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 Trilingual World Observatory: italiano, english, română. GLOBAL NEWS & more... di Redazione
 
   
 
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 

I 108 minuti che seguirono la videro compiere un'orbita completa intorno alla Terra per poi atterrare con successo, inaugurando trionfalmente l'era delle missioni celesti. All'interno della capsula, guidato da Terra, c'era l'uomo che in seguito sarebbe stato ribattezzato il "Cristoforo Colombo dei cieli": il pilota sovietico appena 27enne Jurij  Gagarin. Tra inediti dietro le quinte e pericolosi imprevisti, la cronaca di una mattinata che fece la storia.

Prima dell'impresa

3461. I candidati piloti selezionati per la missione Vostok. Di questi, solo 20 affrontarono un anno di duro addestramento psicofisico basato su prove di resistenza alle vibrazioni e alle alte temperature, permanenza in camera di isolamento e risposta alle accelerazioni improvvise. Il 25 gennaio 1961 ne furono selezionati 6: Gagarin era tra questi.

Colazione. La mattina del lancio Gagarin e German Titov, il cosmonauta di riserva, furono svegliati alle 5:30. Jurij eseguì i consueti esercizi, si lavò e fece colazione con un menù "spaziale": carne trita, marmellata di more e caffè. Poi i due cosmonauti indossarono una sottotuta blu, calda e leggera, e sopra una tuta protettiva arancione dotata di un sistema di pressurizzazione, ventilazione e alimentazione. In testa un paio di cuffie e un casco bianco con la scritta CCCP (URSS).

Sangue freddo. Secondo lo storico spaziale Asif Azam Siddiqi, l'ingegnere sovietico Sergej Pavloviè Korolëv, supervisore della missione Vostok 1, era talmente agitato la mattina del 12 aprile 1961 che dovette prendere una pillola per il cuore. Gagarin invece sembrava calmo, e a mezz'ora dal lancio il suo polso registrava 64 battiti cardiaci al minuto.
 
Pipì. Durante il tragitto verso la rampa di lancio, Gagarin si fermò a far pipì sulla ruota posteriore dell'autobus che lo trasportava. Da allora questo è diventato un rito obbligato e propiziatorio per tutti gli astronauti del Soyuz. Altre tradizioni perpetuate in memoria di Gagarin sono: tagliarsi i capelli due giorni prima del lancio, non assistere al trasporto e al posizionamento dei razzi e della navicella, bere un bicchiere di Champagne la mattina della partenza e firmare la porta della camera dell'hotel prima di uscire per raggiungere la rampa.

L'interno della capsula spaziale Vostok 1 che ospitò Gagarin durante la sua missione.

"Si va!". La frase pronunciata da Gagarin alle 9:07 del 12 aprile 1961 quando, chiuso il portellone, cominciò il decollo.

43. I giorni di vita di Galya, secondogenita di Gagarin e della moglie Valya, quando il padre fu lanciato nello spazio. All'epoca Gagarin era già padre di una bambina di due anni, Yelena.

La navicella. Del peso totale di 4,7 tonnellate e alta 4,4 metri, la Vostok 1 ("Oriente 1" in russo) era costituita da due parti: un modulo abitabile di forma sferica, che ospitava l'astronauta, e un modulo di servizio provvisto della strumentazione di bordo, dei retrorazzi necessari a frenare e far ricadere la sonda a Terra e di 16 serbatoi contenenti ossigeno e azoto. La capsula abitata era dotata di tre oblò, un visore ottico da orientare a mano, una telecamera, la strumentazione per rilevare pressione, temperatura e parametri orbitali, un portellone e un sedile eiettabile lungo più o meno quanto l'abitacolo di una Fiat 500 (all'epoca il cosmonauta non atterrava insieme alla navicella, ma veniva espulso all'esterno e paracadutato a Terra in fase di rientro).

Il volo. Partita da Bajkonur (Kazakistan), la Vostok 1 compì un'orbita completa intorno alla Terra per atterrare, dopo 108 minuti, a Smielkova (Russia occidentale). Inizialmente la capsula fu diretta verso la Siberia; quindi sorvolò l'oceano Pacifico e, già quando si trovava sopra l'Africa, si accesero i retrorazzi per frenare la navicella e consentirne il rientro. L'altitudine massima raggiunta fu di 302 chilometri e la minima di 175. La Vostok viaggiava a una velocità di 27400 chilometri orari.

Data. Quella del 12 aprile 1961 era probabilmente la prima data utile per battere sul tempo - in piena Guerra Fredda - l'Agenzia Spaziale Statunitense nella corsa alla conquista dello spazio. Alan Shepard, il primo americano nello spazio, avrebbe tentato l'impresa il 5 maggio dello stesso anno. Quello di Shepard a bordo della capsula Freedom 7, però, fu un volo balistico che non raggiunse l'orbita terrestre (la missione non lo prevedeva) e durò poco più di 15 minuti.

L'orbita tracciata dalla Vostok 1. Evidenziata sulla sinistra la località di Shemya (Alaska) dove l'Agenzia per la Sicurezza Nazionale Statunitense intercettò le immagini del cosmonauta all'interno dell'abitacolo.

Musica. Per permettere a Gagarin di scegliere la frequenza migliore con cui comunicare, quattro stazioni radio terrestri trasmisero musica intervallata ogni 30 secondi da un messaggio di chiamata in codice morse, per tutta la durata della missione.

Prova TV. In piena Guerra Fredda, per gli Americani era prioritario avere la prova che i Sovietici avrebbero effettivamente mandato il primo uomo nello spazio, come da tempo si vociferava, e che non si trattasse di pura propaganda. Per questo già prima del lancio, l'Agenzia per la Sicurezza Nazionale americana progettò e fece realizzare speciali stazioni in grado di intercettare le comunicazioni dei Russi. Una di queste, posizionata a Shemya, nell'arcipelago delle Aleutine (Alaska), riuscì a captare le comunicazioni tra il cosmonauta e la base terrestre demodulando la trasmissione video e permettendo pertanto di vedere le immagini di Gagarin all'interno della Vostok (cosa già avvenuta nei due lanci precedenti della navicella che avevano però ciascuno, come passeggeri, un cane e un manichino). Così a soli 58 minuti dal lancio, i vertici militari statunitensi ebbero la conferma che l'Unione Sovietica stava facendo sul serio.

