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 Trilingual World Observatory: italiano, english, română. GLOBAL NEWS & more... di Redazione
 
   
 
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 

Su di un tale scenario, la parte da protagonista se la sono accaparrata le banche (d’affari e non) che, con sagaci scelte, hanno dato vita alle diverse “bolle” speculative, le hanno portate al loro massimo sviluppo per poi determinarne la crisi. Giunti a questo punto, di solito, parte la fase gestionale che vede la comparsa sulla scena delle varie istituzioni internazionali e nazionali preposte alle operazioni di salvataggio, le quali si prodigano, più o meno malamente, nel tentativo di far sopravvivere le banche più deboli (in nessun caso i soggetti colpiti), magari favorendo la cannibalizzazione di quelle ritenute inidonee alla sopravvivenza.

Ovviamente è una partita complessa di cui, usualmente, riusciamo a vedere solo piccoli spezzoni che non ci consentono di comprendere fino in fondo quello che sta accadendo e, soprattutto, il prezzo che saremo chiamati a pagare, che non sarà mai solo un prezzo economico.
In tal senso mi sembra particolarmente edificante un aspetto dell’attuale crisi, sino ad oggi completamente ignorato dai media, e costituito da un’altra “bolla” in via di dilatazione, quella alimentare. Non è sicuramente cosa di poco conto poiché giunge a toccare direttamente un aspetto fondamentale della vita qual è l’alimentazione; eppure, a parte qualche rara notizia, neppure su Internet si riescono a trovare informazioni adeguate che ci consentano per lo meno di intravedere le conseguenze e i prezzi da pagare nel breve periodo. Per trovare qualcosa diviene così necessario ricorrere a giornali / riviste specializzate o, se si preferisce, di parte / schierati, quali The Ecologist che presenta un panorama abbastanza ampio sull’attuale situazione e sulle prime ripercussioni che si stanno palesando soprattutto nei paesi più poveri.

Sembrerebbe che tutto abbia avuto inizio negli anni ’90, quando grandi investitori statunitensi (fondi di investimento e pensionistici) chiesero alla più grande banca d’affari del mondo in quale aree fosse ancora possibile effettuare investimenti altamente remunerativi e ragionevolmente sicuri: l’indagine condotta individuò nel comparto agroalimentare uno dei terreni più promettenti. Ovviamente non si trattava di investimenti nel senso intuitivo del termine, quanto operazioni rivolte a lucrare sui prezzi futuri delle derrate alimentari, erano dunque transazioni già ampiamente praticate e conosciute, ma sino ad allora riservate alle parti in causa quali gli agricoltori e i trasformatori delle derrate: in altri termini iniziò un processo che potremmo definire di finanziarizzazione della produzione alimentare che, volendo,  potrebbe essere considerato l’ultimo passo di quel processo di trasformazione a cui si è trovato sottoposto il mondo agricolo che, appena agli inizi del Novecento, era entrato, per lo meno nel mondo occidentale, nella sua fase industriale (grandi investimenti finanziari, meccanizzazione diffusa, uso intensivo di fitofarmaci, sfruttamento estremo delle risorse naturali disponibili). Necessariamente, le conseguenze immediate di tali sviluppi sono state la messa in opera di prassi rigidamente speculative volte a garantire la massimizzazione degli utili dell’investitore: del resto si tratta delle stesse, identiche, azioni che hanno portato alle crisi sopra richiamate. Anche i risultati sono stati quelli attesi, nel senso che sono partite le oscillazioni dei prezzi che ottimizzano il guadagno dell’investitore e determinano l’impoverimento del soggetto chiamato a pagare il conto; la situazione rapidamente è divenuta tale da richiamare l’attenzione degli osservatori più attenti e quindi stimolare una qualche blanda reazione, nella parte ricca del mondo (G20), ossia in quella in cui, in questo momento, affluiscono i guadagni.

Sul The Ecologist  (settembre 2011) è invece apparso qualche cosa di più concreto, un invito ai correntisti della Barclays affinché intimino alla loro banca di cessare le speculazioni, pena la chiusura del proprio conto; tutto questo mentre si è venuta costituendo un’iniziativa mirata (World Development Movement) intesa a opporsi sistematicamente a tali speculazioni attivando le opportune azioni di stimolo presso il grande pubblico.

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Indipendentemente dal giudizio che si può dare su tali azioni e strategie, mi sembra importante richiamare l’attenzione sul fatto che la speculazione sulle derrate alimentari completa un quadro che vede il dispiegarsi di una campagna aggressiva, complessa e articolata, che prevede inoltre vaste operazioni di land grabbing, ossia l’acquisizione di enormi appezzamenti di terra nei paesi più poveri del pianeta da usarsi a seconda delle richieste del mercato (vedi il caso dei biocombustibili); il quadro può essere arricchito mettendo nel novero la sistematica speculazione sulle materie prime (in tal senso basti guardare l’andamento del prezzo dei carburanti) e, volendo, le recenti iniziative nel nostro paese per privatizzare la gestione dei servizi idrici. Si tratta di un insieme di azioni rivolte a trasformare aspetti essenziali della vita in “opzioni” trattabili in borsa o in asset di bilancio, ossia a smaterializzare la realtà quotidiana consentendone il facile abuso; e mentre futures vengono trattati in Borsa, nella realtà si vengono a maneggiare e degradare, in maniera immediata, porzioni sempre più ampie della biosfera di cui siamo parte integrante.

