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 Trilingual World Observatory: italiano, english, română. GLOBAL NEWS & more... di Redazione
   
 
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
By Admin (from 08/02/2011 @ 08:00:54, in it - Scienze e Societa, read 1174 times)

Uno studio rivela come le aziende farmaceutiche riscrivano gli articoli scientifici per gonfiare le virtù di una medicina o nasconderne i danni collaterali. Ed è sulla base di questi "falsi" che spesso vengono fatte le ricette.

Gli articoli scientifici che riportano studi clinici controllati riguardanti nuovi farmaci rappresentano la base per redigere articoli più divulgativi che influenzano le prescrizioni da parte dei medici che raramente leggono gli articoli originali. Le industrie colgono questa opportunità per rendere gli articoli il più possibile favorevoli al nuovo farmaco, facendoli revisionare - o addirittura scrivere completamente - da esperti che rimangono anonimi, sono i cosiddetti "scrittori fantasma". Molto spesso non si tratta di modificare i risultati, ma di presentarli in modo attraente, enfatizzando piccoli risultati e minimizzando l'eventuale presenza di effetti tossici.

Particolare attenzione viene riservata al riassunto del lavoro, perché in generale questo non è oggetto di molto interesse da parte dei valutatori, mentre rappresenta la parte dell'articolo che più frequentemente è letta e determina l'impressione finale da parte del lettore.

Questo modo di operare è evidentemente non-etico e non riguarda solo le industrie interessate, ma anche i ricercatori clinici che accettano di firmare lavori scientifici scritti da altri. Uno studio pubblicato su "Plos Medicine" analizza i documenti messi a disposizione da parte della Giustizia Federale degli Stati Uniti che riguardano in particolare parecchi articoli scritti per commentare gli effetti favorevoli della terapia ormonale in menopausa da parte di una ditta specializzata nella stesura di articoli scientifici a pagamento. I ghost writer cercavano di mitigare il rischio di tumore della mammella dovuto all'uso della terapia ormonale magnificando benefici cardiovascolari e prevenzione della demenza, della malattia di Parkinson (e persino delle rughe, senza ovviamente alcuna base scientifica).

Tutto ciò non può che nuocere all'appropriatezza delle terapie, ma serve invece a gonfiare le prescrizioni e i profitti. È importante che i medici siano critici nella lettura della documentazione che ricevono, controllando i dati se possibile sui lavori originali. Occorre anche che il Servizio Sanitario Nazionale dissemini informazioni oggettive per ridurre la sproporzione oggi esistente fra messaggi dell'industria farmaceutica e informazione indipendente. 

Fonte: espresso.repubblica.it - Silvio Garattini, direttore Istituto Mario Negri di Milano

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By Admin (from 07/02/2011 @ 12:00:12, in ro - Stiinta si Societate, read 1343 times)

 In urma cu cateva decenii, filmul „Calatorie fantastica”, inspirat de o nuvela a lui Isaac Asimov reflecta aventura unui grup de savanti redusi la dimensiuni liliputane, pentru a efectua o dificila interventie chirurgicala, la bordul unei „nave” nu mai mari decat un fir de nisip. Oricat ar parea de incredibil, aceasta situatie „science-fiction” va deveni realitate peste putina vreme, permitand efectuarea unor operatii dificile si salvarea a mii de vieti.

O echipa internationala de savanti a proiectat un microrobot de 250 microni, (adica aproximativ grosimea a doua fire de par) care poate patrunde si naviga prin arterele sangvine si prin sistemul digestiv uman. Dispozitivul va transmite imagini detaliate ale unor parti ale organismului aflate astazi in afara „ariei de acoperire” a instrumentelor de investigatie clasice.

De asemenea, robotelul-chirurg va putea efectua microinterventii chirurgicale, reducand la mininum riscul asociat in mod normal cu aceste delicate proceduri chirurgicale. Conducatorul echipei de oameni de stiinta dr. James Friend de la Laboratorul de Cercetari in Nanofizica al universitatii australiene Monash spune ca, spre deosebire de tentativele de pana acum de a realiza un astfel de robot – toate esuate, din pacate – noul proiect va avea sorti de izbanda intrucat va exploata calitatile materialelor piezoelectrice – cristale care creeaza o incarcatura electrica atunci cand sunt supuse unui stres mecanic.

