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 Trilingual World Observatory: italiano, english, română. GLOBAL NEWS & more... di Redazione
   
 
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
By Admin (from 29/12/2010 @ 12:00:10, in en - Video Alert, read 1361 times)

This week's adventure... The epic battle you've been waiting for...

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By Admin (from 29/12/2010 @ 10:00:48, in ro - Observator Global, read 1155 times)

 Se numeste Nestor si este un... robot. Asemenea oamenilor, nu e insa perfect. De pilda, nu intelege ca inainte de a introduce o farfurie in masina de spalat vase, se impune s-o treaca prin fata unui jet de apa. Sau sa aranjeze vasele in rafturile masinii. Pentru asta ar avea nevoie de competente extrem de elaborate ce implica corelarea capacitatilor senzoriale, motrice si de decizie.

Oamenii de stiinta insa nu cedeaza. Depasindu-se limite incredibile, au fost creati roboti umanoizi din ce in ce mai complecsi. Mai ales in Japonia. De pilda, inginerul Hiroshi Ishiguro de la compania NEC, a realizat mici roboti cvasi-umanoizi denumiti PaPeRo, care se ocupa de copii. Ei reusesc sa recunoasca vocea si chipul fiecarui copil pe care ii striga pe nume, le citesc povesti... O alta societate, Alsok, a creat roboti vigilenti (politisti) care au misiunea de a patrula pe strazi, de a detecta eventuale incendii sau intruziuni.

Seducatoare sunt si specimenele umanoide care ofera informatii publicului. Tinere brunete botezate Repliee, create de Laboratorul de robotica inteligenta a universitatii Osaka. Fetele vorbesc cu vizitatorii in patru limbi prezentand, de pilda, o expozitie. E nevoie de cateva secunde pentru ca publicul sa-si dea seama ca seducatoarele brunete sunt de fapt niste roboti. Mimentismul lor e uluitor, aproape uman, la fel si machiajul, pielea din silicon, parul... Realismul antropomorfic a fost creat de 42 de motorase instalate sub o carcasa metalica. Laboratorul a creat si o replica umanoida imbunatatita botezata Geminoid HI-1, care poate mima gesturile, vocea, privirile, expresiile stapanului.

Societatea franceza Aldebaran spera ca pana la sfarsitul anului sa uimeasca publicul cu primul robot umanoid francez. Se numeste Nao, are 50 cm inaltime si nu seamana cu specimenele create de Hiroshi Ishiguro. Un robot fara asemanare umana, cel putin in privinta detaliilor. Are capul oval, trei degete la fiecare mana. Poate recunoaste membrii unei familii, poate citi cu voce tare e-mail-uri, poate supraveghea o incapere... Un robot evolutiv care va fi dotat cu noi functii. Cele pe care le vor solicita clientii.

Variantele umanoide sunt cu mult mai atractive, inducand clientilor o perceptie pozitiva. Robotul poate ajunge la un incredibil grad de asemanare cu omul, asemenea figurilor de ceara sau a replicilor artistice din silicon (o varianta „sofisticata” a femeilor gonflabile). Complexitatea viului (a omului) e cea mai mare provocare pentru specialisti. Dar pentru a realiza copii robotice cu un important grad de fidelitate, e nevoie de programe si algoritmi „revolutionari”, dificil de realizat, cu o mare putere de calcul, pentru fiecare functie.

Complexitatea viului integrata intr-un robot, e desigur un vis dar, in acelasi timp, o sursa de inspiratie. Robotii viitorului apropiat vor fi cu siguranta capabili sa raspunda unor sarcini cotidiene, sa ajute persoanele in varsta sa se deplaseze, sa faca menajul, sa monitorizeze starea lor de sanatate, sa ia decizii in diverse situatii... Unele din aceste functii au fost deja perfectate. In actualul stagiu al tehnologiei, luarea unor decizii dureaza insa cateva ore.

Experientele in neurobiologie din ultimii ani i-au determinat pe specialisti sa reproduca (adapteze) tehnic, unele functii inspirate din creierul cobailor, functii legate de capacitatea lor de orientare. Si asta, prin studiul neuronilor localizati la nivelul hipocampului si a cortexului prefrontal. Robotul trebuie sa repereze un loc, analizand in imaginea furnizata de camera sa de luat vederi, punctele cele mai contrastante si contururile. Inteligenti, autonomi, cultivati, inzestrati cu potential emotional, cu discernamant si initiative corecte, umanoizii viitorului vor deveni, totusi, asemenea noua?

