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 Trilingual World Observatory: italiano, english, română. GLOBAL NEWS & more... di Redazione
 
   
 
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 

Al solito i titoli bancari pesano sull'indice milanese che risulta il peggiore del Vecchio Continente. Straordinaria performance di Parmalat.

Il mondo si è svegliato scoprendo che in mezzo al Mar Mediterraneo c'è un'isola, dimenticata da tutti, che, anche se economicamente vale meno di un'ameba, può far succedere una tempesta finanziaria globale in grado di mandare in fumo migliaia di miliardi di euro (o di dollari, fate voi), si chiama Cipro.

Cosa è accaduto a Cipro?

Nulla!!!

Nulla di particolare, voglio dire.

Nel bel mezzo di una crisi finanziaria, che ha mandato Cipro sull'orlo del dissesto finanziario, quei geni (perché non li si può definire diversamente) dell'Eurogruppo, nella notte tra venerdì e sabato, hanno deciso di condizionare un intervento da 10 miliardi al prelievo forzoso (una tassa una tantum si diceva una volta) dai conti correnti accesi nelle Banche dell'isola mediterranea pari al 6,75% per le giacenze inferiori ai 100.000 euro e del 9,9 % per quelle superiori.

Beh, dico io, perché tutto sto casino? In Italia è da più di vent'anni che ci depredano il conto corrente e non è mai successo tutto sto caos. Cominciò quel furbacchione di Amato nel '92 con l'indimenticabile (ed indimenticato) 6 per mille, ma restando ai nostri giorni, scusate un secondo, l'uno per mille pagato lo scorso anno e l'1,5 per mille che pagheremo quest'anno su tutti gli investimenti, che cos'è se non un prelievo forzoso dai nostri conti correnti?

Certo a Cipro ci hanno dato giù di brutto, ma è solo una questione di misura, ripeto, anche e soprattutto sotto questo punto di vista, cioè tasse e balzelli vari, l'Italia non ha nulla da imparare da nessuno, anzi, sembra proprio che possa insegnare, e quando il docente è uno come Amato i risultati non possono che essere questi.

Per fortuna Wall Street ha alzato le spalle e si è detta che non sarà Cipro ad innescare panico sui mercati finanziari, ci penseranno gli stessi americani, ma al momento debito, non ora!

E così anche l'Europa ha ripreso fiato e per Parigi, Londra e Francoforte il ribasso al fixing si è limitato a pochi decimi di punto, al solito, invece, Piazza Affari ha lasciato sul terreno più del doppio, colpa, come sempre, dei nostri titoli bancari.

Certo nulla in confronto alla partenza, dopo che nella nottata Tokyo aveva perso il 2,7% anche il nostro Ftse Mib (-0,85%) ha aperto con un ribasso che sfiorava i tre punti percentuali, poi, pian piano, sono tornati gli acquisti che si sono intensificati con l'apertura delle contrattazioni a New York.

Ed alla fine ecco il fondo della classifica odierna: Banca MPS (-5,03%), Unicredit (-3,61%), Bper (-2,83%), Ubi Banca (-2,64%), Intesa (-2,52%) e Banco Popolare (-2,51%).

Quindi non c'è alcun dubbio su quale sia stato il comparto che ha maggiormente perso ed affossato l'intero indice principale. Diamo uno sguardo, però, anche alla parte alta della classifica perché non sono mancate le sorprese.

Parmalat (+8,26%) il motivo di questo boom non è noto, ma lo scopriremo presto, il titolo è risalito oltre quota 2 euro, non accadeva dal luglio 2011.

Stmicroelectronics (+5,38%) è stato il solo che anche dai primi minuti di contrattazione viaggiava in controtendenza, dopo la notizia che Stm ed Ericsson hanno deciso di suddividere le attività di joint venture (che successone che è stato!!!).

Rialzo da pi greco per A2A (+3,14%) al sesto guadagno nelle ultime sette sedute, per l'utility meneghina è ormai chiaro il prossimo recupero di quota mezzo euro.


Più info: http://www.finanzainchiaro.it/dblog/articolo.asp?articolo=15401#ixzz2NviX6VAC

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La misura non era stata presa per aiutare altri Paesi. Rabbia tra la gente perché era stato promesso che non sarebbero stati toccati i risparmi. Il precedente italiano del governo Amato.


 
Un accordo raggiunto in nottata dai ministri delle Finanze dell'eurozona prevede, in cambio di un piano di aiuti per circa 10 miliardi di euro al governo di Cipro, un pesante prelievo sui depositi bancari. Dalle prime ore del giorno, lunghe file di persone, a piedi e in auto, si sono create davanti agli sportelli bancomat per effettuare prelievi di contante. La rabbia è tanta perché era stato promesso che i risparmi non sarebbero stati toccati.
 
La rabbia della gente - Tra la gente in coda c'è stata tanta rabbia contro il precedente presidente della Repubblica, il comunista Demetris Christofias, accusato di aver temporeggiato e non aver preso tempestive misure contro la crisi imminente. Ma non sono mancati rimproveri al nuovo capo dello Stato, Nikos Anastasiades (centro-destra), che in campagna elettorale aveva più volte promesso "che i risparmi in banca non sarebbero mai stati toccati". Il presidente cipriota ha spiegato che il prelievo sui depositi è stata una decisione "dolorosa" da prendere ma necessaria per ottenere gli aiuti finanziari internazionali ed "evitare la bancarotta".