Lo schema che si ripete sotto i nostri occhi è quello di sempre, che parte dall’individuazione del “giacimento”, cui segue la messa in essere delle tecniche di sfruttamento più avanzate, con in più oggi l’azione fornita dalla leva della speculazione a livello mondiale che si preoccupa di gonfiare incessantemente i prezzi, fino all’inevitabile crollo, e all’altrettanto inevitabile richiesta alla popolazione dei paesi ricchi (quella dei paesi poveri non potendo fornire altro che la propria, svalutata, manodopera) di ricapitalizzare le banche che non sono riuscite ad entrare nel novero delle migliori. Come credo evidente, non si tratta solo di fronteggiare un innalzamento delle tasse, o di assistere alla riduzione dei finanziamenti della scuola, ma di acconsentire a un impoverimento complessivo della vita, di un degrado del nostro habitat a cui non possiamo sperare di sfuggire.

Autore: Roberto Mussapi (Roberto Mussapi è dirigente tecnologo dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA)) - Fonte: galileonet.it

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Cercetarile lui Hooper

Înainte de toate este Hooper cel ce descopera ca marinarul din Manchester nici macar nu a fost în Africa, ci locul cel mai  îndepartat în care a ajuns a fost strâmtoarea Gibraltar.

Mai târziu reuseste sa descopere ca operatiunile de vaccinare au cuprins un numar mult mai ridicat de persoane. Nu 300'000 de persoane, precum descoperit de Curtis, ci mai bine de un milion de persoane au fost vaccinate între 1957 si 1960 în 28 de campanii diferite între Congo, Rwanda si Burundi.

Hooper cerceteaza în diferite arhive din jurul lumii. Însa în arhiva Ministerului Afacerilor Externe din Bruxelles, care ar trebui sa contina documentatia administratiei coloniale din Congo belgian, dosarele dintre octombrie 1956 si iulie 1958, lipsesc. Dintre documentele succesive celor lipsa din arhiva, o parte din corespondenta dintre Belgia si responsabilii sanitari din Congo priveste în mod straniu siguranta vaccinului Koprowski, tinând cont ca se dezvolta des mici epidemii de poliomielita succesive vaccinarilor. Câteva dintre aceste rezerve sunt chiar publicate în revistele stiintifice ale epocii.

Si ce sa mai spunem de Organizatia Mondiala a Sanatatii care în mai multe ocazii a precizat ca nu a oferit nici un consens pentru experimentarea, luând bineînteles distanta. Ba chiar într-un document datat 1958 se afirma ca vaccinarile efectuate în Congo sunt un exemplu clar de cum nu trebuie efectuate experimentarile.

Mai mult, acele vaccinari erau practic inutile pentru ca majoritatea populatiei africane era imunizata în mod natural la nastere. Credeti oare ca autoritatile belgiene din Congo au întrebat fiecare african: “Ma scuzati, acesta este un vaccin experimental, nu suntem cu adevarat siguri ca functioneaza si nu suntem nici macar siguri ca este de încredere. Dumneavoastra probabil nici nu aveti macar nevoie, însa acceptati sa luati parte la acest experiment pentru binele tarilor occidentale?”

Ok, stiu, nu pot face un caz. Pe timpul lui Koprowski, etica experimentarii facea primii sai pasi. Acum aceste lucruri nu se mai întâmpla. Dar atunci de ce în 1985 Koprowski a experimentat în Argentina un vaccin antirabic pe vaci, fara autorizatia autoritatilor competente si fara sa avertizeze taranii si populatia locala care au continuat sa bea laptele acelor vaci? Dar daca intram pe acest subiect ne prinde noaptea si nu va povestesc toata istoria.

Originea Răului - Istoria unei controversate teorii despre originea SIDA. Un documentar teatral de Christian Biasco - Traducerea si adaptarea: Radu Trofin

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Craig Gundersen, a professor of agricultural and consumer economics at Illinois, says food and exercise alone are not to blame for the extent of obesity among children in the United States. Psychosocial factors, such as stressors brought about by uncertainty about the economy, income inequality, and a fraying social safety net also must be considered, he says.

"Energy-in, energy-out is important, but energy imbalance isn't the only thing leading to overweight status among children," said Gundersen, the executive director of the National Soybean Research Laboratory at Illinois. "We also know that people have very different ways of responding to the same amount of food intake and exercise, and one of the factors that may influence how people react to eating and exercise is through the amount of stress they're under."

