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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
By Admin (from 12/05/2011 @ 14:00:29, in ro - Stiinta si Societate, read 1978 times)

 Medicina traditionala a unor popoare precum indienii sau chinezii pune accent foarte mare pe rolul gandirii, al gandului, in tratarea unor boli extrem de grave, cum ar fi cardiopatia ischemica, boala coronariana, psoriazisul, arteritele, dereglari ale tensiunii arteriale, ciroza, impotenta sexuala, nevrozele, cancerul etc.

Preluand in buna parte traditia multimilenara orientala, medicina alopata occidentala de azi incearca sa combine metodele proprii cu autoterapia prin gand, dar au aparut si tehnici terapeutice complementare bazate in mod fundamental pe aceste proceduri.

Frica e o boala

Omul este inrobit de propriile ganduri. Eliberarea de sub tirania lor (ne referim la gandurile negative) confera individului respectiv puteri de esenta divina, dupa cum sustin adeptii acestor practici. De aceea, se impune sa se puna un accent special pe controlul asupra gandurilor rele. Acestea (sinonime intr-un fel cu frica) au un efect devastator asupra fiintei umane. Si alt gen de ganduri - cum ar fi cel care genereaza ingrijorarea prelungita, nesiguranta zilei de maine, suspiciunile, invidia - afecteaza organismul, dar nu-l distrug asa cum face „gandul-frica”.

Frica micsoreaza diametrul vaselor de sange, cu urmare a unui flux excesiv de noradrenalina in sange. Acest lucru duce la o subalimentare prelungita cu sange arterial a creierului si a altor organe (inima, ficatul, rinichii, maduva spinarii, pielea, sistemul nervos), deci cu oxigen si cu elemente nutritive, lucru care poate duce la boli organice, cum ar fi boala coronariana, ischemia, hepatita, boli de piele, nevroze si psihoze.

Stresul, rapus de veselie

Gandul rau sau frica pot fi datorate unor cauze individuale sau generale. Asupra celor individuale nu ne vom opri, deoarece ele sunt cauzate in mare parte de lipsa de educatie a gandului. Cauza generala o constituie stresul, mult mai frecvent intalnit in zonele urbane, stres cauzat de zgomot, de trepidatii, de vibratii, de aer infectat, plin de toxine, de amenintari foarte variate, de consumul alimentelor sintetice, de apele contaminate, de filmele de groaza si de cultura poluata, iar exemplele ar putea continua foarte mult.

Totusi, daca elementele stresante pot fi evitate prin schimbarea mediului in care sunt prezente, gandul rau nu poate fi eliminat decat prin metoda reeducarii. Metoda generala de combatere a gandului rau, a fricii, se concretizeaza prin ras, veselie, zambetul mereu prezent. Probabil va intrebati cum poate o persoana care sufera de o boala foarte grava sa fie vesela, cu zambetul pe buze. Desigur, asa ceva nu se realizeaza de la inceput, batand din palme, dar cu timpul se constata ca metoda este eficace si are nevoie de rabdarea si de perseverenta subiectului.

Autosugestia - leac sau otrava

O boala fizica va afecta mentalul, iar o boala mentala va afecta buna functionare a organismului. Gandirea viciata produce concomitent modificari distructive ale secretiilor nervoase si glandulare. Pentru organism este foarte rau, deoarece o gandire viciata genereaza stari uneori letale, celulele somatice se pot intoxica sau pot surveni dereglari sau accidente grave legate de vasele de sange. Pot surveni depresiuni ale anumitor centri nervosi sau spirituali, sangele se poate otravi cu substantele chimice elaborate in timpul socului negativ produs de gandul rau.

Toate organele aflate in tractul digestiv vor suporta o otravire cu consecinte negative greu de evaluat, care decurg din intoxicarea sucurilor digestive. Un exemplu curent despre ceea ce inseamna autosugestia: pe masura ce inainteaza in varsta, multi oameni isi spun „Sunt din ce in ce mai batran, mai bolnav si mai neputincios”. Asemenea ganduri creeaza escavatii periculoase in toate structurile lor, producand uscarea, ridarea si subtierea pielii, socuri ale glandelor care au mecanismul lor, ca de altfel toate organele interne. Acesta sunt „socate” de gandurile rele, ducand la deteriorarea brusca si uneori ireversibila a functiilor lor sau, in cel mai bun caz, la uzuri dramatice (a vaselor de sange, caderea parului, ciroza etc.).

*

Pastrarea unei bune dispozitii, a unor ganduri pline de optimism tonifica organismul clipa de clipa si il intinereste. Gandind, de pilda, ca organismul nostru are 18 ani, celulele corpului isi vor reface nucleul si vor recapata tonusul si vioiciunea unui adolescent, iar noi insine vom smti ca suntem din nou - fireste, nu chiar junii nelistiti si veseli de acum mai multi ani - mai tineri, mai vigurosi, mai sanatosi.

