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 Trilingual World Observatory: italiano, english, română. GLOBAL NEWS & more... di Redazione
 
   
 
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 

Le chiamano “ Copyright Enforcement Companies” e sono i bounty killer dell’industria del copyright. Sono società private specializzate nella repressione della pirateria informatica. Diffondono file danneggiati o corrotti ( file decoy) e tentano di compromettere i network di condivisione. Setacciano i siti e le reti P2P registrando gli indirizzi Ip degli utenti che condividono materiale protetto da copyright, per poi rivenderli ai propri clienti. Per individuare fisicamente questi utenti però, serve la collaborazione dei provider dello Stato dove risiede il presunto pirata. Le industrie del copyright hanno spesso invocato l’imposizione di un obbligo di collaborazione a carico di questi gestori di rete. Con il nuovo trattato internazionale Acta potrebbero vedere esauriti i loro desideri anche là dove finora sono rimasti delusi.

Fino a oggi, in Italia la giurisprudenza ha dato ragione a provider e utenti. Per esempio nel 2010 la Federazione anti pirateria audiovisiva ( Fapav) aveva chiesto che Telecom si impegnasse a controllare l’attività dei propri clienti e, su richiesta, a dare i nominativi collegati agli Ip individuati a scaricare materiale protetto. I giudici hanno dato ragione a Telecom e alle associazioni di consumatori costituitesi in giudizio. Se la Fapav intende lamentare una violazione del copyright deve fare istanza al tribunale, come tutti, e sarà il giudice eventualmente a richiedere a Telecom i nominativi. Durante il processo erano emerse notizie inquietanti sull’impiego di compagnie di copyright enforcement da parte di Fapav. In particolare la Coo-peer-right Agency era sospettata, oltre di aver violato le norme sulla privacy, di aver usato anche dei malware-spia per conoscere i siti visitati dagli utenti.

Ma in altri Paesi la situazione è più favorevole ai detentori di copyright. In Germania, per esempio, i gestori di servizi passano ogni mese alle industrie dei contenuti dati riguardo a circa 300mila utenti. Le compagnie di copyright enforcement, attivate dai legali delle industrie, individuano chi mette in condivisione determinati file protetti dal diritto d’autore. A questo punto i proprietari dei diritti incrociano le informazioni e chiedono i danni ai singoli utenti. La cifra richiesta per evitare un processo va dai 300 ai 1200 euro di solito, e spesso viene pagata.


Per uniformare le diverse normative e, sospettano alcuni, per imporre una legislazione restrittiva sul copyright in tutti gli Stati, è stato scritto il trattato internazionale Acta. La sua esistenza è stata svelata, prima di qualsiasi dichiarazione ufficiale, dai cablo di Wikileaks nel 2008. L’Unione europea l’ha siglato il 26 gennaio 2012 e da allora sono cominciate imponenti manifestazioni e proteste in tutta Europa. Sul Web i cyberattivisti di Anonymous hanno lanciato la loro campagna contro Acta.

Singoli membri del Parlamento europeo, facendo proprie alcune delle preoccupazioni emerse nelle opinioni pubbliche nazionali, hanno espresso perplessità e critiche. Il relatore parlamentare di Acta, il francese Kader Arif, ha rinunciato al suo incarico per dare un forte segnale di protesta. In ogni caso dal 29 febbraio comincerà l’esame del trattato nelle commissioni competenti e, per tenere alta l’attenzione pubblica sul tema, si continuano a organizzare manifestazioni coordinate in tutto il mondo.

Perché il trattato entri in vigore, è necessario che il Parlamento europeo lo approvi e gli Stati membri lo ratifichino. Dopo le pressioni venute dalle piazza alcuni governi, come quello polacco, hanno messo in discussione la propria firma. E intanto la Commissione ha chiesto alla Corte di giustizia europea un parere sull'accordo. Per salvare il trattato dal rischio di naufragio, la Commissione europea ha diffuso un documento teso a rassicurare i cittadini sul fatto che con Acta non cambierà nulla o quasi nella loro vita quotidiana. Ma la comunità telematica non è convinta. Troppo generiche le promesse della Commissione e il testo del trattato è talmente vago, sottolineano alcuni blogger, da non offrire garanzie sui risultati a cui potrebbe portare.

