Immagine
 Trilingual World Observatory: italiano, english, română. GLOBAL NEWS & more... di Redazione
   
 
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
By Admin (from 23/03/2011 @ 11:00:55, in ro - Observator Global, read 1345 times)

 Necesitatea de a gasi cat mai repede o sursa de combustibil fiabila si suficient de puternica spre a acoperi necesitatile tot mai mari ale civilizatiei umane ii face pe specialisti sa incerce adoptarea celor mai inedite solutii. Una dintre ele ar fi captarea energiei termale generate de gheizere, acele izvoare de origine vulcanica, intalnite in diverse locuri de pe glob si care arunca in aer, la intervale regulate, cantitati mari de apa fierbinte si vapori. Americanii, care vor fi cu siguranta cei mai afectati de o eventuala criza a petrolului, sunt pe primul loc in cursa pentru descoperirea unor alternative viabile in acest sens.De altfel, in multe locuri din Statele Unite exista deja mini-centrale care utilizeaza cu succes forta aburului, datorata gheizerelor. Una dintre ele se gaseste in apropierea orasului San Francisco, intr-o zona unde exista aceste formatiuni geologice destul de rare.      

Profesorul Jefferson Tester, de la Massachusetts Institute of Technology, crede insa ca sursele de energie geotermale pot fi mult mai dese in viitor, prin realizarea unor rezervoare artificiale capabile sa „recolteze” caldura Pamantului. „Raspunsul la intrebarea care ne framanta de decenii, anume care va fi urmatoarea sursa de energie, dupa epuizarea petrolului si gazelor naturale, s-ar putea afla in acest moment chiar sub picioarele noastre”, sustine Tester.

Potrivit savantului american, profesor de inginerie chimica la MIT Laboratory for Energy and the Environment, caldura generata in adancurile planetei prin descompunerea izotopilor produsi in mod natural are potentialul de a oferi omenirii o cantitate fabuloasa de energie - de mii de ori mai mare chiar decat necesitatile actuale! Dar la ora actuala, pamantenii nu utilizeaza decat un procent infim din aceasta energie ieftina si usor de exploatat, apeland cu precadere la locurile unde ea se manifesta in mod spectaculos, sub forma de gheizere, cum ar fi California sau Islanda. De altfel, Islanda este prima tara care a folosit la scara industriala energia geotermala, total nepoluanta.

Energie pentru o suta de planete

 Ca o bizarerie, sa spunem ca oamenii de stiinta vor sa creeze rezervoare geotermale chiar pe locul fostelor depozite petrolifere, cand acestea vor fi golite de „aurul negru”. In opinia lui Tester, energia geotermala este „universala”, intrucat rezervoarele vor putea fi construite oriunde este necesar, ca de exemplu in preajma oraselor mari consumatoare de energie. „Pe suprafata intregii planete s-ar putea produce energie de origine termala de ordinul sutelor de miliardele de kilowati, in conditiile in care la ora actuala nu se consuma, in intreaga lume, decat cateva miliarde de kilowati pe an.

Ar fi, cu alte cuvinte, suficienta energie pentru a acoperi necesitatile a o suta de planete Pamant! Din pacate, dupa atentia acordata de Administratie in anii '70, industria electro-termala a intrat intr-un con de umbra, din cauza ca alte subiecte au capatat prioritate pe agenda guvernamentala.” In opinia multor savanti, energia atomica, desi foarte productiva, implica totusi riscuri imense (vezi Cernobil) si de aceea, adoptarea unor solutii pentru implementarea centralelor geo-termale pe arii cat mai extinse ar fi o chestiune primordiala, pentru evitarea crizei energetice care, vrem, nu vrem, bate la usa...

Sursa: magazin.ro

Articolo (p)Link Commenti Commenti (0)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
By Admin (from 23/03/2011 @ 08:00:19, in it - Scienze e Societa, read 3665 times)

Il massicio dei Maures lo protegge dai venti guardandogli le spalle, il mar Mediterraneo lo accarezza con il suo tocco fresco che profuma di sale, manciate d’oro e argento ne agghindano la costa e qua e là, nel centro e nei dintorni, ricami di fiori e di colture lussureggianti arricchiscono di colori il comune di Cavalaire-sur-Mer. A tesserne le lodi ci sono i canti dei gabbiani, ma anche dei numerosi turisti che ogni anno vi si recano attirati dal mare e dal sole: siamo nel dipartimento francese del Var, nella regione della Provenza-Alpi-Costa Azzurra, in un paese marittimo di circa 5 mila abitanti.
 
Incastonata tra Saint-Tropez e Le Lavandou, la cittadina è incorniciata dai pini marittimi, dalle mimose e dal blu intenso di un Mediterraneo limpidissimo, che crea un contrasto sublime con i toni caldi della costa: l’oro e il bronzo della sabbia si fondono con l’ocra della terra e le sfumature plumbee degli scogli, in un rincorrersi irresistibile di scorci selvaggi e spiaggette curate. Spiagge che si snodano per circa 4 km, e fanno di Cavalaire sin dagli anni Cinquanta una delle mete balneari più incantevoli della zona, offrendo relax, divertimento, comfort e paesaggi da favola. Se i più esigenti non si accontentassero degli arenili del paese, potrebbero comunque prendere il largo e dirigersi verso le cosiddette Iles d’Or, un trio di isolotti che affiorano nella baia proprio di fronte all’abitato e regalano fondali mozzafiato.
 
A garantire il divertimento sul litorale e la piacevolezza delle giornate in spiaggia ci pensa il clima, che a Cavalaire-sur-Mer presenta i tipici tratti mediterranei: un’estate calda, lunga e soleggiata, con temperature sempre piacevoli grazie al soffio fresco che spira sempre dal mare; ma anche inverni miti, mai troppo freddi, e precipitazioni limitate, quasi assenti nella stagione calda e ridotte anche nel periodo più freddo. Il mese più freddo è gennaio, con temperature medie comprese tra i 3°C e gli 11°C, mentre in più caldo è luglio, quando si passa dai 18°C ai 29°C.

 Con un clima così gradevole sarebbe però un peccato limitarsi alla vita di mare: anche altre zone della cittadina meritano uno sguardo, perché Cavalaire è un concentrato prezioso di storia, cultura e tradizioni. Ad ovest del centro, ad esempio, si estende la Domaine Foncin, una grande tenuta dominata da una casa colonica bianca che si erge dalla cima di un colle, protesa verso il mare. Il grande parco venne acquistato nel 1890 da Pierre Foncin, geografo e scrittore, che quattro anni dopo vi fece realizzare il ‘Casteu Souleu Dou’ perché la famiglia potesse trascorrervi le vacanze, ed oggi viene utilizzato per lo studio della natura e l’educazione al rispetto verso l’ambiente.
 