Scorte. A bordo della Vostok 1 c'erano viveri e acqua sufficienti per dieci giorni: in caso di avaria dei retrorazzi, infatti, la capsula avrebbe impiegato questo lasso di tempo a ricadere sulla Terra, per effetto della forza d'attrito presente sulla traiettoria di arrivo studiata. L'eventualità di un rientro "naturale" sulla Terra non venne mai trascurata in fase di progettazione e fu tenuta come possibilità di emergenza.

Luna. Quella secondo cui Gagarin avrebbe desiderato vedere la Luna durante il suo viaggio è probabilmente soltanto una leggenda. La fase lunare di quel 12 aprile 1961 (Luna quasi nuova) e la distanza angolare dal Sole (20 gradi) rendevano impossibile vedere il nostro satellite, e pare improbabile che l'astronauta non fosse a conoscenza di queste condizioni.

Pianeta azzurro. "La Terra è blu… che meraviglia. È bellissima" le parole che Gagarin pronunciò sbirciando fuori dall'oblò.

Una delle prime pagine dei giornali americani che raccontarono l'impresa.

Pilota automatico. Poiché agli albori dell'era spaziale non si conoscevano i dettagli sugli effetti della permanenza del corpo umano in assenza di gravità, i medici sostenevano che durante la missione il cosmonauta avrebbe sofferto di disorientamento, e che fosse pertanto consigliabile fargli fare la parte del passeggero. Ma gli astronauti erano di diverso avviso e fu raggiunto un compromesso: mentre i controlli di volo erano affidati a un autopilota, i comandi manuali potevano essere sbloccati in caso di necessità attraverso una combinazione numerica di tre cifre custodita in una busta sigillata. Nel caso di Gagarin, non fu necessario aprirla perché la capsula rientrò nell'atmosfera guidata da Terra.

Doppio imprevisto. Alle 10:25 il modulo di servizio con gli la strumentazione e i motori per sulla Terra accese i retrorazzi per 42 secondi, ma poi fallì il distacco dalla capsula in cui si trovava il pilota. L'incoveniente modificò  l'assetto della navicella che iniziò a roteare su se stessa fino a quando il calore dovuto all'entrata in atmosfera non sciolse i lacci che legavano i due moduli. A 7 mila metri di quota la capsula espulse il sedile con a bordo Gagarin: oltre al primo paracadute, però, si aprì anche quello di emergenza, e per qualche momento il cosmonauta, che nel frattempo si era separato dal sedile, temette che i lacci dei suoi due salvavita si potessero aggrovigliare.

Ivan Ivanovich. È il nome del manichino che veniva utilizzato per testare le navicelle Vostok durante la fase di preparazione ai voli con cosmonauti in carne e ossa. Munito di una tuta spaziale e di un viso dai lineamenti umani, aveva sotto al visore la scritta MAKET ("fantoccio" in russo) in modo tale che vedendolo, nessuno potesse scambiarlo per un vero astronauta. Ciò nonostante, quando il pupazzo atterrava al suolo dopo essere stato espulso dalla capsula spaziale, ai contadini sovietici ignari della sua vera natura faceva sempre una certa impressione vedere i militari affannarsi attorno ai resti del velivolo piuttosto che precipitarsi a soccorrere il pilota.

Terra! Alle 10.55 del 12 aprile 1961, dopo 108 minuti dal lancio, Gagarin toccò il suolo di una fattoria collettiva nella provincia di Saratov, Russia occidentale. Le prime persone che incontrò una volta atterrato furono la terrorizzata contadina Anna Taktatova e sua figlia, accompagnate da un vitellino.

Prima e ultima. Quella a bordo del Vostok fu l'unica missione di Gagarin nello spazio. Nella prima fase successiva all'impresa è probabile che i vertici sovietici non volessero offuscare la sua immagine con un nuovo, rischioso incarico. In seguito il cosmonauta fu inserito tra le riserve del Soyuz 1 (la cui missione fallì tragicamente nell'aprile del 1967 con la morte del colonnello Vladimir Komarov, prima vittima ufficiale nella storia del volo spaziale) ma morì prima di avere una nuova opportunità.
 
L'ultimo volo. Il 27 marzo 1968 Gagarin decollò dalla base sovietica di Chkalovskij a bordo di un aereo supersonico, un MiG-15 UTI: con lui c'era l'esperto istruttore e collaudatore Vladimir Sergeyevich Seryogin. Alle 10:31 si interruppero le comunicazioni con la torre di controllo. I relitti del velivolo, insieme a quel che resta dei corpi dei piloti, erano avvolti da una fitta nube di fumo. Le cause dell'incidente non sono del tutto note, ma c'è chi dice di aver sentito due forti esplosioni. Le ceneri di Gagarin si trovano all'interno delle mura del Cremlino, nella Piazza Rossa a Mosca.

Si ringrazia per la collaborazione Paolo Amoroso, collaboratore del Civico Planetario "Ulrico Hoepli" di Milano e del Museo Astronomico di Brera, esperto di astronautica e volo spaziale.

Fonte: Focus.it

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Se sporgervi da un balcone, salire in cima a un campanile o ammirare il panorama dalla cima di una montagna vi terrorizza, pensereste che l'ultima cosa che vi serve è una dose di stress aggiuntiva. Eppure un po' di tensione è proprio quello che ci vuole per provare a sconfiggere la vostra paura dell'altezza: è quanto sostiene un nuovo studio pubblicato sulla rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences.

Allenamenti faticosi. Una delle tecniche più rodate per sconfiggere una fobia è quella di sottoporre chi ne soffre a un'opera di progressiva desensibilizzazione, esponendolo allo stimolo che lo spaventa in condizioni controllate e sostanzialmente "insegnandogli" che non c'è nulla da temere (per approfondire vai allo speciale sulle fobie).

