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 Trilingual World Observatory: italiano, english, română. GLOBAL NEWS & more... di Redazione
   
 
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 

A new device that combines two microimaging technologies can reveal both the detailed anatomy of arterial linings and biological activities that, in coronary arteries, could indicate the risk of heart attacks or the formation of clots in arterial stents. In their report receiving early online release in Nature Medicine, Massachusetts General Hospital (MGH) investigators describe using an intra-arterial catheter combining both optical frequency-domain imaging (OFDI) and near-infrared fluorescence (NIRF) imaging to obtain simultaneous structural and molecular images of internal arterial surfaces in rabbits.

"The ability to measure both microstructural and molecular information from the same location in the artery wall could provide a much better diagnostic tool for assessing vascular pathology, information that is highly relevant for diagnosingcoronary artery disease, vulnerable plaque and evaluating stent healing," says Gary Tearney, MD, PhD, of the Wellman Center for Photomedicine and the MGH Pathology Department, co-senior author of the article.

Developed at the Wellman Center, OFDI utilizes a fiberoptic probe with a constantly rotating laser tip to create detailed molecular images of interior surfaces such as arterial walls. While OFDI can be used to guide procedures like coronary artery angioplasty and to confirm the correct positioning of metal stents inserted to keep cleared arteries open, its ability to determine important details of stent healing is limited. Properly healed stents become covered with endothelium, the same tissue that normally coats the arterial surface; but stents can become coated with the clot-inducing protein fibrin, which may put patients at risk for stent thrombosis – a clot that blocks bloodflow through the stent – and OFDI cannot determine the molecular composition of tissue covering a stent.

Intravascular NIRF technology was developed in the MGH Cardiovascular Research Center (CVRC), in collaboration with colleagues at the TechnicalUniversity of Munich, and uses special imaging agents to detect cells and molecules involved in vascular processes like clotting and inflammation. Recognizing the potential advantage of combining both technologies, the Wellman researchers worked with the MGH-CVRC team, led by Farouc Jaffer, MD, PhD, of the MGH Heart Center to develop an integrated OFDI-NIRF imaging system incorporated in the same intravascular probe used for OFDI alone.

The team first confirmed that the system could provide detailed structural images of a stent implanted in a cadaveric human coronary artery and could accurately identify the presence of fibrin on the stent. In a series of experiments in living rabbits, the OFDI-NIRF system was able to detect fibrin on implanted stents – including areas where it was not detected by OFDI alone – and to identify the presence of both atherosclerotic plaques and enzymatic activity associated with inflammation and plaque rupture. The enzyme signal detected by NIRF was not uniform throughout the imaged plaques, indicating biological differences that could be relevant to prognosis and treatment planning.

"At present we are not able to predict which patients may develop stent thrombosis, but integrated OFDI-NIRF can assess many key factors linked to the risk of clot formation," says Jaffer, co-senior author of the Nature Medicinereport. "If OFDI-NIRF is validated in clinical studies, patients at risk for stent thrombosis could undergo a 'stent checkup' to determine how well the stent is healing. Patients with unhealed stents could be advised to take or continue taking specific anti-clotting medications. Patients with well-healed stents, on the other hand, could potentially discontinue anti-clotting medications, which can cause excess bleeding." Clinical adoption of the integrated technology will require FDA approval of the molecular contrast agents used in NIRF.

Source: Medical Xpress

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Cele mai bine cunoscute conexiuni de acest tip sunt cea care implica virusurile hepatitei B si hepatitei C, care pot duce la aparitia cancerului la ficat, si virusul papiloma uman (HPV), care determina o proportie importanta de cancere de col uterin.

Acum doi ani, s-a descoperit ca aparitia carcinomului cu celule Merkel (o forma agresiva de cancer al pielii) are loc adesea dupa o infectie cu polyomavirus (raspândit la animale si care se poate transmite si la om).

Aproximativ 40% dintre cancere ar putea fi provocate de virusuri

Iar în acest an, cercetatorii de la Institutul Karolinska din Suedia au descoperit o legatura între infectia virala si aparitia meduloblastomului, cea mai comuna forma de cancer cerebral la copii.
Unele indicii sugereaza si existenta unei legaturi între anumite virusuri si cancerul de prostata.

Daca toate aceste informatii se vor confirma, demonstrând originea virala a unui mare numar de cancere, atunci, cred cercetatorii, exista speranta de a dezvolta vaccinuri care sa protejeze împotriva infectiilor virale si, implicit, împotriva cancerelor produse de aceste virusuri.