Due imposte uniche del 10 e del 7% - E' la prima volta che i correntisti bancari di un Paese vengono colpiti direttamente dalle misure di un piano di aiuti europeo. Ciò non è successo, per esempio, nei casi di Spagna, Grecia, Irlanda e Portogallo. Dal prelievo sui depositi bancari - molti dei quali sarebbero di cittadini russi non residenti - si spera di recuperare circa 5,8 miliardi di euro. Il prelievo consiste in un'imposta unica del 9,9% su tutti i depositi superiori a 100.000 euro e del 6,75% per quelli inferiori. Le banche effettueranno i prelievi martedì mattina, dopo la festività religiosa del cosiddetto "Lunedì pulito", l'equivalente ortodosso del Mercoledì delle Ceneri. Anche le banche cooperative, di solito aperte il sabato , hanno deciso di chiudere gli sportelli a causa dell'enorme afflusso di clienti che volevano prelevare il denaro in contanti e chiudere i propri conti. Il governo cipriota ha dato inoltre disposizioni affinché le banche blocchino durante questo fine settimana i trasferimenti di denaro via internet.

Il precedente di Amato - Un analogo precedente ci fu in Italia con il governo di Giuliano Amato nel 1992 quando venne istituita un'imposta straordinaria del 6 per mille sui depositi bancari da versare entro il 15 settembre di quell'anno.
 
Fonte: tgcom24.mediaset.it via finanzainchiaro.it

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Cenk Uygur sits down with Peter Joseph, founder of the Zeitgeist movement and creator of Zeitgeist, The Movie. The Zeitgeist movement's goal is to create global sustainability by changing established social systems. Can people save the world by changing socially? Is the market economy responsible for corruption, and is it serving its original purpose? Does the market economy leave room for true freewill, and is it truly possible to shed ourselves of material goods? Is Wall Street and its influence creating a sickness among mankind?

Cenk Uygur talks to Peter Joseph in-depth about the Zeitgeist movement, answering questions including how it would work, if it could work, and why the current social structure needs it to work.

Watch more interviews: youtube.com

Check out the main TYT channel: http://www.youtube.com/theyoungturks

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By Admins (from 16/03/2013 @ 00:06:19, in en - Video Alert, read 370 times)

With now over 45 countries participating in The Zeitgeist Movement's flagship annual global awareness event, the fifth annual "Zeitgeist Day", we invite all those who are unable to attend a live event to view the free, live webcast of the now sold out Los Angeles Main Event on March 17th:
http://www.ustream.tv/channel/zday-los-angeles

This 5 hour event will start streaming at 2pm PST on March 17th.

The 2013 symposium entitled “Realizing Human Progress & Sustainability” will address the most pressing social issues of our time with presentations from social activist Peter Joseph, author Federico Pistono, Former NASA Engineer Douglas Mallette and many more.


Zday Global Event Map: http://zdayglobal.org/
Official Press Release: http://www.prnewswire.com/news-releases/the-zeitgeist-movement-announces-the-5th-annual-zeitgeist-day-2013-187866031.html

Last Call for Event Submissions!
The 5th Annual "Zeitgeist Day" (Zday) weekend is this weekend! If you wish to host an event to be featured on our map and inform your community, please send us your information now.

A Zday event can be as simple as hosting a viewing of the the Los Angeles Live Webcast for your local community. Doing anything is better than doing nothing!

Event submission form: http://www.zdayglobal.org/organize/submit-your-z-day-2012-event

Good luck with your events and don't forget to document them! Always record everything and upload to your chapter's youtube channel!

In Solidarity,
TZM Global

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Toxinele din veninul acestor insecte pot distruge virusul, fara sa afecteze celulele din jurul acestuia, informeaza Mediafax.

Substanta din veninul de albina, melitina, distruge virusul prin strapungerea învelisului protector al acestuia.

Astfel, savantii de la “Washington University School of Medicine” au inserat aceasta toxina în nanoparticule, înzestrate cu un fel de "amortizoare", pentru a împinge celulele sanatoase atunci când se ciocnesc de acestea.

Dar, atunci când virusul HIV, care are dimensiuni mult mai mici, intra în contact cu ele, el se strecoara între doua astfel de "amortizoare" si este imediat atacat de catre toxina.

Aceasta toxina va putea fi folosita la fabricarea unui gel vaginal care sa împiedice raspândirea HIV în organism, a declarat medicul Joshia L. Hood.

Spre deosebire de medicamentele actuale care doar încetinesc efectele virusului, veninul de albine îl ataca si îl distruge complet, practic oprind infectarea organismului.

Studiul cercetatorilor americani a aparut în publicatia Antiviral Therapy.

Sursa: csid.ro

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Surpriza a fost totala pentru gazde, care, desi se aflau în razboi cu URSS, nu voiau sa fie percepute de sovietici ca un aliat vasal al Germaniei naziste. La întâlnirea dintre cele doua parti, un microfon „uitat” deschis de catre radioul national din Finlanda îl va înregistra pe Hitler având o discutie neprotocolara cu maresalul Mannerheim. Principalul subiect l-a constituit razboiul contra URSS, dar si importanta strategica pentru Wehrmacht a României.

Pretextul utilizat de Hitler pentru a merge în Finlanda a fost ziua de nastere a maresalului si comandantului suprem al fortelor armate finlandeze, Carl Gustav Mannerheim. Luati prin surprindere de vizita lui Hitler, finlandezi au evitat sa îi faca o primire oficiala Fuhrerului. Liderii finlandezii au ales ca loc pentru discutii un vagon restaurant ce se afla în apropierea aeroportului militar de la Immola, din sud-estul Finlandei.

