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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
By Admin (from 31/07/2010 @ 14:50:05, in it - Video Alerta, read 1486 times)

Il 2008 ha segnato un traguardo invidiabile per molti, il 50esimo anniversario della creazione dei Chipmunks, venuti fuori dall’inventiva eccellente di Ross Bagdasarian Sr, un musicista e compositore che, negli anni prima del fatidico 1958, si arrangiava per quanto poteva.

La prima canzone dei Chipmunks (i quali avrebbero avuto questo nome in seguito) “Witch Doctor” è stata realizzata da Bagdasarian utilizzando una semplice tecnica per la voce. Ha rallentato la velocità di registrazione e ha registrato i testi con una voce lenta e bassa, per poi suonarla a velocità regolare. Da questa tecnica sono nate le voci di Alvin, Simon e Theodore, nomi presi dai tre dirigenti dell’etichetta Liberty Records, con la quale il musicista aveva firmato un contratto.

Questo è il secondo capitolo dopo il film del 2007, che ha ottenuto ottimi consensi.
In Alvin Superstar 2 fanno la loro comparsa le Chipettes, che divideranno il palcoscenico, oltre che le avventure, con i Chipmunks. Durante un concerto Alvin, per mettere in risalto la sua performance, dà luogo a una catena di eventi che spediscono Dave all’ospedale. Nel periodo in cui l’uomo sarà assente, i tre Chipmunks si ritroveranno a frequentare la scuola. Toby, il cugino di Dave, si prenderà cura di loro.
La vita scolastica non è delle più semplici, i tre fratelli vengono presi di mira da alcuni bulli, e sottoposti a numerosi scherzi.

Ciò che li metterà più in difficoltà sarà il protagonismo di Alvin, che si unirà alla squadra di football, abbandonando Simon e Theodore durante il Music Mania. Alvin troverà il modo per riparare al danno e ad aiutare le nuove arrivate, le Chipettes.

I Chipmunks sono diventati da tempo un fenomeno globale che è riuscito a catturare più generazioni. Non solo le canzoni, ma poi la serie d’animazione degli anni ’80 e i gadgets realizzati hanno creato appassionati in tutto il mondo.

Le loro avventure divertenti e fuori dal comune, le scelte musicali e l’appeal di Alvin hanno reso i Chipmunks un fenomeno straordinario.
Il film contribuisce, se ancora ce ne fosse bisogno, a far conoscere alle nuove leve (i bambini) questi simpatici personaggi e riportare i loro genitori un po’ indietro nel tempo, facendo gustare un veste nuova in cui vederli.

Ciò che caratterizza il film, oltre alla vena umoristica, sono le tematiche presenti, come il rapporto fraterno, che rischia di venire meno. La regista Betty Thomas dà vita alle piccole incomprensioni che ci possono essere all’interno di un nucleo familiare affiatato come il loro e quando il più indifeso, Theodore, si trova in difficoltà, gli altri due sono pronti a tutto pur di aiutarlo. L’individualismo di Alvin viene superato dal grande affetto che li lega e, nel momento in cui rischia di perderlo, si rende conto di cosa sia veramente importante.
L’essere uniti e parte di una famiglia affettuosa li rende ciò che sono ora.

Un aspetto che la sceneggiatura mette in evidenza sono le vicissitudini scolastiche in cui un allievo può incorrere: l’appartenenza o meno a gruppi ristretti che identificano la persona, le pressioni del bullismo, gli scherzi e le prese in giro, di contro la popolarità quando si ha carisma o fascino, o fama (Alvin è riconosciuto dalle compagne come il leader del gruppo musicale). Tutte situazioni che generano ilarità, ma anche identificazione e spirito di rivalsa e che ricordano i film americani per adolescenti degli anni ‘80.

