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 Trilingual World Observatory: italiano, english, română. GLOBAL NEWS & more... di Redazione
   
 
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
By Admin (from 16/01/2011 @ 10:00:03, in ro - Stiinta si Societate, read 1699 times)

 Ca omul, urmarind si urmand exemplul naturii, a reusit sa fabrice, in sensul propriu al cuvantului, zapada si gheata, mai treaca-mearga: materia prima, apa, inca se mai gaseste pe Terra. Dar cum sa fabrici apa? Ei, bine, aceasta problema devenita astazi acuta si-au pus-o chimistii inca din secolul al XVIII-lea. Si chiar au si rezolvat-o!

Lavoisier reinventeaza natura

In epoca marelui savant, se credea ca apa este o entitate chimica indisolubila, intrata - alaturi de aer, pamant si foc - in compozitia oricarei forme de materie. Lavoisier insa a incercat sa rastoarne aceasta teorie, continuand calea experimentala urmata de chimistii britanici Cavendish si Priestley. Sinteza apei duce la obtinerea substantei numite atunci „gaz inflamabil”, care se aprinde in contact cu oxigenul din aer formand apoi vapori de apa ce se pot condensa, de exemplu, pe peretii unei eprubete.

Observand reactia, chimistul francez a rebotezat gazul respectiv hidrogen (in limba greaca, „generator de apa”). Dovezile aduse de savant au reprezentat o descoperire revolutionara, acesta fiind supranumit „parintele chimiei moderne”. Pe baza experientelor sale din 1783, mai tarziu s-au inventat bateria cu combustibil si motorul cu hidrogen. Totusi, descoperirea in sine are (sau poate avea) o importanta infinit mai mare, prin prisma faptului ca apa reprezinta garantul vietii pe planeta.

Apa obtinuta din... apa

Garantul vietii, da, numai ca un fel de gena suicidara a omului face ca acesta sa iroseasca si sa polueze iremediabil tocmai sursele de apa dulce. Ar putea deveni apa rezultata din reactia chimica a lui Lavoisier solutia vitala pentru miliardul de persoane care nu au acces la respectivele resurse? Pana in prezent, solutia prezentata nu a fost luata serios in calcul ca remediu la criza de apa potabila actuala.

Pentru ca exista totusi un obstacol serios: dihidrogenul (H2) nu exista in stare naturala. Iar cea mai usoara metoda de a-l obtine ramane cea care porneste de la... apa insasi, prin electroliza. Pe deasupra, obtinerea din materii organice este foarte costisitoare si polueaza puternic mediul. De aceea, se are in vedere in primul rand desalinizarea apei marine, insa de curand, instalatii cu ajutorul carora se poate obtine apa lichida condensand vaporii de apa din aer au fost realizate in diverse tari, dintre care se citeaza in mod special India si Chile.

Zapada de cultura

Nici povestea zapezilor „fabricate” nu e deloc noua. Inventarea lor in America anilor 40 se leaga de pomicultura! Utilizarea ventilatoarelor pentru protejarea livezilor impotriva temperaturilor scazute a dus la aparitia ninsorii artificiale, folosita un deceniu mai tarziu in scop turistic, pentru acoperirea partiilor de schi in zilele fara zapada. De aici, tunurile de zapada au ajuns in 1963 in Europa, francezii rebotezandu-le pacifist cu un cuvant care s-ar traduce la noi prin „ningatoare”.

Zapada de cultura (sintagma preferata tot mai mult de fabricanti) se obtine din apa sub presiune, pulverizata concomitent cu un jet de aer de -3sC. Minusculele picaturi de apa se transforma in fulgi de zapada in doua secunde, pe pistele astfel acoperite putandu-se schia si la temperaturi usor pozitive. Medalia are insa si revers. Pe langa impactul vizual si sonor asupra cadrului natural, sunt incriminate aportul suplimentar de apa asupra vegetatiei si mai ales consumul mare de apa si de energie electrica. Viata merge insa inainte, cu sau fara „ningatoare”. Problema cu-adevarat serioasa ramane insa cea a apei potabile, element catre care chimistii, fabricantii, investitorii, dar si toti consumatorii ar trebui sa-si indrepte toata atentia.

