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 Trilingual World Observatory: italiano, english, română. GLOBAL NEWS & more... di Redazione
   
 
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 

In ognuno di noi si cela una fabbrica di armi potentissime, potenzialmente imbattibili contro tutti i tipi di tumore. Si chiama sistema immunitario ed è la miglior difesa di cui il nostro organismo può disporre. Solo che non sempre le armi a disposizione sono sufficienti contro i nemici da combattere. Per questo un gruppo di ricercatori del San Raffaele di Milano, insieme a Telethon e a colleghi internazionali, hanno lavorato assieme per sviluppare una tecnologia in grado di aiutare il sistema immunitario nella lotta contro le leucemie. A distanza di poco tempo gli scienziati hanno messo a punto una nuova tecnica di immunoterapia cellulare adottiva, definita TCR gene Editing, in grado aiutare il nostro organismo ad attaccare e sconfiggere più efficacemente i tumori del sangue.

Questo nuovo metodo si rivelato efficace in pazienti con alcuni tipi di tumore, anche in stadio avanzato. L’ immunoterapia cellulare adottiva si basa sul presupposto che il sistema immunitario sia la risposta contro il cancro. Gli scienziati italiani non sono gli unici ad averlo capito. Negli ultimi decenni infatti sono stati condotti diversi studi clinici sperimentali basati sulla somministrazione a pazienti con tumori di cellule del sistema immunitario, chiamati linfociti T, alcuni dei quali sono in grado di riconoscere ed eliminare le cellule tumorali. Non esiste però un solo tipo di linfocita T, ma tante diverse cellule del sistema immunitario specifiche per un determinato antigene, ovvero un piccolo frammento di proteina. Ogni linfocita T riconose e attacca, quindi, tanti tipi di antigeni virali o fungini.

Grazie a questa loro specializzazione, abbiamo un’arma automatizzata in grado di riconoscere il suo nemico, per esempio un virus, e di attaccarlo. A conferire alle cellule questa specificità, è una molecola che si trova sulla superficie del linfocita T. Si tratta del cosiddetto recettore dei linfociti T ( TCR), composto da due catene legate tra loro. Ogni linfocita esprime un solo tipo di TCR, diverso da quello degli altri linfociti T presenti nello stesso individuo. I linfociti che riconoscono antigeni tumorali possono attaccare le cellule tumorali. Purtroppo sono molto rari e spesso non bastano per eliminare il tumore.

Con la nuova tecnica messa a punto dai ricercatori italiani, in uno studio pubblicato su Nature Medicine, la TCR gene Editing possiamo generare rapidamente un numero elevato di linfociti T specifici per un determinato tumore. La procedura è un’evoluzione della TCR Gene Transfer, la tecnica che permette di generare in laboratorio i linfociti anti-tumorali tramite il trasferimento genico, nei linfociti T di un paziente, dei geni di un TCR anti-tumorale, preventivamente isolato dai rari linfociti anti-tumorali.

Tuttavia, i linfociti tumore-specifici prodotti con questa tecnica differiscono da quelli naturali poiché presentano due diversi tipi di TCR, quello endogeno (presente già prima del trasferimento genico) e quello esogeno, anti-tumorale che è stato introdotto tramite la manipolazione genetica.

La presenza di due TCR diversi sulla stessa cellula comporta sia problemi di efficacia che di sicurezza. Il TCR anti-tumorale deve infatti competere con quello endogeno per accedere alla membrana cellulare e dunque per poter riconoscere il tumore. I linfociti generati con la TCR Gene Transfer sono dunque meno efficaci rispetto ai rari linfociti anti-tumorali che originano naturalmente.

Inoltre, poiché ogni TCR è formato da due catene, i linfociti prodotti esprimono quattro diverse catene che possono appaiarsi in modo scorretto formando nuovi TCR con specificità imprevedibili che possono riconoscere e danneggiare tessuti sani del paziente, provocando reazioni di autoimmunità.

Con la nuova tecnica, la TCR Gene Editing, i ricercatori hanno superato i limiti, mettendo a punto una procedura attraverso la quale è possibile, sostituire il TCR endogeno con il TCR anti-tumorale, generando un numero elevato di linfociti che esprimono alti livelli del solo TCR anti-tumorale. Questa tecnologia consente dunque di produrre, potenzialmente per ogni paziente, linfociti T efficaci e sicuri quanto quelli anti-tumorali naturali.