Gundersen says stressors are particularly prevalent for low-income children, a demographic group that has high rates of obesity in the U.S. and other developed countries.

"As a society, we're always looking for different ways we can address public health issues, whether it's reducing food insecurity or reducing obesity," he said. "Although there have been many different ways to reduce obesity, what we've found is that stress is a leading cause of obesity among children. So if there's any way we can reduce stressors from a policy standpoint, that will also have the effect of reducing obesity."

The calls for trimming the social safety net that are currently in vogue in Washington, D.C., as part of a larger program of government austerity would likely lead to more obesity over time because it places more stress on low-income families, Gundersen says.
"If we cut back on benefits for the Supplemental Nutrition Assistance Program, or otherwise reduce its availability to people, that would increase the amount of stress that low-income families would face, which would then subsequently lead to increases in obesity," he said.

According to Gundersen, programs such as SNAP play a vital role in the social safety net as well as in efforts to end obesity.

"I really cannot stress how great of a program SNAP is," he said. "It's a fantastic program, and I think it can do a lot to help in our fight against obesity as it's currently constructed."

But there have been calls to restrict what SNAP recipients can purchase. For example, New York City recently proposed prohibiting children from purchasing sports drinks with their SNAP benefits. Gundersen views this development as setting a "dangerous precedent."

"Ultimately, placing restrictions on what people can buy only discourage them from participating in the program because it stigmatizes the benefits," he said. "The best way to reduce obesity isn't to introduce more restrictions, but to expand SNAP as it's currently structured."

Since SNAP allows families to purchase more healthy foods that they would otherwise be able to, any further restrictions or cutbacks to the program would have a two-fold effect, Gundersen says.

"Reducing access to SNAP would increase stress, which leads to increases in obesity, but it also means that families wouldn't be able to afford healthy foods and would subsequently have to purchase less healthy foods," he said. "When thinking about these sort of policy considerations, we have to think about who bears the brunt of these cutbacks, because not only could they lead to more obesity, but also to more inequality."

Gundersen says that while many families who are facing tough times may not be eligible for SNAP, which is only available to those below 130 percent of the poverty line, private food assistance networks can also play a key role in helping reduce food-scarcity stress.

"People know that if they're short on funds at the end of the month, they can go to their local food pantry and get some food," he said. "So a lot of people may be ineligible for SNAP but are still facing a very a stressful financial situation. Food banks really help those people, which in turn lowers stress and, by extension, obesity."

As many families face financial hardship as a result of the sluggish economy, Gundersen says that public policymakers need to be aware of the relationship between stressors and childhood obesity, which has only become more pronounced as income-inequality has grown over the last three decades.

"If present trends of income inequality are maintained, and if people are stressed by this – and there is some evidence to suggest that they are, to the extent that it's your position versus others in society, and not your absolute level of income – that, too, could lead to more obesity," Gundersen said.

More information: The study, published in the journal Obesity Reviews, was co-written by Duhita Mahatmya, Steven Garasky and Brenda J. Lohman, all of Iowa State University. The paper, "Linking Psychosocial Stressors and Childhood Obesity," is available online.

Source: MedicalXpress

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In particolare, la partnership riguarda la possibilità di standardizzare le conoscenze che nel corso degli ultimi anni i ricercatori di Telethon hanno acquisito in questo campo per cercare di farne un trattamento disponibile su larga scala. “ Insomma, l’idea è quella di far diventare la terapia genica un farmaco, in modo che tutti quelli che ne hanno bisogno possano riceverlo”, dice Luigi Naldini, direttore dell’Hsr-Tiget, pensando alle ricadute future dei suoi studi.

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Per ora, infatti, con la terapia genica sono stati trattati 14 piccoli pazienti affetti da immunodeficienza Ada Scid, il deficit che rende l’organismo incapace di affrontare qualsiasi infezione, tanto che chi ne è affetto deve vivere in ambienti completamente sterili: un singolo trattamento che gli ha permesso di tornare a svolgere una vita normale. "Al momento stiamo anche sperimentando la sicurezza e l’efficacia della terapia genica nei confronti di due gravi malattie genetiche: la sindrome di Wiskott-Aldrich, rara immunodeficienza, e la leucodistrofia metacromatica, che colpisce invece il sistema nervoso e porta alla perdita progressiva delle capacità cognitive e motorie", spiega ancora Naldini. “A oggi sono sette in totale i bambini trattati: per quanto sia ancora prematuro trarre delle conclusioni - i risultati definitivi li avremo soltanto tra due anni -  i primi dati sono molto incoraggianti. La terapia è risultata priva di effetti collaterali immediati e molto efficiente in termini di trasferimento del gene corretto nell’organismo di questi pazienti”. La rosa di sette malattie a cui stanno lavorando Telethon e Gsk comprende anche la beta talassemia, tra le più diffuse malattie ereditarie del sangue, la leucodistrofia globoide, in cui la mancanza di un enzima porta alla perdita di vista e udito e alla morte entro i primi tre anni di vita, la mucopolisaccaridosi 1, rara malattia ereditaria che nella sua forma più grave porta deformità scheletriche e ritardo psicomotorio, e la granulomatosi cronica, grave patologia del sistema immunitario. Malattie molto diverse fra loro ma accomunate dalla possibilità di essere trattate grazie all’ infusione di cellule staminali ematopoietiche corrette.