ADRIAN-NICOLAE POPESCU - magazin.ro

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By Admin (from 16/01/2011 @ 08:00:13, in it - Scienze e Societa, read 1948 times)

Il Lago d’Arpy, il Lago di Liconi e il Lago di Pierre Rouge sono come tanti occhi blu puntati verso l’alto, pronti a catturare frammenti di cielo e portarli sulla terra, nel territorio valdostano della Valdigne. Qui, in un anfiteatro di montagne colossali, trova riparo il borgo alpino di Morgex, un paese di meno di duemila abitanti della Valle d’Aosta, appartenente alla Comunità Montana Valdigne Mont Blanc. Appollaiato alla roccia a 920 metri di quota, Morgex è circondato da una piana pittoresca a forma di ventaglio, incorniciata dalla mole imponente del Monte Bianco e da altre vette affascinanti, quali la Grivola e il monte Crammont. Il corso della Dora fende questa terra verdeggiante e la disseta anche nei periodi più soleggiati, rendendo rigogliosa e fresca la vegetazione: boschi, pascoli e praterie si alternano ai preziosi vigneti, generosi di una deliziosa.

Una delle componenti principali dell’economia locale è proprio la viticoltura: il vitigno autoctono Prié Blanc dà degli acini dolci e succosi, da cui si ricava il Blanc de Morgex e La Salle, che nel 1985 ha ottenuto la D.O.C. e vanta le vigne più elevate d’Europa.

Al luccichio dei chicchi d’uva si aggiungono altre coltivazioni caratteristiche, ma anche la fauna selvatica: gli alberi da frutto trovano il loro habitat ideale nei pressi di Morgex, grazie al clima mite, ed abbondano peri, meli, ciliegi, peschi e noci, mentre le foreste profumate d’alta quota sono composte da abeti, pini e larici. Persino il nodoso castagno, che secondo la leggenda popolare non sopporta la vista dei ghiacciai, trova una collocazione nelle montagne della zona, grazie alle condizioni atmosferiche eccezionalmente dolci. Qui, in effetti, le temperature sono miti e gradevoli, e fanno di Morgex una meta valida in tutte le stagioni. I valori medi del mese più freddo, gennaio, vanno da un minimo di -2°C a un massimo di 4°C, mentre in luglio, il mese più caldo, si passa dai 19°C ai 29°C. Le precipitazioni, scarse in inverno ad eccezione di qualche nevicata pittoresca, toccano il picco massimo in giugno, quando piove in media per 10 giorni sul totale.

A beneficiare di questa atmosfera, oltre agli abitanti ospitali del borgo, ci sono i camosci, gli stambecchi, le lepri, i tassi, gli scoiattoli, le marmotte e i cervi, che si possono scorgere passeggiando lungo i sentieri della zona. Le camminate, dalle più ardue alle più rilassanti, sono tante e suggestive e si snodano tra le borgate della zona, sparse sul fondovalle o abbarbicate lungo i pendii rocciosi delle montagne. I nomi delle frazioni più antiche sono caratteristici e rimandano alla tradizione popolare: da vedere, ad esempio, la località Biolley, che nel dialetto del luogo vuol dire “bosco di betulle”.

Nei dintorni di Morgex non si esauriscono le meraviglie. A 28 km dal centro c’è Aosta, ma basta allontanarsi di 8 km per incontrare Courmayeur e le sue piste da sci esclusive: entrambe le mete sono facilmente raggiungibili grazie alla nuovissima rete autostradale, che tocca le principali città del Nord Italia, della Francia e della Svizzera. A due passi da Morgex e La Thuille, senza bisogno di fare lunghi percorsi in auto, ci si imbatte invece in Arpy, la località sciistica più vicina. Da ottobre a marzo, quando le cime delle Alpi si zuccherano di una neve perfetta, questo è il comprensorio invernale più adatto per chi ama la natura incontaminata e gli ambienti selvaggi, ma non rinuncia allo stesso tempo al comfort di impianti moderni ed efficienti.

Per concedervi un assaggio di storia e cultura, invece, non dovete fare altro che passeggiare per il centro della cittadina con occhi curiosi e attenti. Scoprirete così la bellezza di alcuni edifici, tra cui la chiesa parrocchiale di Santa Maria e il suo campanile, antico superstite della prima versione romanica, citata in un documento del 1176. Nei primi decenni del Quattrocento il complesso fu sottoposto a un grande lavoro di restauro, ma altre modifiche vennero apportate alla fine del Seicento e il risultato tuttora visibile è un edificio semplice ma elegante, con una facciata in pietra a vista e opere d’arte pregiate all’interno.