Conform radioului finlandez, întâlnirea a durat o ora si a avut doua parti. In prima dintre acestea, care trebuia înregistrata de radio, Hitler a tinut un scurt discurs si un toast în onoarea maresalului Mannerheim. În cea de a doua parte, urmau sa aiba loc discutii particulare între Hitler si Mannerheim. Hitler n-a stiut însa ca si acestea au fost înregistrate.

Înregistrarea facuta atunci a fost tinuta secreta în arhivele radioului finlandez pâna în 2004.

Inamicul comun: URSS

Raceala cu care a fost primit Hitler în Finlanda are si o alta explicatie. O mare parte din opinia publica finlandeza era reticenta în ceea ce priveste o eventuala alianta cu Germania. Finlandezii s-au asteptat ca Hitler sa le propuna o ofensiva comuna contra URSS-ului, ceea ce încalca flagrant linia adoptata de conducerea finlandeza de a nu lupta pe teritoriul sovietic. De altfel, Finlanda nu voia sa piarda capitalul de simpatie internationala pe care si-l câstigase în urma atacului sovietic.

De partea cealalta, prin vizita în Finlanda, Hitler voia probabil sa se asigure ca Finlanda va continua sa lupte contra sovieticilor tinând pe loc trupe ale Armatei Rosii, care, altfel, puteau fi transferate pentru a lupta contra Germaniei. Este posibil ca Hitler sa le fi propus oficialitatilor finlandeze o implicare mai puternica în razboiul contra URSS, dar acestia sa fi refuzat. Din înregistrare, care se termina brusc, lipseste însa o astfel de discutie.

Contextul militar al vizitei

Dupa marea contraofensiva lansata de fortele rusesti pe 5 decembrie 1941, pe frontul de Est, trupele germane au fost împinse din fata Moscovei înapoi înspre orasul Smolensk. Ofensiva rusa a fost oprita cu mari pierderi de catre armata germana, în februarie 1942, la doar o suta de kilometri de Smolensk. Armata Rosie a reusit însa sa recucereasca orasul Rostov, punct de mare importanta strategica.

Încurajat de succesul contraofensivei de iarna,  Stalin hotaraste lansarea unei noi ofensive asupra pozitiilor germane la 12 mai 1942, în zona Harkov. Ofensiva rusa s-a concentrat pe zona aparata de  Armata VI-a germana condusa de Friedrich von Paulus. Dupa câteva succese initiale, ofensiva a fost oprita de germani, care au contraatacat puternic. Printr-o dubla învaluire în zona Harkov, germanii au încercuit un sfert de milion de soldati rusi. În ciuda încercarilor disperate ale rusilor de a sparge încercuirea, 200.000 de soldati rusi au cazut prizonieri în mâinile germanilor.

În vara anului 1942, Hitler îsi schimbase obiectivul. Cucerirea resurselor petroliere din Caucaz si ocuparea Stalingradului devenisera tintele cele mai importante pentru Wehrmacht, în detrimentul ocuparii Moscovei.

Analiza lui Hitler

În înregistrarea facuta publica de radioul finlandez, Hitler face o analiza pertinenta a situatiei de pe întreg frontul. Recunoaste ca nu a vrut sa fie prins într-un razboi pe doua fronturi Vest si Est. „Vremea” l-a obligat sa atace Franta în primavara anului 1940 si nu în toamna lui 1939, asa cum ar fi dorit. O alta cauza a întârzierii atacarii URSS-ului a fost ... Italia. Greutatile întâmpinate de aliatii italieni, atât în Africa, cât si (în special) în Albania si Grecia au obligat de fiecare data Germania sa sara în ajutorul aliatului, ceea ce a dus la o întârziere si la o scadere a fortei de lupta a Wehrmachtului pe frontul de Est. Hitler mai afirma ca a subestimat puterea si înzestrarea armatei sovietice si ca a vrut sa atace URSS-ul înca din 1940. Momentul hotarâtor în luarea acestei decizii a fost întâlnirea cu ministrul de Externe sovietic Molotov din august 1939.

Despre România

Deosebit de interesante sunt referirile lui Hitler la adresa României. Fuhrer-ul recunoaste transant faptul ca nici macar nu s-ar fi gândit sa atace URSS-ul fara petrolul românesc. În lipsa celor  cinci milioane de tone de petrol românesc, Wehrmachtul ar fi fost blocat. Cosmarul cel mai mare a lui Hitler era legat de o posibila ocupare a României de catre URSS în vara anului 1940. Insistentele lui Molotov în legatura cu garantia pe care o daduse Germania statului român l-au facut pe Hitler deosebit de suspicios în legatura cu posibilele intentii agresive ale lui Stalin la adresa României.

Din nefericire, înregistrarea se opreste la momentul în care Hitler îi relateaza lui Mannerheim raspunsul pe care i l-a dat lui Molotov în privinta garantiilor acordate României.

Transcriptul înregistrarii conversatiei lui Hitler cu Mannerheim -  4 iunie 1940:

Hitler: ... Nici noi n-am stiut chiar foarte exact ce dimensiuni monstruoase avea înarmarea acestui stat (URSS, n.r.)

Mannerheim: Noi nu ne-am imaginat deloc asa ceva în Razboiul de Iarna. În razboiul de iarna nu ne-am fi închipuit asta, desigur ca aveam impresia ca sunt bine înarmati, dar nu asa de bine cum erau în realitate. Iar acum nu mai exista niciun dubiu asupra intentiilor lor.