Ma come funziona questa particolare terapia genica? La tecnica utilizzata dai ricercatori dell’Istituto Telethon di Milano (Hsr-Tiget) - adottata per la prima volta al mondo da Maria Grazia Roncarolo e Alessandro Aiuti - prevede il prelievo dal midollo osseo del paziente delle cellule staminali ematopoietiche, quelle cioè da cui si generano i vari tipi di cellule del sangue. Queste cellule vengono quindi manipolate in laboratorio e al loro interno viene inserito un vettore virale che contiene il gene terapeutico.
Così corrette, le cellule vengono nuovamente reintrodotte nell’organismo, opportunamente preparato grazie a specifici farmaci per favorirne l’attecchimento. Usare le cellule del paziente, e non quelle di un donatore, vuol dire non andare incontro al rigetto, perché anche se corrette l’organismo riconosce quelle cellule come proprie, e non le attacca.

Spesso, parlando di terapia genica si è posto l’accento sul problema della sicurezza: il virus usato per traghettare il gene può andare ad attivare anche altri geni coinvolti nello sviluppo di alcune forme di cancro. Il gruppo dell’Hsr-Tiget usa ormai da alcuni anni dei virus, i lentivirus, con un profilo di sicurezza maggiore: “ una volta espletata la loro funzione, questi virus vanno in quiescenza e anche se capitano vicino a degli oncogeni raramente li innescano”, spiega Naldini. Peraltro lo studio del comportamento dei vettori virali è uno dei punti oggetto del finanziamento di Gsk: “vogliamo aumentarne l’efficacia e la sicurezza e sviluppare un approccio rivoluzionario che di permetterà di riscrivere  il genoma e correggere direttamente le mutazioni causa di malattia nelle cellule dei pazienti, ripristinandone così tutte le funzioni”, sottolinea Naldini.

Il profilo di sicurezza è infatti un punto chiave per rendere di routine quello che oggi è un trattamento speciale. L’obiettivo della partnership, quindi, ha per obiettivo quello di individuare le procedure per poter produrre in futuro i vettori virali su scala industriale, standardizzare le tecniche di manipolazione delle cellule in laboratorio, rendere i protocolli sicuri. “Per esempio, vogliamo capire se possiamo congelare le cellule del paziente in modo da poterle manipolare in un laboratorio anche diverso da quello dell’ospedale che ha in cura il paziente”, va avanti il direttore dell’Hsr-Tiget. “In questo modo la procedura sarebbe centralizzata e quindi più sicura, e il malato dovrebbe andare in ospedale solo al momento della re infusione”.

Via Wired.it

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Capitolul al Cincilea: Râul

Alte teorii

Ce înseamna “Slim” în engleza? “Slab”... ajunge sa ne gândim la produsele dietetice. Astfel chemau SIDA în Uganda, la jumatatea anilor ’80. “Slim”, pentru ca SIDA, înainte de a ucide te slabeste.

“Slim” este si titlul primei carti a lui Edward Hooper, un englez care nareaza manifestarile initiale ale epidemiei de SIDA în Uganda. “Acum”, se întreaba Hooper, “de ce ugandezii folosesc un termen englez pentru aceasta boala? E clar ca si pentru ei este noua! Dar atunci, care este originea sa?”

Hooper analizeaza toate teoriile despre originea SIDA, de la cele mai ciudate la cele mai plauzibile. Una de exemplu spunea ca HIV cazuse din coada unei comete în trecere.

O anumita perioada circula aceea ce propunea HIV ca o creatura dintr-un laborator pentru arme bacteriologice. Haideti, când ati auzit-o pentru prima oara, ati crezut-o un pic. În varianta cea mai cunoscuta a acestei teorii, HIV a fost creat la sfârsitul anilor saptezeci într-un laborator militar american. Scopul? Decimarea negrilor, homosexualilor, a pacatosilor.

Exista o alta versiune a acestei teorii: ea propune ca HIV sa fi fost inventat de catre nazisti în cel de al Doilea Razboi Mondial. Dupa aceasta teorie, virusul HIV, numit de catre nazisti Virusul Q, pentru a nu-l confunda cu AH.I.FAU, Hei Führer!, ar fi fost kreat într-un laborator german pentru exterminare armata americana, care dupa cum se stie e compusa exclusiv din homosexuali. Deci s-a umplut un avion pentru a pomparda Statele Unite. Când avion ajuns deasupra Africii... bineînteles strada cea mai scurta pentru a ajunge în Statele Unite... pai, ghinion, avion kazut, si deci infectat Africa. Si laboratorul din Germania? Urmatoarea zi, pai, ghinion, aviatia engleza pompardat laborator în Germania si de aceea epidemia începuta doar în Africa.