Paura scaccia paura. Studi precedenti indicavano che il cortisolo - un ormone secreto dalle ghiandole surrenali i cui livelli aumentano in condizioni di stress - può potenziare questo tipo di terapia. Un'equipe di ricercatori dell'Università di Basilea, in Svizzera, ha provato così a somministrare a 40 soggetti con la fobia dell'altezza 20 milligrammi di cortisolo, o semplice placebo, prima di sottoporli a tre diverse sessioni di trattamenti desensibilizzanti attraverso un visore a realtà virtuale. In un eccesso di sadismo (ma per il loro bene!) i poverini sono stati anche fatti salire in cima a una scala di tre piani, all'aperto.

Tre giorni più tardi, chi aveva assunto cortisolo ha dimostrato di avere significativamente meno paura delle altezze sia reali sia virtuali rispetto ai membri del gruppo di controllo.

I livelli di panico sono stati misurati attraverso questionari standardizzati e con l'aiuto della conduttanza cutanea (Skin Conductance Response), un dispositivo che riflette l'attività dei dotti sudoripari della pelle misurando indirettamente l'attivazione emotiva del soggetto.

Benefici a lungo termine. L'effetto positivo era ancora visibile a un mese dall'esperimento. I risultati, secondo Dominique de Quervain, a capo dello studio, potrebbero aprire nuove prospettive nel trattamento di altre patologie legate alla paura, come la sindrome da stress post-traumatico.

Fonte: Focus.it

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A dramatic and surprising magnetic effect of light discovered by University of Michigan researchers could lead to solar power without traditional semiconductor-based solar cells.

The researchers found a way to make an “optical battery,” said Stephen Rand, a professor in the departments of Electrical Engineering and Computer Science, Physics and Applied Physics.

In the process, they overturned a century-old tenet of physics.

“You could stare at the equations of motion all day and you will not see this possibility. We’ve all been taught that this doesn’t happen,” said Rand, an author of a paper on the work published in the Journal of Applied Physics. “It’s a very odd interaction. That’s why it’s been overlooked for more than 100 years.”

Light has electric and magnetic components. Until now, scientists thought the effects of the magnetic field were so weak that they could be ignored. What Rand and his colleagues found is that at the right intensity, when light is traveling through a material that does not conduct electricity, the light field can generate magnetic effects that are 100 million times stronger than previously expected. Under these circumstances, the magnetic effects develop strength equivalent to a strong electric effect.

“This could lead to a new kind of solar cell without semiconductors and without absorption to produce charge separation,” Rand said. “In solar cells, the light goes into a material, gets absorbed and creates heat. Here, we expect to have a very low heat load. Instead of the light being absorbed, energy is stored in the magnetic moment. Intense magnetization can be induced by intense light and then it is ultimately capable of providing a capacitive power source.”

What makes this possible is a previously undetected brand of “optical rectification,” says William Fisher, a doctoral student in applied physics. In traditional optical rectification, light’s electric field causes a charge separation, or a pulling apart of the positive and negative charges in a material. This sets up a voltage, similar to that in a battery. This electric effect had previously been detected only in crystalline materials that possessed a certain symmetry.

Rand and Fisher found that under the right circumstances and in other types of materials, the light’s magnetic field can also create optical rectification.

“It turns out that the magnetic field starts curving the electrons into a C-shape and they move forward a little each time,” Fisher said. “That C-shape of charge motion generates both an electric dipole and a magnetic dipole. If we can set up many of these in a row in a long fiber, we can make a huge voltage and by extracting that voltage, we can use it as a power source.”

The light must be shone through a material that does not conduct electricity, such as glass. And it must be focused to an intensity of 10 million watts per square centimeter. Sunlight isn’t this intense on its own, but new materials are being sought that would work at lower intensities, Fisher said.

“In our most recent paper, we show that incoherent light like sunlight is theoretically almost as effective in producing charge separation as laser light is,” Fisher said.

This new technique could make solar power cheaper, the researchers say. They predict that with improved materials they could achieve 10 percent efficiency in converting solar power to useable energy. That’s equivalent to today’s commercial-grade solar cells.

“To manufacture modern solar cells, you have to do extensive semiconductor processing,” Fisher said. “All we would need are lenses to focus the light and a fiber to guide it. Glass works for both. It’s already made in bulk, and it doesn’t require as much processing. Transparent ceramics might be even better.”

In experiments this summer, the researchers will work on harnessing this power with laser light, and then with sunlight.
The paper is titled “Optically-induced charge separation and terahertz emission in unbiased dielectrics.” The university is pursuing patent protection for the intellectual property.

Source: PhysOrg

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By Admin (from 20/06/2011 @ 08:00:24, in ro - Stiinta si Societate, read 481 times)

 Se poate recrea viata, fabricand efectiv o fiinta din organe prelevate de la cadavre? Pare imposibil, si totusi oamenii de stiinta se apropie, pas cu pas, de aceasta (deocamdata) utopie. In 1818, cand si-a publicat romanul, devenit celebru, „Frankenstein”, scriitoarea Mary Shelley nici macar nu visa ca fantezia ei sa devina intr-o zi realitate.

Trei ore, in pragul mortii

Pare  adevarata nebunie. Faptele insa vorbesc: cercetatorii de la Universitatea militara de stiinte ale sanatatii din Bethesda, SUA, sunt capabili sa resusciteze o persoana chiar si la trei ore dupa ce inima acesteia a incetat sa mai bata. Cel putin, asa se crede, caci pana acum experimentele au fost realizate numai pe porci. Principiul acestei manipulari la frontierele realului? Cercetatorii extrag in totalitate sangele din corpul animalului, inlocuindu-l cu un lichid inghetat, continand o solutie salina la 4ºC.

Fluidul foarte rece provoaca un soc termic, antrenand oprirea rapida a inimii si scaderea brusca a temperaturii corpului, de la 37ºC, la 10ºC, in mai putin de o jumatate de ora. Astfel, celulele functioneaza dintr-odata „la ralenti” consumand foarte putina energie. Din fericire, pentru ca nu mai sunt alimentate cu oxigen, cel ce permite arderea zaharurilor, proces generator de energie. Rezultatul: celulele nu mor, ci sunt plasate in asa-numita stare de „viata suspendata”. Dupa trei ore, cercetatorii reanimeaza animalul, ca si cum nimic nu s-ar fi intamplat. Trei ore care, in cazul unor accidente grave, pentru victimele umane ar insemna infinite sanse de salvare a vietii.