Un’altra attrazione interessante è lo spazio archeologico di Cavalaire, con collezioni archeologiche che riguardano sia l’epoca romana che l’Età del Ferro, testimoniando il ricco passato gallo-romano della cittadina e degli altri paesi della baia.
 
Dopo una giornata trascorsa all’aria aperta, o curiosando tra le testimonianze storiche, i più golosi potranno rifocillarsi gustando le prelibatezze tipiche della cucina provenzale: qui, sulla costa, il pesce fresco è l’ingrediente principale di piatti squisiti, come la ‘bouillabaisse’e la zuppa di pescato, ma non sarebbe altrettanto gustoso senza il pregiato olio d’oliva, l’aglio e gli ottimi vini prodotti dai vitigni locali.
 
Per gustare le specialità della gastronomia locale vale la pena di partecipare alle manifestazioni che si svolgono periodicamente in centro, occasioni ideali per lasciarsi tentare da qualche stand gastronomico. L’evento più atteso è il ‘Corso du Mimosa’, che si celebra nel periodo invernale e consiste in una grande sfilata di carri addobbati con fiori variopinti, che a ritmo di musica percorrono le vie del centro e raggiungono il luogo in cui si disputerà la ‘Bataille de Fleurs’.
 
Da non perdere anche la Festa di Saint-Pierre del primo weekend di luglio, dedicata al patrono dei pescatori, la Festa di Saint-Jean del 21 giugno, e il Festival di musica jazz in settembre.
 A metà strada tra Marsiglia e Nizza, stretto tra Le Lavandou e Saint-Tropez, il paese è facilmente raggiungibile con ogni mezzo di trasporto. Chi viaggia in auto deve percorrere l’autostrada A8, per poi scegliere tra due uscite possibili e seguire le indicazioni: la prima è quella di Le Cannet des Maures/Le Luc, la seconda quella per Sainte-Maxime. L’aeroporto più vicino è quello di Toulon-Hyères, a 46 km circa.

Fonte: ilturista.info

Articolo (p)Link Commenti Commenti (0)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
By Admin (from 22/03/2011 @ 14:00:50, in it - Scienze e Societa, read 1580 times)

Il fiume Rodano nasce in Svizzera, presso il Furka pass,nel massicccio del S. Gottardo, e da qui scende nel cantone vallese prima di gettarsi nelle placide acque del lago di Ginevra. E' proprio dalla grande città eveltica che il fiume inizia il suo percorso francese che lo porterà fino al delta situato nella Camargue dopo un percorso di oltre 813 km dalle sue sorgenti.

La parte più settentrionale della valle del Rodano in francia fa parte della regione Rhône-Alpes (Rodano-Alpi), una area ricca d'attrattive turistiche e svariate possibilità di viaggio.
La regione Rhône-Alpes comprende alcuni importanti dipartimenti tra cui quello di Lyon (Lione) la terza città per importanza della Francia. Il suo territorio si presenta vario e spettacolare. La regione Rodano-Alpi si trova nella zona sud-est della Francia, confinando con l'Italia e la Svizzera a est, a sud con la Provenza, la Borgogna a nord, metre ad ovest troviamo l'Auvergne e la regione della Linguadoca. Si tratta di una regione tra le più selvagge e belle di tutta la Francia.

La parte orientale della regione è l'area decisamente più montuosa, ed include la Haute Savoie e la Savoie (Alta Savoia e Savoia) comprendendo la più alta montagna della Francia e dell'Europa il Monte Bianco (Mont Blanc). Visibile da tutte le direzioni il massiccio del Mont Blanc è davvero impressionante, con i suoi 4807 m rappresenta una facile vetta, ma sempre ambita cima tutti gli appassionati della montagna. La parte orientale p quindi quella più vocata alle vacanze attive e a contatto con la natura, ed è uno dei comprensori più vocati allo sci di tutta la nazione francese. Le località principali sono Albertville, Annecy, Chambéry, Grenoble, poi Briancon (Briançon).

Lo sci è ovviamente una delle maggiori attrattive della regione, per esempio intorno a Chamonix e di altri importanti centri di fama mondiale, come ad esempio Morzine. Allo stesso modo le Alpi sono un importante riferimento per l'intero anno di attività all'aperto. Ogni anno a luglio le tappe più entusiasmantid el tour de France si svolgono qui, tra cui il celebre arrivo all' Alpe d'Huez ma che risulta celebre anche tra i sciatori, durante la stagione invernale come del resto la vicina località di Les Deux-Alpes .

L'alta Savoia offre i paesaggi del lago di Ginevra e le città lungo le sue rive, mentre altre magnifiche viste si possono godere nella regione di Gex, intorno Divonne-les-Bains, Ferney-Voltaire e Bellegarde-sur-Valserine lungo la valle Valserine che fa parte del parco regionale Haut Jura .

Il sud della regione Rodano-Alpi è caratterizzato da paesaggi meno aspri ma comunque di grande interesse. Ci sono anche villaggi interessanti che hanno molta storia ed arte da mostrare. L'Ardeche, situata a sud-ovest della regione Rodano-Alpi, mette in evidenza diversi luoghi di grande bellezza naturale. Tra questi meritano una visita le selavagge gole dell'Ardeche - sorprendentemente belle, create dal fiume Ardeche poco prima di gettarsi nel Rodano, a nord dui Orange.Un'altra vista da non perdere in Ardeche è Bois de Paiolive, dove gli ulivi sono intervallate con formazioni rocciose dalla forma curiosa, e la vicina località di Chambonas.

Rodano-Alpi è comoda da raggiungere, con voli diretti su Parigi, Ginevra, Lione e numerose altre città europee, oltre ai collegamenti invernali per Chambéry e Grenoble organizzati per facilitare l’accesso alle località sciistiche. Il treno a grande velocità (TGV) permette di raggiungere Lione in partenza da Parigi in due ore. Lione è a meno di cinque ore da Parigi in auto con l’autostrada A6.