Questo è stato possibile grazie all’utilizzo di Zinc Finger Nucleases (ZFN), molecole artificiali in grado di riconoscere sequenze specifiche di dna (scelte a priori dagli scienziati) e di provocare tagli nella sua doppia elica. Questo taglio nel dna provocato dalle ZFN interrompe l’informazione genetica e rende la cellula incapace di produrre la proteina codificata dal gene colpito dalle ZFN. L’editing del dna con le ZFN è stato applicato alla terapia genica per la prima volta dal gruppo di Luigi Naldini, direttore dell’ Istituto San Raffaele Telethon per la Terapia Genica che ha partecipato a quest’ultimo studio,  ed è stato riconosciuto come metodo dell’anno alla fine del 2011 dalla rivista Nature.

Ora ai ricercatori non resta che preparare questa tecnica all’uso clinico. “Il passo successivo per questa strategia innovativa per l’immunoterapia del cancro, ancora in fase preclinica, è la produzione di reagenti e protocolli utilizzabili in contesto clinico”, dice Chiara Bonini coordinatrice del nuovo studio e responsabile dell’Unità di Ematologia Sperimentale dell’IRCCS San Raffaele. I ricercatori, inoltre, sperano che questa nuova tecnica possa offrire risposte importante anche per altri tipi di tumore, oltre alle leucemie.

Fonte: Wired.it

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Dispozitivul ar putea fi folosit de asemenea în medicina, permitând doctorilor sa vada tumorile din corp, fara a apela la scannerele cu raze X.

A fost creat dispozitivul ce permite telefoanelor să vadă prin pereţi şi haine

Pentru conceperea acestui cip, cercetatorii au apelat la o gama nefolosita din spectrul electromagnetic. Banda terahertz, situata în spectrul electromagnetic între radiatia infrarosie si microunde, nu a fost folosita în majoritatea dispozitivelor electrocasnice. Radiatiile terahertz pot strabate diferite materiale, fara a dauna organismului uman.

"Banda terahertz are un potential nelimitat ce ne-ar putea aduce beneficii tuturor. Am creat acest cip, facând posibil ca aceasta banda neutilizata sa fie consumatorilor si chiar sa duca la crearea unor dispozitive medicale esentiale", a declarat Dr. Kenneth O, profesor de inginerie electrica la UT Dallas.

Cu ajutorul noului dispozitiv conceput de cercetatorii americani, imaginile ar putea fi create cu ajutorul semnalelor ce opereaza în banda terahertz (THz) fara a avea nevoie de lentile, reducând astfel dimensiunile si costurile aparatului.

Astazi, numeroase dispozitive folosesc cipuri construite cu ajutorul tehnologiei CMOS (Complementary Metal-Oxide Semiconductor). "CMOS este o tehnologie necostisitoare, ce poate fi folosita pentru realizarea unui numar mare de cipuri. Combinând tehnologia CMOS cu operarea în banda terahertz înseamna ca acest cip ar putea fi introdus în cadrul unui telefon mobil, transformându-l într-un dispozitiv portabil ce poate fi folosit pentru a vedea prin obiecte", a explicat Dr. O.

Pentru a nu crea potentiale probleme în ceea ce priveste intimitatea, dispozitivul creat de echipa doctorului O poate vedea pe o distanta de maxim 10 centimetri.

Printre potentialele utilizari ale dispozitivului se numara descoperirea cuielor din pereti si autentificarea documentelor si a bancnotelor. De asemenea, acesta ar putea fi folosit pentru a identifica tumorile din corpul pacientilor sau pentru a monitoriza toxicitatea aerului.

"Sunt multe alte utilizari pe care înca nu le-am descoperit", a adaugat Dr. O.

Cercetarea a fost prezentata în cadrul International Solid-State Circuits Conference (ISSCC).

Surse: Daily Mail, ANI - via Descopera.ro

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In the study, "Is Discrimination an Equal Opportunity Risk? Racial Experiences, Socio-economic Status and Health Status Among Black and White Adults," the authors examined data containing measures of social class, race and perceived discriminatory behavior and found that approximately 18 percent of blacks and 4 percent of whites reported higher levels of emotional upset and/or physical symptoms due to race-based treatment.

"Discriminatory behavior very well may be a 'missing link' in the analysis of racial and ethnic health disparities," Bratter said. "It's important to acknowledge and study its impact on long-term health.

Unlike most of the research on this topic, Bratter and Gorman's study examines the health risks of discrimination among both whites and blacks, as opposed to just blacks. Their analysis was based on data from the 2004 wave of the Behavioral Risk Factor Surveillance System, an ongoing collaborative project between U.S. states and territories and the U.S Centers for Disease Control and Prevention.