Un altro elemento divertente e di gusto sono le citazioni cinematografiche di film amati e conosciuti come “Taxi Driver” e “Il silenzio degli innocenti”, battute famose sempre pertinenti al testo e ben integrate.
La musica gioca un ruolo non da poco, complessivamente ci sono quindici brani in cui si spazia da Alicia Keys a Beyonce, a Pink, e come meglio concludere la storia se non con “We are Family”.
È un film pieno d’ilarità, per i più piccini e per i nostalgici e appassionati di tutte le età. ( Fonte: cinemalia.it)

Autore della recensione: Francesca Caruso

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C’è una statuetta di quaranta centimetri in giro per il mondo che racchiude segreti e intrecci tra massoneria, ‘ndrangheta e pezzi del Vaticano. Un crocifisso ligneo, ricercato oggi dall’antimafia di Reggio Calabria, sparito da più di un anno, custodito - racconta a mezza bocca qualcuno - nei depositi di qualche banca newyorkese. Non un pezzo qualsiasi, c’è chi giura che si tratti di un Michelangelo. Anzi, di più, potrebbe essere la chiave per scoprire il “Codice Michelangelo”, il segreto nascosto per secoli, capace di riportarci alla sapienza degli antichi greci, unendo umano e divino attraverso simboli esoterici. O meglio ancora, “il Cristo di Michelangelo”, una sorta di Santo Graal della storia dell’arte, un simbolo po’ fiabesco che appassiona esperti da decenni. Un pezzo unico, ben differente da un altro crocifisso più famoso, acquistato dal ministro Bondi un anno e mezzo fa, che molti esperti - ad iniziare dalla professoressa Paola Barocchi, della Normale di Pisa - ritengono un falso.

Ma perché l’antimafia cerca questa preziosa statuetta giramondo?
Andiamo con ordine. È il 31 marzo del 2009. Nella sala Pio XI dell’università Lateranense di Roma si presenta un composito gruppo di esperti. C’è il rettore, monsignor Fisichella, c’è il gesuita Heinrich Pfeiffer, docente della Gregoriana e considerato uno dei massimi esperti di arte sacra e soprattutto di Michelangelo. C’è poi un signore distinto, alto, elegante e sorridente, Angelo Boccardelli, segretario della Fondazione dedicata all’ex ambasciatore di San Marino Giacomo Maria Ugolini, morto nel gennaio del 2006.

Da qualche anno Boccardelli gira per il mondo con una valigia scura, rigida, dove custodisce questo crocifisso ligneo. Racconta che arrivò dal Libano durante la guerra civile dei primi anni 80, da un seminario della chiesa cattolica di rito greco melkita, salvato dall’uomo cui è dedicata la Fondazione, l’ambasciatore Ugolini (che all’epoca rappresentava la repubblica del Titano in Giordania ed Egitto).

Angelo Boccardelli ha ricevuto le chiavi della fondazione nel 2006, dopo la morte di Giacomo Maria Ugolini, insieme all’ex ufficiale della marina militare italiana, Giorgio Hugo Balestrieri. Quest’ultimo è un toscanaccio di Livorno, dalla battuta facile, che si occupa negli Usa - sua nuova patria dal 1980 - di sicurezza e industria militare. In Italia lo ricordano come uno degli ex affiliati alla P2, con un ruolo tutt’altro che marginale. Secondo una informativa del Sisde del 1982, Balestrieri faceva parte anche del “Comité Montecarlo”, la loggia coperta mai del tutto chiarita.

L’incontro alla Lateranense era l’ultima tappa di un tour mondiale del crocifisso. Argentina, Messico, Nicaragua e - appuntamento principale - New York, dove Balestrieri è vice presidente del Rotary Club. Conferenze, cene, incontri organizzati per annunciare al mondo quella piccola opera di Michelangelo, chiave di volta - secondo le loro parole - della storia dell’arte del ’500. Ma è l’incontro alla Lateranense che deve sancire per il gruppo quella che è una vera e propria benedizione. Non ci sono i grandi esperti accademici, ma persone decisamente influenti: oltre ai già citati monsignor Fisichella e il gesuita Pfeiffer, sul tavolo dei relatori siedono il ministro della cultura di San Marino Romeo Morri e il giornalista Andrea Pamparana. E il titolo dell’incontro, “Il pensiero cristologico del Cardinale Cusano realizzato da Michelangelo Buonarroti”, non lascia spazio a dubbi sull’autenticità del pezzo.