In aereo:
Lione – Aeroporto di Lione Saint-Exupéry 30 paesi e circa 100 destinazioni con voli diretti in partenza da Lione-Saint Exupéry. Numerosi voli diretti fino a Lione o con scalo a Parigi-CDG, o in una capitale europea. Durata del volo Parigi-CDG - Lione: un’ora. Apertura della linea Lione - New York operata da Delta Airlines dall’estate 2008.
Ginevra - Aeroporto Internazionale di Ginevra (2 ore da Lione) Dall’estate 2008, sono 104 le destinazioni servite da voli di linea diretti in partenza dall’Aeroporto Internazionale di Ginevra di cui 80 in Europa e 24 per gli altri continenti. Questo grazie a 45 compagnie di cui 28 europee. Londra è da tempo la città meglio collegata a Ginevra: i suoi cinque aeroporti (Heathrow, Gatwick, London City, Luton e Stansted) vedono ogni settimana 203 voli da e verso l’aeroporto di Ginevra; in seconda posizione si trovano i due aeroporti parigini con 112 voli, seguiti da Zurigo (63 voli), Amsterdam (63), Francoforte (49), Monaco (42), Barcellona e Madrid (42).
Chambéry/Aix-les-Bains L’aeroporto di Chambery, vicino alle Alpi, assicura collegamenti stagionali da dicembre ad aprile per un accesso facile alle località di sport invernali della regione dalle destinazioni internazionali di Danimarca, Gran Bretagna, Norvegia e Svezia.
Grenoble/Saint-Geoirs L’aeroporto di Grenoble, vicino alle Alpi, assicura collegamenti stagionali da dicembre ad aprile per un accesso facile alle località di sport invernali della regione dalle destinazioni internazionali di Germania, Belgio, Danimarca, Gran Bretagna e Scozia, Irlanda, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia e Svezia . Inoltre, offre due collegamenti regolari annuali per Londra e Dublino- grenoble-airport.com

In treno:
In partenza dalle capitali europee Eurostar con partenza da Bruxelles e Londra – 2 ore e 15 di viaggio fino a Parigi! e 5 ore da Lione a Londra passando per Lille. L’Eurostar offre corrispondenze verso oltre 100 destinazioni in Europa.
Thalys con partenza da Bruxelles, Amsterdam, Rotterdam, Anversa, Colonia per Lione, Ginevra e le località sciistiche delle Alpi!
In Francia Percorso Durata del viaggio Parigi – Lione in TGV 2 ore, 30 andate e ritorni quotidiani Lille - Lione in TGV 3 ore e 10 Marsiglia - Lione in TGV 1 ora e 35 Lione - Annecy 2 ore e 10 Lione - Grenoble 1 ora e 30 Lione - Ginevra 1 ora e 50

In auto In partenza dalle capitali europee La regione Rodano-Alpi possiede un’eccellente rete autostradale che collega ogni città. Noleggiare un’auto - Per usufruire delle migliori tariffe e di forfait di noleggio, è consigliabile prenotare l’auto prima di partire, che si arrivi a Parigi, Lione, o in un’altra città francese o europea.

Fonte: ilturista.info

Articolo (p)Link Commenti Commenti (0)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
By Admin (from 22/03/2011 @ 11:00:37, in en - Global Observatory, read 1999 times)

Scientists have created ultra-light and ultra-heavy forms of the element hydrogen, and have investigated their chemical properties.

Donald Fleming, a chemist at the University of British Columbia in Vancouver, Canada, and his colleagues generated two artificial analogues of hydrogen: one with a mass a little over one-tenth that of ordinary hydrogen, and one four times heavier than hydrogen. These pseudo-hydrogens both contain short-lived subatomic particles called muons -- super-heavy versions of the electron.

The researchers tested the behaviour of these new atoms in a chemical reaction called a hydrogen exchange, in which a lone hydrogen atom plucks another from a two-atom hydrogen molecule -- just about the simplest chemical reaction conceivable. In a paper in Science, they report that both the weedy and the bloated hydrogen atoms behave just as quantum theory predicts they should -- which is itself surprising.

The experiment is a "tour de force", says Paul Percival, a muonium chemist at Simon Fraser University in Burnaby, Canada.

"I would never attempt such a difficult task myself," he says, "and when I first saw the proposal I was very doubtful that anything of value could be gained from the Herculean effort. Don Fleming proved me wrong. I doubt if anyone else could have achieved these results."

A normal hydrogen atom contains a single negatively charged electron orbiting a nucleus made of a single positively charged proton. About 0.015% of natural hydrogen consists of the heavy isotope deuterium, in which the nucleus contains a proton and an electrically neutral neutron, and which has a mass twice that of normal hydrogen. And there is a third isotope with a proton and two neutrons: tritium, three times as massive as hydrogen, which is produced in trace quantities by cosmic rays interacting with the atmosphere, but is too dangerously radioactive for use in such experiments.

The chemical behaviour of atoms depends on the number of electrons they have rather than their masses, so the three hydrogen isotopes are chemically almost identical. But the greater mass of the heavy isotopes means that they vibrate at different frequencies, and quantum theory suggests that this will produce a small difference in the rates of their chemical reactions.

To rigorously test that theory, isotopes of hydrogen are needed with greater differences between their masses. Fleming and his colleagues created some, using muons produced by collisions in the TRIUMF particle accelerator in Vancouver.

Muons have many properties similar to electrons, but are more massive. "A muon is an overgrown electron -- an electron on steroids -- with a mass about 200 times that of an electron," says Richard Zare, a physical chemist at Stanford University in California. "But unlike the free electron, the free muon falls apart, with a mean lifetime of about 2.2 microseconds." This meant that the researchers had to work fast to study their pseudo-hydrogen.

To make the ultra-light isotope, they swapped the proton with a positively charged muon, which has just 11% of the mass of a proton. And to make ultra-heavy hydrogen, they replaced one of the electrons in a helium atom with a negative muon.

Helium has two electrons, two protons and two neutrons. But because it is more massive than an electron, the negative muon orbits the nucleus much more closely, masking the positive charge of one of the protons. In effect, the atom becomes a hydrogen-like composite: a 'nucleus' made of the existing two-proton, two-neutron nucleus and the muon, orbited by the remaining electron. It has a mass of a little over four times that of hydrogen.

Fleming and colleagues found that the reaction rates for hydrogen exchange involving these analogues that were calculated from quantum theory were close to those measured experimentally. "This gives confidence in similar theoretical methods applied to more complex systems," says Fleming.

The close match between experiment and theory wasn't necessarily to be expected, because quantum calculations use a simplification called the Born-Oppenheimer approximation, which assumes that the electrons adapt their trajectories instantly to any movement of the nuclei. This is generally true for electrons, which are nearly 2,000 times lighter than protons. But it wasn't obvious that it would hold for muons, which have a tenth of the proton's mass.

"It surprises me at first blush that the theoretical treatments hold up so well," says Zare. "The Born-Oppenheimer approximation is based on the small ratio of the mass of the electron to the mass of the nucleus. Yet suddenly the mass of the electron is increased two-hundred-fold and all seems to be well."

Because the muon has such a short lifetime, extending such studies to more chemically complex systems is very challenging. But Fleming and his colleagues propose now to look at the 'hydrogen' exchange reaction between the super-heavy 'hydrogen' and methane (CH4).

