mici decat cele estimate de constructori pentru racheta propriu-zisa. Navigand cu o viteza de 4800 km/ora, racheta isi va transporta pasagerii, in doar cateva minute, in afara atmosferei terestre, la 100 km altitudine, de unde acestia vor savura o priveliste superba a planetei albastre, aflandu-se, pentru aproape zece minute, in stare de imponderabilitate.

Pretul biletului? Un chilipir!

 Initiativa firmei EADS Astrium i-a luat oarecum prin surprindere pe concurentii americani si rusi, dat fiind faptul ca marele concern se specializase pana acum doar in misiuni fara echipaj uman. Deja pe 8 mai 2004, prototipul Phoenix a fost lansat cu succes de la 2400 metri altitudine, dintr-un elicopter, si a aterizat cu precizie si fara incidente, dupa un zbor dirijat prin satelit.

Testul, desfasurat pe aerodromul de la Kiruna, la 1240 km de Stockholm, a vizat portanta aeronavei spatiale si specialistii de la laboratoarele EADS Astrium din Bremen au in proiect lansarea navetei de la o inaltime de 10.000 metri, dintr-un balon. Versiunea finala a vehiculului va trebui sa pluteasca de la o altitudine de 129 kilometri! Constructorii spera ca pretul foarte scazut, pe langa cel practicat de concurentii de la compania lui Branson – 200.000 dolari, comparativ cu peste 1 milion – va atrage un aflux de clienti, dornici ca, incepand cu anul 2009, cand se prefigureaza zborul inaugural, sa vada Pamantul din spatiu...

GABRIEL TUDOR - magazin.ro

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By Admin (from 07/01/2011 @ 08:00:35, in it - Scienze e Societa, read 2198 times)

Se ne sta appollaiato a 1209 metri di quota, immerso nella Selva Romanesca, a vegliare sul confine tra la Toscana e l’Emilia: è Piandelagotti, mite borgo appenninico in provincia di Modena, conosciuto sin dal Medioevo per la leggendaria “Fonte del Silvano” e oggi meta estiva e invernale di innumerevoli visitatori. Il paese è frazione di Frassinoro, in modenese “Frasnor”, comune di circa 2mila abitanti appartenente all’Unione di Comuni Montani Valli Dolo, Dragone e Secchia, con capoluogo a Montefiorino. Benché i panorami montani, qui, non siano imponenti e giganteschi come quelli delle Alpi, gli scenari dell’Appennino modenese reggono bene il confronto: ogni stagione ha in serbo un’orchestra commovente di colori, luci e profumi, dalle tinte delicate della primavera alle pennellate accese dell’autunno, fino allo splendore dell’estate e il fascino glaciale dell’inverno.

 

In effetti il clima e le stagioni abbelliscono Piandelagotti ogni volta con un abito diverso, che consente ai visitatori di apprezzare ora le passeggiate rilassanti, ora gli sport invernali sulle distese innevate delle vette più alte, ma anche qualche piccola meraviglia storico-culturale. Qui le condizioni climatiche sono sempre abbastanza piacevoli: le temperature medie di gennaio, il mese più freddo, vanno da una minima di -3°C a una massima di 1°C, mentre in luglio, il mese più caldo, si passa dai 13°C ai 22°C. Questi valori miti, uniti alla scarsità delle precipitazioni, invitano in ogni momento dell’anno ad apprezzare la vita all’aria aperta.

 

In effetti le attività che si possono praticare durante una vacanza a Piandelagotti sono molteplici: il trekking, le pedalate in mountain bike, le gite a cavallo o semplicemente le camminate lungo i sentieri spettacolari del vicino Parco del Frignano, sono i passatempi preferiti per chi conosce questi luoghi magici. E’ emozionante e salutare allo stesso tempo ripercorrere le orme degli antichi etruschi, dei romani o dei pellegrini medievali che transitavano in questi boschi dirigendosi verso Roma. Di recente ideazione è anche una splendida area destinata all’orienteering, una disciplina nordica di grande fascino sempre più diffusa nelle zone montuose e boschive d’Italia.