Tutto, però, cambia poco meno di nove mesi dopo la presentazione alla Lateranense, e precisamente il 22 dicembre dello scorso anno, quando i Ros entrano nella sede della Fondazione Ugolini, il lussuoso albergo Villa Vecchia di Monte Porzio Catone, e arrestano Cosimo Di Virgilio, imprenditore legato per i magistrati dell’antimafia alle cosche della piana di Gioia Tauro. Scattano le manette anche per Angelo Boccardelli, mentre Giorgio Hugo Balestrieri si rende irreperibile, rimanendo senza grandi problemi al suo posto nel Rotary Club di New York.

Per tutti l’accusa è pesantissima, associazione mafiosa e legami con la ’ndrangheta: per la Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria la Fondazione era uno dei terminali imprenditoriali della ‘ndrina dei Molé di Gioia Tauro. E, tra l’altro, facilitava il riciclaggio dei soldi arrivati dall’importazione clandestina di merce cinese nel porto calabrese.

Tra i beni che i carabinieri sequestrano nella sede della fondazione non c’è, però, la statuetta del Cristo: si è volatilizzata.
Oggi il Pubblico ministero della Dda di Reggio Calabria Roberto Di Palma conferma che anche la giustizia si è messa alla caccia del crocifisso, una sorta di totem per questa congrega, cresciuta attorno ad un ambasciatore decisamente influente.

«Ugolini era capo della massoneria di rito scozzese di San Marino», racconta Heinrich Pfeiffer, il gesuita che assieme a monsignor Fisichella presentò il Cristo alla Lateranense. Il quale, per far comprendere la capacità di relazione di alto livello del gruppo, aggiunge che Ugolini era - così potente che «quando Berlusconi è andato in Medio Oriente, si è consigliato prima con lui».

Un nome, quello di Giacomo Maria Ugolini, già apparso prima che la Dda si interessasse all’albergo di Monte Porzio Catone tra le carte dell’inchiesta “Somaliagate” del Pubblico ministero Henry John Woodcock.

Era il 2006 quando Woodcock, all’epoca sostituto procuratore a Potenza, ipotizzò l’esistenza di stretti legami tra massoneria, Vaticano e servizi deviati. Alcuni testimoni parlarono di un falso crocifisso di Michelangelo che era stato al centro di un passaggio di 380 mila euro tra monsignor Camaldo, cerimoniere di papa Ratzinger, e l’ambasciatore Ugolini, che poco dopo morì lasciando tutto, come abbiamo visto, in mano al suo segretario Boccardelli. Ed è probabile che si trattasse della stessa statua che in realtà era apparsa in pubblico per la prima volta nel 2001 sulla rivista Il volto dei volti di Cristo pubblicata da un centro studi diretto dal cardinal Angelini. Con una scheda curata proprio da padre Pfeiffer. O, chissà, forse era un’altra statuetta ancora e questa è una incredibile coincidenza.

Legami, amicizie, rapporti ancora da chiarire, con al centro la Fondazione e l’albergo di Monte Porzio Catone nelle cui stanze rinascimentali passavano in tanti, raccontano fonti che chiedono l’anonimato. Prelati di rango, ricordano, come don Pierino Gelmini, nominato alla fine degli anni 80 - alla presenza dell’ambasciatore Ugolini - esarca della chiesa greco melkita e grande amico del premier Silvio Berlusconi.

Resta da capire perché tra Monte Porzio Catone, la Calabria, San Marino e le vie di New York, si intrecciassero legami massonici e interessi delle cosche di Gioia Tauro, tra una cena a lume di candela e un seminario sul “codice Michelangelo”. Conferenze che - ma questa è un’altra storia ancora - avevano come sponsor l’Eutelia, l’azienda travolta pochi giorni fa da un’inchiesta che ha portato all’arresto di otto manager con l’accusa di bancarotta fraudolenta.

Fonte: Unita.it

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Le immagini pubblicate da Repubblica sono inequivocabili. Ma non raccontanonulla di nuovo: in alcuni locali di Milano scorrono fiumi di droga, si sa. Oggi l'Hollywood e il The Club sono stati chiusi e cinque persone sono finite agli arresti domiciliari. Ci sono poi altre 19 persone che risultano indagate.