„Cercetatorii au incercat pana acum diverse tehnici, inclusiv motoarele electromagnetice. Dar la o asemenea scara, motoarele electromagnetice devin impracticabile pentru ca si campurile magnetice sunt extrem de slabe”, spune Friend.

Operatiile nu vor implica nici un risc

 Prima versiune a robotelului-chirurg, creata la dimensiuni mai mari, a fost deja testata cu succes, dar acum oamenii de stiinta lucreaza la un prototip de ordinul sutelor de microni, pe care spera sa-l introduca in practica medicala in anul 2009. Ei sunt de parere ca de noua tehnologie vor putea beneficia pacientii care au suferit atacuri de apoplexie, atacuri de cord, embolisme sau care au diverse boli vasculare. Robotul va fi introdus in corpul uman prin intermediul unei seringi si va ajunge, dirijat prin telecomanda, la locul dorit de medici, pentru a efectua o serie de sarcini si analize; ulterior, va putea fi recuperat, urmand acelasi traseu, fiind extras tot cu o seringa. De exemplu microrobotul ar putea „descarca” o cantitate infinitezimala de adeziv expandabil la locul unei artere craniene avariate – procedura in mod obisnuit insotita de riscuri mari din cauza ca arterele din partea posterioara a creierului se afla intr-o zona dificil de accesat chiar si cu cel mai flexibil cateter.

In plus, noua metoda anuleaza riscul „gauririi” arterelor, prezent in cazul introducerii unui cateter, situatie soldata de obicei cu moartea pacientului. Si alte regiuni greu accesibile din corpul uman vor putea fi acum atinse, asa cum este cazul in malformatiile congenitale arteriovenoase. Interesant e faptul ca designul dispozitivului a fost inspirat de bacteria E. coli, formei rezultate adaugandu-i-se o „codita” din Kevlar, care asigura propulsia prin artere. Supuse unei emisii de ultasunete, materialele piezoelectrice vor crea sarcini electrice suficient de puternice spre a purta microchirurgul prin sistemul sangvin.

Gabriel TUDOR - magazin.ro

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By Admin (from 07/02/2011 @ 10:00:53, in it - Osservatorio Globale, read 1355 times)

Da quando vidi il film Il maschio e la femmina (1966) la prima volta avevo l’età dei suoi protagonisti e me ne colpì l’intelligenza nella descrizione dei disagi e speranze di una generazione. Ma quel che più ne ricordo è la scritta che, a bruciapelo e senza necessità evidente, interrompeva una scena per affermare che «la pubblicità è il fascismo del nostro tempo». Si è governato e si governa, in gran parte del mondo occidentale, con gli strumenti del consenso e del consumo, riuscendo quasi sempre a evitare il manganello e la censura diretta. Col companatico al posto del pane, la televisione al posto dei giochi del circo (ultima variante i festival di letteratura e altra cultura) e con la pubblicità.

 

Pubblicità in senso lato – di uno stile di vita, di un modello di società propagandato come il migliore o l’unico possibile – ma che anche nel senso specifico e ristretto di un tipo di comunicazione che mira a far acquistare delle cose. Il potere della pubblicità è cresciuto enormemente, la stampa, per esempio, ne vive e ne è ricattata, le leggi che la limitavano sono state progressivamente abbattute e ci sono riviste dove le pagine di testo sono un terzo di quelle riservate alla pubblicità, senza considerare la pubblicità indiretta.

Fu Vance Packard per primo a denunciare questo attentato alla democrazia e alla libertà dell’informazione in un libro celebre, I persuasori occulti, a metà degli anni cinquanta. A noi poteva sembrare fantascienza, ma poi, come in molti altri campi, la fantascienza è diventata realtà, e come “genere” letterario è quasi scomparso (riprende oggi, mascherato, nella più accorta letteratura per ragazzi). Anche la battuta di Godard, che al suo tempo indicava una preoccupazione o una messa in guardia, è oggi una constatazione.

Un’idea moderna di pubblicità è esplosa in Italia negli anni sessanta, prima la pubblicità era secondaria, rozza, poco o niente mediata. Su un giornale degli anni trenta o quaranta la pubblicità di un lassativo si serviva dell’immagine celebre dell’incontro tra Dante e Beatrice lungo l’Arno accompagnata dal verso della Commedia «Io son Beatrice che ti faccio andare». Poi, col boom, vennero le grandi agenzie e la leva dei professorini che avevano sulla scrivania dei loro uffici milanesi e torinesi (l’ho visto coi miei occhi, ho avuto molti amici che si sono dati a quel mestiere) le opere di Jung e altri studiosi di simboli e miti, di immagini archetipiche, di studi sull’inconscio. La pubblicità si faceva furba e intellettuale, un settore in enorme espansione. Non sembrava disdicevole farne una professione.