Un... corp prea indepartat

Doctorul Frankenstein si-a creat „opera”  luand mainile lui Paul, corpul lui Pierre, picioarele lui Martin etc. Realizand deci un fel de puzzle macabru, din membre si organe prelevate de la indivizi diferiti (a se citi „cadavre”). Personajul romanului are insa un omolog rus, in persoana medicului Vladimir Demikhov, obsedat de fabricarea unor caini cu doua capete (foto 2)! Incepand din anul 1950, el a „asamblat” nu mai putin de 20 asemenea cerberi, scopul de baza fiind perfectionarea tehnicilor de grefe de organe. El l-a inspirat si pe americanul Robert White, care a incercat sa grefeze un cap de maimuta pe corpul altei primate. „Monstruoasa coalitie” a supravietuit numai ceva mai mult de-o zi. Ideea insa nu s-a pierdut.

Cel putin adeptii criogeniei cred ca, macar capul doritorilor (si buni platitori) sa se pastreze pentru o resuscitare peste un veac, ar putea sa se conserve la –130ºC, pana cand stiinta va fi capabila sa le ofere un nou corp. Deocamdata insa asa ceva e cu totul imposibil de realizat. Problema este ca in sange apar mici cristale de gheata, in interiorul capului criogenizat. Vasele sangvine compenseaza pierderea de lichid, pompand apa din celulele din vecinatatea lor, operatiune fatala pentru acestea din urma, care vor fi distruse, iar capul si creierul – irecuperabile. Asadar, visul nebunesc al doctorului Frankenstein si al celor care vor sa-i urmeze - in realitate – exemplul, ramane inca utopic. Reale sunt in schimb (si cu un imens castig pentru numerosi oameni) grefele de orgne, care pot fi pastrate timp de cateva ore la temperaturi scazute.

*  *  *

Va prezentam in incheiere cele mai importante grefe, realizate in premiera: 1950 – rinichi, dr. Lawler (SUA); 1963 – ficat, prof. Starzl (SUA); 1967 – inima, prof. Ch. Barnard (Africa de Sud); 1968 – plaman, prof. Deron (Belgia); 1998 – mana, prof. Dubernard (Franta); 2005 – fata, prof. Devauchelle, Testelin si Dubernard (Franta).

Autor: ADRIAN-NICOLAE POPESCU - magazin.ro

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Unele piese ale sistemului, care absorb cesiu radioactiv, trebuie schimbate mult mai devreme decat era prevazut, din cauza nivelului prea ridicat de radiatii, au precizat reprezentanti ai Tokyo Electric Power (TEPCO).

Uzina de decontaminare a inceput sa functioneze vineri la ora locala 20.00, fiind oprita cateva ore mai tarziu.
Operatorul nu a precizat cand va reincepe sa functioneze uzina de decontaminare.

TEPCO a anuntat ca sedimente radioactive au intrat in sistemul de retratare, unde apa tratata este mai radioactiva decast estima compania initial.

Peste 100.000 de tone de apa radioactiva s-au acumulat in incinta reactoarelor si turbinelor centralei Fukushima Daiichi dupa cutremurul si tsunami-ul de la 11 martie.

Apa radioactiva ii împiedica pe muncitori sa intre in instalatii pentru a reactiva circuite de racire a combustibilului nuclear.
TEPCO trebuie sa injecteze circa 500 de tone de apa in fiecare zi, dintre care o parte se acumuleaza in instalatii.

Fonte: bzi.ro

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Si parla da tempo e con preoccupazione di razionalizzazioni della piazza finanziaria e di chiusure di banche, specie di matrice estera, di cessazioni d’attività di fiduciarie e di fusioni e acquisizioni tra istituti. Tutto questo si traduce in licenziamenti, sempre camuffati da partenze spontanee o incentivi, che colpiscono in primo luogo gli over-50, ma non solo.

Come si può prevedere un rischio incombente di pericolo per il proprio posto di lavoro? Esistono segni premonitori che possono far capire che qualcosa si sta muovendo, naturalmente in peggio, nell’azienda, grande o piccola che sia e praticamente in qualunque piazza finanziaria ci si trovi. Le vecchie volpi aziendali hanno imparato a riconoscere le avvisaglie di pericolo per la poltrona, ma sarebbe meglio dire per la sopravvivenza minima di ciascuno e della propria famiglia. Sulla base delle esperienze sul campo e dopo averle comparate con una lista stilata nella City dalla Entrepreneur Ltd, si possono identificare quindici punti chiave che, a prima vista anche abbastanza spiritosi, in realtà sono stati -purtroppo- ampiamente verificati in concreto. Almeno un paio proprio in questi ultimi giorni, in riferimento a banche elvetiche.  


Manuale di sopravvivenza

1. Voci di razionalizzazioni della piazza iniziano a circolare sui media (i giornalisti sanno sempre cosa fa la vostra banca prima che ve lo dica la DG e se vengono smentite con stizza dal vostro ufficio stampa, sono certamente vere - anche perché spesso è il direttore stesso ad averlo detto al Rotary o Lions al suo amico direttore di giornale)
2. Viene annunciato il blocco delle assunzioni (ma, misteriosamente, qualche faccia nuova la si vede arrivare lo stesso. (Vedi punto 10.)
3. Vengono tagliate le spese, specie le più ridicole (come biro, block-notes intestati, fiammiferi e cioccolatini nei salottini) che non influiscono certo sul budget. Le Mercedes e le Audi 8 aziendali cedono il garage alle Smart ‘per essere ecologici’
4. Si chiede ai dipendenti di vestirsi meglio in ufficio (anche il venerdì, ma da noi il casual Friday non ha mai attecchito molto. Invece, nessuno vi dirà che un banchiere non indossa mai scarpe marroni con il vestito blu)
5. Consulenti e personale interinale vengono mollati e interrotti i contratti con i fornitori tradizionali (prima parte della spasmodica ricerca dell’uomo miracolo – che non esiste e in genere viene impersonato da un venditore di fumo milanese, scuro in volto, che non parla mai e più costoso dei consulenti precedenti messi assieme. Bravissimo a ‘coccolare’ il Presidente cui dà del tu e gli telefona di continuo, ma non fa assolutamente niente di concreto per la banca)
6. Le riunioni in sala conferenze si moltiplicano, su temi ignoti e/o si decidono continui spostamenti (inutili) di personale da un ufficio all’altro. La catastrofe è se viene convocata una riunione collettiva di tutti i dipendenti (naturalmente dopo l’orario di lavoro)  
7. Si vedono sempre più visite di estranei (specie giovani o stranieri) condotti per gli uffici dai dirigenti ‘per far conoscere la nostra realtà’
8. Alcuni colleghi sono convocati in conferenza a porte chiuse, e voi no. E non vi dicono niente quando escono
9. Quelli delle Risorse umane, improvvisamente, girano per gli uffici, in silenzio, guardando con muta riprovazione tutto e tutti
10. I manager cercano di affrettare le nuove assunzioni (di loro protetti) che avevano in previsione da tempo (vedi 2. e 13.)
11. Il vostro capo diretto viene festeggiato perché ‘ha chiesto il prepensionamento’ o ‘vuole accettare nuove sfide’ e non viene sostituito
12. Vi viene richiesto di compilare una ‘job description’ (senza spiegare di cosa si tratta, né perché)
13. Vi chiedono di spiegare il vostro lavoro a un collega più giovane (in genere quello del punto 10) 
14. Se domandate quando potete prendere le ferie, vi rispondono ‘quando vuoi’
15. Vi continuano a domandare ‘a che punto sei con il tuo lavoro’, mentre prima non interessava a nessuno.