Le indagini hanno seguito in particolare due filoni come leggiamo su Repubblica:

- vendita e consumo di cocaina all'interno delle aree riservate delle due discoteche e frequentate da vip e imprenditori

- presunte mazzette a funzionari e dirigenti degli enti predisposti alla cessione di licenze dei locali e ai relativi controlli

E' gravissimo che stavolta in tutta questa storia, più che star e starlette, siano coinvolti funzionari pubblici di Comune e Regione. Sono stati arrestati Aldo Centonze, dipendente dell'ufficio del demanio del Comune di Milano, Rodolfo Citterio, membro della commissione comunale di vigilanza sui locali e presidente del Sindacato dei locali da ballo (Silb) e Emiliano Bezzon, ex comandante della polizia locale di Milano, accusato di abuso d'ufficio e rivelazione di segreto d'ufficio.

Come riporta il Corriere in una intercettazione quest'ultimo avrebbe parlato con Citterio e gli avrebbe chiesto di fargli sapere "quali sono i locali dove si spaccia, in modo da intervenire con un blitz delle forze dell'ordine". Inoltre Centonze e una decina di dipendenti e funzionari del Comune e della Regione Lombardia (indagati) si sarebbero sia attivati per far aprire o per impedire la chiusura di alcuni locali milanesi, ma avrebbero anche avvertito i gestori che ci sarebbero stati dei controlli. A volte i sopralluoghi venivano anche posticipati per permettere alle discoteche di effettuare i lavori necessari per essere in regola.

Il tutto sempre dietro pagamento di presunte mazzette. L'inchiesta, coordinata dal pm di Milano Frank Di Maio, è nata da uno stralcio di "Vallettopoli".

 

Come leggiamo su Repubblica tra i destinatari delle ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari ci sono Davide Guglielmini, Alberto Baldaccini e Andrea Gallesi, che sono tutti amministratori e soci delle societàVimar Srl e BeB and Company Srl.

I tre sono accusati di aver agevolato il consumo e la vendita di cocaina. A provarlo ci sono i filmati delle microcamere piazzate dagli investigatori per filmare il via vai dei bagni. Nell'ordinanza compare anche la testimonianza della showgirl Belen Rodriguez, che avrebbe raccontato:

"È notorio che all'Hollywood circoli cocaina, un po' come in altri locali, e mi è capitato anche domenica scorsa di vedere all'interno del bagno esterno al privè tre ragazze cubane che assumevano cocaina. Ho fatto uso di cocaina insieme a Francesca Lodo, a casa sua, solo due volte nei primi giorni di gennaio 2007. In entrambe le occasioni la droga me l'ha data Francesca. Non so dove Francesca la prenda, ma sono certa del fatto che ne fa assai uso. Lei mi invitava spesso ad andare nei bagni dell'Hollywood, le domeniche sere in cui stavamo insieme con tutti i componenti del gruppo Lele Mora, ma io non la seguivo perché temevo l'effetto della cocaina"

Nel corso delle operazioni sono stati controllati anche il Just Cavalli, il The Beach e l'Hollywood Bar di via Vittor Pisani, che sono gestiti dalle stesse società di Hollywood e The Club.

Fonte: milano.blogosfere.it

WIE VAN DE DRIE

Daisy Larissa Sarah
Daisy | Larissa | Sarah
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By Admin (from 30/07/2010 @ 11:49:18, in it - Video Alerta, read 1386 times)

Alcuni fumetti riescono a raccontare la realtà di un paese meglio di qualsiasi saggio o romanzo. Č il caso, secondo il Guardian, del manga La leggenda di Koizumi, da cui è nato un cartone animato che sta per essere diffuso anche in occidente.

Il manga, disegnato da Hideki Owada, ha per protagonista Junichiro Koizumi, primo ministro giapponese tra il 2001 e il 2006. In questa trasposizione fantascientifica e ironica della politica giapponese, Koizumi viene presentato da Owada come l’ultimo eroe giapponese. Il primo ministro risolve alla maniera dei grandi supereroi occidentali le grandi controversie planetarie affrontando e sconfiggendo, grazie a tecniche mahjong, personaggi come il corrotto Kim Jong-Il e “Papa Bush”.