Da vedere anche la cosiddetta “Tour de l’Archet”, una massiccia torre di pietra posizionata all’estremità occidentale del centro, in una pittoresca piazzetta. Sono attualmente in corso i lavori di restauro che daranno vita, in questa costruzione, alla sede della fondazione culturale intitolata al Natalino Sapegno.

Ma la storia non si respira solo attraverso le opere architettoniche: altrettanto interessanti, e ancora più spassose, sono le tradizioni popolari e le manifestazioni organizzate a Morgex, ottime occasioni per avvicinarsi ai costumi del luogo. Tra le usanze più antiche e famose c’è la Badoche, che si festeggia in paese il 15 agosto, giorno dell’Assunzione, ma si ripete anche nelle frazioni di Villair, a Fraz e a La Ruine in altri giorni dell’anno. In occasione di questa celebrazione patronale, la brigata della Badoche è accompagnata da una fisarmonica e da un clarino e fa il suo ingresso vivace nella piazza, alla fine della Santa Messa. Le danze, interpretate dalle giovani coppie del villaggio, continuano fino a sera, e i genitori dei bimbi nati nell’anno corrente si presentano per donare un fiocco di seta da appendere alla “alabarda”. I festeggiamenti sono accompagnati da banchetti generosi e ottimo vino valdostano.

Raggiungere Morgex non è difficile, grazie all’efficiente rete autostradale che congiunge il borgo alle maggiori città dell’Italia settentrionale. Chi usa l’auto deve imboccare l’autostrada Torino-Aosta, e da Aosta continuare per altri 20 minuti fino all’uscita di Morgex. Chi preferisce il treno deve procedere da Milano in direzione Torino, fermarsi a Chivasso e prendere la coincidenza per Aosta: da qui si prende il treno diretto a Pre-Saint-Didier, che ferma anche a Morgex. L’aeroporto più vicino, a circa 146 km, è quello di Torino Caselle.

Fonte: ilturista.info

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By Admin (from 15/01/2011 @ 16:48:41, in en - Global Observatory, read 1951 times)

Friends,
Those that have listened to my radio shows might have remembered me commenting many times on the fact that when it came to attacks we have experienced in the past: "we haven't seen anything yet".
 
The bored, petty bloggers and various hatefilled individuals who have wasted their time creating anti-z/anti-peter joseph sites and videos are about to be royally trumped by a mainstream media onslaught that will bring the definition of attack/propaganda into a whole new light.
 
I have been contacted by CNN, NBC, FOX, ABC, AP, Yahoo! and many national/local/international news agencies regarding the comment by Zack Osler referencing a TWO YEAR OLD association of my first film and Jared Loughner. The parroting of this painfully unscientific and idiotic association has resonated across all mainstream outlets. As of now, I am not engaging them for I want the new film to be released before anything.
 
After the film is released, I have a feeling we are going to see a huge backlash. The stage has been set... and I want all members to hold strong. Don't let any of this get to you. This is exactly what I have been expecting with regard to the media introduction of TZM and it is long overdue. If it wasn't the AZ shootings it would have been another scapegoat. Just as Wikileaks is now associated with a "rapist"- the Z films and hence the Movement/myself are going to be publicly pegged to "mass murder". This is how the game works and I plan to do a radio show on the history of propaganda in the near future to discuss this historical phenomenon.
 
After the release, I am going to established a large PR campaign for all press interactions from the Movement and TZM is going to explode with interest.
 
 
"First they ignore you, then they ridicule you, then they fight you, then you win."
-- Mahatma Gandhi

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By Admin (from 15/01/2011 @ 12:00:25, in en - Video Alert, read 2191 times)

Programming is understanding.

Kristen Nygaard.

Source: http://lost.co.nz

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By Admin (from 15/01/2011 @ 10:00:29, in ro - Stiinta si Societate, read 1364 times)

 Dorinta omului de a-si prelungi viata i-a insufletit mereu pe urmasii lui Adam. Ajutor ne ofera unele dintre cele mai neinsemnate creaturi de pe Pamant sau mai curand zis... de sub pamant: ramele. Si aceasta dupa ce s-a pus in evidenta faptul ca ele au o gena ce le permite sa traiasca mai mult atunci cand, paradoxal, se afla in pragul inanitiei!

Expertii sunt de parere ca daca vor reusi sa produca un medicament capabil sa activeze o gena similara la om, durata si calitatea vietii ar putea creste considerabil. Cercetarile desfasurate la California's Salk Institute for Biology au demonstrat ca fiintele din regnul animal care au o alimentatie saraca in calorii tind sa traiasca mai mult si mai sanatos.