O alta abordare o constituie dezvoltarea unor terapii care sa ajute sistemul imunitar al pacientului sa lupte el însusi împotriva virusului.

Dar acest lucru presuprune întelegerea deplina a felului în care se desfasoara carcinogeneza indusa de virusuri.

Or, procesul nu este înca bine înteles de catre oamenii de stiinta, deoarece se considera ca virusurile patrund în celule si le modifica functionarea, astfel încât acestea sa contribuie la înmultirea virusului. Însa, în acest proces, celulele mor, deci nu au cum sa devina canceroase.

O ipoteza încearca sa explice fenomenul prin faptul ca virusul ar ramâne în stare latenta în celule si ar interveni în mecanismele genetice, împiedicând celula sa repare mutatiile produse în ADN.

Sursa: Mail Online - via descopera.ro

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Immaginate Google come uno Stato. Un accogliente, servito e funzionante Stato in cui i cittadini non pagano le tasse. Immaginate, come è ovvio che sia, che negli anni sempre più persone decidano di trasferirsi in quest'area e che Google, altro passo ovvio, decida a un certo punto di investire direttamente sul territorio di sua proprietà aprendo negozi, ristoranti e banche che vadano a concorrere direttamente con quelle già presenti e di diversa paternità. Č a questo punto che Google viene chiamato da un'autorità sovrastatale a spiegare, o meglio a rassicurare in merito, in che modo gestisce la concorrenza commerciale a Googlelandia: spinge i cittadini verso i suoi esercizi commerciali? In che modo permette o meno a strutture di altri di avere successo? Si comporta correttamente? E, in definitiva, se invece di uno Stato fosse il mondo intero, è giusto che sia Google a decidere cosa funziona o cosa no?

L'ex amministratore delegato e presidente di Google Eric Schmidt è stato chiamato al cospetto della commissione Giustizia del Senato statunitense a a fornire lumi sull'equivalente situazione che si è generata online. Sul banco degli accusatori Yelp, Expedia e Nextag, portali che accusano Mountain View di fare il bello e il cattivo tempo con le gerarchie del suo motore di ricerca, e ad ascoltare e punzecchiare Schmidt alcuni dei senatori americani (Mike Lee, Al Franken e Richard Bklumenthal), scettici sulla buona fede dell'attività del colosso californiano. La Federal Trade Commission sta portando avanti delle indagini per verificare la correttezza del comportamento di Google e l' Unione europea si sta interrogando sulla questione da tempo.

Forte dei suoi dieci anni di esperienza alla guida della società, il timone a gennaio è tornato nelle mani del fondatore Larry Page, Schmidt ha respinto le accuse in quello che si può definire senza mezzi termini il solito modo: è apparso tranquillo, non è entrato nel dettaglio del funzionamento tecnico del motore di ricerca e si è trincerato dietro al principio secondo il quale è prima di tutto nell'interesse di Google, che " vive nel costante terrore di una migrazione verso un prodotto concorrente", fornire risultati utili e non alterati. " Non sono a conoscenza di manipolazioni dei risultati per dare rilevanza ai nostri", "per motivare la presenza dei servizi di Google al terzo posto dei risultati di ogni ricerca dovrei avere in mano dettagli tecnici", "diamo rilevanza a ciò che è più completo per l'utente", "non siamo perfetti, ma aggiorniamo le pagine ogni 12 ore", sono alcune delle risposte date alla commissione a stelle e strisce.

Nella parte finale quello che di primo acchito potrebbe sembrare uno scivolone, ma in realtà è solo l'ennesima dichiarazione in linea con la tradizionale difesa di BigG: " Diamo la preferenza ai nostri risultati di ricerca quando riteniamo che i nostri siti offrano le migliori risposte agli utenti".

Inoltre, ha fatto notare Schmidt in vari passaggi, gli equilibri in Rete stanno cambiando e gran parte delle informazioni passa ormai dai social network. Una risposta, questa, che potenzialmente potrebbe aprire un nuovo vaso di Pandora. Stando alle accuse mosse ieri, a puntare il dito contro Schmidt e compagnia potrebbe esserci stato benissimo Mark Zuckerberg per l'attività di auto-comunicazione che Google ha organizzato per il debutto e la promozione di Google+. La freccia rossa comparsa sulla hompage del motore di ricerca ieri, quando il social network di Mountain View ha aperto le porte a tutti, invitava gli utenti a utilizzare il servizio era pubblicità scorretta comparendo su una piazza in cui il confine fra pubblico e privato è sempre più labile? Far comparire i profili di Plus in testa alle ricerche mette in difficoltà gli altri social network già attivi e inibisce l'entrata nel settore a nuovi attori? Ancora: il +1 di Plus in che modo modifica le ricerche? E quello dei nuovi attori è un tasto toccato in modo particolare da chi accusa e assicura che oggi non sarebbe in grado di iniziare il suo business a causa del comportamento di Google. Ieri si è parlato anche di Android e Schmidt ha replicato che chi usa uno smartphone dotato del sistema operativo del gigante sotto accusa non deve per forza affidarsi al suo motore di ricerca. Suzanne Michel, dipendente Google ed ex Federal Trade Commission, aveva inoltre dichiarato che i due terzi delle ricerche mobili di Google arrivano da dispositivi Apple, per precisa scelta di adozione del servizio da parte di Cupertino.