Infine, un fatto di recente avvenuto a Lugano: se circolano voci di fusione o vendita della vostra società X e vengono recisamente smentite, con relative invettive contro i giornalisti e annunci scritti ai dipendenti per e-mail o in bacheca, ma vedete il CEO della banca Y salire in Foresteria, dispensando sorrisi a segretarie e fattorini, sapete con certezza cosa vi sta per capitare.

Fonte: tio.ch - L.M.V.

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Un team internazionale di scienziati sta progettando un viaggio... al centro della Terra. O quasi. La notizia, che a prima vista potrebbe sembrare un pesce d'aprile un po' in ritardo, è in realtà autentica e fondata: Damon Teagle, un geologo del National Oceanography Centre presso l'Università di Southampton, Regno Unito, e Benoit Ildefonse dell'ateneo di Montpellier, in Francia, stanno ultimando i preparativi per la perforazione oceanica più profonda mai tentata: oltre 8 chilometri sotto il pavimento del Pacifico.

buco

Cosa c'è sotto?

Il loro obiettivo è quello di espolorare la discontinuita di Mohorovièić, cioè la zona di confine tra la crosta terrestre e il mantello. Ma cosa si aspettano di trovare là sotto?
Nessun dinosauro e nessun passaggio verso un'altra dimensione, ma risposte: per esempio su come si sono formati il pavimento oceanico e l'intero pianeta. Il 60% della Terra si è infatti formato negli ultimi 200 milioni di anni: se confrontato per esempio al continente australiano, vecchio di miliardi di anni, è molto recente. Fino ad oggi gli unici campioni di roccia così antica che gli scienziati hanno potuto maneggiare sono quelli eruttati dai vulcani. "Ma si tratta di rocce profondamente alterate dai movimenti che le hanno portate in superficie" spiega Teagle.
Perforando così in profondità potranno invece scoprire come si evoluto il pianeta sin dal momento in cui il il nucleo e la crosta si sono differenziati.
In particolare gli scienziati studieranno la concentrazione di elementi come il potassio e l'uranio.

Esperimento hi-tech

Tenicamente la sfida è impegnativa: gli scienziati prevedono di perforare la crosta oceanica per 8 km a partire da 4.000 metri di profondità. Non è proprio il centro della Terra, che secondo i calcoli della NASA si trova tra i 6.357 e i 6.358 km sotto la superficie, ma non sarà certo una passeggiata. Attorno ai 6.000 metri i ricercatori troveranno temperature di oltre 560°C e pressioni di una tonnellata per centimetro quadrato.
La tecnologia per questo esperimento è ancora tutta da inventare: i più sofisticati strumenti oggi disponibili consentono di perforare in non più di 2.000-2.500 metri di acqua: a profondità quasi doppie servono materiali leggeri ma resistenti, lubrificanti speciali, sistemi per la trasmissione dati e molto altro ancora.

Nessun pericolo? Speriamo...

Secondo gli scienziati i luoghi potenzialmente più interessanti per il superbuco sono tre: le acque al largo delle Hawaii, della Baia dell California o del Costa Rica.
Ma un buco così profondo non sarà anche pericoloso? "No", affermano i ricercatori, "e non ci saranno nemmeno danni ambientali: nessuna fuga di gas nè di petrolio, che a quelle profondità e in quelle zone non ci sono". Insomma, il pericolo di una Deep Water Horizon 2 sembra scongiurato.
Se tutto andrà bene i lavori inzieranno entro il 2020. Un esperimento simile fu tentato per la prima e ultima volta nel 1961: il progetto ebbe scarso successo a causa dei modesti mezzi messi a disposizione degli scienziati e si concluse con un nulla di fatto e qualche campione di roccia estratto dalla crosta oceanica nei pressi di Guadalupe.

Fonte: Focus.it

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By Admin (from 19/06/2011 @ 11:00:47, in en - Global Observatory, read 317 times)

Researchers here have created the first electronic circuit to merge traditional inorganic semiconductors with organic "spintronics" – devices that utilize the spin of electrons to read, write and manipulate data.

Ezekiel Johnston-Halperin, assistant professor of physics, and his team combined an inorganic semiconductor with a unique plastic material that is under development in colleague Arthur J. Epstein's lab at Ohio State University.

Last year, Epstein, Distinguished University Professor of physics and chemistry and director of the Institute for Magnetic and Electronic Polymers at Ohio State, demonstrated the first successful data storage and retrieval on a plastic spintronic device.

Now Johnston-Halperin, Epstein, and their colleagues have incorporated the plastic device into a traditional circuit based on gallium arsenide. Two of their now-former doctoral students, Lei Fang and Deniz Bozdag, had to devise a new fabrication technique to make the device.

In a paper published online today in the journal Physical Review Letters, they describe how they transmitted a spin-polarized electrical current from the plastic material, through the gallium arsenide, and into a light-emitting diode (LED) as proof that the organic and inorganic parts were working together.