„Ne-a intrigat faptul ca animalele cu o dieta restrictiva sunt totusi foarte dinamice. Probabil ca atunci cand nivelul de calorii este scazut, organismul reactioneaza intr-un mod original, activand aceasta gena care protejeaza impotriva efectelor negative asupra sanatatii, asociate cu imbatranirea”, spune prof. Hugo Aguilaniu.

Postul - cheia sanatatii perfecte

Ideea ca reducerea cantitatii de alimente consumate, dar adoptarea in acelasi timp a unei diete echilibrate din punct de vedere al aportului de minerale, vitamine si nutrienti, ar putea contribui la prelungirea vietii, nu este noua. Studii desfasurate prin 1930 pe cobaii de laborator au dovedit ca rozatoarele private sistematic de hrana traiau mai mult decat suratele lor, bine alimentate.

Acum insa, pentru prima data, cercetatorii au identificat la viermii nematozi (categorie din care fac parte ramele) gena responsabila de acest fenomen interesant, numind-o pha-4. Ei au gasit totodata o gena similara la om si spera sa o poata activa cu ajutorul unor medicamente de sinteza, pentru a evita limitarile impuse de o dieta stricta. „Daca mananci prea putin, risti sa mori de inanitie. Daca dimpotriva, consumi prea mult, risti sa te imbolnavesti de obezitate, maladii cardiace si alte boli similare.

 Restrictia dietara este o cale de mijloc, foarte eficienta in aceasta problema”, spune Andrew Dillin, de la institutul mentionat. Pana ca oamenii de stiinta sa descopere acest medicament miraculos, unii semeni de-ai nostri au decis sa verifice pe propria... burta efectele reducerii cantitatii de hrana. De pilda, englezul Bob Cavanaugh urmeaza de sase ani un regim alimentar drastic dupa ce i se descoperise un nivel de colesterol „rau” foarte ridicat.

Dupa ce a citit o carte despre restrictiile calorice, s-a decis sa mearga pe acest drum si, in consecinta, din ziua respectiva a inceput sa-si cantareasca absolut toate mesele, calculand cu grija cantitatile de grasimi, carbohidrati, proteine, vitamine, minerale si aminoacizi pe care corpul sau le asimila. In tot acest timp, Cavanaugh nu a mancat decat de doua ori pe zi, dimineata si seara, avand un aport total de 1800 de calorii zilnic. De atunci, nivelul de colesterol s-a redus considerabil, greutatea a scazut la media normala pentru varsta lui si englezul nu a mai fost absolut deloc bolnav in ultimii sase ani, neavand nici macar o raceala!

GABRIEL TUDOR - magazin.ro

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By Admin (from 15/01/2011 @ 08:00:55, in it - Scienze e Societa, read 1772 times)

A 25 km da Torino, nel cuore del Piemonte, dove le colline si aprono per far passare il Po, si incontra il piccolo centro di Castagneto Po, popolato da meno di 2 mila abitanti e distribuito tra i 180 e i 583 metri di quota. Chiamato Casgné dagli abitanti del posto, il paese in provincia di Torino è formato da un nucleo centrale, sul versante meridionale di una collina, e da una costellazione di borgate minori, che si raccolgono intorno ad essa come frammenti di una piccola galassia. Sul versante orientale spicca Genesio, a occidente si vede Cimenasco in lontananza, mentre Ossoli se ne sta alla sommità del rilievo, tutti ad altitudini differenti.

Proprio nella frazione di San Genesio risiede uno dei tesori più preziosi di Castagneto Po, che gli amanti di arte, storia e cultura non possono trascurare. Si tratta della Chiesa di San Genesio, realizzata nei primi anni del Novecento ma affiancata da un campanile romanico dell’anno Mille. Spostandosi nel vero e proprio centro di Castagneto Po si scoprono altri edifici interessanti, come la chiesa parrocchiale di San Pietro Apostolo, realizzata nel XIX secolo in stile neoclassico, probabilmente sostituendo una precedente costruzione del XIII secolo. All’interno non si può fare a meno di alzare gli occhi verso la cupola, ornata da splendidi affreschi, e non sono da meno la maestosa pala d’altare e l’organo a canne dell’Ottocento.