O intrebare provocatoare si probabil naiva. Ei, bine, da, raspund oameni de stiinta optimisti, dar pana la un punct, desigur. Acesti roboti, carora le va lipsi, in primul rand constiinta, s-ar putea apropia de comportamentul uman. Si, probabil, vor constitui o populatie specifica, care va evolua si social, cu drepturi si obligatii...

ADRIAN-NICOLAE POPESCU - magazin.ro

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By Admin (from 29/12/2010 @ 08:00:53, in it - Scienze e Societa, read 1891 times)

Una mezza luna per metà inzuppata nel mare, per metà protesa verso il cielo con vette montuose imponenti: questa è la Liguria, lingua di terra sottile e allungata, in viaggio ogni giorno tra l’ambiente mediterraneo e le colline, tra i terrazzamenti coltivati ad ulivo e le cime innevate delle prime Alpi. Qui, nella parte più elevata della regione, dove l’inverno sparge generoso manciate di candida neve, sorge la località sciistica Monesi di Triora, frazione di Triora.

 

Abbarbicata a 1376 m di quota, Monesi è l’unica frazione di Triora a non trovarsi nella Valle Argentina, bensì in Val Tanaro, nella verdeggiante provincia di Imperia. A breve distanza dal paese il Tanaro affiora alla luce e inizia il suo corso avventuroso verso valle, mentre sopra l’abitato si erge possente il Saccarello, il monte delle Alpi Liguri più elevato della zona. Quasi alla sommità del rilievo, riconoscibile sin da lontano, se ne sta il celebre monumento del Redentore, posto qui oltre cento anni fa perché vegliasse sulle Alpi Marittime.

 

Lo scenario che abbraccia Monesi di Triora è un patchwork variegato di colori diversi, profumi che si confondono ricordando ora la montagna ora il mare, dove le montagne sono sculture di roccia modellate da mani titaniche. A seconda della stagione le luci si fanno intense o gentili, malinconiche o gioiose, e il panorama cambia d’abito da un mese all’altro: il regno dell’estate è fatto di verdi teneri e freschi, ma quando entra in carica l’inverno porta con sé una bellezza glaciale che immerge la natura in un velo di seta bianca.

 

Ad accarezzare il paesaggio c’è il clima montano di Monesi, freddo come si addice alle località d’alta quota ma piuttosto mite rispetto ad altre zone alpine. Qui le temperature medie di gennaio, il mese più rigido, vanno da una minima di -1°C a una massima di 2°C, mentre in luglio e agosto, i mesi più tiepidi e ideali per le passeggiate, si passa dai 14°C ai 25°C. Le precipitazioni, che nei mesi più freddi regalano bei fiocchi di neve, si concentrano soprattutto tra aprile e maggio, quando cadono in media 113-124 mm di pioggia mensili.

 

Il connubio di ambiente e condizioni climatiche fa sì che Monesi di Triora, dall’inizio dell’inverno ai primi giorni di primavera, sia una rinomata stazione sciistica. Fondata a metà degli anni Cinquanta, la località conobbe il maggior successo nei due decenni successivi, quando erano in funzione cinque efficienti impianti di risalita tra cui quattro skilift, uno dei quali costituiva il primo skilift italiano con illuminazione notturna, e una seggiovia, che per diversi anni ha detenuto il record di più lunga d’Europa. Agli impianti si aggiungevano una pista di pattinaggio, un’accogliente piscina e strutture ricettive all’avanguardia, che avevano attirato al paese il soprannome di “piccola Svizzera ligure”.

Purtroppo una combinazione di eventi sfortunati, come alcuni inverni poco nevosi o la gestione insufficiente della promozione turistica, ha fatto sì che la zona perdesse lustro a partire dalla seconda metà degli anni Ottanta, e un lento declino ha costretto gli albergatori a chiudere certe strutture, perdendo turisti e prestigio. Ma non ci si deve far ingannare da questa parentesi sfavorevole: chi conosce il panorama delle Alpi Liguri sa che vale la pena di salvare le località della zona, per non dover rinunciare allo sci e alle escursioni in un vero e proprio paradiso incontaminato, capace di emozionare e rilassare allo stesso tempo. Proprio per questo, dal 2008, si sta operando con cura e attenzione per la ripresa della stazione, che è ormai in fase di piena ripresa: gli alberghi confortevoli, i bar e i ristoranti tipici sono di nuovo vivaci, e gli impianti di risalita promettono discese mozzafiato.

