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 Trilingual World Observatory: italiano, english, română. GLOBAL NEWS & more... di Redazione
   
 
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 

Buongiorno a tutti, oggi iniziamo una serie di puntate estive, quindi per vostra e per mia fortuna molto più brevi di quelle ordinarie, che vengono registrate perché parto in vacanza.

La cricca e il nuovo CSM.

Questo lunedì parliamo del Csm che sta per essere totalmente rinnovato dopo che i magistrati hanno eletto i loro 16 consiglieri, cosiddetti togati.
Il Csm è formato da un Presidente che è il Capo dello Stato, il Presidente della Repubblica, ci sono altri due membri di diritto che sono il primo Presidente della Cassazione, il Procuratore Generale della Cassazione, quindi chi c’è in quel momento entra di diritto nel Csm, i due magistrati di vertice della Cassazione insieme al Capo dello Stato non sono eletti, ma sono lì sempre, poi c’è un vice Presidente che è eletto dal Parlamento, all’interno di 8 membri laici che secondo gli intendimenti dei nostri padri costituenti, devono essere degli alti esponenti del mondo del diritto, della giurisprudenza, delle persone di notoria competenza, autorevolezza, prestigio, indipendenza e che invece visto che sono eletti dal Parlamento, soprattutto negli ultimi decenni, sono diventati praticamente dei politici trombati in cerca di collocamento, oppure dei politici addirittura in servizio permanente effettivo che vanno a farsi 5 anni di Csm, poi se ne tornano all’attività politica e rappresentano così non il diritto, i cittadini in quanto eletti dal Parlamento, ma rappresentano i loro partiti.
Intanto vediamo cosa stabilisce la nostra Costituzione repubblicana sul Csm che è un organo costituzionale, all’Art. 104 leggiamo “la Magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere”, quindi è un ordine ma è anche un potere dello Stato, il Csm è presieduto dal Presidente della Repubblica, ne fanno parte di diritto il primo Presidente e il Procuratore generale della Corte di Cassazione, gli altri componenti sono eletti per 2/3 da tutti i magistrati ordinari, tra gli appartenenti alle varie categorie e per 1/3 dal Parlamento, ve l’ho detto, nell’attuale composizione sono 8 i laici e 16 i togati, quindi 1/3 e 2/3.
Per 1/3 dal Parlamento in seduta comune tra professori ordinari di università in materie giuridiche e Avvocati dopo 15 anni di esercizio, in Consiglio elegge un Vicepresidente tra i componenti designati dal Parlamento, i membri elettivi del Consiglio durano in carica 4 anni, prima ho detto una sciocchezza, ho detto 5 invece sono 4 gli anni di durata e non sono immediatamente rieleggibili, devono almeno aspettare un turno per tornarci, non possono, finché sono in carica, essere iscritti negli albi professionali, né far parte del Parlamento o di un Consiglio regionale.
Spettano, Art. 105, al Csm, secondo le norme dell’ordinamento giudiziario, le assunzioni, le assegnazioni ed i trasferimenti, le promozioni e i provvedimenti disciplinari nei riguardi dei magistrati. Le nomine dei magistrati hanno luogo per concorso, dice l’Art. 106, la legge sull’ordinamento giudiziario può mettere alla nomina anche elettiva di Magistrati onorari per tutte le funzioni attribuite a giudici singoli, su designazione del Csm possono essere chiamati all’ufficio di consiglieri di Cassazione per meriti insigni professori ordinari di università in materie giuridiche e abbiano 15 anni di esercizio e siano iscritti negli albi speciali per le giurisdizioni superiori, questo è quello che bisogna sapere sul Csm.
Adesso cosa sta succedendo? Sta succedendo che la Magistratura, almeno una parte di essa è nel centro delle polemiche perché un bel gruppetto di magistrati sono stati beccati, grazie alle intercettazioni telefoniche in rapporto con i faccendieri di quella che è stata chiamata la nuova P2 o detta anche P3, gente che aveva rapporti con Carboni condannato per il crac dell’ambrosiano con Dell’Utri condannato definitivamente per evasione fiscale e condannato in appello per mafia, imputato in altri processi per calunnia etc., con un certo Pasqualino Lombardi, un geometra in pensione di Avellino che incredibilmente riusciva ad arrivare dappertutto, con un certo Arcangelo Martino anche lui condannato per concussione, ex socialista, ora nel Popolo della Libertà e altri personaggini, tra questi magistrati presi in rapporti con questa cricca ci sono il sottosegretario alla Giustizia, Massimo Caliendo, c’è il Giudice Gargani, fratello di un deputato ex democristiano e poi di Forza Italia, c’è il Giudice Marra che è stato spinto alla presidenza della Corte d’Appello di Milano anche da pressioni di questa cricca, ci sono giudici come il Presidente della Corte d’Appello di Salerno Marconi e altri dei quali si sta occupando anche il Csm.
Le pressioni di questa cricca venivano rivolte a membri del Csm, per far nominare magistrati amici, considerati affidabili dalla cricca e dai mandanti della cricca, oppure per non nominare magistrati non affidabili, questo Consiglio mentre nominava magistrati di quel genere, non dimentichiamo la figura del primo Presidente della Cassazione che fortunatamente da un mese o due è andato in pensione, Vincenzo Carbone che era anche egli intimo di quel Pasqualino da Avellino e è il primo Presidente della Cassazione che ha presieduto le sezioni unite che hanno cacciato o punito magistrati evidentemente inaffidabili per queste cricche come Clementina Forleo, Luigi De Magristris, Nuzi, Verasani e Apicella a Salerno, hanno punito Alfonso Sabella che non ha ottenuto le nomine che aveva chiesto e che è stato sottoposto a un discreto linciaggio dopo essersi opposto alla dissociazione, un progetto che fa parte del trattative Stato – mafia quando lui era al dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, alla direzione delle carceri, magistrati inaffidabili al potere, questa cricca e i suoi amichetti, tra i laici e anche tra i togati di diritto del Csm, sono stati messi da parte o addirittura puniti.
Per questo, per recuperare il prestigio del Csm, sarebbe assolutamente necessario che questo nuovo Csm, venisse composto da personaggi di specchiata indipendenza e autonomia, che si ritornasse a quello spirito costituzionale che voleva arrivare a consigli migliori nel mondo del diritto, infatti i nomi non mancano, ci sono insigni giuristi, insigni costituzionalisti che potrebbero essere votati dal Parlamento, anche perché poi tra loro verrà scelto il successore di Mancino, il Vicepresidente e Mancino, ce ne siamo occupati diverse volte, non possiamo certamente dire che sia stato un Vicepresidente che rappresentasse un capolavoro di autonomia e indipendenza, ha sempre fatto politica fin da giovane, nella DC, poi nel Partito Popolare, nella Margherita, in questi anni si è visto dalle sue decisioni, dalle sue prese di posizione, che non era certamente una figura tra quelle auspicate come rappresentative di un’indipendenza assoluta, aveva anche lui i suoi amici etc., poi è naturale, mica nessun delitto, ma sarebbe meglio che i membri del Csm, soprattutto il Vicepresidente non avesse amicizie e una carriera politica così attiva e così, in qualche modo, influenzante alle sue spalle.