Da vedere anche una schiera di dimore signorili disseminate per il paese, perlopiù abbracciate da parchi incantevoli, popolati da piante secolari. Tra le residenze più eleganti si distinguono la barocca villa Ceriana, eretta nel XVIII secolo, e l’ottocentesca villa Revel, in stile neo-palladiano.

Ad attirare il maggior numero di turisti, tuttavia, sono sempre state le note proprietà benefiche del “Regio Fonte”, una sorgente termale generosa di acque salutari. Temporaneamente chiusa per lavori di restauro, in attesa di riprendere l’attività a pieno ritmo, la struttura termale di Castagneto Po ha da sempre garantito soggiorni rilassanti e confortevoli, immersi in uno scenario accogliente dove la bellezza del paesaggio incontra le strutture più moderne. Le acque, salso-bromo-solforose, si rivelano particolarmente utili per chi soffre di disturbi gastro-epatici.

L’elisir miracoloso non è il solo regalo che la natura ci fa: nei pressi di Castagneto Po, infatti, il paesaggio è una culla irresistibile, pronta ad abbracciarvi e guidarvi lungo i sentieri, i prati e i boschi, alla scoperta di paesaggi incontaminati. Nel 1978 è stata istituita la Riserva Naturale del Bosco del Vaj, con lo scopo di valorizzare il patrimonio faunistico e in particolare per la tutela del faggio, una pianta amante del freddo che qui sopravvive a quote eccezionalmente basse.

A nutrire la natura lussureggiante presso Torino, e a rendere la visita a Castagneto Po ancora più piacevole, contribuisce il clima della zona. L’inverno è una stagione suggestiva, con temperature medie che in gennaio vanno da una minima di -3°C a una massima di 6°C, condita da frequenti nevicate e da un’aria frizzante. In estate le temperature medie aumentano: in luglio, il mese più caldo, si va da una minima di 16°C a una massima di 28°C. Le precipitazioni si distribuiscono nell’arco dell’anno in maniera abbastanza regolare, ma il picco massimo arriva in maggio, quando cadono in media 120 mm di pioggia.

Chi sceglie di visitare Castagneto Po non deve trascurare le manifestazioni locali, ottime occasioni per sperimentare di persona l’ospitalità del luogo e conoscere le tradizioni più genuine. Tra le feste da non perdere c’è la Notte delle Lumere: un tempo veniva chiamata così, in tutto il Piemonte, la notte di Halloween, e ancora oggi, ogni 31 ottobre, si può fare un’escursione notturna nel Parco Naturale della Collina Torinese e festeggiare insieme banchettando.

A proposito di banchetti: un’altra importante manifestazione di Castagneto Po è “Stramangiando”, una rassegna gastronomica organizzata in collaborazione con SlowFood, che si tiene alla fine di settembre e ha lo scopo di far conoscere a tutta l’Italia le specialità della gastronomia locale.

Per arrivare a Castagneto Po si può scegliere tra diverse possibilità. Chi viaggia in auto, daTorino, deve prendere la tangenziale A4/E64, uscire a Aosta/Trafori Padania Superiore e procedere in direzione Torino/Chivasso. A questo punto si imbocca la SS11 verso Torino/Abbadia di Stura, dopo 10 km si prende la A21/E70 verso Piacenza/Brescia e si segue la direzione Tangenziale Milano/Bologna. Dopo 8 chilometri si prende la SP 467R, si attraversa Pratissolo e si svolta a sinistra verso Castagneto Po.

L’aeroporto più vicino, per chi viaggia in aereo, è quello di Torino Caselle, a 35 km circa, da cui si possono prendere gli autobus della Provibus per arrivare a destinazione.

Fonte: ilturista.info

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" Deci sistemul trebuie sa fie corectat, sa nu tiparim mai multi bani si sa-i dam bancilor. Asta nu rezolva problema.

...

Acel "grup" va face tot ce poate pentru a ramine la putere si asta trebuie pastrat in minte.
Vor folosi armata si marina si minciunile sau orice au pentru a se mentine la putere.