ADRIAN-NICOLAE POPESCU - magazin.ro

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By Admin (from 12/05/2011 @ 11:00:28, in it - Scienze e Societa, read 1804 times)

La domanda giusta per scoprire che si può "fare fisica" con Guerre Stellari, che tenere sollevata da terra una valigia da 57 chili non è assolutamente un lavoro e che sull'energia non si sa poi molto di più.
 
Sgombriamo il campo da ogni dubbio e rispondiamo subito: l'energia è la capacità di compiere un lavoro. Facile. Talmente facile che il test orale preliminare di ammissione al programma di fisica dell'Università del Minnesota inizia con questa domanda: quanta energia serve alla Morte Nera per polverizzare il pianeta Alderaan? Lo chiede regolarmente il professor Terry Jones, astronomo, agli studenti che vogliono accedere al suo corso. La domanda fa riferimento a un episodio della serie Guerre Stellari.
 
Perché proprio quella particolare situazione e non qualcosa di più pratico... per esempio l'energia necessaria (sulla Terra) per sollevare di un metro una mela da 102 grammi, oppure il suo rapporto (o equivalenza) con la massa di quella stessa mela?
 
Sorprendentemente, sulla natura dell'energia questa è l'unica domanda a cui rispondere è (abbastanza) facile: primo, bisogna leggere bene le domande prima di rispondere. La nostra è "che cos'è", non "cosa può farci fare" l'energia. E, secondo, ... bisogna ammettere che non c'è una vera risposta. O, se preferite, non c'è una risposta più vera di un'altra perché non c'è una maniera univoca per ragionare sull'energia.
L'ENERGIA NON È UNA SOSTANZA!  Anche se non abbiamo un'idea precisa di cosa esattamente siano, nozioni come quella di energia, ma anche, per esempio, di spazio e di tempo, sono radicate intimamente nella nostra quotidianità e nelle nostre pratiche di vita.
 
Come anche è radicato il principio che non si possa produrre lavoro utile dal nulla. Il concetto era chiaro persino agli atomisti greci di 2.500 anni fa (Melisso, Empedocle, Anassagora, Democrito, Epicuro), ma "grazie" al dualismo tra spirito e materia introdotto con Platone e Socrate dovette attendere la metà dell'Ottocento per essere nuovamente formalizzato nel "principio di conservazione dell'energia" da Meyer (1842), Joule (1843) e Helmholtz (1847). Ci sono insomma voluti venticinque secoli solo per riscoprire la vecchia massima della metafisica atomista: nulla si crea e nulla si distrugge, altrimenti da qualunque cosa potrebbe nascerne qualunque altra.

Anche mettendo da parte la metafisica e limitando la questione al solo campo della scienza, le cose restano lo stesso abbastanza complicate. Oggi siamo abituati a parlare di "fonti di energia", di "energia immagazzinata" o di "trasformazione dell'energia" come se l'energia fosse una sostanza, sia pure invisibile e immateriale, facente parte di ogni cosa nel mondo, capace di assumere forme diverse e di essere trasferita da un corpo a un altro.
 
Ma per quanto efficace ai fini della comunicazione e comprensibile a livello intuitivo, questo modo di rappresentare l'energia ha solo un valore metaforico.

RELAZIONI  Proporre una vera e propria definizione di "energia" è insomma ancora un'impresa che va oltre le nostre possibilità. Persino gli scienziati preferiscono glissare e scelgono piuttosto di delineare, con sempre maggior precisione, a mano a mano che la scienza evolve, cosa fa l'energia, come si comporta, a cosa serve e quali sono i suoi effetti. Attraverso questi "filtri" possiamo affermare che per energia di un corpo o di un sistema (un insieme) di corpi si intende l'entità (la misura: si tratta quindi di una grandezza fisica) delle trasformazioni che tale sistema può indurre su altri sistemi, interagendo con essi.
 
Per esempio, un corpo che si sposta può alterare lo stato di altri: urtandoli può trasmettere loro una parte del suo moto (della sua energia cinetica) o deformarli modificandone la configurazione, a spese del proprio moto, che può venire rallentato, deviato, arrestato... Un po' come succede su un tavolo da biliardo, dove si colpisce una palla per mandarne in buca un'altra: l'energia viene trasferita dal braccio alla stecca alla prima palla e via di seguito fino all'ultima. Tuttavia nessuno dei singoli componenti è l'energia così come non lo è la catena intera dei trasferimenti.
NON DIRMI CHE QUESTO È LAVORO!  L'energia di un corpo o di un sistema può anche essere definita come la sua capacità di produrre lavoro, ma lavoro è un'altra parola che in fisica assume un significato preciso e diverso da quello che ha nel linguaggio comune: è il prodotto di una forza per lo spostamento del suo punto di applicazione. Detto in modo più intuitivo, è l'azione di produrre un cambiamento di configurazione in un sistema. Ha quindi a che fare con il cambiamento, con il moto.
 