Un CSM pulito nell'interesse di tutti.

Quindi sarebbe opportuno che i partiti facessero non uno, ma 10 passi indietro, sarebbe opportuno che il Capo dello Stato li invitasse nel momento in cui dice: eleggete i membri laici, perché i membri laici devono essere votati dal Parlamento con maggioranza qualificata, non con il 50% e quindi il rischio è che avvenga una spartizione, che il centro-destra dica al centro-sinistra: noi certa gente ve la votiamo e certa gente non ve la votiamo, ma anche che il centro-sinistra dica al centro-destra: certa gente non ve la votiamo, ne votiamo degli altri.
Quindi urge un appello del Presidente del Csm, affinché si eviti di mandare avvocati di politici o politici in servizio permanenti e invece purtroppo i nomi che si leggono sui giornali per gli 8 membri laici del nuovo Csm, sono tutti politici o Avvocati di politici, peraltro con delle storie tutt’altro che cristalline.
Il centro-destra ne dovrebbe eleggere 5 e il centro-sinistra ne dovrebbe eleggere 3, tra i quali dovrebbe essere tratto il Vicepresidente del Csm, che Berlusconi voglia mettere dei suoi amichetti affidabili lo sappiamo, la sua concezione delle istituzioni è una concezione proprietaria, io mando lì gente fedele a me, pensa così persino della Corte Costituzionale, figuratevi del Csm, infatti ci vuole mettere Biondi l’ex Ministro della il giustizia, quello del Decreto Salvaladri, quello delle ispezioni contro la Procura di Milano, nonché parlamentare da 50 anni, a dire poco.
Ci vuole mandare Gargani, il fratello del Magistrato che è sotto procedimento disciplinare per i rapporti con la P3 e non stiamo parlando del colpe di un fratello che devono ricadere sull’altro, ma i fratelli Gargani, come ha raccontato Il Fatto l’altro giorno, anche loro avellinesi, hanno una storia in comune, il Giudice Gargani, fratello dell’On. Gargani, è stato spesso al Ministero, ha lavorato spesso al Ministero, dentro governi di Berlusconi, quindi non stiamo parlando di capolavori di lontananza dalla classe politica e poi vogliono mettere, si parla di altri.
Quindi è ovvio che da Berlusconi non ci si può attendere che nomini persone di specchiata indipendenza e autonomia, ci sarebbe da meravigliarsi lo facesse, c’è da aspettarsi però che lo facciano altri, per esempio i finiani, i quali invece pare che vogliano nominare un certo Lo Presti che è un Avvocato siciliano che ha fatto il parlamentare anche lui più volte, che non è certamente rispondente a quei criteri di estraneità ai giochi della politica e ci sarebbe da attenderselo dal PD, il quale essendo insieme all’Italia dei Valori, e all’Udc all’opposizione, è chiamato a concordare 3 candidature, a meno che l’Udc non ottenga una delle 5 del centro-destra e chi vogliono mettere questi signori del PD? Vogliono mettere l’ex Avvocato di D’Alema, Guido Calvi è un ottimo Avvocato, persona eccelsa, ma anche lui nel pieno della contesa politica, oltre a avere rappresentato D’Alema, per esempio nel caso Unipol, dove si scatenò contro i magistrati che avevano indagato, osato indagare sui rapporti tra D’Alema e consorte e raccogliere le intercettazioni e chiedere al Parlamento di utilizzarle, Guido Calvi era proprio uno degli ayatollah contro Clementina Forleo etc., è opportuno che l’Avvocato di D’Alema vada al Csm, assolutamente no, come non è opportuno che ci vada Fanfani nipote di cotanto politico e anche lui persona perbenissimo naturalmente, però anche lui parlamentare della Margherita per diversi anni e poi non è opportuno che ci vadano altri politici i cui nomi si fanno in questi giorni.
L’Udc chi ci vuole spedire? Ci vuole spedire Michele Vietti, fedelissimo di Casini, è un politico democristiano torinese, che ha fatto il sottosegretario alla Giustizia nel secondo governo Berlusconi, quando l’Udc stava con Berlusconi e come sottosegretario alla Giustizia ha condiviso e votato e contribuito a scrivere tutte le leggi vergogna della legislatura dal 2001 al 2006 e materialmente si è occupato di stilare le tabelle con le soglie di non punibilità per la legge sul falso in bilancio, sapete che il falso in bilancio è reato soltanto quando si superano certe soglie e guarda caso Vietti calcolò quelle soglie in modo che Berlusconi ci stesse dentro per mandare in fumo i suoi processi per falso in bilancio, vogliono mandare questo al Csm e addirittura con l’appoggio del PD, eleggerlo Vicepresidente del Csm al posto di Mancino.
Ricordo che anni dopo, persino Tremonti disse che forse era il caso di ripristinare il reato di falso in bilancio come era prima, ma Vietti rispose: sono contrario a cambiare di nuovo il falso in bilancio, una nuova riforma farebbe sospettare che la precedente sia stata fatta per salvare dal processo qualche imputato in particolare, ma va?! E certo la volevano cambiare dopo che la legge sul falso in bilancio, aveva consentito a Berlusconi di mandare in fumo i suoi processi per falso in bilancio, con la formula “il fatto non è più previsto dalla legge come reato” perché l’imputato con l’aiuto di Castelli e di Vietti, gliel’aveva depenalizzato e questa dovrebbe essere la figura destinata a restituire il prestigio di autonomia e di indipendenza di un Csm inquinato dalla P3, ci si manda uno politicamente inquinato già in partenza, non c’è neanche il timore che si inquini dopo perché arriva già inquinato prima e il PD vuole fare una scelta di questo genere?
Noi su Il Fatto abbiamo lanciato un appello ai finiani, al PD e all’Italia dei Valori perché mandino personalità di provata indipendenza, che non abbiano tessere, avventure politiche alle spalle, finora ci ha risposto soltanto Di Pietro, Micromega ha lanciato un appello firmato da Margherita Hack, Paolo Flores D’Arcais, Andrea Camilleri e Umberto Eco in tal senso e non hanno avuto risposte, hanno avuto naturalmente decine di migliaia di persone che l’hanno sottoscritto, anzi andate sul sito di Micromega oppure su quello del Il Fatto quotidiano, sottoscrivetelo, solo Di Pietro ha risposto dicendo: non metto, inizialmente sembrava intenzionato a mettere l’Avvocato Li Gotti che un’ottima persona anche lui, ma è parlamentare, è stato sottosegretario del Governo Prodi, quindi non è bene che in questa fase ci vadano uomini di partito, infatti Di Pietro ha detto: faccio un passo indietro e per me va bene se sosteniamo giuristi come Vittorio Grevi, come l’ex Presidente della Consulta Gustavo Zagrebelsky, come l’ex giudice Bruno Tinti o come Franco Cordero, uno dei padri del diritto penale, della procedura penale in Italia, sono questi i nomi naturalmente che sarebbero auspicabili e tanti altri ce ne sono il Prof. Giostra, il Prof. Ainis, Lorenza Carlassare collaboratrice de Il Fatto, costituzionalista insignissima, Borrelli, l’ex Procuratore di Milano, che sarebbe una figura altissima e nobilissima e darebbe lustro a questa istituzione, credo che dipenda molto anche da noi che il Consiglio Superiore uscirà da questa settimana che comincia oggi, dipende dalla pressione che questi appelli e dal numero di firme che questi appelli riceveranno per fare pressione sul Partito Democratico dove già gli amici di D’Alema pare si siano messi d’accordo con gli amici di Casini per mandare avanti Vietti in cambio del permanere di Casini all’opposizione della sua resistenza alle sirene per un ritorno di fiamma con Berlusconi nelle cene a casa Vespa, il Csm usato addirittura, come merce di scambio per contropartite politiche, questo è quello che non solo si spera, ma che bisogna pretendere dai partiti di opposizione, gli elettori del PD se lo ricordino, è in queste fasi cruciali che si valuta la qualità dell'opposizione e è in queste frasi cruciali che bisogna decidere per chi votare alle prossime elezioni in qualunque momento saranno, se il PD si presterà a questo orrendo inciucio per mandare Vietti o altri politicanti al Csm, vorrà dire che non ha imparato nessuna lezione e che è rimasto lo stesso di prima e che quindi non merita nessuna fiducia.