 

Aldilà alle vecchie piste, che si possono ancora utilizzare, il vero fiore all’occhiello di Monesi sono i numerosi fuoripista che accompagnano i temerari dalla vetta del Saccarello sino in paese. La superficie percorribile con gli sci ai piedi è di ben 330 ettari, e comprende percorsi diversi per tutti i gusti e tutti i livelli di preparazione. Ma quando le giornate di marzo si fanno più tiepide e il sole accarezza la neve con sempre maggior calore, ecco che il candore inizia a ritirarsi per rivelare il cuore verde di queste montagne.

 

Dalla primavera all’estate si possono scoprire innumerevoli attività, divertenti o rilassanti, da condurre all’aria aperta a contatto con la natura. Il trekking è il passatempo più amato, da sperimentare nei sentieri che solcano i crinali rocciosi del Saccarello, a metà strada tra la Liguria, il Piemonte e la Francia. Da provare anche le pedalate in mountain bike, le passeggiate a cavallo, il rafting lungo il torrente Arroscia e il parapendio nei pressi di San Bernardo di Mendatica.

 

Ma Monesi di Triora non offre soltanto passatempi sportivo: un’ottima alternativa per trascorrere una vacanza in paese è partecipare ad alcune delle manifestazioni che vi si organizzano nell’arco dell’anno. Tra le occasioni più accattivanti ci sono la fiaccolata di carnevale e la festa in maschera sulla neve, con la cioccolata calda per tutti, e l’attesissimo Skitest Mela Verde di fine febbraio, che fa la gioia degli sciatori e degli snowboarder più appassionati.

Per raggiungere Monesi di Triora e le sue piste da sci ci sono diverse possibilità. Chi sceglie l’auto può percorrere l’Autostrada A10 Genova-Ventimiglia e uscire ad Arma di Taggia, quindi seguire le indicazioni per Triora lungo la SS 548. Chi preferisce il treno può scendere ad Arma di Taggia o a San Remo, mentre gli aeroporti più vicini sono quelli di Nizza e di Genova, rispettivamente a 90 km e 155 km di distanza.

Fonte: ilturista.info

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By Admin (from 28/12/2010 @ 12:00:26, in en - Video Alert, read 1138 times)
  • Human Man powers:
    five senses
    walking (and running)
    cognizance
  • God Man powers:
    omniscience
    omnipotence
    master of martial arts

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By Admin (from 28/12/2010 @ 10:00:57, in ro - Stiinta si Societate, read 1170 times)

 Procedurile de fertilizare in vitro au inca multe necunoscute si implica riscuri serioase. Tot stiinta va fi insa capabila sa reduca aceste riscuri, dupa cum demonstreaza epocala descoperire facuta la clinica de fertilizare Mio, din Japonia. Cercetatorii niponi au pus la punct o tehnica de fotografiere a proceselor ce au loc in interiorul ovulului, imediat dupa fecundare.

Cu ajutorul unei camere digitale atasate la microscop si a unui program de computer special realizat, s-a reusit realizarea de fotografii ale embrionilor fertilizati, la fiecare doua minute. Cand au atins temperatura camerei, embrionii au colapsat, divizand celulele progenitoare – cele care contin materialul genetic fundamental al organismului – in doua.

Aceasta miscare a facut ca acelasi material genetic sa fie impartit in doua, la partile opuse ale embrionului. In cele din urma, din cele doua parti se vor forma doi fetusi distincti. Spre uimirea generala, camerele de luat vederi au surprins in doua randuri momentul „colapsului”, care s-a dovedit total diferit de ce isi imaginau pana acum medicii si specialistii in fertilizarea artificiala, referitor la procesul aparitiei fetusilor gemelari.

 „Este o descoperire magnifica, pentru ca explica modul in care apar gemenii, spune dr. Soren Ziebe, expert in tehnicile de fecundare in vitro la Universitatea Copenhaga. Pana acum, presupuneam ca embrionul iese din carapacea sa, pentru a adera la uter si in acel moment se sparge in doua. Acest experiment a demonstrat ca diviziunea are loc mult mai devreme si ca atunci cand adera la uter, fetusii sunt deja formati separat”.