Il successo, anche internazionale, di questo manga, sta nella sua capacità unica di raccontare la cultura e la mentalità nipponiche meglio di qualsiasi romanzo giapponese contemporaneo. Č la dimostrazione delle capacità espressive dei manga.

Nella Laggenda di Koizumi c’è molto del Giappone di oggi: la convinzione che la politica non sia altro che un gioco tra ego in lotta tra di loro; o come anche il complesso di inferiorità dei giapponesi nei confronti del resto del mondo e il forte nazionalismo della popolazione.

“Ma non solo: per vincere, Koizumi non si fa problemi a barare. Proprio come il paese che rappresenta, piccolo e sprovvisto di risorse naturali ma capace di comunque di sopraffare le grandi potenze”. Ma soprattutto, questo manga testimonia il senso di tristezza che pervade oggi il Giappone e la volontà dei suoi cittadini di trovare un nuovo supereroe al quale aggrapparsi. ( Fonte: www.internazionale.it)

Redazioneonline- Cinema e Spettacoli

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By Admin (from 30/07/2010 @ 10:49:45, in it - Osservatorio Globale, read 1962 times)

 Noam Chomsky è uno dei pochi grandi intellettuali che non hanno mai rinunciato ad essere coscienza critica della società occidentale.

Per oltre trent'anni le sue opinioni e i suoi giudizi, sempre attenti a cogliere l'essenza delle cose dietro l'apparenza della realtà, hanno sensibilizzato un crescente interesse del pubblico verso la reale natura del potere. Fin dagli anni '60 è sempre in prima fila nelle lotte della sinistra radicale americana.

Noam Chomsky è nato nel 1928 negli Stati Uniti. Ha rivoluzionato gli studi linguistici con la teoria generativista che ha avuto fondamentali ricadute nell'ambito della ricerca psicologica, logica, filosofica. Attualmente insegna nel Department of Linguistic and Philosophy del Massachusetts Institute of Technology [MIT].

 
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By Admin (from 30/07/2010 @ 10:45:00, in en - Video Alert, read 1404 times)

Summary:


George tries to break up with his girlfriend, Maura, only she doesn't agree. Jerry has purchased cuff links worn by Jerry Lewis in Cinderfella. He plans to use them as a conversation starter with Lewis when he goes to an upcoming roast at the Friar's Club. Having the same first name isn't enough. A man of mystery that she has met intrigues Elaine. Jerry suggests that perhaps he is a super-hero. With robberies occurring in the building, Kramer has obtained a strongbox to hold his valuables. He needs to find a place to hide his key. A place that no one knows, except him. His first place doesn't work. George lays out all of the reasons that they should be officially broken up, Maura still doesn't agree "to turn the key." Elaine gives up on her mystery man when he runs from a woman that Elaine deduces is his wife. She returns to Jerry's apartment to find that his intercom is broken. So she shouts to him from the street, about the mystery man, while she waits for the opportunity to get into his building. Jerry inspects his intercom, only to find Kramer's strongbox key hidden inside. Kramer hides his key again. Jerry finds the key again and decides to go down to let George in. While downstairs, a neighbor who's forgotten his key and is unknown to Jerry asks to be let in. Jerry denies him entry. Elaine goes to the mystery man's shabby apartment and discovers he is poor and on welfare. The woman he ran from is his welfare caseworker. Jerry discovers the keyless neighbor, does in fact live in his building, on the 5th floor in apartment 5E (!) right next door to Kramer. Elaine tells Jerry about her mystery man's super powers. George decides that cheating on Maura might be his ticket out. Kramer lets Phil, Jerry's "new" neighbor, keep his parrot in the hallway. Kramer also hides his key at Phil's. Glenn, the mystery man, takes Elaine on a date in the alley. Jerry needs his cufflinks for the roast, only to find out that Kramer has locked them in his strongbox. The key to the strongbox was hidden in the parrot's food dish, only now the parrot is dead (from food poisoning) and buried in a pet cemetery. George tries getting caught with the other woman, only both women agree that they can work with George through this incident. Elaine discovers that Glenn is, in fact, married. Kramer and Jerry go to the pet cemetery to exhume the key, his neighbor catches only Jerry. George asks what's in the cooler (strongbox) as he easily opens it up.