L’unico modo per farglielo sapere è scrivere, telefonare, firmare l’appello, mandare fax, e-mail a questi signori con la minaccia di non votarli mai più, se non ci daranno finalmente un Csm dal quale scompaiano le zampe dei partiti, almeno di alcuni partiti che dicono, sostengono e sperano che la gente ci creda di essere diversi da Berlusconi, passate parola!

Vai all'area di Woodstock 5 Stelle!

Fonte: BeppeGrillo.it

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Il rapporto della Commissione Europea sulla giustizia romena, reso pubblico ieri, è il più critico di tutti quelli elaborati dopo l’ingresso della Romania nell’Ue, il primo gennaio del 2007. Per la prima volta, la Commissione Europea afferma esplicitamente che Bucarest non adempie agli impegni assunti all’adesione. Il rapporto critica, soprattutto, la nuova forma della legge sul funzionamento dell’Agenzia Nazionale per l’Integrità (ANI), incaricata a controllare i conflitti d'interesse e la legalità dei patrimoni dei dignitari. Stando alla Commissione, la legge ANI, nella variante adottata dal Senato dopo essere stata bocciata dalla Corte Costituzionale, rappresenta un grande passo indietro nella lotta alla corruzione.

Il principale difetto della legge sarebbe quello di eliminare la possibilità di sanzionare le dissonanze tra i beni e i redditi individuati e, implicitamente, quella di controllare i patrimoni ottenuti durante l'esercizio di un incarico pubblico. L'ultima variante della legge è stata, però, dichiarata anch’essa incostituzionale, cosicchè il Parlamento ha, adesso, la chance di correggerla. È quello che si augura anche il presidente romeno Traian Basescu, che ha convocato il Parlamento in sessione straordinaria, per accelerare il processo legislativo nel caso dell’Agenzia Nazionale per l’Integrità. Un’altra vulnerabilità individuata dalla Commissione Europea è il fatto che le autorità romene non scoprono e quindi non sanzionano quasi nessun caso di conflitto d’interesse e dichiarano nulli pochissimi appalti pubblici su cui pende il sospetto di truffa.