Ei nu sint pe cale sa renunte deoarece nu cunosc alt sistem care va perpetua soiul lor. "

Ianuarie 2011

Lansare simultana in 60 de tari - 20 de limbi

ZEITGEIST
Moving Forward

Tranzitia Incepe

 

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By Admin (from 14/01/2011 @ 12:00:05, in it - Scienze e Societa, read 1415 times)

Ad Entracque c’è un legame speciale tra il borgo e il paesaggio: le casette, strette strette tra loro come per scaldarsi a vicenda, sono dei rifugi sicuri contro la forza indomabile della montagna, tane rassicuranti che proteggono dal freddo e dalla neve. Allo stesso tempo, però, sono sculture in armonia col panorama, e sopravvivono da sempre grazie alla natura selvaggia circostante, che attira sul posto innumerevoli visitatori. Entracque è un borgo piemontese di appena 800 abitanti in provincia di Cuneo, incastonato tra i monti come un monile delicato. Dai suoi 904 metri di quota, a 25 km dal capoluogo provinciale, il paese vive ogni anno un incremento notevole della popolazione, che in estate e in inverno raggiunge le 5000-6000 anime, distribuite negli alberghi pittoreschi o nelle seconde case riservate alle vacanze.

Le cose non sono andate sempre così: un tempo la vocazione di Entracque era agricola, grazie al clima alpino che favoriva la coltivazione delle patate e altri prodotti montani. Tra il Settecento e l’Ottocento prese piede l’industria tessile, che venne però abbandonata con l’avvento dell’industria moderna, cedendo il passo a una nuova risorsa economica fondamentale: appunto il turismo.

Una componente fondamentale è il turismo invernale, sviluppatosi sin dall’inizio del Novecento grazie alla vicinanza della Riserva Reale di caccia. Negli anni Sessanta vennero create le piste da discesa del monte Viver e la sciovia cosiddetta “Piccola”, subito affiancata dalla sciovia “Grande”. Il decennio successivo vide l’istallazione di nuovi skilift, e negli anni Novanta tutte le strutture godettero di un ammodernamento esclusivo. Ospitando gare di rilevanza nazionale e internazionale la stazione sciistica ha riscosso un successo sempre maggiore, sino ai risultati attuali: circa 20 km di piste, alcune utilizzate per le competizioni, in parte innevate artificialmente benché l’ottima esposizione garantisca un buon innevamento da dicembre a marzo. Nel 2006 si sono svolti su queste piste i Giochi Olimpici Torino, regalando ulteriore lustro agli impianti di Entracque.

Se visitate Entracque in primavera o in estate non troverete le vette luccicanti di neve, ma una tavolozza di verdi lucenti, nello scenario magico del Parco delle Alpi Marittime: qui potrete intraprendere lunghe passeggiate, pedalate e vere e proprie arrampicate, in un reticolo inesauribile di sentieri di diverse difficoltà. Elemento dominante del paesaggio, riconoscibile anche nel nome del paese, è da sempre l’acqua: l’economia di Entracque si è sempre basata sull’utilizzo intelligente del ricco patrimonio idrico a disposizione, e già nel Seicento lo sfruttamento del torrente Gesso e del Rio Busset serviva ad azionare i mulini e a far funzionare le fabbriche tessili.

A testimoniare il legame indissolubile tra il borgo e le acque ci sono, in paese, numerose fontane, che con le loro forme caratteristiche accompagnano il visitatore in un percorso affascinante attraverso i secoli. In piazza Giustizia e Libertà si legge un’iscrizione, sulla cornice della fontana, datata 1565, ma ci sono tante altre fontane realizzate in vari periodi, che costituivano veri e propri punti di incontro nel centro cittadino. I mascheroni, le decorazioni e le figure fantastiche di questi piccoli monumenti ricordano un mondo magico, artistico e tradizionale che affonda le radici in tempi lontani.

Fu Vittorio Emanuele II, nel 1836, a notare la ricchezza d’acqua nel territorio, e a stabilire nei paraggi del paese la riserva di caccia Savoia e le riserve di pesca. Oggi l’importanza di questo prezioso elemento emerge chiaramente a Valdieri, la vicina località termale, dove strutture moderne e accoglienti sono pronte a regalarvi un soggiorno indimenticabile dominato dal relax e la pace.

Ma la natura circostante regala agli abitanti di Entracque tante altre cose, aldilà delle acque purissime, delle piste da scii e dai panorami mozzafiato del Parco: le montagne sono infatti generose di prodotti genuini, che finiscono sulle tavole locali sotto forma di piatti prelibati, dopo un passaggio nelle mani sapienti delle signore del posto. Particolarmente gustosi sono i formaggi, soprattutto la ricotta e i tomini freschi, ma anche il saporitissimo Castel Ariund, da accompagnare col miele di rododendro o di millefiori. Da assaggiare anche il Brus, una pasta cremosa ricavata dalla ricotta, ottima da spalmare sul pane rustico diEntracque a base di farina di malto. Immancabili le “cuiette”, ovvero gli gnocchi della tradizione, realizzate con i “bodi”, le rinomate patate di Entracque.