 

Chi ama gli sport invernali troverà il Centro Fondo Boscoreale, che in estate ospita un bel maneggio a pochi chilometri dal cuore del paese, ma con il freddo si trasforma in uno scenario innevato tutto da esplorare. In un totale di 50 km di piste si può praticare lo sci di fondo, ma c’è anche la possibilità di scivolare con le slitte trainate dai cani, o di sperimentare la bellissima pista illuminata di notte, per ammirare la neve illuminata dalle stelle. Lo sci di fondo è un’attività che si intona all’indole del luogo: si tratta di una disciplina dura ma affascinante, a basso impatto ambientale e rispettosa della fauna e della flora appenniniche, che permette di conoscere paesaggi splendidi. Un reticolo di sentieri, che si allungano dalla Toscana all’Appennino Reggiano, vi condurrà in un percorso emozionante. Il comprensorio sciistico Frassinoro-Piandelagotti, soprannominato “Il Paradiso del Fondo”, ha ospitato a partire dal 2004 i Campionati Italiani Assoluti e Cittadini di Sci di Fondo, con un programma ricchissimo di eventi e manifestazioni collaterali.

Ma non si deve fare l’errore di sottovalutare il piccolo borgo di Piandelagotti, considerando soltanto la parte legata allo sci e alle escursioni: la cittadina ha un’anima vitale e appassionata, che si esprime attraverso tanti eventi culturali e popolari, feste e tradizioni che sfidano i secoli. Nei mesi di giugno e settembre il paese mostra la sua vena artistica trasformandosi in laboratorio musicale d’eccezione: in questi periodi, infatti, un autorevole Corso Internazionale di Violino fornisce a numerosi giovani violinisti di tutto il mondo di raffinare la loro tecnica, e di esibirsi sotto la guida di maestri professionisti.

 

Non mancano poi gli appuntamenti avventurosi, come la Ciaspolata notturna di San Valentino, con partenza la sera del 13 febbraio, oppure le occasioni tradizionali come la celebre Via Crucis Vivente, che si tiene da molti anni nel periodo pasquale. Ogni festività è addolcita e insaporita dalle specialità culinarie della zona, che accostano ricette emiliane e toscane dando vita a un connubio irresistibile.

 

Per raggiungere Piandelgotti ci sono diverse possibilità. Chi viaggia in auto e viene da Bologna può prendere l’Autostrada del Sole A1/A22 e uscire a Modena Nord, inserendosi sulla tangenziale verso Sassuolo e seguendo le indicazioni per Passo delle Radici sulla SS 486. Chi viene da Milano deve percorrere l’Autostrada del Sole A1 e uscire a Reggio Emilia, procedere in direzione Scandiano/Sassuolo e seguire le indicazioni per Passo delle Radici. Chi preferisce il treno può scendere alla stazione di Sassuolo, mentre gli aeroporti più vicini sono quelli di Bologna, Firenze e Pisa, rispettivamente a 106 km, 118 km e 119 km.

Fonte: ilturista.info

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By Admin (from 06/01/2011 @ 12:00:12, in en - Video Alert, read 1309 times)

by Ruben Bolling.

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By Admin (from 06/01/2011 @ 10:00:02, in ro - Stiinta si Societate, read 1276 times)

 Celebrul film care face inconjurul planetei, impunand imaginea de erou a bizarului om-liliac, este un science-fiction numai in ce priveste productia cinematografica. Adevaratele inceputuri ale justitiarului mascat se deruleaza aievea, chiar in zilele noastre si nu intr-un neverosimil (inca) Gotham City, ci in apropierea orasului german München, in conceptia „parintelui” sau, inventatorul Alban Geissler si incarnat deocamdata de curajosul cascador Felix Baumgatner, cunoscut pentru saltul sau de pe turnurile Petronas din Kuala Lumpur, cea mai inalta constructie din lume.

Noua generatie de... grifoni

Se-ntelege probabil ca este vorba despre un costum special, cu totul neobisnuit, care are in dotare diverse accesorii bizare, destinate zborului individual. Inventia lui Geissler a fost utilizata de Baumgatner in 2003, pentru a traversa Marea Manecii. Sa fi fost acesta un zbor istoric pentru civilizatia umana contemporana, comparabil cu cel al aviatorului Louis Bleriot, care in 1909 a survolat pentru prima data acelasi spatiu? Doar proba timpului ne va da raspuns, daca va mai avea rabdare cu noi...