"This racially comparative focus is important because we examine whether discrimination is equally harmful to the health status of black and white adults – or whether experiencing discrimination is disproportionately harmful to either black or white adults," Gorman said. "For example, since, on average, black adults typically experience more health risks in their social and personal environment than white adults (including higher poverty and lower-quality medical insurance), they may be especially vulnerable to negative health effects as a result of racial discrimination."

A greater number of blacks report poor health due to discrimination, and the study did find that black-white disparities in health are shaped in part by the differential exposure of blacks to the harmful effects of discrimination. However, Bratter and Gorman also show that while perceiving discrimination exacerbates some of the economic-based health risks more typically experienced by black adults, patterns differ for white adults. Regardless of social-class position, white adults who perceive unfair treatment relative to other racial groups in either workplace or health care settings report poorer health.

"A relatively small proportion of white adults report unfair treatment that is race-based, but those who do say their health status is harmed more than blacks who report the same experiences," Gorman said.

Both Bratter and Gorman hope that their research will raise awareness about the impact racial discrimination has on health and wellness.

"Ultimately we hope that practitioners and researchers in the medical field recognize the dual contribution of social class and interpersonal treatment in shaping health outcomes among persons of all racial populations," Bratter said.

This study appeared in the September 2011 edition of the Journal of Health and Social Behavior and was funded by Rice University.

Source: EurekAlert - via ZeitNews.org

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Fino al 2 aprile 1978, se vi fosse mai capitato di parlare di velcro, non potevate sbagliare. Fino a quel giorno, infatti, il nome per indicare il sistema attacca e strappa (meglio: chiusura hook and loop) usato su giacche, scarpe, borse, giochi, era di proprietà dell’omonima azienda, la Velcro appunto. Quel giorno, però, il brevetto che ne rivendicava la paternità scadeva, e il sistema di chiusura inventato da George de Mestral diventava di dominio pubblico, vantando una serie di imitatori da cui, per rimanere in tema, sarebbe stato difficile staccare il nome di velcro.

Al microscopio  Uncini Uncini naturali

Il materiale era nato nella testa del suo inventore, come spesso accade, osservando la natura. Si racconta che un giorno d’estate, negli anni Quaranta, George de Mestral, ingegnere svizzero appassionato di caccia e amante della montagna, se ne fosse uscito per una passeggiata portando con sé anche il suo cane. Di ritorno a casa, si era accorto che i suoi vestiti e il pelo dell’animale erano pieni degli appiccicosi fiori di cardo alpino, quelle palline che si attaccano ovunque. Più incuriosito che infastidito dal caso, de Mestral cercò di carpire i segreti di quei fiori. Fu così che si armò di un microscopio e cominciò a osservare il modo con cui si attaccavano alle superfici.

E quello che vide era un sistema tanto semplice quanto efficace sviluppato dal cardo per diffondere i propri semi (e far innervosire gli appassionati di montagna). La loro superficie infatti era ricoperta di una sorta di aghi le cui estremità terminavano con degli uncini, i quali a loro volta si arpionavano ai cappi naturali presenti sul pelo degli animali o sui tessuti. Così a de Mestral venne l’ idea. Avrebbe sfruttato lo stesso meccanismo per realizzare un sistema di chiusura analogo a quello delle zip, a incastro: uncini da un lato, cappi dall’altro.

Dopo essersi fatto aiutare da un tessitore, l’ingegnere nel 1955 brevettava il suo Velcro, ma non ancora con i connotati in cui sarebbe diventato famoso. Inizialmente era infatti costituito di due strisce di cotone, e solo successivamente sarebbe diventato di nylon, un materiale che meglio si prestava allo scopo, che poteva essere cucito ovunque. Per il nome, invece, la scelta fu facile: bastava pensare alle sue origini e alla sua funzione: ne venne fuori Velcro, l’insieme delle parole francesi velour (velluto) e crochet (gancio, uncino).

Fu un successo spaziale. I primi a beneficiarne furono infatti gli astronauti, dove l’attacca e strappa serviva loro a fissare gli oggetti che non dovevano mettersi a svolazzare nella cabina, e a staccarli all’occorrenza strappando le chiusure. Ma il resto della popolazione non riuscì a cogliere subito le potenzialità dell’invenzione.