Si potrebbe andare avanti all'infinito prendendo tutti i concorrenti di Google Places, Google Shopping, YouTube, Google Books, Google Flight eccetera eccetera e interrogarsi, anche con prove pratiche, sulla visibilità che hanno su Google Search. La risposta sarà sempre la stessa: agiamo in buona fede e nell'interesse dell'utente, che fra l'altro può tranquillamente approdare altrove. Ed è questo, per ora, l'ago della bilancia. Lo strapotere di Google è sotto gli occhi di tutti nei dati degli istituti di ricerca, 65% del mercato Usa in agosto, ma a differenza di quanto accaduto offline a Microsoft non è stato ancora dimostrato che all'internauta viene imposto qualcosa. Che si tratti dell'utilizzo del motore di ricerca stesso o dei risultati che genera. Il monopolio è di fatto e nasce da precise scelte quotidiane, le alternative ci sono e sono a portata di click. Google fa un sacco di soldi con la pubblicità e questo continuerà inevitabilmente a esporla a rivendicazioni di questo tipo o a accuse come quelle mosse a Street View, mancato rispetto della privacy, o a Google News, sfruttamento dell'attività giornalistica, e starebbe facendo intensa attività di lobbing per evitare di finire nell'occhio del ciclone come Bill Gates anni fa. Per ora le risposte di Schmidt e colleghi, per quanto vaghe e basate quasi esclusivamente su non facciamo niente di male, - il celebre motto di BigG è " don't be evil" -  sono state sufficienti. La palla alla prossima indagine.

Fonte: daily.wired.it - Credits per la foto: Ap La presse

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By Admin (from 06/01/2012 @ 11:04:29, in ro - Stiinta si Societate, read 1214 times)

Criminalii psihopati folosesc cuvinte care dezvaluie egoismul, lipsa sentimentelor si indiferenta, arata un nou studiu bazat pe analiza computerizata ce identifica anumite caracteristici ale modului de vorbire. Studiul ar putea conduce la noi metode de diagnostic si tratament si cel mai probabil va fi utilizat în aplicarea legii.

Ucigaşii psihopaţi pot fi identificaţi după modul în care vorbesc

"Descoperirile noastre sunt primele de acest gen ce releva faptul ca se poate utiliza un sistem automat pentru a detecta modelele de vorbire ale psihopatilor", a declarat Jeff Hancock, profesor în cadrul Universitatii din Cornell, SUA.

Oamenii de stiinta au comparat declaratiile a 14 criminali psihopati întemnitati cu cele spuse de alti 38 de criminali care nu au fost diagnosticati ca fiind psihopati. Fiecarui subiect implicat în studiu i s-a cerut sa descrie în detaliu crima comisa. Relatarile acestora au fost înregistrate, transcrise si analizate de un computer.

Psihologii spun ca un psihopat nu are sentimente, nu este capabil de empatie si nici nu are remuscari. Acestia se poarta ca si cum lumea ar exista doar pentru a fi folosita în beneficiul lor si utilizeaza minciuna si emotiile prefacute pentru a-i manipula pe ceilalti.

Cuvintele folosite de subiectii studiului s-au potivit acestei descrieri. Psihopatii au folosit adesea conjunctii precum: deoarece, întrucât, astfel încât, ca si cum considerau ca fapta lor "trebuia facuta" pentru a atinge un tel personal. De asemenea, ei au folosit de doua ori mai multe cuvinte care fac legatura cu nevoile fizice precum mâncare, sex si bani comparativ cu criminalii non-psihopati.
Psihopatii sunt capabili sa reproduca detalii legate de hrana pe care au consumat-o în ziua crimei.