Se la Direzione Nazionale Anticorruzione è anche questa volta lodata per indagare i casi di corruzione al vertice, i tribunali vengono, invece, criticati per la lentezza delle cause. Nonostante le carenze riscontrate nel sistema giudiziario romeno, la Commissione Europea non parla di eventuali sanzioni. Il portavoce della Commissione, Mark Grey, notava il sostegno del pubblico alle raccomandazioni fatte da Bruxelles e dichiarava che è l’ora che le autorità romene rispettino i propri impegni.

Senza contestare la sua correttezza tecnica, il presidente Traian Basescu rimprovera al rapporto il tono esageratamente politico e l’affermazione, che ha definito inaccettabile, che la Romania non si attenga agli impegni assunti quando è entrata a far parte dell'Ue. Il capo dello stato ha annunciato che Bucarest elaborerà il proprio rapporto sulla giustizia romena, che invierà agli stati membri e alla Commisione Europea. Dal canto suo, il Guardasigilli romeno Catalin Predoiu non ha celato il suo disappunto che il regresso registrato per quanto riguarda l’Agenzia Nazionale per l’Integrità abbia buttato in un cono d'ombra dei progressi importanti, mentre il Procuratore generale della Romania, Laura Codruta Kovesi, ha valutato che l’analisi della Commissione è oggettiva e che le riforme del sistema giuridico vanno continuate.

Fonte: rri.ro

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Unico settore in crescita l'elettronico, mentre l'alimentare in flessione del 4%.

Le vendite al dettaglio a maggio sono calate dell’1,9% su base annua e dello 0,3% su base mensile. L’impietosa foto dei consumi degli italiani la scatta l’Istat. L’istituto sottolinea che si tratta di un “risultato negativo”, il secondo consecutivo, spalmato omogeneamente a livello tendenziale sia sul comparto alimentare (-2%), che su quello non alimentare (-2%).

Si tratta di una diminuzione che deriva da variazioni negative relative sia alle vendite della grande distribuzione sia a quelle imprese operanti su piccole superfici (rispettivamente -0,5% e -2,9%). Nella grande distribuzione le vendite dei prodotti alimentari e quelle dei prodotti non alimentari sono diminuite, rispettivamente, dello 0,8% e dello 0,2%. Anche per i piccoli negozi, che hanno segnato il calo maggiore, entrambi i comparti hanno registrato una variazione negativa: -3,9% per gli alimentari e -2,7% per i non alimentari. Guardando più da vicino la grande distribuzione, su base annua si registrano risultati negativi per tutte le tipologie di impresa, con la sola eccezione degli esercizi specializzati (+0,7%).

Tra gli esercizi non specializzati, gli ipermercati hanno segnato la flessione più ampia (-1%) e i supermercati quella più contenuta (-0,5%). Focalizzandosi sulle dimensioni delle imprese, in termini tendenziali quelle piccole (fino a cinque addetti) hanno subito un calo del 3,1%, quelle medie (dai 6 ai 49 addetti del 3,3%) e al contrario le imprese più grandi (con almeno 50 addetti) hanno messo a punto un lieve aumento dello 0,1%.

Non solo i prodotti alimentari hanno registrato una flessione. Maggio tutti i gruppi hanno evidenziato risultati negativi, con l’eccezione dei settori ‘supporti magnetici, strumenti musicali ed elettrodomestici, radio, tv e registratori (rispettivamente +3,6% e +1,6%). I gruppi calzature, articoli in cuoio e da viaggio e abbigliamento e pelliccerie hanno, invece, segnato le riduzioni più marcate (rispettivamente -5,2% e -4,5%).

Fonte: ilfattoquotidiano.it

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By Admin (from 26/07/2010 @ 14:00:06, in it - Video Alerta, read 1149 times)

Bell'esempio di come esistano modi molto diversi di fare e di concepire il cinema.
Il regista e attore Lucien Jean Baptiste esordisce sul grande schermo, dopo aver lavorato molto in televisione, con una commedia divertente, lineare ma che apre interessanti spunti di riflessione.

Il tutto con un badget abbastanza ridotto e attori non certo di primo grido ma che risulteranno essere decisivi per le sorti del film: il protagonista della vicenda è lo stesso Jean Baptiste, supportato egregiamente da Firmin Richard ( vista anche nel film di Dino Risi Tolgo il disturbo ) esilarante e spassosa con la sua vitalità e le sue battute; in più c'è anche l' Anne Consigny de Lo scafandro e la farfalla ma con una parte decisamente minore.

La commedia, campione d'incassi in Francia e di cui si sta già allestendo un sequel i cui diritti sono stati acquistati dagli Usa, affronta con leggerezza, ilarità e uno humor intelligente i conflitti razziali in Francia negli anni '80. La storia narra le vicende della famiglia Elisabeth, padre madre e tre figli, che non se la passano bene economicamente, anche perchè il padre di colore, Jean Gabriel, è uno scansafatiche immaturo che non ha voglia di lavorare e passa molto tempo alle agenzie ippiche, sperperando quel poco denaro che ha a disposizione. Promette ai figli una vacanza sulla neve, troppo dispendiosa per le loro tasche, e per dimostrare alla moglie, sempre più stanca degli atteggiamenti del marito, di potercela fare, ne combina di tutti i colori, riuscendo alla fine però nel suo intento di far godere anche ai suoi figli di un tipo di vacanza solo per bianchi ( e ricchi ).

Divertente quindi già la situazione di partenza, con una famiglia di neri alle prese con la classica "settimana bianca", da sempre territorio solo per bianchi che infatti guardano spassosi le rocambolesche avventure sulla neve della strampalata famiglia, priva di qualunque attrezzatura adeguata, dall'abbigliamento alle attrezzature sportive.

Il film si snoda piacevolmente lungo la rotaia del genere commedia leggera, nonostante qualche banalità e luogo comune di troppo come il conflitto tra un adolescente nero che gioca a basket e il ragazzo bianco che scia e che si "lottano" la bella parigina di turno, alternando momenti di pacata riflessione ad altri di assoluto divertimento.