Sarebbe stata anche la pubblicità offerta dagli astronauti della Nasa a lanciare il prodotto, che negli anni Sessanta aveva ormai conquistato il settore vestiario, medico, quello automobilistico e casalingo, grazie al fatto che si poteva lavare, era disponibile in colori diversi ed era riutilizzabile: almeno fin quando peli, fili e sporcizia varia non ci finiscono dentro e ne diminuiscono l’adesività.

Fonte: Wired.it

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Rata infractionalitatii a crescut din cauza emisiilor de carburant: vehiculele care foloseau benzina cu plumb si care au contaminat orasele timp de zeci de ani au facut ca agresivitatea sa creasca în zonele urbane, arata un studiu recent.

Expunerea la plumb duce la violenţă

Într-un studiu realizat de Howard W. Mielke, de la Facultatea de Medicina din cadrul Universitatii Tulane, si specialistul în demografie Sammy Zahran, au fost comparate cantitatile de plumb eliberate în perioada 1950-1985 în 6 orase americane: Atlanta, Chicago, Indianapolis, Minneapolis, New Orleans si San Diego. În aceasta perioada avut loc o crestere a expunerii la pulberile cu continut de plumb, ca urmare a utilizarii benzinei cu plumb, fenomen care a fost corelat cu o crestere a gradului de agresivitate.

Dupa ce a luat în considerare si alti factori precum mediul, comunitatea, veniturile, educatia si rata încarcerarii, oamenii de stiinta au observat ca fiecare crestere cu un procent a nivelului de plumb din mediu a facut ca, peste 22 de ani, rata agresivitatii sa se mareasca cu 0,46%.

Copii sunt extrem de sensibili la pulberile care contin plumb si expunerea la acestea poate provoca efecte neuroanatomice latente care au un impact sever asupra comportamentului social. "Pâna la 90% din actele de vatamare corporala grava din zonele urbane au aparut ca urmare a cantitatii de pulberi cu continut de plumb, eliberate în atmosfera cu 22 de ani în urma", a explicat Mielke.

O alta sursa de intoxicare au constituit-o vopselele cu continut de plumb, utilizate pe scara larga în urma cu câteva decenii.

Sursa: Science Daily - via Descopera.ro

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O privare de libertate lasata nereglementata de legislatia româna, si care naste abuzuri din partea politiei. Oricine poate fi la un moment dat în situatia asta, confundat cu altcineva pe strada sau saltat de politie doar pentru ca e la locul potrivit într-un moment nepotrivit.

APADOR-CH

Cu sau fara violenta, dar de cele mai multe ori cu exces de zel, politistii sau jandarmii aduc la sectie persoane sub pretextul identificarii.


Acelasi pretext, favorizat în lege de o banala virgula, permite organelor de ordine sa retina cetateanul spre identificare în sectia de politie, pâna la 24 de ore, desi de cele mai multe ori ar fi suficient sa-l legitimeze pe strada.


Peste 125.000 de astfel cazuri au fost înregistrate numai în 2010 în toata tara.

În aprilie 2011, Asociatia pentru Apararea Drepturilor Omului în România – Comitetul Helsinki (APADOR-CH) a lansat, cu sprijin financiar din partea Trust for Civil Society in Central and Eastern Europe, un proiect care are ca scop armonizarea legislatiei române – privind conducerea administrativa a persoanei la sediul politiei – cu standardul international în materie, în special cu Protocolul Aditional la Conventia Natiunilor Unite împotriva Torturii (OPCAT) pe care România l-a ratificat în aprilie 2009.


APADOR-CH cere modificarea legii astfel încât retinerea în sectia de politie pentru identificare sa nu dureze mai mult de 4 ore.


Acesta este jurnalul demersului APADOR-CH, de modificare a legislatiei. Puteti citi aici despre cazuri în care politistii sau jandarmii au facut exces de zel în „identificarea” persoanelor, ce spun legile românesti în materie, cum e în alte tari, ce spune politia, ce spune jandarmeria.

Si mai ales, veti afla ce drepturi aveti si care ar trebui sa fie conduita oricui atunci când se trezeste în duba politiei, fara sa stie ce i se întâmpla.

Citeste si:
Modificari propuse
Legile care trebuie modificate
Reglementari internationale
Jurisprudenta CEDO
Legislatia tarilor din UE
Ce drepturi aveti daca sunteti condusi la sectie

Sursa: apador.org

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By Admin (from 01/06/2012 @ 11:07:44, in en - Video Alert, read 1792 times)

For a little over 50 years, an elite organization has met all around the world in total secrecy with nearly zero press coverage. On Thursday, the annual Bilderberg Conference will take place in Chantilly, Virginia where the world's leaders are believed to make decisions that could possibly have an effect on the world. Abby Martin looks closer at Bilderberg's global policies for a new world order as RT readies to cover this year's event later this week.