La fase successiva è il ’68: quando si trattò di trovare lavoro molti passarono dal movimento alla pubblicità, soprattutto a Milano ( più assai di quelli che finirono nel giornalismo o nella politica istituzionale, ma ovviamente meno di quelli finiti nella scuola). Ne vennero una perdita di sottigliezza, messaggi sempre meno velati, una aggressività via via più volgare e diretta.

I giornali sono brutti anche per i ricatti della pubblicità. E se sfogliamo un quotidiano di quelli importanti (che sono due, forse tre, in stretto legame con lotte e intrighi del potere, dominatori dell’informazione bacata e nemici giurati della riflessione e delle connessioni) vediamo che vi si fronteggiano pagine di cronaca raccapricciante e di pubblicità da mondo dei sogni. E colpisce il leit-motiv, il tormentone sessuale: chi compra un’automobile X o Y scopa meglio e di più, e questo vale per una scatola di piselli o una birra, un computer o un best-seller, e volti e corpi di giovani robot da film americano imbecille vi si offrono spudoratamente, come in un Eden ritrovato dove ogni albero, animale o nuvola serve solo a veicolare un unico messaggio: comprate, solo così sarete felici.

 

La sua logica è berlusconiana, ma chi protesta per altre forme di manipolazione trova questa normale, o meglio, la trovano normale i giornali e i giornalisti che se ne nutrono. L’elargizione della pubblicità Fiat, per esempio, è stato un modo di influire sui giornali della sinistra, anche quelli apparentemente più liberi.

La manipolazione pubblicitaria incide in profondità sulla salute mentale e sulla morale dei destinatari dei loro messaggi, e su quelli della Repubblica. È espressione del fascismo del nostro tempo. Dopo la guerra, molti figli chiesero ai padri come si erano comportati sotto fascismo o nazismo. Accadrà anche in Italia, dopo il trentennio che muore? Sarebbe sano, ma non succederà.

Autore: Goffredo Fofi - Tratto da: eddyburg.it/article/view/16149/.

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By Admin (from 07/02/2011 @ 08:00:07, in en - Science and Society, read 1283 times)

Start with a cage containing five monkeys.

Inside the cage, hang a banana on a string and place a set of stairs under it. Before long, a monkey will go to the stairs and start to climb towards the banana. As soon as he touches the stairs, spray all of the other monkeys with cold water.

After a while, another monkey makes an attempt with the same result - all the other monkeys are sprayed with cold water. Pretty soon, when another monkey tries to climb the stairs, the other monkeys will try to prevent it.

Now, put away the cold water. Remove one monkey from the cage and replace it with a new one. The new monkey sees the banana and wants to climb the stairs. To his surprise and horror, all of the other monkeys attack him.

After another attempt and attack, he knows that if he tries to climb the stairs, he will be assaulted.

Next, remove another of the original five monkeys and replace it with a new one. The newcomer goes to the stairs and is attacked. The previous newcomer takes part in the punishment with enthusiasm! Likewise, replace a third original monkey with a new one, then a fourth, then the fifth. Every time the newest monkey takes to the stairs, he is attacked.

Most of the monkeys that are beating him have no idea why they were not permitted to climb the stairs or why they are participating in the beating of the newest monkey.

After replacing all the original monkeys, none of the remaining monkeys have ever been sprayed with cold water. Nevertheless, no monkey ever again approaches the stairs to try for the banana. Why not? Because as far as they know that's the way it's always been done round here.

And that, my friends, is how company policies are made.

Original source unknown. (But the story appears to have some basis in fact.) - http://paws.kettering.edu

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By Admin (from 06/02/2011 @ 12:00:54, in ro - Observator Global, read 1304 times)

 La auzul unei asemenea ipoteze, orice istoric constiincios ar stramba din nas, convins ca este vorba despre o „gogorita”. Dar lucrurile nu stau chiar asa, caci in aceasta ipoteza ar putea exista mai mult decat un sambure de adevar. E drept, nu toti chinezii ar putea descinde din romani, ci doar o populatie din nord-vestul Chinei, populatie ce face, de mai bine de un an, obiectul investigatiilor unei echipe internationale de antropologi.