Source: ScientificAmerican

Articolo (p)Link Commenti Commenti (0)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
By Admin (from 22/03/2011 @ 08:00:00, in ro - Stiinta si Societate, read 1122 times)

 Despre fascinanta si totodata terifianta lume a dinozaurilor s-a scris enorm, s-au realizat filme, s-au facut reconstituiri in marime naturala spectaculoase si s-au tesut nenumarate ipoteze si povesti. Daca disparitia lor subita ramâne inca un mister provocator, nu mai putin atractive sunt aspecte insolite, mai putin cunoscute, bazate pe elemente concrete, pastrate de oamenii de stiinta in sertarul „amintirilor despre viitor”. Merita totusi sa remarcam câteva dintre ele.

Monstrul din abisurile Nordului

In 1997, geologii care forau in Marea Nordului, cautând petrol, au scos din maruntaiele apelor un obiect straniu, a carui natura nu au putut-o stabili: o structura circulara de 4 centimetri diametru, crestata si cu un orificiu interior. Descurajati, cercetatorii au abandonat-o si abia in 2003 s-a emis ipoteza la care nu se astepta nimeni: ar fi fost vorba despre un fragment de os apartinând unui Plateosaurus, dinozaur din Mezozoic (-240/-265 milioane de ani).

Ceea ce intriga era insa faptul ca relicva fusese extrasa de la 2615 metri adâncime! Sa gasesti macro-fosile in asemenea conditii e ca si cum ai cauta un ac in carul cu fân - au estimat paleontologii. Totusi, s-a formulat intr-un final o explicatie rezonabila. In vremea când Plateosaurus isi facea veacul prin actuala Europa, exista o legatura terestra intre Groenlanda si Norvegia, iar Marea Nordului nu aparuse. Marile schimbari geologice ulterioare au dus la conformatia de azi a continentelor si a oceanelor, astfel ca respectivul monstru de uscat s-a „pravalit” in abisuri. Abisuri care, fara indoiala, ascund inca multe enigme.

Uriasii deveniti pitici

Super-familia sauropodelor cuprinde cele mai mari fiinte care au trait vreodata pe Pamânt, conform oamenilor de stiinta. Existau specii ce puteau depasi 25 de metri, dar si „pitici”, nu mai mari de 6 metri! La sfârsitul secolului trecut, descoperirea unor fosile de sauropode de talie mica (lânga Hanovra, in Germania) a dus la ideea ca era vorba despre specimene foarte tinere. Recent insa, studii aprofundate au demonstrat ca relicvele apartin unor adulti „pitici”: lungimea de circa 6 metri si greutatea de o tona, o nimica toata pe lânga cele 60 de tone ale brachiosaurului.

Apartenenta la categoria de vârsta adulta s-a confirmat prin studierea semnelor de crestere de pe oase, similare cu cercurile de crestere din trunchiurile arborilor. Totusi, de ce aveau proportii atât de modeste? Acesti Europasaurus holgeri se presupune ca au trait pe o arie vasta, care insa a fost acoperita de ape, determinând retragerea animalelor pe o insula. Acolo, hrana fiind mult mai putina si mai dificil de procurat, uriasii de odinioara si-au adaptat gabaritul la conditiile de trai, evoluând rapid catre o forma mult redusa. In sprijinul ideii, se aduce exemplul elefantilor pitici de pe Insula Flores (90 de centimetri lungime!), dar si cel al hominizilor de aici, inca aflati in mijlocul unor controverse stiintifice.

Dinozaurul-girafa

De obicei, gâtul cunoscutului Diplodocus este considerat disproportionat in raport cu corpul. Totusi, Erketu ellisoni bate toate recordurile. Acesta face parte din super-familia sauropodelor si depaseste cu mult amintita medie de 25 de metri. Fosila descoperita in 2002 in Desertul Gobi masura nu mai putin de 36 de metri! Relicvele scoase la iveala proveneau de la gât, picioare si piept. Ceea ce a surprins cel mai mult a fost lungimea gâtului, de peste 7,3 metri si faptul ca vertebrele acestuia prezentau toate aceeasi lungime, de 60 centimetri.

Mult timp, „tinuta” gigantilor din negura timpului a iscat dezbateri aprinse, in general considerându-se ca ei isi tineau gâtul ridicat, la fel ca girafele de astazi. Studii recente au aratat insa ca dinozaurii respectivi mergeau probabil cu capul si gâtul paralele cu solul. Dar cu un gât de peste 7 metri, oare cum va fi fost pozitionat capul? Analiza vertebrelor lui Erketu a demonstrat ca ele erau usoare si putin solide. In Jurassic, se pare ca aceasta era o modalitate de a pierde din greutate, ceea ce nu insemna si... a-si pierde capul.

ADRIAN-NICOLAE POPESCU - Magazin.ro

Articolo (p)Link Commenti Commenti (0)  Storico Storico  Stampa Stampa
 

Image
As Human Rights Watch joins Amnesty in calling for the US to explain or desist from the abuse of Bradley Manning, support for Manning has increased around the world. MP Ann Clywd questioned UK Foreign Secretary William Hague regarding Manning's treatment at the meeting of the House of Commons’ Foreign Affairs Committee yesterday (transcript available at UK Friends of Bradley Manning) and she again brought up his treatment today, this time by formally requesting during Business Questions in the Commons that a debate be held on the conditions of Manning's detention. She explicitly compared Manning's treatment to that "meted out" to prisoners at Guantanamo. In his reply, Sir George Young, leader of the House of Commons, did not disavow the comparison to practices at Guantanamo. He said that the concerns conveyed by Clwyd are "widely shared" and agreed that Manning's case was a "suitable subject for debate" in the Commons.

Evidence of international concern is shown in the support for Bradley Manning Day below. For the current conditions of his detainment, and the new charges brought against him, please read Is Bradley Manning being treated like a Guantanamo detainee? For additional WL Central coverage, go here. To read an article by former Australian diplomat Tony Kevin on Manning's detainment, go here. To send an appeal to Cecil B. Wilson, MD, president of the American Medical Association regarding the abuse of medical diagnoses and treatments for torture, written by our correspondent from Holland, go here. For the Amnesty call to action go here.

If you wish to attend a rally and there is none near you, you can start your own by creating an event page somewhere with the date, time and location, and contact us and BradleyManning.org to promote it. Here are ideas to help.

Source: wlcentral.org

Articolo (p)Link Commenti Commenti (0)  Storico Storico  Stampa Stampa
 

Costa Azzurra: sono due parole che, al solo leggerle, potrebbero evocare, nell'immaginazione dei più fantasiosi, quella fascia di terra verde e felice, irta di promontori e riflessa nel Mediterraneo, che vide al tempo della belle époque le follie floreali di principi e regnanti invaghiti di affascinanti avventuriere; che divenne celebre nel primo dopoguerra per i capricci patetici dei miliardari americani esaltati da Scott Fitzgerald in Tenera è la notte; e che, più recentemente, ha visto i propri allori rinverditi da spiagge soprannominate Tahiti e dagli scandaletti veri o inventati di stelle e stelline del cinema.