A proposito di prodotti tipici: all’inizio di settembre si svolge in paese la fiera della patata, in concomitanza con la festa patronale di Sant’Antonio. Un’altra occasione di festa particolarmente sentita è quella dell’Immacolata, che comprende la degustazione delle prelibatezze locali, i mercatini natalizi e tanta buona musica ad animare le vie cittadine.

Ad incorniciare il tutto c’è un clima piuttosto piacevole, mite tutto l’anno, senza sbalzi eccessivi di temperatura o valori estremi. Le temperature medie del mese più freddo, gennaio, vanno infatti da una minima di 2°C a una massima di 5°C, mentre in luglio e agosto si passa dai 17°C ai 27°C. Le precipitazioni sono scarse in estate, infatti a luglio cadono appena 43 mm di pioggia, ma si presentano con più frequenza in primavera, quando cadono in media 110-120 mm di pioggia mensili.

Per raggiungere Entracque si possono valutare diverse possibilità. Chi viaggia in auto dovrà percorrere l’autostrada Savona-Torino, uscire a Cuneo e proseguire per Entracque passando da Borgo San Dalmazzo. Chi sceglie il treno dovrà scendere alla stazione ferroviaria di Cineo, sulle linee Torino-Cuneo o Genova-Cuneo, e raggiungere la meta con gli autobus della Nuova benese. Gli aeroporti più vicini sono invece quelli di Cuneo Levaldigi e di Torino Caselle, rispettivamente a 44 km e 148 km circa.

Fonte: ilturista.info

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By Admin (from 14/01/2011 @ 10:00:33, in en - Video Alert, read 1445 times)

While treating a patient, J.D. realizes that he knows very little about Carla, her personal life and her feelings and asks her about it, but Carla tells him she doesn't usually open up to people because the would think she is crazy. Eventually she opens up to J.D., revealing all her insecurities, including that she thinks Turk and Bonnie Chang (Turk's rival surgeon) have something going on together when she watches them taunt each other. J.D. thinks that it is ridiculous and tells Turk about it, who accidentally lets slip to Carla that J.D. betrayed her and told him. Carla gets furious at J.D. and refuses to ever trust him again, as well as telling a hot nurse about J.D.'s secret (that he swaps her shifts to suit him).

 

Turk brags to Bonnie

 

Meanwhile, Bonnie is being picked for better and more surgeries that Turk and is taunting Turk about it. But then Dr. Kelso picks Turk over Bonnie to come on the "Doctors Without Borders" program with him and Turk gets his own back on Bonnie by taunting her. But his tauntings are cut short when Dr. Wen reveals that he was only picked over Bonnie (even though Dr. Wen recommended her) because she is a girl and Dr. Kelso is a sexist. When Dr. Kelso admits this, Turk allows Bonnie to go on the program instead but she refuses and makes fun of Turk further so he decides to let Todd go on the trip instead because he knows he would spend the whole trip thinking about Bonnie being better than him.

 

Elsewhere, Elliot tries to get noticed by and get more of a relationship with Dr. Cox and repetitively tries to have a conversation with him and he eventually allows her to help him: by giving all the patients the bad news on behalf of him, but Elliot soon finds the sadness to overwhelming for her and forgets about Dr. Cox and his new found respect for her, and puts her happiness first.

Read more: http://scrubs.wikia.com/wiki/My_Big_Mouth#ixzz14hfOMoV8

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By Admin (from 14/01/2011 @ 08:00:40, in ro - Observator Global, read 1606 times)

 Suntem oare noi, oamenii, „cobaii de lux” ai unui experiment genetic de amploare cosmica? O asemenea idee, desigur, ar putea starni suspiciuni, zambete ironice, indignare, cei mai multi dintre semenii nostri aruncand-o pe seama unor elucubratii puerile si stupide, cel mult demne de un roman science-fiction de slaba factura. Ce ne facem insa atunci cand sustinatorii excentrici ai ipotezei vin in fata noastra cu potentiale dovezi palpabile?

Boala sau o „moda” bizara?