Populatia la care ne referim traieste in satul Liqian, in desertul Gobi, la 300 de kilometri de cea mai apropiata asezare urbana si numara in prezent cateva sute de suflete. Desi vorbesc limba chineza, acesti oameni au niste trasaturi fizice care ii deosebesc net de conationalii lor: inaltime de peste 1,80 m, ochi verzi, nasul drept si mare, par blond.

 Caracteristicile rasei galbene, aparute ca urmare a inrudirii oamenilor din Liqian cu populatia chinezeasca „autentica”, de-a lungul vremii, abia daca se disting. „Cred ca ne tragem din legionarii romani. Altfel nu am arata astfel, am fi precum ceilalti chinezi”, spune Song Guorong, un barbat de 48 de ani, cu ochi albastri si cu parul castaniu, cu nimic deosebit de un taran din Campania, de pilda. Ca exista o legatura intre cele doua popoare orice vizitator al satului isi poate da seama, admirand statuile aflate in centrul asezarii - un legionar roman stand langa un invatat confucianist si o femeie musulmana - simbol al armoniei rasiale depline.

Mercenari prin pustiurile Asiei

Primul care a avansat ipoteza socanta ca satenii din Liqian ar putea fi urmasi ai soldatilor romani a fost Homer Dubs, profesor la Oxford. In anul 1950, el a descoperit, calatorind in China, marturii privind o batalie intre chinezi si huni, in armata acestora din urma luptand si legionari romani. Dubs a facut imediat legatura cu prizonierii luati de parti, in timpul razboiului purtat cu Crassus, in anul 53 i.Ch.

Tenacele istoric britanic a ajuns la concluzia ca unii dintre acesti prizonieri au reusit sa evadeze, formand o trupa de mercenari care, cincisprezece ani mai tarziu, vor lupta alaturi de huni, impotriva chinezilor, la Zhizhi. Invinsi, romanii, care luptau, spun cronicile chineze, „ca un arici cu tepii risipiti” - probabil traditionala lor formatie de lupta, numita „tortuga”, cu scuturile lipite unele de altele sau puse deasupra capetelor si sulitele iesind in exterior - au fost capturati si asezati in satul Liqian.

Astazi, savantii au prelevat probe de sange de la potentialii lor urmasi, probe pe care le vor compara cu ale unor italieni „get-beget”, pentru a se sti daca exista o legatura intre cele doua populatii. Profesorul chinez Xie Xiaodong, un genetician de la Universitatea Lanzhou, se arata insa sceptic fata de acest val de entuziasm: „Chiar daca acesti soldati proveneau din Imperiul Roman, nu inseamna ca erau romani. Imperiul recruta numeroase trupe din randurile populatiilor raspandite de-a lungul si de-a latul sau”.

Gabriel TUDOR - magazin.ro

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By Admin (from 06/02/2011 @ 10:00:35, in it - Osservatorio Globale, read 1590 times)

In un articolo su Le Monde dello scorso 18 ottobre, Gaëlle Dupont porta le prove definitive del fallimento delle colture geneticamente modificate. La promessa dei prodotti Monsanto RoundUp Ready agli agricoltori di tutto il mondo era infatti quella di utilizzare un solo erbicida totale, il gliphosate, per distruggere tutte le erbe infestanti, in modo che la coltura obiettivo (cotone, soia, mais, ecc.) potesse dominare incontrastata sul terreno: in questo modo, sosteneva Monsanto, si sarebbero migliorati i raccolti e ridotto l'uso dei pesticidi.

 

Ma, dopo quindici anni, i risultati smentiscono queste promesse. Nel Sud Est degli Usa, su 6 milioni di ettari, in 22 stati americani, pari a poco meno del 10 per cento dell'intera superficie coltivata con Ogm negli Stati Uniti, si sta assistendo ad un'impressionante proliferazione di alcune erbe infestanti, come l'Amaranthus Palmeri conosciuto come pigweed, che, secondo Claude Kennedy del centro agricolo sperimentale della città di Marianna, "non è un'erbaccia, è un mostro, è sempre più aggressiva e prende forme così strane che a volte fa quasi paura", diventando capace di crescere cinque centimetri al giorno e di arrivare a due metri di altezza.