În relatarile lor, folosesc verbe la trecut, fapt ce sugereaza ca s-au detasat complet de crima.
Autorii subliniaza ca sunt necesare cercetari în continuare, pentru a descifra caracteristicile modului de a vorbi al psihopatilor nu numai în relatie cu crima comisa, ci si atunci cînd e vorba despre situatii neutre.

A cunoaste faptul ca un suspect este psihopat poate oferi indicii pretioase pentru conducerea interogatoriului.
"Aceste descoperiri legate de vorbire deschid o noua poarta catre mintea psihopatilor, permitându-ne sa sa observam lumea pe care o vad psihopatii", a concluzionat Jeff Hancock.

Sursa: Futurity

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Unicredit, l’aumento di capitale ed i relativi diritti. Lo sconto? Una fregatura!

Che strano mondo quello della finanza, sembra proprio di vivere in un’altra dimensione, dove anche le parole assumono un significato diverso.
 
Un esempio emblematico è quello del termine “sconto”, proprio oggi, giorno di inizio dei “saldi”, troviamo questa parola scritta su tutte le vetrine dei negozi, e ci evoca una condizione “di favore”, pagheremo di meno un bene che, fino a ieri, costava di più.
 
Quando ci viene praticato uno sconto siamo felici, abbiamo risparmiato, quindi, in un certo senso siamo diventati più ricchi, poiché possiamo permetterci qualcosa in più.

 
Certo anche quando compriamo qualcosa nei negozi, a volte, dietro ad uno sconto, si nasconde una fregatura, ma … a volte, in finanza invece possiamo esserne sicuri, se viene usata la parola “sconto” noi dobbiamo leggerla come “fregatura” e più lo sconto è alto, più grande sarà la fregatura.
 
La dimostrazione più lampante l’abbiamo nelle operazioni di aumento di capitale, che avvengono, tipicamente, offrendo ai vecchi azionisti, la possibilità (il diritto) di acquistare nuove azioni “a sconto”, cioè ad un prezzo inferiore rispetto a quello di mercato.
 
Peccato, però, che questo “sconto” non venga praticato per agevolare il vecchio azionista, bensì per imbrigliarlo in una trappola per topi senza via d’uscita. Più lo “sconto” è elevato, infatti, e più egli sarà costretto ad aderire all’operazione perché l’eventuale “mancata adesione” gli procurerà un’ingente perdita (di solito proprio pari allo “sconto” praticato).
 
C’è inoltre una cosa che aggrava ulteriormente la situazione, ovvero che l’adesione all’operazione di adc  non è gratuita, quindi se il vecchio azionista in quel momento non ha i soldi per aderire? Peggio per lui, scatterà inesorabile la trappola per topi, dopotutto se è un pezzente perché ha comprato azioni? Andando avanti di questo passo sarà sempre più arduo trovare investitori in Borsa.
 
Allora scendiamo dal teorico al pratico e, naturalmente, rifacciamoci all’operazione di aumento di capitale le cui condizioni sono state rese note ieri dal Consiglio di Amministrazione della Banca più importante d’Italia, Unicredit.
 
Allora ogni vecchio azionista avrà la facoltà di sottoscrivere due azioni di nuova emissione per ogni azione ordinaria e/o di risparmio posseduta, al prezzo prefissato di 1,943 euro ciascuna. Il comunicato della Banca specifica che “il prezzo di sottoscrizione delle nuove azioni incorpora uno sconto del 43% circa rispetto al prezzo teorico ex diritto (TERP) delle azioni ordinarie Unicredit sulla base del prezzo ufficiale di borsa del 3 gennaio 2012”.
 
Allora usciamo dal burocratese per cercare di rendere chiaro a tutti ciò che significa questa frase, innanzitutto va stabilito cosa si intende per TERP, lo faccio molto volentieri in quanto puntualmente, ad ogni operazione di aumento di capitale, trovo nella mia casella di posta alcune mail di lettori che mi chiedono di specificare il calcolo di questo prezzo teorico.

 
Allora TERP sta per Theoretical Ex Right Price, cioè Prezzo Teorico dopo l’attribuzione del diritto d’opzione, ed ovviamente va calcolato rispetto ad una valore di chiusura del titolo azionario in questione.
 
Al solito risulterà più semplice da comprendere un caso pratico che non il concetto teorico, e prendiamo proprio, come esempio,  l’operazione Unicredit. Una sola precisazione prima dei numeri, tutti noi siamo abituati a prendere come valore di chiusura di un’azione il suo prezzo di riferimento, il calcolo del TERP, invece, prevede l’utilizzo del  Prezzo Ufficiale, che normalmente differisce, anche se non di molto, dal prezzo di riferimento.
 