Hitler: E foarte clar. Au cea mai monstruoasa înarmare la care se pot gândii oamenii. Deci daca mie mi-ar fi spus cineva ca un stat poate alinia 35.000 de tancuri, atunci i-as fi raspuns: "Ati înnebunit!"

Mannerheim: 35.000?

Hitler: 35.000 de tancuri. Pâna acum am distrus peste 34.000 de tancuri. Daca mi-ar fi spus cineva lucrul acesta, i-as fi zis... "Dumneavoastra" (...) daca un general de-al meu  mi-ar fi declarat ca un stat dispune de 35.000 de tancuri as fi zis... "Dumneavoastra, Domnul meu, vedeti totul dublu sau înzecit. Sunteti nebun, vedeti stafii!". N-as fi crezut posibil lucrul acesta. Am gasit fabrici, doar una singura, în Kamiroskaia (?!?) spre exemplu, avea acum doi ani câteva sute (...) habar nu aveam.

Acum se afla acolo o fabrica de tancuri, care într-o prima faza avea peste 30.000 de muncitori, iar la terminarea constructiei peste 60.000 de muncitori, o singura fabrica de tancuri! Am ocupat-o, o fabrica gigantica! Mase de muncitori care însa trebuiau sa traiasca ca si animalele.

Mannerheim: În regiunea Donetk?

Hitler: În regiunea Donetk.

Mannerheim: Da, daca ne gândim ca au avut libertate sa se înarmeze timp de 20 de ani, peste 20 de ani, aproape timp de 25 de ani... si tot, tot ce au avut au cheltuit pe înarmare, numai pe echipare!

Hitler: Numai! Îi spuneam înainte Domnului Presedinte (al Finlandei, n. r), ca nu mi-as fi imaginat lucrul acesta înainte, daca as fi presimtit asta, atunci mi-ar fi fost si mai greu, însa decizia (de a ataca URSS, n.r.) as fi luat-o cu atât mai mult. Pentru ca nu aveam alta alternativa. Îmi era clar înca din iarna '39/'40 ca atacul asupra Rusiei trebuia sa vina. Însa eu (...) razboiul pe doua fronturi, el ar fi  fost o nenorocire, atunci am fi fost distrusi. Astazi vedem asta mai bine decât puteam atunci. Atunci am fi fost terminati. De fapt eu vroiam, initial înca în toamna anul 1939 vroiam sa realizez campania din vest. Numai permanenta vreme proasta pe care am avut-o ne- a împiedicat. Pentru ca toate armele noastre erau ... sunt arme "de vreme buna". Sunt foarte fiabile, sunt foarte bune, sunt însa din pacate arme de vreme buna, am vazut asta si acum în campania aceasta. Toate armele noastre sunt desigur proiectate pentru vestul Europei, si noi cu totii am fost convinsi, asta era parerea noastra înca din vremurile vechi, ca iarna nu se poate purta razboi. Iar tancurile germane nu au fost testate pentru a fi pregatite pentru razboiul de iarna, ci din contra s-au facut probe pentru a dovedi ca iarna nu se poate purta razboi. Ar fi fost alta situatie, ma întelegeti, în toamna lui 1939 ma aflam mereu în fata întrebarii, iar eu vroiam doar sa atac în orice caz! Si aveam convingerea ca voi fi terminat Franta în sase saptamâni. Însa când s-a pus întrebarea a venit brusc ploaia. Si vremea ploioasa dureaza, iar eu cunosc foarte bine regiunea asta franceza; si nici eu nu am putut ignora punctele de vedere a multor dintre generalii mei, anume ca probabil nu am fi reusit sa avansam cu elan, ca nu am fi putut exploata arma tancului, ca nu am fi putut exploata nici aviatia cu pistele improvizate pe câmp din cauza ploii, am fost acolo ca soldat timp de patru ani în Marele Razboi.

Si asa a venit întârzierea aceasta. Daca as fi terminat cu Franta în anul 1939, altfel ar fi decurs istoria lumii. Asa a trebuit sa astept pâna în anul 1940, si din pacate n-a mers înainte de luna mai, abia  pe 10 mai a fost prima zi frumoasa, pe 10 mai am atacat imediat. Pe 8 mai am dat ordinul pentru atacul din 10 mai. Si pe urma a trebuit sa realizam aceasta uriasa mutare a diviziilor din vest catre est. Am avut si acea sarcina, ocupatia Norvegiei. Si în aceeasi clipa s-a abatut peste noi un, astazi pot sa-i spun asa linistit, un foarte mare ghinion, si anume slabirea care a rezultat în Italia; prin, în primul rând prin situatia nord-africana, în al doilea rând prin situatia din Albania si Grecia, o nenorocire. A trebuit sa ajutam, asta a însemnat pentru noi brusc din nou o împartire a aviatiei, o împartire a diviziilor noastre de tancuri. Când tocmai eram pe cale sa pregatim tancurile aici pentru frontul de est, a trebuit din senin sa renuntam la doua divizii, doua divizii mari, pâna la urma au fost trei, si sa suplinim frecvent colo pierderi foarte mari.  Au fost lupte sângeroase care s-au dat acolo în desert. Toate astea ne-au lipsit foarte mult în est, si nu aveam alta alternativa decât decizia care era inevitabila.