Il problema dell'integrazione razziale, sebbene sia diminuito rispetto a 20-30 anni fa, è tutt'ora presente in Francia e riguarda soprattutto quelle persone native di vecchie colonie francesi, in questo caso le Isole delle Antille, come appunto la famiglia protagonista della pellicola e come la vera famiglia del regista.
La questione sociale non viene peraltro molto approfondita nel film (che però non partiva con queste pretese) ma rimane in superficie allo svolgimento della storia che scorre via tranquilla e senza sussulti e che solo grazie alle ottime performance attoriali si riesce a rendere più che godibile per un pubblico di tutte le età. ( Fonte. cinemalia.it)

Autore: Mario Missimi

Redazioneonline- Cinema e Spettacoli

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By Admin (from 26/07/2010 @ 12:16:00, in it - Scienze e Societa, read 1616 times)

Se non fosse per il nome, che rimanda al turismo termale, si potrebbe pensare che l’elemento dominante del paese sia la roccia: Vallio Terme in effetti, paese di 1.146 abitanti in provincia di Brescia, fa parte della comunità montana di Valle Sabbia ed è incastonato tra i monti Ere e Crovino a nord, e i monti Fontnelle, Olivo e Tre Cornelli a sud.

 

Posizionata a 5 km circa da Gavardo, nel cuore verdeggiante della Lombardia, Vallio Terme è in realtà abbracciata da una natura fertile e ricchissima di acqua. L’abitato è infatti adagiato nella vallata del torrente Vrenda, e a breve distanza si apre la distesa luminosa e cristallina del Lago di Garda, con la sua superficie liscia e una costellazione di cittadelle incantevoli lungo le sponde.

La collocazione del paese è a dir poco strategica, invitante per ogni tipologia di vacanza. La regione è tranquilla ma vivace allo stesso tempo, vicina ad attrazioni turistiche rinomate ma lontana dai ritmi disumani delle grandi città. A questo va aggiunto che la presenza di automobili, nel centro, è davvero ridotta, e fa sì che le passeggiate tra le viuzze più caratteristiche siano davvero piacevoli. Chi poi ama camminare anche nella natura più selvatica e incontaminata, potrà continuare l’esplorazione della zona circostante, grazie a un ricco reticolo di sentieri censiti dal C.A.I. Le frazioni sono collegate tra loro da passeggiate di vario tipo, rilassanti o più avventurose, sempre affacciate su panorami spettacolari: particolarmente d’effetto è il sentiero 508, che collega la contrada di Vigle con la Rocca di Bernacco.

Ma la ricchezza più preziosa di Vallio Termesono senza dubbio le sue acque, dalle dimostrate caratteristiche depurative, che hanno portato alla creazione di un centro termale accogliente e moderno. Le Terme di Vallio sono abbracciate da un parco verdeggiante e curato, dove il relax e la vita all’aria aperta si coniugano con la salute e il benessere fisico. Oltre ai trattamenti veri e propri ci si può cimentare in numerose attività ludiche come le bocce, i giochi per bambini e il ping-pong, oppure ci si può abbandonare agli intrattenimenti musicali. Protagonista del centro è la fresca acqua minerale che zampilla direttamente dalla fonte Castello, appartenente al gruppo delle acque bicarbonato-alcaline e indicata per la cura di vari disturbi: l’apparato gastroenterico, gastrico, intestinale e urinario traggono grandi benefici dall’utilizzo di questa magica pozione, per non parlare dei trattamenti di bellezza e rilassamento a cui possono sottoporsi tutti i clienti alla ricerca di un soggiorno anti-stress.

Dopo aver recuperato le energie si può sfruttare l’ottima posizione di Vallio Terme per avventurarsi alla scoperta della zona circostante. La vicinanza con alcune città d’arte di grande valore, come Mantova, Brescia e Verona, fanno del paese un trampolino di lancio ideale per chi non rinuncia alla cultura. A Soiano del Garda, a Padenghe e a Moniga si possono ammirare gli splendidi castelli medievali, oltre ad alcune architetture romaniche affascinanti come la Pieve di Santa Maria a Malerba, la chiesa di Santa Lucia a Balbiana e la Chiesa della Santissima Trinità a Solarolo.

Una zona ricca di attrattive è quella compresa tra il corso del Chiese e la costa del lago, da Salò a Desenzano del Garda: un itinerario appassionante, che consente di viaggiare attraverso i secoli e diversi stili architettonici, tocca antichi borghi intrisi di arte, di storia e di cultura. Ad abbracciare tali meraviglie c’è un paesaggio luminoso e lussureggiante, fatto di colline sinuose ricoperte di ulivi argentei e viti cariche di acini d’oro e rubino.

A nutrire una vegetazione tanto ricca ci pensa il clima mite e piacevole di Vallio Terme, caratterizzato da inverni non troppo freddi e estati calde, soleggiate, mitigate dalla brezza che spira dal lago. Le temperature medie del mese più freddo, gennaio, vanno da una minima di -3°C a una massima di 4°C, mentre in luglio e agosto si passa dai 18°C ai 29°C. Le precipitazioni, distribuite in modo piuttosto regolare nell’arco di tutto l’anno, raggiungono il picco massimo in maggio, quando cadono in media 92 mm di pioggia.

Con un atmosfera così non stupisce che il paese sia generoso di feste, manifestazioni popolari, ricorrenze e eventi culturali in ogni periodo dell’anno.

 

L’occasione più pittoresca e vivace è la “Festa della Valle”, che si tiene a fine luglio e coincide con i giorni finali del rinomato Palio delle Contrade.

 

Si tratta di un appuntamento appassionante, soprattutto per i rappresentanti delle otto frazioni del paese, che si sfidano in diversi giochi, tornei e gare bizzarre, coinvolgendo persone di ogni età.