Celelalte teorii sunt mai credibile si mai nelinistitoare. Una de exemplu pune atentia pe experimentele cu sânge de maimuta. În încercarea vindecarii neurosifilisului se injecta direct bolnavilor sânge de cimpanzeu: metoda ideala pentru transmiterea unui virus ca HIV!

Un alt studiu aminteste injectiile cu bucatele de testicole de maimuta în scrot si în muschiul abdominal rect, ca stimul sexual. Un obicei, se pare, destul de întâlnit la începutul secolului, dar putin documentat. Cine stie daca functiona...

Mai apoi Hooper înfrunta teoria transferului natural. Dar si el îsi face aceeasi întrebare. De ce acum? În 1992 citeste articolul lui Curtis si astfel începe a se interesa de teoria vaccinului oral antipolio. Si ce descopera?

Originea Răului - Istoria unei controversate teorii despre originea SIDA. Un documentar teatral de Christian Biasco - Traducerea si adaptarea: Radu Trofin

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Designers from the Copenhagen Institute of Interaction Design and engineers from Toyota have been working together and have come up with a unique and innovative concept they call the "Window to the Word" where the window of the back seat of an automobile is converted into a see-through touch-screen device capable of allowing people, likely children, to draw images with their finger, magnify objects they see outside the car, learn by having objects they touch converted into another language, get distance for objects seen and be given information about objects they see.

Watching the video the team has created of a child using the new technology is both awe inspiring and head scratching. On the one hand, you have to give the designers and engineers credit for even thinking of such a thing, and for portraying it in such a beautiful and simplistic way. But, on the other, the practicalities of such a technology soon surpass the feelings of wonder at this new demonstration of the power of applied technology. Would window smudging ruin the effect after awhile, for example, or would a child bother with it if buckled in so tight that turning to use the window would become a strenuous activity; or would kids prefer to just have a tablet computer on their lap, etc.

Using the new technology, which was demoed at the European Automobile Manufacturers’ Association meeting last month, in Belgium, appears to be straightforward and simple. To zoom in on an object, two fingers are spread outwardly from a single point, as on a tablet device. To draw, a single finger is pressed against the window and moved about, again, similar to any other touch-screen. Menuing is controlled via a designated area in the lower left corner of the window. One truly interesting feature is that objects drawn on the window appear to move out of the framed window at the same rate as the car is moving, giving the illusion that the object drawn was actually part of the outside landscape and is being left behind as the car heads off.

Whether or not the “Window to the World” concept ever makes it to real world vehicles, the ideas behind it demonstrate that car manufacturers are intent on using every bit of available technology to make driving, or riding in cars in the future, a better experience for all of us.

Source: PhysOrg

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By Admin (from 15/12/2011 @ 11:06:56, in it - Osservatorio Globale, read 610 times)

Più veloce della luce. Sino a qualche mese fa, nessuno all'infuori di un supereroe dei fumetti avrebbe potuto pronunciare questa frase. Ma dopo gli straordinari risultati dell’esperimento italiano Opera (Oscillation Project with Emulsion-tRacking Apparatus), anche i ricercatori hanno iniziato a prendere in considerazione la possibilità che il podio della velocità nel mondo delle micro particelle non spetti ai fotoni ma ai neutrini. A circa tre settimane dall’esperimento condotto dall’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn) in collaborazione con il Cern di Ginevra,il server arXiv (un archivio che raccoglie le pubblicazioni scientifiche non ancora passate al vaglio della peer review della comunità scientifica) è stato intasato da oltre 80 pubblicazioni di ricercatori impazienti di spiegare cosa è successo nei Laboratori del Gran Sasso.

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Alcune parlano di una nuova fisica, popolata da neutrini che viaggiano attraverso extra-dimensioni o che possiedono una tale energia da renderli più veloci della luce. Altre, certamente meno seducenti, chiamano in causa spiegazioni più ordinarie, che se non altro tolgono dall’impiccio il tanto chiacchierato Einstein. Tra queste, Adam Mann, su Wired.com, ne passa in rassegna alcune, che tentano di spiegare perché i risultati di Opera non mettono paura alla Teoria della Relatività Speciale.

Le prime obiezioni mosse a chi interpretava i risultati dell’esperimento del Gran Sasso come la prova che i neutrini siano più veloci della luce sono nate da un’osservazione astrofisica. Nel 1987, una supernova potentissima spruzzò sulla Terra una doccia di luce (cioè di fotoni) e neutrini. In quell’occasione, i rilevatori segnalarono l’arrivo dei neutrini circa tre ore prima della luce. Ma se Opera avesse ragione, è il calcolo dei ricercatori, i neutrini sarebbero dovuti arrivare ben quattro anni prima della luce. Come si spiegano, quindi, le tre ore di anticipo? Con la falsa partenza della luce, in un certo senso. Al contrario dei quasi inermi neutrini, infatti, i fotoni interagiscono molto con la materia. Ecco perché hanno impiegato più tempo ad arrivare sulla Terra: sarebbero stati bloccati in uscita dalle interazioni con i vari elementi del nucleo della supernova. I neutrini, invece, sarebbero riusciti a scappare subito.