Am avut pe urma o întâlnire cu Molotov atunci, si era foarte clar: Molotov a plecat de la întâlnire  decis sa înceapa razboiul, iar eu m-am despartit de el cu decizia sa i-o iau înainte daca e posibil. Caci pretentiile sale aveau ca obiectiv final foarte clar stapânirea Europei.

Pentru noi deja în toamna lui 1940 s-a pus necontenit întrebarea daca sa provocam o ruptura. Eu atunci am sfatuit mereu guvernul finlandez sa negocieze si sa câstige timp si sa trateze lucrurile diversionist. Pentru ca am avut întotdeauna o frica: ca Rusia va ataca în mod surprinzator România în toamna târzie. Pentru a ajunge în posesia surselor de petrol. Iar noi nu am fi fost gata pregatiti în toamna târzie a lui 1940. Daca atunci Rusia ar fi ocupat sursele de petrol românesti, pai atunci Germania ar fi fost pierduta! Cu 60 de divizii  rusesti treaba s-ar fi facut. Atunci noi nu aveam în România forte militare. Guvernul României ni s-a adresat abia mai târziu, iar ceea ce aveau ei (armata romana, n. r.) ar fi fost ceva ridicol. Aia trebuiau doar sa-si asigure sursele de petrol. Eu nu puteam sa mai încep un razboi au armele noastre în septembrie sau octombrie, pai asta ar fi fost imposibil. Nici mutarea armatei catre est nu o aveam înca pregatita. A trebuit mai întâi sa punem în ordine armele. Pentru ca în cele din urma am avut desigur si de suferit sacrificii în campania din vest. Ar fi fost imposibil sa pornim înaintea primaverii lui 1941. Iar daca rusul ar ar fi ocupat România în toamna lui 1940 si ar fi cucerit sursele de petrol, atunci le-am fi pierdut pe acestea în anul 1941. Noi avem marea productie germana, însa ceea ce înghite numai aviatia, ce înghit diviziile noastre de tancuri, sunt totusi cantitati monstruoase. Este un consum care depaseste toate imaginatiile. Fara contributia a cel putin 4 pâna la 5 milioane de tone de petrol românesc nu am putea duce razboiul. De asta am fost foarte îngrijorat. De aceea si obiectivul meu a fost  de a scurge prin negocieri aceasta perioada,  am fost  de puternici  raspundem acestor pretentii de santaj.  Pretentiile erau pur si simplu santaj gol-golut. Era un santaj, rusii stiau ca nu avem încotro, ca eram legati în vest, puteau sa obtina de la noi orice prin santaj. Iar abia la vizita lui Molotov am (...)

 Astfel negocierile s-au terminat foarte abrupt. Era vorba de patru puncte. Primul punct, care privea Finlanda, libertatea de a se apara în fata amenintarii finlandeze. Zic eu: " Nu-mi puteti spune mie ca Finlanda v-ar ameninta!". Molotov: "Finlanda lucreaza  împotriva prietenilor Uniunii Sovietice, acestia sunt urmariti fara încetare". O mare putere nu poate permite sa-i fie periclitata existenta de catre un stat mic.

 Îi zic: "Pai existenta Dumneavoastra nu e amenintata de Finlanda. Nu puteti sa-mi povestiti mie ca existenta Dumneavoastra ar fi amenintata de Finlanda". Ba da, ar exista si o amenintare morala a existentei unui mare stat, si ceea ce ar urmari Finlanda ar fi o amenintare la adresa existentei morale. Atunci i-am spus ca nu vom mai tolera ca spectatori pasivi un nou razboi la Marea Baltica. M-a întrebat care este pozitia noastra în România. Caci noi dadusem garantia. Daca garantia se îndrepta si împotriva Rusiei. I-am raspuns atunci ca nu cred ca se îndreapta împotriva lor, deoarece "doar nu aveti intentia sa atacati România". "Nu am auzit niciodata ca ati avea intentia de a invada România. Ati spus mereu ca Basarabia va apartine, dar nu ati spus niciodata ca vreti sa atacati România", Da, zicea el, ca doreste sa stie precis daca aceasta garantie ... (sfârsitul înregistrarii)

Surse:
historia.ro - Autor: Ciprian Stoleru
lilick-auftakt.blogspot.com
http://de.sevenload.com/videos/2ZxJwFp-Privatgespraech-Hitler-Mannerheim
http://www.dw-world.de/dw/article/0,2144,1360379,00.html
http://www.spiegelfechter.com/wordpress/476/hitler-off-the-records

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La jumatatea anului trecut celebra agentie de stiri Reuters s-a folosit de reteaua de socializare Facebook pentru a da de urma unui pedofil care urma sa intalneasca o potentiala victima, politia preluand cazul si intemnitandu-l pe raufacator. A fost primul semn ca un banal cont pe o astfel de retea poate ajuta fortele de ordine in lupta impotriva infractorilor, chiar daca mijloacele trec peste intimitate si drepturile civile.

"Noi nu ne-am dorit sa punem la punct un mediu in care utilizatorii sa fie supravegheati non-stop, ba dimpotriva. Cu toate acestea, unele fotografii si informatii, plus discutii prin mesageria instant pot ajunge in posesia altor persoane. Nu este vina noastra", a spus seful securitatii pentru Reuters in urma cu jumatate de an.

Retelele de internet pot incalca intimitatea si duce la arestarea unui posibil infractor cu mult inainte ca politia sa poate obtine un mandat pentru aceasta. Tocmai de aceea, fortele de ordine apreciaza faptul ca reteaua Facebook poate face "partea murdara a afacerii" si ca nu poate fi adusa in justitie.