Il rischio è che presto in tutta Europa, e non solo, si diffondano pratiche repressive scarsamente controllate, spesso intimidatorie e non sempre precise. Può capitare che le compagnie di copyright enforcement sbaglino il loro bersaglio e si creino situazioni paradossali. Questo è il caso, ad esempio, capitato a una signora tedesca raggiunta dall’accusa di aver scaricato illegalmente un film particolarmente violento sugli hooligans. Le hanno chiesto 650 euro per evitare di andare in tribunale. Peccato che, come ha fatto notare il suo avvocato Christian Solmecke, la signora non avesse nemmeno un computer. Per la serie, nessuno è al sicuro.

Autore: Tommaso Canetta - Con la collaborazione di Paolo Nicoli.

Fonte: Wired.it

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Penisul masculilor din aceasta specie este detasabil si poate „pompa” în continuare, chiar dupa ce „proprietarul” sau a fugit sa se salveze din fata femelelor cu comportament canibal la adresa masculilor din propria specie.

Penisul detaşabil: salvarea păianjenilor masculi

Masculii din aceasta specie de paianjeni au cel mult doua sanse sa se împerecheze, dar doar una în care mai pot scapa cu viata în urma actului sexual. Organismul lor este prevazut cu o prereche de formatiuni peniene specializate, care transfera spermatozoizii. Formatiunile sunt detasabile în mod natural si se desprind de trupul paianjenului, dar continua sa ejaculeze spermatozoizii în organul genital al femelei de paianjen.

Aceasta adaptare extrema a aparut în urma comportamentului canibal al femelei, care, dupa încheierea actului sexual, ar trece imediat la capturarea si consumarea masculului.

Singura scapare a mascului consta în desprinderea sa din timp, urmata de fuga de la locul faptei, înainte ca femela sa-i observe lipsa. Cercetatorii din cadrul Universitatii din Singapore au efectuat un experiment în care au crescut în conditii de laborator 25 masculi si 25 femele din aceasta specie de paianjen.

Când arahnidele au atins maturitatea sexuala, au fost distribuite în perechi. În timpul actului sexual, cercetatorii au observat acest tip de comportament extrem în cazul tuturor cuplurilor de paianjeni.

Pe baza cercetarilor în domeniu, se pare ca masculii cu penis detasabil nu sunt caracteristici doar paianjenilor Nephilengys malabarensis, ci si unor specii de furnici, gândaci, scorpioni si cefalopode.

Sursa: Live Science - via Descopera.ro

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Let us explain your delicate situation.

Thousands of years ago, human beings started to evolve. Since then, our species has walked a dark bloody road that condemned people to live in fear caused by ignorance. Knowledge, ethical and technological development have always been conditioned by elites and their wars -which, as in an Orwellian metaphor, haven’t done anything but perpetuate vertical and obscurantist social schemes. We have arrived to the 21st century of our era, after two World Wars, taking on our backs the possibility of nuclear conflicts with assured mutual destruction. Announced the “end of history” by your economists and intellectuals, it seemed that the possibility of looking for a fairer order was meaningless. Thinking that you had stopped enough our rational development, you let us raise a progress model whose objective was never more than make you even richer and more powerful.

However, you didn’t consider that the real human spirit refuses to bow, always. While you believed you would conquer us definitely using economic crises, our species has evolved again. Using only the power of culture and freedom, we have reused those technological resources that were born of our genius and that you only provided us with consumerist intentions. So we have updated, improved and immunized our strength, operations and effectiveness. We absorb your own tactics, techniques and imaginary to form our own mediums, dreams and challenges.