Ecco un esempio curioso ma efficace per comprendere il concetto fisico di lavoro. Nel linguaggio comune, per tutti un lavoro è un onere, qualcosa che costa fatica fare, come tenere sollevata una valigia pesante. Dal punto di vista della fisica, però, tenere semplicemente sollevata una valigia non è un lavoro, perché non produce alcun cambiamento nello stato delle cose. Se invece camminassimo con la valigia in mano o la sollevassimo rapidamente da terra all'altezza delle ginocchia, allora sì che staremmo producendo lavoro.

TRASFORMISTA  Chiarito che l'energia non ha una definizione univoca, che produce lavoro ma non è il lavoro, che ha a che fare con i concetti di spazio, tempo, moto e cambiamento... vediamo quali forme assume (generalmente) e in quali altre ha la tendenza a trasformarsi. 
  
Energia chimica. È l'energia che viene sviluppata o assorbita nelle trasformazioni (reazioni) chimiche. A rigore, come energia chimica dovrebbe intendersi solo l'energia di legame, cioè quella liberata o assorbita nel corso del fenomeno chimico come conseguenza della rottura dei legami tra gli atomi delle molecole che reagiscono e della costituzione dei legami delle molecole che si formano. L'energia chimica sviluppa generalmente calore o energia raggiante, talora energia elettrica e qualche volta anche energia meccanica.
 
Energia meccanica. In fisica la si considera sotto varie forme: energia cinetica, che corrisponde al lavoro che un corpo in movimento può compiere sull'esterno; energia potenziale (cioè di posizione), che dipende da dove il corpo si trova rispetto agli altri e dal tipo di forza (gravitazionale, elettrica, magnetica...) attraverso la quale interagisce con essi. Per esempio: un corpo sopra la superficie terrestre ha un'energia di posizione gravitazionale rispetto alla Terra, perché si trova nel suo campo gravità.
 
Energia elastica. È il lavoro che un corpo elastico (per esempio una molla) deformato dall'azione di forze esterne può restituire riprendendo la configurazione originaria. Il corpo elastico deformato possiede quindi energia "immagazzinata". La restituzione, però, non è integrale: non esistono in natura corpi perfettamente elastici, in grado cioè di restituire il 100% dell'energia immagazzinata.
 
Energia nucleare. È l'energia di legame che tiene uniti i neutroni e i protoni nel nucleo di un atomo. Quando un nucleo pesante (di uranio, plutonio...) viene spaccato (per esempio in una centrale nucleare) o quando due nuclei leggeri si fondono insieme (come avviene nelle stelle), si libera una grande energia sotto forma di energia cinetica e termica.
 
Energia elettrica. In fisica la si considera energia del campo elettrostatico in presenza di corpi dotati di carica (positiva o negativa) e di potenziale differente. Quando la differenza di potenziale diventa molto elevata (per esempio durante un temporale) si manifesta con scariche improvvise, i fulmini, tra nuvola e nuvola e tra nuvola e terra. L'energia elettrocinetica, cioè quella prodotta da un generatore o dalle reazioni elettrochimiche in una batteria, è invece una corrente (il moto degli elettroni lungo un cavo) che, percorrendo un circuito, fornisce a un motore elettrico, una resistenza (come una lampadina a incandescenza), un lettore mp3 eccetera ciò che serve a farli funzionare.
 
Energia radiante. È l'energia emessa dai corpi, spontaneamente o in particolari condizioni. Si tratta di irradiazioni di onde elettromagnetiche che si propagano con la velocità della luce. Le radiazioni luminose (luce, infrarosso, ultravioletto), le onde radio, i raggi X e i raggi gamma sono tutti esempi di energia radiante.
 
Energia sonora. L'energia delle vibrazioni meccaniche della sorgente sonora (voce, altoparlante...) viene parzialmente spesa producendo delle perturbazioni della densità dell'aria (o del mezzo elastico circostante) che si propagano sotto forma di onde elastiche. Se parte della vibrazione che raggiunge l'orecchio ha frequenza acustica, l'energia recepita produce una sensazione "uditiva" direttamente correlata alla natura e all'intensità della vibrazione percepita: solo parte dell'energia sonora diviene "acustica", come solo parte delle radiazioni luminose si trasforma in stimoli ottici.
 