Veniamo invece alle obiezioni teoriche mosse dal fisico Matt Strassler sul suo blog. Come suggerisce il ricercatore, secondo il Modello Standard (teoria quantistica che descrive tutte le particelle della materia e le loro interazioni fondamentali, a eccezione della gravità), se i neutrini viaggiano più veloci della luce, anche gli elettroni devono fare lo stesso. Quanto più veloce? Di almeno un miliardesimo, se possiedono la stessa energia dei neutrini (40 GeV, almeno come rilevato dai laboratori). Ma i fisici sanno che ciò non è possibile: nel vuoto, infatti, gli elettroni non possono superare la velocità della luce di oltre 5 parti su 10 15.
Molto meno, quindi, e ciò è in contraddizione con quanto atteso se i risultati di Opera fossero reali.

Siamo arrivati a una delle più recenti pubblicazioni negazioniste di ArXiv, che chiama in causa un problema di misurazioni. I ricercatori di Opera, infatti, hanno usato satelliti Gps per misurare il più accuratamente possibile i 730 km di distanza tra il Cern (dove è partito il fascio di neutrini) e i laboratori del Gran Sasso (dove sono arrivati). Ma la Relatività Speciale ci insegna che le misurazioni cambiano leggermente se gli osservatori si muovono l’uno rispetto all’altro. Dal momento che i satelliti viaggiano intorno alla Terra, è possibile che le posizioni rilevate della sorgente e del rilevatore non fossero quelle reali. In altre parole, che i 730 km misurati non corrispondessero alla realtà. E ciò, in termini di tempi di percorrenza del fascio dei neutrini, si tradurrebbe in una discrepanza di circa 64 nanosecondi, che è proprio quanto registrato da Opera.

Via Wired.it

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Procesul legal împotriva lui Curtis

Procesul legal îi ocupa lui Curtis tot timpul aproape un an, dar nu se ajunge la judecata. La sfârsitul lui 1993 avocatii celor doua parti gasesc un acord ce consista în plata simbolica a unui dolar catre Koprowski si în publicarea în Rolling Stone a unei “clarificari” care precizeaza ca teoria vaccinului oral antipolio este doar “una dintre numeroasele teorii discutate, dar nedemonstrate” despre originea SIDA.

Clarificarea aduce laude figurii lui Koprowski ca om de stiinta, cerând scuzele daca articolul a cauzat daune reputatiei acestuia. Pâna la urma clarificarea nu retracteaza articolul lui Curtis, nici nu pomeneste ca face parte dintr-un acord legal. Costurile procesului se ridica la 300'000 de dolari pentru Koprowski si la 500'000 de dolari pentru Rolling Stone. De ce se multumeste Koprowski cu o astfel de clarificare, care nici macar nu retracteaza articolul lui Curtis si nu ajunge la un proces? Poate pentru ca la o judecata, dupa legea americana, ar trebui ca sa demonstreze Koprowski ca vaccinul sau nu este responsabil de epidemia de SIDA?

Procesul legal a obtinut oricum obiectivul de a intimida presa nestiintifica de a mai publica despre teorie. Cariera ziaristica a lui Curtis? Ruinata. “Science” scrie ca o clarificare a Rolling Stone închide procesul si ca Koprowski se simte usurat.

Lovitura de teatru

În acest moment teoria apare ca definitiv infirmata. Dar oare este cu adevarat? Unica dovada reala pentru a infirma teoria este cazul marinarului din Manchester. Si în 1995 soseste descoperirea-bomba. Autorul este David Ho. Cine este David Ho?

David Ho este un genial cercetator în domenul SIDA, dar era si unul din grupul de experti de la Institutul Wistar. Ei bine, dupa redactarea raportului, vrea sa stie mai multe despre virusul marinarului din Manchester, deoarece ar putea furniza detalii importante despre începutul epidemiei de SIDA, tinând cont ca e primul caz din lume.

David Ho obtine aceleasi esantioane analizate în 1990, cu teste multiple. Si el observa prezenta virusului, dar daca pe de o parte rezultatele coincid cu cele din 1990, ceva nu îl convinge. Aranjeaza sa-i fie trimise esantioane direct de la doctorul ce tratase marinarul si efectueaza iar testele. În 1995 publica concluziile sale, care sunt mai curând surprinzatoare.

Esantioanele originale, cele din 1959, rezulta a fi toate seronegative. Pe când esantioanele trimise de la laboratorul englez sunt seropozitive, însa... radacina virusului gasita în aceste probe apartine unei persoane moarta probabil la sfârsitul anilor optzeci. Mai mult aceasta proba rezulta a fi un amestec de tesuturi de la cel putin trei persoane diferite.