Source: sidereel.com

Source: watch-seinfeld-online.com

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La gran bretagna conferma per il 2011 gli incentivi alle auto elettriche e alle ibrideDavid Cameron benedice le auto elettriche e conferma gli incentivi anche per le auto ibride da gennaio 2011 e che dureranno fino a marzo 2012. Lo ha annunciato il nuovo segretario ai trasporti Philip Hammond.


Dunque, agevolazioni per un massimo di 5000 sterline che pesaranno alle casse dello stato per 43milioni di sterline, circa 60 milioni di euro.

E per favorire la diffusione delle auto elettriche e degli ibridi plug-in sono state investite sostanziose risorse per mettere in piedi la rete di distribuzione. A Londra, Milton Keynes e nor est dell’Inghilterra saranno disponibili entro fine anno 11mila colonnine elettriche per la ricarica. A seguire sarà coperta poi l’intera Gran Bretagna.

Fonte: ecoblog.it

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By Admin (from 29/07/2010 @ 15:30:14, in it - Osservatorio Globale, read 1270 times)

Siamo alla resa dei conti. Dicono. Ore 19.00, stasera. Ufficio di Presidenza Pdl. Fini ed i Finiani, dentro o fuori. In quel vertice, può accadere di tutto.

Gianfranco Fini
 ha appena chiesto al Cavaliere di deporre le armi. Un no secco, la risposta del Premier, oramai è tardi, la tua è una trappola. Il Santo Papi non perdona. L'espulsione è proprio lì, a poche ore di distanza, sarebbe già pronto un documento di "censura politica", così lo chiamano: Fini, Bocchino, Granata, Briguglio, ora basta, quelle teste devono cadere. C'è chi parla di campagna acquisti - "Fini è finito, ora comprerò tutti i suoi uomini", sbottava il Premier ad aprile - chi di imminenti elezioni anticipate, Berlusconi si è insomma deciso, la metastasi va asportata, con qualunque mezzo. Sia chiaro, può pure finire tutto a tarallucci e vino (probabile), ma sta di fatto che l'apparato mediatico papale è scatenato, affila i bisturi, prepara lacci emostatici e disinfettante e morfina base, quello di Feltri e Belpietro (e non solo) è un attacco simultaneo: si va daicalzoncini corti di Italo Bocchino ai cognati di Gianfranco Fini passando per traditor Granata, se serve con l'aiuto postumo di Oriana Fallaci e di Giorgio Almirante, pagine e pagine di delegittimazione sistemica perfetta per frollare dinnanzi all'opinione pubblica le decisioni del Partito, che potrebbero essere pesantissime. Le reazioni all'epurazione di chi chiede legalità e democrazia all'interno del Pdl, anche se a scoppio ritardato, potrebbero essere ... beh, fate voi, da qui il martellamento giornalistico degli ultimi giorni.

In ogni caso ci siamo. Il Parlamentare Pdl Giuseppe Ciarrapico non ha dubbi sulla determinazione del Cavaliere, e ai giornalisti di Liberorivela: "Stavolta Berlusconi sta a cazzo dritto" (cito testualmente), non farà sopravvissuti. "Ci sono rimasto malissimo quando ho scoperto che Bocchino era un deputato e non un punto del nostro programma", scherza a poca distanza il Cavaliere, questo per dirvi del clima che si respira in Transatlantico.

In realtà potrebbe essere molto ma molto difficile cacciare i dissidenti finiani, ed in particolare l'ex leader di An, essendo uno dei fondatori del Pdl. Fini compare in quell'atto notarile firmato il 27 febbraio 2008, assieme ad altri 9 nomi, tra cui spiccano Berlusconi, Bondi e Verdini. E stando alle parole di un notiaio interpellato da Libero, quello statuto non prevede "né il recesso, né l'esclusione", "in soldoni nessuno può cacciare nessuno". Ma sappiamo bene di chi stiamo parlando, di uno che ha stracciato senza troppi problemi l'articolo 3 della Costituzione Italiana, pur di trincerarsi in impunità, e diosolosa cosa potrebbe fare con lo statuto del proprio Partito. Ore diciannove.
 