Per raggiungere Vallio Terme, le sue acque miracolose e il suo clima paradisiaco, potete scegliere tra diverse possibilità. Se viaggiate in auto dovete percorrere l’autostrada A4 Milano-Venezia e uscire a Brescia Est, quindi imboccare la S.S. 45 bis Brescia-Salò e prendere la deviazione a Gavardo, continuando fino a destinazione. Chi sceglie il treno può scendere alla stazione di Brescia, sulla linea Milano-Venezia, a 23 km circa da Vallio Terme, mentre l’aeroporto più vicino è quello di Milano Linate, a 126 km circa. ( Fonte: 
www.ilturista.info)

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By Admin (from 26/07/2010 @ 10:41:01, in it - Scienze e Societa, read 1431 times)

E' il più famoso sovrano bavarese, un mito del decadentismo e il più conosciuto, amato e controverso figlio della Baviera.

Ludwig nasce il 25 agosto 1845 nel castello di Nymphenburg e, dopo un'adolescenza trascorsa spesso lontano da Monaco nella residenza estiva di Hohenschwangau, sale al trono appena diciottenne nel 1864.

E' uno dei rampolli più in vista delle corti europee: bello, alto un metro e novantuno, slanciato e con due occhi di un azzurro cupo che incantavano tutti.

Nel corso del suo regno, Ludwig II ha fatto costruire tre castelli, specchio della sua personalità e delle sue passioni storiche, artistiche e musicali.

Tra i monumenti più visitati della Germania, i castelli di Neuschwanstein, Linderhof ed Herrenchiemsee sono un inno alle antiche leggende germaniche, magistralmente messe in musica da Wagner, e all'epoca d'oro dell'assolutismo e della Francia del "re sole" Luigi XIV, un vero e proprio mito per il sovrano bavarese. ( Fonte: tuttobaviera.it)

 
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By Admin (from 25/07/2010 @ 17:02:53, in it - Video Alerta, read 1151 times)

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Alice Kingsley è una giovane in età da marito che sta per essere chiesta in moglie da un lord, nella Londra vittoriana. In attesa di trovare una risposta all'imbarazzante richiesta, la giovane volge il proprio sguardo al giardino, attraverso cui intravede un coniglio con un bel panciotto e un orologio da taschino. Alice si incammina in quella direzione e scivola di colpo nel mondo di sogno che sempre popolava tutte le sue notti.

Alice di Tim Burton non è più una ragazzina. Adulta sta per essere chiesta in sposa da un lord, ma lei gli preferisce un coniglio. E "inseguendo una libellula in un prato" in realtà un coniglio con un orologio da taschino e un buffo panciotto, sparisce tra le fronde.

Alice non aveva sognato un passato oggetto di letteratura per l'infanzia, ma l'aveva vissuto e poi relegato nella sfera del sogno, per non doverlo abbandonare con la sopravvenuta età adulta.
Ma i sogni, si sa son desideri, e Alice ne realizza qualcuno inseguendo il suo.

Scopre il suo ruolo nella società vittoriana e si imbarca felice per altri lidi. Tutto questo solo dopo aver ritrovato il Cappellaio Matto, la Regina Rossa e quella Bianca, conigli, stregatti e tanti vecchi amici forse solo immaginati, di certo sognati e a un certo punto pure incontrati lungo la dura strada verso l'età adulta.

Tim Burton mette mano a Lewis Carroll e non c'è più nulla da fare, la sua Alice cresciuta diventa icona e simbolo di una generazione che aveva dati per perduti i propri sogni e che li ritrova al cinema, nello splendore del 3D.

La consolidata coppia Burton/Depp, cui di recente si è aggiunta un'inquietante Helena Bonham Carter, riesce nell'aggiornamento di una delle più famose metafore del potere della fantasia.
Il trucco ovviamente è nell'amare tutti i suoi personaggi, specialmente i più neri, e con loro sfidare tutte le convenzioni.

Il Cappellaio Matto, fascinoso e ambiguo come solo Depp avrebbe potuto inventare, è un complice del lato più ardito della giovane Alice, apparentemente una sperduta fanciulla vittoriana, ma con l'anima di ferro di chi non ha mai mollato i propri sogni e non vede l'ora di realizzarli.

La Regina Rossa invece ci pare un incredibile schiaffo in faccia alla mancanza di umanità, una raffigurazione perfetta dell'ambiguità cui solo i regnanti, di questi tempi, ancora si attengono.
E se sua sorella la Regina Bianca ci pare un pochino svampita, è solo perché non è riuscita mai ad opporsi a lei, e per questo neanche si è mai consentita un'ombra nel suo cammino attraverso il mondo di sogno che si è costruita per sfuggirle.

Alice ha un compito, e nello stesso tempo un destino.
Sfuggire alla noia di un matrimonio vittoriano è solo il primo gradino di un'ascesa inarrestabile, attraverso un mondo che richiede modi nuovi di pensare i vecchi problemi. E soltanto chi tiene vivo il rapporto con la propria fantasia e i propri sogni ci può riuscire.

Passando attraverso la continua verifica di un'identità perduta e ritorvata, Alice, che ci fa sapere subito di non essere "quella Alice", scopre a mano a mano la sua "moltità" e con quella realizza le profezie e combatte le convenzioni.

Mia Wasikowska è perfetta nella sua "moltità" e anche un tantino vittoriana, mentre Il Cappellaio Matto/Depp istilla nello spettatore un desiderio di follia, pari solo a quello di acchiappare la coda dello Stregatto.
La Regina Rossa, una geniale Helena Bonham Carter, è cattiva e ridondante nella sua solitudine, mentre una perfetta Anne Hathaway/Regina Bianca si profila all'orizzonte con la sua algida bellezza, stucchevolemente amata persino dalla mobilia.