"Hybrid structures promise functionality that no other materials, neither organic nor inorganic, can currently achieve alone," Johnston-Halperin said. "We've opened the door to linking this exciting new material to traditional electronic devices with transistor and logic functionality. In the longer term this work promises new, chemically based functionality for spintronic devices."

Normal electronics encode computer data based on a binary code of ones and zeros, depending on whether an electron is present or not within the material. But researchers have long known that electrons can be polarized to orient in particular directions, like a bar magnet. They refer to this orientation as spin -- either "spin up" or "spin down" -- and this approach, dubbed spintronics, has been applied to memory-based technologies for modern computing. For example, the terabyte drives now commercially available would not be possible without spintronic technology.

If scientists could expand spintronic technology beyond memory applications into logic and computing applications, major advances in information processing could follow, Johnston-Halperin explained. Spintronic logic would theoretically require much less power, and produce much less heat, than current electronics, while enabling computers to turn on instantly without "booting up."

Hybrid and organic devices further promise computers that are lighter and more flexible, much as organic LEDs are now replacing inorganic LEDs in the production of flexible displays.

A spintronic semiconductor must be magnetic, so that the spin of electrons can be flipped for data storage and manipulation. Few typical semiconductors – that is, inorganic semiconductors – are magnetic. Of those that are, all require extreme cold, with operating temperatures below ?150 degrees Fahrenheit or ?100 degrees Celsius. That's colder than the coldest outdoor temperature ever recorded in Antarctica.

"In order to build a practical spintronic device, you need a material that is both semiconducting and magnetic at room temperature. To my knowledge, Art's organic materials are the only ones that do that," Johnston-Halperin said. The organic magnetic semiconductors were developed by Epstein and his long-standing collaborator Joel S. Miller of the University of Utah.

The biggest barrier that the researchers faced was device fabrication. Traditional inorganic devices are made at high temperatures with harsh solvents and acids that organics can't tolerate. Fang and Bozdag solved this problem by building the inorganic part in a traditional cleanroom, and then adding an organic layer in Epstein's customized organics lab – a complex process that required a redesign of the circuitry in both parts.

"You could ask, why didn't we go with all organics, then?" Johnston-Halperin said. "Well, the reality is that industry already knows how to make devices out of inorganic materials. That expertise and equipment is already in place. If we can just get organic and inorganic materials to work together, then we can take advantage of that existing infrastructure to move spintronics forward right away."

He added that much work will need to be done before manufacturers can mass-produce hybrid spintronics. But as a demonstration of fundamental science, this first hybrid circuit lays the foundation for technologies to come.

For the demonstration, the researchers used the organic magnet, which they made from a polymer called vanadium tetracyanoethylene, to polarize the spins in an electrical current. This electrical current then passed through the gallium arsenide layer, and into an LED.

To confirm that the electrons were still polarized when they reached the LED, the researchers measured the spectrum and polarization of light shining from the LED. The light was indeed polarized, indicating the initial polarization of the incoming electrons.

The fact that they were able to measure the electrons' polarization with the LED also suggests that other researchers can use this same technique to test spin in other organic systems.

Source: PhysOrg

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By Admin (from 19/06/2011 @ 08:00:29, in ro - Stiinta si Societate, read 945 times)

 Evolutia umanitatii a cunoscut salturi remarcabile, datorate scanteii de geniu a unor savanti ce au reusit sa realizeze in cursul unei vieti lucruri imposibile vreme de mii de ani, precum Arhimede, da Vinci, ori Edison. Despre Nikola Tesla s-a vorbit mai putin, intrucat insusi firea bizara a acestui savant l-a facut putin popular in epoca. Considerat prin excelenta tipul geniului neinteles de contemporanii sai, Tesla isi releva astazi, la mai bine de jumatate de secol de la moarte, intreaga masura a capacitatii sale creatoare. Ceea ce nimeni nu a putut descifra insa este cat de departe ar fi ajuns acest „geniu nebun” cu cercetarile sale, daca destinul i-ar fi permis...

Minunile din viata sa

Nascut in noaptea de 9 spre 10 iulie 1856, la Lika, o regiune muntoasa din Balcani, Nikola Tesla a fost, la origine, sarb. Tatal sau, Milutin, urmase un an scoala militara, apoi se transferase la seminarul teologic din Viena, fiind hirotonit preot in 1845. Inca din anii de gimnaziu, Nikola s-a facut remarcat ca un „copil minune”, abilitatea lui de a face in minte calcule integrale lasandu-i pe profesori cu gurile cascate. Tot din aceasta perioada dateaza si primul episod straniu din viata sa: in momentul cand a vazut, intr-o litografie din cartea de geografie cascada Niagara, micului Nikola i-a aparut brusc in minte imaginea unei uriase roti de otel invartita de apele vijelioase.

Ajuns acasa, i-a dezvaluit viziunea tatalui sau si i-a spus ca intr-o zi va ajunge in America si va captura energia cascadei in acest fel. Parintele l-a privit ingaduitor, convins ca sunt doar fantezii copilaresti, si ca, la maturitate, Nikola ii va da ascultare si se va face preot. Dar copilul nu avea nici cea mai mica inclinatie spre cele sfinte si totusi, nu indraznea sa incalce porunca tatalui sau. Intervine al doilea episod bizar: Nikola se imbolnaveste de holera si, aproape muribund, isi pune tatal sa promita ca, daca va scapa cu viata, ii va permite sa devina inginer, cum isi dorea. Preotul inalta rugaciuni pentru salvarea fiului si Nikola se vindeca iar parintii il lasa sa se inscrie la Scoala Politehnica din Graz, pentru a studia ingineria.

„Nu cunosc decat doi oameni geniali pe lume: Edison si Tesla”

Dupa absolvirea acestei institutii, este angajat la o companie din Budapesta, unde face primele schite ale motorului cu inductie, o descoperire tehnologica menita sa schimbe lumea. Imediat, este angajat de o alta companie de electricitate, de asta data din Franta, la Strasbourg, unde construieste o centrala electrica revolutionara, atragand atentia lui Charles Batchelor, asistent al marelui inventator american Thomas Alva Edison. In 1884, Batchelor ii ofera o scrisoare de recomandare catre Edison, personal.