Sursa: yoda.ro

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Un luogocomune planetario è senz’altro quello che vuole il “pesce” un ottimo alimento per l’uomo, non solo perchè contiene pochi grassi, ma anche per l’apporto di Omega-3 acidi grassi insaturi essenziali per un efficente organismo. Attribuendogli doti quali: migliorare il ritmo cardiaco favorendo la circolazione del sangue, ridurre la formazione di trombi ed emboli, ridurre i trigliceridi e l’aggregazione delle piastrine.

Sempre più studi scientifici tendono però a confermare l’esatto contrario. Oltre ad affermare l’inutilità degli Omega-3 del pesce, questi acidi grassi sono risultati addirittura dannosi. Sono cioè correlati al rischio di cancro alla prostata (Brasky, 2011), al rischio di aritmie cardiache e non prevengono il cancro (JAMA 2005, Rait 2005, MacLaen 2006), non sono in grado di ridurre gli eventi cardiovascolari e non risultano protettivi nei confronti dello sviluppo dell’insufficienza cardiaca (Hooper 2006, Dijkstra 2009, Kromhout 2010), sono correlati all’insorgenza del diabete di tipo 2 e del diabete mellito (Harvard, Kaushik 2009), non migliorano le funzioni cerebrali negli anziani e neanche lo sviluppo cognitivo dei nascituri (Dangour 2010, Quinn 2010, Makrides 2010).

Esiste però un altro alimento, con ritrovamenti che ne fanno cominciare l’utilizzo addirittura 10.000 anni fa, che possiede sia gli Omega-3 che gli Omega-6. Si tratta dei semi di canapa...

L’olio di semi di Canapa è un alimento dalle straordinarie proprietà nutrizionali, infatti non solo possiede tutti gli 8 amminoacidi essenziali (l’organismo umano è in grado di ricavare ed elaborare dalle proteine della canapa tutte le proteine di cui abbisogna), è l’unico alimento nel pianeta che può vantare questa caratteristica, ma tra le qualità più importanti c’è senza dubbio anche la presenza di acidi grassi essenziali polinsaturi Omega-3 e Omega-6 nella proporzione migliore per l’essere umano: nessun altro alimento in natura è infatti in grado di garantire una proporzione 1:3, rapporto raccomandato dalle ricerche mediche e dalle più avanzate teorie in ambito di nutrizione.

Nell’olio di semi canapa sono presenti anche quantità significative di Vitamina E, antiossidante naturale; fitosteroli e cannabinoidi (specialmente CBD, Cannabidiolo) che secondo le più recenti acquisizioni medico-scientifiche hanno un’importante funzione di modulazione per quanto riguarda il sistema immunitario e le funzioni cognitive.
L’olio di semi di canapa è principalmente un valido antinfiammatorio. Ne è stata inoltre dimostrata l’efficacia per la cura di diverse patologie.

BENEFICI:

Colesterolo

L’uso quotidiano di olio di canapa (circa 4/5 cucchiaini al giorno) fa diminuire rapidamente gli eccessivi livelli nel sangue di colesterolo LDL (quello “cattivo”) e di colesterolo totale, riducendo così anche il rischio di trombosi e abbassa, inoltre, i livelli di trigliceridi nel sangue, per il matenimento, in una dieta equlibrata è sufficiente 1 cucchiaino ogni 2/3 giorni-

Malattie cardiovascolari

L’assunzione dell’olio di canapa, in sostituzione di altri olii, aiuta a prevenire e a ridurre l’arteriosclerosi ed altre malattie cardiovascolari perché mantiene più elastiche le pareti dei vasi sanguigni ed evita l’accumulo di grasso nelle

Malattie osse e infiammazioni

Viene usato anche per la prevenzione e per la cura dell’artrosi e dell’artrite reumatoide e di altre malattie infiammatorie come l’infezione cronica della vescica, la colite ulcerativa, il trattamento del colon irritabile e del morbo di Crohn.

Sindromi ginecologiche e neurologiche

Utilissimo per la sindrome premestruale e nella menopausa; combatte l’osteoporosi e viene impiegato per curare problemi di apprendimento, deficit della memoria, difficoltà di concentrazione e mancanza di attenzione, depressione cronica e depressione post-parto.

Pneumopatie

L’olio di canapa è impiegato nella cura di malattie asmatiche e affezioni respiratorie, sia delle basse che delle alte vie respiratorie.

Malattie della pelle

Data la sua potentissima azione antinfiammatoria, quest’olio è ottimo per molti problemi della pelle come: psoriasi, vitiligine, eczemi, micosi, irritazioni da allergie, dermatiti secche e per tutte le infiammazioni o irritazioni localizzate. Può inoltre migliorare le condizioni della pelle affetta da acne. Oltre che all’assunzione per bocca, si applica anche direttamente sulla zona da trattare per ridurre i pruriti e le infiammazioni. Efficace anche per la cura dei funghi alle unghie (onicomicosi).

Fonti: blobjects.it via disinformazione.it – ilsentiero.net – wikipedia

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"Il problema è che il popolo italiano è diviso in due: chi vuole tenere la tavola apparecchiata e chi vuole sparecchiare": così Beppe Grillo si è espresso ai microfoni di Pierre Ograbek – giornalista della Radiotelevisione svizzera (RSI) – il giorno dopo il voto.