Descoperirea este de o importanta capitala, intrucat va putea imbunatati, in mod indirect, o serie intreaga de tehnici de reproducere artificiala. Dupa cum se stie, daca la nasterile normale doar 3 femei din 1000 nasc gemeni, in cazul fertilizarii in vitro, numarul este in medie de sapte ori mai ridicat. Si tinand seama de greutatile pe care aceste femei le vor avea pentru a duce la bun sfarsit o sarcina gemelara, este lesne de inteles de ce savantii incearca sa reduca numarul acestor nasteri, ce reprezinta un risc sporit atat pentru sanatatea mamei cat si a fetusilor.

Payne considera ca, urmand aceasta cale, doctorii viitorului vor putea pune la punct un test prin care sa prevada care dintre embrioni sunt mai predispusi sa genereze gemeni identici. Acesti embrioni vor putea fi astfel eliminati, in favoarea unor producatori de sarcini normale.

GABRIEL TUDOR - Revista Magazin

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By Admin (from 28/12/2010 @ 08:00:22, in it - Scienze e Societa, read 1331 times)

Giardino Esotico Pallanca.

Subito dopo la galleria di Punta Migliarese, ecco un ripido pendio roccioso a picco sul mare, con fasce e terrazze popolate da splendide piante. E' il Giardino Esotico Pallanca, spettacolare monumento naturalistico realizzato dai discendenti di Bartolomeo Pallanca, giovanissimo"bocia" e poi collaboratore di Lodovico Winter. Vi sono tremiladuecento specie di piante. Spicca la preziosa collezione di cactus e succulente, la più importante d'Italia e una delle più importanti d' Europa. La pianta più antica - una "Copiapoa" originaria del Cile, che cresce sulle pendici delle Ande - ha trecento anni. Il Giardino Esotico Pallanca ben si può considerare come l'erede del Giardino Moreno.

 

Il Lungomare Argentina

Un rettilineo lungo due chilometri che corre tra la ferrovia e la spiaggia, fiancheggiato da splendidi filari di "Araucaria excelsa" e da variopinti giardini con piante grasse e fiori.

Il magnifico Lungomare Argentina, così chiamato perché inaugurato da Evita Perón, la moglie del Presidente argentino che trascorse a Bordighera una giornata del luglio 1947; una presenza vissuta come "auspicio" della rinascita turistica della città nel dopoguerra.

Il Lungomare Argentina è la passeggiata mare pedonale più lunga della riviera.

Da qui si ammira il "panorama incomparabile" descritto da Edward e Margaret Berry. Lo sguardo abbraccia la costa fino alla rocca della Turbie, ai grattacieli di Montecarlo, al promontorio di Cap Ferrat e oltre. Nel Chiosco della Musica, lungo la passeggiata, si tenevano tre concerti alla settimana.

Il Sentiero del Beodo

"Ecco una delle passeggiate più entusiasmanti di Bordighera, che ogni artista non può dimenticare", esclamava Charles Garnier: " una successione ininterrotta di tanti angoli nei quali si armonizzano forma ed eleganza."

E' la passeggiata lungo il percorso dell'antico canale dell'acquedotto (béodo) che portava in città l'acqua potabile e per l'irrigazione. Alimentava una cisterna (oggi coperta) scavata al centro della Piazza Padre Giacomo Viale. Il béodo riforniva d'acqua le case, le fontane, i frantoi, i lavatoi pubblici, fino ai giardini e agli orti della città bassa. Il sentiero parte poco oltre la Città Alta (verso la Via dei Colli), passa sotto un tunnel, risale la Valle del torrente Sasso per una vecchia mulattiera; procede a mezza costa, lungo le fasce sostenute da muri a secco, tra mimose e ginestre, olivi, piante grasse e ciuffi di palme. Nel primo tratto domina la costa, quindi svolta verso l'interno, fino a raggiungere la piccola frazione di Sasso.

 

La chiesina Del Carmelo

La Cappella della Madonna del Carmelo di Bordighera risale al 1790 circa e fu eretta per iniziativa del Sindaco della città Giacomo Maria Giribaldi (1763-1850). Sensibile alle aspettative dei primi abitanti della "nuova" Bordighera, quella cioè del "Borgo Marina", egli volle mettere a disposizione un'area attigua alla casa dei suoi antenati, sulla tradizionale Piazza Mazzini, per farvi costruire un chiesetta che servisse alle necessità dei suoi concittadini per le funzioni religiose senza doversi recare nella lontana chiesa parrocchiale della Città Alta. Sorse così il piccolo tempio che venne dedicato alla Madonna del Carmelo e ottenne presto dalle Autorità Ecclesiastiche ogni privilegio.