Today, the pacific revolution extends around the planet as a challenge to your oppression and your attempt to shut our freedom of expression. Finally, information has reached the critical mass, exploding in a lot of voices whose new wishes and needs can’t be covered by your old paradigm. Now, physically and digitally interconnected, we form a huge collective conscience. Maybe your corporate media silence what’s happening, but you can’t fool us anymore. You can stop temporarily some nodes but the process will continue unstoppable and transforming. Now, it doesn’t matter what measures you take trying to counteract: the more violence, censorship and obstacles you put in our road, the more you expose your weakness. In every place on Earth, with different ideas and from different conditions, have always existed, exist now and will exist in the future, women and men that oppose those which are not really democratic and fair governments. After millennia of suffering, our species has stood up and nothing will ever be the same. Your totalitarian game is ending. But the story, friends, hasn’t ended yet: it begins now. Here, from wherever place in the planet, we’ll take the streets and we’ll march wherever it is necessary. Remember, change is happening, with or without you.

People shouldn’t fear governments. Governments should fear people.

We are the people.
We are the only system.
We are Anonymous.
We are Legion
We do not forgive.
We do not forget.
Expect us.

ANONYMOUS LEGION

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Citadela a fost construita de o specie de furnici-taietoare-de-frunze si cuprinde nenumarate coridoare si camere, întinzându-se pe o suprafata de 46 metri patrati si coborând pâna la 8 metri sub nivelul solului.

O enormă „citadelă a furnicilor” a fost descoperită în Brazilia (VIDEO)

Se estimeaza ca, pentru a construi furnicarul subteran (descris drept echivalentul, în lumea insectelor, al Marelui Zid Chinezesc), a fost nevoie de dislocarea a cca. 40 de tone de pamânt.

Oamenii de stiinta au turnat 10 tone de beton în gaurile de aerisire ale furnicarului abandonat, pentru a umple toate golurile, apoi au sapat în jurul acestora, expunând astfel detaliile constructiei.

Furnicile-taietoare-de-frunze sunt numite astfel datorita faptului ca decupeaza portiuni de frunze pe care le transporta în furnicar, folosindu-le ca substrat pentru a creste pe ele ciuperci, care le servesc drept hrana.

Se considera ca aceste insecte formeaza cele mai complex structurate societati, dupa cea umana. Organizarea lor este foarte sofisticata, colonia având mai multe "caste" (regina, soldati, lucratoare) si interactiuni sociale foarte complexe.

Sursa: Mail Online - via Descopera.ro

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Each semester, classes resume the challenge of improving on previous designs. At one point, their device had to be plugged into an outlet to work, then the students figured out how to make it battery powered. This semester, the students made it compatible with any music player.

The current model, known as free space optical transmission device, can beam “Party Rock Anthem” or any song from anyone’s iPod to a receiver and speakers up to 20 feet away.  Its battery life is more than two hours.

“Seeing everything come together at the end, working even better than we expected, was really cool,” said senior electrical engineering major Jana Sardoni, who has already accepted a job offer from Intel to design processors.

Sardoni’s team produced the winning design. Their device ran the longest without recharging and also added an LED display that indicated battery life.

“This project gives them experience in building to a customer’s desired outcome,” said Aaron Hawkins, who taught the class with fellow electrical and computer engineering professor Stephen Schulz. “A concrete product where we say to them, ‘Here’s how it is supposed to work, to these specifications. You go find your own solutions.’”

The students built a transmitter, which plugs into an audio device, and a receiver, which plugs into speakers. The transmitter directs a laser to flash in a distinct pattern. They also created a circuit that can compute the flashes of light and translate them into a recognizable format for the speakers.

“They gave us a little bit more flexibility in this class,” said Matt Seamons, another member of the winning group. “After we’d learned a lot of the foundational things, the flexibility allowed us to think more innovatively. We showed that we could go out into the industry and be ready to hit the ground running and be successful.”