“În cel mai felicit caz se tlateaza de o contaminale de labolatol”. Cum s-ar zice ca, la greu, cineva... cine oare a schimbat esantioanele? Mah... poate fi si o eroare. Si care este adevaratul motiv al mortii marinarului din Manchester? Poate ca marinarul apartine rarelor cazuri de persoane ce au aceeasi cadere a sistemului imunitar ca bolnavii de SIDA, dar care sunt seronegativi. Cazuri foarte rare.

Prin urmare teoria trebuie discutata iar. Dar cine a ramas? Lecatsas nu s-a mai ocupat de caz, Curtis a fost lichidat cu procesul legal si Pascal... este un alt mister. Nimeni nu l-a vazut vreodata. Cu siguranta Louis Pascal e un pseudonim. Louis Pasteur si Blaise Pascal, marele cercetator medical si marele filozof. Curtis, Martin si altii au comunicat cu el doar în scris, dar nimeni nu l-a întâlnit vreodata în persoana si în 1996... dispare în neant.

Incredibil...

Originea Răului - Istoria unei controversate teorii despre originea SIDA. Un documentar teatral de Christian Biasco - Traducerea si adaptarea: Radu Trofin

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Institutul Wistar

Dar nu se termina aici: imediat dupa publicarea articolului în Rolling Stone, Institutul Wistar, institutul sub care Koprowski organizase vaccinarile din Congo, instituie un grup de experti pentru a evalua pertinenta teoriei. Dupa 6 luni sunt prezentate concluziile grupului într-o conferinta de presa:

“Consideram probabilitatea ca epidemia de SIDA sa fi început cu inocularea involuntara a unui precursor HIV în timpul experimentelor vaccinului antipolio din 1957, extrem de slaba.”

Nu spun imposibil, ci doar putin probabil. De ce? Raportul citeaza testul Ohhttaaa (joaca iar) unde se observase ca virusul se pierdea deja în primele pasaje de productie. Dar acel studiu nu spunea nimic despre vechile metode de productie.

Apoi calea orala nu este un mod suficient pentru transmisia HIV. Da, dar virusul poate fi transmis prin sperma în raporturile orale. Vrei ca cineva din sutele de mii de persoane sa nu fi avut, iritatii, rani, vezici în gura? Se stie ca virusul poate fi transmis de la mama la nou-nascut în timpul alaptarii, si copiilor li se daduse o doza de 15 ori mai mare, pentru a obtine sigur un raspuns imunitar. La câti dintre acestia le ieseau dintii?

Raportul se încheie cu urmatoarea avertizare: “În încheiere, ne simtim obligati sa observam ca prezenta controversa evidentiaza problemele si dificultatile asociate utilizarii tesutului de maimuta pentru producerea vaccinurilor administrate fiintelor umane. În zilele noastre, vaccinul antipolio atenuat este produs în Statele Unite si în multe alte natiuni folosind celule din tesut de rinichi de maimuta (...) Ar putea foarte bine sa existe alte virusuri nedescoperite ale maimutelor si care ar putea poate sa contamineze loturi de vaccinuri.”

Si acestia? Este deja a patra oara când cineva se pronunta împotriva utilizarii rinichilor de maimuta în producerea vaccinurilor: Koprowski în 1960, Lecatsas, Ohta, si acum grupul de experti de la Institutul Wistar.

Marinarul din Manchester

Însa grupul de experti ofera o proba, clara, una singura, pentru a respinge teoria. Marinarul din Manchester.

În 1959 un baiat de 26 de ani din Manchester ce fusese în marina, moare în mod teribil din cauza diverselor organisme ce pur si simplu îi devoreaza corpul. O moarte teribila de care prefer sa nu va vorbesc. Totul indica o prabusire a sistemului imunitar. Doctorii ce îl îngrijesc pe tânar sunt atât de socati si perplecsi încât decid sa preleveze probe de organe ale baiatului pentru a le putea mai târziu, cine stie, analiza la lumina noilor cunostinte stiintifice.

Când începe sa se vorbeasca de SIDA în anii optzeci, se aminteste de acest caz. Însa doar în 1990 aceste mostre sunt testate repetat. Rezultatul este neechivoc: toate esantioanele de control rezulta seronegative, pe când 4 esantioane din 6 ale marinarului contin HIV: tânarul era seropozitiv si a murit de SIDA.

De ce însa marinarul din Manchester reprezinta o dovada covârsitoare împotriva teoriei? Faptul este ca acest baiat fusese în marina, calatorind prin Africa, între 1955 si 1957. Dar se reîntorsese în Anglia înainte de începerea vaccinarilor lui Koprowski în Congo belgian. Deci, daca tânarul s-a infectat înainte de 1957, înseamna ca HIV era deja prezent la om înainte de începerea vaccinarilor, care prin urmare nu au nici o legatura cu epidemia de SIDA.