Nella facciata principale, orientata verso l'attuale Piazza Mazzini, si trova un pregevole fregio floreale in stucco che contorna uno stemma Mariano e che è sovrastato da un rosone adornato da vetrata policroma. Sopra il rosone una lastra di gesso con la dicitura"DECOR CARMELI"; più in alto un fregio richiama l'antica configurazione architettonica della facciata con due finestrelle e una piccola cella campanaria in posizione centrale sormontata da una croce. Nella parte inferiore della facciata è rimasto il portone originale in legno, a due ante.

 

All'interno, nonostante la sostituzione della volta con un soffitto piano, rimane uno spazio ben proporzionato minuto e raccolto, esaltato dalle linee morbide delle decorazioni e degli stucchi e dai dipinti di pregio. Nel pavimento originale in ardesia, sono inserite le lapidi in memoria di antenati della famiglia Giribaldi. Sopra l'altare una grande nicchia accoglie la statua della Madonna del Carmelo col Bambino; ai lati due statue in gesso originali di San Giuseppe e Sant' Erasmo. Sulle pareti laterali nel presbiterio vi sono due dipinti ad olio raffiguranti San Giovanni Battista e San Francesco. Sulle pareti dell'aula sono applicati dipinti più piccoli. Il 5 ottobre 1996 il Ministero dei Beni Culturali ed Ambientali ha emesso un decreto con il quale la Chiesa del Carmelo è stata dichiarata" bene di interesse particolarmente importante e come tale sottoposto a tutte le disposizioni contenute nella Legge 1.6.1939 n.1089". (Dalla relazione storico-artistica del Ministero per i Beni Culturali ed Ambientali).

Fonte: Comune di Bordighera

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By Admin (from 27/12/2010 @ 12:00:37, in it - Scienze e Societa, read 1719 times)

Il Forte di Bard, rimasto pressoché intatto dal momento della sua costruzione, rappresenta uno dei migliori esempi di fortezza di sbarramento di primo Ottocento.

La piazzaforte è costituita da tre principali corpi di fabbrica, posti a diversi livelli, tra i 400 e i 467 metri: dal più basso, l'Opera Ferdinando, a quello mediano, l'Opera Vittorio, e al più alto, l'Opera Carlo Alberto per un totale di 283 locali.

L'Opera Ferdinando, al momento non visitabile, si presenta a forma di tenaglia ed è costituita da due corpi di fabbrica, l'Opera Ferdinando Inferiore e l'Opera Ferdinando Superiore.

L'Opera Mortai, collocata alle sue spalle, e l'attigua Polveriera ospitano i locali destinati ai laboratori didattici.

 

A circa metà della rocca sorge l'Opera Vittorio, che ospita Le Alpi dei Ragazzi, un percorso interattivo interamente dedicato ai più giovani di avvicinamento all'alpinismo in cui ci si può cimentare in un'ascensione virtuale al Monte Bianco.

Al culmine del rilievo, la più imponente delle tre opere è formata da una cinta su cui si appoggiano tutti i fabbricati e che racchiude al suo interno l'Opera di Gola, con il relativo cortile, posta a difesa del lato sud, e l'Opera Carlo Alberto (foto in alto) con il grande cortile quadrangolare della Piazza d'Armi, circondato da un ampio porticato. Il primo piano dell'Opera ospita il Museo delle Alpi. Al pianterreno, lungo il Deambulatorio che si affaccia sulla grande Piazza d'Armi, si affacciano gli spazi dedicati alle mostre temporanee (Cannoniere, Cantine, Corpo di Guardia) e lo spazio Vallée Culture.

All'interno dell'Opera Carlo Alberto si trovano anche le Prigioni (foto in basso), 24 celle di detenzione disposte lungo quattro sezioni. Le anguste celle dove venivano rinchiusi i priogionieri hanno dimensioni molto ridotte, circa 1,3X2 metri. Nel corso dell'Ottocento arrivarono ad ospitare decine di prigionieri, in particolare nel corso della terza Insurrection des Socques del 1854 per poi essere trasformate in magazzini viveri della fortezza. Lo spazio, in fase di allestimento, è temporaneamente chiuso al pubblico.