La Costa Azzurra che suggeriamo in questa guida, però, non è questa. È quella non meno bella, non meno verde e non meno felice dell'entroterra. Sono i villaggi non ancora o non ancora tutti contaminati dal turismo di massa, le strade che non conoscono gli scoraggianti intasamenti della costa, gli alberghi e i ristoranti i cui prezzi - benché non troppo modesti, come dappertutto in Francia non hanno tuttavia raggiunto i livelli astronomici dei locali lungo il mare. Un viaggio nell'entroterra, a cavallo tra la Costa Azzurra, i rilievi delle Alpi Marittime e le colline bianche dell'Alta Provenza, potrebbe essere una gradita sorpresa per tutti; addirittura una vacanza affascinante per chi ha la passione per l'arte perché, tra le pieghe di queste colline, sono vissuti, hanno lavorato ed hanno lasciato la loro opera Fragonard, Renoir, Matisse, Léger, Picasso. E potrebbe piacere anche a chi ha il gusto per .la gastronomia, per i fragranti profumi, per il buon miele di montagna, per le memorie napoleoniche, per gli straordinari spettacoli della natura, per i musei, per i silenzi profondi che danno l'impressione di essere fuori dal mondo, su un altro pianeta.

Un viaggio nell'entroterra della Costa Azzurra, dunque. Chi supera il confìne italo-francese dovrebbe fado al mattino, dopo aver pernottato sulla riviera ligure. Il mattino, con il sole alle spalle, è il momento migliore per affrontare, subito dopo Mentone, la Grande Comiche. Che la strada corra alta sulla montagna non deve preoccupare: la salita è condensata tutta nelle prime rampe che conducono al villaggio di Roquebrune. Chi desidera visitare il castello, che è tra i più belli della Francia, deve fare molta attenzione a non perdere la strada a gomito, sulla destra, che porta in piazza della Repubblica, antico barbacane della fortezza ed oggi unico parcheggio del villaggio.

La discesa su Nizza rappresenta un momento particolare del viaggio.
Per non perdersi nell'intrico delle strade del centro è bene seguire le indicazioni che conducono al porto, imboccare lo celebre passeggiata degli Inglesi e percorrerla fìno in fondo, oltre l'aeroporto e Gros de Cagnes. AI bivio dell'autostrada con lo Nazionale n. 7 è meglio seguire quest'ultima, sulla sinistra, percorrere altri 2 chilometri e salire poi, voltando a destra, verso Biot. Il museo di Fernand Léger è prima del villaggio, a circa 300 metri sulla destra della strada. Biot non offre molte possibilità di parcheggio. Chi non lascia l'auto sulla piazza all'ingresso del paese, può trovarsi in serie difficoltà per fare poi lo retromarcia o per districarsi dai vicoli strettissimi, con curve impossibili. Biot, del resto, merita una visita a piedi: si tratta, fra tutto, di 500 metri.
Lasciata Biot è bene prendere l'autostrada fìno a Cannes e, usciti al casello di Le Cannet, imboccare lo strada per Grasse. Dopo 3 chilometri i cartelli segnalano lo deviazione per Mougins, che potrebbe essere lo sede ideale per il primo giorno di viaggio o, addirittura, per una lunga vacanza.

Ripartendo da Mougins la strada da seguire è quella per Grasse, la stessa che percorse, con il cuore in gola, il fuggiasco Napoleone per gli ultimi cento giorni di gloria. Grasse è una città difficile per gli automobilisti. Chi proviene da Mougins, cioè dalla strada di Cannes,percorre fatalmente i boulevards leclerc e Victor Hugo fino all' avenue De Gaulle. Qui è opportuno parcheggiare e inoltrarsi a piedi fino al museo di Fragonard (il pittore nacque a Grasse nel 1732), alla Cattedrade di Notre-Dame e al belvedere della piazza 24 agosto. Grasse, se ha fama di «stazione climatica », lo deve a Paolina Bonaparte che tra il 1807 e il 1808 venne qui a ritemprarsi. Il suo giardino - stupendo per la vegetazione e per il panorama che offre - è a 4 chilometri.

Imboccata l'avenue Baudoin (strada per Digne), bisogna svoltare quasi subito a destra sul boulevard Cnarabot, praseguire sul boulevard Albert I e seguire le indicazioni.
La route Napoléon è tra le più belle strade di montagna che attraversino la Francia da sud a nord. Ai suoi margini si incontrano numerosi chioschi che vendono, a prezzi convenienti, acqua di lavanda e miele.
Vi consigliamo di pernottare poco più avanti a Castellane per affrontare, la mattina dopo, il circuito del gran canyon del Verdon. Il fìume taglia Castellane e lo si incontra di nuovo poco più avanti, già verde smeraldo e alle prese con le rocce a strapiombo che esso ha scavato nei corso della sua esistenza. Il nostro suggerimento è di percorrere prima la strada settentrionale (direziore Moustiers) per una ragione di prudenza. Poiché la strada non è molto larga, è opportuno trovarsi sempre dalla parte della montagna piuttosto che dalla parte dei precipizio. Numerosi cartelli segnalano le deviazioni per scendere ai belvedere, quasi tutti raggiungibili in auto.

Moustiers è celebre per le faiences esposte nel suo glorioso museo.
Le maioliche smaltate di Moustiers si diffusero in tutta la Francia quando nel 1672, per risanare le fìnanze, Luigi XIV ordinò la requisizione di tutto il vasellame d'oro e d'argento. La nobiltà sostituì allora i vassoi e i piatti con i prodotti delle industrie locali che ebbero qui, fìno al 1873, i più grandi maestri. La tradizione, spenta per molti anni, è ripresa nel 1925. Da Moustiers, oltrepassato il ponte sul Verdon, e raggiunto l'abitato di Aiguines, dominato da un vecchio castello, si può prendere la Corniche Sublime, cioè lo strada meridionale che costeggia il canyon. È una strada da vertigini, in molti punti senza protezioni sul precipizio: è perciò opportuno, anche in questo caso, trovarsi dalla parte della montagna.

Giunti a Comps, la strada da seguire è quella che scende da Draguignan, dove si può pernottare o a Frejus i cui alberghi, aperti da giugno a settembre, sono tutti sulla spiaggia, Da qui una bella strada panoramica attraversa le colline dell'Esterel e scende a Cannes. Proseguendo lungo il mare, all'altezza di Golf-Juan si può salire a Vallauris scendere ad Antibes e, arrivati a Gros de Cagnes, tornare nell' entroterra.

Da Vence altri 14 chilometri portano - attraverso il villaggio di Tourrettes - al canyon del loup e da qui, percorrendo la strada secondaria D 6, all'incantevole St. Paul.