Energia termica. Il calore è l'effetto del moto, ossia delle vibrazioni e delle collisioni, di atomi e molecole all'interno di una sostanza. Per converso, quando un oggetto viene scaldato (cioè gli si fornisce energia termica) il suo stato viene alterato: atomi e molecole, eccitati, vibrano e collidono tra loro. L'energia geotermica è generata da fonti geologiche di calore.
 
Energia di moto. È l'energia espressa dal movimento degli oggetti. Più velocemente si muovono, maggiore era l'energia accumulata. Il vento è un esempio di questo tipo di energia.

Fonte: Focus.it

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Economic theory assumes resource scarcity as an important premise, and there is a general consensus that scarce resources are best allocated by means of a market. However, a new doctoral thesis from the University of Gothenburg, Sweden, shows that there may be alternative solutions to the allocation problem.

Economic theory generally assumes that there will never be enough food, water, cars, money etc. to satisfy people's wants. This means that inequalities, conflict and poverty are inevitable parts of society. Many economists feel that scarcity is best dealt with through the presence of a market – the highest bidders gain access to a society's scarce resources.

Yet, economic sociologists do not necessarily see resource scarcity as inevitable, and neither do they always agree with the mainstream solution to the economic problem. There are indeed enough resources, they might argue, but people are for various reasons denied access. For example, there is enough food in the world, but people are still starving. Why is that?

'The market as an allocation mechanism has not been able to distribute food to everyone – every sixth person in the world does not have access to enough food,' says Adel Daoud, author of the thesis.

So, do we need the market?

'Maybe we do, given the present economic system, but we should at the same time ask ourselves whether any alternative allocation models could help us manage the world's resources better, not least considering the climate threat. A so-called economic democracy could be one such solution. In an economic democracy, citizens get to have a say about what and how much of various products and services should be produced,' says Daoud.

One of the main contributions of the thesis is to show the importance of using alternative perspectives, such as economic sociology, to deal with the notion of resource scarcity rather than simply seeing scarcity as inevitable.

Source: EurekAlert

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By Admin (from 11/05/2011 @ 14:00:20, in ro - TV Network, read 1450 times)

 A fost ofiter roman. A fost pasa turc. Ne-a incantat pe toti cu aventurile si metodele sale de Dirty Harry in seria Comisarilor (Miclovan/ Moldovan). A fost un „nemuritor”, cutreierand Europa dupa moartea lui Mihai Viteazul. I-a dat viata principelui Carol, si toti au fost uimiti de extraordinara asemanare cu acesta. Prestanta sa aristocratica l-a recomandat drept cel mai desavarsit interpret pentru Pascalopol, sobrul personaj calinescian din „Enigma Otiliei”. A fost ofiter german in mai multe pelicule, a fost ofiter de militie, si nimanui nu i-a scapat prestanta deosebita pe care i-o dadea haina militara, ce-i venea ca turnata. A fost Mircea cel Batran si generalul Averescu, ilegalistul Andrei si printul Andrei Morudzi. Si pentru ca toti acestia trebuia sa poarte un nume, li s-a spus simplu: Sergiu Nicolaescu.

Destinul l-a ales

Nascut intr-o duminica de Florii, pe 13 aprilie 1930, Sergiu Nicolaescu a avut o viata aflata mereu sub semnul de foc al Berbecului. Personalitate titanica, dominanta, cu adevarat „incapatanat ca un berbec”, Sergiu Nicolaescu a stiut intotdeauna ce vrea si mai ales cum sa obtina. Ambitios, perfectionist, el a vrut, ca regizor, sa faca totul, si sa faca bine. Chiar si numerosii sai critici si epigoni trebuie, rusinati, sa recunoasca faptul ca „i-a iesit”...

De mic copil a iubit doua lucruri, ce vor constitui de altfel pasiunile sale pentru toata viata: filmul si istoria. Ca sa mearga la cinematograf, fugea de acasa, fascinat de magia peliculei de celuloid. Distractia favorita era sa cutreiere, cu pustii de seama lui, subteranele medievale ale Timisoarei, orasul unde a copilarit, sau sa incinga batalii „pe viata si pe moarte” cu cavaleri, regi, soldati, cowboy si indieni. Tot atatea personaje care vor popula, mai tarziu, filmele sale.

Faptul ca imaginatia sa bogata l-a facut sa para cu totul desprins de realitate - si e vorba de realitatea dura, „socialista”, a anilor de dupa razboi - n-a insemnat insa ca tanarul traia in trecut. A avut prilejul sa cunoasca din plin „binefacerile” noului regim atunci cand tatal sau a ajuns la Canal, condamnat la 7 ani de inchisoare, ca detinut politic. Greutatile prin care a trecut nu l-au impiedicat pe Sergiu Nicolaescu sa fie admis la trei facultati - Scoala de Ofiteri de Marina, Politehnica si Belle Arte.