Imediat dupa conferinta de presa tinuta de grupul de experti, “Science” publica într-un scurt editorial ca grupul de experti a demolat ipoteza ca experimentele din Congo ar putea fi sursa SIDA. Fara rezerve. Punct.

Curtis înca o data nu accepta si scrie catre “Science” pentru a explica ca grupul de experti nu infirma absolut nimic. Marinarul din Manchester putea foarte bine sa se fi infectat de la un coleg dupa întoarcerea sa în Anglia, si pentru ca simptomele bolii nu se aratasera înainte de sfârsitul lui 1958, când deja numeroase mii de persoane fusesera vaccinate. Poate ca baiatul participase la alta vaccinare a lui Koprowski, ca de exemplu cea din Belfast din 1956. Si nici nu se poate respinge definitiv o teorie cu doar o singura proba!

Scrisoarea ajunge la “Science” la sfârsitul lui ’92, si ce face “Science”? Nu, gresit. Publica scrisoarea. Si înca o data este Koprowski cel care raspunde, dar de aceasta data fara scrisori, ci cu deschiderea unui proces legal împotriva lui Curtis si a Rolling Stone: “pentru distrugerea reputatiei profesionale, pentru suferinta mentala si emotiva, pentru umilinta si rusinea.”

Un moment: dar unde se discuta teoriile stiintifice: în revistele specializate sau în salile de tribunal? Galileo Galilei… Giordano Bruno… A arde de viu este cu siguranta mai rau decât sa te nenorocesti platind avocati, dar se schimba doar amenintarea.

Originea Răului - Istoria unei controversate teorii despre originea SIDA. Un documentar teatral de Christian Biasco - Traducerea si adaptarea: Radu Trofin

VA URMA ... LEGATURA AICI

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By Admin (from 14/12/2011 @ 11:05:14, in en - Global Observatory, read 518 times)

To look at the Russian RadioAstron spacecraft, which launched from Kazakhstan in July, it doesn't seem particularly record-breaking. Its 10-meter (33-foot) antenna is certainly no match for those on earthbound radio telescopes, which can be up to 300 meters (984 feet) across. Once in orbit, however, its signal will join forces with those from ground-based telescopes to form one giant virtual telescope. Using a process known as interferometry, they will form the equivalent of a single radio telescope dish that at over 350,000 kilometers (217,480 miles) across is almost 30 times wider than the Earth. Although it's not actually one physical object, it is nonetheless being heralded as the largest telescope ever created.

Interferometry itself is nothing new, having been around since the 1960s. Very basically speaking, it involves combining the output of two or more geographically-separated telescopes to obtain one image with a resolution higher than either telescope could achieve on its own.

While radio telescopes have been sent into space for this purpose before, the plan is for RadioAstron's oval-shaped orbit to take it up to ten times farther than any of those other spacecraft have traveled, at 10,000 to 390,000 kilometers (6,214 to 242,335 miles) from Earth. Working with telescopes in locations such as West Virginia, Germany and Puerto Rico, it should be able to capture details at 10,000 times the resolution of the Hubble Space Telescope.

Plans for its use include the observation of a huge black hole at the center of a nearby galaxy, M87.

Although already launched, it will still be a few months before the spacecraft reaches the starting point of its orbit, and then goes through a check-out period with its ground control team at Russia's Lebedev Physical Institute Astro Space Center. Once it starts receiving and transmitting data ... well, there will be a lot of it. It's estimated that RadioAstron will be taking in up to 144 megabits per second, which will be continuously relayed to the ground.

So far, however, there is only one 22-meter (72-foot) dish set up to receive that data, near Moscow. This means that much of the data will simply be lost. It is hoped that throughout RadioAstron's five-year mission, more receiving stations can be set up.

Source: GizMag

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sir are you encouraging people participate in some kind of game? ...where people give up their power? It never worked before .... that’s why I suggest instead of give up your power, exercise it from y...
05/10/2014 @ 08:45:09
By James Smith
Asta e marihoana nu?ei cine te poate opri so faci ,eu nu prefer astfel de fistractie deoarece am vazut ca dupa nu mai faci altceva fecit ca dormi bine,nu am incercat nu incerc dar nu opresc pe nimeni ...
30/09/2014 @ 09:34:56
By Miulesvu Corina Lucia
tovaraseilor .. nu confundati un sifonar sau turnator cuun ofiter sub acoperire.. e o mare diferenta ...
29/09/2014 @ 13:07:51
By Alex Andu
... deci şi Toma e securist, logic!
27/09/2014 @ 15:49:04
By Bogdan Sith Huşanu
Mai voinicilor,voi nu stiati ca inainte de 89,securistii erau omul si copacul,,ei acum sint si mai multi,cred ca au dat si lastari,ce naiba..!..
27/09/2014 @ 15:45:01
By Toma Pasculea
E greu de crezut că mişcă ceva de calibru în massmedia din orice ţară care să nu aibă vre-o treabă cu 'serviciile'. Cred că massmedia, instituţiile me...
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