Allora il Prezzo Ufficiale di una azione Unicredit alla chiusura del 3 gennaio era risultato 6,40 euro (lasciamo perdere i millesimi ed i decimillesimi che creano solo confusione).
 
Qual è il TERP calcolato su questo valore di chiusura?
 
Semplice equivale a calcolare il valore teorico dell’azione dopo la conversione dei diritti associati alla stessa.
 
In questo caso, dato che i diritti permettono l’acquisto di 2 azioni al prezzo di 1,943 euro cadauna,
 
1,943*2 = 3,886 euro che è il valore delle azioni di nuova emissione per ogni “vecchia” azione posseduta, a questo importo dobbiamo sommare 6,40 euro, ossia il prezzo ufficiale della “vecchia” azione, per un totale, quindi di
 
3,886 + 6,40 = 10,286 euro, ma ora quante azioni ci ritroviamo?
 
Naturalmente 3 (una “vecchia” + le 2 di nuova emissione) per cui quanto vale (teoricamente) ogni azione?
 
10,286:3=3,4287 euro (3,4286 periodico per i pignoli).
 
Questo è il TERP calcolato sulla chiusura del 3 gennaio, quindi 3,4287 euro.
 
Applicando uno sconto del 43,33% (per la precisione) al TERP (3,4287-43,33%*3,4287)  troviamo questo, ormai celebre prezzo di 1,943 per ogni nuova azione, comunicato ieri dal Consiglio di Amministrazione di Unicredit.
 
Ieri il titolo Unicredit ha perso in Borsa il 14,45% crollando a 5,415 euro, come mai? E’ uno di quei casi in cui la risposta degli analisti è unanime, proprio perché “lo sconto” è stato ritenuto troppo elevato, come volevasi dimostrare: più forte lo sconto, maggiore la fregatura.
 
Ed il mercato, sotto questo punto di vista, è impietoso.
 
Se infatti a questo aggiungiamo che il fondo di investimento americano Blackrock è passato nei giorni scorsi dal 4,2% del capitale all’1,71% e che le Fondazioni, grandi azioniste della Banca di Piazza Cordusio, con l’eccezione di quella di Verona, parteciperanno solo parzialmente all’operazione di aumento (e la Fondazioni Banco di Sicilia e Cassamarca hanno annunciato che non sborseranno un solo euro), il quadro è completo.
 
C’è qualcuno entusiasta dell’operazione che ha annunciato di aderire in toto all’operazione di aumento mantenendo inalterata la propria quota del 4,98%? Sì proprio il maggior azionista di Unicredit: La Banca Centrale Libica, ma non è che la notizia debba far felici gli italiani.
 
dott. Giancarlo Marcotti per www.FinanzaInChiaro.it

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By Admin (from 06/01/2012 @ 08:04:23, in en - Science and Society, read 949 times)

Lighting has today announced the launch of a new, complete and innovative water disinfection solution, Philips InstantTrust. This solution is based on cutting-edge disinfection technology optimized for point-of-use applications. For the first time water can be disinfected instantly, efficiently and independent of water temperature.

Many consumers are concerned about the quality of drinking water, because the microorganisms present in water can make them ill. In emerging countries these concerns may be due to the water infrastructure, but also in western countries incidents can cause contamination with microorganisms. In North America alone 85% of child sickness and 65% of adult diseases are a result of water borne viruses and bacteria.

The new Philips InstantTrust solution can be integrated into any point-of use application including taps, water pitchers, under-the-sink water filters and portable counter-top systems. It solves many of the limitations of current UV disinfection technology and enables equipment manufacturers to provide consumers with access to safe drinking water: anytime, anywhere.

Philips InstantTrust is so compact in its size that it allows manufacturers to integrate the solution into smaller equipment than ever before and gives them stylistic freedom to design sleek products ideal for the small and modern home. Furthermore, the revolutionary solution works instantly to produce safe water from the first second onwards, eliminating waiting time. It is unique due to its ability to work independently of water temperature and because it can be used for integration into both hot and cold water systems. Philips InstantTrust is ideal for instant disinfection of small quantities of cold water (up to flows of approximately 4 liters/minute).

Frank Kauffmann, General Manager Special Lighting said: “We are very proud to be launching this unique, state-of-the-art UV disinfection technology today: It is a testament to our continued commitment to developing innovative technologies that help enhance the health and quality of people’s lives.”

Ernest Sanderse, Marketing Manager UV Purification: “Thanks to this innovation safe water is now always within reach: anytime, anywhere. We are dedicated to working with leading equipment manufacturers of end-use products to make this technology available for people around the world.”