Autore: Wil; Fonte: nonleggerlo.blogspot.com
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Il 31enne spagnolo che ha subito il primo trapianto completo di faccia al mondo è stato dimesso e ha fatto la sua prima comparsa in pubblico.

All'ospedale di Barcellona Vall d'Hebron, durante una conferenza stampa, l'uomo, conosciuto semplicemente come Oscar, ha voluto ringraziare l'anonimo donatore e l'equipe medica che ha effettuato l'operazione. "Vorrei ringraziare tutto il team medico, la famiglia del donatore e soprattutto i miei familiari per il sostegno che mi hanno dato fino alla fine".

Il volto di Oscar era stato distrutto da colpi d'arma da fuoco esplosi accidentalmente cinque anni fa. L'operazione era stata effettuata in marzo sotto la supervisione del chirurgo plastico Joan Pere Barret. Il percorso di Oscar, pero' inizia qui. Ha bisogno di fisioterapia estensiva, terapia del linguaggio e altre operazioni nei prossimi mesi, ma alla fine dovrebbe recuperare l'80-90% delle sue funzioni.

Il trapianto è il piu' completo portato a termine fino ad oggi: ha riguardato tutta la pelle e i muscoli, il naso, le labbra, la mascella superiore, tutti i denti, il palato, gli zigomi e la mandibola, cosi' come il sistema lacrimale.

Fonte: Tio.ch - Foto apertura: Keystone / AP Davis Ramos

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By Admin (from 29/07/2010 @ 12:48:25, in it - Video Alerta, read 1066 times)

Il regista rumeno Radu Mihaileanu si è cimentato nel portare sul grande schermo una storia molto personale, nella quale grazie all’amore per la musica si ricongiungono i fili di una matassa smarriti trent’anni prima.
Andreї Filipov è stato un grande direttore d’orchestra all’epoca di Brežnev, oggi lavora nel medesimo teatro come uomo delle pulizie.

Una sera, mentre pulisce l’ufficio del direttore, casualmente si imbatte in un fax indirizzato alla direzione del Bolshoi. Il Théâtre du Châtelet invita l’orchestra a suonare a Parigi. Andreї distrugge immediatamente il fax e gli salta in mente un’idea, che va fuori dagli schemi: ricreare l’antica orchestra che dirigeva, presentarsi a Parigi come l’orchestra ufficiale del Bolshoi e portare in scena Čajkovskij, Concerto per violino e orchestra, portando così a termine il concerto interrotto trenta anni prima. Andreї e il suo miglior amico Sacha iniziano a reclutare i vecchi e i nuovi amici, trovando anche l’aiuto dei gitani, che gli procurano gli strumenti musicali mancanti e i passaporti. L’uomo sceglie come violino solista Anne-Marie Jacquet, dietro la quale si nasconde un segreto riguardante le sue vere origini. Il giorno del concerto arriva e sarà l’occasione per ritrovarsi e recuperare un passato mai dimenticato.

L’intento del regista è stato quello di conferire al film l’animo e il temperamento slavo, nel quale si tende a superare i propri limiti e confini nel modo di essere artisti. Non c’è la paura di manifestare e descrivere le emozioni, ci si sente liberi di esprimerle senza vergognarsi di ciò che si prova. Riprodurre la vita esaltandola in tutte le sue sfumature è questo ciò che Mihaileanu ha voluto conferire alla storia, ai suoi personaggi.
Un peculiarità della poetica di Radu Mihaileanu che ritroviamo in questo film è il tema dell’impostura positiva, come in precedenza in “Vai e Vivrai” (2005), per esempio. Qui Andreї e i suoi amici si spacciano per gli orchestrali del Bolshoi per realizzare un sogno interrotto tempo prima. Il fatto di camuffarsi è anche parte delle origini ebree del regista, il cui padre, durante la guerra, dovette cambiare cognome per sopravvivere.

Il regista nel raccontare piccole storie delinea con accenni delicati la Storia, è un film contro tutti i regimi dittatoriali.