Da St. Paul, tornati a Cagnes, si prosegue lungo la Nazionale 7 fìno a Nizza e, giunti al porto, si sale verso la Moyenne Corniche per evitare il traffico sempre intenso che scorre lungo il mare. Non solo per questo, ma per avere lo possibilità, prima di varcare il confìne, di visitare il villaggio di Eze. L'itinerario, partendo dal confìne italiano e tornandovi, è di 450 chilometri.

Fonte: ilturista.info

Articolo (p)Link Commenti Commenti (0)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
By Admin (from 21/03/2011 @ 11:00:12, in en - Science and Society, read 1303 times)

Solar cells are made from semiconductors whose ability to respond to light is determined by their band gaps (energy gaps). Different colors have different energies, and no single semiconductor has a band gap that can respond to sunlight's full range, from low-energy infrared through visible light to high-energy ultraviolet.

Although full-spectrum solar cells have been made, none yet have been suitable for manufacture at a consumer-friendly price. Now Wladek Walukiewicz, who leads the Solar Energy Materials Research Group in the Materials Sciences Division (MSD) at the U.S. Department of Energy's Lawrence Berkeley National Laboratory (Berkeley Lab), and his colleagues have demonstrated a solar cell that not only responds to virtually the entire solar spectrum, it can also readily be made using one of the semiconductor industry's most common manufacturing techniques.

The new design promises highly efficient solar cells that are practical to produce. The results are reported in a recent issue of Physical Review Letters.

How to make a full-spectrum solar cell

"Since no one material is sensitive to all wavelengths, the underlying principle of a successful full-spectrum solar cell is to combine different semiconductors with different energy gaps," says Walukiewicz.

One way to combine different band gaps is to stack layers of different semiconductors and wire them in series. This is the principle of current high-efficiency solar cell technology that uses three different semiconductor alloys with different energy gaps. In 2002, Walukiewicz and Kin Man Yu of Berkeley Lab's MSD found that by adjusting the amounts of indium and gallium in the same alloy, indium gallium nitride, each different mixture in effect became a different kind of semiconductor that responded to different wavelengths. By stacking several of the crystalline layers, all closely matched but with different indium content, they made a photovoltaic device that was sensitive to the full solar spectrum.

However, says Walukiewicz, "Even when the different layers are well matched, these structures are still complex -- and so is the process of manufacturing them. Another way to make a full-spectrum cell is to make a single alloy with more than one band gap."

In 2004 Walukiewicz and Yu made an alloy of highly mismatched semiconductors based on a common alloy, zinc (plus manganese) and tellurium. By doping this alloy with oxygen, they added a third distinct energy band between the existing two -- thus creating three different band gaps that spanned the solar spectrum. Unfortunately, says Walukiewicz, "to manufacture this alloy is complex and time-consuming, and these solar cells are also expensive to produce in quantity."

The new solar cell material from Walukiewicz and Yu and their colleagues in Berkeley Lab's MSD and RoseStreet Labs Energy, working with Sumika Electronics Materials in Phoenix, Arizona, is another multiband semiconductor made from a highly mismatched alloy. In this case the alloy is gallium arsenide nitride, similar in composition to one of the most familiar semiconductors, gallium arsenide. By replacing some of the arsenic atoms with nitrogen, a third, intermediate energy band is created. The good news is that the alloy can be made by metalorganic chemical vapor deposition (MOCVD), one of the most common methods of fabricating compound semiconductors.

How band gaps work

Band gaps arise because semiconductors are insulators at a temperature of absolute zero but inch closer to conductivity as they warm up. To conduct electricity, some of the electrons normally bound to atoms (those in the valence band) must gain enough energy to flow freely -- that is, move into the conduction band. The band gap is the energy needed to do this.

When an electron moves into the conduction band it leaves behind a "hole" in the valence band, which also carries charge, just as the electrons in the conduction band; holes are positive instead of negative.

A large band gap means high energy, and thus a wide-band-gap material responds only to the more energetic segments of the solar spectrum, such as ultraviolet light. By introducing a third band, intermediate between the valence band and the conduction band, the same basic semiconductor can respond to lower and middle-energy wavelengths as well.

This is because in a multiband semiconductor, there is a narrow band gap that responds to low energies between the valence band and the intermediate band. Between the intermediate band and the conduction band is another relatively narrow band gap, one that responds to intermediate energies. And finally, the original wide band gap is still there to take care of high energies.

"The major issue in creating a full-spectrum solar cell is finding the right material," says Kin Man Yu. "The challenge is to balance the proper composition with the proper doping."

In solar cells made of some highly mismatched alloys, a third band of electronic states can be created inside the band gap of the host material by replacing atoms of one component with a small amount of oxygen or nitrogen. In so -- called II-VI semiconductors (which combine elements from these two groups of Mendeleev's original periodic table), replacing some group VI atoms with oxygen produces an intermediate band whose width and location can be controlled by varying the amount of oxygen. Walukiewicz and Yu's original multiband solar cell was a II-VI compound that replaced group VI tellurium atoms with oxygen atoms. Their current solar cell material is a III-V alloy. The intermediate third band is made by replacing some of the group V component's atoms -- arsenic, in this case -- with nitrogen atoms.

Finding the right combination of alloys, and determining the right doping levels to put an intermediate band right where it's needed, is mostly based on theory, using the band anticrossing model developed at Berkeley Lab over the past 10 years.

"We knew that two-percent nitrogen ought to do the job," says Yu. "We knew where the intermediate band ought to be and what to expect. The challenge was designing the actual device."

Passing the test

Using their new multiband material as the core of a test cell, the researchers illuminated it with the full spectrum of sunlight to measure how much current was produced by different colors of light. The key to making a multiband cell work is to make sure the intermediate band is isolated from the contacts where current is collected.

"The intermediate band must absorb light, but it acts only as a stepping stone and must not be allowed to conduct charge, or else it basically shorts out the device," Walukiewicz explains.

The test device had negatively doped semiconductor contacts on the substrate to collect electrons from the conduction band, and positively doped semiconductor contacts on the surface to collect holes from the valence band. Current from the intermediate band was blocked by additional layers on top and bottom.

For comparison purposes, the researchers built a cell that was almost identical but not blocked at the bottom, allowing current to flow directly from the intermediate band to the substrate.

The results of the test showed that light penetrating the blocked device efficiently yielded current from all three energy bands -- valence to intermediate, intermediate to conduction, and valence to conduction -- and responded strongly to all parts of the spectrum, from infrared with an energy of about 1.1 electron volts (1.1 eV), to over 3.2 eV, well into the ultraviolet.

By comparison, the unblocked device responded well only in the near infrared, declining sharply in the visible part of the spectrum and missing the highest-energy sunlight. Because it was unblocked, the intermediate band had essentially usurped the conduction band, intercepting low-energy electrons from the valence band and shuttling them directly to the contact layer.