Il comico genovese non solo ha confermato il suo rifiuto di allearsi a una coalizione, ma ha evocato anche la possibilità di tornare alle urne. L'intervista integrale ed esclusiva è stata pubblicata sul sito della RSI il 26 febbraio 2013.

ASCOLTA L'INTERVISTA

Fonte: swissinfo.ch via cronachelodigiane.net

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Prima di tutto una premessa: questo articolo non è una notizia e nemmeno una previsione di quello che potrà accadere in futuro, semplicemente vuole descrivere come ci siano alcune condizioni che potrebbero portare ad una guerra civile in Italia in un più o meno prossimo futuro. Ma assolutamente non si sta dicendo che ci sarà una guerra civile o che ci sia una probabilità più o meno certa a riguardo.

Vogliamo analizzare la questione partendo da una metafora, quella del classico triangolo del fuoco, che spiega in maniera sintetica come si sviluppa un incendio. Come tutti sanno i tre elementi fondamentali sono il combustibile (il materiale infiammabile), il comburente (ruolo di solito svolto dall’ossigeno) e infine la temperatura d’innesco (la temperatura necessaria che provoca la reazione tra combustibile e comburente) che è la classica scintilla che fa scoppiare l’incendio.

Ecco, una guerra civile essenzialmente è paragonabile ad un incendio dove il combustibile sono le tensioni politiche, sociali,religiose o etniche presenti in un dato stato, il comburente è la situazione economica che può dar fiato a queste tensioni e la scintilla è un grave evento più o meno inaspettato che fa esplodere tutte le tensioni esistenti.

Nel caso dell’Italia, il comburente è la situazione economica, che come tutti sappiamo è molto grave con una disoccupazione in continua crescita, la recessione che non accenna a fermarsi, l’eccessiva pressione fiscale, 140 miliardi di euro di debiti verso le imprese non pagati da parte dello Stato, il debito pubblico che continua ad incrementare.
E tutti questi fattori economici, sopra descritti, sono tutte condizioni che anche nella Storia recente sono state alla base di rivoluzioni, colpi di stato e guerre civili. Un esempio tra quelli più famosi è la Rivoluzione Francese scoppiata a seguito di una fortissima crisi economica e all’aumento delle tasse.

Ora invece elenchiamo tutti i combustibili presenti nella situazione italiana, quindi tutte le tensioni presenti attualmente:

1) Stallo politico: come sappiamo dalle ultime elezioni è uscito un risultato che porterà ad un Senato ingovernabile e attualmente non c’è nessuna intesa tra i principali soggetti politici per evitarlo. Inoltre, essendo il Presidente della Repubblica nel semestre bianco, non ha diritto a sciogliere le Camere e indire nuove elezioni, quindi lo stallo può prolungarsi. E ancora, se non ci sarà nessun accordo politico si rischia anche di non riuscire ad eleggere il prossimo Presidente della Repubblica e nemmeno il Presidente del Senato, rispettivamente la prima e la seconda carica dello Stato.

2) Proroga del governo Monti, governo tecnico o governo “inciucio” tra PD-PDL: c’è una forte possibilità che nel caso di mancato accordo politico si possa, seguendo il modello belga, prorogare l’incarico del premier in carica (Monti) oppure Napolitano, potrebbe indicare un personaggio esterno o Monti stesso per formare un nuovo governo tecnico. Ultima ipotesi è un’accordo tra PD-PDL per un governo di unità nazionale per fare le riforme più urgenti e poi tornare alle urne. In tutti e tre questi casi si formerebbe un governo molto impopolare che di fatto avrebbe stravolto il risultato elettorale e la stessa istituzione democratica.

3) Rischio bancarotta: nel caso si confermasse lo stallo politico e l’Italia fosse soggetta ad un attacco speculativo e alla risalita dello spread e si dovesse ricorrere al MES o all’OMT per finanziarsi, con la conseguente accettazione di misure di austerità in cambio di aiuti finanziari, non ci sarebbe nessuna carica istituzionale eletta democraticamente che possa richiedere questi aiuti e firmare un eventuale memorandum di misure di austerità; nel caso nessuno chieda questi aiuti, l’Italia potrebbe anche trovarsi in bancarotta, mentre se qualcuno con un atto di forza firmasse la richiesta di aiuti e il memorandum, provocherebbe probabilmente l’ira popolare.

4) Partito Democratico spaccato: il soggetto politico più importante, il Partito Democratico è scosso da forti divisioni interne, nel caso si verificasse una spaccatura, il quadro politico diventerebbe ancora più complicato e instabile. Inoltre continuano le indagini per lo scandalo dei Monti dei Paschi di Siena, con tutte le conseguenze che questo ha per il partito stesso, che come tutti sanno è molto vicino a MPS.

5) Berlusconi a rischio galera: il secondo soggetto politico più importante, il Popolo della Libertà è invece turbato dalle innumerevoli vicende giudiziarie del suo leader, Silvio Berlusconi. Il 23 marzo ci sarà la sentenza che potrebbe confermare i quattro anni di carcere e l’interdizione dai pubblici uffici, richiesti per frode fiscale. E, cosa senza precedenti, lo stesso Berlusconi ha convocato per la stessa data una manifestazione contro la magistratura. Quindi esiste un pericoloso scontro tra potere politico e potere giudiziario. E Berlusconi farà di tutto per non finire in carcere, anche la rivoluzione se necessaria.