 

Accessi

Il Forte è servito da una strada esterna, sul lato sud, che permette di accedere al cortile dell'Opera di Gola, e da una strada interna che, con stretti tornanti sorretti da possenti muraglioni, risale il pendio opposto rivolto a nord e consente di accedere all'Opera Carlo Alberto e all'area delle Scuderie, anch'essa adibita a sede di mostre temporanee. Entrambi i percorsi sono pedonali.

La sommità della rocca e quindi della fortezza è facilmente raggiungibile grazie ad avveniristici ascensori panoramici (foto in basso) che dal Borgo di Bard, ai piedi del Forte, consentono l'accesso all'Opera Carlo Alberto e quindi alla Biglietteria, al Museo delle Alpi, alle sale dedicate alle mostre temporanee, alle piazze, alla caffetteria e al Bookshop.

 

 

Fonte: fortedibard.it

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By Admin (from 27/12/2010 @ 10:00:55, in en - Video Alert, read 1120 times)

(3/13/97) - By Ruben Bolling.

We find GOD-MAN on his God-Patrol as we start this week's episode...

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By Admin (from 27/12/2010 @ 08:00:23, in ro - Stiinta si Societate, read 1166 times)

 Unii oameni de stiinta sustin ca Homo sapiens ar fi evoluat extrem de putin de la aparitia sa, in raport cu timpul parcurs. Ceea ce nu ne opreste sa aruncam o privire in viitor, incercand sa ghicim cam cum ar putea sa arate urmasii urmasilor nostri. Problema este ca, data fiind dezvoltarea uluitoare a stiintelor, nu mai poate fi vorba despre selectia naturala, ci se presupune ca directia de evolutie va fi aleasa! Dar cine isi va asuma aceasta uriasa responsabilitate? Deocamdata, exista patru posibile scenarii.

Homo Ciberneticus

 Aparute la sfarsitul secolului 20, retelele informatice s-au stabilit extrem de rapid in centrul societatii noastre. Oamenii nu au intarziat sa se branseze la ele direct, fara a mai parcurge cai intermediare, prin interfete primitive, ca tastatura sau mouse-ul, gratie unor microcircuite implantate in creier. Astfel, toata lumea se afla permanent conectata la reteaua globala. Dupa succesul primelor grefe de membre electronice, de la inceputul secolului 21, a fost posibil ca, treptat, sa se inlocuiasca intreg corpul, bucata cu bucata, cu organe artificiale interschimbabile si mai solide. Omul a evoluat fara sa-si modifice genele, fuzionand cu masina. Ne aflam, se-ntelege, in viitor.

Mutantul

 Omul a inceput sa-si manipuleze genele la finele secolului 20. Mai intai, prin tratarea unor copii bolnavi carora li s-a injectat o gena (terapie genica). Din acel moment, a fost posibila transformarea fiintei umane prin modificarea patrimoniului genetic, fara parcurgerea lungului proces al selectiei naturale. Practica a devenit din ce in ce mai frecventa, ajungand sa fie utilizata si in diverse alte domenii decat medicina. De pilda, in mod oarecum similar cu piercingul sau cu tatuajele, omul modificat genetic isi injecteaza gene pentru a-si schimba fizionomia. Se folosesc deseori celule prelevate de la un peste exotic, care ajuta la obtinerea unui pigment violet...

Extraterestrul

 Colonistii instalati pe alte planete sunt complet izolati de pamanteni, astfel ca se reproduc doar intre ei. Cu timpul, intreaga lor faptura se modifica, pentru a se adapta noului mediu. De exemplu, pe o planeta cu gravitatie mare devin mai robusti, intrucat muschii si oasele trebuie sa fie mai dense, spre a putea suporta atractia respectiva. Peste cateva zeci de mii de ani, deja vor arata altfel decat noi. Totusi, va fi nevoie de cel putin 100.000 de ani terestri pentru a nu se mai putea reproduce cu pamantenii si pentru a forma o specie noua.

Omul acvatic

 Privati de cultura si de tehnologie, putinii supravietuitori ai omenirii s-au vazut din nou supusi selectiei naturale, ca orice alt animal. Un mic grup izolat pe o insula este obligat sa-si caute mijloacele de subzistenta in mare. Din fiecare generatie, se produce selectia celor mai buni inotatori, singurii capabili sa se hraneasca sanatos si sa scape de pradatori. Dupa 10 milioane de ani, acestia au abandonat complet viata pe uscat, urmand exemplele cetaceelor si otariilor. Sunt doar patru priviri dinspre viitor, poate in scenarii plauzibile, poate nu. Totusi, intrebarea cea mai importanta ce trebuie sa ne-o punem este daca specia umana chiar va reusi sa supravietuiasca propriilor actiuni destructive, care deja fac ravagii.