Further support for the success of the multiband device and its method of operation came from tests "in reverse" -- operating the device as a light emitting diode (LED). At low voltage, the device emitted four peaks in the infrared and visible light regions of the spectrum. Primarily intended as a solar cell material, this performance as an LED may suggest additional possibilities for gallium arsenide nitride, since it is a dilute nitride very similar to the dilute nitride, indium gallium arsenide nitride, used in commercial "vertical cavity surface-emitting lasers" (VCSELs), which have found wide use because of their many advantages over other semiconductor lasers.

With the new, multiband photovoltaic device based on gallium arsenide nitride, the research team has demonstrated a simple solar cell that responds to virtually the entire solar spectrum -- and can readily be made using one of the semiconductor industry's most common manufacturing techniques. The results promise highly efficient solar cells that are practical to produce.

Source: ScienceDaily

Articolo (p)Link Commenti Commenti (0)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
By Admin (from 21/03/2011 @ 08:00:44, in ro - Stiinta si Societate, read 1029 times)

 La zece ani dupa nasterea oitei Dolly, prima clona a unui mamifer obtinuta dintr-o celula de animal adult, comunitatea stiintifica britanica nu a ajuns la o concluzie comuna privind utilitatea reala a tehnicii clonarii in cazul omului. A clonarii si mai ales a clonarii terapeutice, prin dezvoltarea de celule suse embrionare, in speranta ca o serie de maladii degenerative precum Alzheimer, cancerul etc. vor putea fi stopate. Profesorul Ian Wilmut „parintele” clonei Dolly, s-a aratat deceptionat de progresele realizate in acest sens. O tehnologie performanta a clonarii terapeutice este, in opinia sa, realizabila peste 40-50 de ani.

Clonarea reproductiva, in cazul animalelor, se efectueaza frecvent. Au fost clonati cai, tauri, porci, soareci, sobolani, vulpi, pisici, câini...  urmând sa fie crescut in herghelia societatii Cryozootech unde va fi pregatit pentru diverse probe, timp de doi ani. In SUA, industria clonarii animalelor domestice e prospera. Clonarea terapeutica nu ii entuziasmeaza insa pe toti oamenii de stiinta. Multi dintre ei se intreaba daca e intr-adevar cea mai buna solutie pentru a lupta impotriva bolilor, optiunea lor fiind in special legata de masuri de preventie.

Un lucru este cert: deocamdata nimeni nu stapâneste tehnologia productiei de celule suse embrionare. Singurul cercetator care ar fi reusit sa extraga linii de celule suse dintr-un embrion obtinut prin clonare a fost sud-coreanul Hwang Woo-suk, care s-a dovedit insa a fi un sarlatan. Cât despre Dolly, cea care a stârnit valuri uriase de entuziasm in rândul specialistilor, aceasta ramâne un mit. In februarie 2003 a fost eutanasiata in urma unei maladii pulmonare incurabile si a unei artrite. Si, o veste de „ultima ora”:

Societatea franceza Cryozootech in colaborare cu Universitatea din Texas a realizat o copie genetica a unui cal, campion mondial absolut la cursa cu obstacole, in vârsta de 20 de ani. Mânzul este cel de-al treilea animal clonat de cercetatorii de la Cryozootech care intentioneaza sa obtina noi clone ale celebrului armasar. Pentru asta au procedat la o biopsie, celulele prelevate fiind congelate in azot lichid la o temperatura de -196ºC. Mânzul, care se afla intr-o excelenta stare de sanatate, are exact acelasi patrimoniu genetic ca si donatorul.

Cercetatorii au decis ca urmasul campionului sa fie folosit doar ca reproducator. Peste doua luni el va pleca din Texas spre Franta, urmând sa fie crescut in herghelia societatii Cryozootech unde va fi pregatit pentru diverse probe, timp de doi ani.

DORIN MARAN - magazin.ro

Articolo (p)Link Commenti Commenti (0)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
By Admin (from 20/03/2011 @ 14:00:42, in it - Scienze e Societa, read 2289 times)

Maribor, città universitaria, la metropoli della Stiria slovena, è il secondo centro culturale ed economico della Slovenia. Una volta gigante industriale si sta trasformando velocemente in un centro culturale, d'affari, sportivo, di manifestazioni e in un moderno centro turistico della Slovenia nordorientale. Maribor, conosciuta anche come: "città sotto il verde massiccio del Pohorje", si estende lungo le due rive della Drava. Il suo aspetto ordinato, il verde contorno di colline vinifere e l'antica Vite antica sul Lent (già porto fluviale) regalano al panorama cittadino un'impronta piacevole, cordiale e ospitale.

Maribor è sorta da un abitato antico che mise radici sulle sponde della Drava già nella preistoria. Nel medioevo, nei primi del sec. XIII Maribor o "castello nella Marca" venne promossa a borgo commerciale e nel 1254 a città, la città visse sviluppando il commercio, la vinicoltura, la riscossione del dazio e l'artigianato. Un gruppo economico importante era rappresentato dagli Ebrei, espulsi dalla città nel sec. XV. In tutta la sua storia medievale, Maribar fu protetta dagli Asburgo che alla città conferirono molti privilegi. Una forte spinta economica venne nel 1846, quando il primo treno dell'importantissima arteria Vienna - Trieste arrivò da Graz.
L'aspetto sloveno della città si deve a due uomini: il vescovo Anton Martin Slomsek, che con il trasferimento della diocesi lavantina a Maribor nel 1859 delineò i confini sloveni, e il generale e poeta Rudolf Maister, che nel 1918 con l'esercito sloveno riuscì a difendere questi confini.

Già nel 1852 a Maribor sorse il primo teatro, edificio che oggi ospita la sede delle massime istituzioni professionali del Teatro nazionale sloveno di Maribor: teatro di prosa, teatro lirico e balletto. Il ricco Museo provinciale di Maribor (Pokrajinski muzej), ospitato nel monumentale castello civico, costruito nel 1483, rappresenta il cuore del centro storico. La ricca cultura esportata dalla città di Maribor, con orgoglio, anche oltre i confini cittadini, viene ampliata da musei e gallerie civici, dal Centro culturale e di manifestazioni (Kulturno-prireditveni center) Narodni dom Maribor nonché da numerosi gruppi di dilettanti. Le radici della vita accademica risalgono al lontano 1859, quando la città ebbe la sua prima scuola a livello universitario: il seminario. L'odierna università vanta nove facoltà, una ricca biblioteca, un maestoso rettorato uno dei più begli edifici della città - e, naturalmente, una frenetica vita studentesca allegra e culturale.