Desi a ales-o pe prima, dosarul „necorespunzator” l-a obligat sa urmeze in cele din urma Politehnica. Ursitoarele teseau insa, harnice, la destinul sau. Proaspat absolvent de Politehnica, Sergiu urma sa se angajeze ca director tehnic la un I.A.S de langa Bucuresti. Destinul avea insa alte planuri pentru el: un coleg care avea repartitie la Buftea, in cinematografie, ii propune sa faca schimb. Drumul spre istorie era deschis...

Si extraterestrii se uita la Mihai Viteazul...

Primul sau film, care-l va aduce in atentia mondiala, nu are, paradoxal, personaje umane. „Vedetele” sale sunt florile si totusi povestea din Memoria Trandafirului este o superba parabola a conditiei umane, „spusa” de Nicolaescu in doar 7 minute. Scurt-metrajul este rasplatit in 1962 cu Premiul de Excelenta al Uniunii Mondiale a Tehnicienilor, primeste elogii la Cannes si-l recomanda pe tanarul roman ca pe un vizionar.

Imediat, cei de la studiourile Columbia ii cumpara filmul si il invita pe regizor, pentru discutii, in Statele Unite. In aceeasi perioada il va cunoaste pe Titus Popovici, „cel mai bun scenarist al filmului romanesc”, cum el insusi il va caracteriza. De altfel, echipa Popovici-Nicolaescu isi va lega numele de unele dintre cele mai vizionate si mai apreciate creatii ale cinematografiei noastre. Prima mare realizare este coproductia Dacii, din 1966, pentru care Nicolaescu primeste elogii in toata lumea.

Atmosfera grandioasa si minutiozitatea cu care a prezentat epoca antica il vor recomanda ca regizor pentru un alt film istoric, Batalia pentru Roma, unde sub bagheta sa au evoluat doi monstri sacri ai celei de-a saptea arte: Orson Welles si Laurence Harvey. In 1970, un alt succes de proportii va fi Mihai Viteazul, nominalizat la Oscar si unde Amza Pellea face rolul vietii sale. Ca un amanunt interesant, astazi Mihai Viteazul este singurul film romanesc studiat la Hollywood, alaturi de alte superproductii, precum Cleopatra sau Ben Hur, iar in filmul ET, Spielberg aduce un omagiu indirect omologului sau roman: in secventa in care simpaticul extraterestru se uita, alaturi de copii, la televizor, pe ecran ruleaza secvente din Mihai Viteazul...

Un regizor total

A urmat perioada de aur pentru Sergiu Nicolaescu: zeci de filme cu mare succes la public, cele mai cunoscute fiind, desigur, cele din seria „Comisarilor” - Cu mainile curate, Ultimul cartus, Un comisar acuza, Revansa, Duelul. In acelasi timp, pasiunea pentru istorie nu-l paraseste si regizeaza pelicule precum Nemuritorii, Pentru patrie sau Coroana de Foc. In 1989, filmul Mircea, ultima superproductie realizata inainte de Revolutie, ii confirma renumele de „monstru sacru” al cinematografiei romanesti.

Dupa evenimentele din 1989, firea sa iscoditoare repune pe tapet probleme istorice spinoase, relevand adevarul istoric cu multa acribie, in filme precum Oglinda sau Triunghiul Mortii. Pe nedrept acuzat ca nu face filme „de arta”, Sergiu Nicolaescu isi dovedeste totusi talentul total in pelicule ca Atunci i-am condamnat pe toti la moarte, Ultimul noapte de dragoste, intaia noapte de razboi si mai ales Osanda, un film zguduitor, avandu-l protagonist pe acelasi regretat Amza Pellea. Si cum am putea uita, din aceasta enumerare, comedia care-l recomanda pe Sergiu Nicolaescu drept regizor ce poate aborda toate genurile - Nea Marin Miliardar, poate cel mai vizionat film romanesc din toate timpurile.

Supravietuitorul

In ultima vreme, Sergiu Nicolaescu s-a confruntat cu grave probleme de sanatate, suportand, in urma unei caderi, doua operatii dificile pe creier. Dar el este un invingator, un supravietuitor. Asa cum il caracterizeaza de altfel si cel mai recent film al sau - Supravietuitorul. Personajul central, nimeni altul decat indragitul comisar Moldovan, este interpretat de actorul ceh Petr Falc. Dupa razboi, Moldovan este inchis, pe motive politice si obligat, de sadicul comandant al inchisorii, un colonel sovietic, sa joace ruleta ruseasca.