 

Ma l'amaranto ormai non è il solo ad avere acquistato capacità di resistenza all'erbicida totale: una decina di altre piante infestanti ha subito il medesimo potenziamento, riportando la situazione a quella originaria degli anni Settanta-Ottanta, da cui appunto ha preso le mosse l'industria biotech in agricoltura - il fallimento del sistema di difesa delle colture basato sulla combinazione di pesticidi e fertilizzanti chimici, cui appunto da ultimo si è unita la genetica nella speranza di "correggere" un meccanismo strutturalmente sbagliato, nel senso che non ha mai tenuto conto dei delicati meccanismi con cui la natura opera nel suolo, affrontandoli come se si trattasse di un campo di battaglia e non di un millenario sistema di sensibilissimi equilibri.

 

Ora gli agricoltori americani sono costretti a ricorrere a micidiali misture di vecchi erbicidi, cosa che sta preoccupando persino l'agenzia per l'ambiente americana (Epa), in genere assai attenta ai desideri dell'industria chimica e biotech: il dicamba per esempio, è un pesticida molto aggressivo e inquinante, derivato dal 2,4-D, il cosiddetto "agente Arancio", un defoliante inventato per distruggere la giungla vietnamita e scoprire le linee di rifornimento vietminh ai bombardieri Usa.

La maggiore novità, tuttavia, è il fatto che la stessa Monsanto ammetta il disastro, ma con toni che lasciano perplessi: "All'inizio pensavamo che la diffusione di questo tipo di resistenze sarebbe stata difficile. Ma dobbiamo riconoscere che, per controllare le erbe infestanti, il RoundUp non basta: bisogna usare anche altri prodotti", dice Rick Cole di Monsanto. Quindi, mentre è costretta a rimborsare 12 dollari ogni acro (circa mezzo ettaro) agli agricoltori, la multinazionale biotech sta pensando, invece di modificare radicalmente la sua strategia, semplicemente di ingegnerizzare soia e cotone per resistere anche ad altri erbicidi, replicando all'infinito il meccanismo. In questo modo non si farà altro che ampliare su scala ancora più grande il problema. La realtà è infatti che quello che interessa a questo tipo di industria è semplicemente di tenere il produttore agricolo legato ad un "pacchetto tecnologico" che integra semente ed erbicida, in maniera da fidelizzare l'agricoltore, impedendogli di tentare altre strade agronomiche, e garantire profitti costanti all'industria.

 
La situazione americana, dove il 58% del cotone, il 66% del mais e il 93% della soia sono oramai Ogm, dovrebbe essere un serio ammonimento per l'Europa che fino ad ora, pur con molte contraddizioni ed incertezze, ha impedito la diffusione di massa degli Ogm nei nostri campi: la possibilità che nei prossimi mesi avranno gli Stati europei di liberalizzare la coltivazione biotech oppure di creare aree ogm-free mediante accordi fra agricoltori, diventa a questo punto una questione strategica per il futuro della nostra agricoltura. Quello che è certo è che da oggi non si può più sostenere seriamente che le colture Ogm siano la soluzione migliore per questo futuro.
 
Fonte: clarissa.it - Autore: G. Sinatti
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... CONTINUES.

6. Not enough time has passed since you finished your meal.
You've just eaten lunch only to wonder: "Why am I still hungry?" Before you assume you didn't eat enough, consider that maybe you ate too quickly. "Appetite hormones need time to tell your brain you're full," explains Sandon. To prevent post-meal hunger pangs, keep these pointers in mind: Eat slowly, putting down your fork between bites; choose flavorful and satisfying foods; and include a combination of fat, protein and carbohydrates in every meal. If you're still hungry, try sucking on a mint to ward off your cravings.

 Woman exercising

7. The women around you are eating.
A joint study out of Duke University and Arizona State University found that women tend to mirror other women's eating habits. "When one overdoes it, the rest often follow along," Ansel confirms. To avoid this copycat effect, Lippert suggests taking a quick minute to reassess your own eating habits—or, if all else fails, grabbing a pal and evacuating the scene of the food. A more permanent fix? Be the one who sets a healthy example for your girlfriends to follow. Their waistlines will thank you! "Just as obesity is contagious, so are healthy habits," says Dawn Jackson Blatner, author of The Flexitarian Diet.