Greg Loveland and Raymond Barrier were also on the winning team.

PhysOrg

Provided by Brigham Young University - via ZeitNews.org

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Non sarà imprevedibile come i dinosauri clonati dall'ambra di Jurassic Park, ma di sicuro la pianta vecchia di 32mila anni germogliata nel  Soil Cryology Laboratory di Mosca avrà molto da raccontare agli scienziati. I semi di Silene stenophylla rinvenuti nel sottosuolo della tundra siberiana hanno infatti conservato intatto il dna racchiuso al loro interno: una finestra spalancata sulla storia evolutiva delle specie vegetali. E pensare che il record di antichità era detenuto da una palma di soli duemila anni. Una bella soddisfazione per il gruppo di ricercatori coordinati dal geoecologo David Gilichinsky, che ha pubblicato uno studio sulle pagine di Pnas.

Come racconta il New York Times, è un fatto abbastanza comune che gli scienziati si imbattano in semi antichi e siano presi dal desiderio di farli germinare. La curiosità di vedere come si sviluppa una pianta dal codice genetico vecchio di decine di migliaia di anni trasmette sempre una certa emozione.

Č un po' come trovare un vecchio film abbandonato negli scaffali di un archivio e guardarlo per la prima volta dopo tanto tempo. Con l'unica differenza di poter conoscere l'età precisa dei semi attraverso una etichetta particolare, quella fornita dalla datazione con i radioisotopi del carbonio. Sono vecchi di 32mila anni, millennio più, millennio meno. Insomma, coetanei dei mammut e rinoceronti lanosi che popolavano la regione siberiana durante l'ultima glaciazione.

Vista l'età dei semi di Silene, gli scienziati erano abbastanza scettici sul fatto di poterli far germogliare semplicemente piantandoli nel terreno. La lunga permanenza nella tana degli scoiattoli lasciava poche speranze di resuscitare il materiale vegetale. Sebbene fossero stati rinvenuti più di 600mila piccoli frutti, era necessario qualcosa di più del semplice paleo-giardinaggio.

Così, il team di Gilichinsky ha pensato di prendere una scorciatoia e di prelevare alcune cellule contenute nella placenta (un organo del frutto dove sono conservati gli ovuli) e di trapiantarle in una piastra da laboratorio addizionata con ormoni vegetali. Si tratta di una tecnica che viene utilizzata spesso per riprodurre le piante, visto che le loro cellule sono in grado di dare vita a cloni perfetti dell'organismo originale.

Così, grazie al mix di ormoni e sostanze nutritive, l'equipe russa è riuscita a far sviluppare ben 36 piante. A prima vista, i fossili viventi apparivano del tutto simili ai pronipoti di Silene che vivono tutt'oggi in quelle zone, ma al momento della fioritura le cose sono cambiate. Le creature plurimillenarie hanno mostrato qualche differenza nella forma del fiore e, soprattutto, i loro semi germinavano nel 100% dei casi.

Un bel record per un fossile vivente, tanto da spingere gli scienziati a ipotizzare che in certe condizioni le piante dell'era glaciale potrebbero prendere il sopravvento su quelle dell'età moderna. Visto il progressivo assottigliamento dello strato di permafrost, non è affatto improbabile che altri semi fossili possano riattivarsi e invadere nuovamente la Siberia.

Fonte: Wired.it

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În urma cercetarilor, oamenii de stiinta au dedus ca într-o perioada mai calda, acum aproape 5000 de ani, Marte a avut apa. Însa aceasta perioada a fost de scurta durata si nu a permis vietii sa se stabileasca la suprafata.

Cercetarea s-a bazat pe probele prelevate în 2008, în timpul misiunii Phoenix, si a fost nevoie de trei ani de studiu pentru a se ajunge la cocluzia ca solul de pe Marte este prea arid pentru a gazdui viata.