Norocul si instinctul de conservare il ajuta sa scape cu viata din acest iad; pentru a-si castiga existenta, fostul comisar accepta sa intre apoi intr-o retea de jocuri de ruleta ruseasca. Astfel va ajunge intr-un oras din centrul Europei unde un fost inamic din tinerete, diabolicul Goldberg, patroneaza o varianta si mai macabra a jocului: ruleta ruseasca incrucisata, in care oponentii trag unul in celalalt. Evenimentele incitante ce vor urma ne vor readuce in memorie personaje din seria „Comisarilor”, figuri familiare din lumea interlopa a Bucurestiului de dinainte de razboi. Nu ne ramane decat sa-i uram „La multi ani!” maestrului Nicolaescu, la ceas aniversar, si sa-i atragem atentia, mai in gluma, mai in serios, ca mai sunt multi voievozi viteji pe care nu i-a „adus” pe ecran...

GABRIEL TUDOR - magazin.ro

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By Admin (from 11/05/2011 @ 11:00:29, in it - Scienze e Societa, read 1207 times)

È piccolo e gracile, ma vanta un apparato riproduttivo che farebbe schiattare di invidia qualunque altra specie vivente. Analizzando i suoi testicoli, i ricercatori hanno scoperto qualcosa che rivoluziona alcune precedenti teorie sull'accoppiamento. (Elisabetta Intini)

Chiamarlo "superdotato" è quasi riduttivo. Il grillastro affine (Platycleis affinis), un particolare tipo di grillo diffuso nella nostra penisola, è appena entrato nell'albo d'oro dei record animali per un primato molto particolare: i suoi testicoli raggiungono un peso pari al 14% della sua stazza totale (tanto per intendersi, sarebbe come se quelli di un uomo adulto pesassero 5 chili ciascuno). L'insetto si è quindi meritatamente conquistato il titolo di animale con le ghiandole genitali maschili più ingombranti - in relazione alle sue dimensioni - strappando la qualifica alla Drosophila bifurca, una mosca della frutta il cui rapporto testicoli-peso corporeo raggiunge "appena" il 10,6%.

Tanta scena, poca… "resa". Un'equipe di ricercatori dell'Università di Derby (Gran Bretagna) ha misurato le dimensioni dell'apparato riproduttivo di 21 specie di grilli, notando che la proporzione dei testicoli variava considerevolmente da specie a specie. Alle dimensioni record del Platycleis affinis tuttavia non corrisponde, come ci si potrebbe aspettare, una sovrapproduzione di liquido seminale. Gli esemplari con i testicoli più grossi infatti, producono una minore quantità di sperma, il che, hanno spiegato gli scienziati alla Bbc, lascia propendere per l'ipotesi che la grandezza dei testicoli «sia dovuta all'alto numero di partner diverse da fertilizzare, piuttosto che al tentativo di avere maggiore successo riproduttivo con una partner sola».

Regole sovvertite. La ricerca, quindi, sembrerebbe dimostrare che le dimensioni dei testicoli sono direttamente proporzionali alla promiscuità sessuale del loro "proprietario": maggiori sono gli attributi, più alto il numero di compagne con il quale potrà accoppiarsi (e più alta, pertanto, anche la possibilità di garantirsi una discendenza). Almeno per i grilli, tuttavia, non sembra valere la regola che testicoli più grandi producono anche una maggiore quantità di sperma, suffragata in precedenza da molti esperimenti sui vertebrati (tra questi, anche varie specie di primati). «Un'importante lezione da trarre è che non dobbiamo aspettarci che le stesse regole valgano allo stesso modo per tutte le specie animali, ma ci può essere un'alternativa», ha detto Karim Vahed, a capo dello studio.

Fonte: Focus.it

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Scientists from the School of Pharmacy at Queen's University Belfast and Almac Discovery Ltd have developed a new treatment for cancer which rather than attacking tumours directly, prevents the growth of new blood vessels in tumours, starving them of oxygen and nutrients, thereby preventing their growth.

Targeting tumour blood vessels is not a new concept, however, this drug attacks the blood vessels using an entirely different pathway and therefore could be useful for treating tumours which don't respond to or which are resistant to current therapies of this type.

Professor Tracy Robson and her research team at Queen's, in collaboration with researchers at Almac Discovery, developed a new drug to disrupt the tumour blood supply. They have demonstrated that this leads to highly effective inhibition of tumour growth in a number of models as reported this month in Clinical Cancer Research, a journal of the American Association for Cancer Research. Almac Discovery is developing the drug candidate and expects to start clinical trials within the next year.

Professor Tracy Robson from the School of Pharmacy at Queen's explains: "By understanding the anti-angiogenic potential of the natural protein, FKBPL, we have been able to develop small peptide-based drugs that could be delivered to prevent tumour growth by cutting off their blood supply. This is highly effective in models of prostate and breast cancer.