8. You've been drinking alcohol. 
It's long been suspected that alcohol contributes to an increased appetite. Though the underlying mechanisms are unknown, a common hypothesis is that it makes food more palatable. What we do know is that alcohol decreases our defenses, which is detrimental to those who restrict their eating, explains Jackson Blatner. Furthermore, "People expect that alcohol will make them eat more, which leads them to unabashedly do so," Sandon adds. The solution? Eat before you order that glass of wine, beer or cocktail. To prevent overeating the next day, especially after a night of heavy drinking, be sure to drink plenty of water to replenish your dehydrated body.

9. You smell or see food. 
"We tend to eat with our senses more than our stomachs," says Ansel. When we smell or see food—even if it's in a photo, advertisement or TV show—our mouths water, which stimulates our appetite. Onset factors can include smelling a batch of cupcakes baking, seeing snack food laid out on the counter or watching a cooking show. The clear-cut solution: "Out of sight, out of mind." Leave the room, hide the candy jar, turn off the TV—and the craving to eat will likely subside, says Ansel.

10. You're stressed out. 
"Studies show that when people recognize they're stressed, they are more likely to turn to high-fat, salty or sugary foods," says Sandon. "These foods both are comforting and feel good in the mouth," she adds. But it's not all about emotional eating. Sandon notes that your body's chemical reaction to stress could also cause hunger pangs. "Increased levels of the stress hormones cortisol and insulin may be associated with triggering appetite." Either way, appetite control boils down to decision-making. Before reaching for the ice cream tub, try quickly clearing your mind by completing one of these fifteen 10-second stress-busting techniques.

Source: womansday.com - Author: Brynn Mannino

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By Admin (from 05/02/2011 @ 12:00:10, in ro - Observator Global, read 1336 times)

 Este un lucru cert ca in unele tari din lume guvernele intreprind pe taram stiintific actiuni de cercetare si experimente stiintifice strict secrete, scoase la lumina la un an, doi sau patruzeci, de la declasarea lor. Uneori, desecretizarea se impune de la sine, alteori e fortata de incidente neprevazute, de investigatii mediatice ori de alta natura, de scurgerea unor informatii sau chiar de derularea unor evenimente tragice. Printre marile institutii de pe planeta implicate in pastrarea cu strictete a unor secrete esentiale pentru omenire - de natura religioasa, dar si culturala, istorica, tehnologica medicala etc. - se pare ca un rol de prim rang il ocupa Vaticanul, inima Bisericii Catolice.

In subteranele Vaticanului

      Foarte putin cunoscute de public, activitatile aplecate asupra dobandirii de informatii si a cunoasterii unor legi noi ale Universului reprezinta o parte importanta a existentei stiintifice active a celor din cetatea Vaticanului. In subteranele micului stat intins pe numai 44 de hectare, eminenti specialisti, majoritatea oameni ai bisericii, deschid usile unui secret imens. Descoperirile lor nu fac obiectul nici unui fel de publicitate, nici al vreunui rezumat care sa fi aparut in publicatii stiintifice internationale.

      Parintele Anstasio di Saporta se afla printre amintitii specialisti. Este un om de stiinta foarte capabil, dotat cu o exceptionala putere de munca. Pasionat de biologia moleculara, el s-a aratat interesat de genetica inca din preajma anului 1960. Dorea sa cunoasca totul despre celula umana si mai ales despre „miezul” ei, locul de rezidenta al moleculei de ADN, cea care contine patrimoniul genetic al fiecarui individ.

Revelatia Dolly

 In consecinta, aparitia oitei Dolly (1996) nu l-a surprins pe prelat, chiar daca valorile lui morale si religioase au avut de suferit in fata acestui pericol venit din partea stiintei, Dolly fiind prima clona reusita a unui mamifer adult. Se stie ca realizarea apartine cercetatorilor Institutului Roslin din Edimburg, Scotia, condusi de dr. Ian Wilmut, moment in care parintele di Saporta se confrunta cu o problema tehnica importanta, astfel ca aceasta oaie (mielul reprezinta o tema centrala in traditia iudeo-crestina) a fost pentru el o adevarata revelatie.

      De multi ani, rezervele de relicve se micsoreaza. Tot mai multi particulari doresc sa detina asemenea obiecte, iar noile biserici - foarte numeroase - trebuie sa aiba in altar relicve sfinte, pentru a fi consacrate. Cererea este deci extrem de mare, de ordinul milioanelor, context in care di Saporta a fost solicitat sa gaseasca o posibila solutie.