Din nou, intervine un episod ciudat: in gara Le Havre, niste gainari ii fura distratului Tesla haina, cu tot cu bani si cu biletul de transatlantic. Amenintat sa rateze calatoria, tanarul il implora pe capitanul vasului sa-l primeasca la bord si acesta, impresionat, accepta in cele din urma. La 28 de ani, Nikola Tesla debarca la New York avand in buzunare patru centi, un carnetel cu calcule matematice, schita unui aparat de zbor si scrisoarea de recomandare, in care Batchelor scrisese: „Dragul meu Edison, nu cunosc decat doi oameni geniali pe lume. Unul esti tu, celalalt este pustiul din fata ta”... 

Intuind si el, instantaneu, in tinerelul cu mustata si ochi ageri ce sta stingher in fata sa, un rival periculos, Edison il primeste cu raceala dar accepta totusi sa-l angajeze, ca inginer electrician. Ca americanul avusese dreptate sa se teama de geniul tanarului emigrant se va vedea peste doar cateva saptamani, cand generatorul Edison cu care era inzestrat transatlanticul Oregon se defecteaza, amenint and ca voiajul peste Atlantic sa fie amanat. Toti spun ca reparatia nu se poate efectua in mai putin de o saptamana.

Or, intarzierea ar fi produs armatorilor pagube de sute de mii de dolari. Tesla cere sa fie trimis pe vas, spre a repara scurt-circuitul iar Edison, strans cu usa, ii promite o prima de 50.000 de dolari daca vaporul va pleca la timp; dupa ce descopera cauza, in distrugerea unor spire din bobina generatorului, Tesla rebobineaza dispozitivul, muncind ca un Sisif, o zi si o noapte, fara odihna. De altfel, ritmul sau de lucru ii sperie pe colegi: ii erau suficiente trei ore de somn pe noapte si a pastrat acest ritm infernal, fara sa simta oboseala, pana la batranete. Un adevarat extraterestru... Dar poate tocmai fiindca era atat de „nepamantean”, Tesla era si usor de pacalit. Cand isi cere rasplata, Edison il ironizeaza: a fost o gluma. „Cand ai sa devii cu adevarat un american, ai sa poti pricepe o gluma americana”.

Curent alternativ versus curent continuu

Socat si dezgustat, tanarul isi scrie demisia si se angajeaza la o compania de constructii, unde, timp de cateva saptamani, va sapa santuri pentru canalizarea orasului New York. Dar nu va ramane mult la munca de joc, caci un grup de investitori, intuind geniul sau, il sponsorizeaza, incurajandu-l sa-si deschida propria firma - Tesla Electric Light Company. Tanarul inventeaza imediat un bec superior, ca eficienta si design, celor realizate pana atunci de Edison si compania – al carui presedinte era doar cu numele – se umple de bani. Desigur, Tesla nu se alege decat cu faima...

Dar norocul lui e pe cale sa se schimbe. A.K. Brown, directorul importantei companii de electricitate Western Union ii incredinteaza o suma considerabila, pentru ca Tesla sa-si poata puna in practica ideea construirii unui motor cu curent alternativ. Un industrias din Pittsburgh, George Westinghouse, intuind importanta descoperirii pentru transmiterea informatiilor la distanta, vine in laboratorul lui Tesla si cumpara patentul, pentru suma de 60.000 de dolari. Savantul investeste toti banii in dotarea laboratorului, fiind apoi imprumutat de prieteni pentru a nu muri de foame...

Geniu pustiu

Triumful lui Tesla va veni la 1 mai 1893, cand la inaugurarea Expozitiei Columb (se implineau patru sute de ani de la descoperirea Americii), presedintele Grover Cleveland apasa pe un buton, aprinzand astfel o suta de mii de lampi incandescente, create de savantul din Balcani! Pe 16 noiembrie 1896, un nou triumf: prima hidrocentrala din lume, folosind, asa cum visase Tesla in copilarie, forta apelor vijelioase ale Niagarei, este pusa in functiune. America era la picioarele „geniului extraterestru”.

Urmeaza apoi unul dintre cele mai misterioase episoade din viata lui Nikola Tesla: experimentul Colorado. Inventatorul realizeaza un fulger artificial, lung de peste 40 de metri, tunetul produs de el auzindu-se la 50 km departare! Tesla va continua seria acestor experimente neobisnuite. Descoperind frecventa de rezonanta a pamantului, el reuseste sa provoace un seism artificial, plasand in sol un oscilator care rezona cu aceeasi frecventa cu a planetei. In primii ani ai secolului XX, Tesla prezice ca vremea va putea fi controlata cu ajutorul energiei electrice si propune implementarea unui sistem global de comunicatii fara fir, cu multe decenii inainte de aparitia Internetului... Dar ideile sale erau prea avansate si multi il considera nebun.

Cu cativa ani inainte ca englezii sa puna in functiune radarul, Tesla ii descrie principiile, dar isi abandoneaza cercetarile in aceasta privinta, convins ca descoperise o noua sursa de energie, o „raza mortala” care concentra fascicule de particule prin aer si genera o asemenea energie incat putea dobora „o flotila de 10.000 de avioane inamice la o distanta de 250 mile”! O asemenea arma ar fi descurajat, credea Tesla, dorinta oricarui stat de a comite agresiuni asupra altuia. Cei mai interesati de proiect se arata nu americanii, nici britanicii, ci... sovieticii, care chiar ii inainteaza un cec de 25.000 de dolari pentru a pune la punct un prototip.

Dar Tesla nu va mai putea sa-si puna in practica ideile, intrucat pe 7 ianuarie 1943 trupul lui neinsufletit este gasit intr-o camera a hotelului New Yorker. Imediat, FBI confisca toate documentele ce-i apartineau. Disparitia lui brusca a starnit controverse. A murit Tesla din cauze naturale (sa nu uitam ca avea 87 de ani, dar avea totusi o sanatate perfecta!) sau a fost eliminat chiar de catre serviciile secrete americane, de teama ca nu cumva cunostintele sale sa incapa pe mainile spionilor Axei sau ale rusilor? Un mister ce se adauga celorlalte numeroase mistere din enigmatica viata a acestui „stapan al fulgerelor”...