"However, this also has the potential for the treatment of any solid tumour and we're excited about continuing to work with Almac Discovery as this drug enters clinical trials."

Dr Stephen Barr, President and Managing Director of Almac Discovery said: "This is a first class example of a collaboration between a university and industry to produce a novel approach to cancer therapy that has a real chance of helping patients".

The Almac Discovery / Queen's University drug is currently undergoing preclinical development and may provide a first-in-class therapy for targeting tumour angiogenesis by an entirely different pathway to those agents currently approved.

Source: EurekAlert

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By Admin (from 10/05/2011 @ 14:00:48, in ro - Observator Global, read 1235 times)

 Venirea la putere a lui Fidel Castro, ca si intentiile sale declarate de a merge pe modelul sovietic, nu au putut lasa indiferente Statele Unite. Puternicul vecin de la nord-vest al Cubei nu dorea un asemenea „ghimpe in coasta” si, pentru urmatoarele decenii, va face tot posibilul spre a-l elimina pe temerarul avocat din Havana.

Cea mai celebra incercare de rasturnare a regimului comunist din Cuba s-a petrecut la jumatatea lunii aprilie 1961, operatiunea ramanand in istorie sub denumirea de „invazia din Golful Porcilor” (Invasion de Bahia de Cochinos). Invazia a fost inceputa prin operatiunea Puma, un sir de raiduri aeriene indreptate impotriva fortelor lui Castro si menite sa asigure totala superioritate aeriana a exilatilor cubanezi care desfasurau atacul, in colaborare directa cu membri ai CIA.

 Dar raidurile nu au fost un succes, intrucat presedintele american Kennedy a refuzat sa implice militar SUA, dand exilatilor un sprijin partial, pentru a parea ca actiunea fusese planuita in totalitate de ei. Kennedy are si responsabilitatea alegerii locului de debarcare, in ciuda opozitiei specialistilor CIA. Toti acesti factori, dar mai ales lipsa unei implicari masive a americanilor au pecetluit soarta operatiunii. Oricum, in timpul invaziei patru piloti militari americani si-au pierdut viata. Dupa ce au cucerit un cap de pod pe insula, invingand rezistenta militiilor comuniste locale, exilatii au avut insa de infruntat armata cubaneza, dotata cu tancuri sovietice.

Inclestarea a fost deosebit de sangeroasa si s-a soldat cu un esec total pentru exilati. La incheierea ostilitatilor, pe 21 aprilie, 68 dintre ei fusesera ucisi iar restul s-au predat. Numarul victimelor din randul aparatorilor a fost insa considerabil mai mare. Dintre cei 1209 de exilati cubanezi luati prizonieri cativa au fost executati iar restul condamnati la 30 de ani de inchisoare pentru inalta tradare. Totusi, dupa aproape doi ani de negocieri, americanii i-au putut rascumpara, oferind lui Castro 53 de milioane dolari, sub forma de hrana si medicamente.

GABRIEL TUDOR - magazin.ro

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By Admin (from 10/05/2011 @ 11:00:15, in it - Osservatorio Globale, read 1133 times)

Nel giro di una ventina d'anni il cioccolato potrebbe diventare raro e molto costoso: crisi economica e caccia al profitto minacciano le coltivazioni di una delle piante più amate del mondo. E tu? Quanto saresti disposto a pagare per una tavoletta di cioccolato?

La notizia è di quelle preoccupanti: entro 20 anni il cioccolato potrebbe diventare una rara prelibatezza. Lo ha dichiarato qualche giorno fa la Cocoa Research Association, che su questo argomento è un’autorità riconosciuta a livello mondiale. Negli ultimi 6 anni il prezzo del cacao è più che raddoppiato e gli addetti ai lavori non nascondono le loro preoccupazioni.

Questa pianta cresce solo in una fascia molto ristretta, entro i 10° di latitudine dall’equatore, e di fatto solo nei paesi in via di sviluppo. Secondo quanto riporta il quotidiano britannico Indipendent, i governi di questi paesi non offrono alcun incentivo ai coltivatori di cacao, che si trovano così nell’impossibilità di sostituire le piante man mano che invecchiano e muoiono.

Meglio i soldi del cacao

E nemmeno gli sforzi dei colossi del settore sembrano servire: la Mars Inc per esempio ha sequenziato qualche tempo fa il genoma del cacao con l’obiettivo di sviluppare arbusti più resistenti e produttivi. Ma anche le piante migliori devono fare i conti con gli interessi degli agricoltori che sempre più spesso decidono di abbandonare la coltivazione del dolce frutto a favore di soia, grano geneticamente modificato e palma da olio, molto più redditizia del cacao perché impiegata nell’industria alimentare e nella produzione di biocarburanti.