Suprafaţa planetei Marte nu poate găzdui viaţă

Esantioanele au fost aduse din regiunea nordica a planetei, dar studii separate au demonstrat ca întreaga planeta este acoperita de acelasi tip de sol.

"Am descoperit ca, desi exista o abundenta de gheata, Marte se confrunta cu o super-seceta care pare sa dureze de sute de milioane de ani. Noi credem ca imaginea planetei Marte, asa cum o cunoastem azi, contrasteaza puternic cu istoria sa anterioara, în care au existat perioade mai calde si mai umede, propice pentru existenta vietii", a declarat dr. Tom Pike, de la Imperial College London.

Sursa: The Telegraph - via Descopera.ro

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While a simple tablet, taken by the patient with a sip of water, may be the easiest way to administer a drug, this may not always be the most suitable. Some drugs are subjected to degradation by the body, while others, such as cancer medications, can be more effective if they are delivered directly to the diseased tissue site. Such a delivery could improve the effectiveness of the treatment and potentially reduce side effects.

Yiyan Yang and Jeremy Tan from the A*STAR Institute of Bioengineering and Nanotechnology, working in collaboration with researchers from the IBM Almaden Research Center and Stanford University in the USA, have reported the preparation of biodegradable, water-soluble polymers that can be loaded with the cancer drug Paclitaxel and injected directly into tumor tissues. Warming to body temperature causes the release of the therapeutic cargo with the system showing improvement in killing cancer cells over treatment with the drug alone.

Rather than being made from repeating units of a single monomer, the polymers described are a type of block copolymer—a polymer with one block that contains hydrophilic and hydrophobic groups and another block that contains hydrophobic groups. It is through the careful balance between these groups that the temperature-responsive property of the polymer is achieved.

To make the copolymers, Yang and co-workers used the process of living polymerization, which allows the polymer chains to keep growing until the supply of monomer is exhausted. When more monomers are added, polymerization will restart. The approach allows polymers with different sized blocks of hydrophilic and hydrophobic groups to be built easily to optimize the properties. It also results in polymers with a narrow distribution of molecular weights—an important factor in producing polymers with consistent properties throughout a sample.

Thermoresponsive polymers have been studied before, with one of the most intensively investigated being poly(N-isopropylacrylamide) (PNIPAAm), which was first synthesized in the 1950s. The critical difference in the new polymers described by Yang and co-workers is that they are both non-toxic and biodegradable. “After these polymers performed their task of delivering their important cargos, they should break down and be excreted without significant additional side effects,” says Yang. “We are now planning to further work with the IBM Almaden Research Center and other industrial partners to evaluate the in vivo toxicity and efficacy of this system for the delivery of therapeutics.”

Source: Agency for Science, Technology and Research - via ZeitNews.org

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Più piccoli sono i transistor, più se ne possono stipare in un solo chip, e più quel chip sarà potente. Questa equazione guida la ricerca nel campo dell'elettronica e dell'informatica da sempre e la miniaturizzazione si è spinta così in là che si è riusciti persino a creare transistor di un singolo atomo. L'ultimo della serie monoatomica, realizzato con il fosforo, è appena uscito dai laboratori di  Michelle Simmons dell'Università di New South Wales di Sidney, in Australia, e sembra parecchio migliore dei suoi predecessori.

Un transistor è un pezzetto di un materiale in grado di condurre l' elettricità e che, posto tra due elettrodi, può funzionare come un interruttore e come un amplificatore del segnale.

I ricercatori hanno ricoperto un foglio di silicio con uno strato di idrogeno e hanno usato una punta di un particolare microscopio, detto a effetto tunnel, per rimuovere in modo estremamente preciso solo alcuni atomi di idrogeno, seguendo un disegno prestabilito. Poi hanno preso due paia di striscioline di questo materiale e le hanno disposte perpendicolarmente le une alle altre, giustapponendo un piccolo rettangolo di appena sei atomi di silicio nel mezzo. Il tutto è stato poi esposto a fosfuro di idrogeno (PH 3) gassoso ed è stato fornito calore: in questo modo gli atomi di fosforo, conduttivi, si sono legati al silicio e, in particolare, un solo atomo si è andato a posizionare sul rettangolo centrale.