Monoplanul francezului se numea Bleriot XI si a parcurs cei 33 de kilometri dintre Calais si Dover in 27 de minute. Aripa zburatoare manevrata de Felix a fost botezata Gryphon. Lansata cu ajutorul unui avion deasupra orasului englez Dover, ea a strabatut in sens invers 35 de kilometri, pana la Capul Blanc-Nez (langa Calais), in numai 14 minute. Se nastea astfel o noua generatie de „grifoni”, de data aceasta neinsufletiti. Si, desigur, ajunsa sa slujeasca altor scopuri decat aceluia de satisfacere a nostalgiei zborului omului dornic sa-i creasca aripi.

Armata, mereu vigilenta!

Cine altcineva putea sa puna ochii (si mana) pe ingenioasa inventie, daca nu Bundeswehr-ul? Militari ai armatei germane au fost antrenati sa testeze o varianta „imbunatatita” cu ajutorul firmelor ESG si Dräger. Iar daca totul va merge bine, Gryphon va intra in dotarea militarilor pana la sfarsitul acestui an, beneficiind de o aparatura de ultima generatie. Actualmente, putem vorbi despre un planor, care include combinezonul impotriva frigului si masca de oxigen, un sistem de navigatie si un dispozitiv pentru transportarea a circa 100 kg de materiale.

Antrenamentele militarilor presupun saltul din avioane, de la peste 10 km altitudine, zona cu oxigen rarefiat si temperaturi extrem de scazute. Motivatia urcarii atat de sus este ca lunecarea prin aer a servantului ii permite deschiderea parasutei dupa mai mult timp si astfel, atingerea solului chiar si la 40 km distanta fata de punctul corespunzator sariturii. Ceea ce in conditii de conflict armat este deosebit de important. Or, parasutistii obisnuiti trebuie sa-si deschida repede parasutele, sa le manevreze, ceea ce le ia pana la 45 de minute.

Razboinicii inaripati

Noul Batman ajunge la uluitoarea viteza de 200 km/ora, atingand cu precizie punctul de aterizare (40 km) in numai 15 minute! Ce-i drept, pentru militari apar avantaje imense. Avionul purtator nu va mai patrunde dincolo de liniile inamice, oamenii zburatori parcurgand drumul singuri, in deplina securitate: forma si structura Gryphonului il fac aproape nedetectabil pe radar. Dar Geissler nu se opreste aici. El intentioneaza sa-si doteze aparatul si cu doua mici motoare cu reactie alimentate doar cu cativa litri de carburant.

Ideea a fost de altfel testata deja de pilotul de vanatoare elvetian Yves Rossy, care a efectuat peste 30 de asemenea zboruri. Performanta e una de exceptie, „roiuri” intregi de razboinici zburatori putand ataca inamicul, in profunzimea liniilor sale, pana la 200 km, fara ca avionul transportator sa se expuna vreunui risc. Spectacolul e asigurat, desigur, insa totul miroase de la o posta a ceea ce de mult se numeste recrudescenta cursei inarmarilor. Cursa care nu pare a se apropia de un finish demn de aplauze.

ADRIAN-NICOLAE POPESCU - magazin.ro

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By Admin (from 06/01/2011 @ 08:00:37, in it - Scienze e Societa, read 3386 times)

Appena ad est della penisola istriana, il mare Adriatico presenta un trittico di isole da sogno, mete ideale per vacanze alla ricerca dele giusto equilibrio tra spiaggia e paesaggi incantati: Cres, Krk e Rab sono tra le mete preferite dei numerosi turisti europei, di cui i tedeschi ed italiani sono tra i più numerosi, che qui trovano accoglienza e mare strepitosi, perfetti per un sereno perido di vacanza. In particolare l'isola di Rab ha alcune tra le più belle spiagge di sabbia della Croazia, che in genere offre quasi sempre abbondanza di lidi ghiaiosi.