Secondo Tony Lass, presidente della Cocoa Research Association, i piccoli coltivatori di cacao non guadagno più di 80 centesimi di euro al giorno, e così o decidono di convertirsi a colture più remunerative o cambiano addirittura lavoro, trasferendosi in città e abbandonando le campagne.
Il risultato? Nel giro di 20 anni il cioccolato sarà come il caviale e, ammesso di trovarlo, potrebbe costare dai 10 ai 20 euro la tavoletta.

Fonte: Focus.it

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By Admin (from 10/05/2011 @ 08:00:16, in en - Science and Society, read 1862 times)

Low levels of household income are associated with several lifetime mental disorders and suicide attempts, and a decrease in income is associated with a higher risk for anxiety, substance use, and mood disorders, according to a report in the April issue of Archives of General Psychiatry.

"To date, findings on the relationship between income and mental illness have been mixed," the authors write as background information in the article. "Some studies have found that lower income is associated with mental illness, while other studies have not found this relationship."

Jitender Sareen, M.D., FRCPC, of the University of Manitoba, Winnipeg, Canada, and colleagues analyzed data from the U.S. National Epidemiologic Survey of Alcohol and Related Conditions – the largest longitudinal, population-based mental health survey – to examine the relationship between income, mental disorders, and suicide attempts. A total of 34,653 non-institutionalized U.S. adults, age 20 years and older, were interviewed twice, three years apart.

"Participants with household income of less than $20,000 per year were at increased risk of incident mood disorders during the three-year follow-up period in comparison with those with income of $70,000 or more per year," the authors report.

"A decrease in household income during the two time points was also associated with an increased risk of incident mood, anxiety, or substance use disorders in comparison with respondents with no change in income," they write.

An increase in income during the follow-up period was not associated with any increase or decrease in the risk of developing mental disorders.

The authors believe their study findings have important public health implications.

"Most important, the findings suggest that income below $20,000 per year is associated with substantial psychopathologic characteristics and that there is a need for targeted interventions to treat and prevent mental illness in this low-income sector of the population," they conclude. "The findings also suggest that adults with reduction in income are at increased risk of mood and substance use disorders."

Source: PhysOrg

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Investigative Journalist and historian Webster Tarpley, author of Obama - The Postmodern Coup: Making of a Manchurian Candidate and 9/11 Synthetic Terror: Made in USA - Myth of the 21st Century . Tarpley discusses the CIA efforts to destabilize the Mediterranean/Arab world, as well as how we can pull out of the current depression, and why Wikileaks is a well orchestrated "striptease" by the CIA to reveal selected information. The overthrow of governments in Tunisia and Egypt, as well as other unrest in the Middle East is part of a "post-modern coup,"-- destabilization techniques used by the US and the UK to further their agendas without direct military aggression, he argued. By breaking countries such as Libya, Sudan, and Yemen into smaller squabbling states, they become easier to control, he explained.

With Tunisian refugees possibly going to Italy, "the CIA would say, 'well if we can submerge Southern Europe beneath a wave of two million refugees, good-- that makes the euro weaker, and makes the dollar more attractive-- we're saving our...imperialist system','' Tarpley continued. He further commented that the idea that there is an Arab youth movement demanding democracy is a fairy tale. WikiLeaks, he suggested, pretends to attack the US, but in reality, it's other countries that get slammed and look bad. He characterized WikiLeaks founder Julian Assange as having an "MK Ultra pedigree" having grown up in Australia with the Hamilton-Byrne cult. Tarpley also talked about the breakdown of the world economic structure. To correct the system, he said huge "zombie banks" and derivatives have to wiped out, and Wall St. transactions should be subject to sales taxes.

Webster Tarpley : the most incisive critic of Anglo-American hegemony. As an activist historian he is best known for his book- George Bush: The Unauthorized Biography (1992), a masterpiece of research which is still a must read. He is a 9/11 Truth Scholar and activist; AB Princeton 1966, summa cum laude and Phi Beta Kappa; Fulbright Scholar at University of Turin, Italy; and MA in humanities from Skidmore College. He is fluent in Italian, German, French, Latin and Russian. A decades-long expert on international terrorism, his 1978 study for the Italian parliament "Chi ha ucciso Aldo Moro?"(Who Killed Aldo Moro?) broke open the ownership of the "Red Brigades" by NATO's clandestine "stay-behind" networks.

Source: geraldcelentechannel.blogspot.com

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Nice read, I just passed this onto a friend who was doing some research on that. And he just bought me lunch since I found it for him smile So let me rephrase that Thank you for lunch! Whenever you ha...
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By Anonimo
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By Anonimo


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