Maribor è sempre stata la città della cultura, dello sport e dell'intrattenimento, dei festival ...
Non a caso proprio qui nel 1966 nacque la prima rassegna dei teatri sloveni, chiamata National Festival Borstnikovo Sreèanje, che ancor'oggi rappresenta l'apice della creatività teatrale slovena. l cittadini e i numerosi ospiti, anche oggi, sono giustamente orgogliosi delle manifestazioni di Maribor. Grazie a più di una, Maribor è famosa in tutto il mondo. Una delle più rinomate e più frequentate è sicuramente la tradizionale Volpe d'Oro, gara femminile di slalom speciale e slalom gigante valida per la Coppa del mondo di sci alpino (sulla piste sciistiche del Pohorje). Rappresentano un orgoglio particolare il Festival internazionale e multiculturale di Lent, una delle più grandi manifestazioni di questa zona d'Europa, la manifestazione enologica chiamata "Nell'abbraccio della vite antica", il Settembre musicale, il battesimo degli zatterieri, le manifestazioni carnevalesche nella città, le massime gare internazionali sportive ecc.

Le storia legata al vino, a Maribor ha una tradizione secolare. La guerra del vino di trecento anni, provocata dai privilegi asburgici per il commercio del vino nelle regioni dell'Austria superiore che "infuriava" tra le medievali città di Ptuj e di Maribor, è un'evidente prova che a Maribor il vino era una cosa seria. La zona vinicola di Maribor vanta vini di prestigio: nobili ed eccellenti fondamenta sono state gettate da uno dei pretendenti al trono austriaco, l'arciduca Giovanni, grande amico, maestro e mecenate dei viticoltori stiriani. La vite antica, la più antica vite del mondo, è una prova di tenacità e di ferma perseveranza nella produzione dei vini a Maribor. ln città e dintorni ad ogni passo incontrerete segni indelebili di questa tradizione. Le lussureggianti colline vinicole con numerose strade del vino e fattorie vinicole, abbracciano piacevolmente la città che nel suo seno nasconde una delle più grandi e classiche cantine vinicole d'Europa, nota per i vini bianclli di prestigio nonché per l'amato Mariborèan. Gli abitanti di Maribor apprezzano i propri vini così come apprezzano le specialità della cucina stiriana slovena.

Lo sviluppo della città non si è fermato agli antichi muri della città prima medievale e più tardi industriale. Maribor si sta sviluppando in una moderna città commerciale e in uno dei più grandi centri turistici del Paese. Qui, sotto il Pohorje, l'anno la loro sede anche Terme di Maribor di cui fa parte l'albergo Habakuk di categoria lusso, con annesso Centro congressi, centro salute e bellezza nonchè centro medico e ricreativo Fontana. Offrono, inoltre, ottime opportunità per trascorrere una vacanza: l'albergo Arena, i villaggi turistici Martin e Bolfenk, il residence Pohorje e i numerosi rifugi alpini nelle immediate vicinanze delle piste da sci e degli impianti di risalita.
 
Sul Pohorje si estendono i più grandi campi da sci sloveni, con le più moderne attrezzature per la preparazione delle piste sciistiche. Le ricche foreste con il parco "adrenalinico" e con altri sentieri o parchi tematici offrono l'opportunità di vivere esperienze indimenticabili in tutte le stagioni, sia per gli amanti del movimento sia per gli amanti del relax.
Si parte per le numerose fattorie vinicole ubicate lungo le strade del vino, proprio dalle vie del centro cittadino, dove si può pernottare negli alberghi Piramida, Orel, Garni Hotel Tabor ... e per divertirsi ci sono numerevoli e piacevoli manifestazioni nonché il casinò.

Fonte: Ufficio del Turismo di Maribor

Articolo (p)Link Commenti Commenti (0)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
Ci sono 616 persone collegate

< settembre 2019 >
L
M
M
G
V
S
D
      
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
           

Titolo
en - Global Observatory (605)
en - Science and Society (594)
en - Video Alert (346)
it - Osservatorio Globale (503)
it - Scienze e Societa (555)
it - Video Alerta (132)
ro - Observator Global (399)
ro - Stiinta si Societate (467)
ro - TV Network (149)
z - Games Giochi Jocuri (68)

Catalogati per mese - Filed by month - Arhivate pe luni:

Gli interventi piů cliccati

Ultimi commenti - Last comments - Ultimele comentarii:
Hi, it's Nathan!Pretty much everyone is using voice search with their Siri/Google/Alexa to ask for services and products now, and next year, it'll be EVERYONE of your customers. Imagine what you are ...
15/01/2019 @ 17:58:25
By Nathan
Now Colorado is one love, I'm already packing suitcases;)
14/01/2018 @ 16:07:36
By Napasechnik
Nice read, I just passed this onto a friend who was doing some research on that. And he just bought me lunch since I found it for him smile So let me rephrase that Thank you for lunch! Whenever you ha...
21/11/2016 @ 09:41:39
By Anonimo


Titolo

Latest NEWS @
www.TurismoAssociati.it

Non-Hodgkin lymphoma cured by CANNABIS. The video of Stan and Barb Rutner.

Dr. Joycelyn Elders, U.S. surgeon general: Myths About Medical Marijuana in The Providence Journal, 2004.

Marihuana vindeca CANCERUL: marturii despre uleiul de cocos si canabis.

Yahoo Incorporated Mail. My account recovery information is incorrect. The Password Helper says my password can't be reset online. "First time signing in here?" message.

All information in a video about Donatio Mortis Causa and The Venus Project

What is TOR browser?

British travel firm Thomas Cook collapses, leaving hundreds of thousands stranded

Thomas Cook's collapse strands about 50,000 in Greece, hotels fret

Canada's Trudeau pushes on with campaign after severe blow from blackface photos

At least 35 people at wedding party killed during nearby Afghan army raid

Thomas Cook collapse boosts rival holiday companies, budget airlines

The cool new thing in French haute cuisine? Madagascar caviar

Ultimele articole - Antena3.roExperien?a tragica pentru o familie! A plecat din Londra din cauza cre?terii criminalita?ii, dar a ajuns sa regrete decizia la scurt timp

E incredibil ce i s-a întâmplat unei femei dupa ce a fost la salon sa-?i faca manichiura. „Ar fi putut sa-?i piarda degetul sau chiar bra?ul”

Feti?a ucisa în Dâmbovi?a. Primarul comunei Gura ?u?ii: Putea sa fie oricare alt copil în locul Adrianei

Român de 42 de ani, batut ?i incendiat în Italia. Barbatul a murit în chinuri groaznice

Gabriela Firea: ”Lucrarile la Pasajul suprateran Doamna Ghica intra în linie dreapta”

Thomas Cook, cea mai veche firma de turism din lume, a intrat în faliment. Începe cea mai ampla operatiune de repatriere din istoria Marii Britanii





23/09/2019 @ 13:09:02
script eseguito in 987 ms