 

L'isola di Rab possiede un clima Mediterraneo molto piacevole, con inverni miti e estati calde ma gradevoli. Per questo tipo di clima Rab deve ringraziare la Kamenjak, una catena montuosa che la protegge dal freddo vento del nord in inverno e primavera. In autunno normalmente spira tiepido ed umido e vento da sud che accompagna la stagione della pioggia.

 

Rab ha e circa 91 giorni totalmente soleggiati all'anno ed è uno dei più soleggiata parti d'Europa. Durante l'estate però il clima prevede solamente 9 giorni nuvolosi in totale. Difficile chiedere di meglio! La quantità di pioggia è di circa 1042 millimetri all'anno, un quantitativo discreto, che giustifica la vegetazione abbondante dell’isola. La temperatura del mare è relativamente elevata e sicuramente la cosa ha favorito lo sviluppo del turismo perché qui è possibile godere di acque invitanti da maggio a metà ottobre quando nonscende mai al di sotto dei 20 °C, con punte di 26°C in Agosto.

 

Da fare e da vedere all’isola di Rab?

Le due spiagge più popolari di Rab sono la spiaggia chiamata Paradise (Rajska Plaza) e quella denominata Sahara, ambedue si trovano non lontane dal villaggio di Lopar.

 

Lopar è il luogo più isolato sull'isola di Rab, cinto da 22 spiagge di sabbia. Il mare è poco profondo, e la fitta foresta concede preziosa ombra particolarmente adatta per coloro che vengono qui in vacanza con i bambini piccoli. Molto conosciuta è Rajska Plaza, che si snoda per una lunghezza complessiva di 1,5 km.

 

Sahara Plaza non si trova lontana da Rajska Plaza. E' a forma di laguna e si tratta di una cosiddetta "spiaggia libera", nel senso letterario del termine con l’abbigliamento che diventa un opzional, ed è meta di molti naturisti.

 

Rab è il centro principale dell’isola. Quando si entra nella città vecchia di Rab vi colpirà la pietra bianca della piazza di San Cristoforo illuminata dal sole. La piazza è abbellita da una fontana in piazza abbellita con due sculture di Kalifront e la pastorella Draga, figure che provengono da una leggenda di castità e amore infelice. Passeggiare per Rab è molto piacevole e rilassante, con begli edifici alcuni ancora con aspetto rinascimentale e qualche tratto gotico.

 

La fertile valle di Draga è un'altra meta di escursioni, ci sono villaggi da vedere e scoprire come Supetarska Draga, Mundanije, Gornja e Donja (Alta e Bassa. Le popolazioni della valle di Draga hanno combinato modi di vivere moderni e tradizionali, e questo è facilmente avvertito nel settore turistico. Da segnalare la basilica romanica di San Pietro che è stata costruita nel XI secolo. La sua bellezza attira i fedeli e amanti dell’arte.

 

Draga è interessante anche per le persone che provengono con le barche, e che non vogliono limitarsi ad ormeggiare al largo della costa, e che quindi possono soggiornare brevemente da uno dei vicini isolotti dotati di acque limpide ed ideali alle immersioni come quelli di Srednjak, Maman, e Sailovac.

La baia di Draga è anche ben protetta dai venti, con mare poco profondo e calmo, e qui molte specie di uccelli nidificano per svernare. Un tempo qui vi erano delle saline.

La zona di Barbat è nota per le numerose piccole spiagge di sabbia che si estendono a sud-est della città. L'isolotto di Dolin si estende parallelo alla costa di Barbat, il che rende il canale di Barbat un luogo attraente per lo yachting e di sci nautico. Qui si possono trovare abitazioni ed appartamenti lungo la costa, con una ben sviluppata ristorazione che offre i prodotti nazionali croati, e gustosi menù a base di pesce.

 

Un'altra porzione interessante è quella nord-occidentale dove si trova il villaggio di Kampor e la penisola di Kalifront, quest’ultima immersa in un verde ambiente, specie nella bella foresta di Dundo che fornisce una interessante scenografia per le lunghe passeggiate. Bellissimi tramonti si godono dalla Punta di Kalifront.