Peccato soltanto che Alice di Tim Burton sia comunque un po' anche un Alice Disney, e pertanto fornita di finale rassicurante. Il tutto si riduce all'appropriazione di un'identità, per poi compiere un passo avanti nell'esplorazione di nuove terre. Come se la scoperta della propria identità non potesse mai essere abbastanza in un mondo in cui tutti devono comunque vivere per sempre "felici e contenti" . ( Fonte: cinemalia.it)

Redazioneonline- Cinema e Spettacoli

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By Admin (from 25/07/2010 @ 15:02:47, in it - Osservatorio Globale, read 2455 times)

WASHINGTON. E' morto da più di sessant'anni ma il mito di Al Capone continua a vivere e a scatenare passioni. Stavolta si tratta dello scontro tra i suoi discendenti, raccontato in prima pagina dal Wall Street Journal. Al centro della guerra tra i 'Capones', non c'é alcun patrimonio da ereditare. Le enormi proprietà di 'Scarface' furono infatti tutte confiscate dallo Stato. Piuttosto, a provocare la faida familiare è un altro bene altrettanto prezioso: la memoria, il marchio, e i possibili guadagni conseguenti.


E' bastato che una pronipote, Deirdre Marie Capone, oggi settantenne, scrivesse un libro di ricordi per far scoppiare la bagarre tra i discendenti, veri o presunti. Il volume in questione, che uscirà in autunno, s'intitola "Uncle Al", dedicato appunto ad Alphonse Gabriel Capone, il boss dei boss, simbolo del gangsterismo americano, morto per un arresto cardiaco nel 1947 a soli 48 anni.


Nel libro, Deirdre, una tranquilla nonna della Florida, vuota il sacco e racconta cosa vuol dire crescere con un cognome così ingombrante. Deirdre scrive che lei, come tantissimi altri parenti, appena ha potuto ha scelto di cambiare cognome e per anni ha tenuto nascosto ai suoi figli la sua vera storia. Un libro che però non è andato giù ad altri discendenti di Al. "Lo zio è morto sessant'anni fa. Lasciamolo riposare in pace...", protesta Theresa Hall, anche lei pronipote del boss. La pensa così anche un'altra parente, citata dal Wall Street Journal: "E' il momento di fermarci, e chiederci tutti a chi giova riparlare di quella storia". Ovviamente Deirdre replica a ogni critica senza battere ciglio: "Sono stata seduta sulle sue ginocchia, ho toccato la sua cicatrice: quanti storici hanno scritto di lui senza aver mai ascoltato la sua voce?".


Ma il libro non è l'unico motivo di scontro tra i 'Capones'. Nessuno di loro ha mai avuto problemi con la giustizia, spesso si tratta di persone umili, al massimo della middle class. Per anni hanno preferito evitare ogni pubblicità. Recentemente però, le cose sono cambiate. Chris Knight Capone, un giovane newyorchese, ha scritto due anni fa un libro in cui sostiene di essere il nipote di Scarface: il padre Bill sarebbe il frutto di una relazione extramatrimoniale. E per dimostrarlo ha chiesto alla Corte di Chicago di riesumare il corpo di Al Capone e fare il test del Dna. Richiesta che ha fatto insorgere indignati decine di eredi. Ma al di là delle prove di laboratorio, ormai a scatenare l'avidità di queste famiglie è la chimera di poter lucrare sulla memoria di un parente così celebre. Tanto che alcuni hanno proposto di mettere in piedi una società in grado di tutelare i diritti d'immagine del 'brand' 'Al Capone'. Deirdre ha già fatto sapere che ci proverà in California, l'unico Stato americano dove è possibile fare i soldi trasformando un proprio caro estinto in un marchio di fabbrica. La stessa idea che ha avuto anche Chris.

Fonte: AmericaOggi.info

WIE VAN DE DRIE

Kati Jacky Ralina
Kati | Jacky | Ralina
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By Admin (from 25/07/2010 @ 13:57:11, in it - Osservatorio Globale, read 1406 times)

Ultimamente diversi politici ed economisti romeni, al posto dei tagli salariali e pensionistici e dei licenziamenti, hanno avanzato l'idea che le spese dello Stato siano coperte dalla riserva della Banca centrale. L'istituzione richiama però l'attenzione che tale fatto non è possibile. Il governatore Mugur Isarescu ha spiegato che la Banca nazionale non può finanziare direttamente il deficit di bilancio, in quanto vietato dalle regole europee. Il governatore ha aggiunto che, fosse anche legale, un finanziamento dalle riserve internazionali del deficit ridurrebbe drasticamente la capacità dello Stato di prendere dei prestiti dai mercati esteri. “Quest'anno, la Romania deve prendere in prestito 8-9 miliardi di euro per il settore governativo, sia dal mercato interno, sia da quello esterno. Dietro ci deve essere una garanzia di poter restituirli ad un certo momento. Tutti questi prestiti non sarebbero stati possibili se il Paese non avesse avuto delle riserve”, ha precisato Mugur Isarescu.

Il governatore ha aggiunto che l'intera riserva d'oro della Romania sarebbe esaurita in un solo anno, se venisse destinata a coprire il deficit nel sistema pensionistico. Il governatore ha spiegato che le riserve internazionali in valuta e oro sono volte a rafforzare la credibilità di uno Stato e di offrirgli la possibilità di prendere dei prestiti in buone condizioni dai mercati esteri e di consolidare l'attendibilità della politica economica e monetaria e del tasso di cambio. “La riserva è un elemento di credibilità. Quindi, nella misura in cui un Paese ha una riserva internazionale, allora può attirare altri soldi”, ha aggiunto Mugur Isarescu. Il governatore ha spiegato che se la riserva venisse destinata al pagamento delle pensioni o di altre forme di assistenza, lo Stato non potrebbe contrarre altri prestiti per coprire il deficit di bilancio, utilizzato proprio a questa meta.

Comunque, l'80% del profitto ricavato dalla Banca centrale dalla gestione della riserva, precisamente gli interessi ottenuti dalle istituzioni dove viene depositata, va al budget dello Stato, ha sottolineato il governatore. L'anno scorso, il contributo ha toccato i 300 milioni di euro, cioè circa 25 milioni di euro al mese, che equivalgono 150.000 pensioni medie. La Banca centrale ha precisato che, alla fine dello scorso mese, le riserve della Romania di valuta e ore ammontavano a circa 35 miliardi di euro.