ADRIAN-NICOLAE POPESCU - magazin.ro

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By Admin (from 26/12/2010 @ 12:00:21, in it - Scienze e Societa, read 1055 times)

Le Orobie bergamasche non terminano mai di regalare sorprese ai loro visitatori, che siano escursionisti, sciatori o semplici curiosi. Durante l'inverno, il Passo della Presolana (1609 m) e il Monte Pora (1879 m) formano un unico comprensorio sciistico, completamente rinnovato negli ultimi due anni.

Cantoniera è la località di riferimento per raggiungere le piste che, facili, si arrampicano sui pendii del Monte Scanapà (1609 m), all'ombra dell'imponente Pizzo della Presolana (2521 m).
Pendenze poco accentuate e ampi spazi rassicuranti, giustificano il motivo per cui questa località è considerata ottima palestra per i principianti, sempre molto numerosi. In località Donico sono posizionati alcuni impianti utilizzati soprattutto dalle scuole di sci; i tracciati più impegnativi sono un poco più su, a ridosso del Monte Scanapà da cui si dipartono 4 blu e 5 rosse, mai veramente complicate. In totale 2 seggiovie, 2 manovie e 3 skilift al servizio di 9 piste (circa 15 km). Discese divertenti e in piena sicurezza sono garantite anche agli snowborder, mentre ben tre piste sono riservate ai funamboli di bob e slittino.

A Presolana-Varena (1300 m). un anello di 6 km di media difficoltà costituisce l'offerta per gli amanti dello sci nordico, così come la traversata dalla Malga Cassinelli (1600 m) alla Grotta dei Pagani (2224 m) rappresenta un ottimo itinerario per gli sci alpinisti. Una comoda stradina abbandona Castione della Presolana e si dirige sinuosa verso il Colle di Varena (1350 m). punto di partenza degli impianti del Monte Para. Se il Passo della Presolana è considerato una palestra per gli sciatori alle prime armi, il carosello del Monte Para è più adatto a chi già possiede una certa sicurezza. Una nuova seggiovia quadriposto coperta in sostituzione della vecchia monoposto Malga Alta di Para-Pian del Termen e una nuova seggiovia monoposto in sostituzione dello skilift Valzelli rappresentano l'ultima fase di un rinnovamento degli impianti che è ormai giunto a quasi il 70% del totale. A impianti nuovi ed efficienti (ampliata l'area coperta da innevamento artificiale) si accostano piste lunghe e divertenti, con qualche tracciato impegnativo come la "nera" Varena, in picchiata dalla cima del Monte Para. Rifugi e numerosi punti di ristoro costellano le piste da cui si può costantemente godere di una fantastica vista sul Pizzo della Presolana, sempre innevato fino alle pendici. Un anello da 7,5 km in località Magnolini-Pian della Palù soddisfa i fondisti più esigenti mentre il Monte Alto (1723 m) regala itinerari di scialpinismo davvero unici e da non perdere.

Castione della Presolana è un piccolo borgo di media montagna capace di conservare opere artistiche di assoluto valore, come la parrocchiale e, in località Lantana, il cinquecentesco Santuario delle Grazie, sul cui portale dell'XI secolo è esposta un'apprezzabile scultura raffigurante S. Silvestro; sempre in paese merita una visita l'interessante Museo del Mulino.
Il pattinaggio si pratica su piste scoperte nelle località Passo della Presolana, Monte Para e Colle Varena, mentre l'arrampicata indoor è effettuabile presso la nuovissima palestra del Parco della Montagna a Bratto. Tra le piste del Monte Para, nei momenti di completo relax, si può decidere di chiudere gli occhi al sole dei solarium presenti in alcuni rifugi, dove sarà piacevole anche degustare i tipici piatti locali.

Fonte: Regione Lombardia

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Hi, it's Nathan!Pretty much everyone is using voice search with their Siri/Google/Alexa to ask for services and products now, and next year, it'll be EVERYONE of your customers. Imagine what you are ...
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Now Colorado is one love, I'm already packing suitcases;)
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