 

Il modo migliore per arrivare a Rab e' sicuramente l'automobile. Se partite da Trieste, seguite le indicazioni per Fiume (Rijeka), si devono passare la frontiera slovena, e dopo pochi chilometri si passa anche quella croata, da dove si seguono le indicazioni per Rijeka. Da Fiume si procede in direzione sud in direzione di Zara e Spalato (Zadar-Split) seguendo la bella litoranea, oltrepassando in successione le località di Crikvenica, Novi Vinodolski, Senj e Starigrad. Superato quest’ultimo villaggio, dopo circa 10 km. da Starigrad, si svolta verso destra per la piccola città portuale di Jablanac. Dal porto di Jablanac fa la spola un traghetto con servizio auto che in circa 20 minuti conduce all’isola di Rab attraverso il Canale di Velibit. Una volta sbarcati si possono seguire le indicazioni stradali (strada n°29) che conducono ai vari villaggi dell’isola da Rab fino a Lopar posta all’estremità settentrionale dell’isola.

Fonte: ilturista.info

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Posta a meno di 150 km dalle coste Italiane, Lussino (in croato: Lošinj) è un gioiello turistico, forse meno conosciuto di Cherso e Veglia, ma non per questo meno interessante. Mare limpido, rocce a strapiombo e spiagge appartate caratterizzano questa isola dalla forma stretta ad allungata, posta nel Golfo di Quarnaro in posizione più esterna di Krk e Cres (Veglia e Cherso), le due isole maggiori dell'arcipelago, e separata dal mare aperto dalla presenza di isole più piccole come quelle di Susak, Srakane (Isole Canidole) e Unie.

 

Ci sono varie possibilità di raggiungere Lussino: l'isola è raggiungibile in traghetto, con corse da Zara e da Pola, mentre un percorso più breve con il traghetto, è quello che collega Veglia (Krk) con Cherso, visto che poi alcuni ponti consentono di approdare su Lussiono e Lussinpiccolo. I pulmann da Fiume utilizzano questo percorso, ed anche molti turisti della mittel Europa e dall'italia, quando portano la propria auto al seguito, seguono questa direttrice.

L'isola di Losinj possiede anche un aeroporto, sito sulla sull parte più occidentale dell'isola, ma la lunghezza della pista, inferiore al chilometro, consente il volo di piccoli aerei da turismo.

 

Dal punto di vista Storico Lussino porta testimonianze antiche di insediamenti, risalenti ad oltre 4.000 anni fa. Le tracce interessano la zona dell'attuale Osor, che fu anche l'antica Ossero dell'impero romano. Lo sviluppo più intenso si ebbe però nel medievo, con l'impulso della dominazione Veneziana, e il porto di Veli Losinj (Lussinpiccolo) divenne uno dei più importanti dell'Adriatico settentrionale. Venezia portò il suo eleganto modo di costruire e organizzare le città, ed ha lisciato un impronta urbanistica inconfondibile. Se i secoli correvano con l'economia basata sui commerci e la pesca, è solo dalla fine dell'800 che il mondo si è accorto dell'importanza turistica, ma soprattutto di quella climatica dell'isola di Lussino. Risale infatti l 1885 l'esordio ufficiale dell'isola nel circuito delle stazioni climatiche adriatiche, con numerosi ospiti dal centro Europa in cerca di un clima piacevole durante l'inverno. Dal primo albergo sorto nel 1887 ora l'isola è ben dotata di strutture turistiche, soprtutto a, ed intorno, a Mali Losinj e in minor misura a Lussinpiccolo, e il wellnes, la ricerca del beneserre, sono tra i punti di forza dell'offerta alberghiera.

 

Da vedere e scoprire nell'isola di Losinj (Lussino)

La magnifica città di Mali Losinj vi accoglie al termine della sua lunga e stretta baia, che rimane riparata dai movimenti del mare dalla penisola di Cikat, trasformandosi in un grande specchio per l'elegante cornice di case che l'avvolge.