Il film parla dei rapporti che si instaurano tra il singolo e la collettività, se non c’è armonia e intesa tra le due parti non si raggiunge il benessere di entrambi, bisogna essere complementari, come tra l’orchestra e il violino solista del film.

Il tema che sta alla base è quello di ritrovare la dignità umana che si è perduta e ritrovare la volontà di reazione a chi vuole mettere il proprio simile in ginocchio. I vari personaggi cercano innanzitutto di ritrovare l’autostima e poi di rimettersi in piedi, e di raggiungere “l’armonia suprema” anche solo per il tempo di un concerto, per dimostrare a se stessi di essere ancora degli esseri umani, che possono essere stati sconfitti una volta, ma non per questo sono finiti.

Mihaileanu mescola l’umorismo con la tragedia, interessato a stabilire questo tipo di dialogo. L’umorismo che preferisce è quello in reazione alla sofferenza e alle difficoltà. Tutti i personaggi del film trovano la forza di portare a termine ciò che si sono prefissati, grazie all’ironia che li connota.

La musica ricopre un ruolo fondamentale, lo si evince già dal titolo, per il cineasta la musica è energia, è dentro ognuno di noi ed è parte integrante delle nostre vite, inoltre è un linguaggio universale che arriva a chiunque, comprensibile da tutti. Parlare lingue diverse può risultare difficile nel rapportarsi con l’altro, la musica unisce e arriva dritta al cuore. Č il motore che fa muovere i personaggi.

Un altro tema inserito è il dialogo interculturale che avviene tra i membri dell’orchestra, russi gitani ed ebrei, che si relazionano con i francesi. Si sottolinea così la mescolanza delle culture, l’integrazione e l’arricchimento che ogni singola persona dona all’altra, malgrado le difficoltà iniziali in cui si può incorrere. Quando Andreї e i suoi amici arrivano a Parigi sembra un’invasione del territorio da parte di “barbari dell’est” verso i ricchi civilizzati occidentali, sicuramente i primi hanno un modo di comportarsi più sanguigno e genuino, e conservano un’energia primordiale, rispetto ai formali e distaccati autoctoni, sarà la musica a far cadere ogni barriera.

Nei suoi film si trovano spesso dei gitani, dai quali il regista è affascinato in quanto è un popolo ricco di qualità, si comporta e vive in modo differente dagli altri, è un popolo libero, errante, e in questo il regista si è identificato, un popolo errante come gli ebrei.

Un aspetto fondamentale descritto è il contravvenire alle regole. Il regista mostra come, in alcuni momenti della vita, infrangere le regole sia necessario per andare avanti e per dimostrare il proprio valore. Certo la vita è fatta di regole da rispettare, ma a volte l’eccezione mette in luce ciò che stava in ombra per cause altrui, come per i protagonisti de Il Concerto, dotati di una bravura estrema, che riescono, grazie a un sotterfugio, a mostrare al mondo la bellezza della loro musica. Un monito per non lasciarsi andare mai.
Per ciò che riguarda le riprese sono state effettuate in Romania, dove è stata ricostruita la parte russa del film. A Mosca si sono potuti girare solo alcuni esterni della città e della Piazza Rossa.
A Parigi si sono fatte le riprese degli interni, il Théâtre du Châtelet è stato messo a disposizione del regista e della troupe.

Il Concerto è un film straordinariamente emozionante, la sequenza finale è strepitosa, per il crescendo emozionale, per la sapienza con cui è stato dato risalto a ogni singolo strumento nel momento più opportuno, risultando drammaticamente efficace. Inoltre l’inserimento di alcuni frammenti che facevano chiarezza sul passato, con la musica che proseguiva il suo arco, dà un tocco in più. Tutto ha contribuito a renderlo perfetto, tanto da innalzare lo spirito. Radu Mihaileanu ha realizzato un’opera sincera, realistica, e con una componente poetica, il cineasta possiede la capacità di costruire un’emozione che giunge fino alle corde più profonde dello spettatore. ( Fonte: cinemalia.it)

Autore della recensione: Francesca Caruso

Redazioneonline- Cinema e Spettacoli

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