Philips Lighting has been at the forefront of UV technology for many years and has helped equipment manufacturers across different sectors including residential water, municipal drinking and waste water, industrial water, swimming pools and fish ponds to design effective water purification equipment by developing innovative and reliable UV solutions.

via PhysOrg - Source: Philips

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By Admin (from 05/01/2012 @ 14:05:24, in it - Scienze e Societa, read 1288 times)

Doppio flash. Dunque un' esplosione nucleare. La prima interpretazione di quell'anomalo bagliore sotto la punta del Sudafrica, vicino alle isole del Principe Edoardo, fu la più drastica e anche la più ovvia. A rivelarlo, alle 3:00 ora locale del 22 settembre 1979, era stato il satellite Vela 6911, membro dell'omonima famiglia di una dozzina di esemplari lanciati nello Spazio a partire dal 1963 dal governo americano per rilevare eventuali test nucleari in terra o nell'atmosfera (il Partial Test Ban Treaty era infatti appena stato firmato). Da allora erano state già 41 le segnalazioni nel corso degli anni, tutte confermate, e l' incidente di Vela (come passerà alla storia l'evento del 1979) era sul punto di diventare il quarantaduesimo. Se non fosse che quella volta i conti decisamente non tornavano.

Il satellite Vela 5b rappresentato nello spazio.
Uno degli elementi della famiglia Vela lanciati dagli Stati Uniti per rivelare eventuali test nucleari (Credits: Los Alamos National Laboratory/NASA).

Primo: nessuna sostanziale registrazione sismica né segnali idro-acustici erano stati rinvenuti nell'area di quasi 5mila chilometri interessata dalla possibile esplosione (tranne un piccolo botto ascoltato da alcuni idrofoni nei fondali marini). Insomma la detonazione era data per scontata (e i colpevoli ricercati tra Israele e Sudafrica) ma non sembrava aver fatto rumore, né aver scosso la terra, secondo quanto riferiva il primo report ufficiale sull'accaduto del National Security Council. Secondo: i due bhangmeter montati su Vela 6911 (sensori ottici pensati per individuare i due flash caratteristici di un'esplosione nucleare) avevano sì registrato due eventi luminosi, ma in modo diverso l'uno dall'altro. Certo, si trattava di una strumentazione datata (il satellite era partito circa 10 anni prima, andando decisamente oltre l’iniziale aspettativa di vita di 18 mesi). Ma c'era anche un terzo punto che non collimava.

Gli uomini dell'intelligence americana spediti in quel luogo alla fine del mondo, per cercare una qualsiasi traccia di materiale radioattivo su piante e animali, tornarono a casa a mani vuote, o quasi (vennero rinvenute solo tracce di iodio 131 in alcune pecore australiane). Quarto, il gemello di 6911 (i satelliti Vela venivano lanciati in coppia) non aveva visto nulla. Quinto: anche la perturbazione nella ionosfera osservata dal radiotelescopio Arecibo quel giorno di settembre - uno dei punti che sembrava favorire l'ipotesi di una detonazione nucleare - benché anomala non indicava necessariamente un'esplosione, secondo gli esperti.

Questo, e la mancanza di colpevoli dichiarati, spinse gli Usa a rimettere mano al loro giudizio. Già nel 1980, infatti, la loro posizione era completamente cambiata: accanto all'ipotesi di un'esplosione nucleare si faceva largo l'idea che quel flash sull'Atlantico potesse essere stato solo un “falso allarme” (in pratica un malfunzionamento della strumentazione a bordo di Vela 6911) o un evento di “origine naturale”, come l'impatto di un meteorite sul satellite. Se infatti Vela 6911 fosse stato colpito, parte della sua strumentazione poteva essere stata compromessa, addirittura rotta e dispersa. E quei flash allora? Solo la luce del sole riflessa come in uno specchio da alcuni detriti spaziali. Oppure un'esplosione, sì, ma del meteorite spaccato in due.

Fonte: daily.wired.it

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On January 1st, 2012 sometime between 1:00 am
and 1:30 am, I was driving my friend home from
a New Years Eve party. I was the designated
driver and was sober. We pulled into the 7-11 on
Lamar & West 10th in Austin TX to get gas, and
we saw ourselves near a car that was pulled over
with two police cruisers behind it. A black woman
was being given a field sobriety test in the cold.
She seemed to be getting bossed around by the
cops, and we both took notice. They had her doing
the heel to toe test in high heels. In the passenger
seat was a young Hispanic lady who appeared to
be on her phone.
She was doing nothing aggressive.