Punto centrale è il lungomare di Riva Losinjskih kapetana, do oltre ai bar e ristoranti si trovano spesso, in estate, numerose bancarelle per artigianto e souvenir vari. La via Brace Vidulica è quella che conduce al cuore storico cittadino, fatto di vicoletti, a tratti tortuosi, con scalinate, che convergono alla cima della collinetta coronata dalla chiesa, con l'immancabile campanile in stile veneziano. Da segnare il museo Kula che celebra la storia marittima di Lussino

Ad ovest di Mali Losijj, alla base della omonima penisola sui apre la baia di Cikat, dalle acque limpide e tonalità turchese-verde che digradano ad un blu più intenso al centro. Si tratta di un litorale di ghiaia con tratti cementati per favorire gli appassionati della tintarella, mentre non manca una verde cornice di pini a rendere più pittoresco il paesaggio.

 

A pochi chilometri a sud-est di Lussinpiccolo troviamo Lussingrande, ma rispetto al nome, paradossalmente, si tratta di una borgata più ridotta, simile in eleganza all'altra cittadina, ed anche di più. Domina la parte storica la chiesa di Sant'Antonio, dalla bianca facciata che ospita all'interno un interessante dipinto rinascimentale, una Madonna con Santi. Nel centro domina la kastela, un torre con merli di origine veneziana, dovrebbe avere un età di circa 400 anni.

Sulla parte nord-occidentale di Losinj dominano le montagne e le calette appartate con mari straordinariamente limpidi, raggiungibili in barca o a piedi per ripidi sentieri. Qui non è raro vedere i grifoni. i grandi rapaci che nidificano su Cherso e che battono le zone del monte Osoršćica alto 588 m, ma con un imponente crinale che si estende per una lunghezza di circa una decina di km.

 

Più civilizzata è invece la costa nord-orientale quella che va da Osor fino a Mali Losinj, e che include altri due importanti centri, Nerezine e Sveti Jakov.

Ossero (Osor) si sviluppa atorno al braccio di mare che separa Cherso da Lussino. e proprio per la sua posizione era diventato un importante centro portuale al tempo dei romani. Le acque riparte della sua baia, spesso piatte ed a specchio, e dalle tinte a pastello, il centro raccolto con le sue viuzze lastricate, la bella chiesa centrale (Cattedrale dell'Assunzione), dalla caratteristica facciata bilobata, la rendono una meta attraente per i turisti che possono godere dei suoi angoli nascosti senza un eccessivo affollamento di turisti. Da segnalare anche un antico Palazzo Vescovile, mentre a nord della città (in terriotrio dell'isola di Cherso) segnaliamo la bella spiaggia di Bijar, con alle spalle le suggestive rovine tardo medievali di un convento Francescano.

 

Tra le escursioni consigliate segnaliamo senz'altro la visita all'isola di Susak, conosciuta anche con il nome italiano di Sansego. Diversamente dalle classiche rocce calcaree, qui la litologia annovera anche sabbie ed argille. Le peculiarità storiche della città sono evidenti anche dai costumi locali che si differenziano da quelli di Lussino. Il monumento più importante è la chiesa di San Nicola, che ospita nel suo interno un importante crocifisso ligneo (Veli Buoh). L'escursione a Susak può essere anche l'occasione di vedere qualcuno dei numerosi delfini che abitano le acque intorno all'isola di Lussino.

 

Il periodo migliore per visitare Lussino è la lunga estate adriatica, che in pratica si estende da fine maggio a settembre. Il numero elevato di ore sole/anno (oltre 2800 ore) la rende una meta perfetta per chi ama rilassarsi sulla spiaggia. La presenza delle montagne consente di trovare la giusta caletta per ogni tempo meteorologico, scegliendo di preferenza quelle più riparate dall'azione del vento. In inverno non fa mai freddo, con temperature che non scendono in genere mai sotto i 5 °C nei valori minimi, anche se la bora può far scendere i valori della temperatura percepita di parecchi gradi, specie sulle coste orientali. A Lussino non piove tantissimo, ma per l'estate il rifornimento idrico è consentito dalla riserva d'acqua dolce del lago di Vrana, situato nella parte meridionale dell'isola di Cherso.

Fonte: ilturista.info

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by Ruben Bolling.

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