In diverse locuri din lume, au fost descoperite schelete sau mumii ale unor fiinte humanoide, insa avand caracteristici extrem de bizare. La Muzeul de Istorie Naturala din Uberaba (Brazilia) exista o mumie de origine necunoscuta. Administratorii muzeului cred ca a fost adusa din Egipt, singurul argument fiind forma craniului, cu volumul de circa doua ori mai mare decat unul normal. Or, in Egiptul antic, apare clara o stranie moda: deformarea voita a craniilor unor membri ai familiilor faraonilor.

Mumia de copil din Brazilia prezinta si alte anomalii, cum ar fi cele cate sase degete la fiecare picior. Cei mai rationali cercetatori se refera totusi numai la cap, considerand ca e vorba despre hidrocefalie: raspandirea de lichid cefalo-rahidian in ventriculele cerebrale, fapt ce genereaza o presiune marita in craniul copilului si implicit intarzierea osificarii si „dilatarea” pana la monstruos a capului.

Fiinte cu capete duble

Muzeul din Piatigorsk (Caucaz) gazduieste si el cranii in forma de ou, datand din sec. III-IV d.Chr., aici fiind vorba despre o practica ale carei motive nu se cunosc, desi raspandita pe tot globul si avand o vechime de peste 20.000 de ani! Mese stranse, placute de lemn si chiar leagane speciale se foloseau pentru deformarea craniilor inca neosificate ale copiilor.

Asemenea ciudatenii s-au mai descoperit de altfel in America de Sud, in Asia, in Europa (Norvegia si Franta) etc., ceea ce nu poate fi o simpla coincidenta, ci mai degraba un mimetism. Dorinta de a semana cu un model de esenta superioara - cred unii cercetatori – dar cine sau ce sa fie aceasta entitate? O incercare de sistematizare a informatiilor a facut Robert Connolly si prima constatare socanta se refera la capacitatea cerebrala: la Homo sapiens, 1250-1380 cm3; la humanoizii necunoscuti, intre 2600-3200 cm3. Cum sa explicam uriasa diferenta?

Copilul venit din stele

Connolly identifica patru tipuri diferite de cranii deformate. Cel in forma de con nu ar fi obtinut in mod artificial si deci ar apartine unei specii diferite de genul Homo. La fel, cel asemanator unui dovleac alungit. Tipul J e si mai ciudat, avand orbitele oculare cu 15% mai mari decat la omul normal.

Tipul M are cei doi lobi globulosi ai craniului totalmente disproportionati, cu volumul aproximativ dublu fata de normal. Deocamdata insa nu exista argumente suficiente pentru a orienta ipotezele catre „pista extraterestra”. O face totusi cercetatorul Lloyd Pye, in celebrul caz „Starchild”, un craniu de copil in legatura cu care bizareriile se tin lant. Analizele anatomice ar indica o vechime de circa 6 ani a acestuia, insa datarea cu C14 „proiecteaza” vestigiile la 900 de ani in urma! Absolut anormala e si rezistenta osului, de doua-trei ori mai mare decat la om, craniul respectiv avand in plus, in structura, niste fibre microscopice rosiatice, de origine necunoscuta.

Ipoteza hibrizilor extraterestri

La 10 saptamani dupa introducerea intr-un dizolvant pentru oase, un fragment din craniul „copilului stelelor” a ramas intact, pe cand un os de om adult se dizolva intr-o saptamana. Volumul depaseste si el cu circa 50% dimensiunile normale, desi e cu 50% mai usor, astfel ca unii experti s-au intrebat daca e vorba chiar despre un copil.

Ochii acestuia erau insa considerabil mai mici si in forma de „taietura”, urechea externa pare sa fi lipsit, iar gatul era cu 30-50% mai subtire decat cel uman, partea inferioara a fetei extrem de redusa si sinusul inexistent. Totusi, testele ADN efectuate dupa 1999 au adus elemente cu-adevarat senzationale. ADN-ul copilului este un amestec de la... cel putin trei persoane diferite, ceea ce indica grave contaminari prin manipulari genetice.

In alta ordine de idei, s-a demonstrat ca „Starchild” a avut o mama umana, dar partenitatea prezinta particularitati imposibil de descifrat. De aici, o teorie complexa privitoare la faptul ca rasa umana e un produs de hibridare obtinut de fiinte extraterestre care ar fi facut din Terra un imens laborator de experimente genetice. Sugestii in acest sens ar exista si in Biblie, dar si in traditiile diferitelor culturi. Prin urmare – de fapt, cine suntem noi?

ADRIAN-NICOLAE POPESCU - magazin.ro

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