Autor: GABRIEL TUDOR - Revista Magazin

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Eccovi lo scoop sulla povera vecchia Ellade, il triste paese a cui la UE ha appena concesso una tregua temporanea prima di essere trasportata alla discarica comunale: la Grecia farà default nel 2012. Se ci sono scettici in giro, questa previsione viene dal grande oracolo di economia Taki, lo stesso Taki che aveva sentito puzza di bruciato anche prima che il governo greco fosse colto in flagrante a "cucinare" i suoi libri aiutato dalla piovra gigante velenosa, Goldman Sachs . Quest'ultima incassò la sua gigantesca commissione e tornò a casa per continuare il suo lavoro di fregare gli ingenui. I greci andarono in spiaggia a godersi il mare e ora pagano le loro follie passate.

Il guaio è che nessun responsabile del disastro è mai stato punito. Un ex-ministro della Difesa sotto il governo socialista di dieci anni fa, tale Akis Tsohatsopoulos, è stato in prima pagina sui giornali perchè gli avevano trovato 180 milioni di euro nel suo conto in una banca privata. Il barbone non aveva soldi di famiglia, tranne il suo stipendio ministeriale. I giornali gridarano allo scandalo, senza alcun risultato. Questi ha minacciato di rivelare la verità sulle tangenti per la difesa, per cui i "conservatori" all'opposizione si sono zittiti. Il risultato è stato un classico fiasco ellenico: il ministro ha tenuto il denaro e tutti sono andati in spiaggia a godersi il mare

Come si può prendere sul serio i politici greci? Costantino Karamanlis, morto da anni, chiamava ladri quelli della giunta militare, ma Taki che li conosceva meglio ha inviato pacchi alimentari alle mogli dei leader del colpo di stato mentre i loro mariti marcivano in galera. Karamanlis ha tenuto banco nel primo grande periodo di corruzione, quando portò la Grecia verso l'UE nei primi anni '80. Andreas Papandreou, padre del greco premier attuale, era conosciuto come Ali Baba perché lui e i suoi ministri hanno fatto del mentire e rubare una nuova forma d'arte greca, un arte molto più redditizia che costruire edifici inutili come il Partenone. Un altro Karamanlis, il nipote, ha dato il colpo di grazia all' economia quando per cinque anni quando seduto sul suo grasso sedere di primo ministro ha presieduto al ladrocinio generale nel settore pubblico dove si è rubato qualsiasi cosa valesse la pena di rubare.

I soli Greci le cui mani sono pulite sono la piccola minoranza che continuano a lavorare tenendo il governo lontano dalle loro attività. Gestire un'impresa in Grecia è un po 'come tenere un ristorante a Brooklyn durante durante il periodo di Don Corleone e Frank Costello. Prima o poi qualche pezzo da novanta - il governo - entra e ti domanda il pizzo. Il business in Grecia dipende da influenze politiche e senza di esse non c'è business. Io non ho lo spazio né la pazienza, per elencare i casi so che di americani di origine greca che hanno portato soldi nella vecchia cara Ellade per avviare un business e sono stati fregati dai funzionari del governo. E' molto semplice: se si vuole fare affari nel paese natale di Archimede, si corrompono funzionari governativi e il governo in Grecia è completamente, totalmente, al 100 per cento corrotto.

Sono stato costretto a vendere un complesso di hotel che ora ha un valore di cento milioni di euro per meno di un decimo del suo valore perché mi sono rifiutato di pagare una tangente alla Banca Nazionale della Grecia, per abbassare i tassi di interesse del 35% che stavo pagando. Sono stato stupido ? Assolutamente. Questo è stato venti anni fa, ma mi ha dato un grande piacere di andarmene dal paese e tornarvi solo sulla mia barca per incontrare le donne sulle spiagge. Alcuni di voi lettori di un tempo ricorderete che alcuni gangster hanno anche fatto saltare in aria la barca che avevo ereditato da mio padre. Mi sono rifiutato di pagare loro una parte dei soldi di assicurazione che ho raccolto e hanno cominciato a far saltare case e beni che appartenevano a persone che hanno lavorato per me. Quando finalmente ho trovato il modo di metterli con le spalle al muro hanno agito come se fossero del governo. Il loro capobastone mi ha detto: "Altri hanno pagato, perché non paghi allora ?" Anni dopo mi ha mandato una cartolina di Natale e mi ha elogiato per avere tenuto duro con la sua banda. (Era stato trovato legato e imbavagliato, ma vivo in un bagagliaio di un'auto nel frattempo.) L'ho perdonato, perché se il governo si comporta come un gangster, cosa deve fare un povero mafioso ?

Così la Grecia ancora una volta viene tratta in salvo dalla UE, ma per quanto tempo? Il debito pubblico dovrebbe raggiungere il 170% del PIL. Come può qualcuno aspettarsi che noi crediamo che la Grecia pagherà quasi il 20% del suo PIL per decenni semplicemente per gli interessi? E' un altro pacco che i banchieri-burocrati e i politici greci hanno confezionato. La Grecia è stata in default dal giorno del suo ingresso nell'UE quando ha cominciato a spendere come il miliardario Abramovich a Londra. (Č sempre facile scialacuare soldi ottenuti con la truffa). I contribuenti europei verranno lasciati con il cerino in mano. I burocrati euro-truffatori che gestiscono la nostra vita lo sanno, ma devono semplicemente guadagnare tempo. George Papandreou lo sa. Merkel e Sarkozy lo sanno. Bruxelles lo sa, ma il burlesque va avanti, una farsa ad oltranza

Ci sarà un colpo di stato in Grecia? Spero proprio di sì, ma la risposta è che non succederà mai. La gente ha messo su troppo grasso e si è rammolita dopo anni di banchetti gratis a spese altrui. Sto anche costruendo una casa in Grecia ora, proprio come il re Costantino. Intendiamoci, il re ha una scusa, soffre di eccessiva Hellenophilia, io non ho una scusa, ma mi piace vivere pericolosamente.

Fonte: cobraf.com - Autore: Taki Theodoracopulos - Articolo originale: http://takimag.com/article/a_coup_de_greece

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