E il bello sta proprio qua. La parte più difficile nella realizzazione di transistor monoatomici, infatti, sta nel riuscire a posizionarli esattamente là dove li si vuole. Un passaggio fondamentale perché questa tecnologia possa passare alla fase applicativa.

Il risultato del procedimento messo a punto da Simmons è un sistema formato da 4 elettrodi di fosforo e un atomo centrale dello stesso elemento. Come descritto su Nature Nanotechnology, ciascuna coppia di elettrodi sono separati da una distanza pari a 108 nanometri (milionesimi di millimetro). Se si crea una differenza di potenziale, la corrente passa per forza attraverso il singolo atomo di fosforo centrale, che quindi funziona da transistor.

L'applicazione, però, è lontana. Come fa notare il fisico Bruce Kane dell'Università del Maryland (che non ha partecipato allo studio) su New Scientist, il transistor funziona solo per temperature prossime allo zero assoluto (inferiori al grado Kelvin, -272,15 °C) e la sua realizzazione è ancora complicata e lenta. “Vero – ribatte Simmons – ma questa resta pur sempre una delle poche tecniche che permetteranno di costruire un dispositivo di un solo atomo”.

Intanto c'è chi crede che il futuro di questa tecnologia sia nei futuri computer quantistici, come Jeremy Levy dell'Università di Pittsburgh in Pennsylvania. “ Lo spin degli elettroni in atomi di fosforo isolati possono rappresentare i qubit, l'equivalente quantistico dei bit. Controllare l'interazione tra qubit richiede di conoscere esattamente dove questi atomi si trovano. Ora che questo primo passo è fatto, la prossima sfida è far comunicare due di questi transistor”.

Fonte: Wired.it

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Un nou studiu, realizat de cercetatorii de la Universitatea Oxford în colaborare cu cei de la Universitatile din Liverpool, Manchester si Edinburgh, demonstreaza ca aceasta regiune a creierului este mai dezvoltata la persoanele care au un numar mare de prieteni.

Care este legătura între mărimea creierului şi numărul prietenilor?

Studiul sugereaza ca avem nevoie sa detinem un set de capacitati cognitive pentru a ne mentine un anumit numar de prieteni. Aceste capacitati sunt descrise de oamenii de stiinta drept mentalizare, abilitati prin care o persoana poate intui ce gândesc cei din jurul sau. Dezvoltarea acestor capacitîti, extrem de importante în gestionarea relatiilor si efectuarea comunicarii, este determinata de marimea cortexului prefrontal orbital.

În studiu au fost implicati 40 de voluntari ai caror creieri au fost observati cu ajutorul tehnicilor de imagistica. Astfel li s-a putut masura dimensiunea cortexului prefrontal, parte a creierului implicata în gândire. Mai departe, participantii au fost rugati sa întocmeasca o lista a tuturor persoanelor cu care au socializat în ultimele 7 zile, iar ulterior au fost supusi unui test pentru a li se determina capacitatea de mentalizare.

Rezultatele au indicat ca cei care aveau mai multi prieteni s-au descurcat mai bine la sarcinile care presupuneau mentalizare, având, la nivelul cortexului prefrontal orbital, un volum neuronal mai mare decât ceilalti participanti.

Întelegerea acestei legaturi dintre numarul de prieteni si marimea creierului unui individ îi poate ajuta pe oamenii de stiinta sa înteleaga mecanismele care au dus la dezvoltarea creierului uman si care, de-a lungul timpului, ne-au diferentiat pe noi de maimute.

Sursa: University of Oxford - via Descopera.ro

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