As we finished pumping gas, a cop had gone over
to the passenger side door and opened it.
Soon after we heard a terrible scream and watched
in horror as the very built cop started yanking this
poor girl from the car. The other cop came up
and joined in on the abuse.

My friend and I stayed within two arms lengths of
the truck, and tried to take pictures and yelled at the
cops to stop assaulting the girl.

After that, one cop came up to me yelling at me and
asking why I was taking pictures. I said it was my
right in public, and he pushed me into the truck and
started yelling in my face. I asked him why he
pushed me, I put up my arms to show I wasn't a
threat, told him to get out of my face, and that I had
done nothing illegal. He then grabbed my arm, and
pinned me against the truck, at which time
he claimed I "spit" on him.

They arrested me, claimed it was for "interfering
with an investigation". By the time I got to their
truck, it was a DUI and they made me blow. It didn't
register, and by the time I got to jail it was then a
"felony harassment" and a "resisting arrest" charge.

The woman was arrested for "public intoxication".
The cops said that she was interfering with their DUI
investigation because she yelled to her friend not to
submit to any tests. Interestingly, neither of us was
charged with interfering in an investigation.

Statement from Antonio Buehler.

Who is Antonio F. Buehler? – Managing Director

Antonio is the Founder and Managing Director of Trophy Point Capital. Antonio is a proven leader who has overcome many obstacles to lead various organizations to new levels of excellence.

Raised in a single-parent household in an Eastern Pennsylvania coal mining town, Antonio Buehler was the first in his family to graduate from high school. He attended the United States Military Academy at West Point, and then, as a U.S. Army officer, Antonio completed six months of Airborne Ranger training where he honed the leadership skills and discipline that he had developed at West Point. In his first operational unit, he led the turnaround of two underperforming 27-soldier platoons in Kosovo and Germany. Antonio subsequently turned around the administration and logistics of a 67-soldier company, and executed the movement of thousands of U.S. soldiers from Europe and the United States to Iraq. Then, in a position normally reserved for senior officers with much more experience, Antonio solved critical supply shortages for the U.S. Army in the early days of the Iraq war. These tasks involved dealing with numerous American military units, foreign militaries, civilian contractors from half a dozen nations, and Shia, Sunni and Kurdish Iraqis. Antonio was commended for his actions and awarded a Bronze Star.

After the military Antonio received his MBA from the Stanford Graduate School of Business, where he interned as a private equity professional, technology consultant, and investment management consultant. After business school he worked as an investment banking Associate in the Financial Restructuring Group of Houlihan Lokey Howard & Zukin, where he advised two distressed middle-market companies. Antonio conducted due diligence and performed financial analyses to determine various strategic options available to the companies, including financings, restructurings, and sales to financial or strategic buyers. Antonio raised over $260 million in financing and redeemed $240 million in debt.

Antonio’s philanthropic activities focus on helping disadvantaged youth. He is a board member of A Caring Hand, a New York based non-profit focused on child bereavement. He also ran a program to clothe children in war-torn Kosovo, volunteered at a Bulgarian orphanage, coached high school football in Germany, mentored children in the United States, and sponsors three African children through Plan USA. Antonio covers Congressional Districts NY-8 and NY-9 as a Field Force Representative for the West Point Department of Admissions. He also serves on the Board of Governors for the West Point Society of New York.

Source: http://trophypointcapital.com

Who We Are

Trophy Point Capital is a private investment firm established specifically to make long-term majority investments in privately held middle-market education companies. Trophy Point Capital is backed by a world class team of investors and advisors who collectively have decades of experience investing in, operating and growing hundreds of companies. This team includes successful executives of businesses ranging from start-ups to Fortune 20 companies, entrepreneurs, and private equity investment professionals.

What We Do

We invest in highly profitable education companies that are well-positioned for continued success. We take an active management role in the companies in which we invest, which allows us to provide attractive alternatives for entrepreneurs who are seeking to transition out of their business while ensuring the successful continuation of their legacy. It also positions us to be the ideal equity partner for owners who realize that additional management and a professional, active board can take the company to the next level. Additionally, unlike other private equity firms, we do not have defined holding periods for our investments, and our bias is to compound our principal, not quickly “flip” a company. Our team is focused on building long-term sustainable companies that create significant value for their community, employees, and shareholders.

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Autorii studiului, cercetatorii de la Colegiul Universitar din Londra, au mai descoperit si ca fluctuatiile IQ-ului corespund cu unele mici schimbari fizice ale unor arii din creier, asociate cu o serie de activitati intelectuale. Totusi, studiul nu a putut sa arate clar care sunt cauzele si efectele acestui fenomen.