Sources:

http://twitter.com/RT_America
http://www.facebook.com/RTAmerica

Brief history

Bilderberg takes its name from the hotel in Holland, where the first meeting took place in May 1954. That pioneering meeting grew out of the concern expressed by leading citizens on both sides of the Atlantic that Western Europe and North America were not working together as closely as they should on common problems of critical importance. It was felt that regular, off-the-record discussions would help create a better understanding of the complex forces and major trends affecting Western nations in the difficult post-war period.
The Cold War has now ended. But in practically all respects there are more, not fewer, common problems - from trade to jobs, from monetary policy to investment, from ecological challenges to the task of promoting international security. It is hard to think of any major issue in either Europe or North America whose unilateral solution would not have repercussions for the other.
Thus the concept of a European-American forum has not been overtaken by time. The dialogue between these two regions is still - even increasingly - critical.

Character of meetings

What is unique about Bilderberg as a forum is

 

  • the broad cross-section of leading citizens that are assembled for nearly three days of informal and off-the-record discussion about topics of current concern especially in the fields of foreign affairs and the international economy;
  •  
  • the strong feeling among participants that in view of the differing attitudes and experiences of the Western nations, there remains a clear need to further develop an understanding in which these concerns can be accommodated;
  •  
  • the privacy of the meetings, which has no purpose other than to allow participants to speak their minds openly and freely.

 

In short, Bilderberg is a small, flexible, informal and off-the-record international forum in which different viewpoints can be expressed and mutual understanding enhanced. Bilderberg's only activity is its annual Conference. At the meetings, no resolutions are proposed, no votes taken, and no policy statements issued. Since 1954, fifty-nine conferences have been held. For each meeting, the names of the participants as well as the agenda are made Public and available to the press.

Participants

Invitations to Bilderberg conferences are extended by the Chairman following consultation with the Steering Committee members. Participants are chosen for their experience, their knowledge, their standing and their contribution to the selected agenda.
There usually are about 120 participants of whom about two-thirds come from Europe and the balance from North America. About one-third is from government and politics, and two-thirds from finance, industry, labour, education and communications. Participants attend Bilderberg in a private and not an official capacity.

Governance and Funding

Bilderberg is governed by a Steering Committee which designates a Chairman; members are elected for a term of four years and can be re-elected. There are no other members of the Bilderberg conference. The Chair's main responsibilities are to chair the Steering Committee and to prepare with the Steering Committee the conference program, the selection of participants. He also makes suggestions to the Steering Committee regarding its composition. The Executive Secretary reports to the Chairman.

The expenses of maintaining the small Secretariat of the Bilderberg meetings are covered wholly by private subscription. The hospitality costs of the annual meeting are the responsibility of the Steering Committee member(s) of the host country.

Source: bilderbergmeetings.org

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Le più colpite sono state le province di Buzau e Vrancea (est), dove è stata istituita l’allerta, perchè la maggior parte delle località disastrate si trovano in zone collinari e montuose a forte rischio frane. Stando all’Ispettorato generale per le Situazioni di Emergenza, in tutto il paese sono state allagate circa 800 masserie e attinenze, ma anche centinaia di ettari di campi coltivati. Sono state inoltre danneggiate diverse strade provinciali e comunali e tratti di ferrovia, e diversi ponti e ponticelli sono stati distrutti dalle piene.

Oltre 600 dipendenti del Ministero degli Interni mobilitati nelle zone con problemi sono stati impegnati accanto a centinaia di volontari a contenere gli effetti disastrosi delle alluvioni. Migliaia di abitanti dei paesini rimasti isolati sono ancora in attesa di aiuto. Il premier Victor Ponta ha chiesto ai ministri un rapporto sulla situazione creata dai recenti nubifragi.

I meteorologi annunciano che le piogge continueranno nei prossimi giorni e che l’allerta allvioni resta valida. Dal canto loro, gli idrologi ammoniscono sul rischio torrenti sui versanti montuosi e sul rischio piene sui fiumi. Come se il maltempo non bastasse, la Romania si confronta questi giorni anche con problemi causati dall’inquinamento. Sul fiume Oltet nella provincia di Olt, nel sud-ovest del Paese, si è rotto un oleodotto causando una macchia di petrolio che si è estesa su un’area di due chilometri e le autorità cercano di limitare i danni ambientali costruendo una diga assorbente. La scorsa settimana, c’era stato un altro spargimento di petrolio sul fiume Cotmeana della provincia di Arges, nel sud. Gli specialisti hanno cercato senza successo di prevenire l’allargamento della macchia di petrolio in seguito ai nubifragi.