Fonte: rri.ro

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By Admin (from 25/07/2010 @ 12:14:04, in it - Scienze e Societa, read 2202 times)

In un primo momento sembra di sentire semplicemente lo sciacquio delle onde, o il grido dei gabbiani, ma tendendo meglio l’orecchio ci si accorge che ogni suono, sulla riviera ligure, si trasforma in poesia. Una poesia per tutti i cinque sensi, fatta di sussurri lievi e profumi freschi, luci carezzevoli e rocce che sembrano sculture: è qui che si colloca Andora, cittadina ligure di circa 8 mila abitanti in provincia di Savona, nel lembo orientale della Riviera dei Fiori.

Incastonata tra le insenature di Capo Mele e Capo Mimosa, in corrispondenza della foce del Merula, Andora è a 15 km da Imperia e a 55 km dal capoluogo provinciale, e racchiude in sé le caratteristiche migliori del borgo marinaro tranquillo, ma anche la vivacità delle città più attive dal punto di vista turistico e culturale. Suddivisa nei quartieri storici del Castello, di Colla Micheri, Conna, Rollo, San Bartolomeo, San Giovanni e San Pietro, la località offre innumerevoli testimonianze storico-artistiche interessanti, ma è soprattutto una rinomata meta per le vacanze balneari.

Insignita ininterrottamente, a partire dal 1986, della Bandiera Blu per la qualità delle acque marine, Andora è lambita da un Mediterraneo limpidissimo e cristallino, affascinante nelle giornate di burrasca e placido nelle giornate di sole, quando si vede il fondale in trasparenza e si fanno belle nuotate rilassanti. La cittadina comprende il più ampio arenile di tutta la costa ligure, con un tappeto di sabbia chiara e fine perfetto per rilassarsi sotto il sole, e alla bellezza delle spiagge si aggiunge un’efficienza impeccabile per quanto riguarda i servizi degli stabilimenti balneari. Non stupisce dunque che la popolazione locale, durante la stagione estiva, arrivi a toccare le 70 mila persone, benché l’estate non sia l’unico periodo ricco di proposte avvincenti.

In effetti Andora si lascia visitare volentieri in ogni momento dell’anno, e ogni stagione regala emozioni diverse ma altrettanto indimenticabili, grazie al clima piacevole dellaLiguria e alle sue temperature sempre miti. I valori medi del mese più freddo, gennaio, vanno da un minimo di 7°C a un massimo di 12°C, mentre in luglio, il mese più caldo, variano tra i 20°C e i 27°C. Le precipitazioni non amano guastare l’idillio dell’estate, e si propongono più di frequente soltanto in autunno, quando toccano un picco massimo di 90 mm al mese.

Aldilà delle spiagge accoglienti e incontaminate, il paese stupisce i visitatori con monumenti di grande pregio, tra cui spicca la Chiesa dei Santi Giacomo e Filippo. Situata nella frazione di Castello, un poco al di fuori del vero e proprio centro, la chiesa si erge nelle vicinanze dell’antico Castello Andorese e forma con esso e la vicina torre un unico, grande complesso. La chiesa è a pianta basilicale, divisa internamente in tre navate e tre absidi, ed è affiancata da una porta-torre di dimensioni monumentali, realizzata in pietra viva e culminante nella tipica merlatura in stile ghibellino. La torre svolge la funzione di campanile della vicina chiesa, ma nel periodo estivo diventa lo scenario di un rinomato festival di musica classica.

Da vedere il vicino Castello, anticamente nominato Paraxo e sede del primo insediamento locale. Immersi in una vegetazione rigogliosa, oggi si conservano soltanto i ruderi dell’originaria struttura duecentesca, in particolare le mura e alcune torri difensive, ma il fascino dell’edificio ha resistito all’usura dei secoli. Rifugio per i primi cittadini di
 
Andora nel periodo alto-medievale, il maniero divenne nel XII secolo residenza dei marchesi di Clavesana, per poi essere venduto nel 1252 alla Repubblica di Genova e trasformato in dimora del podestà genovese.

Testimonianze di un passato più vicino, ma decisamente appassionante, sono le manifestazioni tradizionali che si svolgono durante l’anno nel centro di Andora, a carattere religioso, popolare e culturale. Tra gli appuntamenti da non perdere, specialmente se si è avvezzi ai peccati di gola, c’è la rassegna gastronomica “Sale&Pesce” che si svolge nel mese di maggio, e che per due giorni interi dà la possibilità di degustare il pescato fresco, condito con il famoso basilico della zona, in un connubio delizioso tra prodotti di mare e di terra.

 

Il 22 maggio si festeggia Santa Rita, nell’omonima piazzetta affacciata sul mare: è questa la celebrazione cittadina più antica, caratterizzata dalla benedizione delle rose nella cappella dedicata alla santa. Di tutt’altro stampo è la Festa della Birra di luglio, che costituisce la manifestazioni andorese più vivace e partecipata, con migliaia di turisti provenienti da ogni parte d’Italia.

Ma per divertirsi nella stagione stiva non è necessario prendere parte a qualche festeggiamento particolare: la cittadina è sempre sveglia e brulicante di gente, a partire dal mattino presto, quando i pescatori espongono nelle bancarelle del molo i pesci freschissimi che hanno catturato, sino alle ore serali, quando al “Parco delle Farfalle” si tengono spettacoli di vario tipo che si protraggono fino a notte fonda. Per i più piccoli c’è un bel parco giochi lungo il fiume Merula.

Se avete deciso che Andora è la meta vacanziera che fa per voi, con il suo incontro armonioso tra pace e divertimento, cultura e mare, non vi resta che scegliere un mezzo di trasporto e progettare il viaggio. Chi viaggia in auto deve percorrere l’Autostrada A10 Genova-Ventimiglia ed uscire ad Andora, mentre se scegliete il treno troverete la stazione ferroviaria locale in pieno centro, sulla linea Genova-Vetimiglia nel tratto tra Savona e Ventimiglia. Gli aeroporti più vicini sono quelli di Villanova d’Albenga, Genova e Nizza.
( Fonte: ilturista.info)

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