Fragmente de fragmente...

      Pornind de la experimentul Dolly, preotul-savant a pus la punct apoi a testat o metoda originala de clonare a relicvelor. Pentru aceasta a folosit mici fragmente de relicve sfinte, fierte intr-un amestec de ulei si apa sfintite, timp de sapte minute. Inserate in bacterii si cu ajutorul unui curent electric, se ajunge la noi relicve avand varsta si toate componentele fragmentelor initiale. Spre deosebire de clonarea animalelor sau a oamenilor, aceasta practica nu prezinta pericol, potrivit lui di Saporta, care vede in uimitoarea realizare cel mai frumos exemplu de interactiune intre credinta si stiinta, parere impartasita si de alti oameni ai bisericii si mireni. Pentru a risipi orice suspiciune, relicvele clonate vor fi autentificate de o comisie a RDOC (Relicve de denominare de origine controlata) si vor fi insotite de un certificat special. Acest document va fi scris pe un anume tip de hartie si va purta sigiliul si semnatura presedintelui comisiei, scrisa cu o cerneala rosie falsificabila. E inutil sa spunem ca, daca informatia este reala, importanta ei e incalculabila. Intre altele, un element de o valoare aparte ar putea fi demonstrarea faptului ca de mult contestata autenticitate si marea cantitate a relicvelor nu are nici un temei.

ADRIAN-NICOLAE POPESCU - magazin.ro

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By Admin (from 05/02/2011 @ 10:00:54, in it - Osservatorio Globale, read 1295 times)
Greenpeace rivela: una scatoletta su tre contiene specie differenti di tonno mescolate insieme.

Greenpeace rende noti i risultati delle analisi genetiche condotte dal laboratorio indipendente spagnolo AZTI Tecnalia su 165 scatolette di tonno, provenienti da 12 Paesi, europei e non, tra cui l’Italia. Una scatoletta su tre contiene specie differenti di tonno mescolate insieme o diverse da quanto indicato in etichetta o che possono variare a seconda del lotto di provenienza. Le scatolette analizzate appartengono tutte a marche molto popolari sul mercato mondiale, tra le altre Nostromo, Mare Aperto STAR, Riomare e Carrefour. 

Mescolare due specie diverse di tonno nella stessa scatoletta è una pratica illegale in Europa. Dalle nostre analisi risulta anche che, passando da una scatoletta all’altra dello stesso prodotto, il consumatore può trovare specie differenti di tonno. Questo avviene, per esempio, per i prodotti Nostromo e Mare Aperto STAR, testati in Italia. In questi casi viene usata un’etichetta del tutto generica “Ingredienti: tonno”, tanto legale quanto inaccettabile, che impedisce al consumatore di sapere con certezza cosa mangerà.

 

Le analisi, inoltre, rivelano che alcune delle scatolette campionate contengono specie diverse da quanto indicato in etichetta e che tra le specie inscatolate finiscono anche quelle sovrasfruttate, come il tonno obeso.

 

«Quando un consumatore mette nel carrello della spesa una scatoletta di tonno non sa realmente cosa compra. Purtroppo, la maggior parte dei prodotti presenti sul mercato - denuncia Giorgia Monti, responsabile della campagna mare di Greenpeace - non offrono sufficienti garanzie né sul tipo di tonno che portiamo in tavola né sulla sostenibilità dei metodi con cui è stato pescato».

"L’utilizzo dei FAD sta distruggendo l’ecosistema marino e conducendo gli stock di tonno verso il collasso".

Tra i principali fattori che contribuiscono a far finire nelle scatolette diverse specie di tonno, comprese alcune sovrasfruttate, Greenpeace ha identificato l’utilizzo di metodi di pesca poco sostenibili, come le reti a circuizione con “sistemi di aggregazione per pesci“ o FAD.

 

I FAD sono oggetti galleggianti che attirano esemplari giovani di tonno, ma anche specie minacciate come tartarughe marine, squali balena e altri pesci che regolarmente finiscono in queste reti in modo accidentale. Una volta pescati, tonni diversi vengono conservati e congelati tutti insieme a bordo, e la loro identificazione risulta difficile.