Coeficientul de inteligenţă al adolescenţilor se poate schimba considerabil în câţiva ani

Specialistii anunta ca daca aceasta constatare este adevarata, atunci ea semnaleaza ca factorii de mediu au capacitatea de a schimba creierul si implicit inteligenta, într-o perioada realativ scurta.
Pentru a întelege mai bine inteligenta, cercetatorii au studiat 33 de adolescenti britanici ai caror IQ a variat de la 80 la 140 de puncte. Subiectii au fost examinati odata în 2004, cu ajutorul unor teste standardizate de masurarea inteligentei si apoi în 2008, folosind tehnici de imagistica prin rezonanta magnetica.

Analizând separat nivelul de inteligenta verbala si nonverbala, specialistii au constatat ca aspectele fundamentale ale inteligentei se pot schimba semnificativ chiar si atunci când, în ansamblu, scorul IQ ramâne relativ constant.

O cincime dintre subiectii studiului au înregistrat fluctuatii. IQ-ul verbal al unui adolescent a crescut de la 120, la vârsta de 13 ani, la 138, când a împlinit 17 ani, în timp ce IQ-ul nonverbal a scazut sub medie, de la 103 la 85.

Fluctuatiile nivelului de inteligenta verbala par sa fie legate de o arie din creier responsabila cu vorbirea, pe când cele ale inteligentei nonverbale sunt asociate cu o parte a creierului implicata în controlul motor.

În ultimii ani, oamenii de stiinta au ajuns la concluzia ca experientele de viata, activitatea de zi cu zi pot determina modificari la nivelul creierului, pe masura ce retelele sinapselor neuronale se dezvolta ca raspuns al activitatii sau se atrofiaza în lipsa utilizarii.

Mai multi neurologi considera ca modificarile de la nivelul creierului ar putea reflecta ritmul normal de crestere si ca schimbarile invocate de autorii studiului se datoreaza inconstantei testelor.
Alti experti, însa, au fost încrezatori în rezultatele studiului, sustinând ca variatiile inteligentei ar fi fost dovezi ale impactului neuronal pe care îl are experienta.

Sursa: The Wall Street Journal

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Calendario 2012: ecco i giorni festivi in cui non si lavora.

Fa eccezione il primo dell’anno, che è capitato di domenica. Si inizia con la Befana, l’Epifania: venerdì 6 gennaio. Poi niente feste fino a Pasqua e Pasquetta: 8 e 9 aprile. Il 25 aprile, la festa della Liberazione, quest’anno è di mercoledì. Il primo maggio è di martedì. La festa della Repubblica del 2 giugno è di sabato: salta il “ponte”. Ferragosto, il 15 agosto, cade di mercoledì. Il 1 novembre, giorno di Ognissanti o Tutti i Santi, è di giovedì. L’Immacolata, l’8 dicembre, è di sabato. Natale e Santo Stefano, 25 e 26 dicembre, cadono di martedì e mercoledì. Il primo dell’anno del 2013 sarà di martedì.

L’ora legale entrerà in vigore nella notte fra sabato 24 e domenica 25 marzo. L’ora solare nella notte fra sabato 27 e domenica 28 ottobre.

Fra le ricorrenze che non si traducono in ferie, San Valentino, il 14 febbraio, è un martedì. Due giorni dopo, il 16 febbraio, è giovedì grasso. Domenica 19 febbraio è Carnevale, il 21 febbraio è martedì grasso. La festa di San Giuseppe, o “del papà”, è lunedì 19 marzo. Occhio agli scherzi durante la domenica delle Palme: è il 1° aprile. La festa della mamma è domenica 13 maggio. La Pentecoste domenica 27 maggio. Il 2 novembre, giorno dei Morti, è un venerdì. San Silvestro, il 31 dicembre, un lunedì.

Feste patronali: per i romani, SS. Pietro e Paolo sarà venerdì 29 giugno. I milanesi festeggeranno Sant’Ambrogio venerdì 7 dicembre. Bologna: San Petronio è giovedì 4 ottobre. Torino e Genova: San Giovanni Battista è domenica 24 giugno. Napoli: San Gennaro è mercoledì 19 settembre. Palermo: Santa Rosalia cade di domenica, 15 luglio.

Ecco uno schema riassuntivo dei giorni festivi e delle ricorrenze del 2012, preso dal sito Calendario-365.it.

Fonte: www.blitzquotidiano.it

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