Fonte: rri.ro

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Cercetatorii au studiat mai multe sepii, nevertebrate din grupul cefalopodelor, înrudite cu caracatitele si calmarii.

Sepiile au capacitatea de a vedea multi-directional lumina polarizata. Profesorul Justin Marshall, un reputat specialist care a scris un numar de peste 20 de lucrari despre polarizare, afirma ca oamenii nu au înca un limbaj cu ajutorul caruia sa descrie rolul luminii polarizate în Natura.

A fost descoperit limbajul „secret” al animalelor?

Conform aceluiasi specialist, majoritatea oamenilor sunt familiarizati cu conceptul de polarizare doar prin intermediul ochelarilor de soare polarizati. Cu toate acestea, lumina polarizata este foarte importanta si pentru om - de pilda, este folosita în anumite instrumente optice, pentru detectarea unor tipuri de cancere ale pielii.

Lumina polarizata constituie o dimensiune invizibila pentru oameni, în lipsa unor tehnologii specializate. Totusi, se cunoaste faptul ca exista multe specii de vietuitoare care prezinta asa-numita vedere în lumina polarizata (P-vision).

Mamiferele nu au aceasta capacitate, spre deosebire de unele nevertebrate, precum crustaceele, cefalopodele si unele insecte. Cu toate ca aceste nevertebrate nu au capacitatea de a distinge culorile, ochii lor au evoluat în directia vederii polarizate.

„Au evoluat pentru a detecta un tip de lumina pe care noi nu-l putem vedea. În plus, aceste vietuitoare prezinta pe corp desene vizibile în lumina polarizata, fapt care le ofera un gen unic de camuflaj în fata pradatorilor. În timp ce culoarea este foarte folositoare în mediul terestru sau cel cu ape de mica adâncime, nu-si are rostul pentru vietuitoarele care traiesc în ape adânci, din cauza modificarilor spectrale ale luminii la diferite adâncimi sau în medii cu caracteristici optice diferite. În aceste conditii, vederea în lumina polarizata a evoluat pentru a stabili cel mai eficient mod de comunicare între membrii acestor specii", sustine profesorul Justin Marshall din cadrul Universitatii Queensland, Australia.

Sursa: Science Alert via descopera.ro

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Using an optically trapped gold nanoparticle as their listening device, the team says they can now detect sounds made at the bacterial level or use their device to tune (or perhaps to test?) the minuscule MEMS machines of the future.

The nano-ear is pretty simple, considering that it relies on technology that has been laying around in the lab for decades now. Optical tweezers are laser devices that use light to trap or manipulate a small particle in a particular point in space by drawing the particle to the most intense point in the laser beam’s electric field. By trapping a gold nanoparticle in just such a optical trap and measuring the influence of various sound waves on that particle, the found that they can “listen” to very small vibrations.That means sound analysis at extremely low levels. The gold nanoparticle itself is just 60 nanometers (that’s 60 billionths of a meter, or roughly a thousand times smaller than a human hair), which makes it pretty sensitive to very small forces. The researchers used both a “loud” source--a tungsten needle glued to a speaker that vibrates at roughly 300 Hz--and a second source made up of bunches of other gold nanoparticles heated by a second laser to vibrate at just 20 Hz.

The nano-ear could hear them both loud and clear. The sound waves nudge the trapped gold nanoparticle in the same direction that the waves are propagating, allowing for precise measurement of the sound itself based on the particle’s motion. Experiments showed the nano-ear could detect vibrations down to about -60 decibels--or six orders of magnitude lower than human hears can. That means the device could be used to identify microorganisms or processes at the microscopic level by their sound signatures, or to help design and tune microelectrical mechanical systems.

Source: Popular Science - via ZeitNews.org

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Now Colorado is one love, I'm already packing suitcases;)
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By Napasechnik
Nice read, I just passed this onto a friend who was doing some research on that. And he just bought me lunch since I found it for him smile So let me rephrase that Thank you for lunch! Whenever you ha...
21/11/2016 @ 09:41:39
By Anonimo
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By Anonimo


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