 

A quasi un anno dal lancio della classifica “Rompiscatole”, Greenpeace chiede che l’industria del tonno in scatola e le grandi catene di distribuzione garantiscano finalmente piena trasparenza ai consumatori  e si impegnino a vendere solo tonno pescato in maniera sostenibile.

 

«L’utilizzo dei FAD sta distruggendo l’ecosistema marino e conducendo gli stock di tonno verso il collasso. Se vogliamo salvare il tonno tropicale prima che venga totalmente compromesso, come è successo per il tonno rosso del Mediterraneo, è necessario eliminare i metodi di pesca più distruttivi, ridurre lo sforzo di pesca e tutelare con riserve marine le aree più importanti per la biologia di queste specie» conclude Giorgia Monti. 

 

Fonte: greenpeace

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A staggering 63 percent of Americans are overweight. The most common cause? We eat more food than we need—and we're all guilty of doing it: mindlessly munching on a bag of pretzels during a reality TV marathon or treating ourselves to a second helping when the first was plenty. But boredom and indulgence aside, why else are we reaching for a snack when we should feel full? Some of it can be blamed on habit, while other triggers have more to do with our body's hunger signals. Check out the list below to find out the most common overeating pitfalls and simple solutions for avoiding these traps.

1. You didn't get enough sleep last night. 
Lack of rest stimulates two faux hunger triggers: energy deficiency, to which our natural reaction is to nourish our bodies, and appetite hormone confusion. "When our bodies are drained, levels of leptin—a hormone produced by our fat cells that controls our appetite—decrease, while levels of gherlin—a hormone produced by our stomach that stimulates our appetite—increase," explains American Dietetic Association spokeswoman Karen Ansel, RD. That's two hormones working against you. "Getting eight hours of sleep a night is the easiest thing you can do to prevent overeating." If you do fall short on zzz's, be sure to load up on nourishing, naturally energizing foods—such as fresh fruit, complex carbohydrates and lean proteins—throughout the day to help your body feel satisfied.

2. You're taking medication that causes hunger as a side effect. 
If you felt ravenous the last time you were taking an antibiotic to tame an allergic reaction, joint inflammation, acne or a bad cold, the medicine may be to blame. "Medication that contains mild steroids, like prednisone, a corticosteroid, ramp up hunger big time," says Milton Stokes, RD, owner of One Source Nutrition, LLC. "If you've already eaten a normal-size meal, ignore the drug-inflated hunger," says Stokes. Instead, try an oral fix like chewing gum, sipping warm coffee or brushing your teeth, he suggests. If you're on long-term steroid therapy, consult a dietitian to devise an eating plan that will help you feel more satisfied throughout the treatment.

3. You're thirsty or dehydrated. 
The symptoms of dehydration (sleepiness, low energy) closely mimic those of being overly hungry, which may lead you to think you need food to increase your energy level, explains Sandon. When you're thirsty, your mouth becomes dry, a symptom that eating will temporarily relieve, notes Sandon. She suggests drinking a tall glass of water or cup of herbal tea before eating and waiting for your body's hunger signals to adjust (about 10 minutes). "Doing so could save hundreds of calories."

4. It's "mealtime." 
As creatures of habit, we tend to eat on autopilot. While some regularity is encouraged so that you don't become overly hungry, which could lead to bingeing, it's also important to listen to hunger signals, says Ansel. "Next time you sit down to eat, ask yourself: 'Am I really hungry?' If the answer is 'no,' either eat a smaller portion or put off the meal for an hour—though no longer than that," suggests Ansel. This also applies to situations you associate with eating, like flying. "We've been conditioned to associate an airplane ride with eating," Ansel says. The solution: "Pay attention to timing," recommends Lona Sandon, MEd, RD, assistant professor of nutrition at University of Texas Southwestern. "Know how long the flight is and plan satisfying meals around it." Also, take advantage of the free (hydrating) beverages, she adds, as the enclosed space leads to hunger-causing dehydration.

5. You just worked out.
We are conditioned to feed ourselves after exercising. And, after a particularly strenuous exercise session like a spinning class or interval-training workout, we tend to feel ravenous. But that doesn't mean your body needs extra calories. "It means your body needs a specific kind of nourishment," says Marissa Lippert, RD, a nutrition consultant and dietitian in New York City. Opt for roasted chicken or other lean meats (protein will replenish your muscles) and brown rice or other whole grains (complex carbohydrates take a while to break down) to help your body recover faster and fend off hunger longer.

TO BE CONTINUED ...

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