6) Movimento Cinque Stelle: il terzo soggetto politico più importante (considerando i precedenti come leader di coalizioni), il Movimento Cinque Stelle è un movimento che sicuramente possiamo definire rivoluzionario, dato che vuole un radicale cambiamento delle leggi e della struttura dello Stato italiano. Attualmente vuole attuare la sua rivoluzione in modo pacifico, ma se si instaurasse un governo antidemocratico o se le altre forze politiche, con trucchi e imbrogli,cercassero di danneggiarlo (ad esempio con lo scouting dei parlamentari a Cinque Stelle) potrebbe anche ricorrere alla piazza. E Grillo ha la popolarità e soprattutto anche l’audacia necessaria per farlo.

7) Attentati e scontri sociali: recentemente i Servizi Segreti hanno dato l’allarme sul rischio di attentati spettacolari. Una nuova stagione di attacchi terroristici potrebbe  portare all’instaurazione di un nuovo clima di tensione e anche a leggi liberticide.

8) Ondata di manifestazioni: il Popolo Viola ha indetto una manifestazione contro Berlusconi lo stesso giorno in cui il PDL ha indetto la propria; il Movimento dei Forconi ha intenzione l’11 marzo di iniziare una nuova stagione di proteste e di bloccare l’intero Sud d’Italia; sicure manifestazioni studentesche con toni ed atteggiamenti sempre più estremi e violenti; tensioni e manifestazioni NO-TAV; scioperi e proteste degli operai delle aziende in crisi.

9) Esplosione socio-economica dei paesi confinanti: Spagna, Grecia, Slovenia, Bulgaria e Cipro sono travolte da una fortissima crisi economica e alcuni di questi paesi, soprattutto la Grecia, sono sull’orlo di un vero e proprio conflitto sociale che potrebbe contagiare anche la vicina Italia, già contagiata dalla crisi dei debiti sovrani.

10) Ingerenze straniere: Germania, Inghilterra e Stati Uniti non esitano ad interferire sulla situazione economica e politica italiana. Soprattutto è da tenere in considerazione la politica non filo-NATO di Beppe Grillo e l’euroscetticismo dello stesso e l’ostilità della finanza internazionale e della Germania nei confronti di Berlusconi.

11) Lega Nord: il movimento leghista governa le tre regione principali del Nord: Piemonte, Lombardia e Veneto. Ricordiamo che gridavano alla secessione ed ora governano su quasi l’intera “Padania”.

12) Crimine organizzato: Cosa Nostra, ‘Ndrangheta, Camorra e Sacra Corona Unita non possono che ampliare le proprie fila grazie ad una crisi economica che non lascia alla maggioranza dei giovani meridionali nessuna prospettiva per il futuro. Come hanno ricordato i Servizi Segreti, la Camorra dispone di una vera e propria forza militare e in questo clima di incertezza non è da escludere un attacco allo Stato o l’utilizzo di queste organizzazioni malavitose da parte di soggetti politici per scopi personali.

13) Nulla da perdere: a causa della crescente crisi economica moltissime persone si trovano travolte dai debiti, senza un lavoro e in una condizione di estrema disperazione. Molte di esse potrebbero preferire la ribellione al suicidio.

Queste sono a nostro avviso le principali tensioni, potenzialmente esplosive, presenti in Italia. La seria differenza della nostra situazione rispetto a Grecia e Spagna, dove si sta consumando una crisi economica ad un livello recessivo più avanzato, è la presenza di uno stallo istituzionale, di un gravissimo scontro tra poteri dello Stato, dell’uso politico della magistratura e di un clima politico violento che è anche un’eredità della guerra civile del 1943-45.

L’unica cosa che non possiamo enunciare è quale sarà e se ci sarà una scintilla che ci porterà ad una guerra civile. Possiamo fare delle ipotesi come un’eventuale condanna definitiva per Berlusconi oppure un’attentato inaspettato oppure il colpo di mano di qualche soggetto politico o qualsiasi altra cosa che non si può prevedere allo stato attuale. E inoltre quali saranno gli eventuali fronti di una guerra civile? L’ipotesi che penso possa essere più probabile è lo scenario siriano, quindi uno schieramento governativo e legittimato contro uno schieramento ribelle. Però è soltanto un’ipotesi su un’altra ipotesi.

Un’ultima riflessione personale è che un’eventuale guerra civile non va necessariamente contro gli interessi eurocratici perché potrebbe anche spianare la strada ad un intervento esterno in Italia, una classica “missione di pace” a supporto del governo legittimo, magari effettuata dall’Eurogendarmeria, così da privare il nostro paese oltre che della sovranità economica anche della sovranità politica e territoriale. A proposito rimando all’articolo “La lunga marcia dell’Eurocrazia”.

Concludendo, come già scritto nella premessa, non si vuole nel modo più assoluto fare dell’allarmismo, probabilmente non ci sarà nessuna scintilla e men che meno una guerra civile o una rivoluzione, questo articolo vuole solo invitare alla riflessione e a stare in allerta così da poter cogliere ulteriori segnali che possano portare ad un’eventuale situazione di guerra interna.

Al tempo stesso però invito a non escludere del tutto nessun scenario, perché la Rivoluzione Francese e la Primavera Araba non vennero annunciate da nessuno e colsero tutti di sorpresa. Ovviamente speriamo che tutto questo non accada, perché solo di una cosa possiamo sicuramente avere certezza: una guerra civile sarà fatta scoppiare dai potenti ma a pagarne le conseguenze sarà il Popolo, quindi tutti noi.

Fonte: hescaton.com

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